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Stamane la presentazione ufficiale di Sean SOGLIANO che firma un biennale e diventa il nuovo direttore sportivo dell'HELLAS VERONA sostituendo l'ormai ex 'avvelenato' GIBELLINI; confermato in panchina MANDORLINI che, tirato in causa dopo le parole del 'Gibo', si rifugia per il momento in un 'low profile'...


PRESENTATO SEAN SOGLIANO...
...E' ufficialmente lui, l'uomo di fiducia del futuro maggior azionista dell'HELLAS Maurizio SETTI, il nuovo direttore sportivo del VERONA che sarà.
Alla conferenza stampa, assente il patròn per motivi di salute, è stato il socio GianPietro MAGNANI a fare gli 'onori di casa'; MANDORLINI confermato in panchina (ma sarebbe stata inconcepibile e perlomeno controproducente qualunque altra scelta).

Di seguito le prime parole, riportate da HellasVerona.it, del nuovo diesse che ha firmato un contratto biennale:
Sposo il progetto di venire a Verona con grande entusiasmo, il mio impegno di certo non mancherà. Sono una persona schietta, che ama il rapporto vero con gli interlocutori. I risultati si ottengono con tutte le componenti che remano dalla stessa parte. Spero di riuscire a creare un'unità, che è la forza principale per la squadra.

Ci saranno anche difficoltà, poichè il calcio non è una scienza esatta. Le mete si centrano con sacrificio, e facendo ognuno il proprio lavoro. Ho scelto Verona perchè l'intento era quello di risentire i brividi una volta entrato nello stadio. Non nascondo l'esistenza di altre opportunità, ma il mio accordo è stato definito prima dei play-off. L'arrivo non era legato alla categoria, bisogna guardare avanti, parlare del passato è bello, ma le motivazioni vanno trovate nei traguardi futuri. A Varese ho lasciato parte della mia vita professionale, quando accetto una sfida do tutto per far bene. La cosa migliore quando si ha di fronte una tifoseria importante è saper interagire con la gente.

Il mio obiettivo è sudare tanto, per trovarsi pronti in vista della prima partita di campionato. Non voglio guardare troppo lontano, in cadetteria se si parla tanto le brutte sorprese sono dietro l'angolo. Setti mi ha chiamato dicendo che avrebbe acquisito la società con la presenza di Martinelli. Sono felice di esser stato scelto e della condivisione dell'attuale presidente, ciò mi ha dato ancora più forza per far bene il mio lavoro. Un imprenditore che decide di acquistare l'Hellas sa dove viene.

C'è tanto da migliorare, mantenendo le cose buone fatte recentemente. La società va strutturata, penso per esempio al settore giovanile, che è sempre un punto di forza per un club. Nel vivaio serve pazienza, perchè i risultati non si ottengono subito. Bisogna sfruttare il bacino locale, per poi guardare a giovani provenienti da fuori. Quella attuale è una fase caratterizzata da molte idee, la conclusione delle operazioni è ancora lontana. Valutiamo con calma la situazione, il mercato è sempre più difficile per la carenza di liquidità. Tutto ciò non mi spaventa, fa parte del mio lavoro. Chi si trasferisce in riva all'Adige dovrà essere prima uomo che calciatore.

Non porto dietro uomini di fiducia o amici, intervengo se vedo che qualcosa manca e se c'è la presenza di professionisti di spessori, in grado di tramutarsi in valore aggiunto. Ho stima del segretario generale che farà parte dell'organigramma, senza nulla togliere a chi ha lavorato finora e probabilmente lavorerà ancora nell'Hellas. Se Mandorlini è l'allenatore è perchè credo sia la scelta migliore in questo momento, saremo attenti su tutte le situazioni, essendo più presenti in certe sedi. E' un discorso particolare, grazie ad una struttura dotata di persone giuste che mantengano i rapporti cureremo degli aspetti magari un po' trascurati. I proclami non fanno parte del mio carattere, vorrei che un giorno restassero i fatti, non le parole

Sean SOGLIANO [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

DICONO
Sean SOGLIANO2 «Sono felice di essere approdato a Verona, questa decisione mi dà grande stimolo. Mi ritengo davvero contento di questa scelta, ho grande voglia di lavorare per una piazza ed un presidente che vantano fiducia nel mio lavoro. Per un professionista questa è la cosa più bella. Sono una persona chiara e tranquilla, mi piace confrontarmi, parlare apertamente. Mandorlini è l’allenatore dell’Hellas Verona, si tratta della cosa più giusta. Ha fatto un ottimo lavoro, dispiacciono i problemi nati tra lui e Gibellini. Se ne è discusso anche troppo, il mio metodo prevede un confronto frequente col tecnico. Dobbiamo conoscere i rispettivi caratteri, conta più l’unità d’intenti di qualsiasi altra cosa. Un feeling particolare può essere un valore aggiunto, non amo parlare per sentito dire ma vivere le situazioni in prima persona. E' ovvio e giusto che col passare del tempo, strada facendo, il rapporto si debba consolidare».
Alle promesse estive l'ex Varese preferisce nettamente la concretezza: «Per quanto riguarda gli obiettivi, sarebbe troppo facile dire che l'intento è far meglio rispetto all'anno scorso. Fare proclami serve a poco, è utile avere consapevolezza delle difficoltà che si presenteranno. Il cammino sarà lungo e complicato, le mete vanno raggiunte pensando partita per partita e dando il massimo» HellasVerona.it

...E MANDORLINI, dopo essere stato pesantemente attaccato dall'ex diesse GIBELLINI, sceglie (stranamente rispetto al suo carattere sanguigno e passionale) un 'low profile' «Che Verona sarà? Ancora non si sa nulla, bisognerà vedere. C'è una nuova struttura societaria. L'unica cosa certa è che il signor Gibellini non c'è più... Chiariamo una cosa: quello che dice Gibellini è una cosa, la realtà un'altra. La verità la sappiamo io e il presidente. Le parole di Gibellini per me hanno poco valore, anzi non ne hanno mai avuto» TuttoMercatoWeb.com

Sean SOGLIANO svela qualche retroscena... «A febbraio avevo fatto un accordo con il Presidente Preziosi per diventare il nuovo ds del Genoa. Alla fine del campionato però non ho più avuto riscontri. Per me i contratti sono sì importanti, ma prima c'è il rapporto tra le persone. Ho voglia di lavorare e non solo di legarmi ad un club con un contratto. Non so perché Preziosi abbia cambiato idea. Il presidente ha fatto altre valutazioni, non vivrò il Genoa, ma sono pronto per il Verona. Non voglio fare polemica, ma mi piacerebbe incontrare Preziosi per parlarne. Penso sia giusto farlo, con tranquillità. Fermo restando che Lo Monaco è un ottimo dirigente, capace e preparato».
Avrebbe portato Sannino sulla panchina del Grifone? «Sì. Era una mia idea. Era quello che avrei voluto fare».
Perché ha rifiutato Siena? «Ho parlato con Mezzaroma, che ringrazio perché è stato molto gentile. Mi ha fatto una bella proposta, però ho preso la decisione di accettare Verona».
Il presente ed il futuro si chiama Verona. «Ho accettato quest'opportunità con felicità e orgoglio. La mia scelta non è stata in base alla categoria, ma alle mie sensazioni. Ho bisogno di risentire i brividi quando entro in uno stadio. E a Verona questo effetto non mancherà. Per il dna della piazza e dei tifosi, sarà una squadra che ha voglia di fare bene, che lotterà sempre e darà il massimo. Gli obiettivi si conquistano partita dopo partita, allenamento dopo allenamento. Non è una frase fatta, lo penso davvero. La maglia dei giocatori sarà sudata, sarà una squadra che venderà cara la pelle».
L'ambiente spera in una maggiore sintonia tra ds e allenatore. Cosa che negli altri anni non s'è verificata. «I migliori risultati li ho ottenuti con sintonia e feeling tra le parti. Non voglio entrare nel merito di quanto accaduto in precedenza. Ho parlato con Mandorlini e Gibellini, ma ora bisogna pensare solo al bene del Verona. Ripartiremo dal mister, che sarà confermato. Spero di avere un buon rapporto con lui».
Le faccio due nomi: Chibsah della Juventus e Romanò dell'Inter. «Sono due giovani interessanti che possono dare qualcosa anche in una prima squadra. Sono nomi interessanti, due giocatori bravi. Vedremo...».
Hallfredsson e Gomez potrebbero lasciare Verona? «Sono due giocatori che hanno fatto bene, non vorremmo privarcene. Ma dovesse arrivare un'offerta giusta per la società, magari verrebbe valutata. Fermo restando che non vogliamo privarci di loro» TuttoMercatoWeb.com


RASSEGNA STAMPA
23.04.2013
Sogliano, mister per caso «Contava solo vincere»
IL "TERZO" ALLENATORE. Notte da ricordare per il direttore sportivo

Spunta Sean Sogliano. Allenatore per una notte. Mandorlini e Bordin sono stati messi fuori causa dall'arbitro. Il direttore diventa mister. Situazione paradossale. Ma tutto va a meraviglia. A fine gara si esulta. Pure Mandorlini scherza con il tecnico improvvisato. Ripresa straordinaria. Verona in festa. Sogliano, che notte è stata? «Mi mancava solo di entrare in campo e giocare, e poi avevo fatto tutto. Quando la palla mi arrivava vicino mi veniva d'istinto di scattare ed entrare pure io. I primi cinque minuti mi sembrava di essere Fantozzi. Non sapevo che cosa fare. Poi alla fine è andata così. Chiunque della panchina al mio posto avrebbe fatto quello che ho fatto io. Avevamo voglia di ribaltare questa partita. Anche perchè sapevamo che era una gara particolare. Sono rimasto in piedi io perchè ho più voce degli altri. Meritavamo di vincere la partita. Di sicuro ho capito cosa può accadere ad un allenatore quando è in campo. Rischi di andare in trance. Comunque, noi non dobbiamo essere troppo bravi, troppo belli, troppo perfetti. Dobbiamo solo giocare con il 'sangue agli occhi' come abbiamo fatto oggi, altrimenti non l'avremmo mai rimontata la partita».

Che cosa è successo nel finale di primo tempo? Maifredi, consulente del presidente del Brescia Corioni, ha detto che l'arbitro nel secondo tempo ha cambiato atteggiamento «Io stimo Maifredi perchè è persona di calcio, ma non può dire una cosa del genere. La polemica che c'è stata a fine primo tempo è situazione 'classica' che capita spesso negli intervalli. Ma non è successo nulla di che. Abbiamo subito le espulsioni dei nostri due allenatori e non si è detto nulla. La partita è cambiata per i due gol messi a segno da Cacia e non per un rigore inventato o per episodi che hanno cambiato l'incontro. Da una persona intelligente come Maifredi non posso accettare che abbia detto una cosa del genere». Le scelte di formazione iniziali hanno un po' sorpreso... «Il mister ha cambiato all'ultimo giorno. Ha azzeccato scelte importante. Ma resto convinto che chiunque fosse sceso in campo avrebbe dato tutto».
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Sogliano: "A testa alta, così ce la giochiamo" / VIDEO
Postata il 19/04/2013 alle ore 17:13
SANDRA' - Segui su hellasverona.it la conferenza stampa di Sean Sogliano. Ecco le principali dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù in vista della sfida contro il Brescia in programma lunedì 22 aprile: "Una partita brutta contro il Cittadella, abbiamo fatto una grande fatica, si è vista una squadra scarica dal punto di vista nervoso. A Varese, a Brescia, a Empoli, a Novara parlano di Serie A. Noi veniamo da una partita giocata male, ma siamo a un punto dalla Serie A. E dove mi giro è possibile che trovo sempre teste basse. Dai giocatori al magazziniere, tutti tristi. Dopo Cittadella ero rammaricato, ma a 5 partite dalla fine dobbiamo azzerare i nostri stati d'animo negativi. Noi siamo a un punto dalla Serie A, io metterei la firma ogni stagione a ritrovarmi in questa condizione a 5 giornate dalla fine. Noi dobbiamo giocarcela in modo duro, non con la testa bassa. Ci vuole la cattiveria giusta, la squadra deve scendere in campo con la testa alta. E ci vuole tutto l'ambiente per sostenere questo, dai giornalisti ai tifosi. Non è possibile vedere un ambiente così, con la testa bassa e le facce tristi non si vince. Io voglio vedere una bolgia, azzeriamo tutto e giochiamocela insieme. Dobbiamo avere più voglia noi degli altri che hanno meno punti. L'altra cosa è che contro il Cittadella abbiamo giocato contro la classifica, contro l'Empoli, contro il Novara, contro il Livorno, contro il Sassuolo, non contro il nostro avversario. Loro hanno giocato contro di noi e ci hanno fatto un mazzo così. Lunedì giochiamo contro il Brescia e dobbiamo fargli un mazzo così, perché le urla di gioia dell'andata da parte loro io me le ricordo. Non giochiamo contro l'ansia".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

20 Aprile 2013: Testa alta per le ultime 5 giornate!

20.04.2013
Sean a testa alta «Contro il Brescia voglio una bolgia»
SENZA PAURA. Sogliano carica la truppa in vista del posticipo di lunedì. «Mi guardo in giro e vedo tutti con la faccia triste Siamo a un punto dalla A, un'occasione da sfruttare Basta con questo pessimismo, sarebbe un autogol»
Sean alza il volume. Al massimo. Adrenalina pura. «Quella che dovrebbero avere giocatori a un punto dalla A a cinque giornata dalla fine, altrimenti meglio cambiare mestiere», il messaggio forte di Sogliano, esteso per la verità a tutti gli attori del finale di stagione. Mister e tifosi compresi. Quasi un'ora di conferenza stampa a Sandrà. A testa alta il diesse, un po' meno gli altri. Questo dice Sean. Fiero di essere vicino al Livorno, duro più che mai nel non mollare la presa. E nel voler cambiare l'inerzia. «Vado al campo e anche i magazzinieri sono a testa bassa, entro in sede e vedo teste basse. A Varese parlano di serie A, a Brescia anche, a Novara idem, ad Empoli lo stesso. E noi? Veniamo da una partita giocata male, forse la più brutta della stagione. La serata storta col Cittadella non giustifica però questi stati d'animo negativi».

La soluzione migliore per ripartire? «Azzerare tutto e affrontare queste cinque partite con la cattiveria giusta. Questa occasione ce la stiamo giocando male. E la questione riguarda tutto l'ambiente. Penso alla stessa gente dell'Hellas, un valore aggiunto vero e proprio. Il tifoso qui incide, può condizionare una partita. Ma con le facce tristi e la testa bassa non si vince». Da dove nasce la prestazione mediocre di martedì? «La squadra era scarica dal punto di vista nervoso, abbiamo fatto fatica per tutti i novanta minuti. E questo si è riflettuto anche sotto il profilo fisico». Il suo stato d'animo a fine partita? «Ero incazzato nero. Ci metterei la firma ogni anno in un campionato di serie B ad essere ad un punto dalla promozione a cinque giornate dalla fine. Non è ammissibile che chi ha meno punti di noi ci metta più voglia».

La sua chiave di lettura? «Che noi in questi giorni abbiamo giocato contro l'Empoli, contro il Sassuolo, contro la classifica, contro l'ansia. Contro tutti, ma non contro il Cittadella...». Ci vuole la reazione già col Brescia... «Ricordo ancora le loro urla di gioia negli spogliatoi, ricordiamoci di quel che abbiamo subito all'andata». Anche il Bentegodi deve salire di livello? «Dobbiamo sfruttare il nostro pubblico. Se sarà il caso caricheremo noi i nostri tifosi, andremo sotto la Curva senza per questo voler fare i ruffiani. Mi piacerebbe vedere la carica della gente già all'arrivo della squadra allo stadio. Il Bentegodi deve diventare una bolgia, quando ho visto passione massima qualcosa è sempre successo».

Da dove parte questa scossa? «Conosciamo il calcio. La palla entra, esce, prende la traversa. Non si sa mai. Non voglio però essere spettatore degli eventi, gli eventi dobbiamo cercare di cambiarli noi». Perché tutti questi infortuni? «Trovare una motivazione ora non è facile, ci vuole un po' di tempo per capirlo. Inutile dire che tutti questi infortuni non ci abbiano condizionato, per fortuna abbiamo una rosa numerosa altrimenti saremmo andati ancor più in difficoltà. È comunque una nota stonata che ci ha ovviamente penalizzato».

I giocatori stanno pagando così tanto la pressione? «Loro con le pressioni ci devono convivere, se non ci riesci non sei un giocatore di calcio. I nostri avversari non è che caratterialmente abbiano dei Rambo in squadra». Il gioco è migliorato? «In queste ultime gare ci siamo espressi a ritmi più alti, a Cesena abbiamo giocato una buona partita. Le squadre che corrono vincono sempre, la controprova è stata il Cittadella. Un messaggio? Testa alta, se qualcuno non ce l'ha il mister non deve farlo giocare. E basta essere pessimisti, altrimenti commetteremmo tutti un clamoroso autogol».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it

7 Marzo 2013: Sean Sogliano difende la società e 'stuzzica' la squadra

08.03.2013
«L'Hellas deve giocare come una provinciale»
FUORI L'ORGOGLIO. Il diesse fa il punto della situazione dopo la sconfitta con il Padova, in vista della volata finale. «Il silenzio non va interpretato come un'assenza». Sogliano non abbassa la guardia: «Il campionato non è già finito ma dobbiamo cambiare mentalità Siamo delusi ma non molliamo»
L'aveva detto a bocce ferme, quest'estate. Sean era stato chiaro in tempi non sospetti, conosceva lo scenario. Aveva previsto i rischi. «Io non mi sento favorito», buttò lì Sogliano a fine mercato, quando l'Hellas era sulla bocca di tutti. Quel tentativo non riuscì, tanto che la questione di fondo è rimasta irrisolta. Perché quell'etichetta non ha giovato. Il diesse comincia a parlare, senza fermarsi. Silenzio all'Hotel San Marco. «Nessuno ha mai detto che sarebbe stata una passeggiata o che noi eravamo un gruppo da All Star Game. Di una cosa sono certo però: questa squadra lo scorso anno avrebbe vinto il campionato per distacco, perché aveva la mentalità da outsider. Adesso non è così. Se devo fare una critica al mister e ai giocatori è proprio questa. Succede perché giochiamo da favoriti e non da provinciale. E questo non mi sta bene».

PREGI E DIFETTI. Il Padova ha lasciato il segno ma il finale è tutto da scrivere. Analizzando le lacune e rafforzando le certezze. «Non sono qui a dire che che sono contento e che tutto va bene. La mentalità della squadra deve cambiare. Cominciamo a lottare palla su palla, contrasto su contrasto. In serie B le squadre che arrivano fino in fondo sono quelle che corrono di più, date retta a me. La differenza è tutta lì: l'anno scorso si giocava da outsider. Adesso no. Perché non ci siamo riusciti finora? È la risposta che vorrei avere anch'io, ma la chiave di tutto sta proprio qui. Questa mentalità in fondo non l'abbiamo avuta nella continuità, perché quando ci siamo espressi come deve essere la partita l'abbiamo portata a casa. Questo scatto ancora non l'abbiamo fatto, ma il campionato non è finito. Non ci manca un giocatore o una guida, il leader del Verona deve essere il gruppo. Se gioca uno al posto dell'altro non è un problema. Cacia? Normale per un attaccante avere degli alti e bassi nel corso di una stagione, ma ricordiamoci quante partite ci ha fatto vincere e quante volte è stato decisivo».

FUORI GLI ATTRIBUTI. Sogliano guarda al presente, agli ultimi risultati. E scatta la sua fotografia. «Dall'inizio del campionato siamo terzi, siamo rammaricati e delusi per non esserci avvicinati al Livorno. Prima di mollare però ce ne passa, non mi piace trovare colpevoli per forza ora. Non mi sta bene chi spara nel mucchio, così come la campagna elettorale pro Mandorlini e contro Mandorlini, pro Setti e contro Setti, pro Sogliano e contro Sogliano. Così ci si fa del male da soli. Ancora è tutto in ballo, ma diamo anche la possibilità a tutti i calciatori di tirare fuori gli attributi. Sono contento che adesso siamo diventati scarsi. Il Sassuolo è meglio di noi, il Livorno pure, il Brescia anche, il Varese idem. Adesso almeno giocheremo da outsider».

ZITTI E PEDALARE. Passa e chiude Sean, uno abituato a guardare al sodo soprattutto. «Del silenzio in certi momenti abbiamo detto, ridetto e ribadito. C'è poco da parlare, questo aspetto è chiaro. Bisogna fare i fatti, i silenzi non vanno interpretati come segno d'assenza. Di una cosa sono un po' dispiaciuto e un po' arrabbiato, in certi momenti posso capire che questa è una società importante che in passato ha subito situazioni in cui ha sofferto. Ognuno può dire la sua, ma mettere in dubbio la serietà di questa società a me non va. Noi per il Verona lavoriamo dalla mattina alla sera, cercando sempre di fare il nostro meglio. In questo momento meno si parla, meglio è. I giocatori devono correre e basta, non siamo qui per fare gli attori».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


SERIE B
Verona, Sogliano: "Guai a mettere in dubbio la serietà del club"
07.03.2013 17.10 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Fonte: tuttohellasverona.it
Intervenuto in conferenza stampa, il direttore sportivo del Verona Sean Sogliano risponde ai media locali, rei di aver attaccato la Società: "Sono dispiaciuto e un po' arrabbiato per i commenti che leggo e sento in giro. Posso capire che l'ambiente veronese abbia attraversato periodi particolari, anche a livello societario, ma non accetto assolutamente che venga messa in dubbio la serietà di questa società. Il silenzio della società? Credo si debba parlare quando serve, non tanto per parlare e rilasciare frasi fatte. Qui c'è poco da parlare, c'è da lavorare con i fatti. Il silenzio non va interpretato come assenza, noi lavoriamo da mattina a sera per fare il nostro meglio. Per ora meno si parla meglio è, dovranno essere i fatti a far parlare di noi! Non mi piace la caccia al colpevole o le campagne pro o contro Mandorlini, Sogliano, Setti e che più ne ha più ne metta!" Il direttore sportivo ha poi parlato del momento no della squadra e della sua ricetta per centrare il grande obiettivo: "Io non sono qui per dirvi che va tutto bene altrimenti non starei dicendo la verità. Nessuno ad inizio stagione credeva di affrontare una passeggiata. Il Verona deve tornare a giocare da outsider come ha fatto nella scorsa stagione, solo giocando da provinciale potremo ottenere grandi risultati. Noi giochiamo da favoriti e questo non mi sta bene! Il Sassuolo sta giocando alla grande, come Livorno, Brescia e Padova, bene vorrà dire che torneremo a giocare non da favoriti, ma da outsider. Questi giocatori se avessero giocato nel Verona dello scorso anno avrebbero vinto il campionato per distacco, quest'anno ci sono aspettative superiori ma io e la società vogliamo che tornino a giocare da outsider. Qui non mancano i gol di quello o quest'altro, è soltanto una questione di mentalità"

ALTRE NOTIZIE
Grosseto, Moriero: "Ancora diversi punti in palio"
06.03.2013 21.48 di Elisabetta Zampieri
In vista della sfida di sabato contro il Verona è intervenuto il tecnico del Grosseto Francesco Moriero: "Contro il Sassuolo è stata una grande vittoria, mancano ancora diverse partite da giocare. Sono orgoglioso di questo successo anche perchè finalmente abbiamo raccolto quello che abbiamo seminato. Crederci ancora? Sembra impossibile, ma i punti in palio sono ancora diversi".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


08.02.2013
E Sogliano dribbla Bojinov: «Concentriamoci sul campo»
BOTTA E RISPOSTA. Il bulgaro l'altro giorno aveva attaccato Mandorlini
Uno sfogo? Schermaglie pre-derby più che altro. Sean Sogliano almeno la vede così. Ha pesato bene le parole di Bojinov. «Io di nuovo a Verona? No, se ci sarà Mandorlini», ha tuonato il bulgaro ieri in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Il diesse ha registrato e risposto. Allargando il quadro. «Prendo questa sua dichiarazione come una sorta di furbata, Bojinov ha già vissuto gare in cui la posta in palio è alta. Così ha cercato di alzare la tensione di una partita che si giocherà anche sui nervi. Bojinov con noi si è comportato bene, col mister anche. Non facciamoci troppo caso, pensiamo a noi e a prepararci nel migliore dei modi». La lunga volata è già iniziata, l'Hellas proverà a scattare già domani.

«Ci aspettano 18 finali, tutte importanti allo stesso modo. Del mercato sono contento, la squadra ha valori», spiega il direttore sportivo gialloblù. «Le altre? Non mi interessano più di tanto, di sicuro adesso tutti hanno bisogno di punti. Nonostante la posizione di classifica non buona anche il Vicenza ha giocatori importanti, gente che ha fatto la serie A. Servirà uno spirito forte, la squadra dovrà dare tutto in campo. La partita di La Spezia è stata ottima, quella di Reggio Calabria buona. Potevamo fare di più. Di certo per battere il Vicenza servirà una grande partita».

Tutti titolari nell'Hellas, uno meglio dell'altro. Concorrenza estrema, ma nessun problema legato alla gestione del gruppo. Sogliano ci mette la mano sul fuoco. «Perché siamo sempre stati chiari», dice, «sia la società che l'allenatore. Chi va in tribuna è importante quanto chi gioca novanta minuti. E poi il campionato è ancora molto lungo e ci sarà certamente bisogno di tutti. Jorginho? Per fortuna è ragazzo intelligente, sta pensando solo a fare bene per il Verona. Il mercato è lontano, adesso bisogna concentrarsi sul nostro obiettivo. Lui così come tutti gli altri».
A.D.P.

FONTE: LArena.it


Sogliano: il punto sul mercato
Postata il 10/01/2013 alle ore 17:12
Il direttore sportivo gialloblù intervenuto alla presentazione del neo acquisto Agostini: "E' un rinforzo di esperienza per la fascia sinistra. Altri acquisti? Continuiamo a lavorare"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, Sean Sogliano, intervenuto alla presentazione del neo acquisto Agostini: "Con questo acquisto abbiamo preso un giocatore di ruolo e con esperienza. Siamo molto contenti sia io che Mandorlini di quello che ha fatto finora Albertazzi e che potrà fare anche in futuro. Non volevamo lasciare niente al caso con questa scelta, per proseguire il cammino fino al termine del campionato. Pugliese e Fatic? Per il primo, venendo dal brutto infortunio, vedremo di quanto tempo avrà bisogno per riprendersi. Con Fatic devo parlare per cercare una soluzione, perché possa trovare una situazione dove giocare con più continuità. Il nostro gruppo è sano, ci vuole più cattiveria e temperamento perché ogni partita è dura. E bisogna avere un aspetto mentale di questo tipo. Duncan? L'Inter non lo vuole dare. Signori? E' un buon giocatore. Brienza? Per me è molto importante come giocatore. Questi sono comunque aspetti di mercato che ci sono e che tra una settimana potrebbero non esserci. Ripeto che il nostro gruppo è forte e sono convinto che alla ripresa del campionato saremo pronti, questo deve essere l'aspetto più importante. Jorginho e l'Inter? Non ci sono trattative per Jorginho, chi lo osserva vuole valutarlo ancora nel girone di ritorno. Deve pensare a fare bene come ha fatto nel girone d'andata. Possiamo migliorare come squadra, nonostante sia già forte, ma non vogliamo lasciare nulla al caso. Bojinov? E' un giocatore che si è comportato molto bene, ne ho parlato con lui e penso che abbia bisogno di continuità per rendere come dovrebbe. In questo momento non l'ha trovata e non l'ha avuta, senza dare colpe a nessuno. Quindi, iniziare un girone di ritorno con queste premesse non è utile a nessuno. Non è una bocciatura né un caso. E' una valutazione normale che stiamo facendo e che faremo direttamente con Valeri. Ferrari? Lui e Pesoli li sentiamo parte del nostro gruppo. Poi bisogna ragionare a prescindere, perché sarebbe sbagliato aspettare una notizia, indipendentemente che sia negativa o positiva. Noi continueremo sempre a stargli vicini, come abbiamo fatto fino a oggi".
Ufficio Stampa

Sogliano: "Cittadella? Voglio più rabbia offensiva"
Postata il 21/11/2012 alle ore 16:55
Il direttore sportivo gialloblù in vista della trasferta di sabato: "Siamo migliorati molto sul piano del gioco, c'è solidità. Ma stiamo attenti che loro sanno metterti in difficoltà"
SANDRA' - Ecco le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, Sean Sogliano, intervenuto in conferenza stampa in vista della trasferta di sabato a Cittadella: "Un avvio positivo, dopo 15 partite si capiscono già tante cose. Dobbiamo credere in quello che stiamo facendo, un po' di autostima è arrivata. Ogni gara ha delle grosse insidie, come quella di sabato: ho visto il Cittadella a Padova e non meritava di perdere. E' una squadra in grado di metterti in difficoltà, ci vuole la rabbia giusta e la voglia giusta per fare una battaglia. Questo è l'atteggiamento che voglio vedere nella squadra. Oggi non bisogna fare bilanci, non mi interessa sapere i promossi o i bocciati. Quello spetta ad altri dirlo. A me interessa chi onora la maglia e ci mette l'impegno, la squadra sta facendo il massimo. Non diciamo nemmeno che chi non gioca deve essere messo sulla graticola, perché se no si creano delle problematiche che ad oggi non esistono. Io boccio chi non si comporta bene, chi non onora la maglia e chi dà un contributo inferiore rispetto a quello che gli viene chiesto, da un punto di vista prima morale e poi tecnico. E infatti le scelte fatte in questo momento sono nei confronti di chi sta meglio: quando uno viene chiamato deve farsi trovare pronto. Questo è lo spirito giusto.

Bojinov si aspetta di giocare di più, è normale, quando è entrato ci ha fatto vincere. E va preso d'esempio, perché ha lo stato d'animo giusto. I giovani? Per loro è più difficile giocare nel Verona, la pressione è tanta. Loro devono essere bravi a conquistare la stima dei compagni, dell'allenatore e della società. Calvano è finito in Primavera e c'è un motivo: ha perso la mia stima, ha perso la stima di tutti, perché deve sapersi comportare prima di mettere una maglia. Spero che lo capisca, è una mia scelta che si allena con la Primavera. L'ho voluto io, perché deve capire delle cose: se le capisce è un giocatore che ha grandi mezzi, se non le capisce parleremo con il Milan e troveremo una soluzione. Finché non mi dimostra certe cose sta in Primavera. Jorginho? Il mercato inizia adesso per i giornalisti, per noi no. A me fa piacere se c'è interesse per il ragazzo, lui è uno serio, non si monta la testa e sa la differenza delle cose che si scrivono rispetto a quelle che si fanno in realtà. Il suo futuro è il Verona, è l'Hellas e, soprattutto, oggi il suo futuro è il Cittadella, perché è il prossimo impegno che ci aspetta. Cacia dipendente? No, assolutamente no. Per noi è un giocatore importantissimo, lo abbiamo cercato e voluto a tutti i costi. Ma il Verona non dipende da nessun singolo. Lui ha fatto 10 gol e sarebbe troppo facile fare i complimenti a Cacia, ma non è giusto collegare i risultati ottenuti da quello che fa soltanto un singolo. Lui, invece, deve continuare ad avere questo atteggiamento.

Il gioco della squadra? Siamo migliorati molto dall'inizio, come gioco e come solidità. E come consapevolezza nei nostri mezzi. L'unica cosa che vorrei in più è di avere rabbia in fase conclusiva. La squadra non si specchia troppo, il gruppo è serio. Noi facciamo la partita, ci manca più rabbia per finalizzare quando siamo in vantaggio. Ma è una molla che deve scattare dentro di noi".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


A TU PER TU ...con Sogliano
"Il mio Verona è ambizioso. Cori contro Morosini: si sbaglia dappertutto, ma i nostri tifosi sono eccezionali... come in Inghilterra. Bacinovic, vediamo a gennaio. Jorginho, Mangia e la A su di lui"
01.11.2012 00.00 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Un pareggio che sa di beffa. Il Verona non va oltre il pari sul campo del Crotone e dopo il 3-3 rimane secondo in classifica a sei punti dal Sassuolo. "Crotone - analizza il ds gialloblu' Sean Sogliano a TuttoMercatoWeb - è un campo difficile. Nel calcio poi, può succedere sempre di tutto".

Lunedì affronterete il Sassuolo, ad oggi primo in classifica.
"Già l'anno scorso s'è qualificato per i play-off, ha fatto degli investimenti importanti e ha grandi potenzialità. Si tratta di una squadra molto forte che sta avendo un ruolino di marcia notevole. Sicuramente il Sassuolo è costruito per fare bene e stare in alto. Non è una sorpresa".

Non lo è neppure vedere il Verona in alto.
"Siamo ambiziosi anche noi, vogliamo fare bene e ci stiamo riuscendo. Ma la B è talmente lunga che possono cambiare tante cose, sempre. Il primo bilancio è positivo, c'è la consapevolezza di giocarsela contro tutti ad ogni partita e questo è importante".

Scaramanzie: niente interviste il giorno prima della partita e a Varese aveva anche il ristorante di fiducia. A Verona?
"Dipende, il pre-partita si vive come viene. Per quanto riguarda il ristorante, qui è difficile sceglierne uno (sorride, ndr)".

Lunedì sarà scontro diretto.
"Il Sassuolo è la prima della classe, sappiamo di affrontare la più forte. A trenta partite non è uno scontro diretto, se non perché siamo rispettivamente primi e scondi. Ma manca ancora tanto".

Torniamo indietro: Verona, i cori contro Morosini e le tante parole che si sono dette. Come la pensa Sean Sogliano?
"La società ha preso una posizione ben precisa, la più gisuta che potesse prendere. La tifoseria dell'Hellas è eccezionale, ha uno stile inglese perché è molto legata alla squadra, ha un senso di appartenenza grandissimo. Poi qualche elemento che sbaglia c'è dappertutto, ma l'immagine della tifoseria non può essere macchiata da una minoranza. La città ha fatto capire di non essere quella che ogni tanto viene descritta. Qui c'è un ambiente bellissimo".

Tante iniziative dopo i cori contro Morosini. C'è chi pensa che sia stato un atteggiamento di facciata. Cosa risponde?
"Che ognuno vive il proprio dolore a modo suo. Non è stata una situazione di comodo, la tifoseria qui è sana. Ci sono degli elementi, dei singoli, che non possono rovinare un'intera città e la sua immagine. Nessuna finta moralità o falso perbenismo".

Però Mandorlini non ha fatto niente per abbassare i toni. Prima della partita si era detto «felice di essere un nemico giurato del Livorno». Mica una dichiarazione di pace...
"Alt, stop. Con il mister ho parlato: un conto è considerarsi nemico sportivo e un altro parlare di cose differenti".

Tutto chiaro, ma in passato Mandorlini è stato protagonista di altri episodi.
"Da quando ci sono io non ci sono state altre cose. Posso parlare di quest'anno".

Mercato: Bacinovic non gioca, l'agente che se continua così può andare via.
"Quando ha giocato in alcune partite ha fatto bene e in altre meno. Contro il Crotone ha giocato una buona gara, poi bisogna dire che anche altri calciatori stanno facendo bene. Quando un giocatore scende dalla A alla B si pensa che debba fare cose eccezionali, ma la serie cadetta è difficile. Ciò che conta è la squadra, che faccia bene. Non è importante quante partite giochi, ma l'atteggiamento, quanto sei utile ai tuoi compagni. Poi è normale, tutti vorrebbero giocare sempre. Ho parlato con Ruznic e con il giocatore, non ci sono tensioni: la situazione si valuterà a gennaio. La B è ricca di impegni, vedremo".

Va decisamente meglio a Jorginho, Mangia e la serie A lo osservano.
"È un ragazzo con la testa sulle spalle, sta facendo bene. Lo seguono in tanti, però sono discorsi che oggi rimangono tali. Sì, lo osservano anche Mangia per l'Under '21, è un profilo che potrebbe interessargli".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Sogliano: "Questo Verona, cuore e umiltà"
Postata il 19/10/2012 alle ore 12:31
Il ds gialloblù intervenuto alla trasmissione tv "Vighini Show": "Bisogna credere in questo gruppo, è forte e farà bene. Non ci interessa l'estetica nel gioco, ma vincere le partite"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, Sean Sogliano, intervenuto alla trasmissione "Vighini Show" in onda su TeleNuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini: "Con il mister c'è stato da subito un rapporto schietto e sincero. Ed è quello che ho cercato con lui. Anche in fase di mercato ho sempre parlato e mi sono confrontato con lui. Poi, in una società ci sono dei ruoli.

C'è chi fa il direttore sportivo e chi fa l'allenatore. Entrambi hanno compiti diversi. Uno prende i giocatori e l'altro li fa giocare. Mandorlini questo aspetto l'ha accettato bene, ma questo è un fatto normale in una società. Resta inteso che il comune denominatore è fare più risultati possibili. Cambiare il tridente? A questo deve pensare il mister, è giusto che lui abbia più soluzioni possibili, perché in 42 partite dobbiamo sempre avere in campo giocatori competitivi. Cacia e Bojinov insieme? Ripeto che è il mister che ci deve pensare, non spetta a me dirlo. Lui deve sapere che ha una persona al suo fianco di cui si può fidare per lavorare insieme. Bojinov usato poco? Valeri è un ragazzo intelligente, sa che qui si gioca con il 4-3-3. E noi sappiamo che lui vuole fare bene.

Il presidente Setti vuole che il Verona vinca, questa è la cosa più importante, perché tutti sappiamo che ci sono giocatori che hanno un valore. Ma sia chi gioca sia chi sta fuori hanno la stessa importanza e hanno la stima della società e dell'allenatore. Questo per dire che se Bojinov gioca soltanto 5 minuti, la società e l'allenatore pretendono da lui il massimo impegno e ritengono che in quel tempo lui possa cambiare la partita. Il mister sa che può contare su di lui quando ritiene opportuno schierarlo.

Gioco da migliorare? Non ci interessa l'estetica, ma sappiamo che dobbiamo crescere sotto certi profili. Quando andiamo in vantaggio, a esempio, dobbiamo poi mantenere lo standard iniziale. Abbiamo fatto cose buone a sprazzi e cerchiamo di mantenerle per l'intera partita. Anche il mister sostiene che possediamo margini di crescita. Siamo consapevoli che la squadra è forte, lo sa il presidente Setti e noi guardiamo avanti per spronarci. Dobbiamo essere umili e non presuntuosi. La ricetta per fare bene? Unione, cuore e umiltà. Il mercato? Non serve parlarne ad ottobre. Ora pensiamo a Livorno, tiriamo fuori il massimo da questo gruppo perché crediamo in loro".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


ALTRE NOTIZIE
Verona, Sogliano: "Serie A? Non scherziamo, pensiamo al Bari"
27.09.2012 23.20 di Marco Frattino
Contattato dalla redazione di Itasportpress.it, Sean Sogliano non vuole sentir parlare di Serie A per il Verona nonostante la vittoria esterna contro il Varese: "Dobbiamo ragionare partita dopo partita. Per adesso bisogna pensare al Bari e non guardare la classifica. Anche se la partenza è buona non è tempo di fare bilanci - ha spiegato il ds del club scaligero -. Non penso che i nostri avversari siano intimoriti dopo il nostro colpo a Varese, bisogna essere umili e lavorare con impegno, poi i conti li faremo alla fine".

Assoluto protagonista col Varese è stato Cacia, autore di una tripletta: "Fa piacere che abbia segnato tanto finora - prosegue Sogliano -, fare goal per un attaccante significa molto in termini di autostima ma a me interessa il gruppo e l'espressione della squadra".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


LE INTERVISTE
Hellas Verona, il ds Sogliano: "Domani al mio ritorno a Varese, non merito fischi"
24.09.2012 12:05 di Cristiana Serangeli
Fonte: La Provincia di Varese
Il calcio a volte fa così: si diverte a mescolare le carte e finisce che giochi con i sentimenti. Se tre anni fa qualcuno ci avesse detto che un giorno Luca Sogliano sarebbe stato al Franco Ossola da avversario, l'avremmo fatto rinchiudere e poi buttato via la chiave. E invece, domani sera succederà.

Varese-Verona, con l'uomo che di questo Varese è stato l'anima e il cuore che starà dall'altra parte. «In effetti - ammette Sogliano - sarà strano: è la prima volta che mi trovo di fronte il Varese, ed è la prima volta che metto piede al Franco Ossola dal giorno in cui annunciai il mio addio per andare al Palermo».

Sensazioni?
Domani si giocherà Varese-Verona, non Varese-Sogliano. Per me non sarà una partita come le altre, ovviamente, ma resterà comunque una partita di calcio e come tale vorrei fosse trattata.

Lei, come la vivrà?
Chi mi conosce bene conosce anche il mio carattere, e il mio modo di vivere le emozioni: mi tengo tutto dentro, cerco di nasconderle, e non mi piace che altri le vedano o ne parlino. Quindi la vivrò a modo mio, come sempre.

Entrando in campo, a cosa penserà?
A quello che abbiamo fatto e vissuto, alle vittorie e alle emozioni, alla strada percorsa, alle persone: questo è il mio Varese, e tutte queste cose rimangono. Ora il Varese è una grande realtà e le cose vanno bene, ma io resterò sempre legato a quello che ho vissuto.

E se per qualcuno la partita di domani dovesse essere Varese-Sogliano, e partisse qualche fischio?
Sette anni di Varese, sette anni di lotte e battaglie io non li dimentico. Se qualcuno se li è dimenticati, è un problema suo ed è libero di fare quel che vuole. Ma io il passato lo ricordo bene, e non me lo toglie nessuno.

FONTE: TuttoB.com


A TU PER TU
...con Sogliano
"Verona, devi ancora migliorare. Sannino esonerato: avevo parlato con lui, pensavo venisse difeso di più. Milan, serve tempo. L'Italia di Mangia: contro l'Olanda lezione di calcio, poi..."

18.09.2012 00.00 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Obiettivo serie A. Ma forse è meglio non dirlo troppo forte. Il Verona di Mandorlini comincia ad ingranare. La strada è lunga, ma c'è l'entusiasmo giusto per pensare in grande. "E' un campionato equilibrato", il ds scaligero, Sean Sogliano a TuttoMercatoWeb predica calma.

Ma è inutile negarlo, la serie A è un obiettivo.
"Stiamo cercando di rimanere concentrati partita dopo partita, perché vogliamo portare a casa più punti possibili. Dobbiamo ancora migliorare tanto e lavoriamo per questo".

Che voto dà al suo mercato?
"Non mi interessa darmi un voto, ma soltanto che la squadra abbia lo spirito giusto ed esca a testa alta dopo ogni partita. Gli obiettivi nascono gara dopo gara".

Le concorrenti più agguerrite?
"Se devo guardare la classifica dico Livorno, Sassuolo, Varese e se non avesse la penalizzazione il Bari. Sono le squadre più attrezzate per disputare un campionato da protagonisti. Ma in serie B gli obiettivi cambiano da un momento all'altro. Sarà un campionato equilibrato e poi c'è sempre la sorpresa".

Il Verona in A non lo sarebbe.
"Sicuramente c'è l'impegno quotidiano per fare il massimo. Qui si respira l'aria di una grande piazza, con una grande tifoseria e questo lo percepisci subito. E' il bello e anche il difficile di Verona. Ma siamo ancora agli inizi, c'è tempo...".

L'anno scorso di questi tempi lavorava con Zamparini, al Palermo.
"Da ogni esperienza bisogna prendere le cose positive. A Palermo ho fatto il mio lavoro, per come sentivo di doverlo fare. Sono andato via per una mia scelta, anche se stavo bene con la gente e con l'ambiente. Ma non mi trovavo d'accordo su certe cose e sul modo di interpretare il mio ruolo".

Sannino esonerato. Sorpreso? Forse no.
"Prima che andasse al Palermo con lui avevo parlato e sa cosa gli avevo detto. Gli avevo raccontato la mia esperienza. Poi però è giusto che ognuno prenda le proprie decisioni. Pensavo che la scelta venisse difesa un po' di più visto che il direttore l'allenatore non se l'è trovato lì ma era stata una scelta condivisa. Almeno l'impressione da fuori era questa. Ma quando sei fuori non sai mai cosa succede".

Al Milan non se la passano meglio, due sconfitte interne in tre partite.
"Sostituire due campioni come Ibrahimovic e Thiago Silva non è mai facile, quindi penso che anche la squadra debba abituarsi a giocare senza i suoi due fuoriclasse. Serve tempo, ma il calcio s'è livellato e quindi bisogna giocarsela contro tutti con la giusta concentrazione. Perché anche le provinciali possono fare risultato contro le grandi".

L'Italia di Mangia, nell'ultima partita, ha sorpreso in negativo. Critiche esagerate?
"Quando uno ricopre un ruolo importante è soggetto a critiche ed elogi. Il calcio ormai è così: vinci e vieni elogiato, perdi e sei criticato forse anche troppo. Contro l'Olanda per esempio abbiamo dato una lezione di calcio. Ma quando non c'è niente in palio, purtroppo, ci sta di avere un atteggiamento rilassato. Eravamo già qualificati, quindi l'approccio non è stato positivo".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


«L´Hellas può arrivare in alto ma deve avere sempre fame»
SEAN SOGLIANO
13/09/2012
Ha il capello lungo, la barba incolta, l'occhio chiaro e lo sguardo che conquista ma lo 007 prima maniera, quello di «Licenza per uccidere» per intenderci, non c'entra assolutamente nulla. «Macchè Sean Connery - racconta - il mio nome non è legato all'attore inglese. È stata un'idea di mio padre, anche la mamma non ne sapeva nulla». Sorride Sean Sogliano. Papà Riccardo ha giocato nel Milan degli Anni Settanta e ha fatto il dirigente per Genoa, Parma, Udinese e Varese. Il figlio ha seguito una strada già segnata. Un centinaio di partite in A con Ancona, Torino e Perugia, tante stagioni tra i cadetti, poi la scelta di appendere le scarpe al chiodo e diventare direttore sportivo a Varese. La scalata dai dilettanti alla B con la squadra lombarda poi il passaggio al Palermo, nel paradiso della A. Il feeling con Zamparini dura poco, Sogliano straccia un contratto di tre anni e se ne va. Lo cerca il Genoa, lui prende la strada di Verona. Tre mesi di Hellas, come va? È stato un periodo particolare. Ho lavorato molto per l'Hellas ma ho vissuto poco Verona. D'altronde i tempi del mercato sono questi, bisogna lavorare sodo.

Adesso sono più in città, la sto conoscendo. Una sorpresa? No, come me l'aspettavo, una città che vive in simbiosi con la sua squadra. Una passione ventiquattrore su ventiquattro. Che mercato è stato? Non è giusto dare un voto al mercato, anche se io sono sempre molto critico. Non fermiamoci al mercato, il lavoro di un direttore sportivo non si ferma lì. Diciamo che il mercato è una componente importante ma ci sono tanti altri parametri da considerare nella crescita di una società. La squadra costruita... L'organico mi sembra completo, la rosa è competiva ma questo non vuol dire che l'Hellas deve distruggere il campionato. Abbiamo una buona squadra che può lottare per traguardi importanti. Una rosa troppo ampia? Non direi, una rosa in linea con le esigenze di un campionato molto lungo e difficile. Chi insegue obiettivi ambiziosi sa che non può lasciare nulla al caso, non si può permettere di perdere punti perchè vengono a mancare giocatori nei momenti cruciali del torneo. E poi chi arriva a Verona sa che trova tanta concorrenza perchè la squadra è importante. La trattativa più complicata? Beh, non ci sono trattative facili. Diciamo che ho cercato di portare a Verona tutti giocatori che volevano fortemente l'Hellas. Chi ha fame, chi ha sofferto, chi ha vinto. Cacia, per esempio. Ormai la trattativa sembrava chiusa, lui destinato a un'altra squadra. Invece Daniele ha chiamato, ci ha fatto capire che voleva venire. Abbiamo ricominciato a trattare e chiuso l'accordo in poco tempo.

La sorpresa? Sarebbe facile dire Bojinov ma lui deve solo confermare le sue qualità perchè ha già dimostrato in più di un'occasione di essere un grande giocatore, Verona è la piazza giusta per rilanciarsi. Aspetto i giovani, però. Non voglio fare nomi ma tutti quelli che abbiamo portato all'Hellas, da Huston a Verdun, da Arzamendia a Calvano, sanno che possono giocare una carta importante per la loro carriera. Sogliano ha un portafoglio illimitato. Chi porterebbe all'Hellas in attacco, in difesa a centrocampo? Siamo nel campo delle ipotesi, è chiaro. Per l'attacco vorrei Mattia Destro, in difesa non ho dubbi Thiago Silva, in mezzo al campo Vidal. Però l'Hellas è in serie B e in serie B, credetemi, ci possono stare buoni giocatori non fenomeni. Sogliano ha fatto il giocatore, ora fa il ds. Vorrebbe fare il mister? Non c'ho mai pensato. Mi è sempre piaciuto fare il mio lavoro, anche per questo ho scelto di essere un direttore sportivo giovane e non un giocatore vecchio. Sogliano torna in campo. Dove giocherebbe in questo Verona? Dove mi mette il mister, come ho sempre fatto nella mia carriera. Ho fatto il mediano, il terzino, lo stopper.

Spesso e volentieri dovevo prendermi cura dell'avversario più pericoloso. In certe partite ho toccato tre o quattro palloni al massimo ma sono uscito dal campo tra gli applausi. A proposito di mister, il rapporto con Mandorlini? Grande rispetto, c'è stima reciproca. Ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre dei confronti, questo è chiaro, ma sempre con la massima trasparenza. Credo nel rispetto dei ruoli. Posso dire la mia ma le scelte tecniche sono dell'allenatore, in piena autonomia. E il rapporto con Setti? L'ho detto. Con il presidente e con gli altri collaboratori c'è sempre grande rispetto perchè il gruppo del Verona sta crescendo nel rispetto dei ruoli. Sono totalmente aziendalista ma voglio le mie responsabilità, portare avanti le mie idee e rispondere per queste. Vedi Palermo, con Zamparini. Non potevo fare il signorsì. Avevo un contratto di tre anni ma il dissidio non si poteva sanare e ho deciso di andar via. Che campionato sarà? Molto difficile perchè c'è grande equilibrio. Basta vedere cos'è successo nelle prime partite, ci possono essere sorprese su tutti i campi. Le favorite? Sassuolo e Livorno sono partite bene, lo Spezia ha investito tanto, il Varese negli ultimi anni ha coltivato la mentalità giusta. E l'Hellas? Un passo alla volta, ogni partita una storia diversa. Possiamo arrivare in alto ma dobbiamo tenere i piedi per terra e giocare sempre «con fame».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Sogliano: "Voglio vedere uno spirito vincente"
Postata il 05/09/2012 alle ore 14:35
Il direttore sportivo gialloblù analizza il momento della squadra: "Bisogna andare in campo per lottare e sudare, solo così potremo toglierci delle belle soddisfazioni"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del direttore sportivo Sean Sogliano, intervenuto alla presentazione dei calciatori Cacciatore e Berardi e analizzando il momento che sta attraversando la squadra: "Non sono preoccupato perché abbiamo fatto due pareggi. C'è la voglia e la speranza che noi dobbiamo fare meglio e siamo in grado di fare molto di più. Questo non vuol dire che il pareggio non debba essere accettato. Se siamo presuntuosi i pareggi diventano sconfitte, se siamo umili i pareggi possono diventare vittorie. E sono convinto di questo. La Serie B è un campionato difficile, smettiamola di pensare all'anno scorso, perché eravamo una neopromossa ed erano anni che mancava la B. Dobbiamo rimboccarci le maniche e smetterla di dirci che siamo favoriti, perché in B non ci sono squadre leader ma serve voglia di correre, lottare su ogni pallone e avere la bava la bocca. Con questa mentalità possiamo fare qualche punto in più e soprattutto toglierci delle belle soddisfazioni. Ci vuole un atteggiamento più provinciale, solo così potremo migliorare. Dobbiamo trovare la fame di punti e la squadra si deve scrollare di dosso questo aspetto mentale. Voglio vedere lo spirito giusto... Il mercato? Ho portato dei giocatori da Verona, non ho dubbi. Nonostante qualcuno pensi e scriva che non tutte le ciambelle riescono col buco: io non faccio il pasticciere, cerco di prendere giocatori che hanno voglia di stare qui. Mandorlini? Ci siamo confrontati sempre prima di ogni acquisto, dialoghiamo sempre. Il mister ha visto dei miglioramenti, ma sa che possiamo fare meglio. Abbiamo tutti la voglia di portare a casa un risultato che ci può sbloccare e andare avanti. La vittoria però non si ottiene con un peso sulla testa, ma alzando la testa. Non voglio una squadra che dopo due partite che non vince abbassa la testa, se no siamo fuori dal mondo. Noi dobbiamo andare in campo aggressivi e prenderci i tre punti. La squadra si sta allenando bene e dobbiamo lavorare con il sorriso. Perché ci vuole armonia durante la settimana, quando prepariamo la gara. Io i calciatori tristi non li ho mai visti giocar bene. Siamo consapevoli che è un campionato difficile, ma se corriamo al ritmo degli altri siamo consapevoli di avere qualcosa in più".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Sean frena su Sforzini: «Costa troppo e il gruppo conta più del singolo»
IL CANTIERE. E ancora: «Trattativa su Ebagua, per Harbuzi vedremo. Mareco ? Non risponde»
Il ds Sogliano si accaparra Fatic: «Ora ha l'occasione per ritrovarsi»

18/07/2012
Puntuale, come nei saloni milanesi del mercato. Sean Sogliano arriva a Sandrà con Ivan Fatic, pedina per la sinistra. L'aspetta Graziano Battistini, agente di Crespo ma anche di Ebagua. Non stacca mai il diesse. «Per ventiquattro ore la testa è lì, al lavoro». Compra e vende, la rivoluzione è in atto. L'ultimo è Fatic, uno che pareva dovesse spaccare il mondo prima di perdersi. Sogliano ci crede, così come nell'intero progetto. «Si stacca dal Chievo, aveva un solo anno di contratto. Prometteva molto da giovane, poi invece ha deluso. Se vuol fare davvero il calciatore adesso ha l'occasione per dimostrarlo. L'ingaggio? È molto basso, quindi riusciamo a pagarlo noi...».

A proposito di soldi, il Grosseto continua a chiedere un milione e mezzo per Sforzini. Impossibile arrivarci?
«Per un giocatore di serie B certe cifre non vanno spese, anche se considero Sforzini uno di quelli forti. Persino in serie A si fa fatica a spendere tutti questi soldi. Chi chiede così tanto per me è fuori dal mercato. Se dei top club cedono elementi praticamente insostituibili immaginate quale sia l'andazzo nelle categorie inferiori. Sappiamo di dover prendere due attaccanti centrali, ma con tranquillità, non c'è fretta».

Ebagua?
«Al momento non c'è una trattativa. Ebagua ha solo un anno di contratto, ma dipende tutto dal Varese».

Quanto manca per vedere il Verona che ha in testa Sogliano? «Dei nuovi ingressi sono contento, non credo sia necessario cambiare ancora tanto».

Mareco resterà?
«Se solo rispondesse al telefono».

C'è in prova Harzubi
«Un centrocampista interessante, il mister vuole vederlo. Si unirà alla squadra per la preparazione, poi valuteremo. Ha giocato nella massima serie turca, dove il livello è buono. Apprezziamo la sua disponibilità, in fondo giocava in serie A e noi siamo in B. Da qui a dire che verrà ingaggiato però ce ne passa. Mi piace fare qualche scommessa, ho sempre lavorato bene con quelli che devono riscattarsi».

Sono arrivate richieste per Rafael?
«Qualche chiacchierata è stata fatta, uno come lui può anche interessare. Nessuna trattativa però».

Il mercato in uscita procede secondo i suoi tempi?
«Le cessioni sono un obbligo, con la lista chiusa a 18 giocatori. Ogni uscita è stata portata avanti correttamente, poi so benissimo che tutti vorrebbero essere confermati. Io dico invece che devono sentirsi comunque dei privilegiati, anche se vanno da un'altra parte».

Bjelanovic?
«Sappiamo dell'interesse del Cittadella, valuteremo col suo agente».

La lista giovani quanti ragazzi comprenderà?
«Qualcuno l'abbiamo già, al di là di Jorginho. Quanti saranno dipende dal mercato ma anche dalla predisposizione dei ragazzi. Mi piacerebbe che il Verona potesse pescare dal basso, in caso di difficoltà. Non bisogna andare sul mercato per prendere uno di trent'anni e metterlo a fare la riserva. Coi tempi giusti, ma vorrei ci si arrivasse. Il giovane deve essere sveglio, se lo è ed ha la testa a posto può prendere il treno giusto».

Quanti altri giocatori arriveranno ancora?
«Un difensore dobbiamo prenderlo, davanti bisogna lavorare. A centrocampo mi sento tranquillo».

Quanto è aumentato il tasso di qualità coi nuovi arrivi?
«In una squadra conta tanto altro. Conta l'unione, la cattiveria, il gruppo. Credo molti in questi fattori. La squadra intanto deve allenarsi, questo è l'importante. Avere un buon gruppo è meglio che comprare un giocatore forte».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


A TU PER TU
...con Sogliano
"Tutto sul nostro mercato: Bacinovic ha voglia, Sforzini un obiettivo. Mangia in Under '21, in bocca al lupo. Thiago e Ibra via dal Milan: non ci sono incedibili"
13.07.2012 00.00 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
E' la società più attiva sul mercato. Il Verona pensa in grande e con il suo ds Sean Sogliano si muove praticamente 24 ore al giorno per rinforzare la squadra. "E' ancora presto per fare bilanci", dice a TuttoMercatoWeb il direttore sportivo dei gialloblù.

Però siete uno dei club più attivi.
"Purtroppo, e sottolineo purtroppo, il mercato chiude il 31 agosto. Siamo contenti dei giocatori che abbiamo preso, altrimenti non li avremmo acquistati. Ora ci concentriamo su qualche uscita".

L'anno scorso è stato uno dei giocatori della discordia con Zamparini a Palermo, ora Bacinovic lo ha portato a Verona.
"La sua prima stagione è stata ottima, l'anno scorso ha avuto qualche problema, disputando un'annata travagliata a causa della folta concorrenza e di alcuni problemi fisici. E' motivato, ha voglia di fare bene e quindi abbiamo deciso di ingaggiarlo".

Ora obiettivo Sforzini.
"E' un obiettivo sì, ma non solo nostro. Magari anche del Grosseto. Vediamo...".

Per cautelarvi pensate anche a Cocco.
"Buon giocatore, ma per ora stiamo valutando diverse soluzioni".

La sua creatura, Devis Mangia, allenerà l'Under '21.
"Sono contento per Devis, merita un'occasione del genere. E' un incarico prestigioso, lui sarà all'altezza della situazione, gli faccio un grande in bocca al lupo".

Il Milan potrebbe vendere Thiago Silva e Ibrahimovic.
"E' la classifica operazione da fare. Dimostra che non ci sono giocatori incedibili. E' un momento di difficoltà per tutti, anche per le grandi squadre".

Chiudiamo con Crespo, nuovo arrivo del Bologna. I rossoblù pensano a Gomez?
"Con il Bologna non c'è stato nessun contatto per Gomez e non rientra nell'operazione Crespo. Con Zanzi, ad oggi, non ho ancora parlato di Gomez".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Verona, presentato Sogliano
L'ex dirigente del Varese e per un breve periodo anche del Palermo ha tenuto una conferenza stampa nella sede della società gialloblù.
Inizia l’era Setti nell’Hellas Verona.

L’imprenditore carpigiano Maurizio Setti in luglio diventerà il nuovo azionista di maggioranza della società scaligera dopo l’acquisto dell’80 per cento delle azioni dal presidente Giovanni Martinelli che rimarrà azionista e probabile presidente onorario.
Nel frattempo Setti, ex vicepresidente del Bologna Calcio, da cui dovrà ricevere una liquidazione delle propria quota per 2,3 milioni di euro, sta costruendo la nuova struttura societaria. A partire dal direttore sportivo, Sean Sogliano che sostituire Mauro Gibellini ed il nuovo segretario amministrativo Massimiliano Dibrogni, un passato di cinque anni della Figc. Sean Sogliano, figlio d’arte, un recente passato da dirigente nel Varese prima ed una fugace parentesi a Palermo poi, è stato presentato nella sede della società gialloblù a Verona.

«Setti?. Viene a Verona per portare questa città ad essere felice nel calcio italiano» ha sottolineato Sean Sogliano che ha scelto Verona, nonostante altre proposte anche da società di serie A « perché qui sento i brividi quando entro allo stadio».

Passione, competenza ma anche chiarezza e rispetto dei ruoli «Quando tutte le componenti remavano dalla stessa parte, ho ottenuto i risultati». Obiettivo serie A: questo reclama la piazza scaligera, «scottata» dalla semifinale play off perduta col Varese. «Non parlo tanto di obiettivi se non quello di allenarci per scendere in campo e vincere la prima gara di campionato».

Con quale squadra? «La formazione della scorsa stagione ha fatto bene, in B ci sono vincoli di lista da tenere in considerazione. Insieme col presidente e l’allenatore faremo alcune scelte per colmare lacune e per confermare le scelte vincenti dello scorso anno». Chiamato da Setti a dirigere il Verona, scelta «benedetta» da Martinelli, Sogliano ritiene fondamentale «possedere un settore giovanile importante». Quando alla squadra da allestire in vista della nuova stagione «ci sono tante idee sul tavolo, il mercato è sempre più difficile perché c’è sempre meno liquidità».

Quanto alla convivenza con un allenatore dalla spiccata personalità come Mandorlini, reduce da problemi di convivenza col precedente ds Mauro Gibellini, Sogliano ha le idee chiarissime: «Mardolini aveva già un contratto, ha fatto bene ma è qui perché è la persona giusta. Quanto a me ed al mio ruolo, guardo gli allenamenti, parlo con l’allenatore e con i calciatori, Quando c’è il rapporto giusto nella società, è un valore aggiunto». L’allenatore, tuttavia, «avrà comunque un ruolo importante anche laddove indicherà le proprie preferenze sui calciatori».

Su questo o quel nome, però, Sogliano non si sbilancia. A partire da eventuali giocatori «incedibili» come Rafael, Maietta, Hallfredsson, Gomez. «Ci sono giocatori da cui ripartire ma in questo momento non serve fare nomi perché il mercato dura due mesi, ogni giorni si profila una situazione nuova». Nella stessa mattinata Massimiliano Dibrogni ha assunto il ruolo di segretario generale dell’Hellas Verona. Fortemente voluto dallo stesso Sogliano, con cui aveva lavorato a Varese prima, Palermo poi, Dibrogni ha lavorato cinque anni in Federazione, ricoprendo per un periodo un ruolo nell’Ufficio Indagini della Procura Federale. «Il mio lavoro sarà soprattutto amministrativo, appena definito l’aspetto societario. In linea generale dovremmo consolidare i rapporti in Federazione, Lega e classe arbitrale nell’ambito di una dialettica chiara e trasparente con tutti i nostri organismi di riferimento».

Nella mattinata dedicata alla presentazione di Sogliano, era presente anche il tecnico Mandorlini che ha tagliato corto sulle accuse dell’ex direttore sportivo Gibellini, pensando all’immediato futuro. «Dopo due stagioni importanti» ha spiegato Mandorlini «mi auguro che il prossimo torneo ci regali soddisfazioni ancora più importanti». «Sogliano nuovo direttore sportivo?» ha sorriso Mandorlini «siamo già in disaccordo visto che lui vuole iniziare a vincere la prima gara di campionato mentre io spero di cominciare con la prima di Coppa Italia. Battute a parte, ci confronteremo per il bene del Verona».

FONTE: FastWeb.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Genoa, Sogliano: "4 mesi di lavoro...e volevo Sannino"
09.06.2012 15.39 di Alessio Alaimo
Dopo sette anni di Varese e una breve parentesi a Palermo, Sean Sogliano è pronto a ripartire. Dall'Hellas Verona.
Sogliano è il nuovo ds del club scaligero, legato da un contratto di due anni. Che questa volta sarà depositato senza troppi dubbi. "Ho colto a cosa ti riferisci, ma ormai è giusto guardare avanti. Penso al Verona e sono contento di aver scelto questa piazza", dice Sogliano a TuttoMercatoWeb. Insomma, questione di poco e il contratto sarà depositato. Poi sarà tempo di mercato... e di scaramanzie. Un po' come a Varese, ne sa qualcosa un ristorante della città lombarda, che ospitava Sogliano, Sannino e la squadra ad ogni pranzo pre-partita. E i risultati sorridevano. "Ne troverò uno anche qui a Verona, devo ancora pensarci", afferma sorridente il nuovo dirigente dell'Hellas. "Il calcio - prosegue - è anche scaramanzia, tutti abbiamo le nostre 'piste'".

Eppure sembrava vicino al Genoa.
"A febbraio avevo fatto un accordo con il Presidente Preziosi per diventare il nuovo ds del Genoa. Alla fine del campionato però non ho più avuto riscontri. Per me i contratti sono sì importanti, ma prima c'è il rapporto tra le persone. Ho voglia di lavorare e non solo di legarmi ad un club con un contratto. Non so perché Preziosi abbia cambiato idea. Il presidente ha fatto altre valutazioni, non vivrò il Genoa, ma sono pronto per il Verona".

Insomma, ha lavorato quattro mesi per il Genoa.
"Più o meno sì. Non voglio fare polemica, ma mi piacerebbe incontrare Preziosi per parlarne. Penso sia giusto farlo, con tranquillità. Fermo restando che Lo Monaco è un ottimo dirigente, capace e preparato".

Avrebbe portato Sannino sulla panchina del Grifone?
"Sì. Era una mia idea. Era quello che avrei voluto fare".

Il presente ed il futuro si chiama Verona.
"Ho accettato quest'opportunità con felicità e orgoglio. La mia scelta non è stata in base alla categoria, ma alle mie sensazioni. Ho bisogno di risentire i brividi quando entro in uno stadio. E a Verona questo effetto non mancherà".

Perché ha rifiutato Siena?
"Ho parlato con Mezzaroma, che ringrazio perché è stato molto gentile. Mi ha fatto una bella proposta, però ho preso la decisione di accettare Verona".

Che Verona sarà?
"Per il dna della piazza e dei tifosi, sarà una squadra che ha voglia di fare bene, che lotterà sempre e darà il massimo. Gli obiettivi si conquistano partita dopo partita, allenamento dopo allenamento. Non è una frase fatta, lo penso davvero. La maglia dei giocatori sarà sudata, sarà una squadra che venderà cara la pelle".

L'ambiente spera in una maggiore sintonia tra ds e allenatore. Cosa che negli altri anni non s'è verificata.
"I migliori risultati li ho ottenuti con sintonia e feeling tra le parti. Non voglio entrare nel merito di quanto accaduto in precedenza. Ho parlato con Mandorlini e Gibellini, ma ora bisogna pensare solo al bene del Verona. Ripartiremo dal mister, che sarà confermato. Spero di avere un buon rapporto con lui".

Le faccio due nomi: Chibsah della Juventus e Romanò dell'Inter.
"Sono due giovani interessanti che possono dare qualcosa anche in una prima squadra. Sono nomi interessanti, due giocatori bravi. Vedremo...".

Hallfredsson e Gomez potrebbero lasciare Verona?
"Sono due giocatori che hanno fatto bene, non vorremmo privarcene. Ma dovesse arrivare un'offerta giusta per la società, magari verrebbe valutata. Fermo restando che non vogliamo privarci di loro".

In estate lo ha acquistato dal Catania per il Palermo, adesso Silvestre vuole lasciare la Sicilia. Pronto per l'Inter?
"Si tratta di un grande professionista e di un ottimo calciatore. È un ragazzo molto professionale, se ha detto certe cose avrà i suoi motivi. Non so. L'Inter è una pista concreta, secondo me potrà fare bene. È un giocatore solido, se dovesse approdare in nerazzurro si farebbe valere".

A TU PER TU
...con Mandorlini
"Ho sentito Sogliano e di Gibellini non m'importa. Mangia? Voci che ci stanno. Italia, punto su Marchisio. Forza azzurri"
09.06.2012 00.00 di Alessio Alaimo
Giornata di presentazioni, oggi, in casa Hellas Verona. Il club scaligero presenterà il nuovo direttore sportivo - Sean Sogliano - al fianco del presidente Martinelli. Ma si ripartirà da Mandorlini? "Con Sogliano ci siamo sentiti. Credo di sì, ma per ora è tutto prematuro", dice l'allenatore a TuttoMercatoWeb.

Che Verona sarà?
"Ancora non si sa nulla, bisognerà vedere. C'è una nuova struttura societaria. L'unica cosa certa è che il signor Gibellini non c'è più".

Eppure si parla di Devis Mangia.
"Voci che ci stanno, si può scrivere di tutto. Non mi interessa".

Tra ds e allenatore è auspicabile unità d'intenti. Negli altri anni non è stato così. Giusto?
"Chiariamo una cosa: quello che dice Gibellini è una cosa, la realtà un'altra. La verità la sappiamo io e il presidente. Le parole di Gibellini per me hanno poco valore, anzi non ne hanno mai avuto".

L'Italia di Prandelli è pronta per l'Europeo.
"Spero nei ragazzi e in Cesare. Mi auguro che l'Europeo vada bene, anche perché la squadra ha tutti i fucili puntati addosso. Farò il tifo per l'Italia di Prandelli e per i giocatori".

Su chi è pronto a scommettere?
"Abbiamo tanti talenti, ma punto su Marchisio. Mi piace tantissimo, se devo fare un nome faccio il suo. La Spagna è la squadra da battere, sarà difficile. Ma sono fiducioso".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Lamanna e Gomez Taleb, che fila in Serie A
08.06.2012 06.00 di Claudio Sottile
Porte girevoli per le grandi della massima serie. Come carpito in ESCLUSIVA da TMW, sul portiere Eugenio Lamanna (22) è consistente l'interesse di Milan, Inter e Juventus.

Reduce dal prestito a Bari, dove ha disputato una pregevole stagione, tornerà al Genoa (che detiene il contro riscatto dal Galletto, qualora i pugliesi decidessero di far valere il loro diritto per la metà) che però preferirebbe cederlo in comproprietà, visto l'attuale affollamento nella porta rossoblù dovuto a Frey (32) e Perin (19). Le tre big aspettano le mosse del club di Preziosi, ma sono pronte a darsi battaglia per accaparrarsi l'ex Gubbio, uno dei più fulgidi talenti dei pali italiani.

Anche un altro ex eugubino, Juan Ignacio Gomez Taleb (27), potrebbe prossimamente fare le valigie, dopo un notevole campionato corredato da quattordici segnature in maglia Hellas Verona. Sul furetto argentino si registrano le manovre di Fiorentina, Parma e Siena, che vorrebbero inserire nelle proprie corsie uno scoppiettante mix di estro e corsa. Bisognerà fare i conti con gli scaligeri, proprietari del suo contratto con scadenza 2015, i quali solo a fronte di una convincente offerta economica potrebbero prendere in considerazione l'idea di lasciarlo partire.

Sulle qualità di entrambi i giocatori è pronto a giurare Enrico Mischianti, agente FIFA natio proprio di Gubbio, che dalle nostre pagine sentenzia: "Sono due calciatori pronti per la A, hanno raggiunto una maturità tale da meritare palcoscenici così prestigiosi".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


PRIMO PIANO
ESCLUSIVA TB - Hellas Verona, anche la Roma su Hallfredsson
08.06.2012 15:01 di Dennis Magrì
Anche la Roma su Emil Hallfredsson. Il centrocampista islandese, trascinatore dell’Hellas Verona, secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di TuttoB.com, pare sia finito nel mirino della squadra capitolina, anche se la concorrenza da battere è dura: su di lui, infatti, da tempo son presenti Atalanta, Napoli e Torino.

CALCIOMERCATO
Spezia, arrivi dalla Fiorentina e nomination per la difesa aquilotta
08.06.2012 18:20 di Cristiano Sturlese
Tra le numerose offerte di mercato verso la formazione di mister Serena ne esiste una che porta a Firenze. Nella città gigliata il ds Ricci non appena rientrerà dall’estero, per la precisione dalla Croazia, andrà alla “corte” dei Della Valle dove vengono proposti tre calciatori: il difensore Piccini (ultimo campionato nella Carrarese), e gli attaccanti Babacar e Matos. La società aquilotta li potrebbe acquisire con la formula del prestito ma con diritto di riscatto della metà: soluzione che piace molto all’area tecnica spezzina.

Intanto per la difesa aquilotta si fanno i nomi del centrale Di Cesare (ultimo campionato vinto col Toro), il sudamericano Mareco (ultimo campionato nel Verona), il giovane Schiavi (ultimo campionato nel Padova) di proprietà del Parma, un possibile ritorno dell’ex Ceccarelli (anch’egli ultima stagione nel Verona) e la riconferma di Lucioni. Tra questi calciatori dovrebbe nascere la difesa aquilotta per il prossimo campionato di serie B, salvo sorprese e aggiunta di giovani provenienti dalle formazioni “primavera” di club blasonati.

FONTE: TuttoB.com


sabato, giugno 9th, 2012 | Posted by Orru
Verona, Sogliano si presenta: ”Ho firmato prima dei playoff, sono qui perchè credo nel progetto”
In casa Verona stamane c’è stata la presentazione del nuovo Direttore Sportivo Sean Sogliano. L’ex Varese si dimostra molto motivato: ”Ho grande entusiasmo e sono molto carico. Avevo anche altre offerte, ma qui ho voluto sposare il progetto, indipendentemente dalla categoria, visto che ho firmato prima dei playoff. Cerco unità d’intenti che è il segreto di fare bene. Qua a Verona, quando gioca l’Hellas, la tifoseria ti dà tanti brividi, bisogna essere bravi a tenerci stretti i nostri tifosi. Partiamo da una buona base, c’è qualcosa da migliorare, anche a livello di settore giovanile, interverremopure lì, anche se servirà pazienza. Mandorlini? E’ la scelta migliore in questo momento. Non faccio proclami, voglio far parlare i fatti”.
di Marco Orrù

sabato, giugno 9th, 2012 | Posted by Orru
Calciomercato Spezia, altri due nomi nel taccuino del DS Ricci
Prosegue senza intoppi l’intelaiatura del nuovo Spezia da parte del DS Nelso Ricci. Tanti nomi sul suo taccuino, compresi gli ultimi due usciti nelle ultime ore: un centrocampista e un difensore. Il primo si chiama Luca Ceccarelli, gioca nel Verona, ed è un classe ’83. In questa stagione 26 presenze e un gol per lui. In attesa di verificare se a Verona ci sarà il tanto atteso cambio di proprietà, lo Spezia tiene d’occhio la sua situazione. Il centrocampista, invece, risponde al nome di Filippo Porcari, classe ’84,quest’anno al Novara, uno dei pilastri del clbu piemontese. L’operazione più difficle appare la seconda, proprio per l’attaccamrnto alla maglia del ragazzo emiliano, ma il club ligure ha argomenti interessanti da proporre.
di Marco Orrù

sabato, giugno 9th, 2012 | Posted by Marco Macca
Calciomercato Padova, per la panchina contatto con Di Francesco
E’ sempre più vivo che mai il toto-allenatore per il dopo Dal Canto in casa Padova. Dopo i sondaggi per Pea, Atzori e Maran, ora il presidente dei biancoscudati Cestaro sogna un nome nuovo per la panchina: Eusebio Di Francesco.
Dopo l’infruttuosa esperienza in Serie A con il Lecce, conclusasi con l’esonero, l’allenatore ex Pescara è voglioso di rimetterci in gioco e un primo contatto c’è già stato, come hanno rivelato fonti vicine al tecnico, che hanno parlato di “chiacchierata molto produttiva” con il ds veneto Fabrizio Salvatori. Le parti si aggiorneranno nei prossimi giorni, in attesa di avere notizie certe dai candidati numeri uno alla panchina biancorossa, appunto Atzori e Pea.
Un altro nome che comunque si sta facendo largo nelle ultime ore è quello di Andrea Mandorlini. L’attuale allenatore del Verona, capace, appena promosso in B dalla Lega Pro, di concludere il campionato al quarto posto dopo 80 punti e poi eliminato dal Varese nella semifinale play off, è molto stimato in Veneto e ci sarà prossimamente un sondaggio per capire le sue reali intenzioni future. Strapparlo all’Hellas non è facile ma un tentativo verrà fatto.

FONTE: SerieBNews.com


Sogliano in campo «Basta con le parole Ora servono i fatti»
CAMBIO DI ROTTA. La rivoluzione nella stanza dei bottoni gialloblù
«Mi avevano contattato altre società, anche di A Ho scelto il progetto Hellas perché voglio provare dei brividi sulla pelle quando entro al Bentegodi»

10/06/2012
Nasce l'Hellas del futuro. Ieri mattina, nella sede di via Torricelli, è stato presentato il nuovo direttore sportivo del Verona. Toccherà a Sean Sogliano prendere il posto di Mauro Gibellini che noi prossimi giorni dovrebbe firmare un accordo con il Como. Assente il presidente Giovanni Martinelli, ha fatto gli onori di casa Giampiero Magnani in compagnia di mister Mandorlini e di Stefano Fanini, il legale del club gialloblù. In platea non solo giornalisti e operatori dell'informazione ma anche tanti tifosi che hanno voluto salutare Sogliano e applaudire ancora una volta il tecnico per quello che ha fatto la squadra nell'ultimo campionato.

SCELTA DA BRIVIDI. «Potevo andare in altre società, avevo proposte anche dalla serie A - attacca il nuovo diesse - ma ho scelto Verona perchè voglio provare dei brividi quando entro nello stadio. Qui c'è passione, amore, attaccamento ai colori sociali. Quando si entra al Bentegodi... tremano le gambe. E poi ho sposato un progetto bello e ambizioso. Qui c'è tutto per fare bene, dobbiamo provarci sapendo che la strada non sarà facile. Nel calcio, in questo calcio, non c'è nulla di scontato».

L'OBIETTIVO. Nato ad Alessandria quarantun anni fa, Sean - Scion, pronunciato alla Sean Connery - Sogliano ha rinunciato a Genoa e Siena dopo l'amara esperienza con il Palermo di Zamparini. «Obiettivi? Meglio non parlare subito di obiettivi, abbiamo già in testa qualcosa, questo è ovvio, ma potremo modificarli strada facendo. Non mi sembra giusto fare proclami adesso. Sono un uono che ama soprattutto i fatti, voglio essere giudicato per quello che faremo in campo, adesso le parole non contano a nulla. Nel calcio si rischia solo di essere sentiti. Cercheremo di fare il massimo e di fare bene. Posso solo dire che voglio arrivare preparato all'inizio del campionato per vincere la prima partita».

UOMO DI SETTI? Meglio essere trasparenti anche sul rapporto tra Sogliano e Maurizio Setti, l'imprenditore emiliano che potrebbe entrare nell'Hellas con Martinelli o, addirittura, acquisire la società. «Sono stato contattato da Maurizio Setti un paio di mesi fa - spiega il nuovo diesse - e mi ha fatto piacere perchè mi ha proposto un progetto interessante e mi ha detto che sarebbe entrato nel Verona. Poi ho conosciuto Martinelli e il presidente mi ha dimostrato subito grande fiducia. Un presidente che ha grande passione, non so che cosa succederà nei prossimi giorni a livello societario, ma per il momento il mio punto di riferimento è sempre Martinelli. Ho scelto Verona prima dei play off. Ovviamente ho fatto il tifo per l'Hellas perchè questa piazza merita la serie A, adesso dobbiamo voltare pagina senza pensare a quello che è successo. Dobbiamo ripartire consapevoli della nostra forza, senza troppi fantasmi per la testa».

MANDORLINI PRIMA SCELTA. Si riparte con Andrea Mandorlini in panchina. «Ci siamo già confrontati con il mister, ci conosciamo - ammette Sogliano - lui sa che sono un rompipalle, mi piace seguire gli allenamenti, parlare con i giocatori, intervenire nella gestione della società. Anche lui è sanguigno ma questo ci può stare, in una società di calcio anche i confronti servono per crescere, per puntare al risultato. La squadra? Abbiamo un'idea di massima ma in questo momento è troppo presto per parlare di mercato, i mesi decisivi saranno luglio e agosto. È chiaro che dobbiamo fare i conti anche con le liste bloccate, in non si possono iscrivere più di 18 giocatori senior, più bandiere e giovani. Per prendere qualcuno, qualcun altro dovrà uscire ma l'idea è di mantenere il gruppo che ha fatto molto bene quest'anno inserendo elementi di qualità».
Luca Mantovani

Il Chievo, l'Hellas e i suoi «butèi» «Ciao, Giancarlo»
L'ULTIMO SALUTO. Celebrati i funerali di Fiumi
C'era anche Gigi Delneri. Le parole di don Breda, un grande affetto

08/06/2012
«La sua umanità». Tre parole che hanno segnato il percorso disegnato da don Breda, ricordando Giancarlo Fiumi. Gli sarebbe piaciuto, un discorso così. Sarebbe piaciuto anche al grande segretario, vedere tutti assieme un bel po' dei suoi "butèi". C'erano Nanni e Sirena, Bergamaschi e Gobbi, Mascetti e Da Costa, Bui e Mascalaito. E ancora Baruffi e Mattè, Garonzi, Paese e Fofò Casano, oggi massaggiatore della Juve. C'erano i gonfaloni di Hellas e Chievo, uniti per lui, perchè di fronte alla storia, di fronte alla grandezza di Fiumi, c'è una sola partita da giocare, quella della nostalgia. Giancarlo ha vissuto così l'ultimo saluto. La chiesa di Parona piena di facce conosciute, dal Friuli è arrivato anche Gigi Delneri, «perchè uomini come Giancarlo lasciano un segno profondo in chi ha la fortuna di conoscerli».

Il Chievo in prima fila, ovvio. Il presidente Campedelli, Giovanni Sartori, Mimmo Di Carlo, il segretario Sebastiani, Pacione e Moro, D'Anna, Balestro e Zanin, Federica Menegazzi per l'ufficio stampa, tutto il personale del Chievo, che con Fiumi aveva lavorato, che ne aveva apprezzato le qualità, professionali e umane. E poi, tanta gente, sportivi, amici, tifosi di ieri e di oggi. Una sola idea, un solo pensiero, essere vicini a Giancarlo, provare a restituirgli quello che lui, con la sua umanità, con la sua dolcezza, «con la sua cultura» come ha ricordato don Breda, ha saputo donare durante la sua vita. Prima ai tempi del Parona, poi al Verona, portato da Saverio Garonzi, in un'avventura che resterà per sempre indimenticabile. E gli occhi lucidi dei «campioni» di allora, ne sono stati la testimonianza.

Quel Verona, appartiene a tutti. E di quel Verona Fiumi fu silenzioso protagonista. »Mai alterato» ha ricordato ancora don Breda. «Non ricordo di averlo mai visto perdere la pazienza». Una grande virtù, una delle tante che Fiumi ha regalato a chi l'ha avuto vicino. Dal Verona al Chievo, per costruire un'altra favola, prima con Garonzi, poi con papà Campedelli, fino al doloroso passaggio del testimone al giovane Luca. Fiumi sempre lì, presenza rassicurante, saggia, ironica, intelligente. «Ci manca già» ha detto nei giorni scorsi Luca Campedelli. In realtà, manca a tutti. Ma è talmente alto il suo messaggio che continuerà sicuramente a «scorrere» dentro chi l'ha conosciuto.

FONTE: LArena.it


Sogliano: "Felice della mia scelta. I proclami servono poco"
Postata il 21/06/2012 alle ore 14:43
"Per quanto riguarda gli obiettivi, sarebbe troppo facile dire che l'intento è far meglio rispetto all'anno scorso. E' utile avere consapevolezza delle difficoltà che si presenteranno"
MILANO – Mercoledì sera il direttore sportivo Sean Sogliano, ospite di Sportitalia, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla nuova avventura in gialloblù. “Sono felice di essere approdato a Verona, questa decisione mi dà grande stimolo. Mi ritengo davvero contento di questa scelta, ho grande voglia di lavorare per una piazza ed un presidente che vantano fiducia nel mio lavoro. Per un professionista questa è la cosa più bella".
Ad alcune domande rivolte dai giornalisti presenti, relative al rapporto con gli allenatori, Sogliano risponde tracciando il proprio profilo ed indicando un raggio d'azione comune: "Sono una persona chiara e tranquilla, mi piace confrontarmi, parlare apertamente. Mandorlini è l’allenatore dell’Hellas Verona, si tratta della cosa più giusta. Ha fatto un ottimo lavoro, dispiacciono i problemi nati tra lui e Gibellini. Se ne è discusso anche troppo, il mio metodo prevede un confronto frequente col tecnico. Dobbiamo conoscere i rispettivi caratteri, conta più l’unità d’intenti di qualsiasi altra cosa. Un feeling particolare può essere un valore aggiunto, non amo parlare per sentito dire ma vivere le situazioni in prima persona. E' ovvio e giusto che col passare del tempo, strada facendo, il rapporto si debba consolidare".
Alle promesse estive l'ex Varese preferisce nettamente la concretezza: "Per quanto riguarda gli obiettivi, sarebbe troppo facile dire che l'intento è far meglio rispetto all'anno scorso. Fare proclami serve a poco, è utile avere consapevolezza delle difficoltà che si presenteranno. Il cammino sarà lungo e complicato, le mete vanno raggiunte pensando partita per partita e dando il massimo".
Ufficio Stampa

Sogliano: "Vorrei che restassero i fatti, non le parole"
Postata il 09/06/2012 alle ore 10:20
Presentato nella sede di Via Torricelli il nuovo direttore sportivo gialloblù
VERONA -Per primo, a prendere la parola, Giampietro Magnani: "Il presidente non ha potuto intervenire, si tratta di un appuntamento doveroso visto che dobbiamo lavorare su diversi fronti. Siamo qui per presentare il nuovo direttore sportivo, e dargli il mandato al fine di operare prima della fine del mese. Ringraziamo la squadra e tutti coloro i quali hanno permesso di raggiungere ottimi risultati in questa stagione. Ci diamo un appuntamento più avanti, in cui ci saranno Setti ed il presidente, per poter parlare di progetti di fronte ai giusti interlocutori".

Successivamente l'intervento di Sean Sogliano: "Sposo il progetto di venire a Verona con grande entusiasmo, il mio impegno di certo non mancherà. Sono una persona schietta, che ama il rapporto vero con gli interlocutori. I risultati si ottengono con tutte le componenti che remano dalla stessa parte. Spero di riuscire a creare un'unità, che è la forza principale per la squadra. Ci saranno anche difficoltà, poichè il calcio non è una scienza esatta. Le mete si centrano con sacrificio, e facendo ognuno il proprio lavoro. Ho scelto Verona perchè l'intento era quello di risentire i brividi una volta entrato nello stadio. Non nascondo l'esistenza di altre opportunità, ma il mio accordo è stato definito prima dei play-off. L'arrivo non era legato alla categoria, bisogna guardare avanti, parlare del passato è bello, ma le motivazioni vanno trovate nei traguardi futuri. A Varese ho lasciato parte della mia vita professionale, quando accetto una sfida do tutto per far bene. La cosa migliore quando si ha di fronte una tifoseria importante è saper interagire con la gente. Il mio obiettivo è sudare tanto, per trovarsi pronti in vista della prima partita di campionato. Non voglio guardare troppo lontano, in cadetteria se si parla tanto le brutte sorprese sono dietro l'angolo. Setti mi ha chiamato dicendo che avrebbe acquisito la società con la presenza di Martinelli. Sono felice di esser stato scelto e della condivisione dell'attuale presidente, ciò mi ha dato ancora più forza per far bene il mio lavoro. Un imprenditore che decide di acquistare l'Hellas sa dove viene. C'è tanto da migliorare, mantenendo le cose buone fatte recentemente. La società va strutturata, penso per esempio al settore giovanile, che è sempre un punto di forza per un club. Nel vivaio serve pazienza, perchè i risultati non si ottengono subito. Bisogna sfruttare il bacino locale, per poi guardare a giovani provenienti da fuori. Quella attuale è una fase caratterizzata da molte idee, la conclusione delle operazioni è ancora lontana. Valutiamo con calma la situazione, il mercato è sempre più difficile per la carenza di liquidità. Tutto ciò non mi spaventa, fa parte del mio lavoro. Chi si trasferisce in riva all'Adige dovrà essere prima uomo che calciatore. Non porto dietro uomini di fiducia o amici, intervengo se vedo che qualcosa manca e se c'è la presenza di professionisti di spessori, in grado di tramutarsi in valore aggiunto. Ho stima del segretario generale che farà parte dell'organigramma, senza nulla togliere a chi ha lavorato finora e probabilmente lavorerà ancora nell'Hellas. Se Mandorlini è l'allenatore è perchè credo sia la scelta migliore in questo momento, saremo attenti su tutte le situazioni, essendo più presenti in certe sedi. E' un discorso particolare, grazie ad una struttura dotata di persone giuste che mantengano i rapporti cureremo degli aspetti magari un po' trascurati. I proclami non fanno parte del mio carattere, vorrei che un giorno restassero i fatti, non le parole".
Ufficio Stampa

Inaugurato il parco "Verona Campione d'Italia"
Postata il 08/06/2012 alle ore 18:14
L'intervento permette al territorio locale di disporre di una vasta area verde, che ricorderà l'impresa compiuta dalla formazione scaligera nel 1985
VERONA - Inaugurato nella mattinata di venerdì il parco "Verona Campione d'Italia", situato in via Belvedere a San Felice Extra.
All'appuntamento, che ha visto scoprire la targa celebrativa del tricolore conquistato nel 1985 dalla formazione di Bagnoli, hanno preso parte anche il Sindaco del Comune di Verona Flavio Tosi, l'assessore a strade, giardini ed arredo urbano Luigi Pisa e l'assessore allo sport Marco Giorlo, oltre al team manager Sandro Mazzola, al dirigente accompagnatore Mattia Rossetti ed a diversi ex gialloblù. L'intervento, che ha interessato uno spazio di 12 mila metri quadrati, permette al territorio locale di disporre di una vasta area verde, che con la propria denominazione ricorderà l'impresa compiuta dalla formazione scaligera.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
PRIME DUE GARE ALL'EUROPEO, la POLONIA pareggia con la GRECIA, la RUSSIA sbatte il poker sul tavolo alla REPUBBLICA CECA e si candida come temibile outsider...
SIMONI VA IN PENSIONE? Dopo 3 anni e mezzo al GUBBIO che ha portato fino in cadetteria, il popolare DT e allenatore si prende una pausa...
TENNIS: ERRANI+VINCI ed il Roland Garros si tinge d'azzurro! E' la prima volta che una coppia d doppio femmminile italiano conquista l'importante torneo internazionale di tennis!
PROBLEMA RAZZISMO A EURO 2012? La UEFA nega... Nel frattempo un sito neonazista e razzista attacca BALOTELLI! Che brutti tempi...
VITA DA EX: Massimo ODDO (64 presenze e 9 gol nel VERONA dal 2000 al 2002) ex terzino di LAZIO, BAYERN, MILAN e della nazionale azzurra, da l'addio al calcio giocato...

IL SITO NEONAZISTA ATTACCA BALOTELLI: "NEGRO FIGLIO DI EBREI". È BUFERA
Venerdì 08 Giugno 2012 - 16:47
ROMA - «Stormfront ancora una volta non perde occasione per insulti razzisti e antisemiti. Questa volta è toccato a Mario Balotelli reo di aver rivelato, durante la recente visita degli Azzurri ad Auschwitz, che uno dei suoi genitori adottivi è ebreo. Ed ecco che subito sul sito sono apparse le solite minacce». A rivelare la nuova 'impresà del sito razzista Stormfront è Daniele Nahum, vice presidente della comunità ebraica di Milano che ha denunciato le frasi del tipo: «'I genitori adottivi del negro Balotelli: ebrei» e commenti successivi come: «'Lo scemo del villaggio potrebbe chiedere di giocare nella nazionale di Israele, ci libereremmo del personaggio una volta per tuttè». «Ora ci siamo scocciati - attacca Nahum -: la legge Mancino deve essere applicata. I casi di questo tipo nell'ultimo anno sono stati numerosi: ora diciamo basta siti come questi devono essere chiusi anche se sono registrati in un paese straniero. Le istituzioni devono intervenire». Nahum ha poi annunciato che è intenzione della comunità ebraica milanese di invitare al più presto il giocatore ora impegnato con la nazionale negli Europei di calcio in Polonia e in Ucraina.

GIGI SIMONI LASCIA IL GUBBIO: "DEVO RIPOSARMI, NON SONO PIÙ UN BIMBO"
Venerdì 08 Giugno 2012 - 16:58
GUBBIO (PG) - Dopo tre anni e mezzo come direttore tecnico del Gubbio, Gigi Simoni, 73 anni compiuti lo scorso gennaio, tornato anche in panchina in questa stagione, lascia la società umbra. «Mi sono divertito e mi rimane un bellissimo ricordo ma ho fatto anche dei sacrifici. Alla mia età non sono più un bimbo...» ha detto in occasione della conferenza stampa di commiato. «Torno a casa, mi riposo un pò - ha annunciato Simoni - e come al solito dico non faccio più niente. Poi chissà... senza calcio faccio fatica a vivere». Della sua esperienza a Gubbio l'ormai ex dt ricorda le «tante vittorie» ma anche «qualche errore fatto in serie B (dalla quale la squadra è retrocessa quest'anno - ndr), un campionato qui mai fatto». «Sarà sempre un ricordo bello per me» ha aggiunto. «Un pò un errore» giudica invece il suo ritorno in panchina (dal 24 ottobre 2011 quando sostituì Fabio Pecchia al marzo successivo quando lasciò a sua volta il posto a Marco Alessandrini). «Non volevo più fare l'allenatore - ha aggiunto - e non pensavo che avrei più guidato una squadra, ma non riuscivamo a trovare un tecnico e quindi mi dissero 'dai prendi in mano te provvisoriamente la squadrà. Poi però ci fu la storica vittoria con il Torino e quindi vincemmo una partita in casa. Sembrava potesse andare avanti bene e invece è andata così...». Per Simoni comunque il Gubbio può «certamente» tornare serie B. «E per me - ha concluso - rimane un bellissimo ricordo».

ERRANI TRIONFA NEL DOPPIO CON LA VINCI. SARA: "A DOMANI PER LA FINALE" -FOTO
Venerdì 08 Giugno 2012 - 18:24
PARIGI - La terra rossa di Parigi si tinge d'azzurro. Sara Errani e Roberta Vinci hanno vinto il torneo di doppio al Roland Garros. In finale le azzurre hanno battuto il doppio russo Kirilenko-Petrova con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-2. È la prima volta che una coppia azzurra vince un torneo di doppio femminile nel grande slam.

"CI VEDIAMO DOMANI" «Ci vediamo domani»: così Sara Errani al termine della finale del doppio che l'ha vista trionfare al Roland Garros in coppia con Roberta Vinci, dà appuntamento alla finale del singolo di domani che la vedrà opposta alla russa Maria Sharapova. «Oggi è un giorno speciale per noi» ha detto la Vinci che ha fatto gli auguri alla compagna di squadra per la finale di domani.

"SONO ITALIANA AL 100%" «Sono italiana al 100%»: Sara Errani, parlando ai cronisti al terminale della finale del doppio al Roland Garros, ha risposto così a chi chiedeva se si sentisse più italiana o spagnola.«La Spagna - ha aggiunto la Errani, che si allena a Valencia - mi sta trattando bene e mi trovo bene. Ma mi sento assolutamente italiana».
E ancora: gli spagnoli «mi hanno aiutato a stare meglio in campo come atteggiamento». E anche «un pò sullo stile di gioco. Loro danno meno importanza all'estetica e puntano più sull'efficacia». Quanto al vistoso cerotto sulla gamba con il quale ha giocato oggi il doppio, la Errani rassicura: «No, niente, un pò di prevenzione. Niente di particolare nè di preoccupante».

FONTE: Leggo.it


Razzismo su Balotelli, benvenuti all'Europeo
L'EPISODIO. Gli ultras del Wizla coprono d'insulti i giocatori dell'Olanda. E un sito neonazista prende di mira superMario alla vigilia del debutto. Ed è subito polemica
«Se sento cori contro di me abbandono il campo» dice il giocatore. E Platini: «Non può, verrebbe ammonito». De Rossi: «Sarebbe il colmo». La Uefa in imbarazzo, la comunità ebraica insorge per lui

09/06/2012
CRACOVIA Temuto, ventilato, avvistato a distanza, il razzismo sbarca all'Europeo. Avviene quel che negli stadi di tutta Europa - e anche fuori - succede oramai da anni, ma mai a livello così 'globalè. Gli ultrà del Wisla Cracovia che urlano 'scimmiè ad alcuni giocatori dell'Olanda. Un sito neonazi, emanazione italiana del Ku Klux Klan, che copre di insulti Mario Balotelli, giocatore di colore adottato da una famiglia italiana con una nonna ebrea. Una sorta di ordigno a orologeria, due giorni dopo la visita di Italia e Olanda ad Auschwitz. La Uefa è in imbarazzo, e non può che ribadire a parole la sua linea di tolleranza zero e sperare di non applicare mai la norma dello stop alle partite. Infuria la polemica sui media d'Inghilterra, dove la Bbc aveva lanciato attraverso un suo documentario dure accuse di razzismo alle tifoserie polacche e e ucraine. «È stato un problema limitato alla regione di Cracovia», aveva detto a Roma nei giorni scorsi il premier Tusk, che ieri ha pranzato con l'unico deputato di colore del parlamento polacco. Intanto, l'unico rischio accertato lo corre proprio Balotelli, il simbolo della nuova nazionale azzurra multietnica. Platini e Collina, 48 ore fa, hanno chiarito che in caso di cori razzisti se il giocatore abbandonerà il campo come promesso, sarà ammonito. «Dovesse succedere, sarebbe davvero troppo», la presa di posizione di De Rossi, portavoce di un buon senso che va oltre le regole. L'Italia ha dichiarato di volersi stringere attorno al suo centravanti, e ovviamente anche Ogbonna, se si ripetesse quel che avvenne a Klagenfurt a novembre del 2010: pochi ultrà arrivati da oltrefrontiera ad affermare il loro 'no all'Italia multirazzialè. Una quarantina di affiliati al gruppo di destra che segue gli azzurri all'estero è attesa anche domenica a Danzica, ma i loro nomi sono noti alla polizia italiana. Il gruppo al seguito dei tifosi italiani, dieci agenti guidati da Roberto Massucci, marcherà stretto. Il rischio semmai è dai nazionalisti polacchi o da chi ha comprato in Polonia i 3.000 tagliandi dedicati al settore italiano. La comunità ebraica italiana è insorta in difesa di Balotelli: «È il simbolo della lotta al razzismo», ha detto Renato Gattegna, mentre tutte le associazioni chiedono la chiusura del sito. Lo stesso che mesi fa pubblicò una blacklist di ebrei italiani dal modo della cultura, della politica, dell'informazione. «Finora non abbiamo avvertito nulla di particolare - ha raccontato De Rossi - Per questo non abbiamo parlato tra noi di cosa fare, neanche dell'idea di Prandelli di far alzare la panchina a fermare Mario. Di sicuro, dovremo essere tutti a fargli scudo». Joe Hart, portiere dell'Inghilterra e del City, ha risposto al suo compagno di club. «Balotelli uscirebbe? Io no. Anzi, noi no. Aspetterremmo l'arbitro». Ma un'altra voce di protesta si è alzata dall'Europeo, quella dell'Olanda. Ieri il portavoce degli orange ha denunciato cori razzisti contro i giocatori da parte di una 'ventina di idiotì tra i 25.000 spettatori che seguivano l'allenamento. «È una vergogna, gridavano ai miei compagni di colore 'scimmiè - ha dichiarato al Telegraaf Van Bommel - la prossima volta non lo permetteremo. Chiederemo all'arbitro di fermare la partita».

La Russia si diverte e cala il poker Cech alza subito la bandiera bianca
L'ALTRA PARTITA. Un messaggio di forza della squadra di Advocaat che aveva battuto l'Italia in amichevole
Dzagoev firma la prima doppietta e la Repubblica Ceca «affonda»

09/06/2012
Il tre a zero inflitto all'Italia non era frutto del caso. La Russia lo dimostra dominando la Repubblica ceca per larghi tratti di un incontro dall'esito mai in discussione, nemmeno sul due a uno e prima che le folate di Dzagoev (doppietta per lui) e Pavlyuchenko chiudessero i 90' sul quattro a uno. La formazione dell'olandese Advocaat si ritrova già in testa al gruppo A dopo la prima giornata, grazie al pareggio pomeridiano (uno a uno) tra Polonia e Grecia. Ma è soprattutto l'autorevolezza mostrata dagli uomini in completo rosso a spaventare e lasciar presagire un grande Europeo. I cechi soccombono quasi senza opporre resistenza nei primi 45 minuti, sopraffatti sulle fasce dai guizzi di Arshavin e Dzagoev. Si illudono di riaprire i giochi in avvio di ripresa gon la rete di Pilar, ma vengono ricacciati con la testa sott'acqua nel quarto d'ora finale. In porta per la Russia c'è Malafeev. Igor Akinfeev nemmeno in panchina, il ginocchio operato lo scorso settembre per la rottura del crociato ancora fa soffrire l'estremo difensore del Cska Mosca. Il sostituto si dimostrerà all'altezza. Primo tempo a senso unico. La Russia prende il comando del gioco dopo una decina di minuti e non molla più un centimetro di campo. Alla Repubblica ceca resta solo qualche tiro da lontano, mai pericoloso. Baros, unica punta, è molto isolato e Rosicky, ben controllato, non riesce ad accendere la luce della manovra d'attacco. La squadra di Advocaat è invece sempre pericolosa, soprattutto quando tiene palla a terra e parte sulle fasce con Arshavin e Dzagoev. Proprio quest'ultimo sblocca il risultato al 15'. Cross di Zyryanov dalla destra per la testa di Kerzhakov che colpisce il palo. Arriva in corsa Dzagoev e realizza l'uno a zero. La Repubblica ceca sbanda e la velocità della manovra russa non gli dà tempo di riorganizzarsi. Al 24' l'assist di Arshavin per Shirokov è al bacio ed un tocco sotto batte Cech in uscita, con la difesa ancora in grave ritardo. Contro un attacco così veloce i difensori della Repubblica Ceca commettono il grave errore di non andare mai in pressing sui portatori di palla di Advocaat che trovano sempre un uomo libero tra le linee degli avversari. Oltretutto Baros e compagni sbagliano molto anche in avanti, cercando di alzare la cadenza per sorprendere il centrocampo russo, spesso in superiorità numerica. Una pecca che il ct Bilek corregge nell'intervallo, lasciando negli spogliatoi Rezek per inserire Hubschmann. Un cambio tattico che dà subito frutti. Al 7' la Repubblica ceca riapre la partita. Splendido pallone in verticale di Plasil per il taglio di Pilar, che aggira Malafeev in uscita e deposita nella porta incustodita. I ragazzi di Bilek prendono coraggio e si fanno più intraprendenti. La Russia ricorre più spesso al tiro da lontano. Advocaat vede Kerzakhov stanchissimo ed indovina il cambio che chiuderà l'incontro. Entra Pavlyuchenko ed in una manciata di minuti, con un assist ed una rete personale, spegne le velleità dei cechi. Al 34' serve Dzagoev che con una botta secca di destro realizza la prima doppietta dell'Europeo. Quindi, con un'azione insistita, si accentra e scaraventa di destro il pallone sotto la traversa. Cech sfiora, ma non evita la quarta rete. La Russia vola con una grandissima prova di forza. Nel prossimo turno, martedì 12 giugno, la Russia affronterà la Polonia e la Repubblica Ceca dovrà vedersela contro la Grecia.

Polonia e Grecia non si fanno del male
LA GARA D'APERTURA. Finisce in parità con un gol per parte e un gol per tempo. E tutte e due le squadre hanno molte recriminazioni da fare
Segna Lewandowski, pareggia Salpingidis. Polacchi con l'uomo in più, senza risultato. Karagounis fallisce il penalty del successo

09/06/2012
VARSAVIA Nemmeno in dieci contro undici e in vantaggio di un gol, la Polonia riesce a spezzare l'incantesimo e a chiudere una partita che sembrava già vinta. Il traguardo della prima sospirata vittoria a una fase finale dell'Europeo è ancora una volta rinviata. Ma quanta rabbia e amarezza per i tifosi polacchi che in tanti, dopo la cerimonia inaugurale di Euro 2012, avevano atteso l'esordio della loro nazionale, sperando di poter finalmente gioire. Troppo inesperta la formazione di Smuda contro una Grecia, già campione nel 2004, più smaliziata, che è riuscita a uscire indenne strappando un pareggio che all'inizio sembrava un azzardo. Una partita, quella che ha aperto il sipario del torneo continentale, dove lo spettacolo certo non è mancato. Due gol (più uno annullato ai greci), due espulsi, un rigore parato: di tutto e di più insomma. Anche se, a dire il vero, i due episodi che hanno cambiato la partita hanno avuto come sfortunato protagonista il portiere polacco Szczesny. Prima una sua uscita sbagliata ha permesso il pari greco, poi un'altra sua uscita (fallosa) ha regalato ai greci prima la parità numerica, poi il rigore. E per fortuna per i polacchi che Tyton, il portiere di riserva entrato a freddo, è riuscito a ipnotizzare Karagounis. Una Polonia a due facce: a tratti travolgente nel primo tempo, smarrita e stanca nella ripresa. Nei primi 45 minuti parte fortissimo. Nei primi venti minuti schiaccia i greci nella propria metà campo. La prima occasione per i padroni di casa al 5' con Murawski, sventata in angolo da Chalkias. A parte una girata di testa di Gekas al 12', la Grecia non si vede quasi mai. Soltanto dopo il gol di Lewandowki al 17' (una schiacciata di testa su cross di Piszczek) riesce ad alzare il proprio baricentro. Ma al 37' i polacchi potrebbero raddoppiare con Perquis (inguardabile il suo sinistro a pochi passi dalla porta). Nel finale il secondo (piuttosto discutibile) giallo a Papastathopoulos (ex Genoa e Milan)per una spinta a Murawski. La partita si accende, anche con le proteste greche per un fallo in area (involontario) di Perquis. All'inizio della ripresa Fernando Santos manda in campo Salpingidis per Ninis (che giocherà a Parma). Mossa azzeccata perchè proprio nuovo entrato cambia la partita. Prima approfitta del pasticcio difensivo di Szczesny, poi al 23' prende sul tempo il portiere che lo stende in area e viene espulso. Sul dischetto si presenta il capitano Karagounis, l'ex interista però si fa ipnotizzare dal secondo portiere Tyton. Al 29' sempre Salpingidis mette dentro il 2-1, ma l'arbitro aveva già annullato per fuorigioco di Fortounis. La Grecia esulta e allunga la serie positiva: è dai Mondiali 2010 che non perde (2-0 dall'Argentina di Messi). E regala un timido sorriso al suo popolo. Almeno nel calcio Karagounis e compagni l'Europa se la vivono da protagonisti.

FONTE: LArena.it


Analisi
A Euro 2012 il problema è ancora il razzismo, ma non per la Uefa
Alessandro Oliva
Dai saluti nazisti in Ucraina ai cori scimmieschi in Polonia, gli Europei di calcio rischiano di diventare una vetrina internazionale per i tifosi razzisti. Un recente reportage della Bbc ha rivelato una situazione distastrosa nei due Paesi, che si affrettano a smentire. E anche l'Italia potrebbe dare il suo 'contributo'
SOCIETÀ
8 giugno 2012 - 15:33
Il calcio è nato più di cento anni fa, ma nel 2012 siamo ancora qui a parlare del razzismo negli stadi. Nei giorni in cui l'Europeo di Polonia e Ucraina sta cominciando, si profila la possbilità che il massimo torneo continentale di calcio possa diventare una vetrina per alcune frange di tifosi che dedicano il proprio tempo libero a cori razzisti e saluti nazisti. Non per la Uefa però, che da giorni si sta affrettando a minimizzare il tutto.

Cominciamo dall'Ucraina. Un recente reportage della Bbc ha mostrato come l'ex Paese dell'Unione Sovietica abbia ancora qualche problemino. Qualche settimana fa, alcuni tifosi del Metalist Kharkiv si sono fatti notare per aver mostrato il saluto nazista ed aver urlato più volte "Sieg Heil". La polizia ucraina, per non perdere ulteriormente la faccia di fronte l'Europa dopo il recente caso dello sterminio dei cani randagi e le frequenti incursioni delle Femen, ha minimizzato l'accaduto. E lo ha fatto in questo modo: "I tifosi stavano solamente indicando con la mano destra per raccogliere l’attenzione degli anniversari, nessun saluto nazista". Così almeno la pensa il maresciallo capo Volodymyr Kovrygin. Insomma, dei bravi ragazzi. Gli stessi che due settimane più tardi hanno aggredito, all'interno dello stesso stadio, un gruppo di tifosi di origine asiatica. "Ci hanno attaccato i tifosi di casa. E’ stato tremendo”, hanno raccontato. Nessun commento da parte della polizia stavolta. Il caso è chiuso.

Oleh Voloshyn, portavoce del ministero degli Esteri, ha reagito duramente al video della Bbc: ''Si può criticare la società ucraina per un sacco di cose, ma in termini di razzismo molti paesi dell'Unione Europea battono l'Ucraina per distacco''. Anche una grande gloria come l'ex milanista Andriy Shevchenko, tuttora simbolo del calcio ucraino, ha fatto subito 'catenaccio': ''Qui da noi non c'e' il problema del razzismo, l'Ucraina è un paese pacifico e la gente è amichevole. Agli Europei ve ne accorgerete''. Le stesse forze dell'ordine non rimangono a guardare, sebbene neghino qualsiasi problema. Il caso ha voluto che lo scorso dicembre l'urna del sorteggio spedisse l'Inghilterra, nota patria degli hooligans,nel girone D, che è proprio quello dell'Ucraina. Per evitare scontri tra gli hooligans 'tradizionali' inglesi e quelli nuovi ucraini, la polizia ha creato il collaborazione con la Uefa il Nfip, un reparto speciale che dovrà contrastare gli ultras più pericolosi.

Non che in Polonia siano messi meglio. Se in Ucraina preferiscono il filone nazista, tra Varsavia e Cracovia la passione di alcuni ultras è quella di insultare i giocatori di colore. Un'abitudine molto radicata tra i tifosi del Wisla Cracovia. E proprio nella città di papa Wojtyla gli ultimi a farne le spese sono stati i giocatori dell'Olanda. Gli oranje hanno scelto Cracovia come sede del ritiro di Euro 2012. Giovedì 7 giugno, come da programma la squadra è scesa in campo per l'allenamento. Ma anzichè essere accolta da applausi, la nazionale olandese è stata subissata da cori razzisti. La notizia è stata riportata dal 'De Telegraaf', uno dei maggiori quotidiani olandesi, al quale il commissario tecnico arancione ha dichiarato: "Il vantaggio è che ora sappiamo cosa aspettarci". Lo sanno bene soprattutto Gregory Van Der Wiel e Nigel De Jong, i due giocatori neri della spedizione dell'Olanda a Euro 2012. Uno dei senatori della squadra, Mark Van Bommel, si è subito schierato dalla loro parte: "Valuteremo il ricorso alla Uefa. E' un vero peccato, dopo che avevamo pure fatto visita ad Auschwitz". Una decisione, quella della visita al campo di concentramento, intrapresa anche dalla Germania. Una mossa dipolmatica degna del miglior Otto Von Bismarck, oltre che una lodevole iniziativa: Auschwitz si trova in Polonia e tra polacchi e tedeschi non corre buon sangue.

La Uefa, dal canto suo, ha subito chiuso la questione razzista ai danni dell'Olanda. In una nota ripresa dal 'Guardian', il governo europeo del calcio ha spiegato che aprira un'indagine, ma che i fischi del pubblico erano di protesta, visto che nessun match di Euro 2012 si giocherà a Cracovia. Appena saputa la posizione della Uefa, Van Bommel non le ha mandate a dire: “Dovete aprire le orecchie, e se non li avete voluti sentire perché non li volete sentire, allora è anche peggio”.

I numerosi episodi di razzismo di cui molte tifoserie polacche si sono rese protagoniste quest'anno non lasciano tranquillo Theo van Seggelen, presidente del sindacato internazionale dei calciatori, che in un’intervista rilasciata alla Bbc si è detto “per niente sicuro che non si verificheranno episodi violenti fuori e dentro gli stadi”. E a rincarare la dose ci si è messo pure Sol Campbell. L'ex difensore coloured della nazionale inglese, dopo aver visto il documentario della Bbc, ha invitato i tifosi connazionali a rimanere in patria: ''Rimanete a casa, e guardate le partite in televisione, perché andare lì se sei di colore è un rischio". Lo hanno subito ascoltato Theo Walcott e Alex Oxalade-Chamberlain: i due giocatori di colore dell'Inghilterra non porteranno i propri familiari e amici negli stadi dell'Europeo.

La Polonia si è molto risentita per il documentario della Bbc. ''Il problema di certe patologie negli stadi, come la xenofobia ed il razzismo, è presente in tutti i paesi d'Europa, e non solo in Polonia'', ha commentato in una nota diffusa dalla Uefa il portavoce di Euro 2012 Mikolaj Piotrowski. "Ora vorrei invitare Campbell in Polonia, e dirgli di venire con la sua famiglia ed i suoi amici. Caro Sol, vieni a vedere come siamo realmente noi polacchi''. Dal canto suo, il segretario Uefa Michel Platini ha voluto dire la sua: ''E' facile puntare il dito contro Polonia e Ucraina, ma abbiamo gli stessi problemi in diversi paesi: in Francia, negli Stati Uniti, in Inghilterra".

Insomma, così fan tutti. Polonia, Ucraina, Inghilterra, ma anche Croazia e l'Italia. I croati non sono proprio degli stinchi di santo: irriducibili di destra, hanno mostrato a tutti di cosa sono capaci nell'agosto del 2006, quando a Livorno (noto serbatoio di tifosi di sinistra) si presentarono per l'amichevole Italia-Croazia creando sugli spalti una croce uncinata umana. E poi ci sono gli italiani. Non tutti, ma una parte. Si fanno chiamare 'Ultras Italia' e sono nati agli inizi del 2000 con il nome di Viking Italia. Il nucleo fu costituito da alcuni tifosi dell'Hellas Verona, seguiti da quelli di Udinese, Triestina, gli Irriducibili della Lazio e di alcune frange di destra della Roma. Rinuniti in un unico gruppo dopo Euro 2000, hanno preso il nome di Ultras Italia con l'intento di crerare il primo gruppo organizzato di tifosi della nostra nazionale. Un intento nobilissimo, peccato che nel 2008, a Sofia, durante Bulgaria-Italia, dal settore dei tifosi italiani spuntarono delle croci celtiche e partirono dei cori dedicati a Benito Mussolini. Poi, non contenti, alcuni di loro cinghie in mano aggredirono degli spettatori bulgari. Gli episodi di intolleranza si sono ripetuti nel 2010 a Klangenfurt, in Austria, dove durante l'amichevole Italia-Romania gli Ultras Italia fischiarono Mario Balotelli e mostrarono uno striscione: "No all'Italia multirazziale".

Il ct della Nazionale Cesare Prandelli sul razzismo non vuole sentire ragioni. In una delle ultime conferenze stampa prima della partenza per la Polonia (l'Italia soggionerà a Cracovia...), l'allenatore ha subito chiarito che in caso di fischi a Balotelli "siamo pronti a entrare in campo e abbracciarlo. E lo faremo anche se capiterà anche ad un avversario". Platini l'ha subito rintuzzato: "non spetta a Balotelli fermare una partita".

FONTE: Linkiesta.it


Massimo Oddo si ritira dal calcio giocato, nel mirino un futuro da dirigente
L'ex terzino di Verona, Lazio, Bayern Monaco, Milan e Lecce ha deciso di dire addio al calcio giocato.

Massimo Oddo ha deciso di dire stop, appendendo le scarpette al chiodo. Dopo l’ultima stagione disputata con la maglia del Lecce, il terzino ha annunciato ufficialmente il suo addio al calcio. Il campione del mondo però non ha nessuna intenzione di lasciare del tutto l’universo pallonaro. Oddo infatti sta già studiando come allenatore anche se ha affermato di avere un sogno nel cassetto, ovvero quello di intraprendere un carriera dirigente.

By Decathlon
L’addio di Oddo – E’stato l’ex giocatore di Verona, Lazio, Bayern Monaco e Milan a rivelare la sua voglia di smettere con il calcio giocato. In una intervista concessa ai microfoni di Radio Manà Manà, alla vigilia dell’inizio di Euro 2012, Oddo ha reso pubblica la sua decisione sofferta, ma inevitabile:

“Lascio il calcio. A una certa età ci si trova davanti a un bivio, non l’ho detto con certezza perché se arrivasse una proposta irrinunciabile accetterei ma sicuramente non accadrà”.
Il cursore ad un passo dallo spegnere le 36 candeline appare dunque abbastanza certo del suo futuro, in cui non calcherà più i terreni di gioco.

Un futuro da dirigente – Dopo una vita trascorsa nel mondo del calcio Oddo non ha intenzione di allontanarsi da quello che finora è stato il suo lavoro. Il desiderio dell’ormai ex esterno del Lecce è quello di diventare direttore sportivo, nonostante stia seguendo il corso per intraprendere la carriera da allenatore, indetto dalla Federcalcio:

“Sto studiando come allenatore grazie alla Federcalcio che, a noi campioni del mondo, ha dato la possibilità di prendere il doppio patentino di seconda e terza categoria ma sono più attratto a stare dietro una scrivania come direttore sportivo. E’ il mio sogno”.

FONTE: Calcio.FanPage.it
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0 commenti:

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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