.

Fissate la data del raduno, la sede del ritiro e la prima (grande) amichevole il 27 Luglio a Moena di Trento contro la FIORENTINA! CALCIOMERCATO: BJELANOVIC richiesto dai greci del PANIONIOS, idea BABACAR per SETTI. Nuovo responsabile per il settore giovanile: ecco Roberto GEMMI scout di fiducia di SOGLIANO

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 27 giugno 2012 21:49, vedi , , , , , , , , , , | Nessun commento


CALCIOMERCATO HELLAS
Trovate qui tutti i 'rumors' del web e la lista continuamente aggiornata dei nomi che 'girano' in entrata ed in uscita attorno al VERONA...

FISSATE DATA DEL RADUNO, RITIRO E PRIMA AMICHEVOLE
L'HELLAS si ritroverà il 16 Luglio per la presentazione della stagione 2012-2013 per parire nel successivo Sabato 21 alla volta di Santa Cristina Val Gardena meta del ritiro estivo che si concluderà il 4 Agosto.
Amichevole di lusso Venerdì 27 Luglio alle 18:30 a Moena di Trento contro la FIORENTINA

...CON SETTI ALTRO VOLTO NUOVO IN SOCIETÀ
Si tratta di Roberto GEMMI, scout di fiducia di SOGLIANO, che ha firmato per un anno e ricoprirà il ruolo di responsabile del settore giovanile [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]


DICONO
SETTI 'BABACAR? Se ci sarà la possibilità perchè no?' «Hallfredsson e Tachtsidis? Non venderemo i nostri giocatori migliori. L’ipotesi Babacar? Il valore del giocatore è fuori discussione, ma è un discorso prematuro. Sicuramente la Fiorentina ha dimostrato di saper lavorare bene con il vivaio, e potremmo inserirci per dare spazio a qualche giocatore in sovrannumero» SerieBNews.com

Parla GROSSI 'Non sono ufficialmente gialloblù ma quasi...' «Finché non è ufficiale aspettiamo, non ho ancora firmato... Avevo già lavorato con Sogliano, so come si muove. Mi ha parlato di un grande progetto. Tutto è partito da lui, la trattativa è nata quando il direttore ha cominciato a lavorare per l'Hellas. Sono contento ed entusiasta, a me piace essere protagonista della squadra in cui gioco».
E le voci sul Palermo? «Sembrava che Sannino potesse portarmi al Palermo, ma non c'è mai stato nulla di concreto».
Con il Verona invece sì e sembra fatta. «Al ritorno della vacanze incontrerò il mio procuratore e vedremo. Non ho firmato, ma diciamo che sono quasi gialloblù» TuttoMercatoWeb.com

MARTINELLI «Con GIBELLINI c'è stato un malinteso, ci tengo a chiarirlo. Ero in ospedale, con Mauro non potevo parlare di persona. L'ho chiamato al telefono, lui ha dichiarato che il Varese aveva meritato la qualificazione ed io gli ho detto che la sua opinione non mi trovava d'accordo. Ci avessero assegnato quel rigore al ritorno, per tutti sacrosanto, sarebbe andata diversamente. Il punto però è un altro. Frustrato da una convivenza difficile, Gibellini ha voluto più che altro sfogarsi per come ha vissuto l'intera stagione. Ci chiariremo presto, intanto lo ringrazio per quanto ha dato all'Hellas» LArena.it


ALTRE NEWS IN ALLEGATO
DASPO PER 75 TIFOSI GIALLOBLÙ RITIRATA... ANZI NO! Ricordate i 94 Daspo dati ai tifosi del Verona in occasione della trasferta di Varese dello scorso dicembre? In 75 avevano presentato ricorso e l'avevano visto al Tar di Milano ma il consiglio di Stato li ha fatti tornare nuovamente in vigore. E adesso? La prossima udienza di merito è attesa per gennaio 2013, fino ad allora i tifosi colpiti da questa diffida non potranno accedere agli stadi TuttoB.com


IN BREVE A PIÉ PAGINA
CALCIO GIAPPONE: ZACCHERONI firma un biennale con la nazionale nipponica!
VITA DA EX: Dopo la salvezza ai playout ottenuta con il ritorno di AGLIETTI l'EMPOLI si affida a Maurizio SARRI che guidò il VERONA anche il VERONA per qualche mese nel 2008...
LO 'STRANO' CASO DI VERRATTI che prima è dato ufficialmente all JUVE, poi al NAPOLI e infine... Rimane dov'è!
FORMULA 1: Strepitosa gara di ALONSO al GP di Siviglia! Parte 11° e arriva primo: 'La mia più bella vittoria...'
SPORT&ARTE: SuperMario BALOTELLI ispira Gambarin...

RASSEGNA STAMPA
SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Grossi: "Società d'accordo, a Verona per Sogliano"
26.06.2012 20.12 di Alessio Alaimo - twitter: @alaimotmw
"Finché non è ufficiale aspettiamo, non ho ancora firmato...". Paolo Grossi, centrocampista del Siena, in vacanza a Formentera fino a sabato 30 giugno, parla così a TuttoMercatoWeb e si pronuncia sull'ormai imminente trasferimento all'Hellas Verona. "Siena e Verona hanno trovato l'accordo", prosegue il centrocampista milanese classe '85.

Dalla serie A alla serie B, potrebbe essere visto come un salto indietro.
"No, non lo è. Avevo già lavorato con Sogliano, so come si muove. Mi ha parlato di un grande progetto. Tutto è partito da lui, la trattativa è nata quando il direttore ha cominciato a lavorare per l'Hellas. Sono contento ed entusiasta, a me piace essere protagonista della squadra in cui gioco".

E le voci sul Palermo?
"Sembrava che Sannino potesse portarmi al Palermo, ma non c'è mai stato nulla di concreto".

Con il Verona invece sì e sembra fatta.
"Al ritorno della vacanze incontrerò il mio procuratore e vedremo. Non ho firmato, ma diciamo che sono quasi gialloblù (sorride, ndr)".

SERIE B
ESCLUSIVA TMW - Verona, arriva Gemmi per il settore giovanile
26.06.2012 19.40 di Alessio Alaimo - twitter: @alaimotmw
C'è un nuovo ingresso in società all'Hellas Verona. Era già nell'aria, ma adesso è ufficiale. Roberto Gemmi, scout di fiducia del ds Sean Sogliano, ha firmato un anno di contratto con la società veneta. Gemmi ricoprirà il ruolo di responsabile del settore giovanile.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS VERONA
Hellas Verona, programmato un test di lusso
27.06.2012 19:18 di Federico Errante
Fonte: tuttohellasverona.it
Amichevole di lusso per il Verona in occasione della preparazione estiva in vista della prossima stagione. Sarà infatti la Fiorentina di Vincenzo Montella ad affrontare gli scaligeri venerdì 27 luglio alle 18.30 a Moena (TN).

PRIMO PIANO
Hellas Verona, tornati in vigore i Daspo di Varese
27.06.2012 19:01 di Federico Errante
Fonte: tggialloblu
Una batosta inaspettata. Ricordate i 94 Daspo dati ai tifosi del Verona in occasione della trasferta di Varese dello scorso dicembre? In 75 avevano presentato ricorso e l'avevano visto al Tar di Milano ma il consiglio di Stato li ha fatti tornare nuovamente in vigore. E adesso? La prossima udienza di merito è attesa per gennaio 2013, fino ad allora i tifosi colpiti da questa diffida non potranno accedere agli stadi.

FONTE: TuttoB.com


Sogliano, idee chiare: Rivas, Grossi, Brivio
LE TRATTATIVE. Il nuovo direttore sportivo ha progetti ambiziosi ed è al lavoro per realizzarli. Anche se la concorrenza è tanta, visto il valore degli obiettivi gialloblù. Sulla fascia sinistra, uno in partenza tra Scaglia e Pugliese. Quest'ultimo ha molto mercato, sembra lui il candidato a cambiare maglia: dove finirà?

27/06/2012
È sempre a Buenos Aires, Emanuel Rivas. L'Italia rimane lontana. In testa ha l'Hellas, ma non solo. Temporeggia il ragazzo. «Non ho ancora deciso, il mio agente ha parlato col Verona. La proposta è stata molto interessante, ma ci sono altre squadre. Vediamo». Qualche sirena dalla serie A si è fatta sentire, lo stesso Varese è uscito allo scoperto chiedendo a Rivas di restare nonostante un contratto ormai in scadenza. La leggera frenata di Rivas si sposa perfettamente con la tesi di Sogliano, chiaro nello spiegare la questione sabato appena conclusa la presentazione di Maurizio Setti: «Per quel che so Rivas la scelta l'ha già fatta, ma un giocatore svincolato è sempre appetibile. È giusto restare sereni, senza forzare troppo la mano». Rivas, atteso a Milano entro fine settimana, non rientrerà invece prima di lunedì o martedì. La sua idea è quella di firmare e tornare in Argentina: «Vorrei sistemare tutto in fretta, prendere una decisione e mettermi tranquillo. Ma non voglio sbilanciarmi». Il suo agente, Fabio Bilardo, da buon procuratore ha allargato il campo: «Ci sono altre squadre su Rivas, due delle quali di serie A». Una pare il Torino, dove Rivas ritroverebbe Gianpiero Ventura, suo allenatore a Bari.

PORTE APERTE. Dall'Argentina a Formentera, rifugio prediletto di tanti calciatori. Sull'isola c'è anche Paolo Grossi, altro esterno offensivo puntato dal Verona. Si è parlato di lui ieri a Milano, senza però una vera accelerata. Questione di tempo. Già a Varese con Sogliano e in serie A col Siena, Paolo ha cominciato nel Milan prima di finire alla Caratese in Interregionale, ripescato nel calcio dei professionisti proprio da Sogliano per il Varese e diventato uno dei pupilli di Beppe Sannino, che per un attimo ha pensato anche di portarselo a Palermo. «Ci piace, ma c'è bisogno di pazienza», ha ripetuto ieri Sogliano, sempre molto vigile sul mercato. Grossi, dalle spiagge di Formentera, è andato anche oltre: «Se ci saranno le giuste condizioni sarei felicissimo di venire a Verona. So che c'è una trattativa in corso, io aspetto fiducioso. Sarebbe bello lavorare di nuovo con Sogliano».

BRIVIO A SINISTRA. Il Verona ha individuato il suo obiettivo per la fascia mancina. Davide Brivio sarebbe un bel colpo, specie per la serie B. Soprattutto perché viene da due anni di A col Lecce, in tutto 48 presenze e i gol con Siena e Genoa dell'ultima stagione. Il ragazzo lascerà Lecce, società piena di problemi e con la minaccia di una forte penalizzazione per il calcioscommesse se non addirittura della retrocessione in Prima Divisione. Brivio sarebbe una soluzione gradita, fra l'altro compagno di Nazionale a livello giovanile (fino all'Under 19) di Matteo Mandorlini, figlio del mister, appena passato dal Brescia allo Spezia. Anche Mandorlini papà conosce bene Brivio. Sotto contratto fino al 2014, Davide è stato cercato finora da parecchi club, anche di serie A. Occasione affascinante, ma forse eccessivamente difficile da cogliere. Di certo Brivio viene da una scuola prestigiosa come l'Atalanta, prima di passare in comproprietà alla Fiorentina con tanto di esordio in A a diciott'anni. L'estate dopo metà del suo cartellino è stata rilevata dal Vicenza, che poi l'ha acquistato interamente proprio dall'Atalanta. Nel 2008 il passaggio al Genoa e quindi di nuovo al Vicenza a gennaio. Su di lui, l'anno dopo, decide di scommettere il Lecce, ricevendo in cambio un rendimento sempre all'altezza, con tanto di convocazione nell'Under 21. A sinistra nell'Hellas è matematica la partenza di uno fra Scaglia e Pugliese. Il primo, visti i 35 anni, è più difficile da piazzare e su di lui è pronto a puntare ancora Mandorlini. Diverso il discorso per Pugliese, che ha mercato in B ma che gode anche della profonda considerazione da parte di Sogliano. Deciderà il mercato.
Alessandro De Pietro

Martinelli: «Pronto a scommettere su Setti»
L'INTERVISTA. Le confessioni più intime del presidente uscente nel giorno dell'investitura del nuovo uomo di riferimento della società di via Torricelli. «Mi sono rivisto in lui all'epoca dei miei primi passi Mandorlini apprezzerà il lavoro della nuova società Ho un rimpianto: non essere riuscito ad andare in A»

25/06/2012
Verona. Sarà il Presidente ancora per molto. Il rispetto e la gratitudine, almeno stavolta, valgono più di bonifici bancari e quote trasferite con un paio di firme. Non vuole rubare la scena a nessuno Giovanni Martinelli, si sta solo prendendo quel che gli spetta. Lascia da eroe, senza volerlo e senza mai parlare di veri addii. Il Verona d'altronde continua a sentirlo suo come il primo giorno. «Onestamente non mi vedo ancora vicepresidente, è come se fossi ancora in carica, però è giusto sia finita così. Maurizio Setti ha tutte le carte in regola per proseguire il progetto che ho iniziato e portato avanti nel miglior modo possibile. Di soddisfazioni ne ho raccolte tante, ma era giunto il momento di fermarsi».

Che presidente sarà Setti?
«Su Maurizio sono pronto a scommettere. Ha tanta passione, per certi versi mi rivedo in lui all'epoca dei miei primi passi. Ha già definito mosse importanti, come l'arrivo di Sogliano. Il disegno continua, questo conta davvero. I veronesi, ai quali va il mio più sentito ringraziamento, possono stare sereni».
Ci racconta il dietro le quinte di questi mesi?
«Ho iniziato diverse trattative con altra gente che poi si è rivelata fumosa. Tutti faccendieri, almeno così mi sono sembrati. Figure di cui non mi sono fidato, gente che secondo me dell'Hellas voleva solo approfittarsi. Io e Setti invece abbiamo parlato subito lo stesso linguaggio, siamo entrati immediatamente in sintonia con gli obiettivi. Non ha peli sulla lingua, è sincero ed ha disponibilità economiche. Farà bene».
Per tanto tempo i suoi appelli agli imprenditori sono rimasti inascoltati...
«Non li biasimo, per carità. Stiamo vivendo tutti momenti difficili, ma serviva compiere un passo in più. Non si poteva più aspettare».
Verona la ama tanto. Si è mai chiesto il vero perché?
«Penso per la chiarezza che ho sempre avuto nei confronti della città e della gente. In più abbiamo raccolto risultati importanti, nonostante un budget limitato, usando l'arma della semplicità. I tifosi l'hanno apprezzato».
Ce l'ha un rimpianto su tutti?
«Quello di non essere riusciti ad andare in serie A, ma sono esperienze che servono per il futuro. Ci riproveremo, questo è certo».
Si rimprovera un errore in particolare?
«Rifarei tutto, dall'inizio alla fine. Qualche delusione c'è stata, ma ad un certo punto abbiamo trovato il giusto equilibrio. Non mi pento di nulla, neanche degli errori».
E la polemica con Gibellini?
«C'è stato un malinteso, ci tengo a chiarirlo. Ero in ospedale, con Gibellini non potevo parlare di persona. L'ho chiamato al telefono, lui ha dichiarato che il Varese aveva meritato la qualificazione ed io gli ho detto che la sua opinione non mi trovava d'accordo. Ci avessero assegnato quel rigore al ritorno, per tutti sacrosanto, sarebbe andata diversamente. Il punto però è un altro. Frustrato da una convivenza difficile, Gibellini ha voluto più che altro sfogarsi per come ha vissuto l'intera stagione. Ci chiariremo presto, intanto lo ringrazio per quanto ha dato all'Hellas».
Il calcio professionistico è come se lo aspettava?
«Del calcio voglio ricordare solo i lati positivi. È il gioco più bello del mondo, quello che più di tutti ti dà adrenalina. Difficile rinunciarci per chi l'ha vissuto in prima persona. Per questo voglio restarci, salute permettendo».
Setti e Sogliano sono stati chiari: Mandorlini dovrà rientrare entro precisi confini e fare solo l'allenatore...
«Ho parlato con Mandorlini, è una persona intelligente. Ha capito. Andrea saprà apprezzare il lavoro di Sogliano e della nuova società. Non è facile fare l'organizzatore, il direttore sportivo e il tecnico. Deve concentrare le sue forze in una direzione unica, deve solo allenare la squadra».
Quale è stato finora il principale merito di Mandorlini?
«Ogni giocatore è essenziale, ma è difficile ottenere qualcosa se non hai il condottiero in grado di indicare la giusta direzione. E Mandorlini è perfetto per l'Hellas».
Quale sarà adesso il suo ruolo?
«Una forma di collaborazione con Setti certamente la troverò, ma prima devo terminare una cura che ultimamente mi ha debilitato non poco. Ci vorrà ancora qualche mese».
Sta combattendo una battaglia durissima per la vita. Dove la trova tanta forza?
«La forza viene, quando l'acqua tocca il naso. Nella vita ho avuto esperienze tremende, come la perdita di mio figlio. Per fortuna c'è qualcuno lassù che ti dà le energie interiori per continuare a lottare».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Ritiro estivo, gialloblù a Santa Cristina Val Gardena
Postata il 27/06/2012 alle ore 15:57
La località in provincia di Bolzano ospiterà l'Hellas Verona dal 21 luglio al 4 agosto. Venerdì 27 alle 18:30 amichevole con la Fiorentina a Moena (TN)
VERONA - Il club scaligero ha definito gli ultimi dettagli in vista della preparazione per la stagione sportiva 2012/13. Raduno fissato per lunedì 16 luglio, mentre sabato 21 la squadra gialloblù partirà per Santa Cristina Val Gardena, località di circa 1.900 abitanti situata in provincia di Bolzano, sede del ritiro estivo fino al 4 agosto.
Collocata tra Ortisei e Selva di Val Gardena, posta di fronte al Sassolungo, presenta un’altitudine compresa tra i 1.250 ed i 3.179 m s.l.m.; di quasi 200 km la distanza da Verona. Gli allenamenti verranno svolti al centro sportivo “Mulin da Coi”, utilizzato in passato da Lazio, Cagliari, Gallipoli e Spezia. Prende forma anche il calendario delle amichevoli: venerdì 27 luglio alle 18:30 la formazione di Andrea Mandorlini affronterà a Moena (TN) la Fiorentina.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
CALCIO GIAPPONE: ZACCHERONI firma un biennale con la nazionale nipponica!
VITA DA EX: Dopo la salvezza ai playout ottenuta con il ritorno di AGLIETTI l'EMPOLI si affida a Maurizio SARRI che guidò il VERONA anche il VERONA per qualche mese nel 2008...
LO 'STRANO' CASO DI VERRATTI che prima è dato ufficialmente all JUVE, poi al NAPOLI e infine... Rimane dov'è!
FORMULA 1: Strepitosa gara di ALONSO al GP di Siviglia! Parte 11° e arriva primo: 'La mia più bella vittoria...'
SPORT&ARTE: SuperMario BALOTELLI ispira Gambarin...

ZACCHERONI CT DEL GIAPPONE FINO AL 2014
Lunedì 25 Giugno 2012 - 16:53
TOKYO - Alberto Zaccheroni, da due anni ct del Giappone, guiderà la nazionale nipponica fino ai mondiali di Brasile 2014. L'allenatore romagnolo, alla guida del Giappone da agosto 2010, ha infatti prolungato il contratto fino al 2014, come riporta la stampa giapponese. Con Zaccheroni in panchina, il Giappone ha vinto la quarta Coppa d'Asia in Qatar lo scorso anno e nelle qualificazioni per i mondiali in Brasile la sua squadra è prima nel suo girone con sette punti dopo tre partite.

GP DI VALENCIA, INCREDIBILE FERRARI: ALONSO SUPER, DA 11° A PRIMO -FOTO
Lunedì 25 Giugno 2012 - 07:57 di Giorgio Ursicino
ROMA - Niente otto volante, non arriva l’ottavo vincitore diverso. A volare è Fernando Alonso che, con una corsa strepitosa, rimonta dalla sesta fila e passa per primo sotto la bandiera a scacchi, mandando in delirio i tifosi spagnoli in tribuna. Lo spagnolo riconquista la vetta della classifica e allunga con decisione poiché i due principali avversari nella corsa al Titolo tornano entrambi a casa con zero punti in pagella. Vettel è stato tradito dalla sua Red Bull che nelle prove e nella prima parte della gara lo aveva fatto volare. Hamilton, come spesso avviene, è stato penalizzato dai suoi meccanici durante la sosta ai box e poi si è suicidato accettando un ruota a ruota con Maldonado, uno che non lotta certo per l’obiettivo finale. Il venezuelano è stato punito dai commissari, ma Lewis è ora staccato di 23 punti dal ferrarista che ha una regolarità straordinaria (è rimasto l’unico che nel 2012 ha sempre fatto punti). Più vicino allo spagnolo si è portato Webber (20 punti di ritardo), autore di una gara poco incisiva e solo quarto al traguardo, preceduto da due fenomenali ex pensionati. Su un podio dal forte profumo di rosso, infatti, a fianco di Fernando sono finiti due ex campioni del mondo rientrati in Formula 1 dopo essersi ritirati, entrambi arrivati al titolo in sella al Cavallino. Kimi Raikkonen con la Lotus ha preceduto Michael Schumacher con la Mercedes e anche questa è una favola, al pari della rabbiosa rimonta di Alonso impreziosita da mille sorpassi. Michael da quando è rientrato (questa è la terza stagione) dopo tre anni di stop non era mai riuscito a spruzzare champagne, l’ultima volta gli era capitato nel lontano GP di Cina a Shanghai il primo ottobre del 2006 (il Mondiale finì ad Alonso...). Era da oltre 40 anni che un pilota di 43 anni (Brabham) non saliva sul podio. Un podio pesantissimo, da doppio record: mai dieci titoli mondiali tutti insieme e mai (in tempi moderni) oltre un secolo complessivo a ritirare le coppe. Schumi, in ogni caso, ha meritato, nell’ultimo periodo è migliorato molto, non litiga più con le Pirelli e a Montecarlo ha centrato una storica pole. Massa? Sfortunato, anche questa volta non ha fatto punti.

ALONSO: "È LA MIA PIÙ BELLA VITTORIA" «È difficile esprimere con le parole quello che sento ora, vincere a casa è qualche cosa di speciale».Suona l'inno di Mameli e Fernando Alonso trattiene a fatica le lacrime per quella che definisce la più bella vittoria della sua carriera.«Vinsi a Barcellona con la Renault e oggi mi sono ripetuto qui a Valencia. Ma con la Ferrari è qualche cosa di speciale, mi sento molto orgoglioso. È la più bella vittoria che io abbia mai avuto, nessuna può rivaleggiare con questa dal punto di vista delle emozioni».

ALONSO TORNA IN TESTA AL MONDIALE Grazie alla vittoria nel Gran Premio d'Europa sul circuito semicittadino di Valencia Fernando Alonso su Ferrari torna in testa al Mondiale piloti con 111 punti davanti a Mark Webber su Red Bull (91 punti), Lewis Hamilton (McLaren, 88) e Sebastian Vettel (Red Bull, 85).

VERRATTI ANNUNCIA SU FB: "RESTO A PESCARA". IL CLUB LO TOGLIE DAL MERCATO
Sabato 23 Giugno 2012 - 18:12
PESCARA - Dopo mesi di trattative, il Pescara ha deciso di ritirare dal mercato Marco Verratti che alcuni giorni fa era arrivato ad un passo dalla cessione alla Juventus. Questo il comunicato ufficiale della società biancazzurra: «Questa mattina i vertici societari della Delfino Pescara 1936 Srl hanno incontrato il calciatore Marco Verratti e il suo agente. A seguito di un colloquio intercorso tra le parti, dove il calciatore ha ribadito il desiderio di rimanere in biancazzurro, - avendo, tra l'altro, rinnovato lo scorso gennaio un contratto che lo lega al club di via Albegna per altri 4 anni - preso atto della volontà del calciatore, la Delfino Pescara 1936 Srl comunica di ritirare ufficialmente il centrocampista pescarese dal mercato».

L'ANNUNCIO DEL GIOCATORE SU FB - «Rimango a Pescara e rispetto il contratto con la società . Non ho firmato e preso impegni con nessuno. Ora pensiamo alla Serie A!!!!». Lo scrive Marco Verratti, centrocampista del Pescara, sulla propria pagina Facebook. Il 19enne centrocampista nelle ultime settimane è stato al centro di una complessa trattativa tra il Pescara, a cui è legato fino al 2016, e la Juventus. Sulle tracce del giocatore, che sembrava destinato a trasferirsi al club bianconero nel 2013, si è mosso anche il Napoli. Il Pescara, stamattina, ha comunicato che Verratti non è sul mercato.

FONTE: Leggo.it


Un SuperMario gigante sui campi di VeronaÈ grande oltre 2,7mila metri quadrati, tracciato con il trattore su un campo agricolo, l'ultima opera di land art dell'artista veronese Dario Gambarin
Domenica 24 Giugno 2012
VERONA - È il ritratto di un Mario Balotelli grande oltre 2,7mila metri quadrati, tracciato con il trattore su un campo agricolo, l'ultima opera di land art dell'artista veronese Dario Gambarin. Un augurio per il bomber nerazzurro, che stasera sarà uno dei protagonisti della sfida Italia-Inghilterra ad Euro 2102. Gambarin, noto per aver dedicato i suoi maxi ritratti 'green' a personaggi come Barak Obama e Nelson Mandela, ha raffigurato il centravanti azzurro di spalle, con l'inconfondibile cresta moicana sulla nuca e la maglietta con la scritta Italia in orizzontale. L'opera, 'mano libera' - cioè senza disegno preparatorio - è stata tracciata con l'aratro da Gambarin su un campo a Castagnaro, in provincia di Verona. "Volevo fare un omaggio agli azzurri, tutti, senza distinzioni - ha spiegato Gambarin -, ma la cresta bionda di Balotelli sembra fatta apposta per essere riprodotta su un campo di grano trebbiato".

FONTE: CorriereDelloSport.it


NOTIZIE UFFICIALI
UFFICIALE: l'ex Sorrento Sarri nuovo tecnico dell'Empoli
Trovano conferma le indiscrezioni rilanciate nei giorni scorsi dal nostro portale. Leggi il LINK in basso.

25.06.2012 14:37 di Valeria Debbia
L'Empoli Fc comunica tramite una nota ufficiale che Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della prima squadra. Sarri ha allenato in passato squadre come Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria e Sorrento. Con il Sansovino in tre anni ha portato la squadra dai dilettanti alla C2 (vincendo anche la coppa Italia di serie D) e con la Sangiovannese ha ottenuto una promozione in C1.

Arriva SETTI! Stamattina nella sede di Via Torricelli la presentazione del 32° presidente dell'HELLAS VERONA F.C.


LA PRESENTAZIONE DI MAURIZIO SETTI 32° PRESIDENTE DELL'HELLAS VERONA F.C.
Questa l'introduzione dell'ormai ex presidente Giovanni MARTINELLI che rimarrà al fianco dell'imprenditore di Carpi come socio di minoranza mentre MAGNANI abbandonerà il prossimo 1° Luglio: «Per prima cosa ringrazio tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine, dandomi una mano. Senza far nomi, sono grato per la stima ricevuta. Con Setti ci siamo trovati per la prima volta un paio di mesi fa, siamo entrati in sintonia da subito, avendo entrambi lo stesso obiettivo: portare avanti il progetto di rinascita cominciato quattro anni fa. Abbiamo parlato la stessa lingua, subito ci può essere stata qualche titubanza, ma sono convinto che si farà apprezzare dai veronesi. Lui ama il calcio ed ama già l'Hellas»

La conferenza stampa integraleL'intervista di Ciccio Vighini al neo patròn

Maurizio SETTI: «Questo è il proseguimento di un progetto già avviato. Lo scopo per cui sono venuto è molto semplice. Al contrario di chi ha paura di andare in piazze importanti, per me si tratta di un grande stimolo. Sono una persona che adora le sfide, non voglio prendere in giro nessuno. I giovani sono il futuro, quindi il vivaio avrà un ruolo importante. Abbiamo una delle tifoserie più belle d'Italia, entrare nel nostro stadio dà sempre grandissimi brividi. Vogliamo iniziare a crearci un nostro patrimonio, non arriveranno giocatori importanti ma in procinto di terminare la propria fine carriera.

L'attaccamento per l'Hellas sarà la cosa fondamentale. Non si vince da soli ma con il giusto connubio tra giocatori, staff e società. Martinelli in questi anni ha fatto miracoli e lavoreremo comunque sempre in sintonia. Tutti lotteremo per un unico obiettivo, per farci rispettare sempre e dovunque. Questa è una città che ha grandi potenzialità, ancora non del tutto espresse, ma che cercheremo di tirare fuori.

Non voglio venire qua a fare proclami e fare investimenti folli come si sente da altre parti del mondo. Partiamo da una base già solida e possiamo solo migliorare, poi ovviamente ci sono delle situazioni che nel calcio non si possono prevedere. Ci saranno esborsi magari anche importanti ma finalizzati a creare nel tempo un patrimonio per la società. Il percorso durante l'anno è molto lungo. Se sei strutturato hai la facoltà di arrivare fino alla fine in modo ottimale. Tante componenti aiutano l'andamento della squadra, Mandorlini deve stare tranquillo perchè lui è il mister che vogliamo per crescere. Quando in coscienza siamo consapevoli di aver fatto il massimo per collaborare e migliorarci, possiamo andare a testa alta. Il punto di partenza sarà comunque fare meglio dello scorso anno
» [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]


DICONO
Maurizio SETTI: «Vorrei iniziare il campionato domani. La voglia di cominciare è tanta, come la voglia di misurarsi con questa splendida realtà. Vogliamo far vedere che siamo in grado di lavorare bene: questa è una piazza che merita di ricevere molto. I tifosi sono tanti e, magari, tutti non riesci a conquistarli. La sincerità è una mia caratteristica primaria e, partendo da questa, vorrei costruire dei rapporti».
Si è parlato tanto di settore giovanile. Sogliano è stato scelto anche per questo, visti i successi ottenuti dalla Primavera del Varese? «Certo, Sogliano è stato scelto da me perchè vediamo il calcio alla stessa maniera, e di conseguenza facciamo poca fatica a trovarci sulla stessa lunghezza d'onda. Voglio fare con lui un bel percorso, e lui stesso darà molto alla causa gialloblù».
Capitolo mercato. I tifosi sono in apprensione nel vedere accostati i migliori gialloblù ad altre squadre. Possiamo tranquillizzarli? «Certo, sono tutti giocatori incedibili. Puntiamo a migliorare l'organico già buono che c'era l'anno scorso».
Forse, l'unica "colpa" che si può dare alla gestione precedente, è quella di un gioco al rialzo sul prezzo degli abbonamenti. Si farà qualcosa in merito? «E' giusto cercare di portare più gente possibile allo stadio. Io, onestamente, non conosco queste dinamiche, ma cercherò di valutare la situazione al meglio» TuttoB.com

Sean SOGLIANO «Sono felice di essere approdato a Verona, questa decisione mi dà grande stimolo. Mi ritengo davvero contento di questa scelta, ho grande voglia di lavorare per una piazza ed un presidente che vantano fiducia nel mio lavoro. Per un professionista questa è la cosa più bella. Sono una persona chiara e tranquilla, mi piace confrontarmi, parlare apertamente. Mandorlini è l’allenatore dell’Hellas Verona, si tratta della cosa più giusta. Ha fatto un ottimo lavoro, dispiacciono i problemi nati tra lui e Gibellini. Se ne è discusso anche troppo, il mio metodo prevede un confronto frequente col tecnico. Dobbiamo conoscere i rispettivi caratteri, conta più l’unità d’intenti di qualsiasi altra cosa. Un feeling particolare può essere un valore aggiunto, non amo parlare per sentito dire ma vivere le situazioni in prima persona. E' ovvio e giusto che col passare del tempo, strada facendo, il rapporto si debba consolidare».
Alle promesse estive l'ex Varese preferisce nettamente la concretezza: «Per quanto riguarda gli obiettivi, sarebbe troppo facile dire che l'intento è far meglio rispetto all'anno scorso. Fare proclami serve a poco, è utile avere consapevolezza delle difficoltà che si presenteranno. Il cammino sarà lungo e complicato, le mete vanno raggiunte pensando partita per partita e dando il massimo» HellasVerona.it

Brooks & Durant speak following tough NBA finals lossAmigos Messi 6 x 6 Resto do Mundo (21/06/12) - Amistoso Bogotá

IN BREVE A PIÉ PAGINA
NBA FINALS: MIAMI HEAT sul tetto del mondo! 4 a 1 ai THUNDER...
AMICI DI MESSI 6-6 RESTO DEL MONDO, quanti gol al match benefico!
VITA DA EX: Clamoroso ritorno in campodi Claudio Paul CANIGGIA a 45 anni! Giocherà in Inghilterrra nel Wembley. Dopo l'azione di riscatto della NOCERINA ecco il controriscatto del CHIEVO! Adesso FARIAS è nuovamente di completa proprietà della società della diga così come Mino IUNCO 'mollato' dallo SPEZIA... Ufficiale Matteo SCAPINI alla SANBO
CALCIOMERCATO SERIE A: Sembrava fatta per VERRATTI alla JUVE e invece... Dopo GATTUSO e Pippo INZAGHI anche SEEDORF da l'addio al MILAN
FINALI NBA: Gli HEAT vincono ancora con i THUNDER e 'vedono' il titolo...
CALCIOMERCATO LIGA SPAGNOLA: Il BARÇA ingaggia il figio 18enne di ROMARIO per la squadra B e, con un colpo basso senza precedenti, soffia due 'promesse' 12enni al VALENCIA!
7 TIFOSI GENOANI ARRESTATI per aver fermato GENOA-SIENA...
CALCIOMERCATO PREMIER LEAGUE: DROGBA lascia il CHELSEA, giocherà a Shangai con ANELKA!

Top 5 Plays of the Night: Finals Game 4Romarinho garante vitória do Vasco 3 São Francisco-BA 2Genoa-Siena: Tifosi bloccano partita e ricattano giocatori

Setti: "Stiamo calmi, c'è da pensare alla Juve Stabia"
Postata il 05/05/2013 alle ore 22:59
Il presidente gialloblù intervenuto alla trasmissione tv "La domenica nel pallone": "Abbiamo un obiettivo da raggiungere, ma non è stato fatto ancora nulla"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del presidente gialloblù, Maurizio Setti, intervenuto alla trasmissione televisiva "La domenica nel pallone" in onda su TeleArena e condotta dal giornalista Gianluca Tavellin: "In questo finale di stagione le difficoltà saranno dietro l’angolo: la Juve Stabia è già in ritiro, preparerà la partita col massimo delle proprie forze. Dobbiamo inseguire il nostro obiettivo settimana per settimana senza badare agli altri, faccio un appello a tutto l’ambiente affinché si resti calmi e tranquilli. Ad oggi non è stato fatto ancora niente. Credo sarebbe giusto che il campionato finisse con la promozione diretta delle prime tre in classifica, perché nel corso della stagione hanno dimostrato di meritarla. Stiamo sempre sul pezzo senza esagerare con gli entusiasmi, pensiamo solo a giocare per vincere. Le partite degli altri? Le ho viste tutte, potremo gioire solo quando sarà il momento. Oggi non abbiamo ancora niente in mano. Possiamo fare tutti i calcoli possibili, ma c’è ancora tanto in ballo. La cosa che più mi è piaciuta della squadra è aver espresso impegno costante, cosa chiesta sin dall’inizio, insieme alla capacità di rischiare il meno possibile. La nostra formazione non ha mai subito troppo, lo dice il dato delle reti subite, anche se spesso in passato si abbassava la guardia dopo aver segnato un gol. Di recente prestazioni autoritarie ed un atteggiamento sicuro hanno fornito un segnale rilevante, se la squadra gioca come sa può affrontare qualsiasi avversario. Chi può decidere la promozione? Non c’è un giocatore in particolare, nelle ultime partite abbiamo visto che un po’ tutti possono andare a segno. Mi farebbe piacere la conquista del titolo di capocannoniere, sarebbe un titolo sportivo in più. Il futuro? Calma e sangue freddo, a risultati ottenuti si potranno fare le necessarie valutazioni. La positività fa parte della vita, ma alla base di tutto c’è la concretezza. Siamo consci di avere a disposizione qualcosa di concreto, ma i risultati contano più di tutto. La Serie A significherebbe gioia e conferme. I contratti vanno rispettati, se ci sono problematiche ci si siede e si discute. Siamo un gruppo unito, che vuole raggiungere l’obiettivo. Una volta tagliato il traguardo è permesso parlare per definire ogni aspetto”.
Ufficio Stampa

Setti: "Voglio vedere il massimo impegno"
Postata il 02/05/2013 alle ore 20:49
Il presidente gialloblù intervenuto alla trasmissione tv "Vighini Show": "Pensiamo solo alla Pro Vercelli, è la finale delle finali. Dobbiamo dimostrare corazza e tenacia da Hellas"
VERONA - Ecco le principali dichiarazioni del presidente gialloblù, Maurizio Setti, intervenuto telefonicamente alla trasmissione televisiva "Vighini Show" in onda su TeleNuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini: "Siamo tranquili e consci di quello che stiamo facendo. Bisogna avere la consapevolezza di insistere sulla strada intrapresa. Avete visto il Bayern contro il Barcellona? Il calcio a grandi livelli è fatto di corsa e impegno, lo stesso dobbiamo fare noi nel nostro piccolo. I punti persi? Ci siamo svegliati di sicuro, tardi perché comunque dovevamo farlo prima. Io sono uno che pretende e non si accontenta. Chi veste la maglia dell'Hellas deve avere una corazza e una tenacia che deve porre davanti a tutto e tutti. E se i calciatori lo faranno insieme, sono convinto che ci toglieremo qualche soddisfazione. I ragazzi devono essere consapevoli che è l'ultimo tram. A partire dal mister fino all'ultimo dei magazzinieri devono avere una carica incredibile. Questo ci arriva anche dai tifosi, avete visto al campo d'allenamento mercoledì quanta gente c'era. E la cosa più bella sono state le famiglie e i bambini. Dobbiamo dare il massimo tutti i giorni. Vincere è sempre difficile, sono convinto di avere creato un allestimento di società/squadra che abbia caratteristiche per giocarsela fino alla fine. Sicuramente abbiamo perso dei punti per strada, ma non serve rimuginare, ora è il momento di stare tutti concentrati. Voglio vedere che tutti diano il massimo impegno. Cerchiamo di giocare e di vederla in modo positivo. Un plauso alla città che ci continua a sostenere, dall'altro ricordiamoci che c'è un mondo di famiglie disperate. E che i nostri bambini della provincia diventino un patrimonio per ogni famiglia, diventando un domani dei calciatori dell'Hellas. Ora pensiamo solo alla Pro Vercelli, per noi è la finale delle finali. Io più veronese? Sono nato professionalmente a Verona grazie a un imprenditore storico di Verona. Mi sento molto veronese, parlo poco e faccio i fatti. Come sono i veronesi. Setti e Sogliano in panchina? No, c'è un allenatore e Mandorlini sa far bene il suo mestiere. Noi proviamo a dargli supporto, visto che siamo due sanguigni. Lo stadio di proprietà? Prima di tutto serve un centro tecnico che permette di vedere tutti i ragazzi allenarsi insieme, con allenatori qualificati, bisogna creare una cittadella dello sport gialloblù".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

27.03.2013
Setti alla «Gazzetta»: non diffamate il Verona
BOTTA E RISPOSTA. Un pezzo firmato da Nicola Binda sui rapporti tra il presidente dello Spezia, Gabriele Volpi, e l'imprenditore carpigiano infiamma il patron gialloblù. Il club ha presentato querela: «Un articolo privo di fondamento, lede l'immagine della nostra società. Non riusciranno a destabilizzarci»
Sono voci che si rincorrono da tempo. Fin da quando Maurizio Setti ha cominciato a trattare con Giovanni Martinelli l'acquisto dell'Hellas. «Solo una mossa di facciata - dicevano con sicurezza i soliti ben informati - alle spalle dell'imprenditore carpigiano c'è Gabriele Volpi, presidente dello Spezia e dell'NK Rijeka, squadra che milita nella serie A croata». L'ultimo attacco è arrivato lunedì mattina, sulla Gazzetta dello Sport. «Magari un giorno ci spiegheranno quale accordo occulto hanno fatto gli "amici" Maurizio Setti e Gabriele Volpi - scrive Nicola Binda - il primo ha lasciato il Bologna dopo aver cercato di coinvolgere il patron dello Spezia e ha preso il Verona pare (ma la cosa è tutta da verificare, ci sono di mezzo società lussemburghesi...) - con il sostegno esterno di Volpi.

Entrambi hanno poi cercato di allestire due squadre che dominassero il campionato e l'ago della bilancia è stato Daniele Cacia, in uscita dal Lecce: lo volevano entrambi, alla fine è finito in Veneto ma la trattativa è stata condotta con un filo diretto tra la il Salento e la Liguria, o la Nigeria dove Volpi ha i suoi interessi...». Un'analisi che ha scatenato la rabbia del Verona. Immediata la replica del club di Via Torricelli che ha querelato la Gazzetta dello Sport e Nicola Binda. «Si procederà presso le autorità competenti nei confronti dei responsabili - si legge in un comunicato - visto il contenuto diffamatorio, privo di fondamento e gravemente lesivo nei confronti del presidente Maurizio Setti e dell'immagine societaria». Toccherà ai giudici far chiarezza sulla vicenda e punire i colpevoli se verrà accertata la loro responsabilità ma in questo momento l'analisi deve andare oltre perché l'attacco della Gazzetta e di altri organi di stampa nazionali arriva in un momento decisivo del campionato. Da pochi giorni il Verona ha riconquistato quel secondo posto che garantirebbe la promozione diretta in serie A, fra qualche ora affronterà il Sassuolo nel big match che può valere una stagione.

L'Hellas in serie A dà fastidio, su questo non ci sono dubbi. Allora sono partiti segnali chiari, non solo in campo ma anche fuori. Oltretutto in questo momento le tre di testa vanno così forte che hanno più di dieci punti di vantaggio dalla quarta, non ci sarebbero nemmeno i play off, l'obiettivo minimo di società che hanno investito tantissimo ma che sono molto lontane dal traguardo. Sono in difficoltà nel pagamento degli stipendi, indebitati con i fornitori, devono far fronte a decreti ingiuntivi di alcuni procuratori, sarebbe un fallimento mancare i play off. E allora alzano il tiro coinvolgendo gli amici degli amici e lo «spiffero» diventa calunnia. Anche perché in più di un'occasione il presidente Setti ha fatto chiarezza sui rapporti con Volpi. Basta rileggere, per esempio, l'intervista sull'Arena dell'8 gennaio scorso. «Nel calcio ho degli amici - risponde il patron a una domanda precisa - uno è il diesse della Juve Beppe Marotta, un altro Gabriele Volpi.

L'ho conosciuto anni fa, a La Spezia. Poi siamo diventati tutti e due presidenti. Magari ci fosse Volpi a Verona, si potrebbe puntare a qualcosa di diverso se l'Hellas arrivasse in A. L'unica cosa che ho fatto con Volpi è di avergli chiesto qualche anno fa di acquistare il Bologna. Adesso ognuno sta a casa sua. Volpi ha lo Spezia, Setti da solo il Verona». Non è sufficiente per allontanare i sospetti dall'Hellas e regalare serenità alla volata finale verso la A. «Se vogliono destabilizzarci sbagliano indirizzo - ha detto Setti - anzi raggiungono l'effetto contrario: siamo sempre più uniti».
L.MAN.

08.01.2013
«Voglio un Verona guerriero Così lotteremo per la serie A»
MAURIZIO SETTI
Il terremoto che ha sconvolto l'Emilia ha lasciato il segno. Nella testa e nell'anima di Maurizio Setti. «Quando faccio il bilancio del 2012 il primo pensiero corre subito a quelle notti di maggio - ammette il presidente dell'Hellas mostrando le crepe ancora ben evidenti sui muri del suo quartier generale di Carpi - il sisma ha portato morte e distruzione, ho visto imprenditori che hanno perso i loro capannoni, famiglie che sono rimaste senza casa. Un momento molto difficile proprio quando stavo chiudendo la trattativa per acquisire la maggioranza del Verona. Ci ho pensato molto poi ho deciso di andare avanti per tenere fede alla parola data».

Il 2012 dell'Hellas?
«Un anno di gioia perchè sono diventato presidente del Verona e perchè la squadra ha fatto bene anche se può fare sempre meglio. Un anno difficile non solo per il terremoto ma anche per la crisi che attanaglia da tempo la nostra economia. Speriamo di aver toccato il fondo».

Che 2013 sarà?
«Spero di aver fatto le scelte giuste, di aver strutturato la società, di aver amalgamato il vecchio con il nuovo. Credo che tutti insieme possiamo raggiungere l'obiettivo fissato, per farlo vorrei vedere un Verona più umile ma con lo spirito guerriero».

Le difficoltà di un imprenditore che entra nel mondo del calcio...
«Ho cercato di circondarmi di gente che parla la mia lingua: da Sogliano a Gardini, da Dibrogni al responsabile del settore giovanile. Ho mantenuto solo lo staff tecnico perchè veniva da un campionato che aveva portato tante soddisfazioni ma anche loro hanno capito che la società è cambiata. Ne sono convinto perchè sono perseverante.E anche testardo. Non entro in campo, non m'interessa chi gioca, non decido il modulo ma guardo soprattutto le dinamiche e sono critico in tutti i settori, i troppi complimenti non aiutano»

La squalifica di Mandorlini?
«I meccanismi sono cambiati per tutti e il mister l'ha sicuramente capito. Certe frasi non sono in linea con quel fair play che la società intende seguire. Poi mi fa ridere la pena supplementare della "messa cantata", probabilmente chi l'ha stabilita si è dimenticato di altre situazioni molto più negative, per esempio quello che è successo un anno fa a Firenze, quando Delio Rossi si è scagliato contro un suo giocatore. L'ho detto anche a Mandorlini che faremo sentire il nostro peso davanti alle istituzioni pur seguendo un atteggiamento propositivo sia per noi che per la città».

Setti è uomo di carattere, non s'è circondato di troppi personaggi di temperamento?
«Non voglio i signorsì anche se sarebbe più facile. È così anche nella mia azienda. Ci lavorano 250 persone ma ci deve essere stima e rispetto anche se ognuno deve stare al suo posto».

Novemila a Milano, più di quindicimila al Bentegodi. Che idea s'è fatto dei tifosi?
«Verona sta pagando a caro prezzo errori fatti nel passato. Ne ho già discusso con il prefetto di Verona e ho chiesto un incontro al capo dell'Osservatorio. Quando si muovono i tifosi dell'Hellas non si muovono solo cento persone e non sempre le organizzazioni di alcuni stadi sono state all'altezza. In trasferta vanno anche famiglie con figli a seguito. Cercheremo sempre di difendere i nostri tifosi sani»

Caso Busto, farebbe uscire il Verona in caso di cori razzisti?
«Il Milan è uscito dal campo perchè si trattava di un'amichevole, probabilmente non la farebbe in campionato o in Champions, anche se mi sembra assurdo dover assistere a cori razzisti nel 2013. Per questo l'Hellas adesso deve essere ancora più bravo degli altri».

Il mercato dell'Hellas?
«La rosa che abbiamo allestito è molto competitiva. Abbiamo tenuto i giocatori migliori come promesso e rafforzato l'organico. Possiamo darci un otto e mezzo in pagella. Purtroppo si gioca in undici e non tutti hanno la capacità di reggere la pressione. Chi non è contento di rimanere deve alzare la mano e chiedere di essere ceduto. Un esempio? Calvano non ha mai avuto spazio ma sono dell'idea che sia giusto tenerlo anche se sarebbe giusto mandarlo a giocare in un altra piazza. Albertazzi invece ha sofferto, sofferto, sofferto ma ora gioca. Più contento lui, più contenti noi».

Bojinov?
«Vale il discorso fatto per Calvano anche se Bojinov è giocatore che potrebbe giocare tranquillamente in A e credo nelle sue potenzialità ma qui ha trovato poco spazio e non c'è il tempo per aspettarlo».

C'è qualche giocatore dal quale si aspettava di più?
«Senza dubbio gli esterni, vecchi e nuovi. Sono quelli che hanno sofferto di più e non hanno fatto gol. Tra l'altro quelli che abbiamo comprato sono quelli che ci chiedono di più, vuol dire che le qualità ci sono».

Sassuolo e Livorno continuano a correre...
«Il Livorno è una sorpresa ma ha grande potenzialità offensiva e così riesce a mascherare qualche lacuna difensiva. Il Sassuolo è una certezza. Ha grande solidità con un patron come Squinzi che potrebbe comprarsi il Milan, non vive le tensioni che si possono respirare in altre città, ha una squadra veramente forte dopo aver ritoccato l'organico dell'anno scorso e messo in panchina un tecnico bravo come Eusebio Di Francesco che fa giocare molto bene la squadra».

Perchè sei mesi fa Setti ha comprato l'Hellas?
«Mi ha spinto la passione, un imprenditore si può avvicinare solo per questo al calcio. Qualcuno può fare sempre la Terza categoria, qualche altro per fare calcio e non morire sotto il calcio deve farlo a un certo livello. La serie B è al limite, se vai in A puoi fare dei discorsi diversi, la passione è sempre la stessa ma non devi solo rimetterci. Basta vedere che anche grandi squadre come Juve, Milan e Inter cercano sempre partner importanti».

Il rapporto con il presidente dello Spezia, Gabriele Volpi?
«Nel calcio ho degli amici. Uno è il diesse della Juve Beppe Marotta, un altro Volpi. L'ho conosciuto anni fa a La Spezia, poi siamo diventati tutti e due presidenti. Magari ci fosse Volpi a Verona, si potrebbe puntare a qualcosa di diverso se l'Hellas arrivasse in A. L'unica cosa che ho fatto con Volpi è di avergli chiesto qualche anno fa di acquistare il Bologna. Adesso ognuno sta a casa sua. Volpi ha lo Spezia, Setti da solo il Verona».

L'Hellas a maggio non centra l'obiettivo. Cosa succede?
«Sicuramente il progetto va avanti ma sarebbe un fallimento e, alla fine, dovremo fare tutti un esame di coscienza»

21.12.2012
Gli auguri di Setti: «Il Verona è forte, ora deve correre»
IL TOUR DE FORCE DI NATALE. L'intervento alla cena degli auguri: «Questo gruppo non è inferiore a Sassuolo e Livorno. Tutti dobbiamo dare di più ma vincere non è mai facile. Anche la squadra deve dimostrare qualcosa»
Vero fino in fondo. Il quadro di Maurizio Setti è molto chiaro. Punti forti da una parte, aspetti da migliorare dall'altra. E margini sconfinati. Gli è entrato dentro l'Hellas, così come Verona. Dopo le fondamenta ora si può costruire il primo piano, magari con una bella accelerata. La B non ti aspetta, ma anche il presidente vuole iniziare a correre forte. Come giudica questi primi mesi da presidente? «Ho la fortuna di essere lucido nelle mie analisi, al di là della stanchezza accumulata in questo periodo ma non solo per colpa dell'Hellas. Abbiamo lavorato bene, azzeccato le scelte di chi è dietro la scrivania. Sono stati quattro mesi di lavoro intenso, con la convinzione di aver lavorato nella direzione giusta. E sicuramente la gente se n'è accorta. Dal nostro strepitoso pubblico agli uffici della Lega, dove stanno apprezzando l'opera che stiamo portando avanti».

Soddisfatto del rendimento della squadra in campionato? «Dobbiamo dare di più tutti, anche se mi rendo conto che giocare con l'obbligo di vincere è più difficile. Ci vogliono grinta, volontà ed energia. Da applicare ad ogni singola partita, in serie B vinci solo se accetti di far fatica». Le altre stanno correndo più del previsto... «Di certo Sassuolo e Livorno non ci aiutano, ma questo deve essere uno stimolo. Noi non siamo inferiori. Tocca ai ragazzi andare a prendere chi ci sta davanti o approfittare di eventuali loro passi falsi». A volte l'impressione è che la squadra si senta appagata... «E questo sarebbe un gravissimo errore di giudizio. Anche perché non lo permetteremmo noi, gente che ha questo atteggiamento non ci interessa. Quando indossi questa maglia devi dare sempre il massimo, dall'allenamento alla sera quando si va a casa, all'alimentazione a tutto il resto».

C'è qualcosa che non ha funzionato finora? «Una riflessione i ragazzi devono farla, da qui al 30 dicembre devono dimostrare ancora qualcosa. L'organico è di qualità, credo che ultimamente ne abbiate avuto una riprova ulteriore. Certi giocatori entrati in campo per necessità hanno regalato prestazioni importanti. Segno che i valori ci sono. E i calciatori di una certa qualità possono fare la differenza». Fuori dal campo Verona l'occhio su Verona è sempre più vigile che da altre parti? «Qualcosa c'è, ma stiamo lavorando molto in questo senso. Dall'opera di sensibilizzazione per la vicenda legata a Morosini a tante altre iniziative incentrate sul fair play. Tante situazioni non si cancellano in quattro mesi, ma sapremo dimostrare i veri valori di Verona e di questa società».

Un regalo dal mercato? «Adesso è importante soprattutto finire questa prima parte di stagione, questa è una rosa davvero importante e forte. Come società restiamo attenti e pronti a sfruttare ogni buona occasione. Prima di tutto però dobbiamo capire appieno le nostre potenzialità. Dopo le ultime tre partite in tanti avranno dovuto modificare la pagella di chi in campo finora c'è andato meno. Mi riferisco ad Albertazzi e a Bacinovic, uno che ha dimostrato di meritare questa maglia. Finora abbiamo avuto pochi momenti per fermarci e tirare le somme. Abbiamo anche degli infortunati importanti come Laner e Martinho». I propositi per il nuovo anno? «Quelli di inizio campionato. Dobbiamo lavorare, più degli altri visto che siamo più indietro. Dobbiamo dare di più, non augurarsi che gli altri ci diano la possibilità di avvicinarci. Ho sempre lavorato sodo io nella vita, così deve ragionare anche l'Hellas».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


RASSEGNA STAMPA
Setti: "Mandorlini non ripeterà più certi gesti"
Postata il 20/12/2012 alle ore 01:09
Il presidente gialloblù alla cena di galà del club: "La squalifica era nell'aria, ma la squadra non ne risentirà perché continuerà a rispettare i valori che il mister gli ha trasmesso"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, intervenuto alla cena di galà del club "Natale con l'Hellas Verona" al quale hanno partecipato tutti i dirigenti, lo staff tecnico, i calciatori e i main sponsor gialloblù: "La squalifica di Mandorlini? Ce l'aspettavamo, era nell'aria. Il mister deve capire che certi atteggiamenti non vanno bene, bisogna essere più attenti in tutto. E' comunque una bruttissima tegola. Abbiamo provato a vedere cosa si poteva fare, rispettiamo la legge. Il mister sa che ha sbagliato e sono convinto che non ripeterà più certi gesti. La Juventus comunque insegna: ha un allenatore che è stato fuori 4 mesi ma i valori in campo dei suoi giocatori non si sono modificati, tantomeno il sentimento del suo allenatore. Un bilancio fino a oggi? Sensazioni positive per il mio primo Natale da presidente dell'Hellas. Mi sono trovato bene in questi mesi e abbiamo messo a posto tante cose e tante ce ne sono da fare. Le scelte delle persone dietro la scrivania e degli uomini in campo sono state azzeccate. Per dove siamo arrivati fino ad ora ci possiamo ritenere soddisfatti sotto un profilo societario, aziendale e anche sportivo. Su quest'ultimo ci potevamo aspettare qualcosina di più ma siamo fiduciosi. Molto soddisfatto, comunque, tante cose non si vedono ma vengono fatte nell'ombra dalla società. Cosa non funziona? Credo che ci sia bisogno del vero bagno di umiltà, da un punto di vista sportivo. Quando giochiamo contro le squadre più blasonate, rendiamo al meglio. In questo senso, tutti, a partire dalla dirigenza, ed è una cosa che ho sempre detto, deve trasmettere certe emozioni. Poi lo staff tecnico, una parte importantissima del nostro ingranaggio, che forse non si è ancora reso conto di come sono cambiate le cose rispetto all'anno scorso. Sia per come ci vedono gli altri, sia perché la squadra è più importante. E la gestione va curata ancora di più nei dettagli. Se vogliamo ottenere qualcosa, e arrivo ai giocatori, certi atteggiamenti non vanno bene. E quindi invito tutti a tirare fuori l'orgoglio. Il mercato? Ci sono tre partite ora, pensiamo a questo. Le conferme di tutti passano da queste tre partite. Noi possiamo perdere, anche come è successo a Milano, ma bisogna dimostrare che i valori ci sono. Il primo passaggio è arrivare al 30 dicembre e che tutti facciano vedere che possono portare addosso il valore della maglia dell'Hellas Verona. E debbono portarlo tutte le domeniche".
Ufficio Stampa

Setti: "Che bel gruppo, ora pensiamo al campionato"
Postata il 28/11/2012 alle ore 14:51
Il presidente gialloblù intervistato da Radio Sportiva: "Ho visto anima e cuore, ora miglioriamo l'aspetto mentale. Contro l'Inter proveremo a fare la nostra partita"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, intervistato da Radio Sportiva: "Il tentativo è sempre quello di fare il nostro calcio, abbiamo un mister a cui piace fare un gioco importante nonostante le defezioni. Bravi i ragazzi, finalmente si sono visti dei giovani in campo che hanno dimostrato di essere validi e all'altezza, proseguiamo nella direzione di rafforzamento mentale di un gruppo che è forte. La prova di Palermo è la dimostrazione che il gruppo c'è, soprattutto per chi ha giocato poco. Hanno messo l'anima e il cuore, mettendo in difficoltà giocatori più quotati dei nostri.
La Coppa Italia? A Milano andiamo a giocare con serenità, è Davide contro Golia. Ma per noi è un bel riconoscimento, ieri c'erano 400 tifosi, il pubblico è spettacolare in questo senso. Anche a Milano ce ne saranno tanti, da 10 anni Verona soffre e tornare nello stadio forse più importante d'Italia rappresenti un piccolo assaggio, una piccola festa, per una città che mastica amaro da troppo tempo. Noi ci proviamo, andremo a Milano a fare la nostra partita, ma teniamo presente che l'obiettivo è il campionato. La Serie B è altamente pericolosa se non hai la carica giusta, la tensione nervosa giusta e l'agonismo giusto. Dovremo curare però il nostro difetto mentale, quando andiamo in vantaggio e poi pareggiano fatichiamo a riprendere il nostro ritmo: questo aspetto lo miglioreremo senz'altro. La polemica Palermo-Africa? Non vi dico la parola che mi viene per definire chi ha pronunciato questa frase, ritengo cretino chi esprime giudizi di questo tipo, a maggior ragione chi rappresenta un gruppo politico".
Ufficio Stampa

Setti: "Ora vogliamo parlare solo di calcio"
Postata il 25/10/2012 alle ore 18:10
Il presidente gialloblù intervenuto alla presentazione dell'Annuario 2012-13: "Ripartiremo in campo e sugli spalti. E siamo attesi da una partita determinante nel nostro percorso"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, intervenuto alla presentazione dell'Annuario 2012-13 dell'Hellas Verona: "Settimana particolare, ma noi siamo già orientati alla partita importantissima di sabato. Per noi è determinante nel nostro percorso, quindi concentrati sul calcio. In qualche modo si è chiusa questa settimana particolare, noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. E sabato faremo iniziative riguardanti i cori successi a Livorno. Vogliamo ripartire in campo e sugli spalti. Non ci dimentichiamo del passato, ma ora è giusto pensare al futuro. Sabato la città risponderà in linea con il pensiero della nostra società, con il pensiero del Sindaco, con il pensiero della Lega Serie B che ci è stata vicina e ci ha dimostrato competenza e amore verso la nostra città. Tutti insieme dovremo dare un ulteriore segnale perché avremo gli occhi puntati di tutta Italia e dovremo dimostrare che questo è stato un singolo episodio che non si dovrà mai più ripetere. Verona pensa al Verona sicuramente, perché solo così si può pensare ad arrivare al Sassuolo. Credo che non sia un problema di chi sta davanti e il campionato sarà ancora lungo e ricco di cambiamenti. Pensiamo a noi, sabato ho visto una buona squadra. Il mio unico problema è che non ci dobbiamo rilassare e non abbiamo risolto tutto. Dobbiamo pensare che è stata la dimostrazione dei nostri valori e lo possiamo fare attraverso il nostro gioco. Il deferimento a Mandorlini? Il comunicato ha voluto evitare fraintendimenti, siamo sicuramente con il mister e dobbiamo fare un'analisi, a prescindere, dei nostri comportamenti. Sui giornali ci siamo tutti i giorni e le nostre parole devono diventare intelligenti, evitando che qualcuno ci attacchi per una parola snaturando il significato che tu abbini a quella parola".
Ufficio Stampa

Setti: "A Livorno un segnale per il campionato"
Postata il 16/10/2012 alle ore 18:09
Il presidente gialloblù analizza il momento della squadra: "Stiamo bene, ma possiamo dare di più. Il gioco? Siamo convinti che arriverà, lavoriamo in una direzione e ci vuole pazienza"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del presidente gialloblù, Maurizio Setti, intervenuto all'inaugurazione della nuova sede Asd Ex Calciatori Hellas Verona: "Il Verona sta bene, stiamo lavorando sodo per creare un grande percorso. Siamo da soli e c'è da lottare, ma bisogna esserci sempre. E se parliamo di gioco che ancora non arriva, siamo convinti che arriverà. Abbiamo delle idee in testa e le vogliamo completare. Un voto a Mandorlini? Non sono bravo con questi numeri, per accontentarmi bisogna fare tanto comunque. Sappiamo che dobbiamo dare di più, il nostro percorso lo abbiamo intrapreso ma società, giocatori e staff tecnico devono sapere che bisogna fare di più e si può fare meglio per raggiungere l'obiettivo che è nei nostri pensieri. Arrabbiato dopo Padova? Sì, ci sta, perché prendere un gol al 94' ti fa arrabbiare. Ma vado oltre il risultato, perché vedo un percorso di un certo tipo e per arrivarci dobbiamo essere bravi nella gestione di tante situazioni. In questo senso bisogna crescere tutti e il famoso bagno di umiltà, invocato da Mandorlini, penso che possa essere esteso a tutta la società. Tutti noi dobbiamo capire che il campionato è lungo, che il Sassuolo è in salute ma noi dobbiamo stare agganciati. Il Livorno? Sabato c'è una partita che sarebbe già una grande dimostrazione di forza. Perché un club che punta a certi obiettivi, sa che le partite come quella di sabato sono dei passaggi determinanti. Loro stanno meglio di noi comunque, sono davanti in classifica. Noi andiamo per vincere o per avere conferma delle nostre certezze".
Ufficio Stampa

Setti e i tifosi: "Vinciamo il Trofeo Fair Play"
Postata il 14/09/2012 alle ore 19:54
Il presidente gialloblù ha rilasciato una lunga intervista alle emittenti tivù: "Abbiamo tutte le carte in regola per conquistare un trofeo anche fuori dal campo"
VERONA - Ecco alcune dichiarazioni del presidente Maurizio Setti, rilasciate in una lunga intervista alle emittenti televisive TeleArena e TeleNuovo: "Esiste un campionato sul campo e uno fuori, ovvero il Trofeo Fair Play "Gaetano Scirea", il Verona l'anno scorso è arrivato ultimo. Abbiamo fatto 30.414 nelle prime due partite in casa, quindi un plauso perché su questo non siamo primi, ma primi alla grande, triplicando rispetto alle altre società. Ma va moltiplicato questo sforzo e cercare di vincere questa coppa, perché sarebbe bello vincerla insieme a delle altre vittorie da fare sul campo. Andremo su tanti campi caldi, ci aspettano sia perché siamo l'Hellas Verona sia perché siamo scomodi sia perché abbiamo delle dinamiche che danno fastidio. Ma l'invidia è anche una bella cosa se la ricevi perché sei forte. Se dimostreremo anche nelle trasferte, anche al Bentegodi con l'arrivo di un eventuale pubblico caldo e noi sapremo fare il tifo come sappiamo fare, daremo una dimostrazione di una grandissima crescita di questa società, di questa squadra e di questa città. La possibilità di dimostrare a tutti chi è il Verona, chi sono i veronesi, chi è il tifoso, perché solo qua si tifa in questo modo. Tutta questa gente è come se me la sentissi sulle mie spalle e voglio dimostrare al mondo che è gente sana, seria, concreta e che Verona ha la fortuna di avere un tifo che altre società non possono avere. Non riescono a cantare per 90 minuti, noi invece ci riusciamo, senza farci provocare, e sanno che siamo forti li. Dobbiamo cercare di fare e di vincere anche questa classifica fuori dal campo, per noi sarebbe una doppia soddisfazione. Dentro e fuori dal campo, perché noi in campo ci impegneremo al massimo".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Maurizio Setti: «Hellas, una scelta di cuore, ma con un progetto di testa»
MAURIZIO SETTI
23/08/2012
Sessanta giorni con l'Hellas e per l'Hellas. È iniziata due mesi fa l'avventura in gialloblù del nuovo presidente Maurizio Setti, è arrivato il momento del primo bilancio ala vigilia del debutto in campionato con il Modena. «Già, due mesi, incredibile, sembra ieri - ammette il patron del Verona - sono stati due mesi molto positivi anche se abbiamo lavorato molto, ma non è un problema sono abituato a lottare».

Si lotta nel calcio e nella vita...
«Alla sera quando vado a letto voglio essere a posto con me stesso. Sento il peso delle responsabilità. Quando ho preso l'Hellas sapevo che sarebbe stato un impegno importante, non solo fisico ma anche mentale».

Che idea si è fatto?
«Sapevo che avrei trovato grande passione, d'altronde Verona è una piazza importante, di grande tradizione. Non sono arrivato impreparato, ho cercato di mettere subito dei paletti. Ho puntato sulla professionalità, mi sono circondato di collaboratori capaci senza guardare in faccia nessuno. Io non ho amici da sistemare mi fido solo delle capacità di chi mi sta intorno, in base a quelle giudico».

Gli obiettivi?
«Innanzitutto voglio dare all'Hellas e a Verona una visibilità nazionale, lo meritano la società e la città. Questo non è facile e non possiamo neppure lanciare proclami prima del tempo. Il campo è giudice sovrano. Grande attenzione alla prima squadra, dunque, allo staff tecnico, ai giocatori senza dimenticare il settore giovanile. Abbiamo cercato di costruire una Primavera in grado di confrontarsi ad armi pari con tutte le realtà importanti del panorama nazionale. In generale abbiamo puntato sulla qualità, anche nelle squadre più giovani. Da quest'anno, inoltre, ci sarà anche la scuola calcio, per favorire anche il reclutamento di giovani promesse nel territorio. Il vivaio è un punto di partenza importante per una società che vuole stare al passo con il calcio moderno».

Quando ha deciso di comperare il Verona?
«Potevo entrare nell'Hellas già qualche anno fa. Stavo acquistando il Carpi con un gruppo di imprenditori locali, avevo cercato Nardino Previdi per farmi dare dei consigli. Lui è sempre stato un grande del calcio. Faceva il direttore sportivo all'Hellas, il presidente era il Conte Arvedi. Mi chiese di entrare nel Verona ma non mi sentivo pronto. Sono partito con il Carpi, è stata una bella avventura in tre anni abbiamo perso sei partite, siamo arrivati in C1 e abbiamo sfiorato il passaggio in serie B.

Poi il Bologna...
«Ho conosciuto il bello e il brutto del calcio. Bologna, per certi aspetti, può essere paragonata a Verona. Piazza importante, grande tradizione, tifosi appassionati. Abbiamo rifondato una squadra e fatto 51 punti, non male. Ma bisogna muoversi in una situazione di lobby, ci sono troppi interessi che vanno al di là del terreno di gioco. Sono abituato a dire quello che penso ma lì tutto veniva interpretato, manipolato... Il tifoso gialloblù è innamorato dell'Hellas, a prescindere da chi gioca, a Bologna non è così».

Via da Bologna, il Verona...
«Non è stata una scelta immediata. A febbraio ho deciso di uscire dal club rossoblù. Ho cominciato a guardarmi intorno, ho incontrato Martinelli. Ci siamo capiti subito, una questione di pelle. Con Martinelli ho un rapporto splendido, avevo già deciso di comperare il Verona, in A o in B. Avrei preferito prenderlo in A proprio per Martinelli, per lui sarebbe stata una grande soddisfazione centrare un'altra promozione».

Perchè l'Hellas?
«Ci sono tante società da acquistare ma volevo un club vicino a Carpi, dove vivo e dove opero con la mia azienda. Anche il Bari, per esempio, è in vendita, ma non avrei potuto seguirlo da vicino. E poi è stata una questione di cuore, ho visto un paio di partite, sono stato al Bentegodi e mi sono appassionato».

Solo una scelta di cuore?
«No, non può essere così. Nel calcio moderno ci deve essere anche un progetto fatto con la testa. Sono convinto che si possono raggiungere risultati importanti solo con una grande organizzazione alla base, fissando principi chiari, altrimenti un imprenditore non prenderebbe una squadra di calcio in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo».

L'Udinese può essere un esempio da seguire?
«Chi non vorrebbe fare come l'Udinese? Conosco Pozzo padre e Pozzo figlio, sono due imprenditori illuminati e due intenditori di calcio. Quando ti siedi a un tavolo per una trattativa loro sanno dove vogliono arrivare e raggiungono sempre l'obiettivo anche quando dialogano con le grandi del calcio italiano. In questo momento sono irraggiungibili ma la loro organizzazione è invidiabile. Diciamo che l'Hellas, per il momento, dovrebbe raggiungere la serie A e trovare una stabilità nella massima serie. Poi si possono fare altri pensieri».

Però Setti avrà un sogno? Lo scudetto?
«Beh, ci sono sogni e sogni ma in questo momento il gap tra Juve, Inter e Milan, mettiamoci anche Roma e Napoli se vogliamo, è di almeno cento milioni di euro con le altre società. Impossibile pensare allo scudetto, anche se il calcio non è una scelta esatta. Trovata una stabilità societaria, finaziaria e tecnica si può pensare alll'Europa ma devono esserci tanti tasselli che vanno nel posto giusto al momento giusto».

Hellas più forte a Palazzo?
«Ho parlato spesso con Abodi, il presidente della Lega di B. Una persona capace, un manager del calcio. Anche lui sa che all'Hellas hanno tolto qualcosa un anno fa e quindi riconosce il ruolo importante del Verona nel mondo del pallone. Ma se vogliamo far parte di questo sistema dobbiamo dimenticare il "soli contro tutti", dobbiamo pensare che se una volta ci danneggiano, la volta dopo possono aiutarci».

Un messaggio anche ai tifosi?
«Ancora una volta hanno dimostrato un amore incredibile, sono quasi undicimila gli abbonati, un atto di fede verso la squadra, uno stimolo verso la società a far meglio. Mi piace la tifoseria calda, appassionata, all'inglese insomma ma vorrei parlare con tutti i nostri sostenitori , uno a uno, per dire a loro che dobbiamo fare un salto di qualità. Per favorire la squadra e la città».

Domani si comincia. Debutto in anticipo con il Modena, la città di Setti...
«Ci saranno tutti i riflettori puntati sulla nostra partita. Anche in questo caso Abodi ha fatto una scelta intelligente, si parte da Modena perchè la città è stata segnata dal terremoto, per dare un segnale positivo alla gente, alle famiglie che vivono nelle tende, agli imprenditori che devono ripartire. Sono stati regalati cinquemila biglietti agli sfollati per regalare un momento di serenità a tutti. La scelta è stata fatta anche perchè si gioca con l'Hellas. Proveremo a vincere, cercheremo di fare una bella partita, per lasciare un bel ricordo di Verona e dell'Hellas».
Luca Mantovani

Dalla maglia del Carpi a Manila Grace
UNA VITA SOTTO I RIFLETTORI. Buon attaccante, ha giocato fino in Promozione. È stato socio di minoranza del Bologna
Imprenditore nella moda, ora guida Actress Industry Una holding da 70 milioni di euro di fatturato

23/08/2012
Passione e sostanza. Amante del calcio e imprenditore di successo. Maurizio Setti è uomo genuino, come la sua terra. Quarantanove anni compiuti il 5 giugno, modenese di Carpi, il presidente dell'Hellas ha avuto in testa il pallone fin da piccolo. Ha cominciato nell'Athletic Carpi, buon attaccante fino in Promozione prima di appendere le scarpe al chiodo e dedicarsi al settore dell'abbigliamento donna, il suo indiscusso core business. Una vita sotto i riflettori, anche se delle luci della ribalta farebbe volentieri a meno. Il lavoro è andato di pari passo col pallone. Senza troppi diversivi o interessi supplementari. Solo una buona e sana gestione, come accade nelle sue aziende. Setti è stato fra gli artefici del «miracolo Carpi» con due promozioni e una corsa finita per l'ingresso nella cordata di salvataggio del Bologna, di cui è stato vicepresidente con delega al mercato, terzo azionista con il 5,6 per cento delle quote.

Ma il feeling con la piazza non è mai scattato veramente e si è rivolto altrove per iniziare un'altra opera, stavolta in prima persona. Proprio a Verona, dove Setti aveva iniziato la sua attività imprenditoriale, in società con Saverio Signorini. Ora è capo di Antress Industry, holding da 70 milioni di fatturato che detiene i brand Manila Grace, E-gò e Doralice, e vuole proporsi come polo importante di abbigliamento e accessori made in Italy, protagonista del business in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione. Il gruppo può contare su 180 dipendenti, produce un milione di capi all'anno e fa affidamento su una rete di distribuzione composta da 26 flagship store Manila Grace, cinque negozi Doralice, sei monomarca E-Gò e 800 punti vendita multimarca sparsi lungo il territorio italiano.

La sua attività è partita all'inizio degli anni Novanta a Carpi per arrivare alle soglie del Duemila quando, fiutando i mutamenti del mercato, ha lasciato il commercio all'ingrosso per diventare imprenditore prendendosi naturalmente carico dei rischi che il mestiere impone. L'intuito però non l'ha tradito, Manila Grace è diventato subito un marchio di successo. Setti lo rilevò partendo da una situazione precaria, curandone il salto dal centro di pronto moda e ingrosso Centergross di Bologna ai primi negozi multimarca, che sull'etichetta decisero di scommettere subito. Ha la passione del volo il presidente dell'Hellas, ma solo per hobby. Nella vita di tutti i giorni, calcistica e imprenditoriale, non ha mai voluto fare il passo più lungo della gamba. E i risultati, finora, gli hanno dato ragione.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Setti: "Il Verona è tornato per dimostrare"
Postata il 01/08/2012 alle ore 23:15
"Dalla Lega un forte segnale distensivo. Per tutti, dentro e fuori dal campo, ci saranno le premesse necessarie per un approccio positivo"
BRESSANONE - Dopo il successo per 4-0 è intervenuto di fronte a microfoni, taccuini e telecamere anche Maurizio Setti. Il presidente ha fatto un'analisi a 360 gradi sul momento dei gialloblù, partendo dal test col Sudtirol. "Il Verona evidenzia qualità, le gambe sono un po' pesanti come normale, l'andamento verso l'inizio è sostanzialmente buono. Peccato per qualche infortunio, la squadra sta mettendo a punto i meccanismi richiesti dal mister".

Venerdì in Arena il sorteggio dei calendari della cadetteria. Una cornice di prestigio, per un'iniziativa da accogliere con entusiasmo: "Credo faccia parte del fatto che una società sia caratterizzata da tanti aspetti. Lo ritengo un forte segnale distensivo da parte della Lega, dobbiamo ragionare per primi, in modo da capire che potrebbe essere il principio rispetto a qualcosa di diverso. Verona è una città importante, i tifosi devono considerare l'organizzazione dell'evento in terra scaligera nella prospettiva dell'inizio del campionato. L'Hellas dirà la sua dal punto di vista sportivo, con un peso specifico pure in Lega. Sono arrivati dirigenti di spessore, il Verona è tornato con la voglia di dimostrare qualcosa sotto tutti i punti di vista. Per tutti, dentro e fuori dal campo, ci saranno le premesse necessarie per un approccio positivo".

Non c'è più spazio per le recriminazioni, meglio guardare avanti: "E' ora di parlare del futuro, di cosa l'Hellas si appresta a fare in questa stagione. Ogni settimana c'è l'opportunità per far vedere la propria forza, lasciando stare le dinamiche passate. Costruire una società strutturata era il primo fattore da considerare, la qualità della squadra è aumentata ma durante la preparazione ogni atleta ha un ritmo diverso nel perfezionare la condizione. Daremo certamente un buon contributo al campionato".

E' passato ormai un mese e mezzo dall'arrivo di Setti a capo della società: "Sono una persona equilibrata, vivo serenamente questo insediamento. Stiamo dimostrando quanto promesso, con un club serio, per sottolineare che Verona è una città stupenda, caratterizzata dalla presenza di tifosi passionali che puntualmente ci sosterranno. Per quanto riguarda il calciomercato, inseriremo i tasselli mancanti: una punta, un difensore, magari qualche giovane interessante. Non ci fermeremo certamente qui, il nostro compito è dare tutto ad ogni partita. Grazie alla qualità qualcosa di positivo si vedrà".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Setti: «Sono esterrefatto questo tifo è pazzesco!»
IL PRESIDENTE. Martinelli: «Il pubblico migliore d'Italia, il nostro cammino ci deve portare in A». E aggiunge: «Qui per continuare il progetto del grande Giovanni, il vero presidente. Lavoriamo insieme a una cosa importante»

21/07/2012
Il colpo d'occhio è impressionante. Le tribune del campetto di via Sogare sono strapiene. I tifosi le hanno tappezzate di striscioni, sventolano bandiere e accendono fumogeni. Sono in quattromila e urlano la loro gioia. Lo spettacolo lascia «esterrefatto» il presidente dell'Hellas Maurizio Setti. «Che pubblico», dice, «è una roba da pelle d'oca, è impressionante». «Questo calore è davvero pazzesco, loro sono il dodicesimo uomo. Ci sostengono, ci danno forza». I giocatori aspettano di essere presentati, il rumore sugli spalti è assordante.

Gioia incontenibile per una stagione che i tifosi si aspettano entusiasmante. Setti lo sa. Ma prima vuole fare gli «onori» di casa. Fa un passo indietro e vuole sul palco vicino a lui chi lo ha preceduto alla guida del Verona, Giovanni Martinelli. E le gradinate cantano a squarciagola «Martinelli alè alè». «Voglio fare i complimenti a quest'uomo», dice rivolto al pubblico, «mi ha colpito per la sua grandezza, per la dedizione a questa società: quando ci siamo conosciuti la prima volta io ero uno tra i tanti che erano passati di là e ho capito che forse ero uno dei pochi, forse l'unico, arrivato lì per una cosa che si chiama passione. Passione per lo sport, passione per il calcio. Una passione ovviamente abbinata a questa piazza. Perché è impressionante vedere quello che riuscite a dare. So che sarete anche quest'anno, come sempre, l'uomo in più e questo mi riempie di orgoglio e mi spinge a fare sì che questa società, in campo e fuori dal campo, dia il massimo per fare sempre bene e trovare gli stimoli giusti per un campionato al meglio possibile».

La sfida? «Speriamo di fare una stagione ricca di soddisfazioni. Sta andando avanti un progetto, un lavoro, che non si vede ma che darà i suoi frutti nel tempo e che comprende uno staff dirigenziale che lavora in grande simbiosi. Un valore aggiunto perché Verona merita una squadra che si faccia voler bene e che sappia comportarsi e avere carattere anche fuori dal campo». «Ma», ci tiene a dire, «i ringraziamenti dovete farli al vero presidente, che è Martinelli». Applausi. Sempre parlando di Martinelli, Setti prima di salire sul palco aveva detto: «Stiamo lavorando e speriamo di arrivare alla fine accontentando il grande Giovanni». Il riferimento è alla conquista della serie A. «Questo», continua, «è il proseguimento di tutto quello che finora lui ha fatto e credo che ci siano enormi meriti. Dobbiamo proseguire su questa strada, per continuare a fare bene. L'unione è nata proprio per questo, per fare qualcosa di vero». «Anche perché», aggiunge, «la squadra può lottare seriamente, il campionato di serie B è stranissimo, sono andate via squadre come Sampdoria e Torino ma resta comunque molto duro e impegnativo perché rimangono delle signore squadre e tutte si daranno da fare.

Fino alla fine ci sarà da lottare, questo è sicuro, noi faremo la nostra parte cercando di fare il meglio possibile, poi dopo è chiaro che il mister e i giocatori faranno la differenza anche nello spogliatoio». E il sogno? «Vedere uscire i giocatori dal campo con la lingua che tocca per terra, questo già sarebbe il massimo. Poi il resto si vedrà». Intanto dagli spalti il coro «Martinelli Martinelli» non si ferma. E lui, Giovanni, guarda le gradinate e saluta con la mano. «Questa è gente vera», dice, «fa tutto con il cuore, è la tifoseria più bella d'Italia». E ripensando alla stagione passata, rimane il rammarico di aver sfiorato un sogno. «Sì, rimane l'amaro in bocca», ammette, «però solo vedendo l'approccio della nuova squadra viene voglia di vederla subito all'opera. Abbiamo fatto le cose seriamente e, come si diceva, questo è un prosieguo, un cammino che ci deve portare assolutamente su».
Marzio Perbellini

FONTE: LArena.it


SETTI, CHE FUOCHI! PRENDO DUE BOMBER
17/07/2012 19:18
Sembra di assistere ai fuochi artificiali da una bella finestra che dà sul mare. Maurizio Setti è il classico presidente pane al pane e vino al vino. Verona lo ha conquistato (“non potete nemmeno immaginare quanto...”), la sua creatura lo sta assorbendo totalmente. Ambizioso ma anche umile, pronto a fare sacrifici, ma anche concreto, Setti mi ha raccontato il suo primo mese da presidente del Verona.
Spiega: “Tutto bello, anzi fantastico. Lo sapevo, lo immaginavo, ma non così tanto. Verona è una piazza eccezionale. So che avevi delle perplessità, le capisco. Sto lavorando per vincere ogni diffidenza. Sono venuto a Verona perché mi piace il calcio e so che questa piazza ha grandi potenzialità. Mi è piaciuto quello che abbiamo fatto. Da Sogliano in giù. Abbiamo cercato di dare una struttura alla società. Ho parlato col mister. Ho trovato una grande persona determinata. Mandorlini ha bisogno di fare l'allenatore. L'anno scorso ha fatto tante cose. Ora si dedicherà al mestiere, al suo mestiere. E lui è felicissimo. Ora ci sono tanti occhi a guadare il Verona. Quattro occhi o sei, invece di due, sono meglio”.

L'impressione è che il presidente Setti lo devi frenare. A volte parte come un fiume in piena, pieno di idee e di voglia di fare. “La squadra mi piace” dice “Sogliano ha lavorato benissimo. Abbiamo fatto delle scelte. Detto senza giri di parole: abbiamo fatto delle valutazioni. Per noi ci sono dei giocatori che l'anno scorso hanno dato il massimo e che più di così, francamente, non potevano dare. Per questo siamo intervenuti. Il nostro spirito è questo. Migliorare dove possiamo per quanto possiamo”. C'è l'attacco da sistemare. Setti è chiarissimo: “Arriveranno due giocatori con i fiocchi state sicuri. Nomi? Li avete fatti voi, ci siete vicini. Noi siamo determinati ad arrivare ai nostri obiettivi. Sforzini ci piace. Certo. Ma non ci facciamo prendere per il collo e neanche in giro. Se c'è la possibilità arriva se no, ci sono delle alternative”.

Fatic è più di una scommessa. Dice Setti: “Un potenziale campioncino che s'è perso. Questa è la sua ultima possibilità. Lo sa benissimo. Lo abbiamo preso con una formula che può essere vantaggiosa per noi. Ci crediamo fortemente”. Sulla questione abbonamenti e aumenti Setti precisa: “Non abbiamo toccato il portafoglio di chi va in Curva. E' necessario che i veronesi ci stiano vicini. Io sono sicuro che con la squadra che stiamo costruendo e con i nomi che arriveranno, supereremo la quota della prossima stagione. Posso dire che vogliamo dare molti più servizi ai nostri abbonati. Cercheremo di curare di più l'ospitalità. Per questo ci sono stati dei contenuti aumenti”.
Gianluca Vighini

FONTE: TGGialloBlu.it


Setti al lavoro, l'Hellas non è solo un cantiere
LA RIVOLUZIONE CONTINUA. Dieci giorni dopo la sua presentazione ufficiale il numero uno di Via Torricelli fa il punto della situazione su squadra, società e mercato
«Ci stiamo muovendo a 360 gradi Sogliano non ha sbagliato un colpo Sforzini? Deve farsi trovare pronto Il nuovo stadio non è una priorità»

06/07/2012
Le prime mosse trasmettono certezze. Il suo Verona è appena partito, ma Maurizio Setti ha saputo ben presto dar seguito alle intenzioni. Concreto e rapido. La società è stata già rimodellata, sul mercato il Verona è attivissimo, le idee sono molto chiare. Viene facile guardare avanti.
«Non possiamo lamentarci - ammette Setti -, ma c'è ancora molto da fare. La campagna acquisti è una fase importante, anche se il Verona sta lavorando su tutti i fronti. Vogliamo arrivare all'inizio del campionato strutturati in ogni settore. Dall'aspetto societario a quello sportivo, compreso il settore giovanile con cui vogliamo raccogliere risultati migliori rispetto al passato».

Sogliano finora non ha sbagliato un colpo «L'ho scelto per questo, lui ha caratteristiche simili alle mie. Siamo entrambi esuberanti e sanguigni, magari un po' strani ma di sicuro ci piace essere pratici. Sogliano al 99,99 per cento riesce ad ottenere gli obiettivi che si prefigge. E se non va fino in fondo è solo perché non trova le giuste condizioni. È il direttore sportivo che volevo».

Una lista chiusa a 20 giocatori, esclusi i giovani, e 18 sotto contratto di cui molti fuori dal progetto. Quanto è complicato fare mercato in questo contesto? «Non è semplice, ma questo problema ce l'hanno tutte le società. Nel Verona ci sono ottimi giocatori, senza tarature negative nei confronti di nessuno. Stiamo solo cercando di migliorare il progetto tecnico e delle scelte bisogna compierle, occorre fare i conti con una lista ristretta e rendersi conto che gestire uno spogliatoio con trenta persone sarebbe impossibile. Tanti ragazzi possono rendere al meglio anche in altre piazze. Mi affido alla loro intelligenza».

Mandorlini quanto inciderà nelle scelte di mercato? Verranno cercati i giocatori per lo più chiesti da lui o più semplicemente quelli con caratteristiche aderenti al suo calcio? «Intanto abbiamo condiviso delle linee-guida, poi ognuno ha le sue prime scelte. Stiamo cercando di portare a casa gente di qualità e finora ci siamo riusciti. Così come cercheremo elementi con le peculiarità richieste da Mandorlini e magari proprio quello indicato da lui. La collaborazione fra allenatore e diesse fa la differenza. Un giocatore va giudicato non solo per i colpi che ha, ma anche per l'intensità nel rimanere concentrato, per la capacità di fare gruppo. Ci sono tanti aspetti, tutti da tenere in considerazione».

Sforzini aspetta una chiamata... «Ditegli intanto che si alleni bene, così si farà trovare subito pronto se sarà fra quelli scelti per lavorare col Verona».

Anche Giandonato è una prima scelta? «È sicuramente un giocatore importante, che ha bisogno di un anno di serie B. Questo non significa che non sia uno da serie A, ma forse deve ancora maturare. Verona sarebbe per lui il giusto mix fra un pubblico da A ed un campionato di B di un certo livello. È dura trovare il sostituto di Tachtsidis».

La campagna abbonamenti quando inizia? «Un'altra settimana di pazienza, ma ormai ci siamo. La presenteremo presto. Non abbiamo voluto trascurare nulla, c'è anche qualcosa in più rispetto al passato. Vedrete».

Quanto sarà al completo il Verona che partirà per il ritiro? «Vorremmo lo fosse per l'80-90 per cento, ma fra questioni tecniche ed altre legate a prezzi assurdi o situazioni ingarbugliate non sarà agevole riuscirci. Faremo il massimo, come ho detto anche a Mandorlini. Nel frattempo proveremo a muovere qualche altra pedina».

Sarà ancora Sandrà il campo di allenamento? «Ne ho parlato con Mandorlini, a lui Sandrà va benissimo. Abbiamo trovato campi in buone condizioni e grande tranquillità, ma capisco anche l'importanza del contatto con la città. Qualche volta potremmo allenarci all'antistadio o comunque in zona, la base però rimane Sandrà».

Presidente, quanto il nuovo stadio è una priorità? «Fare due conti è un attimo, realizzare un'opera così è un altro paio di maniche. Tutti noi lo vorremmo, ma vi ricordo che in Italia uno stadio di proprietà ce l'ha solo la Juventus ed un signore di nome Agnelli. Se ci sarà la possibilità di andare fino in fondo non ci tireremo indietro, ma non adesso».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Setti, addio Bologna Ora diventa presidente del Verona
Dopo un anno di vicepresidenza Commenti
Non è mancata una stoccata ai suoi ormai ex compagni di cordata: "Di Bologna e del Bologna non mi è piaciuta la concezione lobbistica del fare sport. Io del calcio ho una visione più romantica"

di Stefano Biondi
Maurizio Setti dà l'addio al Bologna (foto Schicchi)
Bologna, 22 giugno 2012 - E' un addio sereno quello che Maurizio Setti ha dato oggi al Bologna, dopo un anno di vicepresidenza. Non è mancata comunque una stoccata ai suoi ormai ex compagni di cordata: "Di Bologna e del Bologna non mi è piaciuta la concezione lobbistica del fare sport. Io del calcio ho una visione più romantica e non credo che si debba mescolare lo sport con gli affari che possono venire di conseguenza".

Da domani Setti diventerà presidente del Verona con l'80% del pacchetto azionario. L'altro 20% rimane al presidente uscente Martinelli. Prima di congedarsi definitivamente dal club rossoblù, Setti ha ripercorso le tappe fondamentali della sua prima stagione nel calcio di serie A: "Sono un grande appassionato che però ha riparametrato la scala dei valori dopo aver visto scuotere con il terremoto il lavoro e i valori di tutta una vita. Non ho perso l'entusiasmo, ma ho perso gli stimoli per rimanere a Bologna. Quando è stato chiaro che non avrei potuto essere responsabile dell'area tecnica se non entrando in conflitto con Albano Guaraldi. E' stato questo a spingermi fuori dal Bologna; non sono stato io a spingere Volpi verso il Bologna, non era lui l'angelo salvatore a cui mi riferivo. L'offerta di acquisto era di Alfredo Cazzola, che penso non fosse da solo, ma certo non in compagnia di Volpi. Parlai dell'angelo salvatore perché sapevo con certezza che Tamburi avrebbe presentato un'offerta. Non so se Guaraldi abbia fatto qualcosa per alolonatare Volpi, ma non credo perché Volpi vicino al Bologna non ci è mai stato".
di Stefano Biondi

FONTE: IlRestoDelCarlino.it


SERIE A
Verona, Sogliano: "Genoa? Avevo l'accordo, ma sono felice a Verona"
20.06.2012 23.14 di Antonio Gaito
Il direttore sportivo del Verona, Sean Sogliano, ospite negli studi di Sportitalia per Speciale Calciomercato ha parlato del suo mancato approdo al Genoa prima di firmare per il club gialloblù: "Genoa? Sono felice di essere a Verona, ho molti stimoli per fare bene in questa piazza che ha una tifoseria eccezionale. C'era un accordo col Genoa, poi qualcosa non è stato chiarito ma a me non interessa. Sono contento di lavorare per un presidente che crede in me, questo è uno degli aspetti più importanti per un professionista. Trattare col Genoa? Avrei voluto incontrarlo per chiarire alcune cose, con Lo Monaco ho già parlato e non ho problemi a parlare con lui di mercato.
Juanito Gomez? Nessuna richiesta fino a questo momento".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS VERONA
Hellas Verona, Setti e il day-after
25.06.2012 10:36 di Federico Errante
Fonte: tuttohellasverona.it
Un uomo con le idee chiare. Zero fantasia, molta concretezza. E' questo il Maurizio Setti che si è presentato sabato nella sede di Via Torricelli. Avete presente un bambino che, dopo molti pianti, riesce ad ottenere il giocattolo sempre desiderato? Ecco, finalmente mister Manila Grace ha tra le mani la creatura che per tre mesi ha voluto e guardato solo da estraneo. Ora la plasmerà a proprio piacimento, ma attenzione. Niente manie da padre-padrone. Ad ognuno il suo compito. E' anche così che si diventa grandi.

LINEA VERDE Setti ha un grande desiderio. Creare in casa i campioncini del futuro. Ed un chiodo fisso batte sulla testa dell'imprenditore carpigiano: quel 'Modello-Barcellona" da portare in riva all'Adige. Un po' troppo utopistico forse, ma serve per dare le linee guida del progetto: portare a calcare l'erba del Bentegodi giocatori fatti a Verona ed innamorati della maglia dell'Hellas.

DIBROGNI, L'UOMO DELLA LEGA La figura che è sempre mancata nell'organigramma della società scaligera. Un uomo sempre a diretto contatto con i poteri forti, pronto a far sentire la voce dei gialloblù quando e dove sarà opportuno farlo. Troppe volte, soprattutto durante la stagione appena trascorsa, l'idea complottistica è balenata nelle menti di tutti i tifosi scaligeri. Basta paure. Sarà un Verona forte, dentro e fuori dal campo.

SOGLIANO ED IL MERCATO Designato direttamente da Setti, già da due settimana sta muovendo i fili del mercato scaligero. Tanta la carne al fuoco, pochi, finora, i colpi messi a segno. Per carità, siamo ancora a giugno, e c'è tutto il tempo per creare un Verona ambizioso. Cerca giocatori come lui: rognosi e rabbiosi, sempre ultimi a mollare e vogliosi di vestire la maglia dell'Hellas. Abile anche nel mercato dei giovani. E' suo il colpo Calvano, ritenuto da molti un futuro campione. Ed ora direte: "Certo, fra un anno tornerà da Galliani". Sbagliato. Il diritto di riscatto è gialloblù. Che bell'inizio, direttore.

LE CHIAVI A MANDORLINI Setti, Dibrogni e Sogliano in ufficio. E sarà ancora Mandorlini a guidare la squadra sul campo. L'uomo giusto a cui affidare una squadra vogliosa di fare meglio rispetto all' esaltante campionato appena terminato. Il mister ravennate saprà trasmettere la voglia giusta per raggiungere l'obiettivo prefissato. Quale? Non c'è bisogno di dirlo. Setti ha affermato: "Vogliamo fare meglio dello scorso anno". Le conclusioni sono facili da trarre.

PRIMO PIANO
Hellas Verona, Setti:" Non cederemo nessuno, vogliamo ripartire da una base solida"
23.06.2012 18:17 di Federico Errante
Fonte: tuttohellasverona.it
L'era Setti è ufficialmente iniziata. Ed il nuovo presidente ha già le idee chiare. Poche parole e molti fatti, società solida, settore giovanile da rilanciare ed un obiettivo: fare meglio della stagione appena trascorsa. Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate ai nostri microfoni:

Lei oggi ci ha dato molte impressioni. Una è evidente: non vede l'ora di iniziare..
"E' vero, vorrei iniziare il campionato domani. La voglia di cominciare è tanta, come la voglia di misurarsi con questa splendida realtà. Vogliamo far vedere che siamo in grado di lavorare bene: questa è una piazza che merita di ricevere molto".

Poche parole e molti fatti, qualità amatissima dai tifosi scaligeri. Lei ha già capito come farsi amare dai supporters...
"Speriamo. I tifosi sono tanti e, magari, tutti non riesci a conquistarli. La sincerità è una mia caratteristica primaria e, partendo da questa, vorrei costruire dei rapporti".

Si è parlato tanto di settore giovanile. Sogliano è stato scelto anche per questo, visti i successi ottenuti dalla Primavera del Varese?
"Certo, Sogliano è stato scelto da me perchè vediamo il calcio alla stessa maniera, e di conseguenza facciamo poca fatica a trovarci sulla stessa lunghezza d'onda. Voglio fare con lui un bel percorso, e lui stesso darà molto alla causa gialloblù".

Capitolo mercato. I tifosi sono in apprensione nel vedere accostati i migliori gialloblù ad altre squadre. Possiamo tranquillizzarli?
"Certo, sono tutti giocatori incedibili. Puntiamo a migliorare l'organico già buono che c'era l'anno scorso".

Forse, l'unica "colpa" che si può dare alla gestione precedente, è quella di un gioco al rialzo sul prezzo degli abbonamenti. Si farà qualcosa in merito?
"E' giusto cercare di portare più gente possibile allo stadio. Io, onestamente, non conosco queste dinamiche, ma cercherò di valutare la situazione al meglio".

PRIMO PIANO
Pillole di mercato - Ecco le principali trattative del 20 giugno
Tutte, ma proprio tutte, le notizie del giorno raccontate da tuttob.com
21.06.2012 01:00 di Marco Fornaro
Eccoci ritrovati con l'appuntamento "Pillole di mercato", dove tuttob.com vi racconta le sfaccettature del mercato giorno dopo giorno ad un'ora dalla chiusura di un'altra giornata importante su diversi ambiti.

Spezia mostruoso, grandi colpi per i liguri - Scatenata la neo-promossa del campionato di Serie Bwin. Lo Spezia continua a risultare la più attiva sul mercato: in arrivo Mario Rui e Simone Benedetti, firmano Raffaele Schiavi e Matteo Mandorlini, mentre oggi sarà il giorno di Marco Sansovini che firmerà un biennale. Riconfermato Guerra, dovrebbe restare Evacuo. Nel frattempo in dirittura d'arrivo anche Piccini, Pasini, mentre si preme per Sabelli.

Verona, Setti & Sogliano: si parte - Verrà presentato sabato, ieri l'annuncio. Maurizio Setti, come avevamo già annunciato, siederà sulla poltrona degli scaligeri, che intanto rinnovano la comproprietà di Tozzo, seguono Giandonato e Calvano e sono ad un passo da Carrozza e Rivas.

Empoli e Bari, risolte diverse comproprietà - Si iniziano a risolvere le compartecipazioni: i toscani lavorano sull'asse con il Gavorrano, che terrà Manzo e rispedirà al mittente Picciarelli. Rinnovate le comproprietà con Addario, Aldarotti, Masini e Lo Sicco. Al Gavorrano passa anche il 50% di Tognarelli. Il Bari, invece, conferma Federico Masi e Marco Augusto Romizi, mentre riscatta la metà di Adrian Stoian. Nel frattempo Angelozzi ha incontrato Igli Tare, ds della Lazio, per parlare di Zampa e qualche giovane dei biancocelesti.

Padova, tra riscatti e ufficialità in arrivo - I patavini sono riusciti a trovare uno sbocco per la trattativa con Aniello Cutolo, vicino al secondo anno consecutivo all'Euganeo. Si avvicina Niccolò Galli, verso l'ufficialità Nwankwo e Feltscher, mentre al Parma viene ceduta la metà di Portin. Si segue Vincenzo Fiorillo (concorrenza di Livorno e Grosseto). Intanto Maestroni è il nuovo tecnico della Primavera

Annotazioni di mercato - Il Crotone dovrà trovare un'intesa con la Roma per Alessandro Florenzi, che per la regola dei tesseramenti, potrà vestire solo una delle due maglie nel prossimo campionato. Il Cittadella segue Matias Cuffa, fa firmare un annuale a Claudio Foscarini e rinnova la comproprietà di Baselli, mentre su Robert Maah ci sono sondaggi di Toro, Catania e Modena. La Ternana piomba su Alhassan e Tallo. Il Varese riscatta Jasmine Kurtic e Magnus Troest e rinnova la comproprietà di Loris Damonte. Ascoli: confermato in panchina Massimo Silva. Il Sassuolo riscatta Tommaso Bianchi, il Brescia Edoardo Defendi e il Novara Pablo Hernan Dellafiore. Pavoletti dal Lanciano torna al Sassuolo, dove potrebbe arrivare anche Gessa. Il Modena, mentre cerca un allenatore (In lizza Mangia, Dal Canto e Lerda) segue Omar Torri.

Per le "Pillole di mercato" del 20 giugno è tutto e come ogni giorno ci apprestiamo a vivere con voi tutte le notizie raccontate minuto per minuto dalla redazione di tuttob.com.

FONTE: TuttoB.com


sabato, giugno 23rd, 2012 | Posted by Orru
Verona, presentato il Presidente Setti: ”Niente proclami, ma fatti e tanto lavoro”
E’ stato presentato stamane il nuovo Presidente del Verona Maurizio Setti. Tramite il sito ufficiale della società vediamo qualche sua dichiarazione: ”Non voglio venire qua a fare proclami e fare investimenti folli come si sente da altre parti del mondo. Partiamo da una base già solida e possiamo solo migliorare. Ci saranno esborsi magari anche importanti ma finalizzati a creare nel tempo un patrimonio per la società. Tante componenti aiutano l’andamento della squadra, Mandorlini deve stare tranquillo perchè lui è il mister che vogliamo per crescere. Quando in coscienza siamo consapevoli di aver fatto il massimo per collaborare e migliorarci, possiamo andare a testa alta. Il punto di partenza sarà comunque fare meglio dello scorso anno. Non si vince da soli ma con il giusto connubio tra giocatori, staff e società. Il Presidente Martinelli in questi anni ha fatto miracoli e lavoreremo comunque sempre in sintonia. Tutti lotteremo per un unico obiettivo, per farci rispettare sempre e dovunque. Questa è una città che ha grandi potenzialità, ancora non del tutto espresse, ma che cercheremo di tirare fuori”.
di Marco Orrù

FONTE: SerieBNews.com


Hellas, è cominciata l’era di Setti: «Verona? Una sfida ma non ho paura»
23/06/2012
Verona. C’è una meta, i play-off. Gomez non andrà via, neppure Hallfredsson. Maurizio Setti, nuovo presidente dell’Hellas Verona ha le idee chiare. E come lui il nuovo direttore sportivo Sean Sogliano. Giovanni Martinelli passa la palla ma rimane in società: avrà una quota del 20 per cento, il resto al neo-presidente, classe ’63, imprenditore con una società di moda, trascorso interesse calcistico nel Bologna.
«Mi piacciono le sfide - dice presentandosi alla stampa - il Verona è una sfida ma non ho paura». Obiettivo: riportare un grande Verona sulla scena italiana. Mandorlini non si discute: «Lui è quello giusto». Parole suadenti per i tifosi «da brividi». E sposa il calcio africano0, a dispetto di polemiche e cori: «Non si può accettare di non potere comprare giocatori africani per paura delle intemperanze: saranno fondamentali, nel giro di solo qualche anno». Le multe? Lapidario: «Non devono ripetersi»

Martinelli passa e consegna l'Hellas nelle mani di Setti
LA PRESENTAZIONE. È il giorno dell'investitura ufficiale per l'imprenditore carpigiano, nuovo riferimento del Verona. Il 30 gennaio 2009 iniziava l'era dell'uomo di Sandrà arrivato per dare respiro ad un club in asfissia Tre anni e mezzo dopo si cambia

23/06/2012
Faceva freddo quel pomeriggio, in tutti i sensi. L'Hellas appeso a un filo, scenari tetri, il fallimento dietro l'angolo. Il 30 gennaio del 2009 tutto cambiò. Con Giovanni Martinelli, la firma davanti al notaio Laura Curzel di stradone San Fermo e le bottiglie di prosecco stappate in un bar vicino pochi minuti dopo. La città tirò un sospiro di sollievo, il Verona era finalmente passato in mani veramente sicure dopo un susseguirsi di vicende degne di una telenovela di basso profilo. Da lì in avanti si alternarono delusioni cocenti e straordinarie gioie. Fino ad oggi. Tempo di lasciarsi tutto alle spalle presidente, ogni storia finisce. Comprese quelle fatte di passione e amore vero. Martinelli in tre anni e mezzo ha dato tutto e forse anche di più. Stamattina sarà al suo posto, nella sede di via Torricelli diventata col tempo casa sua, per consegnare la sua creatura a Maurizio Setti, all'ormai ex presidente del Bologna che non vede l'ora di presentarsi alla città e dichiararne i progetti. Qualcosa Verona ha già intuito, come il carattere sanguigno di un imprenditore con il vizio del calcio, un vulcano di intenzioni e la voglia di trasformare tutto in realtà. La ricetta ispira fiducia, concreta come piace alla gente. «Il lavoro forte prima di tutto, senza troppe promesse. Cercheremo di restituire a Verona la categoria che merita». Martinelli resterà col 20 per cento e quasi sicuramente con la carica di vicepresidente. Se ne parlerà poco prima della presentazione di Setti, prevista per le undici. Uscirà di scena invece Giampietro Magnani, sua fedele spalla in questi mesi belli e duri allo stesso tempo.

BRIVIDI INTENSI. Il primo Verona di Martinelli? Rafael, Mancinelli, Pugliese, Bellavista, Conti, Bergamelli, Rantier, Parolo, Gomez, Corrent, Rantier. Era l'8 febbraio, la Cremonese passò al Bentegodi coi gol e i chili (di troppo) di Christian Riganò. Festa rovinata, per di più al Bentegodi. Peccato, ma era solo l'inizio. Da lì in avanti il Verona si è rialzato, ha perso un campionato già vinto, è andato in B con Mandorlini dopo essere stato in piena zona playout con Giannini, ha quasi coronato un sogno dopo una stagione esaltante, trascorsa a collezionare record e a far sognare la città come ai bei tempi. Martinelli ha chiuso ad un passo dalla serie A, con un Bentegodi diviso fra applausi e lacrime. Ha preso in mano il Verona settimo in C1 e lo lascia quarto in serie B, dopo averlo ripulito da debiti e scorie varie, con 18 giocatori sotto contratto. Troppi forse, ma ad un certo punto spalmare gli ingaggi era diventata una tappa obbligata. Vantaggiosa per l'immediato, un po' meno per il lungo periodo. Un occhio ai conti ed uno a quei ragazzi che Martinelli sono sempre stati molto più di semplici dipendenti. Ci ha messo il cuore, fino in fondo. Straordinario.

STRADA TRACCIATA. Il nuovo Hellas sa come muoversi, i primi segnali sono interessanti. Setti ha sistemato alcuni tasselli di qualità in posizioni strategiche. Sean Sogliano sta lavorando sodo, direttore sportivo tutto sostanza, uno dei più bravi del panorama italiano fra le giovani leve. Massimiliano Dibrogni è già entrato in un ruolo più alto di quello di semplice segretario, Roberto Gemmi al settore giovanile ha illustrato propositi e traguardi possibili a chi rimarrà. Come Stefano Ghisleni, ex coordinatore del vivaio che lavorerà dai Giovanissimi alla Scuola Calcio. L'impalcatura c'è. Martinelli è stato chiaro, consegnando a Setti un assist troppo facile da cogliere e conservare il più a lungo possibile. «È un ragazzo eccezionale», disse il presidente del suo successore, conosciuto nella vita imprenditoriale di tutti i giorni in un settore come quello dell'abbigliamento femminile in cui entrambi sono attori protagonisti del mercato. Il resto verrà strada facendo. Con una priorità su tutte: il bene dell'Hellas. Punto e basta.
Alessandro De Pietro


L'Hellas si rinnova Sogliano blocca il nuovo Marchisio
LE TRATTATIVE. Prelevato in prestito un giovane talento del Milan. È Simone Calvano, pezzo pregiato dei rossoneri Carrozza è stato riscattato ieri dall'Atalanta e il suo passaggio in gialloblù appare cosa ormai scontata

22/06/2012
Il mercato latita, Sogliano no. Sta nascendo un Verona forte, anche se è solo giugno. Solido come lo vuole Mandorlini, pieno di variabili. Ricco di talento e personalità. Il mosaico si sta formando, anche se coi suoi tempi. Normale, visto l'andazzo. Soldi pochi, compensati da idee e stratagemmi. Giornata piena di parole quella di ieri a Milano. Con Sogliano anche il braccio destro Massimiliano Dibrogni. Tante strette di mano, tanti colloqui. E qualche passo concreto in avanti.

CALVANO PER COMINCIARE. Un potenziale Marchisio. Corsa fluida, bella personalità, prospetto dal valore già accertato. Il Verona si è preso Simone Calvano, uno dei pezzi pregiati della Primavera del Milan da giorni inseguito da Sogliano. Arriva in prestito con diritto di riscatto della metà fissato ad un milione. Per lui parlano doti tecniche indubbie e quei trecentomila euro che il Diavolo pagò all'Atalanta a gennaio del 2010 per assicurarsi Simone, diciannove anni il prossimo 11 luglio ed una carriera che in tanti intravedono luminosa. Tredici presenze nelle varie nazionali giovanili fra l'Under 16 e l'Under 19, il ragazzo viene da una stagione non facile, caratterizzata da tanti problemi fisici che non gli hanno permesso di rendere al meglio. Il Milan continua a credere molto in lui, ma l'Hellas è riuscito a strappare il giocatore ad una folta concorrenza. Bel colpo, considerato il potenziale del ragazzo. Una formula in grado di cautelare l'Hellas e di consegnargli fra un anno un piccolo patrimonio.

AGGIUNTA NON FACILE. Il Verona vorrebbe tanto arricchire la mediana anche con il fosforo garantito da Paolo Grossi, altri due anni di contratto col Siena, pescato da Sogliano in Interregionale quand'era alla Caratese fino a diventare a Varese uno dei preferiti di Beppe Sannino. Ragazzo duttile, centrocampista ma anche anomalo esterno offensivo. Puoi metterlo ovunque, anche in serie A. Il problema è proprio quello, nonostante un impiego ridotto in Toscana il ragazzo ha mercato anche a livelli più alti. Se ne parla molto, per questo prima di sferrare l'attacco decisivo l'Hellas dovrà attendere che il campo si sgomberi un po'. Non sarà facile portarlo a Verona, ma Sogliano ci proverà fino all'ultimo.

CARROZZA IN ARRIVO. Come previsto l'Atalanta ha riscattato dal Varese Alessandro Carrozza, l'esterno offensivo che l'Hellas ha già bloccato da un pezzo. Manca l'ufficialità, anche se a Bergamo ieri sono arrivate conferme inequivocabili: «Carrozza? Nessun dubbio: il giocatore va al Verona».
Lo aspettano due anni di contratto ed un posto in attacco probabilmente insieme a Gomez e Rivas, il cui rientro dall'Argentina è atteso in questi giorni. Altro biennale in vista, anche se Sogliano è uomo concreto e preferisce aspettare il nero su bianco prima di cantare vittoria. Un giocatore svincolato, per di più col talento di Rivas, qualche attenzione può sempre richiamarla. Certamente del nuovo Verona in prima linea non faranno parte Marco D'Alessandro, controriscattato dalla Roma, e Matthias Lepiller, vicino soprattutto al Padova.

CRESPO NON ORA. Il Verona non ha dimenticato Josè Angel Crespo, l'esterno destro di difesa pupillo di Maurizio Setti, spagnolo sotto contratto del Bologna ma obiettivo dichiarato dell'Hellas. L'ostacolo primo? L'ingaggio, troppo alto per certi parametri.
O il Bologna contribuisce o l'affare rischia di decollare soltanto più avanti. E qui ci sarà da aspettare. Crespo ha debuttato appena ventenne col Siviglia, prima del Racing Santander e l'Italia. Il suo valore è fuori discussione. Un colpo coi fiocchi, ma per adesso meglio aspettare. Ci vuole pazienza. E magari la collaborazione del Bologna. Tempo al tempo. Il Verona sta già ripartendo.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Presentato Setti, nuovo presidente gialloblù
Postata il 23/06/2012 alle ore 12:45
Conferenza stampa presso la sede sociale di Via Torricelli: "Il proseguimento del progetto è già avviato"
VERONA - Online, a partire dalle 11, la diretta-web della presentazione ufficiale di Maurizio Setti, nuovo azionista di maggioranza e prossimo presidente gialloblù.
Ad aprire la conferenza Giovanni Martinelli: "Per prima cosa ringrazio tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine, dandomi una mano. Senza far nomi, sono grato per la stima ricevuta. Con Setti ci siamo trovati per la prima volta un paio di mesi fa, siamo entrati in sintonia da subito, avendo entrambi lo stesso obiettivo: portare avanti il progetto di rinascita cominciato quattro anni fa. Abbiamo parlato la stessa lingua, subito ci può essere stata qualche titubanza, ma sono convinto che si farà apprezzare dai veronesi. Lui ama il calcio ed ama già l'Hellas."

Prende poi la parola Maurizio Setti: "Questo è il proseguimento di un progetto già avviato. Lo scopo per cui sono venuto è molto semplice. Al contrario di chi ha paura di andare in piazze importanti, per me si tratta di un grande stimolo. Sono una persona che adora le sfide, non voglio prendere in giro nessuno. I giovani sono il futuro, quindi il vivaio avrà un ruolo importante. Abbiamo una delle tifoserie più belle d'Italia, entrare nel nostro stadio dà sempre grandissimi brividi. Vogliamo iniziare a crearci un nostro patrimonio, non arriveranno giocatori importanti ma in procinto di terminare la propria fine carriera. L'attaccamento per l'Hellas sarà la cosa fondamentale. Non si vince da soli ma con il giusto connubio tra giocatori, staff e società. Martinelli in questi anni ha fatto miracoli e lavoreremo comunque sempre in sintonia. Tutti lotteremo per un unico obiettivo, per farci rispettare sempre e dovunque. Questa è una città che ha grandi potenzialità, ancora non del tutto espresse, ma che cercheremo di tirare fuori".
"Non voglio venire qua a fare proclami e fare investimenti folli come si sente da altre parti del mondo. Partiamo da una base già solida e possiamo solo migliorare, poi ovviamente ci sono delle situazioni che nel calcio non si possono prevedere. Ci saranno esborsi magari anche importanti ma finalizzati a creare nel tempo un patrimonio per la società. Il percorso durante l'anno è molto lungo. Se sei strutturato hai la facoltà di arrivare fino alla fine in modo ottimale. Tante componenti aiutano l'andamento della squadra, Mandorlini deve stare tranquillo perchè lui è il mister che vogliamo per crescere. Quando in coscienza siamo consapevoli di aver fatto il massimo per collaborare e migliorarci, possiamo andare a testa alta. Il punto di partenza sarà comunque fare meglio dello scorso anno".
Ufficio Stampa

Sogliano: "Felice della mia scelta. I proclami servono poco"
Postata il 21/06/2012 alle ore 14:43
"Per quanto riguarda gli obiettivi, sarebbe troppo facile dire che l'intento è far meglio rispetto all'anno scorso. E' utile avere consapevolezza delle difficoltà che si presenteranno"
MILANO – Mercoledì sera il direttore sportivo Sean Sogliano, ospite di Sportitalia, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla nuova avventura in gialloblù. “Sono felice di essere approdato a Verona, questa decisione mi dà grande stimolo. Mi ritengo davvero contento di questa scelta, ho grande voglia di lavorare per una piazza ed un presidente che vantano fiducia nel mio lavoro. Per un professionista questa è la cosa più bella".
Ad alcune domande rivolte dai giornalisti presenti, relative al rapporto con gli allenatori, Sogliano risponde tracciando il proprio profilo ed indicando un raggio d'azione comune: "Sono una persona chiara e tranquilla, mi piace confrontarmi, parlare apertamente. Mandorlini è l’allenatore dell’Hellas Verona, si tratta della cosa più giusta. Ha fatto un ottimo lavoro, dispiacciono i problemi nati tra lui e Gibellini. Se ne è discusso anche troppo, il mio metodo prevede un confronto frequente col tecnico. Dobbiamo conoscere i rispettivi caratteri, conta più l’unità d’intenti di qualsiasi altra cosa. Un feeling particolare può essere un valore aggiunto, non amo parlare per sentito dire ma vivere le situazioni in prima persona. E' ovvio e giusto che col passare del tempo, strada facendo, il rapporto si debba consolidare".
Alle promesse estive l'ex Varese preferisce nettamente la concretezza: "Per quanto riguarda gli obiettivi, sarebbe troppo facile dire che l'intento è far meglio rispetto all'anno scorso. Fare proclami serve a poco, è utile avere consapevolezza delle difficoltà che si presenteranno. Il cammino sarà lungo e complicato, le mete vanno raggiunte pensando partita per partita e dando il massimo".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
NBA FINALS: MIAMI HEAT sul tetto del mondo! 4 a 1 ai THUNDER...
AMICI DI MESSI 6-6 RESTO DEL MONDO, quanti gol al match benefico!
VITA DA EX: Clamoroso ritorno in campodi Claudio Paul CANIGGIA a 45 anni! Giocherà in Inghilterrra nel Wembley. Dopo l'azione di riscatto della NOCERINA ecco il controriscatto del CHIEVO! Adesso FARIAS è nuovamente di completa proprietà della società della diga così come Mino IUNCO 'mollato' dallo SPEZIA... Ufficiale Matteo SCAPINI alla SANBO
CALCIOMERCATO SERIE A: Sembrava fatta per VERRATTI alla JUVE e invece... Dopo GATTUSO e Pippo INZAGHI anche SEEDORF da l'addio al MILAN
FINALI NBA: Gli HEAT vincono ancora con i THUNDER e 'vedono' il titolo...
CALCIOMERCATO LIGA SPAGNOLA: Il BARÇA ingaggia il figio 18enne di ROMARIO per la squadra B e, con un colpo basso senza precedenti, soffia due 'promesse' 12enni al VALENCIA!
7 TIFOSI GENOANI ARRESTATI per aver fermato GENOA-SIENA...
CALCIOMERCATO PREMIER LEAGUE: DROGBA lascia il CHELSEA, giocherà a Shangai con ANELKA!

LEBRON CAMPIONE PER LA PRIMA VOLTA. MIAMI VINCE IL TITOLO NBA -FOTO/VIDEO
Venerdì 22 Giugno 2012 - 13:41
MIAMI - Miami è campione Nba 2012, LeBron James conquista il primo anello della sua carriera. Gli Heat battono gli Oklahoma City Thunder per 121-106 in gara 5 delle 'Finals' e, con il quarto successo consecutivo, chiudono la serie sul 4-1. La corazzata della Florida, assemblata con un mercato faraonico nell'estate 2010 dal presidentissimo Pat Riley, agli ordini del coach Erik Spoelstra centra l'obiettivo solo sfiorato un anno fa, quando la marcia si fermò in finale contro Dallas.
Il trionfo ha un significato speciale per il 'Prescelto' del basket a stelle e strisce: 'King' James cancella lo zero dalla casella dei titoli dopo 9 stagioni nella lega e si toglie di dosso l'etichetta di splendido perdente. La decisione di lasciare i Cleveland Cavaliers e di sbarcare due anni fa a South Beach, con la plateale promessa di trionfi a raffica, dà i frutti sperati. «È un sogno che si avvera, il titolo significa tutto per me -dice il 27enne di Akron-. La scelta di lasciare Cleveland non è stata facile ma si è rivelata giusta. Era ora... Era proprio ora... Adesso, abbiamo davanti un futuro luminoso».
Il numero 6, miglior giocatore della stagione regolare, domina le finali da Most Valuable Player e suggella lo show con una tripla doppia (26 punti, 11 rimbalzi, 13 assist) in gara 5. Dwyane Wade, fino a 2 anni fa signore incontrastato della squadra, nel nuovo ruolo di 'spalla' festeggia il secondo titolo della carriera dopo quello del 2006 con una prestazione da 20 punti e 8 rimbalzi. Chris Bosh, l'altro pilastro ingaggiato 2 stagioni fa, contribuisce con 24 punti e 7 rimbalzi. Accanto ai big three, brilla un protagonista inatteso: Mike Miller tira fuori dal cilindro 23 punti con un irreale 7/8 da 3.
Davanti a certe cifre, bisogna solo alzare bandiera bianca. E Oklahoma City si arrende nonostante i 32 punti di Kevin Durant e i 19 a testa di Russell Westbrook e James Harden, le stelle di un team giovane che, nella sfida per il titolo, dimostra di non avere ancora la maturità necessaria per arrivare al bersaglio grosso.
Sul trono c'è, e chissà quanto ci rimarrà, una stella finalmente consacrata in pieno. James, alla terza finale della carriera dopo quelle perse nel 2007 e nel 2011, dimostra di voler azzannare il match-point sin dall'inizio della partita. I problemi muscolari accusati in gara 4 sono un ricordo: segna (15 punti nei primi 2 quarti), crea e difende come nelle giornate migliori. Sono le triple di Miller (12 punti con 4/6 dall'arco a metà gara) a produrre il primo allungo (28-19) nel match che rischia di chiudersi virtualmente già nel secondo periodo: con un parziale di 10-0, gli Heat volano sul + 17 (53-36) a 4'41'' dall'intervallo.
Oklahoma City difende poco e male ma, almeno, comincia a funzionare in attacco. La formazione di coach Scott Brooks concede il 55% dal campo agli avversari ma riprende fiato e risale fino a -10 all'intervallo (59-49), tenendo ancora vive le speranze grazie soprattutto ai 13 punti di Westbrook, che segna quasi esclusivamente in lunetta, e ai 12 di Durant. I Thunder arrivano anche a -5 (62-57) in avvio di ripresa prima di proporre un copione già visto: nel momento della potenziale svolta, arriva una palla persa e il conseguente tilt.
James, dall'altra parte, smazza assist per Mario Chalmers e Shane Battier, altre 2 triple firmate dal 'supporting cast' e la fuga ricomincia. Gli Heat non trovano opposizione e, sul 72-63, piazzano un 16-0 che equivale al più definitivo dei ko: 88-63, i padroni di casa danno spettacolo a +25 e la festa all'American Airlines Arena comincia. L'ultimo quarto di gioco è pura accademia prima dell'incoronazione: i titolari lasciano il campo con 3'01'' da giocare, i Miami Heat sono campioni e James è il nuovo re della Nba.

"SI E' AVVERATO UN SOGNO" «Si è avverato un sogno. Era ora». LeBron James finalmente è il re della Nba. I Miami Heat hanno conquistato il titolo di campioni battendo gli Oklahoma City Thunder per 4-1, chiudendo le Finals con il nettissimo 121-106 in gara 5.
La franchigia della Florida ha bissato il successo del 2006. Soprattutto, però, James ha conquistato il primo anello della sua carriera griffando la vittoria decisiva con 26 punti, 11 rimbalzi e 13 assist e guadagnandosi anche i galloni di Most Valuable Player della finale.
Al terzo tentativo, il Prescelto ha fatto centro: ha cancellato la sconfitta subita nel 2007 quando indossava la maglia dei Cleveland Cavaliers contro i San Antonio Spurs e ha cancellato il k.o. che un anno fa, alla prima stagione con gli Heat, ha incassato contro i Dallas Mavericks. «È un sogno che si avvera», dice James, che finalmente può festeggiare dopo 9 anni nella lega.
Gli ultimi 2, in particolare, sono stati i più complicati. Il 27enne di Akron ha 'traditò la sua Cleveland con la celeberrima pantomima televisiva preparata per annunciare il passaggio a Miami nell'estate 2010: «Ho deciso di portare il mio talento a South Beach», disse nello show destinato a trasformarsi in un boomerang.
Da allora, James è diventato il 'villain', il cattivo del basket a stelle e strisce. Miami si è trasformata nella squadra da battere e il ko degli Heat nella finale contro Dallas è stato accolto con soddisfazione da gran parte del popolo del basket a stelle e strisce. James ha ingoiato il rospo, è ripartito e, alla fine, è arrivato al traguardo.
Nei playoff 2012, ha preso per mano la squadra nel momento più difficile, andando a segnare 45 punti sul campo dei Boston Celtics quando la sconfitta nella finale della Eastern Conference era ad un passo. Nelle 5 gare contro i Thunder ha viaggiato alla media di 28,6 punti, 10,2 rimbalzi e 7,4 assist. «È il giorno più felice della mia vita -ha detto stringendo il Larry O'Brien Trophy-. Il titolo significa tutto per me. Perdere la finale dello scorso anno si è rivelata la cosa migliore: mi ha reso umile, sono tornato ai fondamentali del basket. Mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: 'Devi migliorare'».
'The chosen one' ha passato una lunga estate in palestra e si è fatto trovare pronto quando la stagione, compressa in 66 partite dopo il lockout, è partita a Natale. «L'unica cosa che mi dava fastidio -ha spiegato- era sentir dire che ero egoista. Io ho fatto di tutto per diventare un uomo-squadra, ho fatto di tutto per aiutare i miei compagni. E ho usato le critiche come motivazione. Volevo vincere il titolo, volevo diventare campione. Non sapevo quando sarebbe successo, ho sempre lavorato con questo obiettivo».
Ora Miami è ai suoi piedi, è il momento di festeggiare. Le vacanze, però, possono aspettare: tra poco si torna al lavoro con la maglia della Nazionale, c'è l'oro olimpico da vincere a Londra per chiudere un'annata memorabile.

PIOGGIA DI GOL AL MATCH BENEFICO DI MESSI CON TANTE STAR DELLA SERIE A -VIDEO
Venerdì 22 Giugno 2012 - 17:19
BOGOTÁ - Chi ha speso i soldi per il biglietto ha fatto beneficenza e non può essere rimasto deluso. Nella suggestiva sfida tra gli 'Amici di Messi' ed il 'Resto del Mondo' è finita, addirittura 6-6: ha vinto solo la beneficenza, ma in campo tutti si sono divertiti.
A Bogotá si sono affrontate le due squadre, con Dunga sulla panchina degli 'Amici di Messi' e Fabio Capello a dirigere la squadra avversaria. Gli uomini di Capello partono subito forte e si portano sul 3-0 dopo meno di dieci minuti: sblocca il risultato Radamel Falcao, raddoppia Marek Hamsik e il terzo gol lo firma Teofilo Gutierrez. Ci pensa allora Lavezzi, su assist di Messi, ad accorciare le distanze, ma poco dopo segna il colombiano James Rodriguez, che batte Pinto. La squadra di Messi torna a farsi sotto col gol di Robinho su assist di Osvaldo, che poi realizza anche il momentaneo 3-4 per i suoi. A pareggiare i conti ci pensa la star della serata, Leo Messi, che poi porta anche i suoi in vantaggio propiziando l'autorete di Alvaro 'Tata' Gonzalez. Pareggia poi James Rodriguez, ma la squadra di Messi si riporta in vantaggio grazie a Robinho, con un bel destro a giro dopo il palo colpito dalla 'Pulce'. Chiude le marcature, realizzando il gol del definitivo 6-6, Falcao su rigore. Tanti i giocatori 'italiani' in campo: oltre a Robinho, Hamsik, Lavezzi, Osvaldo e Gonzalez, entrati nel tabellino dei marcatori, sono scesi in campo anche Forlan, Milito, Yepes, Fabio Cannavaro e Cavani.

IL BARÇA SOFFIA DUE 12ENNI AL VALENCIA, IL PRESIDENTE: "LA PAGHERANNO CARA"
Giovedì 21 Giugno 2012 - 17:50
VALENCIA - "La pagheranno cara, molto cara". Sarebbe stato questo il commento di Manuel Llorente, presidente del Valencia, ai suoi collaboratori, in merito all'ingaggio, da parte del Barcellona, di due dodicenni della cantera valenciana.
In Spagna non è possibile far firmare contratti da professionisti fino ai 16 anni, e per questo, tra grandi club della stessa categoria, esiste una specie di "Gentlemen's agreement": nessuna interferenza sui ragazzi più piccoli, solo una volta compiuti i 16 anni si potranno offrire contratti a fronte di un indennizzo al club di appartenenza. L'accordo tacito tra club è stato sempre rispettato fino ad oggi, ed il presidente del Valencia si è visto sfuggire due talentuosi baby-calciatori senza ricevere nulla. Per questo Llorente è pronto non solo a promuovere una battaglia per colmare il vuoto normativo sui ragazzi minori di 16 anni, ma anche a giocare al rialzo col Barcellona nella trattativa per Jordi Alba. Il terzino catalano, ironia della sorte, è cresciuto nel Barcellona ma fu scartato a 16 anni, per andare poi al modesto club del Cornellà e passare un anno dopo al Valencia per appena 6000 euro.

IL BARÇA INGAGGIA IL FIGLIO DI ROMARIO: GIOCHERÀ CON LA SQUADRA B -VIDEO
Mercoledì 20 Giugno 2012 - 15:21
ROMA - Romarinho, 18 anni, è il figlio di Romario e gioca nel Vasco da Gama, ma dal prossimo anno giocherà nel Barcellona. E non certo perché sia raccomandato dal padre che, in due stagioni al Barça ha segnato la bellezza di 55 gol in 83 partite.
Romarinho è uno degli attaccanti più promettenti del calcio brasiliano e, dopo aver fatto faville a livello giovanile, è entrato anche nel giro della prima squadra, attirando l'attenzione non solo dei più importanti club brasiliani, ma anche europei. Romario, in un'intervista all'Equipe, ha confermato che il figlio, classe 1994, giocherà in Spagna dalla prossima stagione. Per l'età e le qualità tecniche Romarinho, che ricorda molto il padre per il fiuto del gol, quasi sicuramente giocherà nel Barcellona B.

MIAMI VINCE ANCORA, 3-1 SUI THUNDER. GLI HEAT A UN PASSO DAL TITOLO -VIDEO
Mercoledì 20 Giugno 2012 - 10:10
MIAMI - Miami ad un passo dal titolo Nba. Gli Heat battono gli Oklahoma City Thunder per 104-98 in gara 4 e conducono 3-1 nella serie al meglio delle 7 partite. LeBron James accarezza il primo anello di campione: può conquistarlo domani in gara 5, sul proprio campo, se sarà in grado di giocare al top. La star, infatti, deve fare i conti con problemi muscolari alla gamba destra che lo costringono a fare da spettatore nell'epilogo del quarto round.
Il numero 6 fa comunque in tempo a dominare la scena con 26 punti, 12 assist e 9 rimbalzi. Accanto a lui, brillano con 25 punti a testa Dwyane Wade e il sorprendente Mario Chalmers. Oklahoma City si ritrova spalle al muro nonostante la mostruosa prova di Russell Westbrook (43 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) e la serata 'normalè di Kevin Durant (28 punti). Il 'supporting cast' latita, visto che solo i due big riescono a segnare negli ultimi 16'46« di gioco.
I campioni della Western Conference, al terzo k.o. di fila nelle Finals, buttano via la partita e una fetta di titolo con una gestione dissennata degli ultimi minuti che cancella abbondantemente la partenza da sogno. I Thunder, sempre addormentati in avvio nelle prime 3 gare della serie, stavolta escono sparati dai blocchi infilando 6 tiri su 7. Westbrook è una furia e con 6 punti griffa il 13-3 iniziale. Si gioca ad un ritmo forsennato e Miami non riesce a trovare soluzioni offensive.
La difesa di Oklahoma City concede appena il 35% al tiro, l'attacco funziona con 9 punti in contropiede e il primo quarto, dopo il massimo gap di 17 punti, si chiude sul 33-19 per la formazione di coach Scott Brooks. Gli Heat si svegliano all'inizio della seconda frazione e cambiano volto al match: parziale di 16-2 in poco più di 4 minuti e si ricomincia dal 35-35. James segna poco ma, spalle a canestro, sforna assist a ripetizione innescando anche le triple di Norris Cole e James Jones.
Oklahoma City ora fatica e si aggrappa più che mai a Westbrook: è lui, con 18 punti all'intervallo, a portare i suoi sul +3 (49-46) a metà partita. La difesa dei Thunder, però, è lontana parente di quella esibita nel primo tempo. In apertura di ripresa, gli Heat segnano quasi in ogni possesso e, a metà del terzo periodo, provano ad allungare (66-60).
James continua a punire la difesa avversaria: regala ai compagni se è raddoppiato, segna o subisce fallo quando ha un solo marcatore. L'attacco di Miami non brilla per dinamismo ma il talento del numero 6 vale il +7. Dall'altra parte, serve una fiammata di Westbrook per tenere viva la partita: 79-75 per i padroni di casa al termine della frazione.
Oklahoma City è viva e, con James Harden, avrebbe la palla per tornare in vantaggio. Il sesto uomo, però sbaglia un comodo appoggio e l'errore diventa una mini-svolta: Chalmers si prende il centro del palcoscenico con 5 punti di fila per l'85-79. La risposta è affidata ad un 'possedutò Westbrook: 11 punti tutti suoi, 90-90 a 6' dalla sirena. I Thunder mettono la testa avanti (94-92) e sembrano in grado di arrivare al traguardo.
Ad aggiungere ulteriore pathos, contribuiscono i problemi muscolari di James: zoppica ma riesce a infilare una tripla d'oro e Miami comincia gli ultimi 2 minuti con 5 lunghezze di vantaggio (99-96). Il Prescelto è costretto a guardare dalla panchina l'ultimo minuto nel quale Oklahoma City va in tilt. È Westbrook, ironia del destino, a far calare il sipario a 13« dalla fine con un fallo assurdo che regala a Chalmers i liberi della sicurezza. Miami ora sogna di chiudere i conti al primo match-point. James, magari con una gamba sola, ci sarà di sicuro.

MILAN, SEEDORF SALUTA: "DIECI ANNI FANTASTICI". GALLIANI: "SEMPRE GRANDE"
Giovedì 21 Giugno 2012 - 17:07
MILANO - «Lascio dopo 10 anni fantastici»: così Clarence Seedorf ha ufficializzato questa mattina l'addio al Milan, assieme all'amministratore delegato Adriano Galliani. Il giocatore olandese ha spiegato che intende continuare a giocare per altre due stagioni e poi, magari, tornare al Milan con un altro ruolo: «La prospettiva è di continuare a mantenere un rapporto professionale in futuro, se ci sarà la possibilità - ha spiegato Seedorf - Ho vissuto più tempo qui al Milan che con la mia famiglia negli ultimi dieci anni. Ora posso continuare la mia carriera altrove, scegliendo tra proposte competitive. Ma non sarà semplice, voglio fare la scelta giusta».

GALLIANI: "GRANDE ANCHE COME TECNICO O DIRIGENTE" - «Non ci voleva un genio per capire quanto fosse forte - ha aggiunto Galliani - in quell'Ajax straordinario, dove c'era anche Kluivert, mi innamorai di lui. Penso che ora lui potrà fare tutto, è una persona con molte qualità, farà altrettanto bene l'allenatore o il dirigente quando smetterà di giocare a calcio».

UFFICIALE: DROGBA LASCIA IL CHELSEA E RAGGIUNGE ANELKA A SHANGHAI
Mercoledì 20 Giugno 2012 - 16:27
LONDRA - Didier Drogba è un giocatore dello Shanghai Shenhua, club in cui milita già il suo ex compagno di squadra al Chelsea Nicolas Anelka. Il 34enne centravanti ivoriano ha annunciato, dal proprio sito, di aver firmato un contratto di 2 anni e mezzo con la società cinese. «Oggi posso confermare di aver firmato con il club cinese dello Shanghai Shenhua per 2 anni e mezzo. Mi unirò alla squadra a luglio», ha detto Drogba dal proprio sito ufficiale. «Ho valutato tutte le offerte che ho ricevuto nelle ultimi settimane, ritengo che in questo momento il trasferimento allo Shanghai Shenhua sia la mossa giusta», ha aggiunto l'ex attaccante del Chelsea. Proprio un'esperienza vissuta in Cina con la maglia dei Blues, ha evidenziato Drogba, è stata determinate. «Lo scorso anno, quando siamo andati in Cina con il Chelsea, abbiamo trascorso un periodo splendido e io ho potuto conoscere tifosi meravigliosi. Mi auguro di contribuire alla crescita del calcio cinese e di consolidare i legami tra la Cina e l'Africa», ha aggiunto. Non sono state ufficializzate le cifre relative all'ingaggio, ma secondo alcuni media cinesi il bomber potrebbe arrivare a guadagnare un milione di euro al mese.

STOP A GENOA-SIENA: ARRESTO PER SETTE TIFOSI ROSSOBLÙ -FOTO/VIDEO
Giovedì 21 Giugno 2012 - 11:07
GENOVA - Sono dieci i tifosi del Genoa sottoposti oggi a misure cautelari in relazione alla partita Genoa-Siena del 22 aprile: per 7 di loro sono scattati gli arresti domiciliari, altri 3 hanno ricevuto l'obbligo di dimora. La Digos ha eseguito le misure su richiesta del pm Biagio Mazzeo che sta conducendo l'inchiesta relativa ai disordini della partita, quando i tifosi fecero sospendere la gara e imposero ai giocatori del Genoa di togliersi la maglia. Ci sono anche Piermarco Pellizzari soprannominato "Cobra" e Fabrizio Fileni detto "Tombolone" tra gli ultrà genoani sottoposti agli arresti domiciliari per i disordini di Genoa-Siena. Gli agenti della Digos hanno notificato ai due capi-ultrà il provvedimento nelle loro abitazioni oggi all'alba. Furono loro - sostiene l'accusa - a chiedere ai giocatori di levarsi le maglie. Per questo tra i reati contestati figura anche quello di violenza privata. Per i fatti di Genoa-Siena del 22 aprile sono complessivamente un centinaio i tifosi rossoblù iscritti nel registro degli indagati. I divieti di accedere a manifestazioni sportive (daspo) firmati dal Questore sono stati in tutto 120.

FONTE: Leggo.it


LEGA PRO
UFFICIALE: Sambonifacese, ecco Scapini e Bagherini
21.06.2012 19.57 di Stefano Sica
Altri due squilli di mercato per la Sambonifacese, dopo gli acquisti di Ghidini, De Nardin e Ligarotti. Il club veneto ha infatti tesserato Matteo Scapini (29), attaccante ex Verona che ha vestito la casacca del Villafranca nel corso dell'ultima stagione e Jacopo Bagherini, estremo difensore classe '92 proveniente dall'Este.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


CALCIOMERCATO
LIVE TLP LEGA CALCIO - Lo Spezia molla Iunco al Chievo
23.06.2012 12:25 di Nicolò Schira - twitter: @BomberNiko
Era stato fra gli artefici della promozione in Serie B dei liguri, ma lo Spezia alle buste ha perso la volata con il Chievo Verona per il riscatto di Antimo Iunco. Le Aquile - da quanto trapela - hanno scelto di virare su altri obiettivi e per questo motivo hanno lasciato l'ex Torino ai veneti.

NOTIZIE UFFICIALI
UFFICIALE: Nocerina, controriscatto del Chievo per Diego Farias
Il club veronese riconosce ai rossoneri una valorizzazione sul giocatore

21.06.2012 17:07 di Valeria Debbia
Diego Farias
Il Chievo comunica tramite una nota ufficiale di aver esercitato il diritto di controriscatto per quanto riguarda l'attaccante Diego Farias (classe 1990), Il giocatore, cresciuto nella Primavera gialloblu, dopo le stagioni con Hellas Verona e Foggia, l’anno scorso è passato in prestito alla Nocerina, dove ha disputato un ottimo campionato collezionando 40 presenze e 5 gol in Campania. Da oggi la società di via Galvani, dunque, detiene la proprietà dell’intero cartellino della punta brasiliana

FONTE: TuttoLegaPro.com


giovedì, giugno 21st, 2012 | Posted by Dandronaco
Calciomercato Pescara, ad Martino: “Verratti alla Juve? Non ci sono le condizioni. Il Napoli invece…”
Il passaggio di Marco Verratti alla Juventus non è così scontato come sembrava. L’amministratore delegato del Pescara Antonio Martino ne ha parlato a ‘Radio Crc’ rilanciando l’ipotesi Napoli: “Verratti alla Juve? Smentisco categoricamente, Verratti è un giocatore del Pescara. Il ragazzo aveva espresso la sua simpatia che ricadeva sulla Juventus, volevamo accontentarlo, ma anche l’ipotesi Napoli gli andrebbe benissimo. Non ci sono le condizioni giuste affinché Verratti vada alla Juventus, e potremmo anche decidere di ritirarlo dal mercato. Il rapporto con De Laurentiis è ottimo, e non abbiamo mai negato di avere avuto dei contatti per Verratti, per cui se ci saranno le giuste condizioni si concluderà. Si parla tanto di Verratti juventino, ma vorrei che si capisse che il ragazzo più che essere tifoso della Juventus, è un tifoso del Pescara. L’ipotesi Napoli è sempre stata in piedi, non è mai stata bloccata e credo ci possano essere le condizioni affinché il futuro del ragazzo possa essere in azzurro. La terza ipotesi, che non escluderei, è togliere Verratti dal mercato. Il Pescara ha imprenditori che non hanno bisogno di soldi, ma di contropartite importanti. Bariti e Santana potrebbero essere giuste contropartite, ma se Insigne rimarrà a Pescara questa scelta darebbe una mano al Napoli nella trattativa per Verratti”.

FONTE: SerieBNews.com


Caniggia torna a giocare a calcio a 45 anni con la maglia del Wembley
L'ex attaccante argentino di Verona, Atalanta e Roma Claudio Caniggia scenderà in campo in FA Cup.

Claudio Caniggia non riesce a stare senza calcio giocato. L’attaccante classe 1967 è pronto a tornare a calcare il rettangolo verde in Inghilterra. L’argentino ex di Verona, Atalanta e Roma ha firmato un contratto con il club semi-professionistico del Wembley. Caniggia, vice campione del mondo con la Nazionale argentina, secondo quanto riportato da Goal.com, è l’ultimo rinforzo del club londinese che disputerà la prossima FA Cup. Oltre a Caniggia il Wembley potrà contare su altre grandi glorie da Le Saux a Parlour da Keown all’ex storico estremo difensore dell’Arsenal e della Nazionale inglese, prossima avversaria dell’Italia ad Euro 2012, David Seaman , che si occuperà della preparazione dei portieri. L’avventura del Wembley sarà sponsorizzata dalla storica birra statunitense Budweiser e potrà contare su un condottiero speciale ovvero Terry Venables. Il tecnico, ex C.T. della Nazionale dei 3 leoni ha dichiarato: “Vogliamo giocare nello stadio di Wembley e vincere il titolo”. Grande attesa dunque per l’esordio previsto per l’11 agosto.

FONTE: Calcio.FanPage.it

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

Il guestbook B/=\S: Lascia un messaggio !!!


Juve Stabia 0-3 Verona: Gli highlights della gara

Juve Stabia 0-3 Verona: Le immagini