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Anteprima REGGINA-VERONA: BREDA recupera BONAZZOLI e COSENZA e ha solo l'imbarazzo della scelta, MANDORLINI deve fare i conti con l'emergenza in difesa dopo l'infortunio di MAIETTA e la squalifica di MARECO. ABBATE-CECCARELLI al centro, CANGI ancora a destra


ANTEPRIMA REGGINA-VERONA
...Vi dico subito che per la trasferta di Reggio in Calabria non sono affatto ottimista e che la prossima gara all'Oreste Granillo era quanto di peggio poteva capitare all'HELLAS in questo momento; con MAIETTA fuori causa per l'infortunio all'adduttore e MARECO squalificato, MANDORLINI avrà gli uomini contati nel reparto arretrato: la mossa dovrebbe essere quella di riportare ABBATE al suo ruolo naturale ma, insieme a capitan CECCARELLI (peraltro in diffida dopo il 7° cartellino giallo), la velocità della retrouardia non sarà certo l'arma da sfruttare contro gli amaranto vincenti contro l'ALBINOLEFFE alla 36^ giornata e molto pericolosi in casa (9 vittorie e 3 sconfitte in 18 partite).
Contro un avversario orgoglioso ed in piena corsa per raggiungerei playoff servirà ben più che ricordare il magico gol di 'SuperMike' COSSATO, occorreranno condizione e convinzione due doti che i gialloblù (ahinoi) sembrano un po' aver perso nelle ultime giornate...

QUI REGGIO IN CALABRIA
Il 'Granillo' attende la sfida contro il VERONA dal 2001, l'abiente sarà perciò infuocato (a dir poco).
Dopo due turni di squalifica rientrano BONAZZOLI (che giocò nell'HELLAS nella stagione 2000-2001 andando a rete 7 volte in 28 presenze) e COSENZA squadra al completo per BREDA che avrà solo l'imbarazzo della scelta.

QUI VERONA
MAIETTA fuori causa dopo la distrazione muscolare all’adduttore destro occosagli contro l'EMPOLI, MARECO squalificato è emergenza difesa per Reggio Calabria.
Mossa quasi obbligata lo spostamento di ABBATE al centro al fianco di capitan CECCARELLI e la conferma di CANGI come terzino destro.
Emil HALLFREDSSON (ex amaranto che cominciò la sua carriera in Italia proprio grazie ai reggini nel 2007) è stato tenuto a riposo sabato per un trauma contusivo alla mano destra [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]




DICONO
MANDORLINI serra le fila in occasione della gara al 'Granillo' «Dopo la gara con l'Empoli speriamo di aver recuperato, con la Reggina qualche cambio ci sarà, perchè ritengo che nell'ottica delle tre partite in una settimana debbano variare delle pedine. C'è sempre l'incognita delle sfide in trasferta, andiamo in Calabria fiduciosi di poter fare un risultato positivo. Tra infortuni e squalifiche qualcosa bisogna cambiare. Abbate torna nel suo ruolo naturale, credo ci siano le possibilità per superare queste situazioni. Dovremo dare di più rispetto agli ultimi match lontano dal "Bentegodi", abbiamo bisogno di Hallfredsson ed è giusto dargli minuti. Ci tiene a giocare con la Reggina visto che si tratta di un ex, sarà certamente della partita. Tutti aspettano l'Hellas per fare la gara della vita, noi andiamo oltre questi discorsi con l'intento di farci trovare preparati. Cercare di fare risultato è d'obbligo, con gli uomini di Aglietti abbiamo speso molto ma è rimasto il colpo in canna. Dispiace perchè è stato creato molto, avremmo meritato. Pensiamo ad un impegno alla volta, senza guardare troppo avanti. Può succedere di tutto in ogni 90'» HellasVerona.it

Capitan CECCARELLI 'Ci attende un Granillo rovente...' «Farà molto caldo e lo sappiamo, è una gara difficile e da non sbagliare. Loro vogliono provare a restare in corsa per i play off ma a noi servono punti per le prime due posizioni dopo qualche trasferta in cui siamo rimasti a mani vuote». Giocando bene o male poco importa a questo punto della stagione. «In effetti è così, anche se non siamo capaci di giocare male, nel senso che proviamo sempre a fare la partita noi e quindi dovrà essere per forza ancora così».
Con Ceccarelli ancora in campo in quella che potrebbe diventare delle sfide chiave della stagione. «Che dire? Nelle gare che scottano siamo sempre dentro no? Ma sono contento. Anche contro l'Empoli non era facile entrare a freddo in una partita così delicata. Sono contento del mio rendimento perchè nonostante sia un anno un po' altalenante come presenze per me riesco sempre a farmi trovare pronto quando serve» LArena.it

JORGINHO 'A Reggio per vincere...' «Andremo là per vincere, ci alleniamo per quello e proviamo sempre a farlo, a volte capita altre volte no, ma di certo è il nostro obiettivo» LArena.it

DIONIGI, ex bomber della REGGINA era in campo in quello spareggio perso 11 anni fa... «Ho pensato di aver perso la Serie A a cinque minuti dalla fine, e dopo c’è stato anche il miracolo del portiere Ferron su un mio colpo di testa. Fu una retrocessione ingiusta, perché nel girone di ritorno viaggiamo a media Uefa. Loro invece meritavano la retrocessione già da prima, ricordiamoci l’inattesa vittoria in casa del Parma. Sono cose che accadono nel calcio. Ci andò male, peccato. Arrivai a metà stagione, mi è sempre mancato un anno intero di A con la Reggina. Al di là della retrocessione, tutti gli altri ricordi di Reggio sono positivi»
Cosa ti senti di dire agli attuali calciatori della Reggina, per stimolarli a battere il Verona? «Non ci sono più quei giocatori, e nemmeno la stessa società. Il senso di rivalsa forse è finito. Spero che la Reggina riesca a centrare la vittoria, significherebbe rilanciarsi verso la griglia play-off. Seguo sempre con affetto, giocando di sabato riesco a vedere quasi tutte le partite. È stato fatto un grande lavoro nel vivaio, negli ultimi anni» SerieBNews.com

'SuperMike' COSSATO e la maglia con cui segnò il gol salvezza al 'Granillo' scomparsa... «Ecco, questo è il mio cruccio. È sparita. Me la sono tolta nello spogliatoio e non l'ho più ritrovata. Mi permetto di fare un appello undici anni dopo: se qualcuno ne è entrato in possesso lo invito a restituirmela e io provvederò a metterla all'asta per beneficenza. Probabilmente non accadrà».
Al fischio finale che cosa è successo? «Avevo paura. Il mio gol li stava facendo retrocedere. A pochi istanti dalla fine mi sono piazzato davanti all'ingresso degli spogliatoi. Quando l'arbitro ha fischiato mi ci sono infilato dentro. Pareva di essere in disco la domenica sera. Una muraglia umana... Ho preso di tutto. Calci e pugni. Ma non ho mai risposto. Non sentivo male. Avevo in corpo troppa adrenalina. E poi sapete come è andata: chiusi nello spogliatoio fino a quando è passata la buriana. E a Verona è stata festa grande» LArena.it


ALTRE NEWS IN ALLEGATO
'FIOCCANO' ALTRI 20.000 EURO sulla testa dell'HELLAS per avere suoi sostenitori, al termine dell'incontro, lanciato oggetti vari all'indirizzo degli Ufficiali di gara ed attinto con un accendino la coscia di un Assistente senza conseguente lesive; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 – comma 5, in relazione all'art. 13 – comma 1 – lettere a) e b), CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell'Ordine a fini preventivi e di vigilanza...


IN BREVE A PIÉ PAGINA
CALCIO PORTOGALLO: Il LEIRIA non paga gli stipendi, i giocatori se ne vanno, campionato finito...
VITA DA EX: Vincenzo ITALIANO 'Mi ispiro a DEL PIERO...'
SERIE A: A Roma mancano 13 secondi alla fine quando un triplice fischio dagli spalti viene scambiato come fine-gara decretato dall'arbitro, l'UDINESE raddoppia e tra giocatori e tecnici friulani e laziali scoppia un putiferio che potrebbe essere comico se non esacerbasse cotanto gli animi di calciatori e tifosi... Intanto il CESENA è matematicamente in B

RASSEGNA STAMPA
Calcio, Serie B: la storia e gli ex di Reggina-Hellas Verona
Lunedì 30 Aprile 2012 12:18
di Antonio Modafferi – Dopo la risicata vittoria a spese dell’Albinoleffe, secondo impegno casalingo consecutivo, nell’ultimo turno infrasettimanale della serie Bwin, per la Reggina che attende la visita del Verona. Il confronto di andata si concluse con la vittoria di misura dei gialloblù veneti, grazie al goal di Pichlmann al 28’. Gli scaligeri di Mandolini, reduci dal pari interno a reti bianche con l’Empoli, occupano attualmente la terza posizione, in condominio con il Sassuolo, a quota 67 punti, frutto di 20 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte.

Sono nove i precedenti, sette in B e due in A, più uno spareggio salvezza, tra Reggina e Verona, una sfida che ritorna al “Granillo” a distanza di undici anni. Il bilancio vede in svantaggio gli amaranto, che hanno vinto soltanto in un’occasione, più l’inutile successo nello spareggio, sei sono i pareggi mentre i veneti hanno espugnato Reggio in due circostanze.

Il primo confronto risale alla stagione 1965/1966, ossia alla prima partecipazione della Reggina al campionato cadetto e l’undici di Maestrelli non riesce ad andare oltre il risultato ad occhiali.
L’anno dopo gli amaranto conquistano l’intera posta in palio con un 2-0 firmato da Florio e da Ferrario su calcio di rigore. Nel torneo 1967/1968 la sfida contro i gialloblù si conclude nuovamente senza vincitori né vinti e senza reti.

Le strade delle due squadre si dividono per 22 anni e lo scontro tra Reggina e Verona riappare nell’annata 1990/1991, terminata malamente per i colori amaranto con la retrocessione in serie C1. La compagine di Aldo Cerantola, all’undicesima di andata, davanti al proprio pubblico cede al cospetto della squadra veneta, a fine anno promossa in serie A, che viola il “Comunale” con il minimo scarto grazie ad un goal di Magrin al 43’.

Dopo una pausa di quattro stagioni, Reggina e Verona si ritrovano di fronte nel torneo cadetto edizione 1995/1996. I ragazzi di Zoratti passano al 57’ grazie ad un goal del difensore Giampaolo Ceramicola, ma gli scaligeri, che a fine campionato staccheranno il lasciapassare per la massima serie, rimediano nove minuti più tardi con il bomber De Vitis.

La seconda affermazione dei veneti a Reggio Calabria arriva nella stagione 1997/1998. Per gli uomini di Colomba non è giornata ed i gialloblù ne approfittano nel secondo tempo, quando vanno a segno Bigotto al 46’ e l’indimenticato ex Alfredo Aglietti, autore di una doppietta tra 78’ e 90’.

Nel campionato successivo, Reggina e Verona lottano nelle zone alte della classifica ed entrambe approderanno in serie A. Alla sesta di ritorno la contesa tra le formazioni di Gustinetti e Prandelli non vede prevalere nessuno, termina infatti 0-0, seppur i padroni di casa possono recriminare per una conclusione di Possanzini salvata sulla linea dal futuro amaranto Foglio.

Nel 1999/2000 arriva il primo incrocio in serie A. E’ la penultima giornata di campionato ed entrambe le squadre si accontentano di un punto, che per gli uomini di mister Colomba significa salvezza aritmetica, a quota 40. Al vantaggio calabrese firmato dall’albanese Bogdani al 25’, risponde il veronese Cammarata al 57’.

E’1-1 anche nel torneo 2000/2001, ma è un risultato di ben altro tenore. Si disputa la decima di campionato sul neutro di Catania, il “Granillo” è stato squalificato in seguito al lancio di oggetti in campo durante Reggina-Brescia,. Il sodalizio della città di Romeo e Giulietta si porta avanti dopo nemmeno un minuto di gioco grazie al centro di un giovane Emiliano Bonazzoli, che sfrutta un errore di Morabito. Gli amaranto provano in tutti i modi a ristabilire l’equilibrio, ma imprecisione e tanta sfortuna frustrano e mortificano i tentativi della formazione dello Stretto. Al 91’ arriva l’insperato pareggio, opera del difensore Lorenzo Stovini, che interrompe così la serie di 9 sconfitte consecutive.

La stagione regolare si conclude con Lecce, Verona e Reggina appaiate a quota 37. A causa della classifica avulsa, le ultimi due compagini sono costrette a giocarsi l’ultimo posto utile per mantenere la serie A in uno spareggio con andata e ritorno, nonostante gli amaranto siano in vantaggio sugli scaligeri negli scontri diretti in campionato (un pareggio e una vittoria).

Dopo la sconfitta di misura (1-0) al “Bentegodi” di tre giorni prima, domenica 24 giugno 2001 la si gioca l’ultimo atto davanti ad un “Granillo” stracolmo e pronta a spingere la squadra di Colomba verso l’impresa. La tensione è palpabile, sia in campo che sugli spalti e sul finire del primo tempo ecco lo scatto verso la permanenza da parte della Reggina. Al 42’ Mezzano serve Zanchetta che da fuori area lascia partire un destro che coglie il palo interno alla destra di Ferron e termina in fondo al sacco, annullando così il vantaggio veneto dell’andata. Al 45’ Bogdani viene lanciato a rete e tenta il pallonetto, l’estremo difensore ospite respinge ma sul pallone si avventa Ciccio Cozza che mette dentro il 2-0 che significa ancora serie A. Mancano ancora 45’, durante i quali la Reggina ha il torto di arretrare troppo e soprattutto di non chiudere la partita, che lentamente si avvia verso la conclusione. Mentre tutti, sia allo stadio che davanti alle televisioni, aspettano nervosamente soltanto il triplice fischio del signor Braschi per dare il via alla festa, a quattro minuti dalla fine al “Granillo” si materializza l’atroce e bruciante beffa. Sugli sviluppi di un corner, il team di Perotti recupera la palla, respinta di pugni dal portiere amaranto, Giuseppe Colucci riceve fuori area, evita un paio di avversari e serve Michele Cossato che, dentro l’area, sul filo del fuorigioco, con un pallonetto di sinistro supera Taibi, in uscita un po’ avventata, e, nonostante la pressione di Stovini, mette dentro di testa il 2-1 che consegna la salvezza agli scaligeri.

Due gli ex dell’incontro, ovvero il gialloblù Hallfredsson e l’amaranto Bonazzoli.

Emil Hallfredsson, Sbarca a Reggio nell’estate 2007 dai norvegesi del Lyn Oslo. Nella sua prima stagione in amaranto, il centrocampista islandese classe ’83 colleziona 21 presenze senza mai conoscere la gioia del goal. La stagione dopo, culminata con la retrocessione in B, i gettoni saranno 13, impreziositi da una rete, la splendida conclusione con cui fulmina Buffon dalla distanza in Reggina-Juventus 2-2. Non confermato per il torneo cadetto 2009/2010, Halfredsson viene temporaneamente ceduto agli inglesi del Barnsley. Tornato in riva allo Stretto, viene girato nuovamente in prestito, stavolta al Verona, Lega Pro Prima divisione, squadra con cui l’anno scorso vince i play off ottenendo la promozione in B nonché il riscatto da parte della società scaligera.

Emiliano Bonazzoli ha indossato la casacca del Verona nella stagione 2000/2001. Prelevato dal Parma nell’ottobre 2000, il giovane centravanti di Asola raccoglie 28 presenze e mette a segno 7 marcature, di cui uno alla Reggina sul neutro di Catania (1-1), contribuendo alla salvezza degli scaligeri, raggiunta dopo lo spareggio proprio contro gli amaranto.

FONTE: Strill.it


lunedì, aprile 30th, 2012 | Posted by Orru
Verona, emergenza in difesa per la gara contro la Reggina
Nell’aereo che porterà quest’oggi il Verona a Reggio Calabria in vista della partita di domani pomeriggio contro la Reggina, non prenderanno posto Domenico Maietta e Victor Hugo Mareco. Il primo è uscito anzitempo nella gara di venerdì contro l’Empoli per un infortunio e gli esami hanno evidenziato un lieve stiramento per lui, che gli impedirà di scendere in campo domani, mentre per il secondo è arrivata la squalifica del Giudice Sportivo dopo l’ammonizione rimediata nel match di venerdì scorso. Contro i calabresi, dunque, spazio all’inedita coppia Ceccarelli-Abbate, col secondo che trasloca al centro dalla fascia destra, posizione che sarà occupata da Cangi, positivo contro l’Empoli.
di Marco Orrù

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by pamefacci
Reggina, contro il Verona con un Bonazzoli in più?
Immediata ripresa degli allenamenti per la Reggina, che martedì affronterà il Verona in casa propria. La tifoseria attende questa sfida da 11 anni. Nel 2001, infatti, gli amaranto persero lo spareggio per la permanenza in Serie A contro gli scaligeri. Alcuni rappresentanti della curva sud hanno appeso uno striscione di incitamento al Sant’Agata, ed hanno conferito con alcuni calciatori per rammentare l’importanza del match.
L’infermeria è vuota, e mister Breda potrà contare anche su Bonazzoli e Cosenza, reduci da due turni di squalifica. Il centravanti sta bene, ed ha promesso il massimo impegno ai tifosi, qualora venisse schierato. I titolari di Reggina-AlbinoLeffe hanno svolto lavoro di scarico, mentre i giocatori non utilizzati hanno lavorato col pallone.
Paolo Ficara

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by Matteop
Serie B, ESCLUSIVO/ top e flop della 37ma giornata: da Soncin ai rigori sbagliati dal Vicenza
Chi sono i top e i flop della 37ma giornata? Chi ha deluso e chi incantato? SerieBnews.com vi offre una classifica dei tre migliori e tre peggiori protagonisti della giornata del campionato cadetto.
FLOP –
3) Verona-Empoli: strano annoiarsi in una partita di Serie B, il campionato cadetto regala sempre emozioni. Di certo però questa è stata una delle partite più al sonnifero della stagione 2011/12, eppure le motivazioni c’erano da una parte e dall’altra.
2) un Padova in crisi: il Padova non si alza più, dopo il 6-0 col Pescara incassa un altro duro ko. Il pareggio di ieri vale come una sconfitta, soprattutto per come è arrivato.
1) il Vicenza di Beghetto: la partita di ieri andava vinta se si voleva rimanere in Serie B, non solo il Vicenza ha perso ma ha fallito anche due rigori….
TOP -
3) Andrea Soncin e l’Ascoli: Soncin e Papa Waigo, Papa Waigo e Soncin. Questi due ragazzi stanno spingendo l’Ascoli verso un altro miracolo, stavolta targato Massimo Silva.
2) Eder: il brasiliano sembrava non riuscire mai a buttarla dentro, ora ha iniziato a farlo e chi lo ferma più?
1) i Para-Rigori, Concetti, Lamanna e Belardi: la giornata dei para rigori, straordinari questi tre portieri! Da lode!
M.F.

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by Boosta
Serie Bwin, gli squalificati dopo la 37ma giornata
Il Giudice Sportivo Gianfranco Valente, assistito da Mario De Luca e dal Rappresentante dell’A.I.A. Carlo Moretti, nel corso della riunione del 29 aprile 2012, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
Ammenda di € 20.000,00 : alla Soc. VERONA per avere suoi sostenitori, al termine dell’incontro, lanciato oggetti vari all’indirizzo degli Ufficiali di gara ed attinto con un accendino la coscia di un Assistente senza conseguente lesive; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 – comma 5, in relazione all’art. 13 –comma 1 – lettere a) e b), CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza.
Ammenda di € 1.000,00 : alla Soc. TORINO per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, esposto striscione e levato reiterati cori offensivi all’indirizzo degli organi federali

SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA: MOLINARI Morris (Juve Stabia), SBAFFO Alessandro (Ascoli), BRUNO Alessandro (Nocerina), CACCIATORE Fabrizio (Varese), DONATI Giulio (Padova), DOS SANTOS MACHADO Claiton (Bari), LEBRAN Fabio (Albinoleffe), MARECO Victor Hugo (Verona), MISSIROLI Simone (Sassuolo), PETRAS Martin (Grosseto), PETRE Ovidiu (Modena), PICCINNI Matteo (Albinoleffe), SCIACCA Francesco Fabio (Grosseto), TONUCCI Denis (Vicenza).

SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA ED AMMENDA DI € 5.000,00: IODICE Giuseppe (Nocerina): per essersi, al 36° del secondo tempo, a giuoco fermo, alzato dalla panchina, avere abbandonato indebitamente l’area tecnica e rivolto agli Ufficiali di gara espressione irriguardosa ed addebito di incapacità; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by pamefacci
Reggina, ESCLUSIVO/ Dionigi: “Reggio è casa mia, Foti mi stima”
Da giocatore, ha vestito a più riprese la maglia della Reggina, anche nello spareggio perso undici anni fa contro il Verona. Martedì ci sarà la rivincita tra amaranto e scaligeri al Granillo, e SerieBnews ha inteso ascoltare i ricordi di Davide Dionigi, ex attaccante dei calabresi. L’occasione è stata succulenta, per chiedere anche di un suo ritorno alla Reggina nelle vesti di allenatore. L’attuale tecnico del Taranto è stato molto franco, e non ha fatto particolare mistero dei possibili scenari futuri.

Che pensieri sono passati per la testa, al termine dello spareggio Reggina-Verona del 2001?
“Ho pensato di aver perso la Serie A a cinque minuti dalla fine, e dopo c’è stato anche il miracolo del portiere Ferron su un mio colpo di testa. Fu una retrocessione ingiusta, perché nel girone di ritorno viaggiamo a media Uefa. Loro invece meritavano la retrocessione già da prima, ricordiamoci l’inattesa vittoria in casa del Parma. Sono cose che accadono nel calcio. Ci andò male, peccato. Arrivai a metà stagione, mi è sempre mancato un anno intero di A con la Reggina. Al di là della retrocessione, tutti gli altri ricordi di Reggio sono positivi”.

Tutta la gente che era allo stadio quel giorno, ci tornerà martedì sera?
“Seguo sempre le vicende di Reggio, vedo un po’ di distacco da parte del pubblico. Sarebbe giusto che ci andassero per vendicare quella partita. Sta ai tifosi reggini, mi auguro che vadano in tanti”.

Come giudichi l’annata del tuo ex compagno Bonazzoli?
“L’anno scorso ha disputato un campionato strepitoso, riconfermarsi è difficile. Comincia anche ad avere i suoi anni, ma per la categoria è sempre un giocatore importante. Crea scoramento anche solo a vederlo di fronte. Quest’anno ha segnato di meno, ma non sono mancati i problemi fisici. Rimane un signor giocatore. È stato mio compagno di squadra, è un bravo ragazzo e conservo di lui un bel ricordo”.

Il Taranto è una signora squadra?
“Purtroppo il Taranto, senza penalizzazione, sarebbe in Serie B al posto della Ternana. Nonostante i 7 punti di handicap, ne abbiamo raccolti 67 e saremmo primi. Domenica andremo ad Avellino, ed un punto ci sarebbe bastato per la promozione diretta. Abbiamo battuto alcuni record: difesa migliore d’Europa, portiere meno battuto di tutti i campionati e squadra che ha perso meno di tutte. Va dato merito al mio gruppo di ragazzi. A volte nel calcio si parla sempre di aspetti negativi, come partite vendute o disgrazie. Per una volta, c’è una bella favola di gente che non guarda ai soldi ma lotta per la maglia, ma se ne parla poco”.

Sentite la responsabilità di ottenere la promozione per garantire il futuro societario?
“Lo stiamo facendo in maniera esemplare, con tante vicissitudini. Tutte le squadre che hanno avuto una sorte simile alla nostra, sono crollate. Totalizzare tutti questi punti in mezzo alle difficoltà, significa che in un campionato normale ne avresti fatti 80. In estate non è stato speso niente, sono solo arrivati due giocatori a parametro zero. Per il resto, è la stessa squadra che ha perso i play-off l’anno scorso a Roma. La conquista della Serie B significherebbe tanto per la società, questo è chiaro. I play-off sono una lotteria, vedremo quello che succede”.

Il tuo futuro dipende dai destini del Taranto?
“Sicuramente sì. In un anno e mezzo che alleno, penso di aver svolto un buon lavoro. Gli attestati di stima, che arrivano da tutte le parti d’Italia, fanno piacere. Ho un contratto di cinque anni, il mio sogno sarebbe di salire in B. Qui ho ritrovato una seconda Reggio, la gente mi ama. Si è creato feeling a livello umano con questa città. Mi sembra di stare a Reggio, come ai tempi di Re Davide…”

Gli apprezzamenti sono arrivati anche da Reggio Calabria?
“L’anno scorso ero praticamente l’allenatore della Reggina. Devo essere grato al Taranto, perché il presidente mi ha affidato la squadra quando avevo smesso di giocare da appena quattro mesi. Ho deciso di rimanere per un senso di gratitudine, quindi non si fece il matrimonio con la Reggina. So che il direttore Giacchetta e, penso, anche il presidente Foti mi stimano come uomo e come lavoratore. Questa stima è continuata in questi mesi, anche per i risultati che ho ottenuto”.

Anche perché Foti, tutte le volte che ti ha corteggiato, poi ti ha quasi sempre preso…
“La mia è una storia strana col presidente Foti. Sono un giocatore che lui ha acquistato per tre volte, in tre epoche diverse. C’è sempre stata una stima reciproca a livello umano. Forse c’è stata qualche incomprensione nell’epoca Mazzarri, ma ero un Davide diverso. Ho commesso pure io degli errori di gioventù. Poi col tempo si matura, adesso faccio l’allenatore e mi rendo conto di aver sbagliato, all’epoca”.

Sciaudone è un giocatore che ti porteresti dietro?
“È un giocatore importante. Era un ragazzino quando giocò con me nel Taranto. L’anno scorso era al Foligno, quest’anno l’ho rivoluto io. È un giocatore da centrocampo a tre, il suo ruolo è interno, quasi trequartista. Invece con me gioca come uno dei due mediani, ci ho lavorato tantissimo a livello tattico. Secondo me, presto lo vedremo in Serie A”.

Potrebbe sostituire Nicolas Viola?
“Non so se è cercato dal presidente Foti. So che ha tanti estimatori, anche in Serie A. Non è un regista come Nicolas Viola, ha altre caratteristiche e sa fare entrambe le fasi. Ha grande dinamismo, buona tecnica ed è intelligente tatticamente. L’ho messo al fianco di Di Deo, che ha le caratteristiche del regista, ed accanto ad un giocatore del genere può fare molto bene”.

Cosa ti senti di dire agli attuali calciatori della Reggina, per stimolarli a battere il Verona?
“Non ci sono più quei giocatori, e nemmeno la stessa società. Il senso di rivalsa forse è finito. Spero che la Reggina riesca a centrare la vittoria, significherebbe rilanciarsi verso la griglia play-off. Seguo sempre con affetto, giocando di sabato riesco a vedere quasi tutte le partite. È stato fatto un grande lavoro nel vivaio, negli ultimi anni”.

Con Foti dunque siete in contatto. Lo trovi cambiato rispetto al passato?
“Lui non cambia mai. Ha sempre la stessa voglia. Ci sentiamo, ma più che altro per gli auguri di Natale o Pasqua. Mi sento più spesso con Jack (il ds Giacchetta, ndr), siamo stati compagni di squadra. È un rapporto che va al di là del calcio. Faccio prima a dire quelli con cui non mi sento, tra gli amici di Reggio, perché ho davvero mantenuto contatti con tutti. A Reggio ho lasciato il cuore”.

Quindi se torni, sei a casa.
“(ride) Non lo so. Adesso devo pensare al Taranto. Qui ho trovato una seconda casa, ma è normale che la prima è stata Reggio. Taranto mi sta dando tanto, nella storia recente mai un tecnico è stato acclamato in campo. È una piazza difficile, che impiega tanto tempo prima di legarsi alle persone. In un anno e mezzo, ho ricevuto tanto affetto. Il mio sogno è di andare in B col Taranto. Poi vedremo cosa succederà”.
Paolo Ficara

sabato, aprile 28th, 2012 | Posted by Dandronaco
Verona, ripresa la preparazione senza Hallfredsson e Maietta
Con lo 0-0 di ieri contro l’Empoli ormai in archivio, è già ripresa la preparazione del Verona in vista del prossimo impegno in programma martedì sera in casa della Reggina. La squadra di Mandorlini si è ritrovata questa mattina al centro sportivo di Sandrà per una seduta durata circa un’ora e mezza e caratterizzata da esercizi di scarico per i giocatori scesi in campo ieri e da lavoro atletico, tattica e partita per gli altri. All’allenamento non erano presenti Hallfredsson, per un trauma contusivo alla mano destra, e Maietta, che ha riportato una distrazione muscolare all’adduttore destro nel corso della gara contro i toscani.

FONTE: SerieBNews.com


«Servono 13 punti per andare dritti in A»
MAURO GIBELLINI
01/05/2012
Una partita fondamentale. E difficilissima. Perché gli avversari sono tosti, perché si gioca in uno stadio incandescente, perché fuori casa l'Hellas, finora, non ha brillato. C'è il rischio di perdere il treno per la A. Con la Reggina bisogna fare risultato... Mancano cinque partite, se vogliamo giocarci la serie A diretta dobbiamo vincerne quattro e pareggiarne una. Fare 13 punti e arrivare a 80. Si va a giocare a Reggio Calabria, il clima sarà infuocato. L'Hellas ne risentirà? Non dobbiamo perdere, almeno pareggiare. Ma nulla ci vieta di vincere. Se i ragazzi risentono di queste cose allora significa che sono scarsi. Io da giocatore mi esaltavo quando avevo il tifo contro, quando mi insultavano, allora sì che davo il meglio di me stesso perché era ancora più bello giocare. Il Verona però fuori casa fino ad ora non ha brillato.

Credo sia solo una questione di approccio mentale, il modo in cui interpretiamo la partita. Basta un pizzico di determinazione in più, come quando andiamo ad aggredire gli avversari in mezzo al campo per metterli in difficoltà. Forse sono un po' stanchi Beh, qualcuno ha tirato parecchio e qualche battuta a vuoto è anche comprensibile. Si tratta solo di recuperare energie mentali e fisiche per queste ultime partite. Ritrovare lo spirito della gara con il Toro. L'abbiamo massacrato e si tratta della squadra più forte del campionato. Noi dobbiamo sempre lottare e combattere per riuscire a vincere. Un pronostico? Pronostici io non ne faccio mai. I risultati, ripeto, dipendono da noi. Se giochiamo con la giusta carica, così come abbiamo fatto l'anno scorso per lunghissimo tempo, ecco che siamo in grado di battere chiunque in questa categoria.

Rimane il rammarico di avere perso qualche punto per strada. E per quel rigore non fischiato contro l'Empoli. Il rigore era stra netto e non si capisce come si possa non fischiare una cosa così francamente perché, tra le altre cose, un arbitro che dà un rigore così negli ultimi minuti acquisisce solo del merito, non demerito. Sembrava una cosa quasi fatta a posta, ma non voglio nemmeno pensarlo e non credo sia andata così. Detto questo, voglio anche dire che di giustificazioni non ne vogliamo perché abbiamo costruito 6, 7 occasioni da gol e non siamo riusciti a segnare. E se avessimo concretizzato non saremmo qui a parlare dell'arbitro.

Hellas a Reggio per vincere il mal di trasferta
UNA NOTTE DA GUERRIERI. Squalificato Mareco, infortunato Maietta, il tecnico gialloblù dovrà spostare al centro dell'area Abbate che farà coppia con Ceccarelli
Mandorlini chiede un'inversione di rotta lontano dal Bentegodi «Nessuna psicosi, dobbiamo riprenderci i punti che abbiamo perso»

01/05/2012
Francesco Arioli REGGIO CALABRIA L'ordine suona persino scontato: invertire la rotta. Il Verona che stasera incrocia le lame con la Reggina, su un campo ad alto coefficiente di difficoltà come quello del Granillo, non ha più alternative: vincere o quantomeno non perdere, se ancora vuole sperare di prendersi la Serie A diretta. Ovvero senza dover affrontare il pericoloso, drammatico tourbillon dei play off. Il problema sta soprattutto nella sede del confronto. Perchè l'Hellas lontano da casa tende a smarrire le sue certezze, a farsi sopraffare dall'altrui aggressività. Finisce facilmente in apnea, è spesso costretto ad affannosi recuperi. Magari inutili. È stato così negli ultimi tre viaggi lontano da Verona: zero punti a Nocera, zero punti a Brescia, zero punti a Crotone. Un po' poco - a voler usare un delicato eufemismo - per aspirare alle prime due piazze della classifica. Anche perchè le rivali sgomitano, ringhiano, danno comunque significativi segnali di vita. E tra le rivali, anche se ai margini, potrebbe esserci ancora la stessa Reggina, oggi fuori dalla zona che vale gli spareggi promozione, pronta però a piazzare lo sprint capace di rovesciare la storia.

Per l'undici di Breda si tratta di approfittare dell'ultimissimo treno buono. Sul suo terreno (nove vittorie, sei pareggi e tre sconfitte) non si è finora dimostrata irresistibile ma - si sa - l'emergenza aiuta a recuperare risorse inespresse. Disinvolto quattro a zero a Nocera Inferiore una settimana fa, soffertissimo uno a zero casalingo con l'Albinoleffe ormai retrocesso sabato: qual è la vera Reggina? Nell'attesa di sciogliere il rompicapo una certezza: i calabresi affronteranno la sfida col coltello tra i denti, decisi ad approfittare delle minime esitazioni degli ospiti. Questa e altre insidie aspettano Andrea Mandorlini e la sua truppa. Sa anche, il tecnico ravennate, che l'accoglienza del pubblico amaranto non sará delle migliori. Un classico al sud per i colori gialloblù. Con l'aggravante di quello spareggio salvezza di undici anni fa rocambolescamente perso proprio contro il Verona. Mandorlini peró guarda alla gara senza ansie, consapevole tra l'altro di avere sempre una soluzione di riserva - quella dei play off, appunto - per tentare la scalata alla A. «Psicosi da trasferta? La medicina la dò dopo la partita», scherza nell'attesa dell'imbarco per Reggio. «A dire la verità però io non credo che esista un problema di questo tipo - sottolinea il tecnico gialloblù -, a dispetto di quello che dicono gli ultimi risultati. Abbiamo perso punti, dobbiamo riprenderceli. Ci proveremo giá al Granillo, questo è ovvio».

Mandorlini si guarda indietro e ricorda ancora gli episodi, «che non ci sono stati certo amici, quello è sicuro. Penso a Nocera e Crotone. Prendi due cazzotti così, all'inizio, e poi fai fatica a rialzarti. Però noi le partite ce le siamo sempre giocate fino alla fine. Creando, sbagliando anche qualcosa. Ma il Verona c'è». Il tempo stringe, in ogni caso. Cinque turni alla fine della stagione regolare, almeno un paio di squadre da superare prima di tagliare il traguardo. E la Reggina da tenere a distanza, come antipasto, prima di affrontare le quattro tappe della vita. Antipasto piccante. Fará caldo, parecchio. E tante volte l'Hellas ha dato la sensazione di soffrire un certo tipo di pressione, a base di provocazioni dentro e fuori dal rettangolo di gioco: non sará che attorno a Mandorlini ci sono troppi bravi ragazzi? «Mannò», sorride l'allenatore - non credo che questo sia un problema. I nostri sono come gli altri. Non temiamo le insidie dell'ambiente». Infortuni, squalifiche, esigenze di turnover hanno asciugato la lista dei presenti: sono soltanto diciannove i convocati dai quali pescare l'undici di partenza.

Abbastanza sicure le scelte in difesa - ridotta davvero ai minimi termini - alla luce delle contemporanee assenze di Victor Hugo Mareco per squalifica e Mimmo Maietta infortunato. Mandorlini, davanti a Rafael, confermerá Cangi a destra e Ceccarelli al centro, affiancato da Abbate. A sinistra potrebbe registrarsi il ritorno di Scaglia, rinvigorito da un paio di turni di riposo. È dalla mediana in su che la scelta degli interpreti inizia a farsi meno scontata. Il Verona dovrebbe schierarsi con una linea a tre - composta da Russo, Tachtsidis e Hallfredsson - completata dal trequartista, ovvero Jorginho. Poi Ferrari a Juanito Gomez a inventare grattacapi per Belardi. Possibile il dirottamento in tribuna di Pichlmann o di Bjelanovic (al rientro) vista l'abbondanza di attaccanti a disposizione. Possibile, ma meno probabile, anche l'inserimento di un altro esterno d'attacco: d'Alessandro o Berrettoni. Poi corsa, cuore, spirito Hellas: è una notte da guerrieri, guai a tirare indietro la gamba.

«Farà caldo, non importa Tre punti a tutti i costi»
IL VETERANO. Luca Ceccarelli giocherà dal 1' al fianco di Abbate

30/04/2012
Di nuovo in campo, questa volta dal primo minuto. Toccherà ancora a Luca Ceccarelli reggere la difesa dell'Hellas che con molta probabilità vedrà Matteo Abbate a fianco del capitano gialloblù. «Dobbiamo ancora provare alcune situazioni ma credo sarà proprio così», spiega Ceccarelli. «Quella di Reggio è una partita troppo importante visti anche i risultati di Torino e Pescara, dovremo cercare punti fondamentali per la classifica per restare agganciati al treno giusto». Difficile non immaginare un ambiente bollente vista la posizione di classifica della Reggina e le ultime sfide tra la formazione calabrese e quella scaligera.

«Farà molto caldo e lo sappiamo, è una gara difficile e da non sbagliare», conferma il difensore gialloblù. «Loro vogliono provare a restare in corsa per i play off ma a noi servono punti per le prime due posizioni dopo qualche trasferta in cui siamo rimasti a mani vuote». Giocando bene o male poco importa a questo punto della stagione. «In effetti è così, anche se non siamo capaci di giocare male, nel senso che proviamo sempre a fare la partita noi e quindi dovrà essere per forza ancora così».

Con Ceccarelli ancora in campo in quella che potrebbe diventare delle sfide chiave della stagione. «Che dire? Nelle gare che scottano siamo sempre dentro no?», sorride, «ma sono contento. Anche contro l'Empoli non era facile entrare a freddo in una partita così delicata. Sono contento del mio rendimento», continua Ceccarelli, «perchè nonostante sia un anno un po' altalenante come presenze per me riesco sempre a farmi trovare pronto quando serve». Cuore Hellas, con una voglia matta di continuare dimostrare quanto tiene a questa squadra. «Sono qui da diversi anni, questa maglia la sento dentro. Spero di poter fare ancora altre prestazioni positive, ma soprattutto che servano al Verona per regalarci altri punti». Uno potrebbe bastare? «Non possiamo limitarci. A Reggio dovremo pensare solo a prenderceli tutti e tre».
Luca Mazzara

Amarcord «Alfredo»: che ritorno in Calabria
30/04/2012
Cominciò tra fuoco e fiamme. Un caldo infernale. Quasi impossibile da sopportare per l'uomo venuto dai ghiacci. Eppure ci si abituò quasi subito. Perché il sole del Sud d'Italia scalda pure il cuore e tempra l'anima. Ed Emil Hallfredsson non voleva essere solo di passaggio. Lo prese la Reggina. E lo mandò subito in campo. Stadio «Granillo», catino bollente, la serie A. E l'Atalanta come avversario. Chiedetegli di quella partita. E come ha già fatto più volte vi ripeterà: «Era caldo. Quasi 40 gradi. Una cosa impossibile. Vengo dal freddo, amo il freddo».

Reggio divenne la sua casa. Due anni. Il primo bello. Il secondo meno. «Stavo bene con Ficcadenti». Un po' meno con Orlandi e Ulivieri. Affinità elettive. E adesso anche per «Alfredo» la sfida con gli amaranto ha un sapore particolare. «Aria di derby», disse all'andata. Un conto, però, è giocarla al Bentegodi. Tutt'altra storia è tornare nella vecchia casa. Rivedrà angoli antichi, facce amiche. Ritroverà quello che è passato. Veloce ma non troppo. Più o meno tre anni fa, era il 26 aprile 2009, Emil segnò con la Reggina il suo unico gol italiano in serie A. Conclusione pazzesca e palla in rete. Buffon stordito, Juventus bloccata sul 2-2 dai calabresi. Hallfredsson protagonista.

Glaciale ma capace di scaldare gli animi. Proprio come ha fatto a Verona. Dove ha ritrovato neve e freddo. Magari meno pungente della sua Islanda. Quanto basta, però, per ritemprarsi. Comunque, la sfida alla Reggina non può essere uguale a tutte le altre. Troppo diversa, troppo sentita. Per i reggini, per Emil, pure per l'Hellas che deve tornare a sgommare anche in trasferta. E anche per la storia. Dopo Ficcadenti, Hallfredsson ha trovato Mandorlini. Un altro che lo capisce al volo e che lo ha reso leader. Silenzioso. A volte rabbioso. Dotato di quel furore agonistico necessario per trascinare i compagni e affondare gli avversari.

Servirà anche questo a Reggio. Ritorno al Granillo per l'Hellas. Ritorno al passato per l'islandese. In questi giorni ci si interroga sul suo stato di salute. La contusione alla mano lo ha costretto a fermarsi sabato. Ma vuole esserci a tutti i costi, ed una fasciatura potrebbe bastare. I pensieri vanno avanti. Perché quando torni nella città che ti ha dato i natali (calcistici) in Italia, non puoi rimanere... di ghiaccio.
S.ANT.

«Reggio? Che botte al 91' Ma io non sentivo niente...»
MICHELE COSSATO
30/04/2012
«Forse lo ha voluto il cielo»: undici anni dopo Michele Cossato rivive Reggio. La salvezza, la gioia, la paura. Michele divenne SuperMike e in questi anni è stato celebrato più volte. «I veronesi non dimenticano. Giorni fa ero al Mc Donald's con mia figlia e alcuni ragazzi mi hanno chiesto l'autografo chiedendomi di tornare con l'Hellas laggiù. Fa piacere, vuol dire che sono entrato nella storia del Verona. E nessuno mai potrà cancellare questo ricordo». E qui ci siamo. Ma il punto è un altro: il Verona torna a giocare al «Granillo» dopo una vita. Partita attesissima. La più attesa da parte dei tifosi reggini secondo un sondaggio indetto ad inizio anno. Per la squadra di Mandorlini vale molto in chiave salvezza. «Ma anche per me vale tantissimo», confessa Cossato. «E lo dico da tifoso. A differenza del mio Verona, la squadra di Mandorlini dovrà cercare di vincere. E noi era... bastata una sconfitta di misura. Stavolta è diverso. Le quattro che vogliono la A diretta sono ancora in gruppo. Ma non puoi sbagliare un colpo. A Reggio è pur sempre una finale. Spero lo vivano come il nostro spareggio».

Ci tolga una curiosità, ma la maglia che indossava quel giorno che fine ha fatto? «Ecco, questo è il mio cruccio. È sparita. Me la sono tolta nello spogliatoio e non l'ho più ritrovata. Mi permetto di fare un appello undici anni dopo: se qualcuno ne è entrato in possesso lo invito a restituirmela e io provvederò a metterla all'asta per beneficenza. Probabilmente non accadrà». Del gol abbiamo parlato più volte. Poi al fischio finale che cosa è successo? «Avevo paura. Il mio gol li stava facendo retrocedere. A pochi istanti dalla fine mi sono piazzato davanti all'ingresso degli spogliatoi. Quando l'arbitro ha fischiato mi ci sono infilato dentro. Pareva di essere in disco la domenica sera. Una muraglia umana... Ho preso di tutto. Calci e pugni. Ma non ho mai risposto. Non sentivo male. Avevo in corpo troppa adrenalina. E poi sapete come è andata: chiusi nello spogliatoio fino a quando è passata la buriana. E a Verona è stata festa grande».

Lei ha segnato uno dei gol più importanti della storia del Verona. Dov'era quando Preben Elkjaer ha regalato lo scudetto a Bergamo? «Ponte Crencano, il campetto sotto casa con gli amici. Ad ascoltare la radio e tifare Hellas». E quando Zetulayev ha scongiurato la retrocessione in C2 segnando a pochi istanti dalla fine contro la Pro Patria? «In piazza Erbe con tanti veronesi. A fare festa». Hit parade del gol. Scelga i primi tre della sua carriera. Il primo sappiamo già qual è? «Bene, il secondo l'ho messo a segno su rigore quando ero a Venezia contro l'Andria. Abbiamo pareggiato 1-1 e quella rete è valsa il ritorno in serie A. Il terzo? La doppietta contro il Vicenza nel derby. La società mi aveva accantonato. Malesani, incurante delle scelte del club, mi ha detto: vai e gioca il tuo derby. L'ho fatto a modo mio».

Ma è vero che il gol segnato a Reggio l'aveva sognato il giorno prima? «La storia è diversa. Prima di entrare in campo per il secondo tempo sono uscito dallo spogliatoio e ho detto: ci salviamo, state tranquilli. Il pensiero mi è uscito così. Incontrollato. E poi ricordo in campo Camoranesi che continuava a dirmi: ma allora 'sto gol quando lo fai? E io gli rispondevo: stai calmo, è ancora presto. Poi è arrivato». Il nuovo Cossato di Reggio? «Vorrei fosse un veronese come me. Ma visto che oggi non è possibile dico Ferrari. Lo sento molto vicino al mio modo di pensare il calcio. Difende palla, fa salire la squadra. E se deve arrivare un gol decisivo spero sia suo».

Cartoline? «Mando un grosso abbraccio a Martinelli. Sta facendo cose eccezionali per il Verona. Merita tutto il bene possibile. E poi spendo due parole pure per Mandorlini: il suo è un Hellas da battaglia». Immagini di essere in campo adesso pochi istanti prima della partita. «Elettricità. Sono arrabbiati i reggini. Li abbiamo mandati in B e poi non hanno più avuto la chanche di rifarsi. Ora, dopo tanto tempo, vedono la possibilità di riprendersi quello che gli è stato tolto. In parte». Cossato come convive con SuperMike? «È stato un dono del cielo. Qualcuno ha guardato da lassù e ha scelto per me: ero veronese, amavo l'Hellas, si doveva scrivere la storia. E sono stato scelto io».

Le concorrenti volano E l'Hellas... perde la testa
SORPASSO. Troppi regali sottoporta, ma il gruppo offre ancora segnali di grande compattezza
Dura lo spazio di una notte - come era prevedibile - il primato gialloblù Vince la Reggina: martedì al Granillo l'atmosfera si annuncia bollente

29/04/2012
Appena agganciata, la vetta si è già allontanata: cresce il fastidio in casa Verona per l'inopinato pareggio di venerdì con l'Empoli. Il tredicesimo sigillo, quello che avrebbe dato ancora più valore al già sensazionale cammino interno dei gialloblù, è rimasto negli obiettivi e la concorrenza, com'era prevedibile, ne ha approfittato. Non fosse bastato il colpaccio del Sassuolo a Brescia - nel primo anticipo dell'altro ieri - la sedicesima di ritorno del campionato di Serie B ha offerto la prova di forza collettiva di tutte le principali aspiranti al salto in Serie A. Ha vinto - soffrendo ma ha vinto - il Toro in casa col Crotone. Ha vinto - sprecando l'impossibile ma ha vinto - il Pescara sul campo del Gubbio. Ha vinto - speculando ma ha vinto - il Varese a Cittadella. Sorride anche la Sampdoria, che battendo il Bari torna a una sola lunghezza dalla zona play off mentre frena rocambolescamente il Padova, che a Grosseto ha sprecato un doppio vantaggio per poi rammaricarsi della traversa centrata da Italiano in pieno recupero.

L'Hellas adesso è terzo, sempre a pari merito con il Sassuolo, che ha però una gara in più da disputare. Se l'intenzione è sempre quella di finire nelle prime due posizioni, quelle della promozione diretta, servirà un netto cambio di passo. Il mese di aprile, per dire, ha lasciato ai gialloblù quattro punti in quattro partite. Un mezzo tradimento nel momento della verità. Ora si tratta di ricominciare da Reggio Calabria, posticino già poco ospitale di suo, soprattutto per l'Hellas. Ancora meno piacevole da frequentare dopo la vittoria colta ieri dagli amaranto. Vittoria sudatissima - sia chiaro - strappata solo su rigore, a 13' dalla fine, sul disastrato Albinoleffe (che per la cronaca pochi minuti prima aveva sprecato un tiro dal dischetto). I tre punti consentono comunque all'undici di Breda di coltivare ancora briciole di sogno.

La zona play off è a cinque punti, non pochi. Tuttavia, con altri cinque turni davanti, e il concorso degli scontri diretti (degli stessi amaranto, della Sampdoria, del Varese), c'è ancora tempo per cullare l'ambizione. Brutta notizia per Mandorlini e compagnia, che ultimamente fuori casa hanno collezionato solo dolori e che al «Granillo» dovranno misurarsi con l'abituale ostilità ambientale. Un nemico che hanno dimostrato di soffrire, soprattutto sui campi del sud. Verona-Empoli ha rivelato anche altri problemini: il Verona fatica a far gol. Aveva sciupato parecchio a Crotone, si è ripetuto al Bentegodi. Manca quel pizzico di lucidità, c'è il contributo della stanchezza che inizia fisiologicamente a farsi sentire.

La manovra non scorre più fluida come in altre occasioni. E purtroppo Mandorlini deve inventarsi soluzioni anche per sopperire alle assenze. E c'è qualche riconosciuta colonna della formazione scaligera - Emil Hallfredsson su tutti - che attraversa una fase pericolosamente involuta. A Reggio Calabria, tra l'altro, saranno costretti al forfeit l'infortunato Maietta e lo squalificato Mareco. Andrea Mandorlini dovrà ripensare l'assetto difensivo rilanciando magari il rientrante Abbate in mezzo al pacchetto. A confortarlo c'è la tenuta nervosa della squadra, lo spirito di gruppo, la grande determinazione, doti emerse nitidamente anche venerdì: questo è un Hellas che non molla mai, che ha imparato a crederci fino in fondo, che è abituato a spremere anche l'ultima stilla di sudore. Comunque finirà, non si smentirà neppure a Reggio.
F.AR.

«Il rigore? Gli arbitri sbagliano. Come noi...»
JORGINHO
29/04/2012
Mentre parla pensa ancora all'occasione che poteva cambiare la partita. Sembra rivivere quel momento. Lì, a pochi passi dalla porta, con un gol che sembrava già fatto. Niente da fare, perché quella sarebbe stata solo la prima di tante chance non sfruttate dall'Hellas nella gara di venerdì sera con l'Empoli. Jorginho però non è tipo da abbattersi, a vent'anni gioca come un veterano e pochi minuti dopo quell'errore aveva già messo i brividi all'Empoli con un tiro da quaranta metri finito fuori di pochissimo ed una prestazione apparsa comunque molto positiva.

Jorginho, è ancora arrabbiato per l'errore?
«Non posso star lì a pensare a quel gol sbagliato, altrimenti non vado più avanti. Charo che mi dispiace tanto perché quel gol poteva cambiare la partita». Un eccesso di sicurezza?
«Non credo, forse potevo stoppare la palla e non calciare di prima, purtroppo mi sono trovato davanti alla linea del pallone senza riuscire a colpire bene». È stato comunque votato come migliore in campo da quasi tutti.
«Avrei preferito fare gol e magari giocare meno bene, comunque sono abituato a non abbattermi neanche davanti agli errori, a rialzare subito la testa e ad andare avanti, se non facevo così la partita finiva subito, almeno per me».
Il Verona ha avuto tante altre occasioni per segnare.
«In campo credo ci sia stata solo una squadra, avevo in mano il gioco e sempre il pallone, purtroppo è stata una giornata storta».
Capita.
«Sì, a volte capita. Costruisci tanto ma la palla non vuole saperne di entrare: Gomez, Galli, io e altri ancora ci siamo andati vicino ma si vede non che era la giornata giusta».
Il rigore su Ferrari era netto?
«Penso che l'arbitro abbia sbagliato. Può capitare, visto che sbagliamo anche noi. Non possiamo dimenticare però che abbiamo avuto tante altre occasioni per segnare, quella era una ma ripenso anche al mio errore. Non ha senso adesso pensarci ancora».
E adesso arriva Reggio Calabria, un'altra trasferta complicata.
«Andremo là per vincere, ci alleniamo per quello e proviamo sempre a farlo, a volte capita altre volte no, ma di certo è il nostro obiettivo».

Al capolinea di un sogno Bagnoli lo aveva capito
LA SCONFITTA PIÙ AMARA. Accadeva esattamente 22 anni fa, il 29 aprile 1990
Il ko di Cesena, gol del condor Agostini, chiudeva un ciclo irripetibile e una straordinaria storia umana e sportiva. L'ultima dell'Osvaldo gialloblù

29/04/2012
Prese posto sul pullman, in silenzio. Guardava fuori e non vedeva niente. Neanche i saluti della gente di Cesena, che non l'aveva mai dimenticato. Guardava fuori e ribolliva dentro. La bocca tirata in quella smorfia nervosa. Guardava fuori e sentiva dentro il sapore amaro della sconfitta. Della serie B. Della delusione. No, non era, quella, come le altre sconfitte. Anche quelle facevano male, non c'è una sconfitta senza dolore, né dovete credere a chi parla di sconfitte salutari. Macché, è un'invenzione. Tutte le sconfitte ti restano dentro, te le senti sulla pelle. Ma quella era diversa. Più forte. Più cattiva. Più amara. Osvaldo Bagnoli guardava fuori e s'interrogava dentro. Forse aveva già le risposte che cercava. E forse, quell'amarezza speciale, nasceva proprio da lì. Lui aveva già capito tutto, come quando arrivi al capolinea e l'autista si gira, ti guarda, «è l'ora di scendere». Quella non era soltanto una sconfitta, così come quella non era «soltanto» una retrocessione.

Era il capolinea del Verona, di un sogno infinito, di un'emozione senza tempo. Era la parola fine scritta dopo un'avventura irripetibile. Se la sentiva dentro, quella sconfitta. La sentiva sua. Perché se quello era il capolinea di un sogno (e lo era), era anche l'inizio dei titoli di coda, della sua storia col Verona. Ci sarà mai un altro Verona così? Un altro scudetto? Tutto questo è tante altre cose, Bagnoli pensava tra sé, guardando con un filo di malinconia il mondo che stava al di là del finestrino. Si chiudeva un'epoca, non solo un campionato. Il gol di Agostini, implacabile condor, aveva chiuso per sempre la speranza. «L'avevamo studiata bene» aveva detto Bagnoli negli spogliatoi. Spalle al muro, guardando di traverso la marea di microfoni e taccuini che aveva davanti. Parlava senza bisogno di domande, senza aspettare domande senza senso. «Volevamo controllare la partita, senza correre rischi e poi provare a colpire nell'ultima mezz'ora. È andato quasi tutto bene, poi il gol di Agostini ci ha condannato». Un diagonale basso, lento, al millimetro, sul palo più lontano. Il volo del condor, oltre la linea difensiva, forse in fuorigioco e forse no, l'accenno di uscita di Bodini, la puntata maligna, sul palo più lontano. Ciao Verona, è stato bello. Ciao Osvaldo, grazie di tutto. Mancavano 11 minuti alla fine, al gol di Agostini. Undici minuti in piedi, appoggiato alla panchina, senza mai arrendersi. Come la gente, sugli spalti. Seimila tifosi veronesi, a Cesena. Uno spettacolo. Una fede incrollabile, diventata più forte dopo il miracolo sul Milan, sette giorni prima. «Andiamo a vincere a Cesena», lo slogan della settimana.

Mai stato così vicino alla salvezza, il Verona. «Sembrava una stagione segnata, a sentire qualcuno eravamo già retrocessi dopo il girone di andata. E invece, se facciamo risultato a Cesena, restiamo in A...». Il Cesena di Marcello Lippi e Seba Rossi, dell'ex Turchetta e di Piraccini, del Condor e del regista Domini. Sul filo del baratro, ma con un punto in più. Era stata tribolata, quella settimana per l'Osvaldo. Peruzzi era out, dentro Bodini. E poi, gli altri eroi del Milan. Da Sotomayor a Pusceddu, da Gritti a Pellegrini, da Gaudenzi a Favero a Gutierrez. E Prytz, Giacomarro, l'eterno Fanna. «Abbiamo fatto quello che dovevamo, non ho niente da rimproverare ai miei giocatori» disse ancora Bagnoli, in una delle interviste più tristi della sua storia. In quegli spogliatoi di Cesena, troppo stretti per nascondere l'infinita delusione di un uomo. Cesena gli aveva regalato giorni bellissimi, la promozione in A, ma anche la chiamata del Verona, quella che lui aspettava da tempo. Non aveva resistito, Bagnoli. «Vado al Verona, cercate di capirmi» aveva detto ai dirigenti del Cesena, che cercavano di trattenerlo. Nove anni prima, adesso gli sembravano lunghi un giorno. In mezzo, una promozione in A, uno scudetto, l'Europa a testa alta, imprese memorabili.

Come avrebbe fatto a infilare dentro la valigia, l'ultima delusione? «Abbiamo onorato questa maglia» commentò ancora Bagnoli. «Se questa squadra non avesse avuto valori forti, sarebbe retrocessa mesi fa. Invece ce la siamo giocata fino all'ultimo e questo rappresenta per noi un motivo d'orgoglio». Le aveva tentate tutte. Squadra spregiudicata, con Pellegrini, Gritti e Fanna in attacco, «perché bisogna comunque rischiare» questa era almeno l'intenzione. «Se fosse entrata quella palla di Gritti, la partita sarebbe cambiata» osservò Bagnoli. Quella palla di Gritti, pochi minuti prima del Condor. L'ultima illusione. «Speravamo, nel finale, di essere più freschi di loro. In realtà, più di così non potevamo fare. Il nostro campionato l'abbiamo comunque vinto». Il campionato dell'onestà, della pulizia, lo scudetto dell'orgoglio. «Qualcuno ci aveva dato per spacciati dopo 10 giornate. Invece siamo stati vivi fino all'ultimo». Poi gli avevano chiesto del futuro, «ancora Verona o lontano da Verona». Bagnoli li aveva fulminati con gli occhi, senza perdere il controllo e senza accusare il colpo. «Vi sembra il momento di chiedere queste cose?» aveva glissato a fine partita. «Lasciamo stare, per favore, in questo momento ho altro cui pensare». In realtà, lui sapeva, come sarebbe andata a finire. Con Chiampan i patti erano chiari. «Se ci salviamo, lei resta con noi. Se non lo facciamo, è chiaro che ci dovremo parlare».

Bagnoli sapeva, aveva anticipato i tempi. Sentiva dentro l'aspro sapore degli addii. Il freddo di una storia finita. Aveva guardato i suoi, uno per uno. Non era uno di tante parole, l'Osvaldo. Non lo era mai stato, né poteva esserlo quel giorno. Ma loro avevano capito, ci sono silenzi che parlano più di tante parole. Nessuno fiatava, negli spogliatoi. C'erano occhi lucidi, gente stremata. E fuori, i seimila ad aspettare. Ad applaudire. «Incredibile» scuoteva la testa Pusceddu. L'autista accese il motore, il pullman si mese in movimento. Lento. Se ne andò tra gli applausi, perché la gente di Cesena non aveva dimenticato quell'uomo mite che qualche anno prima le aveva regalato la serie A. E che adesso, se ne stava lì, seduto e assente. Il pullman prese la via di Verona. Era finito un ciclo è chissà quando se ne sarebbe riaperto un altro. Bagnoli sapeva. Aveva già intuito il finale, che non era quello che aveva pensato. Per questo, anche quel viaggio, gli sembrava adesso terribilmente diverso. Era l'ultimo, lui lo sapeva. L'ultimo da allenatore del Verona. Guardò fuori, fissò l'orizzonte. Scendeva la sera, non solo oltre i finestrini. Scendeva la sera su una storia umana e sportiva straordinaria. Quando arrivarono a Verona e il pullman imboccò il vialone del Bentegodi, avvertì come un tuffo al cuore. Vide in lontananza una folla, capì. La gente era tornata, li aveva aspettati al Bentegodi. Neanche un fischio, neanche uno striscione. Prima silenzio, poi applausi. Da brividi. «Torneremo/torneremo in serie A». Cantavano, nella notte triste del Bentegodi. Loro sapevano che, prima o poi, sarebbe successo di nuovo. Lui sapeva che niente sarebbe stato più come prima.
Raffaele Tomelleri

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "A Reggio per fare risultato"
Postata il 30/04/2012 alle ore 14:40
"Tutti aspettano l'Hellas per fare la gara della vita, noi andiamo oltre questi discorsi con l'intento di farci trovare preparati"
SANDRA' - "Dopo la gara con l'Empoli speriamo di aver recuperato, con la Reggina qualche cambio ci sarà, perchè ritengo che nell'ottica delle tre partite in una settimana debbano variare delle pedine. C'è sempre l'incognita delle sfide in trasferta, andiamo in Calabria fiduciosi di poter fare un risultato positivo". Mette alle spalle il pari di venerdì e si concentra solo sul match del "Granillo" Andrea Mandorlini, che ha introdotto a Sandrà la 38a di campionato.

"Tra infortuni e squalifiche qualcosa bisogna cambiare", continua l'allenatore gialloblù, "Abbate torna nel suo ruolo naturale, credo ci siano le possibilità per superare queste situazioni. Dovremo dare di più rispetto agli ultimi match lontano dal "Bentegodi", abbiamo bisogno di Hallfredsson ed è giusto dargli minuti. Ci tiene a giocare con la Reggina visto che si tratta di un ex, sarà certamente della partita".

"Tutti aspettano l'Hellas per fare la gara della vita, noi andiamo oltre questi discorsi con l'intento di farci trovare preparati. Cercare di fare risultato è d'obbligo, con gli uomini di Aglietti abbiamo speso molto ma è rimasto il colpo in canna. Dispiace perchè è stato creato molto, avremmo meritato. Pensiamo ad un impegno alla volta, senza guardare troppo avanti. Può succedere di tutto in ogni 90'".
Ufficio Stampa

Reggina-Hellas Verona: 21 i precedenti totali
Postata il 30/04/2012 alle ore 08:37
I gialloblù tornano al “Granillo” a quasi 11 anni dal trionfale spareggio per la permanenza in Serie A
VERONA – Reggio Calabria, 11 anni dopo, o quasi. Tanto è il tempo trascorso dall’ultimo precedente in casa amaranto.
L’almanacco annovera 21 scontri diretti, nella storia, tra Reggina ed Hellas Verona. L’ultimo in terra calabra risale allo spareggio per la permanenza in A, datato 24 giugno 2001. Il match terminò sul 2-1 per i padroni di casa, ma il gol gialloblù di Cossato nel finale valse alla compagine scaligera (forte dell’1-0 dell’andata) la salvezza in massima serie. Trattasi, in questo caso, di uno dei 3 successi calabresi complessivi nel bilancio delle sfide tra le due formazioni.
Sono 9 i pareggi totali, dei quali l’ultimo sullo stretto sempre in A nel torneo 2000/01 (rete scaligera di Bonazzoli). Altrettanti i successi dell’Hellas, che non vince a Reggio dal 1998, cadetteria: 3-0 il finale, con assolo di Binotto e doppietta di Aglietti.
Ufficio Stampa

"Verona Col Cuore", superata quota 650 adesioni
Postata il 29/04/2012 alle ore 13:12
Nei giorni scorsi hanno aderito al progetto anche Juan Ignacio Gomez Taleb, Jorginho ed il direttore sportivo Mauro Gibellini
VERONA - Anche i giocatori dell’Hellas fanno il loro ingresso nel progetto di azionariato popolare “Verona Col Cuore”. Nei giorni scorsi, in occasione della festa organizzata a Bovolone dai sodalizi Alberto 1°, Beer-banti di Casaleone e Calcio Club Sanguinetto, due atleti sono diventati soci ufficiali: si tratta di Juan Ignacio Gomez Taleb e Jorginho. Oltre a loro hanno aderito anche Mauro Gibellini, direttore sportivo scaligero e Luciano Marangon, campione d'Italia nel 1985.

Anche i tifosi si stanno dando da fare: superata in meno di un mese quota 650, con i soci che a versare 25€ per entrare a far parte del progetto. Il traguardo diventa in questo modo sempre più vicino: l’obiettivo è infatti la creazione di una rappresentanza responsabile e democratica che vuole collaborare col club per favorirne, anche attraverso la partecipazione diretta al capitale, la crescita economica, sociale e sportiva.
Ufficio Stampa

20.000€ di ammenda all'H. Verona, squalificato Mareco
Postata il 29/04/2012 alle ore 17:30
Dopo la 37a di campionato punita la società scaligera, fermato per un turno il difensore paraguaiano. In diffida Luca Ceccarelli (7a sanzione)
VERONA - 20.000€ di ammenda all'Hellas Verona, un turno di squalifica per Victor Hugo Mareco: queste le decisioni del Giudice Sportivo dopo la 37a di campionato.
Club di Via Torricelli punito "per avere suoi sostenitori, al termine dell'incontro, lanciato oggetti vari all'indirizzo degli Ufficiali di gara ed attinto con un accendino la coscia di un Assistente senza conseguente lesive; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 – comma 5, in relazione all'art. 13 – comma 1 – lettere a) e b), CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell'Ordine a fini preventivi e di vigilanza", mentre il difensore paraguaiano ha rimediato con l'Empoli l'8a ammonizione stagionale, che lo costringerà a saltare la sfida di Reggio Calabria.
In diffida Luca Ceccarelli (7a sanzione).
Ufficio Stampa

Sandrà: dopo l'Empoli, verso Reggio Calabria
Postata il 28/04/2012 alle ore 13:06
Dopo la gara coi toscani gialloblù di nuovo in campo, per preparare la gara in programma martedì alle 20:45
SANDRA' - Gialloblù di nuovo in campo nel giorno successivo alla gara casalinga con l'Empoli.

Presso il centro sportivo di Sandrà seduta mattutina della durata di circa un'ora e mezza, caratterizzata da esercizi di scarico per i giocatori impiegati contro la formazione toscana, lavoro atletico, tattica e partita per il resto del gruppo.

A riposo Hallfredsson, che ha riportato un trauma contusivo alla mano destra, e Maietta, reduce da una distrazione muscolare all'adduttore destro.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
CALCIO PORTOGALLO: Il LEIRIA non paga gli stipendi, i giocatori se ne vanno, campionato finito...
VITA DA EX: Vincenzo ITALIANO 'Mi ispiro a DEL PIERO...'
SERIE A: A Roma mancano 13 secondi alla fine quando un triplice fischio dagli spalti viene scambiato come fine-gara decretato dall'arbitro, l'UDINESE raddoppia e tra giocatori e tecnici friulani e laziali scoppia un putiferio che potrebbe essere comico se non esacerbasse cotanto gli animi di calciatori e tifosi... Intanto il CESENA è matematicamente in B

LAZIO SCONFITTA 2-0 DALL'UDINESE. FISCHIO 'FINTO', SCOPPIA LA RISSA IN CAMPO
Domenica 29 Aprile 2012 - 23:08
UDINE - L'Udinese ha battuto la Lazio 2-0 (0-0) nel posticipo della 35/a giornata di serie A.
RISSA IN CAMPO Finale nel caos tra Udinese e Lazio. Si chiude con un parapiglia lo scontro diretto per il terzo posto: a tempo quasi scaduto Pereyra segna il 2-0 dei friulani con Marchetti fuori dalla porta, e si scatena il caos con spintoni e dirigenti quasi alle mani, per un fischio, non dell'arbitro, che ha indotto in errore i biancocelesti.

IL TABELLINO
Udinese (3-5-1-1): Handanovic 7; Benatia 6.5, Danilo 6, Domizzi 6.5; Basta 6, Abdi 5.5 (14' st Pereyra 6.5), Pinzi 7, Asamoah 6.5, Pasquale 6; Fabbrini 5.5 (27'st Fernandes sv); Di Natale 7 (33'st Torje sv). (21 Padelli, 16 Coda, 4 Pazienza, 9 Barreto). All.: Guidolin 6.5

Lazio (4-4-1-1): Marchetti 6.5; Garrido 6.5 (25' st Kozak), Dias 5.5, Biava 6 (43'st Diakitè 6), Konko 6; Gonzalez 5.5, Ledesma 6.5, Matuzalem 6 (37'pt Cana 6), Scaloni 5.5; Mauri 5.5; Rocchi 6. (1 Bizzarri, 78 Zauri, 41 Zampa, 30 Alfaro). All.: Reja 5.5

Arbitro: Bergonzi (Genova) 6
Reti: 24' st Di Natale, 49' st Pereyra
Recupero: 3' e 4'
Angoli: 4-3
Espulsi: Dias al 50' st per proteste
Ammoniti: Matuzalem, Abdi, Fabbrini, Pinzi, Cana, Benatia per gioco scorretto, Di Natale per simulazione, Scaloni per proteste
Spettatori: 20 mila circa

*** I GOL - 24' st cross di Domizzi dalla sinistra a tagliare il campo; Di Natale di destro sul lato opposto infila Marchetti - 49' st Pereyra raccoglie un lancio dalle retrovie a spazzare via il pallone per allentare la pressione laziale. Prolunga di testa e scappa in fascia, infilando la palla a porta vuota, con Marchetti fermo fuori dai pali, convinto che fosse arrivato il triplice fischio. Ma era partito dalla tribuna.

LA CLASSIFICA Juventus 77 Milan 74 Napoli 55 Lazio 55 Inter 55 Udinese 55 Roma 51 Catania 47 Parma 47 Atalanta (-6) 46 Bologna 45 Chievo 44 Siena 43 Cagliari 42 Palermo 42 Fiorentina 41 Genoa 36 Lecce 35 Novara 28 Cesena 22 N.B. - Atalanta penalizzata di 6 punti per sentenze di giustizia sportiva. Cesena aritmeticamente retrocesso in serie B.

IL LEIRIA NON PAGA STIPENDI DA MESI, LA ROSA ABBANDONA IN MASSA: CAMPIONATO FINITO
Sabato 28 Aprile 2012 - 20:10
LEIRIA - Sedici giocatori dell'Uniao Leiria, squadra della massima serie portoghese, hanno deciso di lasciare il club, e quindi di non giocare domani in campionato contro il Feirense, per protestare contro il mancato pagamento di quattro o cinque (a seconda dei casi) stipendi. Il sindacato dei calciatori professionisti del Portogallo, nel manifestare appoggio all'iniziativa, ha precisato che i contratti dei sedici calciatori sono da considerarsi «rescissi con effetto immediato». Prima di decidere lo sciopero alcuni dei calciatori avevano incontrato rappresentanti della dirigenza, ma avevano giudicato insufficienti le loro proposte. Così solo in sei, ovvero il resto della 'rosà, si sono presentati oggi allo Stadio Municipale di Marinha Grande per la seduta di allenamento. Ma va detto che cinque di loro (Oblak, Djaniny, Copetti, Shaffer e Baerkroth) sono di proprietà del Benfica, che paga parte dello stipendio, ed al Leiria solo in prestito. Il presidente del club, Joao Bartolomeu, si è detto sorpreso della decisione dei calciatori e ha annunciato che lascerà il calcio. L'annullamento delle ultime due partite di campionato del Leiria (ultimo in classifica) rischia di avere ripercussioni sulla regolarità e la classifica del campionato, visto che nel prossimo week end l'Uniao avrebbe dovuto affrontare il Benfica, attualmente secondo in classifica a 4 punti dal leader Porto.

FONTE: Leggo.it


LE INTERVISTE
Padova, Italiano: "Mi ispiro a Del Piero"
29.04.2012 22:50 di Federico Errante
Fonte: padovasport.tv
Vincenzo Italiano, tra i migliori in campo ieri a Grosseto, ha parlato alla stampa oggi a Bresseo tornando sulla match pareggiato in terra toscana: "Diciamo che abbiamo spento la luce sul 2-0, e alla fine siamo stati puniti da Sforzini che ritengo uno degli attaccanti più forti della categoria. Ieri l’obiettivo era ritrovare l’autostima, e credo si sia vista anche molta personalità soprattutto dal centrocampo in su. La traversa? Pensavo di segnare, l'avevo colpita così bene la palla!".

Una battuta sul contratto, ancora in scadenza: "Se mi sento come Del Piero? Lui è un professionista esemplare, mai una parola fuori posto in vent'anni di carriera. E' un esempio anche per me, quando nelle difficoltà devi mandare spesso giù bocconi amari. Condivido gli stessi valori suoi e a 34 anni cerco di dare sempre il massimo per la maglia che indosso. Se ieri sono riuscito alla mia età a giocare una partita a quei ritmi dopo un mese e mezzo di inattività... non riesco a trovare gli aggettivi giusti". Martedì un altro scontro diretto, dopo quello con il Pescara (a proposito Italiano svela di aver già preso sei schiaffi da Zeman in un lontano Avellino-Verona): "Stiamo faticando molto in casa ultiamamente, martedì è uno scontro d’alta classifica, il Sassuolo è una squadra che gioca con tutti gli 11 effettivi dietro la linea della palla sfruttando i varchi, e lo faranno anche contro di noi. Dobbiamo cercare di giocare come nel primo tempo di ieri, abbassando il ritmo quando serve e gestendo al meglio la palla”.

FONTE: TuttoB.com

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Juve Stabia 0-3 Verona: Gli highlights della gara

Juve Stabia 0-3 Verona: Le immagini