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BRESCIA-VERONA in anteprima: fra le rondinelle squalificato capitan ZAMBELLI, recupera MARTINEZ, in campo l'ex MARTINA RINI ed il figlio di MANDORLINI Matteo? Fra gli scaligeri destano preoccupazione le condizioni di HALLFREDSSON ma anche RUSSO ed ESPOSITO non sono al meglio, è emergenza in mediana...

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 4 aprile 2012 21:58, vedi , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


BRESCIA-VERONA
Altra gara a rischio scontri quella tra le rondinelle e gli scaligeri (ma resto convinto che anticipare il calci d'inizio alle 17.00 sia servito a poco-niente in questo senso mortificando vièppiù quei tifosi 'sani' che si perderanno buona parte della gara se non tutta) tanto che il GOS ha disposto tutta una serie di limitazioni per Venerdì, forze dell'ordine a pattugliare la zona già dal mattino ed il quartiere di Mompiano, che ospita lo stadio 'Rigamonti', è stato letteralmente blindato!
Da Verona sono attesi, con treni e pullman ma anche con auto proprie, circa 2.500 tifosi ai quali sarà destinata tutta la Curva Sud con numerosi steward a tenere sotto controllo costantemente la situazione: certo che se una partita di calcio deve scatenare tutte queste 'diavolerie' non si capisce come la gente 'onesta', costretta ad essere monitorata come la minoranza facinorosa, continuerà a seguire questo meraviglioso sport!

Ma questi sono problemi che spetterà agli alti dirigenti sportivi e politici risolvere (fiducia ghe n'è? Da parte mia gran poca, ansi manco!) noi limitiamoci a dare uno sguardo alle statistiche: BRESCIA-VERONA è gara di gran tradizione!
Sono ben 40 i match, tra campionato e Coppa Italia, che hanno visto le due compagini sfidarsi in terra bresciana con 8 vittorie dei gialloblù e 15 pareggi.
L'ultima vittoria del VERONA è avvenuta nella stagione '98-'99 quando CAMMARATA e GUIDONI regolarono le ambizioni dei locali ma in questo campionato al 'Rigamonti' i ragazzi di CALORI non hanno reso al massimo cogliendo la posta piena solo in 7 delle 17 partite disputate fra le mura amiche e perdendo in 6 occasioni (l'ultima il 10 Marzo contro il PADOVA)...

QUI BRESCIA
Con il gioco impostato da mister CALORI e le invenzioni del poderoso brasiliano JONATHAS dotato di fisico (80 kg distribuiti su 190cm di altezza) le rondinelle hanno risalito via via la china dopo un inizio certamente non entusiasmante e, dopo aver pareggiato a Reggio Calabria una partita che vincevano fino al 90°, i lombardi si trovano ora all'ottavo posto a soli 2 punti dal sesto e con una voglia mmensa di battere l'HELLAS agganciando definitivamente il treno playoff.
Squalificato capitan ZAMBELLI, si è completamente rimesso dall'influenza che l'aveva colpito nei giorni scorsi MARTINEZ.
Rosa di gran qualità quella messa a disposizione dal presidente CORIONI con gente del calibro di BUDEL e SALAMON in mediana ed in attacco, oltre a JONATHAS, PIOVACCARI e FOTI.
Tra gli ex il giovane portiere CAROPPO e MARTINA RINI (20 presenze fino ad oggi) mentre Fabrizio PAGHERA, dopo 7 presenze in Serie B, è stato mandato al LANCIANO in Lega Pro...
In campo anche il figlio classe '88 di mister MANDORLINI Matteo?

QUI VERONA
Tengono in ansia le condizioni di HALLFREDSSON uscito per infortunio Venerdì contro il CITTADELLA ed oggi ancora a regime differenziato (come RUSSO che contro i granata l'ha sostituito): è chiaro che la perdita dell'islandese per l'impegno al 'Rigamonti' sarebbe un grave handicap con tutto il rispetto per i vari GALLI e DONINELLI che potrebbero sostituirlo.
Non in perfette condizioni fisiche anche ESPOSITO a riposo precauzionale a causa di un trauma contusivo al polpaccio insomma centrocampo in emergenza... [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]




Sintesi di Verona 1-0 Brescia

DICONO
Matteo MANDORLINI centrocampista del BRESCIA e figlio del tecnico scaligero 'Col VERONA partita chiave...' «Non è solo l’aspetto personale che conta. Questa sfida la sentono tanto anche i nostri tifosi e noi vogliamo fare bene, anche perchè nelle ultime quattro gare abbiamo raccolto meno di quanto seminato. Potrebbe essere davvero il momento chiave della nostro campionato anche se non sarà del tutto decisiva, dato che mancheranno ancora altri otto di incontri alla fine della stagione regolare» SerieBNews.com

Mister MANDORLINI 'contro' suo figlio «Sarà un match impegnativo, è una partita molto sentita e sarebbe bello portare a casa i tre punti. Si affrontano due squadre che stanno molto bene, loro hanno avuto una continuità di risultati molto importante. Penso che per entrambe le compagini non sarà facile avere la meglio sull’altra. Anche all’andata penso che giocassero bene a calcio e che riuscissero a creare situazioni di gioco importanti. Con il cambio di allenatore hanno iniziato a vincere subito, e questo è sicuramente molto importante dal punto di vista della consapevolezza. Abbiamo alcuni giocatori con qualche problemino fisico, però sarà importante affrontare la gara con il giusto approccio dal punto di vista mentale. Ci teniamo a fare una buona prestazione».
La 34a di campionato sarà anche sfida in famiglia con il figlio Matteo. «Sono contento che abbia recuperato dall’infortunio, lui è un giocatore di grande temperamento, che dà sempre tutto. Forse a volte è un po’ troppo irruento, non tira mai indietro la gamba e magari questo lo ha portato in passato ad avere qualche problemino fisico. Ma in fondo questi sono i giocatori che piacciono a me. Spero che incontrarlo possa portarmi fortuna come all’andata» HellasVerona.it

MARECO il 'grande' ex «Quella di venerdì sarà una partita particolare, effettivamente. Lo sarà per me, poiché sono un ex con dieci anni trascorsi a Brescia dove ho conosciuto tanti amici, costruendo anche una famiglia. Ma lo sarà pure per tutti i miei compagni, perché un impegno così viene sempre vissuto con un contorno di attesa spasmodica. I sentimenti, per quanto belli, rimarranno fuori dal campo. Penso soltanto all’Hellas, a fare punti con questa squadra, per coronare un sogno che culliamo da settimane. Questa formazione sta attraversando un buon momento e sono certo possa fare grandi cose. Come? Rimanendo concentrata sempre, lottando su ogni pallone, per 90 minuti e più».
Le idee sono chiare, così come è chiaro che gli scaligeri dovranno lavorare con massima dedizione per una sfida che si preannuncia delicata. «Lo sarà, come ogni big match che si rispetti. La gara vinta contro i lombardi nel girone d’andata coincise con l’inizio della nostra cavalcata. Anche i nostri avversari di venerdì, rispetto alla gara giocata al "Bentegodi", sono cambiati parecchio. Ora gli uomini di Calori lottano per un posto nei play-off e dovremo esserebravi e caparbi nell’imporre il nostro gioco».
Magari con un gol proprio di Mareco? «Sarebbe un sogno, ma in quel caso, per rispetto nei confronti della mia vecchia maglia, non esulterei» HellasVerona.it

CALORI tecnico delle 'Rondinelle' «Contro la REGGINA sono stati due punti persi. Abbiamo sprecato una ghiotta occasione ma non posso rimproverare molto ai miei ragazzi. Sotto alcuni aspetti dobbiamo sicuramente migliorare, queste partite bisogna chiuderle. Se c'è una legge nel mondo del calcio è che se fallisci tante occasioni per chiudere la gara, prima o poi gli avversari ti puniscono» BresciaToday.it

Il fantasista JONATHAS, artefice della rinascita bresciana dopo un inizio di campionato stentato, suona la carica: «Sotto con il Verona! Dobbiamo fare tesoro degli errori di lunedì sera, ora abbiamo pochi giorni prima della gara del Rigamonti. Vogliamo fare bene, per noi e per i tifosi» BresciaToday.it

Marino MAGRIN, centrocampista nel VERONA per tre stagioni dall'89 al 92 (85 presenze, 4 gol), 'Spero nella promozione diretta degli scaligeri': «Penso che tutto sommato all'inizio solo i tifosi si aspettavano questo exploit da parte della compagine veneta. Credo che sia una piazza che ha bisogno di calcio e sono contento che stai lottando per vincere. Spero proprio che non vada nei playoff ma che approdi direttamente in serie A insieme al Torino, in quanto entrambe sono squadre blasonate. Sono dell'idea che l'Hellas Verona abbia una grande curva e un notevole seguito di supporters, attaccatissimi ai colori della maglia».
Sono diversi i giocatori di qualità schierati da Mandorlini. «Penso che sia un bene che un team possa far giocare calciatori giovani talentuosi, come i classe '91 Jorginho e Tachtsidis, che sanno esprimere un bel gioco e ottimi gesti tecnici. Sono sicuro che questi possono approdare in club di livello».
Si vocifera un interessamento del Genoa per Hallfredsson. «L'islandese ha già conosciuto la serie A con la casacca della Reggina e credo che abbia dimostrato durante questa stagione di meritare la massima serie, in quanto ha tutti i requisiti tecnici per poterci giocare» TuttoB.com

Paolo VANOLI, ex terzino dell'HELLAS ora allenatore, sulla prossima gara a Brescia: «Non credo sia una partita da non sbagliare: in un campionato con risultati così sorprendenti, come l'ultimo turno ci ha dimostrato, potrà ancora succedere di tutto. Ma sarà comunque importante: potrebbe dare più consapevolezza ad una squadra che sta rincorrendo un sogno».
Il Verona può contare non su undici, ma bensì su ventiquattro giocatori.... Quanto è importante? «E' fondamentale. Questo l'ho sempre pensato e sostenuto sin dall'inizio del campionato. Il segreto di questa ricetta sono soprattutto i giovani: avere gente come Tachtsidis, Jorginho e Lepiller, tutti titolari, sta a significare che le riserve sono altrettanto forti e all'altezza di questi talenti».
B>Quali sono gli ostacoli che il Verona potrà incontrare sul suo cammino? «Non credo ce ne siano. L'annata è, finora, spettacolare, e qualora si dovessero centrare i play-off non ci dovrà essere alcun tipo di pressione. Ricordiamo che questa squadra è partita con l'obiettivo della salvezza. L'Hellas ha dimostrato quanto è importante e appagante una progettazione mirata» TuttoB.com

Maurizio SETTI, vicepresidente del BOLOGNA, ammette contatti con MARTINELLI 'Ci siamo sentiti e ci risentiremo...' «Il Verona è una delle società che sono sul mercato e ci si dà un'occhiata. Non si è fatto ancora nulla di concreto, se non un interesse che si sta valutando...»
Cosa la convince di Verona per questi sondaggi? «Sicuramente per uno che abita più o meno da queste parti è più semplice far calcio in una piazza dove c'è tanta fame di calcio e dove il pubblico è sensazionale. Credo che la cosa principale sia una piazza che abbia la possibilità di voler far le cose bene e Verona ha tutti i requisiti».
Da parte sua c'è stato già qualche contatto con il patron scaligero? «Si, ci siam sentiti un paio di volte. Ci saranno modi e tempi per valutare il tutto. Ora bisogna pensare al calcio giocato, faremo con calma le cose a cui stiamo pensando» TuttoB.com

GOMEZ TALEB 'Proseguire su questa strada...' «Tutta la squadra sta bene. Io cavalco questo momento, consapevole del fatto che lavorando riesco a segnare reti utili anche per i miei compagni. Speravo di arrivare in doppia cifra, e questo è un sogno che si realizza. Sono contento per quanto fatto fino ad ora, speriamo di continuare su questa strada. Cos'è cambiato rispetto a prima? Niente. Continuo a giocare largo; le occasioni le ho sempre avute in questa posizione, ma non capitalizzavo. Ora sto approfittando del periodo positivo, stiamo giocando tutti alla grande. Ferrari, per il lavoro che svolge, merita il gol. Complimenti a Berrettoni e Pugliese, bravi a farsi trovare pronti. Questa è la nostra forza: chi entra fa sempre bene. Andiamo in campo per dare sempre il massimo. Ciò che vogliamo fare è continuare a vincere» TuttoB.com

Verona 1-0 Brescia il bellissimo gol di PICHLMANN...Verona 1-0 Brescia le immagini della gara...

ALTRE NEWS IN ALLEGATO
BRESCIA-VERONA, per assistere alla gara il comune di Brescia mette a disposizione bus-navetta gratuiti per i tifosi ospiti: è stato organizzato, in accordo con il settore trasporti del Comune di Brescia un servizio gratuito di autobus navetta riservato ai tifosi ospiti. Tale servizio, che inizierà alle ore 14, garantirà il trasporto verso lo stadio dei tifosi ospiti che, utilizzando mezzi propri o pullman, uscendo dal casello autostradale di Brescia Ovest, potranno usufruire, per loro comodità, del parcheggio sito presso l’Ortomercato di Brescia, ubicato sulla tangenziale Ovest. Analogo servizio di navetta gratuito verrà garantito a coloro che intenderanno arrivare a Brescia in treno presso la Stazione delle FFSS. Al termine dell’incontro, sarà garantito lo stesso servizio per il trasporto dei tifosi sia verso il parcheggio dell’Ortomercato che verso la Stazione Ferroviaria
ELEZIONI A VERONA & MONDO ULTRAS, (più o meno) tutti i politici cercano il consenso della curva e si vocifera che l'ex poliziotto Malfatti sia stato fatto ritirare dai sostenitori al candidato PDL apposta per non scatenare le ire di (alcuni) tifosi...
Io conservo la mia idea: la politica non può far altro che male ad un calcio che è già molto bravo a farsi male da solo, per cui i due mondi dovrebbero rimanere rigorosamente separati!
Capisco però che sia 'comodo' cavalcare la tigre...
TIFOSO ALPINISTA vuole scalare il monte Lhotze che si trova in Nepal ed è alto 8.516 metri! Se riuscirà nell'impresa pianterà sulla cima la bandiera dell'HELLAS...
'VERONA COL CUORE': Presentata l'iniziativa di azionariato popolare 'benedetta' dal patròn MARTINELLI che rivela 'Quello presentato oggi è un passo storico, ora staremo a vedere i risultati. Per me è una grande soddisfazione dare la possibilità a tutti i veronesi di far parte di questo progetto, unico e primo in Italia. In futuro potrebbe essere un aiuto alla società, che negli ultimi quattro anni ha dovuto far fronte a perdite considerevoli'...
INNI FASCISTI, 4 TIFOSI SCALIGERI DENUNCIATI: Inni al duce e canti del ventennio allo stadio di Livorno in occasione della gara contro l'HELLAS il 3 Dicembre scorso, la digos veronese li ha denunciati dopo aver visionato filmati e fotografie. Sono in quattro e hanno un'età compresa fra i 19 ed i 41 anni...
GIOIELLINI GIALLOBLÙ CRESCONO... E la società scaligera li 'blinda' giustamente: Fabio ALBA, 16enne attaccante promessa del vivaio dell'HELLAS firma un triennale.

Jogadores do Coritiba comemoram gol com beijo acidental na bocaHassan Hissein lobs his own keeperBARI LECCE 0-2 AUTOGOAL MASIELLO

IN BREVE A PIÉ PAGINA
RECORD 'IMPOSSIBILI': Cestista libanese segna 113 punti da solo in una partita finita 173 a 141!
MOTOGP: Domenica parte il campionato, ROSSI e la DUCATI ancora insieme ma c'è da migliorare (e dalle parole di Valentino nemmeno poco sembrerebbe...)
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VITA DA EX: Gigi APOLLONI, difensore centrale a fine carriera nell'HELLAS da 1999 al 2001 (51 presenze 1 gol), nuovo allenatore del GUBBIO, mentre in Serie A sulla panchina del GENOA torna 'Sandokan' MALESANI...
SERIE A: Brutto scivolone interno della FIORENTINA contro il CEO e ora i viola rischiano la retrocessione... I tifosi contestano!

FIBA Asia Player Scores 113 Pointskansas kentuckyJayhawk Nick Collison Tops the Top Five

RASSEGNA STAMPA
VERSO IL BIG MATCH
gio 05 apr 2012, ore 10.25
Brescia-Verona, bus navetta gratuiti per i tifosi ospiti

La Questura di Brescia, rende noto che in occasione dell’incontro di calcio del Campionato di serie B “Brescia Vs Verona” che si svolgerà allo stadio Rigamonti alle 17 di venerdi 6 aprile 2012, è stato organizzato, in accordo con il settore trasporti del Comune di Brescia un servizio gratuito di autobus navetta riservato ai tifosi ospiti. Tale servizio, che inizierà alle ore 14, garantirà il trasporto verso lo stadio dei tifosi ospiti che, utilizzando mezzi propri o pullman, uscendo dal casello autostradale di Brescia Ovest, potranno usufruire, per loro comodità, del parcheggio sito presso l’Ortomercato di Brescia, ubicato sulla tangenziale Ovest. Analogo servizio di navetta gratuito verrà garantito a coloro che intenderanno arrivare a Brescia in treno presso la Stazione delle FFSS. Al termine dell’incontro, sarà garantito lo stesso servizio per il trasporto dei tifosi sia verso il parcheggio dell’Ortomercato che verso la Stazione Ferroviaria.
Fonte: Comunicato stampa

FONTE: BSNews.it.it


POLITICA & PALAZZO | di Gianni Ballarini | 4 aprile 2012
Elezioni a Verona, tutti cercano il consenso degli ultras. Dietrofront del poliziotto
Fernando Malfatti ha avuto per anni il compito di coordinare le forze di polizia allo stadio, in particolare in occasione dei match casalinghi dell’Hellas. E così, quando il suo nome è comparso tra i possibili sostenitori del candidato di Pdl e Terzo Polo scatenando le ire dei tifosi, ha preferito ritirarsi. Perché all’ombra dell’Arena, il mondo politico continua a suonare le fanfare ai ragazzi delle “Brigate gialloblù” La curva dell'Hellas Verona La campagna elettorale veronese sbanda in Curva. Quella Sud, dello stadio Bentegodi. In una città come Verona, i tifosi sono un bacino elettorale importante. Soprattutto ora che la squadra è carambolata nelle parti nobili della serie B.

Può succedere, allora, che un candidato inviso alla tifoseria decida di prendersi una vacanza dai suoi propositi. È quello che insegna la vicenda che vede protagonista Fernando Malfatti, dirigente in pensione della Questura scaligera. Un volto molto noto alle cronache locali. Non c’era un arresto di qualche spacciatore o il fermo di un ladro dove non compariva sui media locali il volto di questo poliziotto. Ha avuto per anni, poi, il compito di coordinare le forze di polizia allo stadio, in particolare in occasione dei match casalinghi dell’Hellas Verona. Pomeriggi, talvolta, violenti. Con cariche e scene di guerriglia urbana.

Per questo quel nome, appena è uscita la notizia che Malfatti poteva finire nella lista civica di Luigi Castelletti (candidato di quel che rimane del Pdl e del Terzo Polo) ha scatenato i commenti sui social media. Spesso negativi. Spaventando i maggiorenti berlusconiani e centristi. E inducendo Malfatti al classico passo indietro.

Perché all’ombra dell’Arena, il mondo politico continua a suonare le fanfare a questi ragazzotti delle “Brigate gialloblù”, nonostante non abbiano mai smesso di vestire i panni degli xenofobi e dei “reducisti”. È di pochi giorni fa la notizia di altri 4 presunti tifosi, età compresa tra i 19 e 41 anni, identificati e denunciati dalla Digos scaligera per aver compiuto manifestazioni riconducibili al fascismo. Prima dell’incontro con il Livorno, al “Picchi”, avevano inneggiato al duce e cantato inni fascisti. Era il 3 dicembre 2011.

Mai come quest’anno, poi, la società scaligera è stata vessata da multe comminate per gli ululati dei tifosi ai giocatori di colore o per atteggiamenti violenti, tipo i due razzi lanciati agli “odiati” vicentini nel recente derby giocato a Verona.

Ma sbaglia chi, tra gli 8 candidati-sindaco avversari del leghista Flavio Tosi, pensa di poter pescare consensi tra i tifosi dell’Hellas. Lì il monopolio dei voti ce l’ha il delfino di Maroni.

Tosi accarezza da sempre gli umori della Curva, avendola frequentata da quando aveva i calzoni corti. E la sua campagna elettorale tra i colori gialloblù è iniziata già la scorsa estate quando ha messo a disposizione del Verona calcio le casse della municipalizzata del gas e dell’energia (Agsm), diventata sponsor dell’Hellas con un contratto biennale da 700 mila euro (350 mila a stagione). Scatenando polemiche in città, ma di breve durata. Nessuno, oggi, contesta o ricorda più il fatto che il presidente di Agsm, Paolo Paternoster, è anche segretario della Lega Nord provinciale, oltre che fedelissimo tosiano. I dirigenti del ChievoVerona, che avevano osato lamentarsi, sono stati zittiti dal clan del sindaco: «E’ un’operazione di marketing. Agsm deve stare sul mercato e fronteggiare la concorrenza».

A Verona, poi, è pericoloso criticare il primo cittadino. L’amministrazione Tosi soffre, infatti, di quella che il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante ha definito “querelatio precoce”. Chi ha tenuto i conti parla di oltre 45 denunce in 4 anni partite contro avversari. Anche della sua stessa maggioranza. La vittima prediletta, infatti, è il consigliere comunale (oltre che regionale) dell’Udc Stefano Valdegamberi. L’ultima querela annunciata da Tosi è di solo pochi giorni fa: Valdegamberi aveva presentato in Regione un’interrogazione in cui chiedeva conto di alcune assunzioni all’aeroporto “Valerio Catullo” a «targa leghista». Con promozioni di uomini vicini a Tosi. Apriti cielo. Il sindaco più presenzialista della storia della città ha subito dato mandato ai legali del Comune di portare in Tribunale il consigliere. «Sono solo bassezze», la risposta tosiana.

Intanto oggi sono state presentate in Tribunale le 25 liste che sostengono i 9 candidati alle elezioni comunali del 6-7 maggio prossimi. Oltre a Tosi e a Castelletti, gli altri aspiranti primi cittadini sono Michele Bertucco per centrosinistra, Giuliomaria Turco e Patrizia Badii con due diverse liste avente lo stesso simbolo di Veneto Stato; Luca Castellini, sostenuto da Forza Nuova e Identità scaligera; Gianni Benciolini, candidato del Movimento 5 stelle; Nello Alessio per La Destra e Ibrahima Barry candidato del Partito alternativa comunista.

Quest’ultimo rappresenta un’importante novità nel panorama elettorale scaligero. Quarantanove anni, operaio, nato in Guinea ma in Italia dal 1989, Barry sfiderà gli altri 8 competitori con una lista che propone come consiglieri anche due immigrati dal Bangladesh e uno dal Senegal.

FONTE: IlFattoQuotidiano.it


NEWS
Verona, 19:45
CALCIO, VERONA: SCATTA AZIONARIATO POPOLARE
Per sostenere l'Hellas Verona, impegnato nella lotta per la promozione in Serie A, è nata l'associazione 'Verona col Cuore', con l'obiettivo di coinvolgere un bacino di 10mila tifosi gialloblù in un'iniziativa di azionariato popolare: "Quello presentato oggi - ha detto in conferenza stampa Giovanni Martinelli, presidente dell'Hellas Verona - è un passo storico, ora staremo a vedere i risultati. Per me è una grande soddisfazione dare la possibilità a tutti i veronesi di far parte di questo progetto, unico e primo in Italia. In futuro potrebbe essere un aiuto alla società, che negli ultimi quattro anni ha dovuto far fronte a perdite considerevoli".

FONTE: Repubblica.it


Brescia-Verona, le formazioni. Senza Zambelli ma con nuova fiducia
Il Varese stende il Pescara nell'anticipo, alle 17 il Brescia in campo con il Verona per una vera sfida di vertice. Senza Zambelli non è da escludere l'ipotesi di Mandorlini, così come l'esperimento Martinez

di Alessandro Gatta 06/04/2012
Sarà una bella partita, non possiamo augurarci altro. Soprattutto dopo le brutte voci sulle tifoserie, tanto che la gara è stata anticipata alle 17, soprattutto dopo la vittoria del Varese sul Pescara, che un po' complica le cose ma forse è meglio così. "La posta in palio è alta - ha detto mister Calori - Fare bene significa proseguire il percorso che abbiamo cominciato". E se non bastasse ci sono tante storie che si intrecciano, Mandorlini papà e Mandorlini figlio, i tifosi che certo non si amano, Victor Hugo Mareco che torna al Rigamonti.

QUI BRESCIA - Non ci sarà Zambelli, purtroppo. Senza il capitano si corre ai ripari, e le ipotesi papabili sono soltanto due: Mandorlini o Martinez. Non è da escludere lo schieramento del Tuma dal primo minuto, con la possibilità dell'ingresso del giovane Matteo se le cose non dovessero andare. Ma c'è il papà dall'altra parte, e lui vorrà bene per forza. Altri problemi non dovrebbero esserci, 22 convocati e i titolari già decisi. Rossi, Vass e Salamon in mezzo al campo, El Kaddouri e Jonathas là davanti. Speriamo bene.

QUI VERONA - Il vikingo Hallfredsson non ce la può fare, e Mandorlini senior cammina da ieri mattina per trovare una soluzione adeguata. Perché anche il buon Russo è ancora zoppicante, e se salta lui salta un po' tutto. Ci sarà Tachtsidis, potrebbe esserci Esposito, non mancheranno Berrettoni e Jorginho. Non sarà una partita facile, nemmeno per loro, e ogni carta giocata potrebbe essere quella giusta, o quella sbagliata. In ogni caso attenti a Gomez, miglior marcatore dei gialloblu, e a Ferrari, altra punta se non di diamante comunque dal discreto valore.

Probabili formazioni
BRESCIA: Arcari, Mandorlini, De Maio, Caldirola, Martinez, Daprelà, Salamon, Vass, Rossi, El Kaddouri, Jonathas
VERONA: Rafael, Abbate, Mareco, Maietta, Pugliese, Russo, Tachtsidis, Esposito, Jorginho, Ferrari, Gomez

Dopo la Reggina anche il Verona: «Senza un attimo di respiro»
Ancora un po' di amarezza in casa biancoblu dopo il pareggio in extremis nella trasferta di lunedì sera. Di tempo per riflettere ce n'è proprio poco, venerdì pomeriggio al Rigamonti arriva il Verona: "Vogliamo fare bene"

di Redazione 04/04/2012
Che ci serva da lezione. Lo ha detto e lo ha ripetuto capitan Zambelli, forse ancora amareggiato per il pari di Reggio, di certo abbastanza lucido per una giusta analisi. Partita buttata, o quasi; tre punti in tasca fino all'ultimo, l'occasione di chiudere il match e i rimpianti del post partita. "Sono due punti persi - ammette anche mister Calori - Abbiamo sprecato una ghiotta occasione ma non posso rimproverare molto ai miei ragazzi. Sotto alcuni aspetti dobbiamo sicuramente migliorare, queste partite bisogna chiuderle. Se c'è una legge nel mondo del calcio è che se fallisci tante occasioni per chiudere la gara, prima o poi gli avversari ti puniscono".

Forse cominciamo ad avere troppe pretese, visto come si erano messe le cose solo una ventina di partite fa. Ma la classifica parla chiaro, anzi chiarissimo, e i playoff distano solo due punti, e il Padova non è poi quella corazzata, e anche là davanti in molti perdono colpi. Forse questa Serie B non è così impossibile, anche la Reggina ha dimostrato degli evidenti limiti. Quindi si può vincere con il Verona (venerdì ore 17 stadio Rigamonti) e magari provare ad espugnare la Genova doriana.

"Sotto con il Verona! - ha detto Jonathas - Dobbiamo fare tesoro degli errori di lunedì sera, ora abbiamo pochi giorni prima della gara del Rigamonti. Vogliamo fare bene, per noi e per i tifosi".

FONTE: BresciaToday.it


MATCH VENERDÌ ALLE 17
Brescia-Verona, tutte le news sui biglietti
ORE: 10:07 | MERCOLEDÌ, 4 APRILE 2012
Archiviato il pareggio a Reggio Calabria, il Brescia pensa già alla gara con il Verona di venerdì.
La squadra, che martedì ha preso un aereo all'ora di pranzo su Milano da Reggio Calabria, si è allenata nel pomeriggio al San Filippo: lavoro più leggero per chi è sceso in campo al Granillo, più intenso per gli altri compreso Martinez, che messosi alle spalle l'attacco influenzale si è aggregato al gruppo. Gruppo che mercoledì pomeriggio a partire dalle 17 si allenerà sul campo dell'hotel Touring a Coccaglio.

Come previsto il giudice sportivo ha fermato per una giornata Zambelli: il capitano quindi salterà il derby con il Verona, in programma venerdì alle 17 al Rigamonti. Proprio per questa partita è massima l'attenzione dal punto di vista dell'ordine pubblico: sono attesi circa 2.500 tifosi del Verona e anche per questo verrà ampliato l'attuale settore ospiti in curva sud.

Il Brescia Calcio intanto comunica che sono disponibili nei punti vendita del circuito Index della sola provincia di Brescia i biglietti per il match con gli scaligeri (i biglietti del settore ospiti sono disponibili esclusivamente nei punti vendita del Veneto). Solamente per la giornata di oggi, mercoledì 4 aprile, dalle ore 15.30 alle ore 17 non sarà possibile acquistare i biglietti per la partita a causa di un aggiornamento del sistema operativo che sarà fatto a livello nazionale dalla Polizia di Stato.

Il GOS per la partita di venerdì ha disposto le seguenti limitazioni:
- Acquisto di un solo tagliando per persona;
- Incedibilità del tagliando;
- Sospensione del Progetto “Porta un Amico allo Stadio”;
- Vendita dei biglietti dei settori diverso da quello ospite ai soli residenti nella provincia di Brescia (fatto salvo possessori Tessera del Tifoso rilasciata in maniera conforme alle normative Ministeriali).

FONTE: GiornaleDiBrescia.it


ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona: Via all'azionariato popolare
17:49 del 02 aprile
Sono partite oggi le adesioni effettive a 'Verona col cuore'. Un progetto che ha preso il via mesi fa, però mai realizzatosi concretamente. Ma ora l'azionariato popolare può entrare nel vivo. I tifosi gialloblù che hanno già aderito sono stati oltre duemila: ora che è aperta la campagna per l'adesione effettiva si punta a collaborare con la società Hellas Verona. Per favorire non solo l'incremento del capitale sociale, ma anche la crescita economica, sociale e sportiva del club di Martinelli.
A.A.

FONTE: CalcioMercato.com


SERIE B
Verona, parte il progetto di azionariato popolare
02.04.2012 19.48 di Stefano Sica
Si chiama "Verona col Cuore" ed è il progetto di azionariato popolare che dovrà dare nei prossimi mesi un nuovo impulso al progetto gialloblù. All'iniziativa hanno aderito finora duemila tifosi, ma si pensa di coinvolgere almeno 10mila appassionati. Sarà quindi possibile creare una rappresentanza di tifosi che partecipino direttamente alla vita del club, controllandone il capitale sociale e favorendo la sua crescita sociale e sportiva. "Quello presentato oggi è un passo storico, ora vedremo i risultati - ha rimarcato il presidente del Verona, Giovanni Martinelli -. Per me è una grande soddisfazione dare la possibilità a tutti i veronesi di far parte di questo progetto, unico e primo in Italia".

SERIE B
UFFICIALE: Verona, il baby Alba firma un triennale
02.04.2012 10.38 di Matteo Bursi
Fonte: hellasverona.it
Baby rinnovo in casa Verona. Poco prima del fischio d'inizio dell'anticipo di Serie B tra Hellas Verona e Cittadella Fabio Alba (16) ha siglato, presso la sede sociale di Via Torricelli, il contratto che lo lega al club scaligero per i prossimi tre anni. "Per la società si tratta di un grande segnale", commenta il responsabile del settore giovanile Stefano Ghisleni. "E' una conferma degli obiettivi indicati in prima persona dal presidente Martinelli: valorizzare ragazzi da poter portare in prima squadra. Siamo contenti del buon rapporto esistente con mister Mandorlini, che ha sempre un grande interesse per i giovani, nonostante ora non ci siano i presupposti per far esordire un atleta del vivaio".

Grandissima soddisfazione ed un briciolo di stupore per l'attaccante della Primavera: "Inizialmente stentavo a crederci, ma ora che me ne rendo conto sono davvero felice. Credi sua un punto di partenza per coronare un giorno il mio sogno, magari in gialloblù. Continuerò ad impegnarmi al massimo sia in allenamento che in partita", conclude dedicando questo primo traguardo alla famiglia ed a quanti gli sono vicini.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


PRIMO PIANO
Hellas Verona, la prima di nove finali
06.04.2012 09:00 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
“Questa sfida sarà come una finale”. Quante volte abbiamo sentito un allenatore pronunciare questa frase? Nel mondo del calcio è uno dei luoghi comuni più usati per commentare sfide di alto profilo. Brescia-Verona è una di queste e, mai come in questo caso, la frase in questione può essere più azzeccata. Già, perché il Verona da qui alla fine del campionato affronterà nove sfide, nove possibilità per tenere distante il Pescara e possibilmente staccarsi dal Sassuolo, al momento avanti per la classifica avulsa. Nove finali quindi che la compagine scaligera dovrà affrontare con la stessa cattiveria e lo stesso cinismo che l’hanno portata al secondo posto in classifica a solo tre punti dalla capolista.

Attenzione alle rondinelle. Affrontare il Brescia ora è più che mai difficile. Dall’arrivo di Calori la formazione lombarda è risorta ed ha totalizzato 31 punti in solo 14 partite; la difesa è da record, solo 5 gol subiti (tutti nelle ultime 4 sfide), ed al Rigamonti ha perso solo con il Padova lo scorso 10 marzo. Una marcia incredibile che ha portato la squadra lombarda da una pericolosissima posizione in classifica ad un passo dalla zona play off.

Fattore Juanito. Per uscire vittoriosi da questa importante sfida i gialloblù dovranno affidarsi all’uomo più in forma della compagine di Mandorlini: Juanito Gomez. L’attaccante argentino è letteralmente esploso negli ultimi incontri e ha raggiunto la doppia cifra in gol realizzati, cosa che non succedeva dalla stagione 2005-2006 con le 15 reti di Adailton. In quest’ultimo spezzone di campionato ci sarà bisogno soprattutto di lui, bomber ritrovato che l’Hellas non vuole farsi scappare.

PRIMO PIANO
34^ giornata, le probabili formazioni
06.04.2012 00:13 di Federico Errante
Fonte: sport.notizie.it
Brescia-Verona (ore 17).
Brescia: Arcari; Martinez, De Maio, Caldirola; M. Mandorlini, Martina Rini, Salamon, Vass, Daprelà; El Kaddouri; Jonathas. All.: A. Calori. Indisponibili: Accardi, Budel. Squalificati: Zambelli.

Verona: Rafael; Abbate, Mareco, Maietta, Pugliese; Galli, Tachtsidis, Jorginho; Gomez, N. Ferrari, Lepiller. All.: A. Mandorlini. Indisponibili: Nicolas, Esposito, Hallfredsson, Russo. Squalificati: nessuno.

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PRIMO PIANO
34^ giornata, scommettiamo che...?
06.04.2012 10:15 di Federico Errante
Fonte: tuttonocerina
Brescia – Verona: Il Brescia ha più bisogno di questi 3 punti rispetto al Verona, vincere significherebbe dare una sostanziale accelerata per raggiungere la zona play-off che attualmente è proprio occupata dal Verona, le rondinelle non possono permettersi passi falsi. Una sconfitta potrebbe significare rinunciare in maniera definitiva ai play-off. 1X doppia chance

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PRIMO PIANO
TOTOB: la Schedina di...
05.04.2012 00:01 di Mattia Vavassori
In occasione del consueto appuntamento con la rubrica TOTOB, la redazione di TuttoB.com gioca in attacco ed invita come ospite FAUSTO ROSSINI, ex centravanti, tra le altre, di Atalanta, Sampdoria e Livorno.

PESCARA-VARESE – Amo molto il gioco di Zeman e credo che il suo team sia favorito in questo incontro. 1

BRESCIA-HELLAS VERONA – I lombardi devono restare agganciati alle zone alte della classifica, anche se i ragazzi di mister Mandorlini giocano bene. X

VICENZA-JUVE STABIA – Sono fiducioso delle potenzialità dei campani e delle capacità del loro attaccante Danilevicius. 2

ASCOLI-ALBINOLEFFE – Spero molto che i bergamaschi si possano risollevare dopo un periodo di difficoltà. 2

BARI-GROSSETO – Qui sono di parte in quanto Grosseto è la mia città natale, quindi pronostico il successo degli ospiti. 2

CITTADELLA-GUBBIO – Di solito le compagini allenate da Foscarini sono offensive e auspico possa andare in rete la punta Maah. 1

CROTONE-SAMPDORIA – I blucerchiati si sono ripresi, hanno svolto un buon mercato di riparazione e puntano a tornare nella categoria che le spetta. 2

LIVORNO-PADOVA – I ragazzi di mister Madonna tra le mura amiche non si comportano positivamente. 2

NOCERINA-EMPOLI – I toscani hanno un buon organico sulla carta e due attaccanti validi come Tavano e Maccarone. 2

SASSUOLO-MODENA – E' un vero derby. Sono dell'idea che vincerà il Sassuolo in quanto è più squadra. 1

TORINO-REGGINA – I padroni di casa sono superiori a tutte le altre in cadetteria. 1

PRIMO PIANO
Brescia, la lotta è aperta
04.04.2012 20:45 di Federico Errante
Fonte: bresciaoggi
Il Brescia raggiunge i 50 punti, la quota che chiude la salvezza in cassaforte, ma per festeggiare non resta che l'amaro. Allo scoccar del 90', lunedì sera contro la Reggina, i biancazzurri erano sesti a pari merito con il Varese, in piena zona play-off, e di nuovo davanti alla Sampdoria. La rete di Bonazzoli ricaccia il Brescia a 2 punti dagli spareggi-promozione. Non c'è tempo per piangere e sospirare. Venerdì arriva il Verona, la madre di tutte le partite per i tifosi della Leonessa, da vincere a tutti i costi. Per l'onore, per l'orgoglio, per la maglia.

CONTRO IL VERONA bisogna vincere anche per motivi più pratici. A 9 giornate dalla conclusione tutto è ancora possibile, tanto più che il quinto posto è a 3 lunghezze (4, se si considera la doppia sconfitta negli scontri diretti con il Padova). Ma il Brescia, per avere chances di potersi giocare le sue possibilità fino al 9 giugno, giorno della finale di ritorno dei play-off, deve tornare quello che è stato fino alla trasferta di Gubbio (5 marzo): impenetrabile in difesa, micidiale all'attacco.
Nelle ultime due trasferte non lo è stato affatto. Sia a Pescara che a Reggio Calabria si è fatto raggiungere dopo essere andato in vantaggio e al «Granillo» c'è l'aggravante della superiorità numerica dal 37' del primo tempo per l'espulsione di Emerson.
La difesa, capace di restare imbattuta per 10 gare di fila, da 4 partite prende gol: 2 con il Padova, uno contro Pescara, Grosseto e Reggina. E l'attacco, limitandoci alle ultime due gare esterne, ha una quantità infinita di occasioni ma ne capitalizza solo l'indispensabile per garantirsi un pareggio.

LA CAMPAGNA di mercato di gennaio ha aumentato il numero di alternative in attacco per Calori, ma finora l'unico davvero affidabile sottoporta è Jonathas. A Pescara non c'era per colpa dell'emicrania e si è visto. Contro la Reggina ha colpito alla prima palla giocabile, poi però mai ha avuto la possibilità di concludere da posizione favorevole. Nel finale s'è inventato un siluro dalla distanza, che ha chiamato il portiere amaranto Belardi a un volo plastico.
A Pescara come a Reggio le occasioni sono capitate sui piedi di El Kaddouri, di Piovaccari e lunedì sera anche di Rossi, così felice nella mira con il Grosseto (doppietta) tanto sprecone al «Granillo». Si tratta senza dubbio di 4 punti gettati al vento, ma è inutile iniziare discorsi sui «se» e sui «ma». Due gare esterne che si potevano e, soprattutto a Reggio Calabria, si dovevano vincere, si sono tramutate in due pareggi poco digeribili.
Il motivo maggiore di rammarico sta nelle troppe occasioni sciupate, nel ritorno a quella mancanza di freddezza che aveva condraddistinto il Brescia pre-Calori.
I biancazzurri ora affrontano un Verona lanciatissimo, secondo in classifica a pari merito con il Sassuolo, ritemprato da 3 giorni di riposo in più (i gialloblù hanno giocato venerdì sera con il Cittadella), mentre l'allenatore biancazzurro dovrà sostituire l'unico non sostituibile, Zambelli, che ammonito al «Granillo», è stato squalificato per una giornata. I candidati a prendere il posto del capitano sono Martina Rini e in Mandorlini.

MA SI CERCANO anche alternative a Jonathas nel tabellino dei marcatori. Il brasliano deve continuare con questa media realizzativa di 0,56 partita (25 presenze, 14 reti). Sono gli altri che si devono svegliare e diventare implacabili: El Kaddouri, che comunque ha già segnato 7 volte; Rossi, che dopo la doppietta al Grosseto lunedì sera si è impappinato per due volte a pochi passi dalla porta della Reggina; Piovaccari, tornato part-time dopo le due esperienze da titolare contro Pescara e Grosseto, lunedì ha avuto un'occasione clamorosa nel finale, ma ha trovato un grande Belardi sulla sua strada.
Adesso si aspetta il ritorno del Brescia invernale, abbottonato, che non subiva gol e ne faceva quasi sempre due. Va bene che è dura ripetersi, però che un sogno così non ritorni mai più sarebbe il colmo.

PRIMO PIANO
Hellas Verona, Martinelli ammette: "Setti è interessato al club"
04.04.2012 11:35 di Nicolò Schira
TuttoB.com ve l'aveva rivelato in esclusiva con largo anticipo addirittura lo scorso 19 marzo, beccandosi da parte di qualche solone delle critica e di tifoso ingenuo l'appellattivo ingeneroso di terroristi mediatici.
Ci riferiamo all'interessamento del vicepresidente del Bologna Maurizio Setti ad acquistare l'Hellas Verona.

Ebbene a distanza di due settimane arrivano le conferme ufficiali come rivelato dal presidente scaligero Martinelli ai taccuini de "La Gazzetta dello Sport":
"Setti lo conosco da tempo, è una brava persona e un imprenditore solido. Mi ha chiesto informazioni sulla società per una partecipazione al mio fianco. Vedremo cosa succederà e se alle parole potranno seguire i fatti".

*LE NOSTRE ESCLUSIVE"
ESCLUSIVA TB - Verona, Martinelli sta cedendo il club
19.03.2012 20:22 di Nicolò Schira
Clamorosa operazione sull'asse Bologna-Verona; infatti da indiscrezioni filtranti dalla città felsinea e raccolte in esclusiva da TuttoB.com il patron dell'Hellas Verona Martinelli sarebbe molto vicino alla cessione del club. La trattativa sarebbe in dirittura d'arrivo per la cessione del pacchetto azionario gialloblu al vicepresidente del Bologna Maurizio Setti che si porterebbe con sè - in caso di fumata bianca - nell'avventura veronese anche l'attuale diggì bolognese Roberto Zanzi. Al momento la definizione dell'accordo sembrerebbe ben avviato e potrebbe materializzarsi a giorni.

*LE NOSTRE ESCLUSIVE"
ESCLUSIVA TB - Altro che smentite: ecco il futuro societario dell'Hellas Verona
29.03.2012 23:20 di Nicolò Schira
Ve l'avevamo anticipato in esclusiva in tempi non sospetti addirittura lo scorso 19 marzo (leggi il link in basso con la nostra esclusiva in anteprima). Il presidente dell'Hellas Verona Martinelli sta cedendo il club scaligero ed è in trattativa con l'attuale vicepresidente del Bologna Maurizio Setti. L'indomani della nostra rivelazione arrivarono puntuali e scontate le smentite di rito, tuttavia il tempo è galantuomo e coloro che hanno smentito sono stati poi smentiti a loro volta dai fatti. La novità dell'ultima ora riguarda invece il patron dello Spezia Gabriele Volpi che affiancherebbe il numero due bolognese nell'acquisizione della gloriosa società gialloblù.

Si, avete letto bene, Setti e Volpi fianco a fianco per mettere le mani sul Verona e non rivali come prospettato da qualcuno negli ultimi giorni. I due avrebbero già versato un assegno di circa 200mila euro nelle mani di Martinelli per poter aver accesso ai bilanci della formazione veronese. Insomma l'operazione procede spedita e si sta delineando nei particolari. Come direttore generale Setti si porterebbe con sè da Bologna Roberto Zanzi che ha già lavorato con Mister Mandorlini all'Atalanta e al Siena. Invece come direttore sportivo il tandem Setti-Volpi ha già avuto contatti con Stefano Capozucca che a giugno lascierà il Genoa e Rino Foschi.

LE INTERVISTE
ESCLUSIVA TB - Manzin: "Sassuolo gran sorpresa, ma la A diretta sarà di Torino ed Hellas. E la Nocerina..."
04.04.2012 12:40 di Marco Fornaro
E' stata una grande bandiera del calcio anni'80, Livio Manzin è intervenuto in esclusiva ai microfoni di tuttob.com, per commentare le vicende del campionato cadetto.

In Serie Bwin la lotta al vertice è aperta: chi, secondo te, riuscirà ad andare in A direttamente?
"Secondo me, e lo spero visto il mio passato, salirà il Torino. E poi vedo il Verona più regolare rispetto a Sassuolo e Pescara"

Chi la sorpresa del campionato cadetto?
"A mio parere sicuramente il Sassuolo di Mister Pea. Conosco la bravura dello stesso, ma non mi aspettavo risultati simili. Qualcosa di grandioso. E' riuscito a portare il credo calcistico anche a questi livelli. Questa è la chiara dimostrazione che con un progetto solido di base arrivano anche i risultati: davvero complimenti ai neroverdi."

Chi, invece, la delusione?
"Per me sono due: una è - e me ne rammarico per il legame che ho- il Vicenza. E' una piazza importante per il calcio, vederla lottare per non retrocedere mi crea dispiacere. L'altra è la Samp, impensabile che una società come questa faccia fatica ad imporsi in Serie B"

Credi che la Samp possa riuscire a risalire per i play-off?
"Nonostante gli ultimi buoni risultati, sarà difficilissimo agganciare il sesto posto"

La Nocerina riuscirà a salvarsi?
"Questa squadra è entrata in un tunnel di risultati e morale complesso. Ci vorrebbe un filotto di risultati utile che permetterebbe di sperare ancora. E' una squadra che mi fa simpatia, ricordo ai tempi della Reggina le gran battaglie sportive contro di loro. Sarei contento di una loro salvezza per il mio caro amico Stanislao Bozzi, gran bomber dell'epoca"

PRIMO PIANO
ESCLUSIVA TB - Marino Magrin: "Spero che l'Hellas Verona approdi in serie A"
03.04.2012 08:00 di Mattia Vavassori
Marino Magrin è stato un grande centrocampista che ha vestito le maglie, tra le altre, di Atalanta, Juventus ed Hellas Verona. Contattato in esclusiva da TuttoB.com, Magrin ha rilasciato un'esclusiva al nostro portale, nella quale ha espresso le sue sensazioni sul team allenato da mister Mandorlini.

Mister, parliamo del momento attuale dell'Hellas Verona, alla luce della vittoria nel derby contro il Cittadella.
“Penso che tutto sommato all'inizio solo i tifosi si aspettavano questo exploit da parte della compagine veneta. Credo che sia una piazza che ha bisogno di calcio e sono contento che stai lottando per vincere. Spero proprio che non vada nei playoff ma che approdi direttamente in serie A insieme al Torino, in quanto entrambe sono squadre blasonate. Sono dell'idea che l'Hellas Verona abbia una grande curva e un notevole seguito di supporters, attaccatissimi ai colori della maglia”.

Sono diversi i giocatori di qualità schierati da Mandorlini.
“Penso che sia un bene che un team possa far giocare calciatori giovani talentuosi, come i classe '91 Jorginho e Tachtsidis, che sanno esprimere un bel gioco e ottimi gesti tecnici. Sono sicuro che questi possono approdare in club di livello”.

Si vocifera un interessamento del Genoa per Hallfredsson.
“L'islandese ha già conosciuto la serie A con la casacca della Reggina e credo che abbia dimostrato durante questa stagione di meritare la massima serie, in quanto ha tutti i requisiti tecnici per poterci giocare”.

PRIMO PIANO
Hellas Verona, Vanoli: " Senza pressioni..."
03.04.2012 11:35 di Federico Errante
Fonte: tuttohellasverona.it
Brescia, giovani e futuro gialloblù. Tre temi che Paolo Vanoli, ex fluidificante scaligero, analizza in esclusiva ai microfoni di TuttoHellasVerona.it

Si va a Brescia. Crocevia importante della stagione dell'Hellas o partita come le altre?
"Non credo sia una partita da non sbagliare: in un campionato con risultati così sorprendenti, come l'ultimo turno ci ha dimostrato, potrà ancora succedere di tutto. Ma sarà comunque importante: potrebbe dare più consapevolezza ad una squadra che sta rincorrendo un sogno".

Ciò che è emerso nelle ultime settimane è un fatto eclatante. Il Verona può contare non su undici, ma bensì su ventiquattro giocatori. Quanto è importante?
"E' fondamentale. Questo l'ho sempre pensato e sostenuto sin dall'inizio del campionato. Il segreto di questa ricetta sono soprattutto i giovani: avere gente come Tachtsidis, Jorginho e Lepiller, tutti titolari, sta a significare che le riserve sono altrettanto forti e all'altezza di questi talenti".

Quali sono gli ostacoli che il Verona potrà incontrare sul suo cammino?
"Non credo ce ne siano. L'annata è, finora, spettacolare, e qualora si dovessero centrare i play-off non ci dovrà essere alcun tipo di pressione. Ricordiamo che questa squadra è partita con l'obiettivo della salvezza. L'Hellas ha dimostrato quanto è importante e appagante una progettazione mirata".

*LE NOSTRE ESCLUSIVE"
ESCLUSIVA TB - Setti: "Sono interessato al Verona, con il patron ci son stati dei contatti. Ma..."
31.03.2012 13:00 di Marco Fornaro
Vi abbiamo anticipato in tempi assolutamente non sospetti di un interesse da parte dell'attuale vice presidente del Bologna, Maurizio Setti, verso l'Hellas Verona. Per capirne maggiormente la redazione di tuttob.com ha contattato in esclusiva ai propri microfoni il diretto interessato alla compagine scaligera.

Le dichiarazioni di Volpi , patron dello Spezia, alla Gazzetta parlano di un suo interesse per il Verona...
"E' una delle società che sono sul mercato e ci si dà un'occhiata. Non si è fatto ancora nulla di concreto, se non un interesse che si sta valutando"

Cosa la convince di Verona per questi sondaggi?
"Sicuramente per uno che abita più o meno da queste parti è più semplice far calcio in una piazza dove c'è tanta fame di calcio e dove il pubblico è sensazionale. Credo che la cosa principale sia una piazza che abbia la possibilità di voler far le cose bene e Verona ha tutti i requisiti"

Da parte sua c'è stato già qualche contatto con il patron scaligero?
"Si, ci siam sentiti un paio di volte. Ci saranno modi e tempi per valutare il tutto. Ora bisogna pensare al calcio giocato, faremo con calma le cose a cui stiamo pensando"

HELLAS VERONA
Hellas Verona, Binda (Gazzetta): " Una grande certezza: il gruppo"
02.04.2012 18:00 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
Un'evidenza. Innegabile. L'Hellas riprende la sua marcia contro il Cittadella e, grazie ai risultati del sabato cadetto, rilancia le sue ambizioni di promozione diretta. Una squadra forte ed in forma, che ha fatto breccia nel cuore di Nicola Binda, responsabile della Serie B per la Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva per TuttoHellasVerona.it:

Signor Binda, è un Verona che si riprende dopo Nocera...
"Esatto. I gialloblù hanno impiegato poco tempo per mettersi alle spalle ciò che è accaduto in Campania. Contro il Cittadella volevano subito riscattarsi, hanno dato vita ad un grande inizio di partita e potevano segnare già dopo pochi minuti con Ferrari. Disputato un grande primo tempo, hanno inserito il pilota automatico ed hanno controllato il match. Hanno giocato, insomma, una grande partita, con ben dieci tiri nello specchio della porta".

Una vittoria da grande squadra, ma Mandorlini non sembra aver preso bene il risultato...
"Il mister lo conosciamo tutti. A lui rode parecchio, perchè sugli almanacchi finirà il 3-2. Un risultato bugiardo, che non rispecchia una vittoria netta e schiacciante".

Ciò che ha stupito di più contro i padovani sono i giovani. Tachtsidis in rete e Jorginho a giocare come un veterano. Che ne pensa?
" Hanno fatto benissimo, ma qui vorrei fare un appunto. Mandorlini ha rilanciato Pugliese, che è stato devastante. Questo significa che la forza del Verona non sta nei singoli ma bensì nel gruppo. L'allenatore ravennante può contare su una rosa ampia, con moltissime soluzioni. Segnali e certezze importanti per questo gran finale".

Gran finale che vedrà l'Hellas protagonista?
"Assolutamente sì".

HELLAS VERONA
Hellas Verona, Gomez: "Vogliamo proseguire così"
01.04.2012 22:00 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
Altruista, quando pensa ai comapagni. Generoso, quando rincorre un avversario per tanti metri. Micidiale, quando segna gol incredibili. Ecco Juanito Gomez, che ha analizzato la partita ai nostri microfoni.

LO STATO DI FORMA - "Tutta la squadra sta bene. Io cavalco questo momento, consapevole del fatto che lavorando riesco a segnare reti utili anche per i miei compagni".

LE RETI IN CAMPIONATO - "Speravo di arrivare in doppia cifra, e questo è un sogno che si realizza. Sono contento per quanto fatto fino ad ora, speriamo di continuare su questa strada. Cos'è cambiato rispetto a prima? Niente. Continuo a giocare largo; le occasioni le ho sempre avute in questa posizione, ma non capitalizzavo. Ora sto approfittando del periodo positivo, stiamo giocando tutti alla grande".

I COMPAGNI DI SQUADRA - "Ferrari, per il lavoro che svolge, merita il gol. Complimenti a Berrettoni e Pugliese, bravi a farsi trovare pronti. Questa è la nostra forza: chi entra fa sempre bene".

IL FUTURO - "Andiamo in campo per dare sempre il massimo. Ciò che vogliamo fare è continuare a vincere".

FONTE: TuttoB.com


venerdì, aprile 6th, 2012 | Posted by Orru
Brescia-Verona, ultime dai campi e probabili formazioni
Ecco le ultime dai campi e le probabili formazioni di Brescia-Verona:
Brescia: Calori non potrà contare sullo squalificato Zambelli e sulla fascia destra medita di proporre Mandorlini. Rientra Martinez in difesa, con Zoboli che torna in panchina. Per il resto tutto confermato, con El Kaddouri dietro Jonathas in avanti.
Verona: Mandorlini è senza Hallfredsson. Con Esposito che recupera solo per la panchina, al posto dell’islandese ci sarà Russo. Pugliese per Scaglia come terzino sinistro e conferma di Berrettoni per Lepiller davanti.
I precedenti:
Sono trenta i precedenti in serie B con 12 vittorie del Brescia (l’ultima: 3-2 il 7/12/06), 12 pareggi (l’ultimo: 0-0 il 24/2/07) e 6 successi del Verona (l’ultimo: 0-2 il 20/11/98).

Probabili formazioni:
BRESCIA (3-5-1-1): Arcari; Martinez, Caldirola, De Maio; Mandorlini, Rossi, Salamon, Vass, Daprelà; El Kaddouri; Jonathas. A disp: Leali, Dallamano, Zoboli, Cordova, Scaglia, Feczesin, Piovaccari. Allenatore: Calori
VERONA (4-3-3): Rafael; Abbate, Mareco, Maietta, Pugliese; Russo, Tachtsidis, Jorginho; Berrettoni, Ferrari, Gomez. A disp: Frattali, Ceccarelli, Scaglia, Esposito, d’Alessandro, Bjelanovic, Pichlmann. Allenatore: Mandorlini

ARBITRO: Giancola
SQUALIFICATI: Zambelli (B)
Inizio ore 17
di Marco Orrù

giovedì, aprile 5th, 2012 | Posted by Orru
Brescia-Verona, la sfida dei due Mandorlini: ”Ci abbracceremo”
Come già abbiamo avuto modo di dirvi gli scorsi giorni, il match della 34^giornata di Serie B fra Brescia e Verona, non è solamente un derby molto sentito dalle due tifoserie, ma è anche la sfida fra padre e figlio, Andrea e Matteo Mandorlini, il primo allenatore dei gialloblù, il secondo centrocampista delle rondinelle.

Il sito della Lega Serie B gli ha intervistati per sentire le loro emozioni alla vigilia del match:
Andrea Mandorlini: ”Ci abbracceremo, spero servirà anche questo per stemperare un pò i toni. Al di là del rapporto padre-figlio, deve passare il messaggio che lo sport unisce, speriamo che venerdì sia solo una partita di calcio. Parlando di mio figlio posso dire che io l’ho incoraggiato poco e niente a diventare calciatore, l’ho lasciato libero di scegliere. In campo è molto determinato, come lo ero io. Ogni volta che finisce una gara dell’Hellas, il primo risultato che chiedo sempre è quello del Brescia, tra l’altro nella partita d’andata ci siamo incontrati in campo per la prima volta ed è stato molto bello, così come fu molto bello un particolare ricordo della sua finora breve carriera. Era il 2005, Mondiali Under 17 in Perù con l’Italia. Lui fece, all ’86 il gol del 3-2 contro la Costa d’Avorio. Indimenticabile”.

Matteo Mandorlini: ”Si penso anche io che ci abbracceremo, ma succederà per caso, così come è successo all’andata, niente di studiato. Papà non mi ha spinto verso questa professione, ma è chiaro che l’aver visto tante partite di calcio ha influito. Anche io comunque chiedo sempre ci cosa ha fatto l’Hellas a fine gara. Il momento più bello della mia carriera? Penso debba ancora arrivare, il passo più grande l’ho fatto ancdando via di casa a 14 anni per entrare nelle giovanili del Parma. E’ da lì che ho cominciato a ragionare seriamente sul mio futuro. Giocare con papà? Penso non ci sarebbe problema, verrei certamente trattato come tutti gli altri. Di lui calciatore ricordo poco perchè ero piccolo, ma tutti mi hanno sempre parlato bene di lui come uomo e come giocatore e di questo ne sono sempre stato orgoglioso”.
di Marco Orrù

mercoledì, aprile 4th, 2012 | Posted by Orru
Brescia-Verona, ESCLUSIVO/ Andrea Mandorlini vs Matteo Mandorlini. Padre e figlio alla caccia di un posto in Serie A
La partita fra Brescia e Verona in programma sabato alle ore 17, sarà anche la sfida fra padre e figlio, uno seduto sulla panchina dei gialloblù, l’altro in campo con la maglia delle rondinelle. Stiamo parlando di Andrea Mandorlini, mister degli scaligeri e Matteo Mandorlini, centrocampista dei lombardi. Il padre Andrea sta guidando la sua squadra verso il sogno chiamato Serie A, ma proprio il Brescia del figlio Matteo vuole stoppare la sua corsa irrefrenabile.
Il centrocampista numero 22 delle rondinelle è arrivato quest’anno nel club lombardo, dopo un esperienza nello scorso campionato cadetto con la maglia del Piacenza, ed ha faticato parecchio prima di trovare un posto in squadra.

Il suo esordio infatti, risale proprio alla gara d’andata tra Verona e Brescia valevole per la 13^giornata allo stadio Bentegodi, quando al 37' sostituì l’infortunato Dallmano. Davanti al padre, Mandorlini junior fece una buona partita, nonostante fu schierato come terzino sinistro che non è affatto il suo ruolo. Col passare del tempo, Andrea si è fatto apprezzare sia da Scienza, sia da Calori, ed entrambi gli hanno concesso un discreto spazio. Finora per lui 14 presenze totali. Adesso, l’ennesima occasione di mettersi in mostra proprio davanti al Verona allenato dal padre e chissà che proprio lui non sarà l’uomo decisivo del match. Sarebbe un altra bella storia di questo campionato di Serie Bwin.
di Marco Orrù

mercoledì, aprile 4th, 2012 | Posted by Orru
Brescia-Verona, ESCLUSIVO/ Altro incrocio playoff per i lombardi e quella gara d’andata che brucia ancora
Il Brescia, smaltita la delusione del mancato successo nei minuti di recuperi contro la Reggina, si sta preparando per la prossima sfida contro il Verona, in programma fra due giorni, venerdì alle ore 17. Non c’è tempo per soffermarsi sulla precedente gara, che subito il campionato ti offre un altra chance. E che chance, vincere il derby lombardo-veneto contro il Verona. Le due città distano solamente 70 km circa e le due tifoserie non si vogliono certo bene, per usare un eufemismo. In più, l’importanza della posta in palio nella partita del Rigamonti, mette altra carne sul fuoco. Il Verona è più che mai in corsa per un posto in Serie A senza passare dai playoff, visto che gli scaligeri sono secondi a parimerito col Sassuolo a tre punti dal Torino primo, mentre il Brescia, dopo una grande rimonta, ha solamente due punti di distacco dal Varese sesto. Basterebbero questi ingredienti per infuocare il match. A questi potrebbe però esserne aggiunto anche un altro se si pensa alla gara d’andata. Il 1 novembre 2011 allo stadio Bentegodi, i gialloblù vinsero per 1-0 grazie a una rete dell’austriaco Pichlmann, entrato da pochi minuti, all ’88, dopo una partita molto equilibrata e dopo che il Brescia aveva appena fallito la rete del vantaggio grazie a una prodezza di Rafael su colpo di testa di Feczesin. Insomma, il match in programma venerdì, sarà un crocevia importante per entrambe le squadre.
di Marco Orrù

mercoledì, aprile 4th, 2012 | Posted by Matteop
Verona, ESCLUSIVO/ Panagiotis Tachtsidis, il geometra del centrocampo col Genoa nel futuro
Parte oggi una rubrica curata in ESCLUSIVA dalla redazione di SerieBnews.com, pronti ad analizzare i grandi talenti del campionato della Serie Bwin. E’ il turno di uno dei migliori centrocampisti, per rendimento, della categoria: Panagiotis Tachtsidis.

Nasce in Grecia il 15 febbraio 1991, arrivando in Italia quando ha appena 19 anni. L’intuizione di portare questo regista nel nostro paese ce l’ha il Genoa, che ne osserva la crescita esponenziale in un top club come l’Aek Atene. Il ragazzo nel suo paese debutta anche in Europa League, ritagliandosi uno spazio importante nella squadre di Llorenç Serra Ferrer e Nikos Kostenoglou. Arrivato in Italia il Grifone decide di girarlo immediatamente in prestito al Cesena.

Panagiotis però non giocherà nemmeno una partita in Serie A, rimanendo nel più totale anonimato. I rossoblu però sanno che questo giovane greco nasconde un talento che prima o poi verrà fuori, decidono quindi di darlo ancora in prestito ma stavolta in Serie B. A Grosseto Tachtsidis gioca poco, alla fine dell’anno le sue presenze sono appena otto. L’ultima chance si chiama Hellas Verona.

Arriva agli ordini di Andrea Mandorlini, che decide di affidargli le chiavi del suo centrocampo. Il nome di questo ragazzo inizia a circolare già nelle prime giornate, quando sfodera le prime grandi prestazioni. Un centrocampista moderno che sa fare tutte e due le fasi, bravo in interdizione e capace di giocare il pallone. Di lui disse ai nostri microfoni Antonio Di Gennaro: ”E’ un giocatore eccezionale, tra qualche anno lo vedremo in una grandissima squadra. Ha personalità e quella non l’alleni ma ci nasci”.

Tachtsidis gioca prevalentemente da centrale in un centrocampo a tre, ma è abile anche a fare uno dei due interpreti centrali di un reparto a quattro. Ha nel piede sinistro il suo punto forte, oltre al fatto che è molto abile a ragionare e a valutare le situazioni. La sua visione di gioco è al di sopra della media, tanto più se si considera che ha appena 21 anni. Gli manca un’esperienza in Serie A ad altissimi livelli, il fatto che il suo cartellino appartiene al Genoa gli apre anche questa prospettiva.

Fin’ora ha giocato 27 partite, mettendo a segno 2 reti. Si è distinto più negli assist ed è diventato uno dei giocatori simbolo di un Hellas Verona che arrivato dalla Lega Pro punta dritto alla Serie A. Ci aspettiamo che lui sia il regista del futuro.

mercoledì, aprile 4th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Brescia, Mandorlini jr “Partita speciale per me e i nostri tifosi”
“Per me non sarà una partita come le altre” Parole e musica di Matteo Mandorlini del Brescia in vista della sfida in famiglia contro suo papà Andrea, allenatore del Verona “Non è solo l’aspetto personale che conta. Questa sfida la sentono tanto anche i nostri tifosi e noi vogliamo fare bene, anche perchè nelle ultime quattro gare abbiamo raccolto meno di quanto seminato” Il biondo centrocampista delle rondinelle poi sottolinea “Potrebbe essere davvero il momento chiave della nostro campionato anche se non sarà del tutto decisiva, dato che mancheranno ancora altri otto di incontri alla fine della stagione regolare”

mercoledì, aprile 4th, 2012 | Posted by Boosta
Verona, presidente Martinelli: “Setti mi ha chiesto informazioni sulla società per una partecipazione al mio fianco”
Se ne parla già da tempo dell’interessamento del vicepresidente del Bologna, Maurizio Setti, ad acquistare l’Hellas Verona. Adesso arrivano importanti conferme da parte del presidente scaligero, Giovanni Martinelli: “Setti lo conosco da tempo, è una brava persona e un imprenditore solido. Mi ha chiesto informazioni sulla società per una partecipazione al mio fianco. Vedremo – si legge sull’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” – cosa succederà e se alle parole potranno seguire i fatti”.

Mercoledì 04 Aprile 2012 - Ore 13:27
Sale la tensione per Brescia-Verona di venerdì. Agli ospiti tutta la Curva Sud
(a.c.) Sarà un venerdì Santo davvero particolare per i tifosi del Brescia Calcio, e anche per tanti residenti del quartiere di Mompiano, come sempre "blindato" in vista di partite a rischio-scontri. Mentre si avvicina la partita contro il Verona, che ricordiamo essere stata anticipata alle 17 per motivi di ordine pubblico (leggi la notizia), sale anche la tensione in tutto l'ambiente biancoazzurro, sia dentro che fuori il terreno di gioco.

Già da venerdì mattina gli uomini delle forze dell'ordine saranno impegnati nella prevenzione di incidenti fuori dallo stadio. Da Verona sono attesi, con treni e pullman ma anche con auto proprie, circa 2.500 tifosi. Vista la massiccia presenza ospite tutta la Curva Sud sarà destinata alla tifoseria avversaria, con un nutrito cuscinetto di steward tra loro e i bresciani.
Fonte: Redazione mer 04 apr 2012, ore 08.17

domenica, aprile 1st, 2012 | Posted by Matteop
Genoa, ESCLUSIVO/ Tachtsidis, Immobile, Boakye e Perin: quanti talenti sparsi in Serie B
Ciro Immobile
Il Genoa è la squadra con più talenti sparsi in giro per la Serie B, giocatori di livello che fino a poco fa formavano una delle primavere più forti del calcio italiano. Questi ragazzini terribili stanno ora illuminando il palcoscenico del campionato cadetto, ma domani potranno diventare un punto di riferimento del nostro calcio. Andiamo con ordine ad analizzare ogni singola situazione, ruolo per ruolo.

PORTIERI:
Mattia Perin (Padova): uno dei talenti più limpidi del campionato cadetto, partito come dodicesimo ha dovuto spesso sostituire l’infortunato Ivan Pelizzoli. Ha dimostrato di avere grande sicurezza di sé e un ottimo intuito da numero uno.
Eugenio Lamanna (Bari): Torrente se l’è portato a Bari da Gubbio, dimostrando che questo portiere può fare strada.

DIFENSORI:
Magnus Troest (Varese): aveva giocato anche in Serie A, è un difensore arcigno ma anche veloce. Può fare bene ad alto livello.
Diego Polenta (Bari): in estate l’aveva cercato anche il Barcellona. A Bari ha alternato grandi prestazioni ad altre meno intraprendenti, giocando al centro come a destra. In Uruguay lo considerano un talento.
Alessio De Bode (Juve Stabia): ha giocato pochissimo fin’ora.
Antonio Caracciolo (Gubbio): un buon difensore, anche se deve ancora maturare.

CENTROCAMPISTI:
Isaac Cofie (Sassuolo): quantità e qualità, nella prima parte della stagione andava a 100 all’ora. Adesso è un pò calato, ma rimane un ottimo talento.
Panagiotis Tachtsidis (Verona): il miglior regista della Serie B. Piede sinistro divino e grande qualità, velocità e visione. Ha tutto per sfondare.
Louise Parfait (Ascoli): muscoli e dinamismo, può crescere ancora.
Silvano Raggio Garibaldi (Gubbio): nel Gubbio è un punto fermo, bravo a giocare trequartista come mezz’ala. Un buon talento.
Andrea Doninelli (Verona): quando ha giocato ha dimostrato di poter fare bene.

ATTACCANTI:
Antonino Ragusa (Reggina): veloce e rapido, sempre pronto quando è stato chiamato in causa.
Ciro Immobile (Pescara): strappata la comproprietà alla Juventus a gennaio, è il capocannoniere della B. L’anno prossimo di sicuro sarà titolare a Genova.
Richmond Boakye (Sassuolo): il girone d’andata è stato incredibile, poi qualcosa si è rotto. E’ un grandissimo talento e non ci scordiamo che è nato nel 1993.
Giacomo Beretta (Juve Stabia): poco utilizzato, deve avere il suo spazio.
Linus Hallenius (Padova): a Padova tante polemiche per quello che tutti considerano il nuovo Van Basten. Sparate in alto per un solo gol, incredibile, in nazionale. Deve crescere molto e fare un bagno d’umiltà se vuole giocare ad altissimi livelli.
M.F.

domenica, aprile 1st, 2012 | Posted by Dandronaco
Verona, Setti al Bentegodi: le ultime sulla cessione della società
Non ci sono più dubbi ormai sull’interessamento di Maurizio Setti all’acquisizione del Verona. L’attuale vicepresidente del Bologna, in rotta con gran parte della dirigenza, era al ‘Bentegodi’ venerdì a vedere Verona-Cittadella. Secondo quanto si legge sul sito ‘TGGialloblu.it’, la trattativa sarebbe però legata proprio alle vicende del Bologna. Setti, grande amico dell’imprenditore Gabriele Volpi, avrebbe infatti intenzione di rilevare il club rossoblu. La sua volontà si scontra però con quella di Guaraldi e degli altri soci, che non mollano e che proprio ieri hanno ribadito che la squadra non è in vendita.

FONTE: SerieBNews.com


«Mandorlini è un amico E un grande allenatore»
06/04/2012
«Mandorlini? Un amico vero. E vero è anche il Verona». Parole al miele. Arrivano da parte di Alessandro Calori. Uno che non regala certo complimenti. «Conosco Andrea, siamo stati insieme a Udine. Lo apprezzo come uomo. E ripeto: lo considero un grande amico. A Verona sta facendo cose straordinarie. La sua è squadra da capo a piedi. Non solo talento, non solo individualità. C'è gioco e c'è organizzazione. Non mi meraviglio siano finiti così in alto. Andrea sa cogliere sempre il meglio dai suoi ragazzi». Pure il Brescia fa bene. Lo dicono i numeri. Le Rondinelle, alla pari della Sampdoria, sono la squadra che ha raccolto più punti nel girone di ritorno.

Per il Verona non sarà certo una passeggiata di salute. Anche perché a Brescia credono fortemente alla possibilità di strappare un pass per i playoff. Calori si guarda indietro. «Stavolta, però, non dovremo commettere gli errori di Reggio. Avevamo la partita in pugno, non siamo riusciti a chiuderla. E alla fine è arrivato pure il loro pareggio. Questi episodi devono rappresentare un importante insegnamento per tutti. Al Verona è fondamentale non concedere nulla. Dovremo essere perfetti». Analizza l'Hellas. «Gruppo che ha cambiato poco rispetto al passato.

Quindi rodato e ben amalgamato. E poi, devo tornare a parlare di Mandorlini. Ora lo si celebra dopo i successi ottenuti con il Verona. Ma non sempre si ricorda quanto bene abbia fatto in Romania. Andrea è un grande allenatore, e la squadra vive nel riflesso dell'allenatore». In campo sarà battaglia. Salvo sorprese dell'ultima ora Calori si affiderà al 3-5-2. C'è da sostituire Zambelli sulla corsia di destra. E il candidato numero uno dovrebbe essere Matteo Mandorlini. Calori non si sbilancia. «Farò la scelta migliore per non scombussolare troppo gli equilibri di squadra - conclude -. Per il resto mi aspetto una grande prestazione da parte di tutti».
S.A.

«Tutti sul pezzo, la voglio vincere»
PAROLA DI EX. «I fischi? No problem. Però se segno non esulto»
Mareco all'attacco: «Stiamo concentrati fino alla fine Sono forti, sì. Ma noi non dobbiamo temere nessuno»

06/04/2012
Hugo Mareco è già nel match. Lo sguardo è quello, tosto e truce, dei giorni belli. Concentrato, tirato già alla vigilia del confronto. La pressione dell'ex non lo spaventa. Semmai gli solletica appena le corde del cuore («se segno non esulto», rivela). Non lo spaventa neppure la forza dell'avversario, trasformato da Calori in una macchina da gioco efficace e a tratti spettacolare. Men che meno sembrano preoccuparlo gli eventuali fischi dei suoi vecchi tifosi: «Non è che questa cosa mi interessi più di tanto. Io penso a giocare e a fare bene per il Verona», spiega, «dopodiché i fischi se devono arrivare arrivino pure. E se non succederà mi farà anche più piacere».

NESSUNA PENDENZA. Non che il difensore gialloblù ritenga di avere pendenze con qualcuno: «A me pare di essermi lasciato bene con tutti», racconta. «Del resto ho fatto sempre il mio, ho fatto sempre il massimo tutte le volte che sono andato in campo. Per quello non ho nulla da rimproverarmi». Quanto allo stato di salute delle rondinelle, «Troveremo un Brescia che sta facendo bene. Abbiamo visto tutti che risultati ha fatto, il modo in cui è rientrato nella lotta per i play off. Ma anche noi stiamo lottando per un obiettivo importante. Sono sicuro che sarà una bella partita». Semplice la ricetta per uscire dal Rigamonti con una rendita, più o meno succosa che sia: «Noi dobbiamo essere concentrati come abbiamo fatto in tante altre partite importanti», dice. «Come abbiamo fatto a Torino per esempio, concentrati fino alla fine e senza perdere mai la calma, sapendo che si gioca fino al 95'». Difficile stilare una lista dei rivali più pericolosi: «Loro hanno davvero una bella squadra», ammette Mareco. «Ma io penso soprattutto alla mia, so che anche noi siamo forti. Si va in campo per vincere, senza temere nessuno».

IL RECORD DI MARTINEZ. Tra i tanti anche Gilberto Martinez, che a Mareco ha appena soffiato il record di presenze straniere nel Brescia: «Ma lui ha cominciato a giocare là molto prima di me», precisa il difensore del Verona. «Ma merita il record. Spero possa giocare ancora a lungo con loro. Lui al posto di Zambelli? Matteo Mandorlini dal 1'? Non lo so come giocheranno loro. Non è un mio problema. Io penso soltanto al Verona e alla partita che faremo noi. E so che noi cercheremo di giocarla come facciamo sempre e di portare via dei punti». Idee chiare, determinazione, temperamento. Soprattutto temperamento. Che a Mareco non fa certo difetto: «Diciamo che fa parte delle mie caratteristiche. È che dovunque vada voglio vincere. Se non riesco a vincere mi dà fastidio. Per me conta soprattutto vincere». Ma «se segno non esulto. Ho grande rispetto per tutti a Brescia», anticipa. «Succederebbe lo stesso anche se un giorno dovessi far gol al Verona. Segnare fa parte del gioco, ovvio, ma a volte si può anche evitare di far festa...».
Francesco Arioli

Hellas senza paura. Esame di maturità in casa del Brescia
APPUNTAMENTO AL «RIGAMONTI». I gialloblù contro la squadra di Calori. Si comincia alle 17. Mandorlini dovrà fare a meno di Hallfredsson, in dubbio anche Russo: «I biancazzurri hanno grande qualità, non bisogna sbagliare l'approccio»

06/04/2012
Quante emozioni si rincorrono nella sfida tra Brescia e Verona. Non sarà solo una partita di serie B anche se le due squadre stanno attraversando un buon momento di forma. L'Hellas è salito al secondo posto in piena lotta per la promozione diretta, il Brescia ha ritrovato gioco e risultati e ora la qualificazione play off non è più un sogno. Il merito della grande rimonta? Non c'è dubbio, ci ha messo lo zampino Alessandro Calori che ha preso in mano una squadra demotivata e depressa, l'ha ricostruita, rivista e corretta. E i risultati non si sono fatti attendere. D'altronde proprio Calori è il mister che due anni fa portò il Portogruaro in serie B dopo un lungo testa a testa con il Verona, un tecnico che si esalta nelle sfide impossibili. Non regalerà nulla oggi pomeriggio, si ritroverà di fronte l'Hellas e anche Andrea Mandorlini, ex compagno di squadra nelle file dell'Udinese. «Soprattutto un grande amico», ammette il mister del Brescia.

Proprio contro gli amici si cerca di fare bella figura e Calori non vede l'ora di sgambettare i gialloblù lanciati verso la vetta della classifica. Lo sa bene Mandorlini che ancora una volta non vuole fare progetti a lungo termine. Promozione in serie A? Meglio non parlarne. Adesso conta solo la partita con il Brescia. «Sarà una sfida molto impegnativa - ammette il tecnico gialloblù - si scontrano due squadre che stanno molto bene, i biancazzurri hanno fatto molto bene nel girone di ritorno, ho visto anche la partita con la Reggina, hanno pagato la disattenzione dell'ultimo minuto ma hanno giocato con grande personalità, non sono riusciti a chiuderla ma potevano portare a casa i tre punti senza rubare nulla». All'andata un eurogol di Thomas Pichlmann in pieno recupero regalò all'Hellas tre punti importantissimi.

Rispetto a un girone fa, però, la situazione è molto cambiata, dopo l'arrivo di Alessandro Calori sulla panchina dei bresciani al posto di Beppe Scienza. «All'andata abbiamo vinto - spiega Mandorlini - ma li ho sempre visti giocare un buon calcio, riescono a creare situazioni di gioco importanti. Con il cambio di allenatore hanno iniziato a vincere subito e questo ha dato sicurezza a tutto il gruppo. Non bisogna dimenticare che Calori ha tanti giocatori di qualità a disposizione». Il Verona dovrà rinunciare a Emil Hallfredsson che non ha superato il problema muscolare accusato contro il Cittadella, tra i ventidue convocati c'è anche Beppe Russo che si è allenato poco in settimana. Tutto da decifrare il centrocampo, solo Tachtsidis ha un posto sicuro nella formazione titolare, chissà dove giocherà Jorginho? A destra o a sinistra? Russo potrebbe diventare l'ago della bilancia.

Se recupera la condizione toccherà a lui giocare con i due baby gialloblù, altrimenti scalpitano Galli e Doninelli. «Abbiamo alcuni giocatori con qualche problemino fisico - sottolinea il tecnico - però sarà importante affrontare la gara con il giusto approccio dal punto di vista mentale». Nella squadra gialloblù ci sarà anche Matteo Mandorlini, il figlio dell'allenatore del Verona. Con ogni probabilità toccherà proprio a lui sostituire lo squalificato Zambelli. Un derby in famiglia che porterà emozioni in più al Rigamonti. «Con l'arrivo di Calori Matteo gioca con più continuità - conclude il mister del Verona -. Sono contento perchè ha recuperato dall'infortunio, lui è un giocatore di grande temperamento, che dà sempre tutto. Forse a volte è un po' troppo irruento, non tira mai indietro la gamba e magari questo lo ha portato in passato ad avere qualche infortunio di troppo. Ma in fondo questi sono i giocatori che piacciono a me. Spero che incontrarlo possa portarmi fortuna come all'andata».
Luca Mantovani

Verona in ansia. Ma per il Vichingo serve un miracolo
EMERGENZA A METÀ. Stessa grana e stessi dubbi per Beppe Russo. Ridotte ai minimi termini le speranze di avere Hallfredsson in campo domani a Brescia: senza di lui due ko, un pari e una sola vittoria in quattro gare

05/04/2012
Dura senza Emil. Non sarà nel suo momento migliore, non sarà più straripante come qualche tempo fa. Ma sempre di Hallfredsson si tratta. «Insostituibile», ha sempre ripetuto Mandorlini. Proprio così, come il campionato ha ripetuto più volte a gran voce. Il vichingo a Brescia non ci sarà, l'allenamento di ieri non ha dato certo risposte straordinarie. Anzi. I segnali negativi sono arrivati all'imbrunire, dopo un lavoro differenziato che Emil ha iniziato senza però concludere. Ci vorrebbe un miracolo per vederlo oggi nella lista dei convocati. Peccato, perchè a Brescia in palio c'è una fetta consistente di serie A.

LOTTA CONTRO IL TEMPO. Ha provato a stringere i denti Hallfredsson, dopo giorni trascorsi fra esami e cyclette. Idem per Russo. L'infortunio è lo stesso: distrazione dei muscoli intercostali. Fastidioso perchè fai fatica a respirare, doloroso quando il busto va in torsione. Il tempo sta aiutando Beppe, migliorato molto nelle ultime ore. La rifinitura sarà decisiva. Mandorlini incrocia le dita. Lo staff medico non si sbilancia, ogni ora è decisiva. Il discorso vale soprattutto per Russo, ultimamente il primo cambio in mediana ora che Jorginho si è preso d'autorità un posto da titolare. Punto di domanda pesante, specie se già devi far quadrare i conti senza il tuo vero asso.

BILANCIO MAGRO. Quattro volte il Verona ha dovuto rinunciare al valore di Hallfredsson. Abbastanza per capire quanto è diverso giocare senza uno così. Due sconfitte, una vittoria e un pari. Il bilancio è povero, nonostante le attenuanti del caso derivanti soprattutto dalla forza dell'avversario. Il Pescara, nella prima partita saltata da «Alfredo», veniva da un gran momento e a casa sua vantava all'epoca il miglior rendimento di tutta la serie B. Il Verona rimase a lungo in partita, andò vicino al 2-2 e subito dopo incassò il 3-1 per una banale palla persa a metà campo da Doninelli. A Sassuolo la musica non cambiò di molto, contro un avversario che allora pareva quasi invincibile. L'approccio non fu il massimo, la prestazione neppure. Ed Hallfredsson non c'era. Col Grosseto bastò Lepiller, bastarono le sue magie contro un rivale che ben presto si sgretolò davanti al desiderio dell'Hellas di dimenticare Sassuolo. Neanche a Padova c'era Hallfredsson, trasferta tanto temuta ma filata via quasi in maniera indolore e archiviata persino con qualche rimpianto, visto il finale in crescendo. «L'Hellas è soprattutto una squadra, un blocco unito», ha sempre ripetuto Mandorlini. Giusto, anche se di certi interpreti non vorresti mai fare a meno.

UNO MEGLIO DELL'ALTRO. Il peso di Hallfredsson è ovunque. Basta averlo in campo per dare certezze ulteriori ai compagni e caricare di ulteriori timori gli avversari. Il rendimento parla chiaro, le voci di mercato anche. Prima il Napoli, adesso il Genoa, domani chissà. Lui rimane uno dei giocatori dalla maggior incidenza in tutta la serie B, anche per quei sei gol che hanno saputo sbloccare o chiudere gare intricate. Come il punto della vittoria di Castellammare di Stabia, il pareggio alla Nocerina al Bentegodi, l'acuto decisivo di Cittadella con l'Hellas in dieci, la stoccata di Empoli che ha mandato agli archivi il match o l'eurogol che ha scardinato il muro difensivo dell'Ascoli. O come la rasoiata del pareggio di Vicenza, vanificata dall'errore difensivo che poco dopo diede spazio ad Abbruscato. Ecco quanto vale Hallfredsson, anche sottoporta. Il secondo miglior marcatore dell'Hellas, dopo Gomez.

L'ANTIDOTO. Se anche Russo dovesse alzare bandiera bianca di alternative non ne resterebbero molte. La logica darebbe una maglia da titolare a Niccolò Galli, che ha mostrato squarci di grande calcio (vedi il primo tempo di Castellammare, ormai preistoria però) ma anche troppi buchi neri in una stagione piena di contrattempi ed infiniti infortuni. La fiducia in Niccolò è tanta, un'opzione che Mandorlini quando ha potuto si è sempre giocato molto volentieri. In parallelo viaggia l'ipotesi-Esposito in regia, con Tachtsidis a fare l'Hallfredsson. Improbabile il ricorso a Doninelli, che non vede il campo da Sassuolo e ultimamente relegato in fondo alle gerarchie di Mandorlini. Bel rebus, specie se mancherà anche Russo. Di sicuro non c'è il vichingo, ma qualcosa il mister s'inventerà.
Alessandro De Pietro

«Volevo studiare economia, poi è arrivato il Boca Juniors»
JUANITO GOMEZ
04/04/2012
L'altro Gomez si apre in fretta. Basta sfogliare L'Arena per togliergli pantaloncini e maglietta. Meglio un jeans e una felpa, come tanti ragazzi della sua età. Almeno per mezzora. Trattoria Al Dosso, quasi ora di pranzo. Casa sua. Il campo di Sandrà è a due passi. Juanito spalanca le porte del suo mondo. E non si ferma più.

Gomez, ha visto la prima pagina? "Giovani, dramma lavoro". Il calciatore scende fino alla crisi o si ferma molto prima?
«Ci pensa, tutti viviamo nello stesso mondo. In Argentina è ancora peggio. Abbiamo passato una crisi dolorosissima, ci stiamo riprendendo solo ora dopo aver toccato il fondo. Neanche l'Italia sta benissimo, ma è un problema globale».

Solo quattro giovani veronesi su cento hanno un lavoro a tempo indeterminato...
«Lavorare dovrebbe essere un diritto. Ma io ne vedo tanta di gente giovane che a Verona un lavoro ce l'ha. Di questi tempi però, lo capisco, le certezze sono sempre meno».

Che lavoro avrebbe scelto non fosse diventato calciatore?
«Avevo iniziato a studiare Economia, avevo un'idea ben precisa. Volevo laurearmi, ma l'Italia ha cambiato i miei piani. In meglio».

Che importanza dà ai soldi?
«Contano, ma non fanno la felicità. Sembra una frase fatta, ma è la verità. Felicità è star bene con sé stessi e con la propria famiglia. Ed avere la fortuna di fare quel che più ti piace. Mio padre si è dato da fare fin da piccolo, è andato via di casa a 18 anni, si è fatto da solo. Lavora in una finanziaria, stiamo bene. Ma in Argentina c'è chi studia, si laurea ma poi si ritrova in fabbrica o a fare il tassista per tirare avanti».

Cosa le manca dell'Argentina, famiglia a parte?
«Le domeniche spensierate con gli amici. Con i miei cari sempre vicini».

Da ragazzino che tipo era Juanito Gomez?
«Uno che ne combinava di tutti i colori, con un gruppo di amici fantastici. Cinque ragazzi splendidi. Ogni tanto, uno alla volta, vengono a trovarmi. Da giovane qualche licenza me la prendevo».

Un esempio?
«Magari non andavo a scuola perchè avevo un compito in classe. È successo, anche se non avrei dovuto. Lo so».

Complicato il rapporto con la scuola?
«Non mi piaceva tanto studiare, ma quando arrivava il momento decisivo mi mettevo di impegno e riuscivo a prendere buoni voti. Al momento del bisogno io c'ero. Diciamo che rispetto alla scuola era meglio il dopo scuola, quando mi fermavo a giocare a calcio con i compagni».

La materia che proprio non digeriva?
«Psicologia».

E quella preferita?
«Matematica».

Aggiornerà sempre le sue statistiche quindi...
«Non esattamente, non sono il tipo. Mi piaceva la matematica perchè erano bravi i miei professori a farmela studiare divertendomi. Nel calcio i numeri valgono fino a un certo punto. Mi danno otto assist, compreso uno per un passaggio a Lepiller che poi ha tirato da 30 metri. Mica è un assist quello...».

Grazie a chi è diventato calciatore?
«A due persone soprattutto. Intanto Jorge Grifa, che a 14 anni mi volle al Boca Juniors. Da lì andai all'Arsenal de Sarandì, ma non giocavo. Finché arrivò Tardivo. Mi diede fiducia, mi disse che potevo farcela. Venne però licenziato subito. Pensai che era finita, che era meglio rimettersi a studiare economia all'Università. Ed anche quando arrivai in Italia non credevo di diventare un calciatore. Ero venuto perchè volevo conoscere il Paese, imparare la lingua. Invece è andata diversamente».

A pagina 12 l'idea di Gherardo Colombo. Incontrerebbe un detenuto che ha fatto del male a lei o alla sua famiglia?
«Io sono per il perdono, ci sta. Ho questa convinzione, fa parte di me. Anche se è molto difficile pensare di poter essere faccia a faccia con chi ha ucciso la tua famiglia. Sarebbe dura. Ma magari col passare del tempo potrei riuscirci».

Ha letto la confessione di Masiello?
«Ho visto, ma di calcioscommesse non voglio parlare. Scusatemi».

Il giocatore che le trasmette più valori?
«Xavier Zanetti è un emblema, un modello che tutti dovremmo seguire. Ma anche Lionel Messi, come calciatore, ragazzo e professionista. Semplice, sembra uno dei tanti. Invece è il più forte di tutti».

Sente spesso i suoi genitori?
«Tutti i giorni»

È fidanzato?
«Con Claudia, da tre anni. Vive in Argentina»

La sua vacanza ideale?
«Al mare, in Uruguay, con la famiglia a Punta del Este".

Che fa nel tempo libero?
«Mi piace fare un giro in centro, giocare con la play station, parlare con i miei familiari tramite internet. E riposare».

Piatto numero uno?
«Filetto con patate al forno. E un dolce».

Quale?
«Amaretti imbevuti nel caffè, con crema di mascarpone e polvere di cocco. Prima della partita col Gubbio ho chiesto a Gigi, lo chef qui Al Dosso, di prepararmi qualcosa per sbloccarmi. Avevo bisogno di una molla. Direi che ha funzionato...».

Decisamente. In Argentina la conoscono un po' di più dopo questi sette gol in sei partite?
«Figuratevi, non sono nessuno in Argentina io. Diciamo che la mia famiglia adesso può vedermi in tv, in serie C era impossibile...».

E fra vent'anni dove si vede Gomez?
«Ora come ora in Argentina. Vorrei tornare là, ma nella vita non si sa mai».

Sempre nel mondo del calcio?
«Non lo so, devo ancora capire che ruolo potrei avere nel calcio».

Crede in Dio?
«Sì, prego tutte le sere».

Esiste un'altra vita dopo la morte?
«Sì, immagino di ritrovare tutte le persone care, quelle a cui ho voluto bene. Voglio sempre pensare positivo».

Il momento più bello finora?
«La vittoria di Torino, ma anche quella col Vicenza. E tutte le volte che segno. Far gol è la cosa più bella».

Con chi andrebbe a cena?
«Con Guardiola, per cercare di imparare qualcosa di più sul suo calcio».

Un aggettivo per Mandorlini?
«Determinato, molto".

Lo stadio dei sogni?
«San Siro, tutti continuano a parlarmene. Mi piacerebbe almeno poter vedere una partita».

Se continua così presto a San Siro le capiterà anche di giocarci...
«Non corriamo. Ci sentiamo forti, dobbiamo lottare ancora molto. E crederci fino alla fine».

Gomez allenatore giocherebbe più come Guardiola o come Mandorlini?
«Qualsiasi allenatore credo vorrebbe vedere le sue squadre giocare come il Barcellona. Ma non tutti hanno a disposizione quei fuoriclasse. E nel calcio contano i risultati. Meglio non essere bellissimi ma vincere. Nella vita bisogna essere soprattutto concreti».
Alessandro De Pietro

Verona col cuore, si passa dalle parole ai fatti
DALLA PARTE DELL'HELLAS. È stata presentata al Palazzo della Ragione la seconda fase dell'iniziativa. «Grande entusiasmo, già raccolte duemila adesioni d'onore». «Versando 25 euro si diventa soci effettivi del nostro progetto». Soddisfatto anche Martinelli «Setti? Ci conosciamo da tempo»

03/04/2012
Un passo nella storia, un ponte che collega passato e futuro. Ieri mattina, al Palazzo della Ragione, i promotori di «Verona col cuore» hanno presentato la seconda fase del progetto di azionariato popolare. Il 2 aprile segna il passaggio dalle adesioni d'onore a quelle effettive, dalle parole ai fatti. Ospite d'onore dell'incontro il presidente dell'Hellas, Giovanni Martinelli. Il patron ha seguito passo dopo passo il progetto e la sua presenza ha rafforzato il peso simbolico - e non solo - dell'iniziativa. «Un passo storico. Non solo per l'Hellas ma per tutto il calcio italiano - ha detto il presidente Martinelli - sono orgoglioso per questo progetto legato al Verona, un'iniziativa unica nel panorama nazionale. Adesso bisogna vedere i risultati ma è già molto importante dare la possibilità a tutti i veronesi di far parte di questo progetto. In futuro potrebbe diventare sostegno importante per il nostro club, una società che negli ultimi quattro anni ha dovuto far fronte a perdite considerevoli, soprattutto nei campionati di Lega Pro».

In quest'ottica si inserisce anche la trattativa con Setti, ora vicepresidente del Bologna. «Conosco Setti, ci parliamo da tempo - ammette Marrtinelli - ha manifestato anche interesse per l'Hellas. È una brava persona, sa che se vuole entrare a darmi una mano non c'è problema ma per il momento non ci sono situazioni concrete all'orizzonte». In attesa di novità sul fronte societario, continua il progetto di azionariato popolare. «A un anno dalla sua costituzione - ha spiegato il presidente della cooperativa Giampaolo Marcolini - Verona Col Cuore ha visto crescere intorno a sé il gruppo di appassionati e volontari pronti a dare il proprio contributo, anche economico, certi di come questa iniziativa possa diventare un valido supporto per l'Hellas. Verona è l'unica città in Italia in dove l'azionariato popolare può partire». Dopo un inizio entusiasmante, che ha visto oltre duemila veronesi aderire all'iniziativa, si apre la campagna per l'adesione effettiva al progetto. L'obiettivo principale è di creare una rappresentanza responsabile e democratica che vuole collaborare con l'Hellas per favorirne, anche attraverso la partecipazione diretta al capitale sociale, la crescita economica, sociale e sportiva.

«Il progetto è fondato sulle esperienze già esistenti e consolidate in Europa dal Bayern al Barcellona - spiega Roberto Colognato - e ha alla base i principi di massima democrazia, l'assenza dello scopo di lucro, la sostenibilità e la durata nel tempo per la capacità di autofinanziarsi». La quota da versare per diventare soci effettivi, protagonisti attivi del progetto, è di 25 euro e gli interessati potranno farlo on line sul sito www.veronacolcuore.it, agli sportelli Unicredit di Verona e provincia, oppure con un bonifico bancario. La quota di adesione per il prossimo campionato sarà di 50 euro e potrà essere versata dal prossimo luglio. «Potenzialmente il progetto può coinvolgere una massa critica iniziale di diecimila veronesi, allargandosi poi alle realtà imprenditoriali della provincia - continua Colognato - Verona Col Cuore si pone, quale fine stesso della propria esistenza, la creazione di una rappresentanza responsabile e democratica che vuole collaborare con l'Hellas Verona per favorirne, anche attraverso la partecipazione diretta al capitale sociale, la crescita economica, sociale e sportiva. Verona Col Cuore intende, quindi, tutelare e diffondere il senso di appartenenza e di attaccamento all'Hellas nonché ai colori e ai simboli da sempre propri della città, attraverso questo progetto che vuole coinvolgere l'intero territorio veronese».

Sul Lhotze a piantare il vessillo dell'Hellas
LA SCALATA. Se riuscirà nell'impresa, lo scalatore veronese vuole lasciare sulla vetta due bandiere: una del Comune di Verona e l'altra della squadra gialloblù. Tutto pronto per la nuova spedizione di Andrea Montolli sulla 4a vetta più alta del mondo: è di 8.516 metri e si trova in Nepal

03/04/2012
Si dice che la montagna sia una droga: ti entra dentro la prima volta che ci vai e ti lascia solo alla fine dei tuoi giorni. Non sappiamo se gli effetti siano così simili a quelli di uno stupefacente, di certo sembra essere di natura simile la passione del veronese Andrea Montolli, classe 1977, per l'alpinismo. Nel corso della presentazione della sua impresa d'alpinismo, dice: «Circa dieci anni fa mi trovavo su Colbricon in Trentino con mio padre per un semplice percorso di camminata. Li si è accesa la scintilla e non si è più spenta».

Una fiamma che ha iniziato ad ardere intensamente, dapprima con allenamenti specifici in Norvegia e successivamente alimentata da un'idea fissa: quota 8.000 e senza considerare le centinaia di metri, superflue per i profani su una vetta di migliaia di metri, decisive per gli alpinisti in quanto le più difficili da compiere.
Impiegato nel settore della supervisione di macchinari per cartiere, Andrea dal 2008, anno in cui si è “laureato” primo veronese a superare quota 8.000 metri, ogni due anni affronta una sfida con se stesso e con la natura.
«È necessario accumulare ferie, allenamenti specifici e denaro per finanziare le spedizioni. Devo ringraziare gli sponsor tecnici che mi stanno vicino, ma tra costi di trasferta e di attrezzatura auspico che in futuro qualche altro partner si possa avvicinare a queste imprese». La trasferta sul Lhotze, quarta montagna più alta della Terra e che si trova in Nepal, obiettivo per raggiungere il quale Andrea partirà mercoledì, è una delle più impegnative soprattutto per l'ultimo tratto che conduce a 8.516 metri.

«È necessario montare quattro campi a diverse quote, tornando sempre poi al campo base, prima di compiere l'ultima e decisiva ascensione. Per questo motivo le spedizioni hanno una durata mai inferiore ai cinquanta giorni».
L'alpinista veronese, che ha fondato nel 2011 l'associazione “Brusasolete” assieme ad un gruppo di amici, è alla terza montagna di questo genere e conosce quindi bene cosa significhi percorrere quegli ultimi metri. «Superata quota 7.900, detta “della morte”, tutto diventa più difficile. Non si riesce a bere e a mangiare, l'aria è rarefatta, senza considerare che si è soli e in caso di malattia, come mi è già successo, lo sconforto avanza». In terra nepalese, dove si trova il massiccio in questione proverà quella gioia interiore e quell'emozione che solo un percorso simile sa regalare.
«Quando arrivi in cima ti senti in pace con te stesso. Spesso per la difficoltà dei movimenti non riesci a manifestare la gioia che è quindi tutta vissuta interiormente. Posso restare in cima solo un'ora, poi le condizioni senza bombole diventano ingestibili ed inizia la discesa. Tutti pensano gli sforzi terminino con la salita, ma il ritorno è ricco d'insidie anche a causa di un comprensibile calo di tensione».

Alla presentazione della spedizione non ha voluto mancare l'assessore allo Sport del comune di Verona Federico Sboarina che ha consegnato il vessillo ufficiale della città ad Andrea Montolli per essere collocato sul tetto del mondo.
«Pur non avendole all'interno del proprio territorio, Verona ha un feeling particolare con le montagne ed imprese come queste avvicino al concetto di sport e divertimento – ha commentato Sboarina-. Seguirò, assieme a tutto il Comune, ancora una volta gli aggiornamenti telematici di Andrea in attesa dell'arrivo sul Lhotze: tutta la città farà il tifo per lui».
Accanto alla bandiera del Comune lo scalatore, da sempre tifoso, pianterà un'altra bandiera, questa volta sportiva, ovvero quello dell'Hellas Verona. «Calcio e montagna sono passioni, per certi versi uguali». Lo stesso filo conduttore che, ancora impegnato nella discesa della quota appena raggiunta, porta Montolli a pensare già alla prossima montagna da sfidare sfidare».
Nicolò Monaldi

Per le big è un'ecatombe Verona, si vola davvero
RIBALTONE. Aria di festa per la banda Mandorlini dopo il tris di venerdì e i ko della concorrenza
Cadono Toro, Pescara, Padova e Varese. Salva un punto il Sassuolo I gialloblù conservano la seconda piazza e preparano la volata finale

01/04/2012
La Serie B gioca per l'Hellas. Almeno per un sabato. Che passerà alla storia di questo campionato per aver segnato l'ecatombe degli dei: cade il Toro a Empoli, crollano in casa il Pescara (trafitto dal Bari) e il Padova (cucinato dal Crotone), scivola anche il Varese a Castellammare di Stabia e l'unica concorrente a salvare la pelle è il Sassuolo, che sfiora la vittoria a Grosseto ma a tempo scaduto viene tenuto in vita dalla traversa e deve tenersi stretto il suo 2-2. Va da sè, alla luce di questa incredibile capitombolo collettivo, che il successo colto venerdì sera dalla banda Mandorlini assume un sapore ancora più gustoso. Il secondo posto recuperato grazie al tris al Cittadella è salvo, anche se va ora diviso col Sassuolo. La vetta resta a soli tre punti, che potrebbero pure azzerarsi se l'ultimo grado di giudizio restituisse al Padova la vittoria recentemente ribaltata. Tutte le altre stanno dietro, a cominciare dal Pescara, apparentemente sulle gambe dopo la lunga corsa e reduce da due ko di fila.

RIENTRA LA SAMPDORIA. A sorridere, gialloblù a parte, è soprattutto la Sampdoria che, dopo aver lungamente patito, ritrova ora la zona play off a portata di aggancio. Ma è evidente che ora l'undici scaligero deve guardare soprattutto a se stesso. A nove turni dalla fine la A è tutt'altro che irraggiungibile. Serviranno energie fisiche e nervose, lucidità e sangue freddo. Che però non paiono davvero far difetto al Verona di queste ultime settimane. La vittoria sul Cittadella ha lasciato tante luci e qualche ombra. Stringi stringi la sensazione è largamente positiva. È iniziata la primavera gialloblù. Chi vorrà spiccare il grande salto dovrà necessariamente fare i conti con Maietta e compagnia.

INCONTENIBILI. La prima impressione ricavata due giorni fa riguarda l'eccellente condizione fisica dell'Hellas. L'assalto al Cittadella è stato condotto fin dal primo minuto con intensità, continuità, velocità. Di fatto i granata, per mettere la testa fuori dalla loro metà campo, hanno dovuto procurarsi spazi improbabili. Surclassati sul piano tecnico e tattico, decisamente a disagio nel tentativo di arginare la manovra corale dei ragazzi di Mandorlini, apparsi decisamente di un'altra dimensione. Notevole pure il carattere espresso dai singoli, che soprattutto nel primo tempo hanno controllato a piacimento le iniziative dei padovani. Il confronto con le altre big, viste all'opera ieri pomeriggio, è in questo momento stridente. Nessuno sta bene come il Verona. Che oltretutto sta esaltando le caratteristiche di alcuni suoi giocatori. E dimostrando che ruotando gli effettivi il prodotto non cambia.

TRASCINATORI. L'esempio più eclatante, ovviamente, è quello di Juanito Gomez, probabile uomo mercato a fine stagione. L'argentino di Mandorlini è letteralmente esploso. Corre e segna, apre squarci nelle difese avversarie e gonfia la rete, oggi come oggi, con disarmante puntualità. Dribbla, quando è possibile, anche i calcioni degli avversari, obbligati alle maniere forti per arginarne l'estro. È diventato soprattutto decisivo per la squadra e promette di diventare il valore aggiunto dei gialloblù da qui all'epilogo. Quanto al gruppo dei «ripescati», la citazione è d'obbligo per Emanuele Berrettoni: tolto dalla naftalina l'attaccante romano si è ripreso la corsia di sinistra come non l'avesse mai abbandonata. Ispirato, efficace, rapido: un paio di suoi assist di lusso avrebbero potuto avere migliore fortuna.

POCHI NEI. Il difetto, rispetto all'ultima vittoria, sta nel punteggio. Troppo risicato per essere accettabile quel 3-2 che, letto da fuori, mortifica la bella prestazione collettiva del Verona e accresce i meriti di un Cittadella rimasto per lunghi tratti della gara in apnea. L'ultimo Verona segna troppo poco rispetto a quello che crea. Nick Ferrari ha trovato una serata maldestra, bruciando un paio di opportunità speciali ma il tocco crudele, a tu per tu con Cordaz, è amncato anche ad altri. Se poi ci aggiungiamo qualche leggerezza dietro - pur a gara virtualmente chiusa - il quadro è chiaro. Poteva finire in goleada, restano comunque i tre punti.

SI VA AL «RIGAMONTI». All'orizzonte un incrocio da brividi col Brescia, venerdì in campo avverso. Non facile perché le rondinelle, proprio come la Samp, intravedono la possibilità di reinserirsi nella bagarre promozione anche se domani sera sono attesi da un posticipo scomodissimo a Reggio Calabria. Comunque il Brescia è in salute, ha ritrovato condizione, gioco e risultati. Quello del venerdì santo Potrebbe essere uno snodo chiave anche perché si giocano altre sfide dal pronostico incerto: Torino-Reggina, Varese-Pescara, lo stesso derby tra Sassuolo e Modena, dall'esito non così scontato. Fuori il cuore: chi si ferma rischia grosso.
Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


Sandrà: verso Brescia, in campo per 90'
Postata il 04/04/2012 alle ore 19:36
Differenziato per Hallfredsson e Russo, a riposo precauzionale Esposito, a causa di un trauma contusivo al polpaccio
SANDRA' - Gialloblù in campo per 90' nel pomeriggio di mercoledì, per affrontare la penultima seduta in preparazione alla trasferta di Brescia.
Presso il centro sportivo di Sandrà riscaldamento, torelli e tattica per reparti.

Differenziato per Hallfredsson e Russo, a riposo precauzionale Esposito, a causa di un trauma contusivo al polpaccio.
Ufficio Stampa

Mareco: "Contro il mio passato voglio vincere"
Postata il 04/04/2012 alle ore 18:17
Il difensore gialloblù anticipa la sfida contro la sua ex squadra, con in testa un solo obiettivo
SANDRA’ – Brescia-Hellas Verona, atto secondo. Victor Hugo Mareco è pronto ad affrontare il suo passato. In un derby, per giunta, una sfida attesa dalla tifoseria e che rappresenterà un nuovo banco di prova per il cammino dei gialloblù. "Quella di venerdì sarà una partita particolare, effettivamente. Lo sarà per me, poiché sono un ex con dieci anni trascorsi a Brescia dove ho conosciuto tanti amici, costruendo anche una famiglia. Ma lo sarà pure per tutti i miei compagni, perché un impegno così viene sempre vissuto con un contorno di attesa spasmodica".
C’è poco spazio per i ricordi, tuttavia. Il difensore ha in testa un solo obiettivo. "I sentimenti, per quanto belli, rimarranno fuori dal campo. Penso soltanto all’Hellas, a fare punti con questa squadra, per coronare un sogno che culliamo da settimane. Questa formazione sta attraversando un buon momento e sono certo possa fare grandi cose. Come? Rimanendo concentrata sempre, lottando su ogni pallone, per 90 minuti e più".
Le idee sono chiare, così come è chiaro che gli scaligeri dovranno lavorare con massima dedizione per una sfida che si preannuncia delicata. "Lo sarà, come ogni big match che si rispetti. La gara vinta contro i lombardi nel girone d’andata coincise con l’inizio della nostra cavalcata. Anche i nostri avversari di venerdì, rispetto alla gara giocata al "Bentegodi", sono cambiati parecchio. Ora gli uomini di Calori lottano per un posto nei play-off e dovremo esserebravi e caparbi nell’imporre il nostro gioco".
Magari con un gol proprio di Mareco? "Sarebbe un sogno, ma in quel caso, per rispetto nei confronti della mia vecchia maglia, non esulterei".
Ufficio Stampa

Mandorlini: “Importante l’approccio mentale”
Postata il 04/04/2012 alle ore 18:31
"Si affrontano due squadre che stanno molto bene, loro hanno avuto una continuità di risultati molto importante"
SANDRA' - A pochi giorni dalla sfida del “Rigamonti”, Andrea Mandorlini introduce la gara di venerdì contro il Brescia. “Sarà un match impegnativo, è una partita molto sentita e sarebbe bello portare a casa i tre punti. Si affrontano due squadre che stanno molto bene, loro hanno avuto una continuità di risultati molto importante. Penso che per entrambe le compagini non sarà facile avere la meglio sull’altra”.
All’andata un eurogol di Thomas Pichlmann allo scadere aveva permesso ai gialloblù di imporsi sulle “rondinelle” per 1-0. Rispetto a un girone fa, però, la situazione è molto cambiata, con Alessandro Calori che ha preso il posto di Beppe Scienza sulla panchina dei bresciani, ed una squadra che sta attraversando un ottimo periodo di forma. “Anche all’andata penso che giocassero bene a calcio e che riuscissero a creare situazioni di gioco importanti. Con il cambio di allenatore hanno iniziato a vincere subito, e questo è sicuramente molto importante dal punto di vista della consapevolezza. Abbiamo alcuni giocatori con qualche problemino fisico, però sarà importante affrontare la gara con il giusto approccio dal punto di vista mentale. Ci teniamo a fare una buona prestazione”.
La 34a di campionato sarà anche sfida in famiglia con il figlio Matteo. “Sono contento che abbia recuperato dall’infortunio, lui è un giocatore di grande temperamento, che dà sempre tutto. Forse a volte è un po’ troppo irruento, non tira mai indietro la gamba e magari questo lo ha portato in passato ad avere qualche problemino fisico. Ma in fondo questi sono i giocatori che piacciono a me. Spero che incontrarlo possa portarmi fortuna come all’andata”.
Ufficio Stampa

Giudice Sportivo, un turno di squalifica a Zambelli del Brescia
Postata il 03/04/2012 alle ore 16:04
Il difensore non sarà a disposizione per la 34a di campionato dopo aver rimediato con la Reggina l'ottava ammonizione stagionale
VERONA - Brescia costretto a rinunciare a Marco Zambelli in occasione della 34a giornata di campionato, in programma venerdì al "Rigamonti".
Il difensore è stato squalificato per un turno dal Giudice Sportivo dopo aver rimediato con la Reggina l'ottava ammonizione stagionale.
Ufficio Stampa

Martedì differenziato per Hallfredsson e Russo
Postata il 03/04/2012 alle ore 19:26
Presso il centro sportivo di Sandrà allenamento a porte chiuse caratterizzato da riscaldamento, torelli, tattica e partita
SANDRA' - Seduta pomeridiana nella giornata di martedì per la formazione scaligera, impegnata nella preparazione del match di venerdì col Brescia.
Presso il centro sportivo di Sandrà allenamento a porte chiuse caratterizzato da riscaldamento, torelli, tattica e partita.
Differenziato per Hallfredsson e Russo.
Ufficio Stampa

"Il miglior giovane della Serie B", Pucino vs. Tachtsidis
Postata il 03/04/2012 alle ore 12:09
Il centrocampista greco opposto all'esterno difensivo del Varese nei Quarti di Finale: esprimi la tua preferenza perchè si qualifichi al turno successivo!
VERONA - Nell'ambito del concorso "Il miglior giovane della Serie B" (qui il link diretto), che nello scorso campionato ha visto centrare il successo il giocatore della Reggina Nicolas Viola, è entrato a far parte dei Quarti di Finale Panagiotis Tachtsidis.

Il greco dell'Hellas Verona è opposto in questa fase a Raffaele Pucino, esterno difensivo del Varese. La fase eliminatoria in corso durerà fino alle 14:30 di lunedì 16 aprile: esprimi la tua preferenza e manda in Semifinale il centrocampista gialloblù!
Ufficio Stampa

Brescia-Hellas Verona: 40 i precedenti in Lombardia
Postata il 03/04/2012 alle ore 12:33
Il bilancio gialloblù è di 8 successi, l’ultimo dei quali risalente alla stagione 1998/99, per 2-0 (Cammarata-Guidoni). 17 le vittorie dei padroni di casa
VERONA – L’anticipo della 34a giornata vedrà l’Hellas Verona far visita al Brescia. Zambelli e compagni, rivitalizzati dalla gestione Calori, sono reduci dal pareggio maturato a Reggio Calabria nel posticipo di lunedì 2 aprile, con pareggio di Bonazzoli per i calabresi in extremis, dopo il vantaggio lombardo ad opera di Jonathas.

Sono 40 i precedenti al "Rigamonti", comprensivi anche dei match di Coppa Italia disputati nella storia tra le due società. Il bilancio vede i gialloblù protagonisti di 8 successi in trasferta, l’ultimo dei quali risalente alla stagione 1998/99, in Serie B, con un 2-0 firmato Cammarata-Guidoni.
Dei 15 pareggi, l’ultimo in ordine cronologico è uno 0-0 nel febbraio 2007, mentre la più recente affermazione fra le 17 delle rondinelle è datata 7 giugno 2006, per 3-2 (reti venete di Adailton e Italiano).

Altalenante, nella stagione in corso, il ruolino dei prossimi avversari tra le mura amiche: 7 vittorie, a fronte di 4 pari e ben 6 sconfitte, l’ultima delle quali il 10 marzo scorso (1-2 contro il Padova).
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





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CIAD-EGITTO fantastica autorete!
VITA DA EX: Gigi APOLLONI, difensore centrale a fine carriera nell'HELLAS da 1999 al 2001 (51 presenze 1 gol), nuovo allenatore del GUBBIO, mentre in Serie A sulla panchina del GENOA torna 'Sandokan' MALESANI...
SERIE A: Brutto scivolone interno della FIORENTINA contro il CEO e ora i viola rischiano la retrocessione... I tifosi contestano!

CESTISTA LIBANESE NELLA STORIA: SEGNA 113 PUNTI TUTTI DA SOLO -VIDEO
Mercoledì 04 Aprile 2012 - 21:13
BEIRUT - Centotredici punti tutti da solo. Mohammad El Akkari, guardia della formazione libanese del Moutahed, è stato il protagonista di una prestazione strepitosa, come riporta il sito fibaasia.net. Il 27enne, che prima dell'esplosione viaggiava alla modesta media di 7,6 punti a gara, ha dato spettacolo nel match vinto 173-141 contro il Bejjeh nelle Final Eight del campionato nazionale.
Il tabellino del giocatore è finito addirittura in evidenza sul sito di Espn, il sito del principale network sportivo degli Stati Uniti: 40 su 69 al tiro, un irreale 32 su 59 da 3 punti e appena un tiro libero. «Ringrazio Dio per questa prestazione. Penso sia il risultato dei miei allenamenti -ha detto El Akkari-. Voglio anche ringraziare il mio allenatore per avermi lasciato in campo e ringrazio i miei compagni per l'aiuto».
El Akkari entra nell'esclusivo club dei giocatori capaci di segnare più di 100 punti in un incontro. Il più celebre, ovviamente, rimane Wilt Chamberlain: nel 1962, con la maglia dei Los Angeles Lakers, raggiunse quota 100 contro i New York Knicks.
Secondo Fibaasia.net, nel continente almeno altri 2 giocatori sono riusciti ad arrivare in tripla cifra. Bisogna tornare al 1923 per trovare i 116 punti segnati dal filippino Lou Salvador contro la Cina. L'altro marcatore fenomenale del continente asiatico sarebbe Jeron Teng, prodigioso studente delle Filippine capace di realizzare 104 punti in una gara a livello scolastico.

GENOA, ESONERATO MARINO: IN PANCHINA TORNA MALESANI
Lunedì 02 Aprile 2012 - 17:35
GENOVA - «Il Genoa cfc - si legge nel comunicato ufficiale del club rossoblù - comunica di aver richiamato alla guida della squadra il tecnico Malesani e i suoi collaboratori. La società ringrazia per l'opera svolta l'allenatore Pasquale Marino, il vice Massimo Mezzini e l'assistente tecnico Catello Senatore,sollevati dai rispettivi incarichi». Malesani era stato esonerato il 22 dicembre scorso.

CALCIOSCOMMESSE, ARRESTATO MASIELLO: "FECI L'AUTOGOL PER SOLDI" -FOTO/VIDEO
Martedì 03 Aprile 2012 - 06:45 di Ernesto De Franceschi
MILANO - Quaranta giorni fa al pm disse che era stato tutto casuale. Invece quell’autorete in Bari-Lecce del 15 maggio scorso, che a rivederla oggi appare ancora più goffa, era voluta. Un autogol da 300 mila euro, da dividere con gli amici. Andrea Masiello è il nome eccellente degli arresti eseguiti ieri all’alba nel filone barese del calcioscommesse. L’ex difensore del Bari, dalla scorsa estate all’Atalanta che nel frattempo lo ha già scaricato, ha ammesso: «Quando il risultato era sullo 0-1 ho sfruttato l’occasione per cristallizzare la sconfitta del Bari e per poter ottenere i soldi che mi avevano promesso».
Oltre a Masiello sono finiti in carcere due suoi amici e scommettitori, Giovanni Carella e Fabio Giacobbe, ritenuti complici delle combine di alcune partite disputate dal Bari nello scorso campionato di serie A. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Oltre al derby col Lecce, finito 0-2, la procura pugliese ha messo nel mirino Bologna-Bari (0-4), Udinese-Bari (3-3), Bari-Genoa (3-0), Cesena-Bari (1-0). Ombre anche su Palermo-Bari (2-1). Una ventina gli indagati: tra gli altri, gli ex calciatori baresi Portanova (difensore, oggi al Bologna), Parisi (adesso in B nel Torino), Bentivoglio, Rossi, Ghezzal, Esposito, Bellavista e Belmonte.

«Quel derby Bari-Lecce segnò la fine dello scorso campionato di serie A e quindi la sua falsificazione sportiva». A sostenerlo sono gli stessi uomini che hanno arrestato Masiello ieri all’alba. Fu proprio con quei tre punti comprati dal più acerrimo rivale che il Lecce riuscì a conquistare la salvezza, falsificando dunque l’intera lotta per rimanere in A e che vide alla fine soccombere la Sampdoria. Anche le intercettazioni telefoniche certificano la combine. Angelo Iacovelli, factotum del Bari e Nicola De Tullio, vengono convocati dalla polizia giudiziaria. Parlando del centrocampista del Bari Almiron, uno con un passato nella Juve, Iacovelli dice a De Tullio: «Rimproverava i suoi compagni, e gli diceva venduti!». E, a proposito di Juve, Masiello ai giudici cita anche Pepe e Bonucci, che nell’interrogatorio ha smentito la tesi del suo ex compagno nel club pugliese.
Nel provvedimento cautelare il gip Giovanni Abbattista parla di «protocollo Masiello» e di gare vendute a chi offriva di più. Poi il gip scrive che gli ultrà baresi chiedevano ai calciatori di perdere per vincere soldi. Il portiere Gillet disse no e venne minacciato. Il club pugliese si è già definito parte lesa, mentre il presidente della Figc Giancarlo Abete si augura «tolleranza zero e processi sportivi rapidi».

JUVE, STRISCIONI RAZZISTI CONTRO NAPOLI: È POLEMICA
Lunedì 02 Aprile 2012 - 17:10
Tifosi indignati sul web dopo gli striscioni esposti ieri sera sugli spalti del nuovo Juventus Stadium da alcuni tifosi bianconeri a Torino durante il match di campionato Juve-Napoli. A far montare la rabbia dei partenopei le scritte «Vesuvio wash it», «Benvenuti in Italia», e lo sfottò sull'emergenza rifiuti con un sacchetto di immondizia e la scritta «vi è caduto dal pullman». Ma la risposta dei tifosi azzurri non è tardata ad arrivare. In attesa che eventuali provvedimenti ufficiali sanzionino tali comportamenti, la condanna viaggia su Facebook e Twitter. Tanto per cominciare, ai partenopei non è sfuggito l'errore grammaticale presente nello striscione sul Vesuvio.

Tra le immagini postate sulle bacheche di molti azzurri su Facebook quella che risponde a quei tifosi juventini che tenevano in mano lo striscione: «Oltre che razzisti siete pure ignoranti. Si scrive wash them». «Vabè lo striscione Vesuvio wash it sinceramente era proprio inappropriato. Non vi vergognate neanche un pò?», scrive un utente su Twitter. «Non so se è più triste il 'vesuvio wash it' in sè o l'essere così ignoranti da non sapere che si scrive wash them», si legge in un altro tweet. Ma c'è anche chi, più concretamente, pensa già alla prossima sfida con i bianconeri, la finale di Coppa Italia il 20 maggio allo Stadio Olimpico di Roma. «È bruttissimo essere presi in giro per la spazzatura, il Vesuvio - si legge in un tweet indirizzato a Lavezzi - Il 20 maggio vendicaci tu!».

ZEMAN PIANGE PER MANCINI PRIMA DI PESCARA-BARI -FOTO
Lunedì 02 Aprile 2012 - 14:22
PESCARA - Non ha retto all'emozioni, anche un uomo dal carattere forte come Zdenek Zeman, adesso allenatore del Pescara. In settimana è scomparso l'ex portiere Franco Mancini, che fu uno dei suoi giocatori, e adesso era il preparatore nella squadra abruzzese. Il tecnico boemo è stato visto dall'obiettivo dei fotografi, quando una lacrima gli è scesa sulla guancia, in ricordo di un vecchio amico.

CHICAGO E THUNDER KO, VINCE UTAH. CLIPPERS TRAVOLGONO DALLAS -VIDEO
Martedì 03 Aprile 2012 - 11:07
DALLAS - Nelle sei partite giocate nella notte nel campionato Nba di basket due sorprese. Sconfitti in casa i Chicago Bulls e gli Oklahoma City Thunder, ovvero le due franchigie con la migliore percentuale di vittorie. I Bulls, ancora senza la loro stella Derrick Rose, sono sconfitti dagli Houston Rockets 99-93.
Per la prima volta in stagione e a 86 partite dall'ultimo episodio simile, Chicago perde due match consecutivi: sfuma il record, detenuto da Utah dalla fine degli anni '90, di 95 gare senza due ko di fila. Si ferma anche la corsa dei Thunder di Kevin Durant, battuti 94-88 dai Memphis Grizzlies. Protagonista del successo O. J. Mayo che, entrato dalla panchina, ha firmato 22 punti in 30 minuti, compresa la decisiva tripla a 17 secondi dalla sirena. Memphis risale in quinta posizione a Ovest, superando i campioni uscenti di Dallas, travolti in casa dai Los Angeles Clippers 94-75.
Per i californiani 28 punti di Randy Foye, ben 16 rimbalzi di Blake Griffin e dieci assist di Chris Paul. In ottica playoff non si arrende Utah (102-97 a Portland con 30 punti e 11 rimbalzi di Millsap), vittoria infine di Sacramento, mentre Milwaukee passa a Washington con i 19 dell'ex Virtus Roma Brandon Jennings.

I RISULTATI I risultati delle partite della regular season Nba: Chicago Bulls-Houston Rockets 93-99 Washington Wizards-Milwaukee Bucks 98-112 Sacramento Kings-Minnesota Twolves 116-108 Portland Trail Blazers-Utah Jazz 97-102 Dallas Mavs-LA Clippers 75-94 Oklahoma City Thunder-Memphis Grizzlies 88-94.

KENTUCKY VINCE LA NCAA DOPO 14 ANNI. DAVIS MVP, VOLA VERSO LA NBA -VIDEO
Martedì 03 Aprile 2012 - 13:05
NEW ORLEANS - Sono i Kentucky Wildcats ad aggiudicarsi, per l'ottava volta nella loro storia, il titolo NCAA, battendo in finale 67-59 i Kansas Jayhawks, davanti ai 73 mila spettatori del 'Louisiana Superdome' di New Orleans. A Kentucky il titolo mancava da 14 anni, dal lontano 1998 e lo ha ottenuto in un match dominato a larghi tratti.
Miglior giocatore Anthony Davis, designata prima scelta Nba, che mette a segno 6 punti con 16 rimbalzi, 5 assist, 3 recuperi e 6 stoppate, record per la finale. Doron Lamb è il miglior realizzatore della serata con 22 punti, mentre per i Jayhawks il best scorer è Tyshawn Taylor con 19 punti.

Finalmente, coach John Calipari può godersi il primo trionfo della carriera. Il titolo, sfiorato più di una volta, è in bacheca. «Siamo la squadra migliore e volevo che tutti lo vedessero», dice alla fine dell'annata chiusa con un bilancio di 38 vittorie 2 sconfitte. In particolare la delusione cocente per la sconfitta subita nel 2008, quando guidava Memphis, è cancellata: in quella finale, persa all'overtime, l'avversario era proprio Kansas di coach Bill Self.
Stavolta il finale è diverso: Calipari fa festa e ringrazia la sua squadra piena zeppa di talento. Davis, decisivo nonostante l'1/10 al tiro, lascerà il college dopo una sola stagione ed è destinato a cambiare il volto della franchigia che lo sceglierà con il numero 1 assoluto. Il lungo ha qualità tecniche e fisiche che gli consentono di lasciare il segno anche tra i grandi. «Non è merito mio -dice Davis dopo il trionfo-. In questa partita ho faticato in attacco. Ho detto ai miei compagni di segnare, io avrei pensato a difendere e a prendere i rimbalzi».

Nella Nba voleranno altri pezzi del mosaico dei Wildcats. Non è un caso se, nel mondo del basket a stelle e strisce, più di un addetto ai lavori sarebbe pronto a scommettere sulla vittoria di Kentucky nell'eventuale sfida con qualcuna delle peggiori franchigie Nba. Al piano superiore, in particolare, salirà con legittime ambizioni anche Michael Kidd-Gilchrist, altro osservato speciale nel prossimo draft. Tra i pro sbarcheranno anche Terrence Jones, Doron Lamb e Marquis Teague, gli altri 3 titolari nella stagione trionfale conclusa con il tradizionale taglio della retina.

BRASILE, BACIO IN BOCCA PER FESTEGGIARE IL GOL: L'ESULTANZA 'AFFETTUOSA' -VIDEO
Martedì 03 Aprile 2012 - 17:13
BRASILE - Un bacio in bocca per festeggiare il gol del 2-1. Succede in Brasile, nel corso della gara fra Coritiba e Rio Branco. A scambiarsi il bacio dell'esultanza Demerson, giocatore del Coritiba, e il suo compagno Rafael Silva. Il primo, pazzo di gioia per il gol al '76 che ha regalato il vantaggio alla sua squadra, è corso fra le braccia del secondo e ha stampato un bacio "affettuoso" sulle sue labbra. Gesto che, manco a dirlo, ha fatto il giro del Brasile, e non solo.

CIAD, AUTORETE SPETTACOLARE DI HISSEIN. E IL TELECRONISTA SE LA RIDE -VIDEO
Martedì 03 Aprile 2012 - 18:40
ROMA - Finta di corpo a disorientare l'avversario, movimento col bacino per far scivolare il pallone e poi colpo sotto per effetuare un pallonetto imprendibile al portiere. Peccato che il gol sia nella propria porta. Autogol di certo non banale, non c'è che dire, quello che ha insaccato Hassan Hissein, giocatore del Ciad, nella partita contro l'Egitto. Un'autorete tanto goffa che anche il cronista se la ride, commentando la partita.

CASSANO ORA PUÒ TORNARE A GIOCARE. LE FOTO DOPO LE VISITE MEDICHE -GUARDA
Martedì 03 Aprile 2012 - 20:01
MILANO - Le sue battute non sono praticamente mai mancate a Milanello. Ma oggi Antonio Cassano ha ricominciato a sfornare anche i suoi colpi di classe, appena quattro ore dopo aver ricevuto il certificato di idoneità agonistica grazie al quale è tornato a essere un calciatore a tutti gli effetti, a cinque mesi di distanza dall'intervento (4 novembre) per sanare la piccola malformazione cardiaca indicata come causa dell'ictus ischemico che lo aveva colpito qualche giorno prima.

ALLENAMENTO CON LA PRIMAVERA Ferma a quella trasferta di Roma del 29 ottobre, la carriera calcistica di Cassano è ripresa subito con un allenamento assieme alla Primavera rossonera, sotto gli occhi del responsabile sanitario del Milan Rodolfo Tavana, che per stargli vicino ha saltato la trasferta di Champions: un'ora e mezza di lavoro a una certa intensità, inclusa la particella in cui l'attaccante ha segnato un gol su rigore e fornito qualche assist.

IL RIENTRO Ma i ritmi della prima squadra sono diversi e il barese comincerà a testarli da domani, quando Massimiliano Allegri e i suoi rientreranno da Barcellona. Non è escluso che la prima convocazione possa arrivare già per la sfida di sabato contro la Fiorentina, almeno per fargli assaporare di nuovo l'atmosfera del ritiro. Ma è probabile che per vederlo in campo serva una decina di giorni, e non aspetta altro anche il ct azzurro Cesare Prandelli per valutare se portarlo all' Europeo. «Allegri deciderà quando giocherà la sua prima partita», ha spiegato in mattinata Tavana, mostrando il certificato di idoneità non senza un pizzico di commozione. «È stata una situazione molto complicata: era - ha notato - il primo caso del genere nel mondo del calcio, nonchè il primo vero problema nella carriera di Cassano. Devo ringraziare tutta la società, dal presidente Berlusconi a Galliani, da Allegri ai preparatori atletici, perchè mi hanno aiutato a gestirla. Oltre alla Federazione medico sportiva italiana che ci ha permesso di certificare la salute del giocatore con la massima certezza».

LA PAURA PER LA CARRIERA FINITA Cassano invece è entrato (dopo aver parcheggiato nel posto riservato a un dipendente che non l'ha presa bene) ed ha lasciato l'Istituto di medicina dello sport dribblando le telecamere. E se non ha sorriso nemmeno un attimo, spiega chi gli è stato vicino, è perchè negli ultimi cinque mesi (in cui si è sottoposto a una quindicina di esami specifici) e in particolare negli ultimi due giorni, ha vissuto con il timore di non poter più essere un calciatore. Una paura attenuata dal parere positivo espresso ieri dalla commissione nominata dalla federmedici sportivi presieduta da Maurizio Casasco, che ha lavorato con dieci luminari italiani e ha coinvolto lo statunitense Jay P. Mohr, massimo esperto di neurologia vascolare. E cancellata dal test di idoneità superato «con ottimi risultati» all'Istituto di medicina sportiva di Milano diretto da Emilio Rovelli: visita clinica, esame delle urine, ecocardiogramma a riposo e dopo sforzo, spirometria, esame di vista e udito secondo protocollo, oltre a un test sotto sforzo sulla cyclette per avere ulteriori certezze. «Cassano è in peso forma e si vede che si è allenato come un maratoneta nell'ultimo mese, ha fatto quasi il giro dell' Equatore», ha garantito Rovelli, soddisfatto quanto Casasco, che ha sottolineato come «l'Italia sia all'avanguardia a livello internazionale quando si parla di medicina sportiva».

FONTE: Leggo.it


Rossi prudente «In Qatar contano le qualifiche»
MOTO. Verso il mondiale. Si parte domenica
La Ducati è tornata ai settaggi già provati in inverno. «Sono realista»

04/04/2012
LOSAIL (DUBAI) Alla vigilia del secondo anno di matrimonio tra Valentino Rossi e la Rossa di Borgo Panigale, regna la prudenza. Domenica in Qatar si celebrerà la prima delle 18 gare che animeranno la stagione 2012 e Valentino fa il punto della situazione e dell'andamento dei test invernali prima della partenza per la penisola arabica. «Durante l'inverno abbiamo lavorato molto», ha detto il pilota Ducati, «anche se ad un certo punto avevamo preso una direzione sbagliata. Nell'ultimo test abbiamo ritrovato le buone sensazioni della prima uscita con la GP12». Nell'ultimo test di Jerez infatti si è cercato di tornare su set up più graditi a Rossi e al suo compagno di squadra Hay-den. «Con gli assetti provati la prima volta a Sepang e ritrovati a Jerez», ha detto Rossi, «partiremo in Qatar, perché sono riuscito ad avere un feedback piùsincero dalla moto e a guidare meglio.

A Losail sarà molto importante lavorare bene nei turni precedenti le qualifiche in modo da arrivare al sabato aumentando passo dopo passo la confidenza, cercando di spremere il massimo possibile dal nostro potenziale». La pista di Losail in Qatar non è mai semplice. La prima difficoltà che incontrano i piloti, quella della sabbia, che nei primi turni è ancora presente sul manto d'asfalto e dunque falsa le sensazioni in pista. Poi il fatto di correre di notte, anche quello richiede una concentrazione specifica. La situazione sembra difficile con una moto già a posto, figurarsi con una situazione non ancora completamente sviluppata. «Sono piuttosto realista», conclude Valentino.

«So che siamo ancora lontani come tempi e che restano diverse cose da sistemare ma è anche vero che noi in pista e i ragazzi a casa abbiamo una direzione in cui lavorare e dobbiamo fare sempre il massimo possibile. Non stravolgeremo la moto durante la stagione ma cercheremo di progredire un pò alla volta». La scelta di Valentino e della Ducati sembra essere la più prudente possibile e non c'è altra strada per arrivare ad essere competitivi, soprattutto adesso che il tempo stringe.

Barça troppo forte Il Milan punito anche da due rigori
CHAMPIONS LEAGUE. Al Camp Nou finisce 3-1. Rossoneri fuori
Nocerino pareggia il primo penalty (giusto) di Messi L'arbitro ne assegna un altro generoso e la Pulce non sbaglia. Il gol della sicurezza catalana è di Iniesta

04/04/2012
BARCELLONA Ciao Milan. Niente Champions, niente Coppa Italia: ai rossoneri ora resta solo da lottare per lo scudetto. Ma la Juve è più vicina e Berlusconi non avrà fatto certo salti di gioia in questi giorni: Allegri stia attento. La sua squadra ha retto dignitosamente al Camp Nou ma ha ceduto alla distanza a un avversario complessivamente più forte. Certo: i due rigori fischiati a favore del Barcellona sono stati pesanti per il Milan. La squadra campione d'Italia nel primo tempo ha segnato l'unico gol su azione con il mediano tuttofare Nocerino su ispirazione del solito Ibrahimovic. Occorre dire che il primo penalty è stato chiaro: ma che figuraccia Mexes in avvio d'azione. Il secondo un pò meno: Nesta si è attaccato alla maglia di Busquets perché Puyol lo ha ostacolato. Messi ha tirato in maniera magistrale entrambi i penalty, ma il Milan, pur messo in difficoltà dalla girandola dei catalani, non è andato male. Poi nella ripresa su una ripartenza degli uomini di Guardiola, Iniesta ha segnato il terzo gol e chiuso la partita.

Pep Guardiola ha schierato, rispetto alla gara d'andata, un Fabregas in più e un Keita (entrato nella ripresa) in meno, ma ha anche preparato una sorpresa in attacco: Cuenca al posto di Sachez. Il giovanotto non ha fatto stracelli. Messi, oltre che su rigore, avrebbe potuto segnare ancora. In ogni caso è stato protagonista. Anche Alcantara e Xavi hanno avuto delle occasioni. Riavvolgendo il nastro della partita, bisogna dire che con una solenne ciccata di sinistro al momento del tiro, l'ex blaugrana Ibrahimovic si è presentato al Camp Nou, dove il Barça ha quasi subito preso in mano il dominio del gioco. Il primo rigore è su Messi all'11': ricevuta la palla la «pulce» è stato agganciato da Antonini e l'inevitabile rigore gli ha dato la possibilità di battere Abbiati sulla destra, basso. Così l'erroraccio di Mexes ha compromesso un pò la serata rossonera. Il gioco d'attesa dei rossoneri è stato premiato al 32': Robinho ha cercato Ibrahimovic che ha aperto sulla destra da dove Nocerino in diagonale rasoterra ha insaccato.

Secondo rigore al 39', quando una cintura di Nesta su Busquets ha indotto Kuipers a fischiare il secondo rigore per i catalani. Messi ha mandato Abbiati sulla propria destra, insaccando dal lato opposto. Partita in frigorifero all'8' della ripresa. Messi ha dato a Iniesta grazie a un rimpallo e destro vincente del centrocampista. I padroni di casa, ormai sicuri, hanno tenuto palla. Boateng ha cercato il gol al 15', poi è entrato Aquilani al posto di Seedorf. Allegri ha invece regalato qualche minuto a Pato, ma quando non c'era più nulla da fare. Il brasiliano ha dato poi forfait per l'ennesimo guaio muscolare.

Addio Chinaglia La Lazio perde la sua bandiera
CALCIO IN LUTTO. Si è spento in Florida all'età di 65 anni, per un infarto
Se ne va il bomber: con 24 gol guidò i biancocelesti alla conquista del loro primo scudetto , nel 1974 Fra prodezze e guai giudiziari, una vita spericolata

02/04/2012
Se n'è andato l'eroe del primo scudetto della Lazio. L'ex attaccante Giorgio Chinaglia è morto in Florida, tradito dal cuore a soli 65 anni. L'annuncio, piangendo, lo ha dato dalla Florida il figlio Anthony. Dal 1983 Long John aveva appeso gli scarpini al chiodo, ma la sua vita ha continuato a essere piena di dribbling, tra annunci, fallimenti e truffe. In Italia, nella sua Roma dove negli anni '70 era un eroe, Giorgio Chinaglia non poteva più tornarci. Dalla primavera del 2006, infatti, era iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di riciclaggio, poi un'ordinanza di custodia cautelare per estorsione ed aggiotaggio, nell'inchiesta sulle irregolarità nella scalata alla Ss Lazio. Infine, nel luglio 2008, il suo nome è stato accostato al clan dei Casalesi. Per la giustizia italiana, Chinaglia era latitante. Ma l'ex bomber della Lazio, prima di decidere di far parlare di sè anche fuori dal campo, era stato la bandiera dei biancocelesti di Maestrelli, quelli dello scudetto del '74. Classico centravanti, forte, potente, impetuoso, entrava in area palla al piede e segnava. Era tanto forte in mezzo al campo, quanto provocatore fuori.

A San Siro, di fronte ai tifosi interisti, scalciò il compagno di squadra D'Amico, reo di non aver rincorso Sandro Mazzola. All'Olimpico, dopo un gol nel derby, andò ad esultare la Sud, curva dei romanisti. Chinaglia arrivò nella Capitale a 22 anni, nel 1969. Nato a Carrara, il 24 gennaio 1947, ad appena sei anni la sua famiglia emigrò in Galles, dove aprì un piccolo ristorante. Qui Chinaglia cominciò a giocare a calcio: nello Swansea, poi nel Cardiff, in prima divisione. In Italia, proprio in Toscana, tornò nel 1966/67, alla Massese in serie C. Poi due stagioni all'Internapoli, sempre in C, fino all'arrivo alla Lazio nel 1969/70, dove restò fino al 1976. Nel 1971/72 Long John, soprannominato così dai tifosi biancocelesti perché cresciuto in Galles, vinse la classifica cannonieri di serie B con 21 gol e riportò i biancocelesti in serie A. Proprio come giocatore di B, riuscì a conquistare un posto in Nazionale: esordio e gol in Bulgaria, il 21 giugno del 1972. Nella stagione 1972/73 la Lazio neopromossa sfiorò lo scudetto: assieme a Chinaglia c'erano Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi, Felice Pulici e Vincenzo D'Amico.

Nella stagione 1973/74 lui segnò 24 reti e la Lazio conquistò lo scudetto, alla penultima giornata (12 maggio 1974). Nell'estate '74 arrivarono i Mondiali tedeschi: Long John partì titolare, ma con il ct Ferruccio Valcareggi non furono tutte rose e fiori. L'allenatore azzurro lo sostituì, nel corso di Italia-Haiti, e Chinaglia lo mandò a quel paese in mondovisione. Poco dopo finì l'avventura azzurra in Germania e con lei anche quella di Chinaglia in Nazionale che, col nuovo allenatore, Fulvio Bernardini, fu utilizzato poco. In tutto, in azzurro, dal 1972 al 1975, disputò 14 partite e segnò 4 reti. Chinaglia concluse, poi, la sua carriera oltreoceano, al Cosmos, club newyorkese dove giocarono anche Pelè e Beckenbauer. L'avventura nel calcio statunitense durò sette anni, Chinaglia fu il miglior marcatore della storia della North American Soccer League: in sette anni segnò 193 gol in 213 partite. Appese le scarpette al chiodo, Chinaglia divenne dirigente a New York, per poi tornare alla Lazio da presidente. Due anni alla guida del club biancoceleste e poi le esperienze di rito come commentatore sportivo. La Lazio, però, torna più volte nel suo destino.

Dall'anno del suo primo ritorno a Roma, nel 1985, quando fu accolto in maniera trionfale e acquisì il club fino all'ultimo tentativo, di riacquisire la squadra e strapparla a Lotito. Nel luglio 2004 acquisì il Lanciano (C1). Poi l'annuncio, nell'ottobre 2005: Long John torna alla Lazio. Ritorna assieme agli ungherese: la curva nord è contro il presidente Lotito, Chinaglia riabbraccia i suoi vecchi tifosi e va perfino in mezzo a loro a vedere una partita. Ma Lotito resiste. Fino a quando, nell'aprile del 2006, si apre un'inchiesta per aggiotaggio sulla scalata in borsa alla Lazio tramite la mediazione di Giorgio Chinaglia. L'ultima bomba, la più pesante, gli arrivò da Napoli nel luglio 2008: c'è anche l'ex capitano e bandiera della Lazio tra i dieci destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip per il tentativo di acquisto della Lazio con denaro della camorra. Poi di lui si erano perse le tracce fino all'annuncio di ieri del figlio Anthony della scomparsa di Chinaglia a seguito di problemi cardiaci.

FONTE: LArena.it


SERIE A
Genoa, ecco il Malesani bis
03.04.2012 07.30 di Cristina Guerri
Quello che nella giornata di ieri ha abbandonato il centro sportivo di Pegli era un Pasquale Marino sorpreso e amareggiato per l'esonero. Il Genoa cambia nuovamente, e sceglie ancora una volta Malesani, mandato via a fine dicembre proprio per far spazio al tecnico marsalese. Una scelta obbligata per il presidente del Genoa Enrico Preziosi, costretto a fare i conti con una classifica sempre più compromettente (sono infatti solo sei i punti che dividono i rossoblù dalla terzultima posizione). A Malesani tocca dunque il compito di affrontare le ultime otto partite della stagione nel migliore dei modi.

Nel primo allenamento che svolgerà questo pomeriggio ritroverà dopo l'esperienza a Verona Alberto Gilardino, uno dei rinforzi del mercato di gennaio. Uno degli elementi che doveva permettere al Genoa di cambiare rotta e di lottare per gli obiettivi prefissati a inizio stagione (l'Europa League). Difficile poter raddrizzare un'annata che pian piano ha subito sempre piú contraccolpi, ma la salvezza è piú che auspicabile per Malesani, che cercherà di lavorare soprattutto sulla testa di un gruppo che conosce bene, e che nella prima parte di stagione aveva permesso al Genoa di collezionare 21 punti in 16 partite prima del ko del San Paolo contro il Napoli.

Una sconfitta (6-1) che il patron rossoblù aveva definito inguardabile e che li aveva spinto a cercare la soluzione di Marino. Poche le dichiarazioni rilasciate dal tecnico esonerato: "Sono stato bene, ma sono sorpreso di questa scelta, ora che il calendario cominciava a farsi più semplice". Con Novara, Cesena, Milan, Siena, Bologna, Cagliari! Udinese e Palermo. Otto partite per dimostrare il valore di questo Genoa: sulla carta certamente europeo, sul campo ai limiti della salvezza.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


La Fiorentina rischia la Serie B e i tifosi la contestano ferocemente
FIRENZE – Al fischio finale di Fiorentina-Chievo, che i veneti hanno vinto 2-1, i tifosi della curva Fiesole hanno insultato soprattutto i giocatori viola definendoli ‘uomini di m…’ in mezzo a fischi. Qualche sporadico slogan anche contro i Della Valle. Gia’ nell’intervallo, con la Fiorentina sotto di un gol, erano stati lanciati i cori ‘Fate ridere’, ‘Andate a lavorare’, ‘Rispettate la maglia’. Poi tutti a sostenere la squadra sperando in una rimonta che non e’ arrivata.

”Se ho intenzione di dimettermi? Io vado avanti, non mi sembrerebbe giusto venire meno alle mie responsabilita’ in un momento difficile, non ho intenzione di lascire, poi ovviamente ogni decisione spetta alla societa”. Cosi’ Delio Rossi al termine della gara persa con il Chievo, la quarta al Franchi da inizio stagione, la seconda di fila dopo lo 0-5 con la Juventus.

”Non vedo alcuna analogia tra la Sampdoria che allenavo l’anno scorso e questa Fiorentina, l’importante pero’ e’ riuscire a mantenere l’equilibrio e non farsi prendere dalle tensioni e dalle negativita’ ”. Lo ha detto il tecnico del Chievo Mimmo Di Carlo che la scorsa stagione era alla guida dei blucerchiati retrocessi sorprendentemente in serie B. ”Non ci sono analogie – ha proseguito Di Carlo – perche’ quella Samp fini’ per pagare la mancata sostituzione di Pazzini e Cassano e con l’infortunio di Pozzi ci ritrovammo senza attacco. La Fiorentina ha qualita’ per salvarsi, sono convinto che ci riuscira’, io glielo auguro”.

La Fiorentina cade anche con il Chievo (1-2) nella sfida che avrebbe dovuto segnare il riscatto e il ritorno al successo, che manca da un mese, dopo l’umiliante sconfitta per 5-0 di 15 giorni fa con la Juve. Invece per la squadra viola, finita ko all’88', continua la discesa negli inferi: per sua fortuna il Lecce, terz’ultimo, non e’ andato oltre lo 0-0 casalingo con il Cesena e a 8 partite dalla fine si mantiene a 5 punti di distanza. Il Chievo, invece, con questa vittoria esce praticamente dalla lotta salvezza: a 39 punti puo’ considerarsi salvo.

Ma al di la’ della concorrenza, questa Fiorentina insultata dai suoi tifosi al fischio finale e contestata gia’ prima con un polemico silenzio deve temere soprattutto se stessa: niente idee, niente cuore, niente gioco. Una squadra allo sbando che Delio Rossi, subentrato a Mihajlovic proprio un girone fa dopo la sconfitta a Verona con il Chievo, non ha saputo ricaricare e guarire come dimostrano soprattutto gli ultimi risultati: appena un successo nelle ultime nove gare. Una squadra modesta che al cospetto di un avversario che pur in emergenza (out per influenza Thereau, debilitati anche Sorrentino e Pellissier, assenti per squalifica Sanmarco e per infortunio Moscardelli) s’e’ confermato compatto, grintoso e ordinato, paga gli ennesimi errori difensivi: i veneti sono passati al 24' del primo tempo con Pellissier rapido a sfruttare uno sciagurato retropassaggio di Natali e hanno conquistato con Rigoni ben servito da Paloschi la meritata vittoria al 43' della ripresa approfittando di un errore di Pasqual.
Ma la Fiorentina paga pure un centrocampo che non chiude ne’ propone e un attacco che fatica non solo ad andare a segno ma anche ad arrivare al tiro: Jovetic non va in gol su azione dal 29 gennaio, Amauri (sostituito nell’intervallo per problemi alla caviglia destra) e’ ancora a digiuno dal suo arrivo a Firenze. E il giovane Ljajic, che ha momentaneamente pareggiato i conti al 26' della ripresa su punizione conquistata da Jovetic (l’unico che la difesa veneta non perdeva mai di vista) e’ stato rispolverato oggi dopo un lungo periodo di esclusioni tecniche.

Insomma chi pensava che andando per la quinta volta stagionale in ritiro anticipato oppure silurando il ds Corvino all’indomani del ko con la Juve (nella prima parte della gara le curve sono rimaste in silenzio ‘per non dimenticare’ come recitava lo striscione esposto in Fiesole) i problemi fossero risolti dovra’ ricredersi. A fine gara qualche sporadico coro contro Della Valle (il patron Andrea e’ rimasto nelle Marche dopo la recente scomparsa del padre) ma soprattutto insulti contro i giocatori viola sempre piu’ frastornati e impauriti mentre i dirigenti presenti, tra cui l’ad Mencucci, si chiudevano negli spogliatoi per l’ennesimo confronto stagionale. E sabato prossimo questa Fiorentina sara’ impegnata nella trasferta con il Milan contro cui manchera’ per squalifica Montolivo destinato la prossima stagione a vestire la maglia rossonera.

FONTE: BlitzQuoridiano.it


domenica, aprile 1st, 2012 | Posted by Matteop
Gubbio, Apolloni è il nuovo allenatore degli eugubini. Profilo del tecnico
Luigi Apolloni è il quarto allenatore della stagione per il Gubbio. Arriva dopo Pecchia, Simoni e Alessandrini. Il tecnico si rimette su una panchina dopo più di un anno quando fu avvicendato da Francesco Moriero a Grosseto. Nel suo passato c’è anche il Modena, dove è stato per tre anni vice e per uno primo.

Gigi Apolloni ha però un passato da giocatore vero, per tanti anni alla guida della difesa di uno dei Parma più forti della storia. Era una colonna infatti della squadra di Nevio Scala, capace di vincere in Italia e in Europa. Con quella maglia si conquistò la nazionale, dove vanta 15 presenze e una rete. Con gli emiliani ha collezionato 304 gettoni e 8 gol. La carriera l’ha chiusa a Verona, dove ha giocato ad alti livelli due stagioni.
Sarà lui l’uomo della salvezza per il Gubbio? Sarà il campo a parlare…
M.F.

FONTE: SerieBNews.com

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