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Parla il patròn MARTINELLI: intervista a 360°, PRANDELLI: 'Il segreto del Verona è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico, l’entusiasmo è una grande risorsa...', MORINI: 'RAFAEL? Fortissimo tra i pali, è migliorato tantissimo in uscita', BORDIN: 'Siamo più maturi..'

Pubblicato da andrea smarso domenica 26 febbraio 2012 00:16, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


MARTINELLI A TUTTO TONDO...
Il presidente MARTINELLI intervistato dalla Gazzetta dello Sport parla della sua esperienza a capo della società di Via Torricelli:
«I tre anni di Verona? Ricordo una società in difficoltà, un ambiente depresso, tifosi rassegnati e una squadra in fondo alla classifica di Prima divisione. E una situazione economica generale che non era quella di oggi».

«Il nuovo stadio? La collaborazione col Comune è importante, è stata individuata l'area (la Marangona nella zona industriale, ndr), ci stiamo muovendo insieme, sono stati fatti passi avanti. Tempi e costi? In 4-5 anni e con 70-80 milioni di euro a carico di un fondo di aziende private avremo un impianto da 30 mila posti aperto tutto l'anno, e non solo ogni due settimane per la partita».

«Se serve ancora un aiuto? Certo e non ho trovato nessuno. Una delusione. Ma se vogliamo andare e restare in A non posso essere lasciato solo. Il Verona è una delle società di B con meno entrate pubblicitarie. Al di là delle mie aziende (abbigliamento femminile oltre a interessi in campo immobiliare, ndr), non c'è molto altro. In giro vedo soprattutto disinteresse».

«I rapporti difficili con i club del sud? Il passato non conta, guardiamo avanti. E sugli insulti ai tifosi della Juve Stabia al Bentegodi vorrei precisare che sono cominciati solo quando loro hanno fatto esplodere 4-5 bombe carta».

«Se sono sorpreso dalla squadra? Ha spiazzato tutti, è cambiata poco e ha trovato una grande continuità, grazie al mix di giocatori giovani e di esperienza: abbiamo preso Mareco, fatto tornare Gomez, puntato su ragazzi interessanti come Galli e Jorginho. E poi c'è Hallfredsson, l'uomo chiave. Abbiamo dimostrato che possiamo fare bene contro chiunque» [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]




DICONO
...E PRANDELLI promuove il tecnico scaligero: «Mandorlini sta facendo un grande lavoro, direi straordinario. Ha battuto il mio record di vittorie consecutive? Bene diciamo che ora è in buona compagnia. Il segreto del Verona è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico. L’entusiasmo è una grande risorsa» SerieBNews.com

Ermes MORINI, preparatore dei portieri, si 'gode' RAFAEL: «Mi lasciavano molto perplesso i commenti negativi su di lui. Il merito di questa crescita è solamente suo. Fortissimo tra i pali, è migliorato tantissimo in uscita. Ma anche gli altri portieri danno grande affidabilità»

Roberto BORDIN secondo di MANDORLINI: «Siamo più maturi, attenti all'Hellas! Il mio rapporto con Mandorlini? Ormai conosco già tutti i movimenti che vuole, non c'è bisogno di dirsi molto. Equilibrio è la nostra parola d'ordine» LArena.it

Riccardo PRISCIANTELLI, ex diesse dell'HELLAS ai tempi di ARVEDI&PREVIDI, incantato dal VERONA! 'Solo il TORINO ha qualcosa in più, HELLAS alla pari col PESCARA e sopra al SASSUOLO...' «Vedere questa classifica mi emoziona, finalmente la squadra sta tornando ai suoi livelli. Il campionato di serie B però si decide dopo Pasqua: solo allora i verdetti saranno più vicini alla realtà. Tra le altre squadre, solo il Torino ha sicuramente qualcosa in più, mentre vedo il Pescara sullo stesso piano del Verona. Metto il Sassuolo un gradino sotto perché la mancanza di un grande pubblico può essere determinante. Nel Verona sono molto legato a Gomez: credetti molto sulle sue qualità, spingendolo sempre a dare il massimo. A Trieste rimpiangono ancora di averlo lasciato andare» SerieBNews.com

Parla Attilio TESSER ex allenatore del NOVARA esonerato dopo aver condotto i piemontesi in Serie A «Ho visto giocare il Verona, questa è una squadra con grande organizzazione ma anche con giocatori di qualità scelti con grande raziocinio. E vedo un gran bel gruppo, certe piccole sfumature ti fanno capire chiaramente quando c'è unità d'intenti e tutti marciano nella stessa direzione. A me l'Hellas è piaciuto molto, da due anni ormai viaggia sull'onda dell'entusiasmo e questo è un bel valore aggiunto. Il Verona ha acquisito in Prima Divisione una mentalità vincente che le è servita molto anche in serie B. Anche la città sta spingendo nel modo giusto, si è creata un'unità di intenti che di solito è alla base di ogni successo. E non dimenticatevi che anche certi piccoli dettagli giocano a favore del Verona. Nelle ultime giornate magari la differenza te la fa persino l'ultimo arrivato. Sulle qualità di uno come Hallfredsson siamo tutti d'accordo, ma l'Hellas ha trovato anche un ragazzo potenzialmente determinante come Lepiller. Anche se alla fine a vincere è sempre il gioco di insieme, ma Mandorlini questo lo sa benissimo» LArena.it


ALTRE NEWS IN ALLEGATO
BRUTTA SCOPPOLA IN AMICHEVOLE PER L'HELLAS: I gialloblù sono stati sconfitti a Sandrà per 4 a 2 (4 a 0 alla fine del primo tempo) dal VYSOCINA JIHLAVA che milita in seconda divisione ceca; di GOMEZ e FERRARI le reti scaligere. La DORIA ha vinto invece 2 a 0 contro la propria Primavera schierata appositamente col 4-3-3...
INCHIESTA PARMALAT INDAGATO ANCHE PASTORELLO!
SU TACHTSIDIS GLI OCCHI DELL'INTER! Il suo agente possibilista...
STATISTICHE DALL'OSSERVATORIO: La violenza negli stadi in crescita ma non in Serie A, in cadetteria è quella scaligera la tifoseria che detiene il poco invidiabile record di DASPO... Nel frattempo quattro sostenitori veronesi sono stati denunciati perchè a Livorno, il 3 Dicembre scorso, inneggiavano al Duce e cantavano faccetta nera! (quando la politica abbandonerà lo stadio sarà sempre troppo tardi...)
AUMENTANO LE SPERANZE IN CASA DORIA per il recupero di EDER il forte attaccante brasiliano in prestito dal CESENA 'La caviglia va molto meglio' comunica via Twitter il calciatore...
LUNEDI A COVERCIANO PANCHINA D'ORO E D'ARGENTO! Alla Onlus ex Calciatori Hellas Verona andranno 25.000 Euro...

Daily Zap: February 23rd

IN BREVE A PIÉ PAGINA
SERIE B: Nei recuperi il GUBBIO batte 2 a 0 il MODENA al 'Barbetti' dopo che la REGGINA era andata a vincere in quel di Pescara. Pari tra SASSUOLO e ASCOLI
VITA DA EX: Il 36enne ORFEI, ex capitano gialloblù, mantiene il carattere anche in Seconda Divisione con la SAMBO! 'Testa bassa e lavorare! Ne usciremo...' e Sebastiano SIVIGLIA torna nella 'sua' Nocera Inferiore: farà l'allenatore!
NBA:I KNICKS perdono a Miami, tonfo dei LAKERS ad Oklahoma City; ora il campionato si ferma: spazio all'All Star Game. Danilo GALLINARI sfonda anche nel marketing e diventa uno dei top atleti dell'Adidas...
EUROPA LEAGUE: LAZIO eliminata, UDINESE avanti dopo il 3 a 0 a Salonicco...
BASKET EUROLEGA: Vittoria amara per l'OLIMPIA!
CLAMOROSA CLASS ACTION DEGLI EX DEL BARI contro chi, con le calcioscommesso, ha infangato la maglia!
AUGURI DINO ZOFF: L'ex numero 1 e cittì della Nazionale azzurra compie 70 anni!
CHAMPIONS LEAGUE: L'INTER riesce a perdere al 93° una gara monotona e con poche emozioni a Marsiglia dove un pareggio sembrava scontato!

RASSEGNA STAMPA
Samp-Primavera, esperimenti e due reti
Dam.Bas.
Bogliasco - La settimana di preparazione della Sampdoria si è chiusa ieri pomeriggio con l’amichevole contro la Primavera del tecnico Tufano, schierata col 4-3-3 proprio come il Verona per esplicita richiesta di Iachini, disputata sul campo superiore del Mugnaini. Esentati Gastaldello, Fornaroli e Obiang (peraltro squalificato contro il Verona) che hanno svolto un lavoro differenziato, più i cinque “convalescenti”. Mentre Eder e Padalino sono rimasti negli spogliatoi per proseguire con i trattamenti fisioterapici (la loro situazione verrà valutata giorno per giorno), gli altri tre e cioè Castellini, Pellè, Semioli si sono visti sul campo, impegnati anche in una partitella di calcio-tennis. Previsioni sul loro recupero? Cauto ottimismo, si dice così. Quanto a Eder, il brasiliano ha una gran voglia di rientrare e infatti non è escluso che uno di questi due giorni di festa li passi invece a Bogliasco, a lavorare per assorbire il brutto colpo alla caviglia riportato a Grosseto.

Al test in famiglia ha assistito anche il vicepresidente esecutivo Edoardo Garrone. Nel primo tempo a fianco del d.s. Sensibile, nel secondo vicino a Iachini. Il tecnico blucerchiato ha mischiato gli uomini. Inizialmente in campo c’era un solo titolare sicuro, e cioè Munari, più due possibili Foggia e Bertani. Osservato speciale Gentsoglou, uno dei candidati per sostituire Obiang contro il Verona e infatti schierato dall’allenatore proprio in quella posizione. Il greco alla fine del tempo è stato costretto a uscire per una botta a un ginocchio. Non dovrebbe trattarsi di niente di grave, ma verrà valutato meglio tra oggi e domani. Un solo gol, contro una Primavera comunque sempre quadrata e ben messa in campo da Tufano, ed è stato realizzato poco dopo la mezz’ora da Rispoli con un potente diagonale che ha superato Fiorillo. Da segnalare un’occasionissima fallita da Bertani, con conseguente arrabbiatura della punta con se stesso.

Nel secondo tempo Iachini ha cambiato praticamente tutta la squadra, inserendo alcuni titolari come Rossini, Renan e Pozzi. Proprio l’attaccante ha realizzato la seconda rete, Da Costa nell’occasione un po’ sorpreso, al termine di un’azione avviata da Renan con assist di Bertani. Il tecnico, in piedi appunto vicino a Garrone, nella fase di possesso palla ha più volte chiesto alla sua squadra la stessa cosa e cioè: «Veloci... veloci...». Dalla rapidità della manovra dipende molto del gioco della Samp e di conseguenza anche dei risultati.

Modena blucerchiata
Il Sampdoria Club Modena Blucerchiata in memoria di Cristina, tifosa scomparsa prematuramente, ha avviato una raccolta di soldi (fino al 19 marzo) da devolvere al Reparto di Oncologia dell’Ospedale di Sassuolo. Versamenti presso un qualsiasi ufficio postale, sulla carta Postepay n. 4023 6006 1291 7148 indicando come titolare della carta Riccardo Artioli (presidente del Club).

Samp in rete
Ieri sera si è tenuto un incontro di “Samp in rete”, progetto che coinvolge il settore giovanile blucerchiato e i vivai di altre 31 squadre gemellate in giro per l’Italia. Relatore è stato il d.s. Sensibile sul tema “Il senso di appartenenza e il lavoro di gruppo”.

Sampdoria-Primavera 2-0
Marcatori: Rispoli 34’ pt; Pozzi 7’ st.

Sampdoria p.t. (4-3-1-2): Da Costa; Rispoli, Volta, Mustafi, Laczkó; Munari, Gentsoglou, Soriano; Foggia; Icardi, Bertani. All.: Iachini
Sampdoria s.t. (4-3-1-2): Fiorillo; Berardi, Volta (27’ Piana), Rossini, Costa; Munari (33’ Luperini), Krsticic, Renan; Antonio; Pozzi, Bertani (27’ Icardi).

Primavera p.t. (4-3-3): Fiorillo; Matranga, Piana, Monticone, Rolando; Luperini, Sampietro, Martinelli; Ghiglia, Austoni, Zuloaga. All.: Tufano
Primavera s.t. (4-3-3): Da Costa; Pfrunder, Serrano, Iannelli, Raso; Zampano, Sampietro (25’ Martinelli, 36’ Xaysensourinthone), Molossi; Siani, Savic, Cafferata.

FONTE: IlSecoloXIX.it


Calcio: lunedi' a Coverciano la panchina d'oro e d'argento
24 Febbraio 2012 - 19:15
(ASCA) - Roma, 24 feb - Il tradizionale appuntamento con la Panchina d'Oro e la Panchina d'Argento si svolgera' anche quest'anno a Coverciano, presso il Centro tecnico federale.

La manifestazione e' in programma lunedi' prossimo, 27 febbraio, e sara' preceduta, come di consueto, dalla riunione (ore 11) riservata agli allenatori responsabili della prima squadra delle societa' di serie A, B, Prima e Seconda Divisione, alla presenza dei dirigenti federali.

Il premio ''Panchina d'oro'' sara' assegnato ad un allenatore che si e' particolarmente distinto alla guida di un club di serie A, mentre il premio ''Panchina d'argento andra' ad un tecnico della serie B. Per quanto riguarda la Lega Pro: ''Panchina d'oro'' ad un allenatore della Prima Divisione e ''Panchina d'argento'' ad un allenatore della Seconda Divisione, con riferimento per entrambi alla stagione passata. Inoltre sara' assegnata la ''Panchina d'oro speciale'' ad Azeglio Vicini, ex ct della Nazionale ed ex presidente del Settore Tecnico.

Nel corso della manifestazione verra' consegnato anche il premio istituito dalla FIGC per ricordare la figura di Enzo Bearzot, ex commissario tecnico dell'Italia campione del Mondo. La Commissione, formata da tre amici storici di Bearzot - l'ex portiere campione del mondo Dino Zoff, i giornalisti Alberto Cerruti e Gigi Garanzini - ha deciso di assegnare il premio di 25.000 euro alla Onlus ex calciatori del Verona, presieduta da Franco Nanni ''per l'opera di assistenza e di tutela ad ex calciatori gialloblu in difficolta'''.

''Un genere di iniziativa - scrivono nella motivazione Zoff, Cerruti e Garanzini - in perfetta sintonia con la sensibilita' umana e sociale dell'indimenticabile ''vecio'', Commissario Tecnico della Nazionale italiana Campione del Mondo nel 1982 in Spagna''.
red/rf

FONTE: ASCA.it


CALCIO
23/02/2012 - IL CASO
La serie B si scopre più volenta
Colpa degli ultrà di Verona e Nocerina

Sotto i riflettori del Viminale le tifoserie di Nocerina e Verona. Con la promozione di queste due squadre, la serie Bwin è l'unico campionato tra quelli professionistici a far registrare un'impennata di feriti
I dati dell’Osservatorio: le partite con feriti aumentate del 300 %

GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA
La maglia nera dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive finisce sulle spalle del campionato di serie B. Il torneo dei cadetti si scopre più affollato della serie A o della Lega Pro (la media presenze fa segnare il salto più significativo rispetto a dodici mesi fa), ma, allo stesso tempo, è in B che il livello delle gare con feriti sale in una percentuale critica.

Il salto all’indietro in una stagione è da rosso: solo tre le sfide da cancellare dopo il girone di andata 2010/11, ben dodici adesso con un più 300 per cento in fatto di numeri. Il Viminale ha emesso il suo verdetto. E sotto i riflettori finiscono due tifoserie da segnare in rosso: gli ultrà del Verona e quelli della Nocerina. Il motivo? Senza di loro, la fotografia della B sarebbe un’altra perché ben il 34 per cento dei feriti causati è a carico dei tifosi campani, il 18 per cento di quelli veneti. E, poi, il 25 per cento della responsabilità per gli incidenti è addossato agli ultrà gialloblù, il 19 per cento a quelli della Nocerina.

L’anno scorso, il Verona e la Nocerina navigavano nel campionato di Lega Pro. La loro promozione, secondo i dati dell’Osservatorio, ha aumentato sensibilmente il pericolo di trappole fra i cadetti. «Nella lotta contro la violenza - ha spiegato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri - abbiamo fatto passi da gigante: adesso cominciamo la fase due, quella degli stadi nuovi...». E, in effetti, in serie A le gare con feriti sono diminuite del 15,38 per cento, nella ex C1 e C2 del 44,44 per cento. Ma la B... Intanto, la classifica delle tifoserie con più Daspo è guidata dal Napoli (360), il Verona è al terzo posto (137), il Toro al settimo (87), la Juve dietro (85).

FONTE: LaStampa.it


Osservatorio, cresce la violenza ma non in Serie A. 240 Daspo per i tifosi della Roma: giallorossi secondi solo al Napoli
A poco più di un anno dall'entrata in vigore della tessera del tifoso sono state rilasciate oltre un milione di tessere. Il dato è stato reso noto dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Di questo 1.014.371 tessere, 839.368 riguardano la serie A, 127.525 la serie B e 47.478 la Lega pro. Numeri che, dice l'Osservatorio, rappresentano «un risultato particolarmente interessante a dimostrazione di una convinta adesione da parte di un gran numero di tifosi. Quanto ai Daspo - il provvedimento che impedisce di entrare allo stadio a chi ha avuto precedenti per reati commessi nelle manifestazioni sportive - sono 4.747 quelli attivi di cui 1.059 quelli emessi nel corso di questa stagione. In serie A la tifoseria più 'daspatà è quella del Napoli (con 360 provvedimenti) seguita da quella della Roma (240), del Catania (126) e della Lazio (102). In serie B risulta il Verona in testa alla classifica dei Daspo con 137 a carico dei suoi tifosi. Dai dati dell'Osservatorio, infine, emerge che, pur se limitato, c'è un aumento della media degli spettatori sia in serie A sia in serie B rispetto al girone di andata del campionato scorso. Da una media di 22.196 spettatori ad incontro in serie A l'anno scorso, si è passati a 23.072. In serie B, infine, si è passati da una media di 4.904 a 6.247.
(ansa)

Cresce la violenza negli stadi italiani, ma non nella serie A, almeno per quanto riguarda i gironi di andata. È il dato più rilevante fra quelli diffusi oggi dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, in occasione del convegno organizzato dall'Anfp, associazione funzionari polizia, sulla violenza negli stadi, alla presenza del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Gli incontri con feriti, per quanto riguarda le partite dei campionati professionistici, sono nel complesso cresciuti del 12% passando da 25 a 28 rispetto all'anno precedente. Ma considerando solo le gare della serie A sono diminuiti del 15% scendendo da 13 a 11. Il massimo aumento si registra in serie B con un +300% dovuto al passaggio da 3 a 12 partite con feriti; un dato che viene giustificato con la presenza nuova, rispetto alla stagione passata, di due tifoserie 'caldè come quelle del Verona e della Nocerina. In diminuzione, come nella massima serie, anche il risultato della Lega Pro di prima e seconda divisione, quelle che una volta erano le serie C1 e C2, dove si è scesi da 9 a 5 gare pari a una flessione consistente del 44%. Discorso più meno analogo riguarda gli arrestati, il cui numero complessivo è diminuito del 34% - da 50 a 33 - ottenuto sommando statisticamente il meno 22% della serie A, il più 45% della serie B e il meno 86% della lega Pro. Diminuzione del 30% anche del numero dei denunciati, da 270 a 188, per una contrazione del 30%. Quanto ai feriti, scendono del 69% quelli fra le forze dell'ordine mentre salgono del 131% fra i tifosi e del 160% fra gli steward.
(adnkronos)

FONTE: LaRoma.it


Viminale, oltre mille Daspo nella stagione in corso, il numero maggiore a carico dei tifosi del Napoli
MERCOLEDÌ 22 FEBBRAIO 2012 14:08
Sono in totale 1.059 i Daspo emessi dall'autorità giudiziaria nella stagione calcistica in corso verso altrettanti tifosi. Il dato e' stato fornito oggi dall'Osservatorio nazionale sulle amnifestazioni sportive, istituito presso il Viminale. Il numero dei Daspo attivi sono, invece, in totale 4.747. Il numero maggiore di 'daspati' risulta essere a carico di tifosi del Napoli (360), seguito da quelli della Roma (240), dell'Hellas Verona (137), del Catania (126) e della Lazio (102). (ASCA)

FONTE: NapoliVillage.com


Inchiesta Parmalat, Pastorello indagato
24/02/2012 14:10
Chiusa l'inchiesta sul Parma Calcio della gestione legata alla famiglia Tanzi. La Procura di Parma é in corso di notifica del 415 bis (atto di fine inchiesta) ai 28 indagati per "concorso in bancarotta per distrazione". Ne ha dato notizia questa mattina lo stesso procuratore capo della città emiliana, Gerardo Laguardia, spiegando che dei 28 indagati 16 sono ex dirigenti della società sportiva o comunque persone legate al Parma A.C. o a società che erano in rapporti 'd'affarì con i gialloblù mentre 12 indagati sono calciatori che all'epoca militavano nella compagine emiliana. Per quanto riguarda questi ultimi, l'accusa riguarda sostanzialmente l'aver ricevuto parte dei compensi "in nero". "Quella dei soldi 'fuori busta' è una pratica che riguarda gli stipendi e anche l'acquisto da altre società degli stessi calciatori", ha spiegato Laguardia.

Nessuna informazione però arriva sull'identità delle persone indagate per via del fatto che le notifiche sono in corso di esecuzione e "sarebbe scorretto rivelare i nomi prima che gli stessi interessati vengano a conoscenza della chiusura dell'inchiesta a loro carico". Di sicuro figurano indagati l'ex patron della Parmalat Calisto Tanzi, suo figlio Stefano che all'epoca dei fatti era dirigente del Parma Calcio e l'ex presidente dell'Hellas Verona Giambattista Pastorello, in considerazione del fatto che l'inchiesta chiusa riguarda anche lo stralcio relativo al Verona Calcio guidato da Pastorello stesso.

Il periodo preso in considerazione dalla pm Paola Dalmonte nella sua indagine va dal 1998 al 2003, anno del crac della multinazionale di Collecchio. L'inchiesta sulle "distrazioni" del Parma Calcio è partita proprio in contemporanea con le indagini sul default Parmalat ma ha avuto un iter molto più accidentato, soprattutto perché la Procura di Parma si è trovata a dover operare con forze limitate a fronte di un impegno enorme come quello dell'inchiesta sul crac di Collecchio. (ANSA).

FONTE: TGGialloBlu.it


ALTRE NOTIZIE
Inneggiano al Duce, 4 denunciati
Tifosi Verona durante gara a Livorno, rischiano Daspo
25.02.2012 16.21 di Raimondo De Magistris articolo letto 1505 volte
Fonte: ANSA
(ANSA) - LIVORNO, 25 FEB - Cori inneggianti al 'Duce',canti come 'Faccetta nera' e saluti romani. Di questo si sarebbero resi responsabili 4 tifosi del Verona durante la partita di serie B a Livorno del 3 dicembre, e per questo ora sono stati denunciati. I supporter veronesi, individuati dopo le indagini della Digos, sono stati denunciati per reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa, mentre e' iniziata la procedura per l'eventuale Daspo.

SERIE B
Verona, ag.Tachtsidis: "Ipotesi Inter non da escludere"
23.02.2012 21.45 di Gaetano Mocciaro
Secondo quanto riportato da FcInternews.it il centrocampista del Verona, ma di proprietà del Genoa, Panagiotis Tachtsidis, sarebbe nel mirino dell'Inter. A riguardo è intervenuto ai microfoni della testata l'agente italiano del calciatore, Francesco Musarra, che a riguardo ha dichiarato: "Ad oggi non ho avuto contatti con la società nerazzurra, ma non posso escludere che Inter e Genoa - dati anche gli ottimi rapporti che intercorrono tra le due società - non ne abbiano già parlato. Comunque, è un discorso che a medio termine ci può stare. Ora siamo concentrati sul presente e sul futuro prossimo dell'Hellas. C'è in ballo la serie A e vedremo poi a giugno cosa potrà succedere".

SERIE B
Verona, Martinelli a 360 gradi su squadra, passato e futuro
23.02.2012 10.07 di Gianluca Losco
Il presidente del Verona, Giovanni Martinelli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ne riportiamo alcuni tratti:
"I tre anni di Verona? Ricordo una società in difficoltà, un ambiente depresso, tifosi rassegnati e una squadra in fondo alla classifica di Prima divisione. E una situazione economica generale che non era quella di oggi.

Il nuovo stadio? La collaborazione col Comune è importante, è stata individuata l'area (la Marangona nella zona industriale, ndr), ci stiamo muovendo insieme, sono stati fatti passi avanti. Tempi e costi? In 4-5 anni e con 70-80 milioni di euro a carico di un fondo di aziende private avremo un impianto da 30 mila posti aperto tutto l'anno, e non solo ogni due settimane per la partita.

Se serve ancora un aiuto? Certo e non ho trovato nessuno. Una delusione. Ma se vogliamo andare e restare in A non posso essere lasciato solo. Il Verona è una delle società di B con meno entrate pubblicitarie. Al di là delle mie aziende (abbigliamento femminile oltre a interessi in campo immobiliare, ndr), non c'è molto altro. In giro vedo soprattutto disinteresse. I rapporti difficili con i club del sud? Il passato non conta, guardiamo avanti.

E sugli insulti ai tifosi della Juve Stabia al Bentegodi vorrei precisare che sono cominciati solo quando loro hanno fatto esplodere 4-5 bombe carta. Se sono sorpreso dalla squadra? Ha spiazzato tutti, è cambiata poco e ha trovato una grande continuità, grazie al mix di giocatori giovani e di esperienza: abbiamo preso Mareco, fatto tornare Gomez, puntato su ragazzi interessanti come Galli e Jorginho. E poi c'è Hallfredsson, l'uomo chiave. Abbiamo dimostrato che possiamo fare bene contro chiunque".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS VERONA
Hellas Verona, sconfitta per 4-2 contro il Vysocina Jihlava
25.02.2012 19:26 di Marco Fornaro articolo letto 156 volte
Visto il sabato in astinenza di partite, l'Hellas Verona ha disputato, questa mattina, un'amichevole nel centro sportivo di Sandrà dove i Mandorlini's boys hanno affrontato la squadra del Vysocina Jihlava, militante nella seconda divisione del campionato ceco. Il primo tempo è stato devastante, con gli scaligeri in svantaggio per 4-0. Nella ripresa ci hanno pensato Gomez e Ferrari a rendere meno amara la sconfitta.

PRIMO PIANO
Hellas Verona, avevano inneggato al Duce: ultras denunciati dopo il match a Livorno
25.02.2012 17:35 di Federico Errante
Fonte: resport.it
Cori inneggianti al 'Duce', canti come 'Faccetta nera', saluti romani. Di questo si sarebbero resi protagonisti quattro tifosi del Verona durante una partita di calcio di serie B della squadra veneta a Livorno, disputata il 3 dicembre scorso, e che ora sono stati denunciati.
Alcuni tifosi scaligeri, spiega una nota della questura di Livorno, avevano acceso lamperogeni, mentre altri avevano intonato cori inneggianti al Duce e canzoni caratteristiche del Ventennio fascista (come 'Faccetta nera') e infine compiuto il saluto romano. La Digos di Livorno, insieme ai colleghi di Verona, hanno effettuato alcune indagini e grazie ad alcuni video delle telecamere a circuito chiuso dello stadio livornese sono stati riconosciuti 4 ultras. I sostenitori veronesi sono stati denunciati per reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa, mentre e' iniziata la procedura per l'eventuale Daspo.

Alcuni giorni fa la questura livornese aveva denunciato due tifosi del Varese dopo la trasferta al 'Picchi': uno aveva indossato una maglietta con la faccia stampata di Mussolini, l'altro aveva aggredito alcuni agenti. Il questore di Livorno Bruno D'Agostino ha emesso nei loro confronti due provvedimenti di Daspo rispettivamente di un anno e di due anni.

HELLAS VERONA
Hellas Verona, ecco il tuo uomo in più
25.02.2012 00:01 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
I recenti successi del Verona di Mandorlini hanno portato alla ribalta giocatori di qualità come Hallfredsson, Tachtsidis e Gomez: pedine indispensabili e decisive per la scalata dell’Hellas. Tutti uomini importanti che hanno permesso, specialmente nelle ultime sfide, di agganciare un primo posto (poi lasciato al Torino) impensabile ad inizio stagione. Tra i protagonisti di questo campionato si deve però aggiungere un altro interprete: il portiere brasiliano Rafael De Andrade. Le incredibili parate su Ragatzu prima e Briganti poi in occasione della sfida col Gubbio, hanno sigillato la vittoria gialloblù e regalato alla formazione scaligera tre punti importantissimi per la classifica. Un’apoteosi per questo ragazzo proveniente dalla terra carioca migliorato come pochi in questi anni a Verona.

L’Arrivo. Cresciuto nel Clube Atletico Juventus viene poi chiamato dal Santos, con il quale vince anche un campionato della massima serie brasiliana. Approda al Verona nel 2007 chiamato a sostituire Gianluca Pegolo dopo la retrocessione in C1 avvenuta la stagione precedente. Diventa subito titolare e vince lo stesso anno il premio Mastino del Bentegodi dopo un’annata difficile che vedrà il Verona salvarsi dal baratro della C2 grazie ai play out contro la Pro Patria. Gli anni della Serie C sono duri sia per Verona, piazza non abituata a certi palcoscenici, che per Rafael, continuamente bersagliato per i suoi problemi nelle uscite. Le critiche non scalfiscono però il portierone brasiliano che lavora invece sodo per migliorarsi e dimostrare il proprio valore.

L’Affermazione. Dopo la promozione in Serie B, arrivata anche grazie alle sue parate determinanti, Rafael si è immedesimato perfettamente nel contesto della cadetteria diventando decisivo in più di un’occasione. Sicuro e sereno è riuscito a sovrastare i problemi nelle uscite che tanto lo attanagliavano e, diventando l'uomo in più del Verona, è riuscito anche ad attrarre l’interesse di alcune squadre di Serie A. Lui, dal canto suo, l’ha sempre detto: la massima serie la vuole conquistare con la maglia gialloblù. Se questo accadrà ancora non si può dire, ma quello che è certo è che Verona ha trovato un portiere che lo potrà rendere possibile.

PRIMO PIANO
Serie B, Somma: "In vetta c'è un equilibrio sottile"
25.02.2012 14:30 di Federico Errante
Fonte: tmw
Abbiamo intervistato in esclusiva Mario Somma, ex calciatore ed attualmente è un allenatore ed è commentatore per le trasmissioni calcistiche della Rai. Con lui abbiamo parlato della serie B. Pescara, Verona, Sassuolo e Torino si contendono la serie A e la differenza la faranno gli scontri diretti. Nella lotta per non retrocedere il Livorno è favorito, buone possibilità le ha anche l'AlbinoLeffe, mentre le altre squadre devono sfruttare i loro punti di forza per provarci. La Nocerina è la formazione che ha bisogno di un miracolo per restare in B. I filotti positivi portano momenti di tranquillità, ma non garantiscono il successo finale.

Il week end dei recuperi potrà delineare meglio i rapporti di forza fra le squadre che aspirano alla serie A?
"Sì, però fra le quattro squadre che aspirano alla serie A, Pescara, Verona, Sassuolo e Torino, c'è un equilibrio talmente sottile e se la Snai dovesse quotare come nell'ippica un'accoppiata vincente secondo me non ci sarebbe la coppia favorita per la A diretta. Probabilmente alla fine si dovrà ricorrere ad una classifica avulsa perché ci saranno più squadre a pari punti, quindi che ci siano due squadre che possano prevalere in questo momento sono difficili da individuare. Certamente i recuperi saranno sicuramente molto importanti dal punto di vista della classifica, anche se la sconfitta della squadra di Zeman da parte della Reggina per due a zero ha lasciato invariate le posizioni però ha permesso ai calabresi di avvicinarsi alla zona playoff. Andare a giocare a Pescara con il grande entusiasmo che c'è o a Torino con la grande forza e anche l'entusiasmo che ha, incontrare il Sassuolo, squadra che ha grande equilibrio, o giocare contro la forza di una piazza come quella di Verona diventano tutte partite difficili, perché ognuna di queste squadre ha dalla sua un'arma potente e per chi le deve incontrare diventa molto complicato".

Saranno quindi gli scontri diretti che ci saranno di qui a fine campionato fra queste squadre a fare la differenza?
"Sì, perché gli scontri diretti varranno oltre che per i punti conquistati anche in un'eventuale classifica avulsa".

La lotta per non retrocedere coinvolge dal Livorno in giù nove squadre, chi vede tecnicamente favorito?
"Anche in questo caso ogni squadra ha una caratteristica positiva. Io con Alberto Rimedio e Vincenzo D'Amico per la trasmissione "90° minuto serie B" facciamo settimanalmente delle classifiche non soltanto legate ai risultati, ma soprattutto alle prestazioni, perché sono le prestazioni che forniscono una base di partenza per riporre la speranza di superare le difficoltà. Nella parte bassa della classifica è normale che ci siano squadre che in questo periodo stanno avendo prestazioni non molto positive e altre che giochino meglio, come ad esempio l'AlbinoLeffe che ha tutto per potersi salvare e farlo direttamente senza passare dai playout, perché ha trovato un allenatore che le dà continuità grazie ad un sistema di gioco, perché ha la gamba giusta per attuare quel sistema di gioco e i giocatori adatti al 4-4-2. L'Ascoli è una formazione molto difficile da affrontare e chiunque ci giochi contro vince con grande difficoltà o perde di misura e questo significa che la prestazione dell'Ascoli è sempre all'altezza della situazione, quindi è una squadra tonica. Per questo dico che è difficile da affrontare e anche il loro sistema di gioco, il 5-3-2, sta dando grandi soddisfazioni e ha permesso una rincorsa importante e per loro è fondamentale arrivare al momento decisivo del campionato con energia, e da questo punto di vista sono in un frangente nel quale stanno un po' pagando, però se arriveranno ad essere in una posizione di galleggiamento quando il campionato si determinerà e avranno appunto un pizzico di energia allora potranno venirne fuori. L'Empoli è troppo dipendente da Tavano e Maccarone e fino a quando loro reggeranno non avrà problemi, ma se dovessero avere un calo la squadra avrà per forza delle difficoltà. Il Modena è un'altra squadra che deve ritrovare serenità ed equilibrio e nel momento in cui ciò avverrà, cosa che già c'è dal punto di vista tecnico-tattico, però non deve cadere nel tranello di andare a crearsi ulteriori problemi dove non servono, potrà essere fra quelle che potranno provare a salvarsi. Il Gubbio attuale non può prescindere da tre giocatori: Bazzoffia, Ciofani e Sandreani, che danno alla squadra identità e aggressività, componente questa che in B paga sempre, e se questi tre giocatori che danno l'anima riusciranno a trasmettere a tutto il gruppo lo spirito e la voglia di fare allora anche gli umbri avranno la possibilità di salvarsi. Il Crotone è la squadra forse più giovane in assoluto e, a mio avviso, ha un concetto giusto del gioco in quanto manovra palla a terra e ha una filosofia tecnica basata sul palleggio, molto gradevole da vedere, e sarà importante anche in questo caso l'ambiente perché se riuscirà a rimanere compatto e con queste caratteristiche si soffre meno dal punto di vista atletico nel periodo primaverile, quando si ha bisogno di energie, in più il loro tipo di gioco non è molto dispendioso e quindi permette di avere un equilibrio che può dare soddisfazione. Il Vicenza è una squadra molto esperta che deve trovare la forza legata alla compattezza tattica che in alcune occasioni ha smarrito, ottenendo non tanto sconfitte quanto mancate vittorie e di conseguenza se riesce a mantenere la compattezza tattica riesce anche ad arrivare al risultato finale positivo. La Nocerina è la formazione che mi sembra in maggiore difficoltà in quanto ha troppi punti da recuperare su troppe squadre e ci vorrebbe un miracolo per riuscire a salvarsi, ogni suo passo falso equivale a tre degli altri oltre tutto continua a cambiare e questo non permette la continuità e avere delle certezze, perché anche quando si commettono degli errori si ha la certezza che se si sbaglia si sa dove e di conseguenza cosa si deve migliorare, ma se si cambia di continuo diventa impossibile persino correggere gli errori. Il Livorno ha giocatori troppo forti e tonici, Paulinho e Dionisi che stanno bene anche dal punto di vista atletico e quindi la squadra, oltre ad avere dei punti di vantaggio importanti, ha una forza tecnica che non la farà cadere nei playout e nella zona retrocessione rimanendo in una posizione di tranquillità".

Si dice che in B più che in altri campionati i filotti positivi o negativi riescano a cambiare le sorti di una squadra, è realmente così o nell'arco del campionato questo ha minor incidenza?
"In B i filotti hanno minor incisività perché nell'arco di quarantadue partite e per alcune squadre anche quarantaquattro o quarantasei in caso di playoff e playout possono dare un arco di tempo di tranquillità o di apprensione, ma nel tempo i valori agonistici, tattici e la professionalità dei giocatori vengono fuori. Anche perché in B si può tesserare solo un certo numero di giocatori tra bandiere e under vari e di conseguenza conta moltissimo l'integrità fisica e atletica. I filotti positivi permettono per un certo periodo di agguantare una certa posizione e di lavorare con maggiore tranquillità, però poi come si vede ad esempio l'Ascoli ha fatto una grande rincorsa, ma è ancora in una posizione difficile, il Torino ha realizzato grandi cose all'inizio però è stato raggiunto, il Verona si è portato fra le prime e deve continuare a rimanerci. In B si può avere un momento positivo, ma non ci si può cullare su quello se si vuole mantenerlo fino alla fine".

Quando rivedremo Mario Somma in panchina?
"Mi auguro il più presto possibile, perché quello è il mio lavoro. Si inizia ad allenare per passione e solo in un secondo momento diventa un lavoro e quando non si riesce a dare sfogo ad una propria passione non è mai una cosa che fa piacere. Io non sto cercando un progetto di un certo tipo, come vogliono alcuni miei colleghi, perché in Italia il calcio è fatto di risultati e non di progetti, ci sono allenatori che sono adatti per determinate caratteristiche ed altri per altre, poiché ci sono delle squadre che hanno bisogno di allenatori caratteriali, altre che gestiscono il gruppo e altre ancora alle quali servono allenatori di campo; in base alle esigenze della squadra si deve scegliere l'allenatore con le caratteristiche giuste. Nella mia carriera, anche se non molto lunga, ho avuto la possibilità di fare un po' tutto, ma se qualche presidente mi cercasse per fare il gestore ecco questa non è una mia caratteristica, la gestione degli uomini la lascio ai presidenti, ai direttori sportivi o alle mogli o alle fidanzate. Il mio mestiere non è gestire uomini, ma allenare uomini che è una cosa diversa (ride, ndr)".

FONTE: TuttoB.com


sabato, febbraio 25th, 2012 | Posted by Amodaffari
Verona, per Mandorlini arrivano i complimenti di Prandelli
Cesare Prandelli elogia Andrea Mandorlini. Intervenuto all’apertura del salone del golf a Verona, il ct della Nazionale (ex allenatore dei gialloblù) ha sottolineato la qualità del lavoro di Mandorlini che, in questa straordinaria stagione, ha anche battuto il record di vittorie appartenente al tecnico di Orzinuovi: “Mandorlini sta facendo un grande lavoro, direi straordinario. Ha battuto il mio record di vittorie consecutive? Bene diciamo che ora è in buona compagnia”.
Infine una battuta su quello che, secondo Prandelli, è il vero punto di forza degli scaligeri, il pubblico: “Il segreto del Verona è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico. L’entusiasmo è una grande risorsa”.
Antonio Modaffari

venerdì, febbraio 24th, 2012 | Posted by Orru
Sampdoria, oggi test con la Primavera per verificare nuove soluzioni
Il campionato di Serie Bwin starà fermo per una giornata di riposo nel prossimo weekend. La Sampdoria di Beppe Iachini, che deve recuperare ancora la partita con l’Empoli rinviata per il maltempo qualche settimana fa, sosterrà oggi un test contro la formazione Primavera blucerchiata allenata da Felice Tufano. L’occasione sarà ghiotta per il mister dei doriani per provare nuove soluzioni, anche in vista della squalifica di Obiang, e per far affiatare ancora di più un gruppo alla ricerca della verà identità.

Non ci sarà Eder, il quale proseguirà ancora il lavoro di recupero per permettergli di essere in campo sabato prossimo nel match col Verona. Partita molto importante, che unita al recupero con l’Empoli e alla successiva trasferta di Sassuolo, dirà veramente a quali traguardi può ambire questa Sampdoria.
di Marco Orrù

venerdì, febbraio 24th, 2012 | Posted by Orru
Sampdoria, Kristicic favorito per sostituire Obiang
Il mister della Sampdoria Beppe Iachini avrà una settimana di tempo per scegliere il sostituto di Pedro Obiang, il centrocampista spagnolo che è stato squalificato per una giornata. Contro il Verona giocherà probabilmente il serbo Nenad Kristicic, fresco di convocazione nell’Under 21 serba. Il centrocampista giocherà contro i parietà della Bosnia in una partita in programma mercoledì prossimo alle 14 allo stadio BASK di Careve Cuprije nei pressi di Belgrado. L’alternativa è un altro giovane, il neoacquisto Savva Gentsoglou, greco prelevato dall’Aek Atene e ancora in attesa di esordire con la maglia blucerchiata.
di Marco Orrù

giovedì, febbraio 23rd, 2012 | Posted by AlbertoBellotto
Sampdoria: Eder verso il recupero, altro stop per Padalino
Notizie agrodolci per la Sampdoria. I blucerchiati, in vista della delicata trasferta contro il Verona, stanno recuperando poco alla volta Eder, che già ieri aveva confermato via twitter il miglioramento della caviglia dopo la botta ricevuta nel corso della gara contro il Grosseto. L’attaccante dovrebbe rientrare in gruppo a partire dalla prossima settimana in modo da preparare la sfida contro la formazione veneta. Brutte notizie invece per Padalino. Il giocatore svizzero, fermo da poco più di un mese per un fastidio muscolare, è stato costretto a fermarsi nuovamente per il riacutizzarsi del problema.

mercoledì, febbraio 22nd, 2012 | Posted by Dandronaco
Verona, l’ex ds Prisciantelli: “Solo il Torino ha qualcosa in più”
Il Verona ha un tifoso illustre nella corsa alla Serie A, l’ex direttore sportivo Riccardo Prisciantelli, che oggi ha parlato a ‘Radio Verona’. Ecco le sue parole: “Vedere questa classifica mi emoziona, finalmente la squadra sta tornando ai suoi livelli. Il campionato di serie B però si decide dopo Pasqua: solo allora i verdetti saranno più vicini alla realtà. Tra le altre squadre, solo il Torino ha sicuramente qualcosa in più, mentre vedo il Pescara sullo stesso piano del Verona. Metto il Sassuolo un gradino sotto perché la mancanza di un grande pubblico può essere determinante. Nel Verona sono molto legato a Gomez: credetti molto sulle sue qualità, spingendolo sempre a dare il massimo. A Trieste rimpiangono ancora di averlo lasciato andare”.

mercoledì, febbraio 22nd, 2012 | Posted by Dandronaco
Sampdoria, Eder su Twitter: “La caviglia va molto meglio”
Migliorano le condizioni di Eder in vista della prossima gara della Sampdoria, che sabato 3 marzo ospiterà il Verona. E’ lo stesso attaccante ex Cesena a rassicurare i tifosi via Twitter: “Anche oggi terapia mattina e pomeriggio. Fra un po’ la mia caviglia diventa di ghiaccio… heheh. Però va molto meglio”. Oltre ad Eder, durante la doppia seduta di oggi hanno continuato a lavorare a parte anche Pellè, Semioli, Padalino e Castellini. Domani per gli uomini di Iachini è in programma una sessione d’allenamento pomeridiana.

FONTE: SerieBNews.com


Claudio Prandelli: «Bravo Mandorlini,
tra l'Hellas e i tifosi c'è il clima giusto»
GLI APPLAUSI DEL CT. Grande feeling tra l'ex allenatore e la squadra. Prandelli elogia il Verona e fa i complimenti al mister: «Sta facendo un grande lavoro, direi straordinario. La promozione in serie A? Facciamo gli scongiuri»

27/02/2012
«Solo golf, non voglio parlare di calcio». Claudio Prandelli si è presentato così, sabato mattina, all'inaugurazione della Salone del Golf in Fiera. Una mattinata tranquilla per scambiare quattro chiacchiere su palline e bastoni, per provare il putt, per dribblare le domande su Balotelli e sulle convocazioni per l'amichevole con gli Stati Uniti. Ma l'Hellas è sempre l'Hellas per Prandelli. Da commissario tecnico della Nazionale è meglio non esporsi troppo ma quando qualcuno butta lì: «Ma il Verona può farcela?» alludendo alla promozione in A, l'ex allenatore dei gialloblù sorride e risponde «Facciamo gli scongiuri, facciamo gli scongiuri...»

Probabilmente ci crede anche lui ma si sa come vanno le cose nel calcio, la scaramanzia è sempre tanta, meglio non turbare un ambiente che ha cancellato due o tre parole dal calendario. Ma gli ultimi risultati del Verona - tre vittorie e un pareggio a Padova dopo la sconfitta di Sassuolo, dieci punti in quattro partite - hanno rilanciato le ambizioni dell'Hellas visto che le altre hanno tirato il freno a mano nei recuperi. Il Sassuolo ha pareggiato in casa con l'Ascoli, il Pescara è caduto all'Adriatico con la Reggina, il Torino ha alzato bandiera bianca con il Brescia. In questo momento Ceccarelli e compagni sono terzi in classifica a un punto dal Sassuolo, a due dal Torino che ora hanno giocato le stesse partite dei gialloblù. Il Pescara che dovrà recuperare martedì con la Juve Stabia ha due punti in meno del Verona, il Padova che deve giocare a Modena è fermo a quota 46, la Sampdoria che dovrà vedersela con l'Empoli è lontanissima. È ancora troppo presto per fare calcoli ma con 14 partite ancora da giocare l'Hellas non può certo nascondersi ancora per troppo tempo.

Adesso arrivano due trasferte molto dure con Sampdoria e Torino e poi si giocherà al Bentegodi il derby con il Vicenza, fra una quindicina di giorni Mandorlini potrà fare due conti alla luce dei risultati acquisiti e delle sfide che dovrà ancora affrontare fino al termine del campionato. Se non cambierà la posizione in classifica, il Verona potrà lottare fino all'ultima giornata per un traguardo importante. «Il gruppo è molto unito - ha detto Prandelli - basta vedere quante partite sono riusciti a vincere negli ultimi minuti. Grande merito va al mister. Andrea Mandorlini sta facendo un grande lavoro, direi straordinario». Non c'è invidia per i record che sta mettendo insieme il Verona in questo campionato di B. Solo una conferma, per ribadire la solidità di una squadra che, dopo la promozione dalla C alla B, ha trovato gli stimoli giusti per regalare ancora tanto entusiasmo alla gente.

«L'Hellas di Mandorlini ha battuto il mio record di vittorie consecutive? Va bene così - ammette Prandelli - diciamo che ora questo Verona è in buona compagnia. Battute a parte il segreto è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico. C'è il clima giusto per raggiungere risultati importanti, mi sembra di respirare un'aria che conosco. L'entusiasmo è una grande risorsa». L'entusiasmo che non manca al Verona e al suo popolo.L.M.

«Mi chiamo Ermes, ho messo le ali a Rafael»
LA RINASCITA. Il lavoro con Morini alla base delle grandi prestazioni dell'estremo difensore dell'Hellas. «Mi lasciavano molto perplesso i commenti negativi su di lui». «Il merito di questa crescita è solamente suo. Fortissimo tra i pali, è migliorato tantissimo in uscita Ma anche gli altri portieri danno grande affidabilità»

25/02/2012
Ascoltava, ma non capiva. Perchè tutta quella diffidenza? Ogni uscita era un sospiro, spietato il Bentegodi nel sollevare punti di domanda verso Rafael. Anche calcando la mano. Ermes Morini, il suo allenatore, si guardava attorno. Ascoltava, ma continuava a non capire. «Adesso vado in panchina, l'anno scorso le partite le vedevo dalla tribuna. E certi commenti mi lasciavano francamente perplesso. Rafael aveva bisogno di sicurezza, ho cercato di aiutarlo soprattutto a livello morale. Di questo credo avesse davvero bisogno, per il resto il merito è solo ed esclusivamente suo». Di sicuro il Verona si sta godendo il miglior Rafael di sempre, strepitoso fra i pali e autoritario quando valica i confini dell'area piccola. La chiave di tutto? Solo una. «Lui è forte di carattere, è forte di testa. Superati certi ostacoli, è diventato ancora più solido».

FINALMENTE SERENO. Morini, con Mandorlini al Vicenza e al Cluj, è tipo schivo. Ama poco apparire e tanto stare sul campo. Rifiuta paragoni e non usa superlativi. Anche se probabilmente sta allenando in questo momento il portiere più bravo della serie B. «Non facciamo confronti, se Rafael è il migliore di tutti non devo certamente dirlo io. Noi siamo contenti, questo conta. Certe soddisfazioni ce le stiamo togliendo, è una bella sensazione. Sta dimostrando di essere bravo davvero. Oltre che sul lavoro tecnico e atletico ho preferito concentrarmi, ripeto, sull'aspetto mentale. Ricordo bene quel che succedeva in tribuna, appena questo ragazzo usciva nessuno gli risparmiava critiche. Esagerate. A Rafael forse mancava serenità, adesso l'ha ritrovata insieme a tanta sicurezza». Ora come ora sembra quasi imbattibile, coperto da una specie di onnipotenza che gli permetterebbe di parare anche una mosca. E la storia potrebbe non essere finita qui. «Non mi piace molto scendere nei particolari, ma Rafael può crescere ancora. Come idea generale ognuno può migliorare, anche l'ultimo giorno della sua carriera. Lo dico sempre ai ragazzi. Non ha grosse pecche, può diventare ancora più bravo».

NON SOLO «RAFA». Il concetto di gruppo rimane sacro, anche fra i portieri. «Mi piace parlare al plurale - evidenzia Morini -, più che Rafael io alleno dei ragazzi professionalmente molto bravi e con buone qualità. Nicolas sta recuperando in fretta dall'infortunio, è abbastanza avanti nella tabella di marcia. È giovane, uno a cui non mancano le prospettive se riuscirà a trovare spazio e a giocare, magari anche altrove. Per Frattali il discorso è diverso, ha più esperienza di categoria. Ragazzo molto serio, posso ritenermi soddisfatto».

OLTRE OGNI LIMITE. Morini è vero uomo di spogliatoio, portiere fino a 29 anni e le giovanili del Toro alle spalle. Ha smesso presto, ma non ha perso tempo. Tanta gavetta, prima del calcio che conta e, adesso, di un'avventura finora esaltante. Certamente superiore ad ogni più ottimistica previsione. «Il calcio a volte è imprevedibile, se quest'estate in ritiro mi avessero detto che il Verona a questo punto della stagione avrebbe avuto questa classifica non ci avrei creduto. La squadra però ha dei mezzi importanti, è riuscita a consolidarsi in serie B, ad aggiungere certezze al suo bagaglio col passare del tempo. Importante adesso è non costruirsi troppi castelli in aria, guardare di partita in partita. Il campionato è durissimo, insieme a noi ci sono squadre estremamente attrezzate».

FATTORE «LEPILLER». Un valido collaboratore Morini ce l'ha. Arrivato strada facendo, ma pericolosissimo quando decide di “allenare” Rafael. Si diverte Lepiller a piazzare il pallone dal limite, a sfidare il compagno, a scommettere su come finirà. «Mi deve una cena», ricordava qualche giorno fa Matthias, uno che col pallone fa quello che vuole. Un mezzo incubo per molti portieri, verifica severissima pure per Rafael. Il supplemento di lavoro per il suo numero uno a Morini non dispiace affatto. «Lepiller ha un tiro di alto livello, per un portiere è un buon allenamento avere di fronte uno come lui. Di sicuro i suoi tiri sono più allenanti dei miei. Ma anche i nuovi palloni sono una bella incognita. La traiettoria va a destra, a sinistra, si alza, si abbassa. Se un giocatore possiede certe doti di calcio per un portiere diventa un problema. I colpi di Lepiller sono molto insidiosi, indecifrabili. Bei test per Rafael. Meglio per lui, meglio per noi».
Alessandro De Pietro

La grinta di Bordin: «Siamo più maturi, attenti all'Hellas»
UN GUERRIERO IN CAMPO. Lippi lo ha allenato con Atalanta e Napoli: «Il mio rapporto con Mandorlini? Ormai conosco già tutti i movimenti che vuole, non c'è bisogno di dirsi molto. Equilibrio è la nostra parola d'ordine»

24/02/2012
Certi concetti glieli ha trasmessi direttamente Marcello Lippi, prima ancora dell'amico Mandorlini. «Soprattutto la cura dei dettagli, il confronto, il saper ascoltare i giocatori», racconta Roberto Bordin, passato da mediano tosto e deciso a fine stratega dei meccanismi difensivi dell'Hellas. Marcello Lippi l'ha conosciuto all'Atalanta e l'ha chiamato a Napoli, Andrea Mandorlini gli ha messo al braccio la fascia di capitano a La Spezia, l'ha «precettato» anche a Vicenza e l'ha voluto fortemente da quando le scarpe di Roberto sono finite appese a un chiodo. Feeling vero, fiducia totale.

PALETTI «CHIAVE». «Lippi è una persona eccezionale, lui sapeva mettere i giocatori nelle condizioni ideali. È sempre stato così, a Bergamo così come a Napoli. Voleva conoscere spesso la nostra opinione, così come io sto cercando di fare adesso coi ragazzi. Parliamo molto, tutto questo è molto positivo secondo me. Mandorlini? I movimenti che vuole li conosco tutti ormai, non c'è bisogno di dirsi molto. La parola d'ordine per lui è una sola: equilibrio. Riusciamo spesso a sfondare sulle fasce partendo dall'azione dei difensori e principalmente degli esterni. Chiaro che quando uno esce la normale copertura prevede il coinvolgimento dei tre difensori restanti. Ci viene tutto naturale, ormai questi sono meccanismi consolidati. Tutto normale». Nell'opera di Bordin anche lievi sfumature, spesso quelle che ti risolvono una partita. «Mi piace molto lavorare nella marcatura - spiega il vice di Mandorlini - anche individuale, sulla seconda azione. Tanti gol ormai arrivano in questo modo. Spesso si perdono certi equilibri sulla seconda palla spizzata o la seconda giocata, spesso in velocità. Situazioni in cui siamo cresciuti, anche se di margini ne abbiamo ancora parecchi».

L'IMPORTANZA DI «TACHI». Mandorlini l'ha sempre detto: «Davanti alla difesa il mio giocatore ideale è uno di contenimento, uno schermo che possa costruire un bel castello davanti ai due centrali». L'esatto profilo di Panagiotis Tachtsidis, cellula strategica per conservare determinati automatismi. «Con lui in campo - continua Bordin - i difensori possono staccarsi più indietro, assicurare maggiore protezione visto che arretra lui. Per non parlare della gestione nei finali di gara o nelle situazioni in cui davanti trovi gente come Nando Sforzini o Rolando Bianchi. Avere in battaglia un ragazzone come Tachtsidis dalla tua parte conta tanto. Attenzione però, anche Gennaro Esposito in interdizione è molto bravo. Compreso il contrasto diretto, così come nelle coperture e nelle diagonali. Con l'uno o con l'altro ci sentiamo sempre al sicuro, una garanzia per tutta la squadra».

UNO SPARTITO NUOVO. Tanti progressi, l'Hellas è cresciuto sotto molti punti aspetti. Uno su tutti. «Durante certe partite dell'andata ci siamo accorti solo dopo un po' di tempo di potercela giocare alla pari contro certi avversari - sottolinea Bordin - all'inizio affrontavi la gara senza quella consapevolezza che adesso abbiamo acquisito in pieno. Qualche volta abbiamo esitato prima di esprimerci veramente come sappiamo. Nel girone di ritorno la musica sarà perciò certamente diversa, l'abbiamo già dimostrato». Cos'è cambiato? «L'etichetta da neopromossa - conclude la «spalla» del mister gialloblù - non potevamo togliercela immediatamente. Adesso invece siamo perfettamente coscienti della nostra forza, anche se qualche squadra può sembrare sulla carta più attrezzata o maggiormente accreditata per certi obiettivi il Verona ha capito di potersela comunque giocare alla pari con tutti. E questa maggior coscienza nei nostri mezzi può alla fine diventare l'arma in più».
Alessandro De Pietro

«Il Verona ha una piazza che dà qualcosa in più»
I CONDOTTIERI. «L'Hellas è una squadra con gradi giocatori come Hallfredsson e Lepiller». Bisoli e Tesser parlano della serie B da un punto di vista privilegiato: portarono il Cesena e il Novara dalla C alla serie A... farà lo stesso Mandorlini?

23/02/2012
Esperti della materia come nessuno. Dagli intrighi della serie B loro due ne sono usciti da trionfatori. Non c'è due senza tre, così almeno dice il proverbio. Assist troppo semplice per il Verona di oggi. Due anni fa il Cesena, lo scorso giugno il Novara, adesso chissà. Solo un caso? No, il fato incide poco. Il pallone sa essere, per fortuna, pure rigido e tremendamente scientifico. Pierpaolo Bisoli e Attilio Tesser la pensano più o meno così, superbi condottieri di matricole passate dall'inferno della serie C al paradiso della serie A in dodici mesi appena. Uno col Cesena, l'altro col Novara. Ma ora sono a spasso, così ha deciso lo strampalato calcio di oggi. È un pomeriggio anomalo per due così, lontani dal campo. Senza panchina. Bisoli ha appena finito di giocare a tennis, Tesser è in giro. La loro avventura a Bologna e Novara è finita troppo presto, ma la storia non può dimenticarsi tanto facilmente di quei doppi salti entrati di diritto fra le imprese più belle degli ultimi decenni italiani.

QUESTIONE DI COERENZA. Bisoli ha una convinzione, diventata ogni giorno più forte: «Il calcio italiano è gracile, al giorno d'oggi fai strada abbastanza facilmente se ti affidi alla continuità, senza distruggere ogni anno quel che hai appena costruito. Guardate quel che succede a noi allenatori. Io dopo quattro partire ero già a casa, a tanti altri è successo più o meno lo stesso. Il mio Cesena seguì un cammino preciso, il Novara ha fatto lo stesso, il Verona pure. Se i risultati sono sempre questi c'è un perché, non può essere solo una fatalità. Non scherziamo. In quest'epoca vale molto la coerenza delle società, una programmazione chiara, una gestione anche semplice».

FRENO-PESCARA. «Il Toro - evidenzia Tesser - ha molte possibilità di vincere il campionato, ma non sarà così scontato come la forza della squadra e il blasone possono suggerire a prima vista. Un posto in serie A il Torino dovrà sudarselo, considerata la concorrenza. Non diamo nulla per scontato, specie in serie B. A questo punto del campionato basta niente per vanificare il lavoro di una stagione intera. Nel suo piccolo anche la fortuna ha il suo peso. Il Pescara, ad esempio, è stato penalizzato dagli ultimi rinvii. Stava attraversando un momento fantastico ma è stato costretto a fermarsi e qualcosa magari avrà anche perso nel frattempo. Se si va avanti con questo equilibrio anche un punto può costarti carissimo».

PARADISO TORO. «Il Torino - continua Bisoli - secondo me va in serie A direttamente, anche da primo in classifica. Ha una rosa superiore a tutti gli altri, basta vedere i nomi in organico e quanto ampia è la rosa. Il secondo posto se lo giocano le altre tre, partono tutte alla pari. Il Sassuolo ha la serenità dell'ambiente, il Verona l'esatto contrario ma in chiave positiva. La piazza, meravigliosa, trasmette adrenalina ogni giorno di più, naturale per chi è stato a lungo in serie A. Il Pescara è diverso, ha una banda di giovani bravi e incoscienti al punto giusto. Sfrontati come solo a vent'anni puoi essere. Con un gran talento come Insigne e uno come Immobile che davanti alla porta non sbaglia mai. Mi piacciono tutte e tre, ma per la promozione diretta a disposizione rimane un posto solo».

UNICA DIRETTRICE. «Ho visto giocare il Verona - confida Tesser -, questa è una squadra con grande organizzazione ma anche con giocatori di qualità scelti con grande raziocinio. E vedo un gran bel gruppo, certe piccole sfumature ti fanno capire chiaramente quando c'è unità d'intenti e tutti marciano nella stessa direzione. A me l'Hellas è piaciuto molto, da due anni ormai viaggia sull'onda dell'entusiasmo e questo è un bel valore aggiunto. Il Verona ha acquisito in Prima Divisione una mentalità vincente che le è servita molto anche in serie B. Anche la città sta spingendo nel modo giusto, si è creata un'unità di intenti che di solito è alla base di ogni successo. E non dimenticatevi che anche certi piccoli dettagli giocano a favore del Verona. Nelle ultime giornate magari la differenza te la fa persino l'ultimo arrivato. Sulle qualità di uno come Hallfredsson siamo tutti d'accordo, ma l'Hellas ha trovato anche un ragazzo potenzialmente determinante come Lepiller. Anche se alla fine a vincere è sempre il gioco di insieme, ma Mandorlini questo lo sa benissimo».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it





[OFFTOPIC]
SERIE B: Nei recuperi il GUBBIO batte 2 a 0 il MODENA al 'Barbetti' dopo che la REGGINA era andata a vincere in quel di Pescara. Pari tra SASSUOLO e ASCOLI
VITA DA EX: Il 36enne ORFEI, ex capitano gialloblù, mantiene il carattere anche in Seconda Divisione con la SAMBO! 'Testa bassa e lavorare! Ne usciremo...' e Sebastiano SIVIGLIA torna nella 'sua' Nocera Inferiore: farà l'allenatore!
NBA:I KNICKS perdono a Miami, tonfo dei LAKERS ad Oklahoma City; ora il campionato si ferma: spazio all'All Star Game. Danilo GALLINARI sfonda anche nel marketing e diventa uno dei top atleti dell'Adidas...
EUROPA LEAGUE: LAZIO eliminata, UDINESE avanti dopo il 3 a 0 a Salonicco...
BASKET EUROLEGA: Vittoria amara per l'OLIMPIA!
CLAMOROSA CLASS ACTION DEGLI EX DEL BARI contro chi, con le calcioscommesso, ha infangato la maglia!
AUGURI DINO ZOFF: L'ex numero 1 e cittì della Nazionale azzurra compie 70 anni!
CHAMPIONS LEAGUE: L'INTER riesce a perdere al 93° una gara monotona e con poche emozioni a Marsiglia dove un pareggio sembrava scontato!

AUGURI DINO ZOFF: SPEGNE 70 CANDELINE. "IL CALCIO MI HA FATTO VIVERE BENE"
Giovedì 23 Febbraio 2012 - 14:36
ROMA - L'uomo che è diventato mito in vita, ha alzato la Coppa più bella, giocato a scopone con Pertini e mandato a quel paese Berlusconi quando Fini non ci pensava nemmeno, compie martedì 70 anni. Sebbene per i grandi numeri di Dino Zoff (642 partite in serie A, 112 in azzurro, a lungo recordman per presenze, prima di essere superato da Paolo Maldini e da Fabio Cannavaro) il traguardo sia non rilevantissimo sul piano quantitativo, l'Italia ha preso a celebrare l'evento con un mese di anticipo. Lui, come faceva sempre di fronte ai tiri, che fossero di Riva o di Socrates, non si è scomposto e ha parato la retorica aggrottando sopracciglia ormai grigie e rughe profonde. Poi ha buttato lì un paio di quelle sue frasi tutt'altro che churchilliane: «I miei 70 anni? Cinquanta di questi li ho vissuti di calcio, e il calcio mi ha fatto vivere bene».

UNA VITA PER IL CALCIO Chi è stato Zoff per il calcio? «Uno che ha lavorato bene, con serietà. Anche se è poco umile dirlo, sono stato abbastanza un buon esempio. Siccome me lo dicono tutti, ci credo». La lunga storia d'amore tra Zoff e il pallone ha inizio negli anni '50 nella Marianese, la squadra di Mariano del Friuli, dove è nato il 28 febbraio 1942, da una famiglia contadina. Erano gli anni in cui «fare 10 chilometri in bici per giocare la partita era una festa». Nel 1961 l'approdo in serie A, all' Udinese. Il debutto, il 24 settembre, fu infausto: sconfitta a Firenze per 5-2. «Andai al cinema qualche giorno dopo. Nell'intervallo c'era la settimana Incom, fecero vedere i gol di quella partita e io sprofondai sotto le poltroncine». Ma Dino, friulano forte e saggio sin da giovane, non si perde d'animo. E da lì comincia un 'cursus honorum' senza pari, una vita tra i pali che l'avrebbe riempito di gloria e di record.

SOGNO BIANCONERO Dopo l'Udinese, dal 1963 al '67 al Mantova, poi al Napoli fino al 1972. A 30 anni, il coronamento di un sogno: lui, juventino («al paese erano quasi tutti juventini»), viene ingaggiato dalla Vecchia Signora. «C'erano Causio, Haller, Bettega. La velocità insieme alla fantasia, la classe mescolata al dinamismo. Quella prima Juve mi è rimasta nel cuore». E furono 11 anni incredibili, con sei scudetti, due Coppe Italia, una Coppa Uefa, una sequenza ininterrotta di presenze. Con, alla fine, la delusione più grande: la sconfitta, nella finale di Coppa dei Campioni con l'Amburgo, il 25 maggio 1983 ad Atene. Quel tiro maledetto, da lontano, di Magath, che l'uomo che parava tutto non riesce a sventare. La fine di un sogno.

PORTIERE MONDIALE Una settimana dopo, a 41 anni e tre mesi, Dino appende scarpini, e guanti, al chiodo. Ma, nel frattempo, quante soddisfazioni, e quanti primati, in Nazionale. Unico italiano ad aver vinto un Europeo (1968) e un Mondiale (1982), Zoff ha difeso per 15 anni, dal 1968 al 1983, la porta azzurra (nei primi tempi alternandosi con Albertosi). E al portiere che detiene il record di imbattibilità, 1.142 minuti dal 20 settembre 1972 al 15 giugno 1974, la Nazionale ha regalato la gioia più bella: la Coppa del mondo alzata (e con quel gesto finì in un francobollo disegnato da Guttuso) l'11 luglio 1982 a Madrid, dopo la finale vinta contro la Germania Ovest. Trofeo conquistato a 40 anni suonati, altro primato, acme e suggello di una carriera inimitabile. Festeggiato, dopo un bacio tenero in mondovisione al tecnico-padre Bearzot, al ritorno in albergo, con mezzo bicchiere di vino e una sigaretta assieme a Scirea, compagno di stanza, di Juve e in azzurro. Un tipo serio e riservato come lui. «Gaetano era un uomo di grande stile e classe, sia in campo che fuori. Mi manca moltissimo», confessa oggi un friulano che ha pudore dei propri sentimenti, oltre 20 anni dopo la tragica scomparsa dell'amico.

IN NAZIONALE Dopo il portiere - freddo, grande senso del piazzamento, impeccabile nelle uscite, non spettacolare - sono venuti l'allenatore e il dirigente (tra Juve, Lazio e Fiorentina), e un biennio da ct, con un lavoro ottimo e un titolo europeo perso al golden gol. Criticato da Berlusconi per la marcatura di Zidane (che per la verità non fece granchè) dopo quella finale persa contro la Francia, Zoff se ne andò sbattendo la porta. Ora l'uomo di poche, e sagge, parole, a cui piacerebbe «un calcio più semplice, che finisse dopo la partita, non virtuale», si appresta a festeggiare un traguardo importante: non tanto e non solo per i numeri, ma per come li ha vissuti, questi 70 anni «lavorando bene, con serieta», da vero mito della porta accanto.

CALCIOSCOMMESSE, GLI EX CALCIATORI DEL BARI PROVUONO UNA CLASS ACTION
Giovedì 23 Febbraio 2012 - 14:44
BARI - Una riunione degli ex, per la prima volta nella storia del Bari, ma purtroppo non per un lieto evento. Il popolo degli ex calciatori del Bari, infatti, si riunirà nel capoluogo pugliese sabato prossimo per avanzare un'azione giudiziaria, anche attraverso una class action, nei confronti dei calciatori che dovessero risultare responsabili delle 'combine' sportive dello scorso anno, e per difendere l'onore della maglia «portata con orgoglio e ora macchiata dalla slealtà di un manipolo di pseudoatleti che hanno venduto partite e creato le condizioni per una retrocessione dolorosa».

Lo rende noto il coordinatore dell'iniziativa, Mimmo Magistro, calciatore del Bari tra il '63 ed il '68, giornalista sportivo negli anni Settanta, poi assessore comunale a Bari e Stella d'oro al Merito sportivo del Coni, per i meriti acquisiti soprattutto dirigendo una squadra di pallavolo femminile anche a livello internazionale.

Dell'iniziativa giudiziaria si occupa l'avvocato Francesco Sisto, deputato Pdl e tifoso del Bari, con la collega Manuela Magistro, esperta di Diritto Sportivo e docente di Legislazione sportiva presso la Scuola dello Sport del Coni Puglia; e altri giovani giuristi, tutti tifosi biancorossi. L'avv. Sisto ritiene che «ci siano le condizioni per un'azione giudiziaria da parte degli ex tesserati del Bari contro quei calciatori che dovessero essere ritenuti responsabili delle combine sportive dello scorso anno sia attraverso la costituzione di parte civile sia attraverso una class action, a cui potrebbero aderire semplici tifosi, habituè dello stadio ovvero abbonati alle TV satellitari, defraudati perchè costretti a vedere partite fasulle».

L'iniziativa tende anche - è detto nella nota di Magistro - «a porre l'accendo sulla necessità di adeguare le norme di diritto sportivo, soprattutto quelle sulla responsabilità oggettiva dei club, alla luce delle nuove tecnologie, dell'ampliamento delle tutele sulla privacy, nonchè della presenza nel Calcioscommesse di interessi di livello internazionale, con collegamenti con la delinquenza anche locale, a volte fonte di ricatto per gli atleti».

BASKET, OLIMPIA: LA VITTORIA PIÙ AMARA. PASSA AD ATENE MA DICE ADDIO ALL'EUROLEGA
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 08:49 di Oscar Eleni
MILANO - Eliminata dall’Europa con un mezzo capolavoro. L’Armani sbanca il campo dei campioni in carica del Panathinaikos Atene che a Milano avevano vinto di 21 dando una lezione magistrale, li fa tremare mandandoli sotto anche di 15 punti a meno di 4’ dalla fine, chiude con un 58-67 che vale come passaporto per futuri paradisi. Finalmente dall’Emporio esce nettare. Bella partita dei due greci, prima Bourousis (12) e poi Fotsis (12), ma serata speciale per Nicolo Melli che prende la patente da giocatore vero segnando 13 punti. Anche Alessandro Gentile, fino a quando un colpo alla spalla non lo ha messo fuori gioco, è stato importantissimo.

Siamo all’alba della vera stagione se tutto quello che si è visto sul campo di Oaka è vero e la rinuncia a Nicholas, il fermento che parla addirittura del ratto di Minacci, la mente senese, crea tante aspettative. Certo non era un Pana da sbarco, ma è stata la difesa di Scariolo a mettere tanti paletti fra le ruote di un carretto trascinato di malavoglia dagli assi di Obradovic. La luce si è accesa quando Omar Cook ha deciso che era il suo momento per guidare una squadra vera.

Facce serene, mani che non tremano a parte quel regalo alla fine sul più 15 che poteva davvero mandare alla neuro il più titolato degli allenatori europei. Cook e Bremer si completano molto bene. La qualificazione non è più possibile, ma congedarsi dalla massima manifestazione continentale con un successo del genere cambia tutte le prospettive per l’Olimpia che ora deve soltanto rimettersi in marcia per andare il più avanti possibile in campionato.

Già a Torino, nella semifinale di coppa Italia persa di 2 contro Siena, si era visto che la pietra cresceva, ma questa prova di Atene libera la mente e spazza via i tanti pregiudizi che noi stessi, criticando nella speranza di trovare reazioni vere, avevamo alimentato. Da Atene torna un’Armani squadra di caratura europea, che può davvero lanciare il guanto di sfida a tutte le avversarie, dalla Cantù magnifica che è uscita all’ultimo secondo contro il Barcellona, ai campioni di Siena che a Bilbao hanno perso sulla sirena. Difesa, squadra, giovani in progresso. Meglio di così non poteva andare.

UDINESE DA SOGNO, 3-0 A SALONICCO: I FRIULANI PASSANO IL TURNO -FOTO/VIDEO
Giovedì 23 Febbraio 2012 - 21:19
SALONICCO - Il sogno europeo continua. L'Udinese conquista il pass per gli ottavi di Europa League a Salonicco e sfata i tabù. Undici anni dopo l'eliminazione dall'allora Coppa Uefa, patita proprio per mano del Paok con un 3-0 al termine dei supplementari nel ritorno in Grecia, l'Udinese trova la rivincita, rompe il digiuno dal gol anche senza il suo bomber Di Natale e centra la vittoria al termine di una prestazione bella e convincente anche lontano dalle mura amiche. Lo zero a zero dell'andata al Friuli lascia aperte tutte le possibilità di qualificazione sia per il Paok, trascinato dal suo pubblico, sia per l'Udinese, che ha dalla sua doti tecniche senza dubbio superiori. Per passare il turno ai bianconeri friulani, questa sera in divisa arancione, basta un pareggio con gol. L'importante è segnare il prima possibile.

Ed è con questo spirito che i ragazzi di Francesco Guidolin scendono in campo, nella bolgia del Toumba, oltre 25 mila spettatori che sostengono ininterrottamente la propria squadra, accompagnando con i fischi ogni tocco di palla avversario. La gara si accende immediatamente. La prima conclusione è del Paok al 3': Lazar ruba palla a centrocampo e serve Giannou che dal limite costringe Handanovic alla respinta. È l'Udinese però a sbloccare il risultato al 6' con il primo calcio d'angolo della partita. Pasquale dalla bandierina scodella in area per l'inserimento di Danilo che di testa insacca alla sinistra di Kresic. Al 15' l'Udinese raddoppia: Fabbrini costringe Cirillo al fallo da ammonizione e si procura una punizione dai 25 metri. Domizzi tocca il pallone in avanti per Floro Flores che calcia una gran botta sotto l'incrocio dei pali. Kresic intuisce, ma non riesce a togliere la palla dal sette. L'Udinese, che finalmente ritrova a centrocampo l'apporto decisivo di Asamoah, vede la qualificazione a un passo.

Ma con l'intera gara ancora da giocare il Paok continua a crederci e si rovescia in avanti. Alla mezz'ora Boloni gioca la carta Georgiadis. Il tecnico rumeno del Paok toglie Stafylidis, in evidente sofferenza sulle incursioni di Basta, e arretra al suo posto Lino, riportandolo nel suo ruolo tradizionale di terzino. L'Udinese si difende in maniera attenta e ordinata, senza correre rischi troppo grossi. In avvio di ripresa l'Udinese prende il largo: Floro Flores entra in area e cade dopo un contatto con Sznaucner. Il direttore di gara assegna il rigore all'Udinese, tra le proteste locali che costano l'ammonizione al capitano del Paok Malezas e a Benatia. Sul dischetto si porta Domizzi che spiazza Kresic e chiude il discorso qualificazione.

LAZIO ELIMINATA, PERDE ANCHE A MADRID. SCONTRI TRA TIFOSI, REJA VERSO L'ADDIO
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 00:00
MADRID - Atletico Madrid-Lazio, storia di scontri. Come da pronostico, la squadra romana esce dall'Europa League perchè al Calderon ci voleva un miracolo per ribaltare l'1-3 dell'andata. Alla fine la squadra di quel Reja che fa catenaccio sul proprio futuro («vediamo, domani parlo con il presidente. Avevo rassegnato le mie dimissioni tramite una lettera, adesso rientro e aspetto notizie da parte della società. Se sono convinto? Uno prima di dare le dimissioni è convinto») perde anche stavolta per 1-0, al termine di una partita brutta ed in cui a tratti l'Atletico dà l'impressione di pensare più alla sfida di domenica contro il Barcellona che a quello contro Hernanes (oggi 'latitantè in campo) e soci. Il 'Cholò Simeone lascia in panchina il bomber Falcao, scegliendo un modulo a una sola punta con Adrian Lopez terminale offensivo. Salvio e Juanfran giocano in appoggio al numero 7, a centrocampo torna titolare Paulo Assuncao.

Contro questi giocatori c'è una Lazio incerottata, con alcuni 'primaverà in panchina ma che dà dimostrazione di carattere, e non si fa travolgere. Stringe i denti e dimostra attaccamento al suo allenatore. Le lotte intestine sono quelle fra Reja e la dirigenza, non certo con la squadra, che secondo il tecnico andava rinforzata sul mercato di gennaio. Non è successo, Reja non ha gradito e da questo sono nati i contrasti. Ma le lotte a Madrid sono state anche quelle tra tifosi, ampiamente previste (la partita era stata definita ad alto rischio dalle autorità spagnole) e verificatesi nonostante il cordone di polizia a protezione dei supporter laziali, attaccati da quelli dell'Atletico. Il bilancio è stato di 6 tra feriti e contusi, oltre a parecchi cassonetti incendiati. Nel primo tempo la squadra di Reja parte bene ma conclude poco, così le occasioni più pericolose sono tutte degli spagnoli.

Al 12' Salvio fa tutto da solo, ma Bizzarri riesce a salvare. Poco dopo è ancora Salvio, favorito da un errore di Matuzalem, a calciare sul palo. L'Atletico insiste, provandoci prima con Adrian Lopez e poi ancora con il numero 7, sul quale salva Bizzarri. La squadra di Simeone sblocca il risultato in apertura di ripresa. Sul corner di Gabi, Kozak perde la marcatura su Godìn che di testa anticipa Diakitè e mette in rete dopo la carambola del pallone sul palo. La Lazio accusa il colpo e poco dopo Bizzarri è costretto a una parata sul destro dell'accorrente Koke. Poi è ancora Salvio a sfiorare il gol dopo un assist perfetto di Juanfran: è provvidenziale Dias, che si 'immolà e devia il pallone in corner. Poco dopo comincia la girandola dei cambi, nella Lazio si segnalano per ardore e voglia i giovanissimi Rozzi e Zampa, ma alla fine passa l'Atletico, cheora negli ottavi dovrà vedersela con i turchi del Besiktas.

LIN IN GIORNATA NO, KNICKS KO A MIAMI. NBA SI FERMA PER L'ALL STAR GAME -VIDEO
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 10:55
NEW YORK - Miami non si fa contagiare dalla 'Linsanity', stende New York ed è la regina dell'Est. Oklahoma City batte i Lakers e si conferma la numero 1 a Ovest. Arriva l'All Star Weekend e la Nba si ferma per il giro di boa: la regular season si ferma per pochi giorni, che verranno dedicati alla parata di stelle in programma a Orlando.
Solo il break del campionato può arrestare la striscia vincente dei Miami Heat (27-7), che centrano l'ottava vittoria consecutiva superando in casa i New York Knicks (17-18) per 102-88. La corazzata della Florida, che ha il miglior record nella Eastern Conference, può contare sul contributo dei 'big three': Chris Bosh è il top scorer con 25 punti, Dwyane Wade ne infila 22 e LeBron James sfiora la tripla doppia (20 punti, 9 rimbalzi e 8 assist). New York, sotto di 4 punti all'intervallo, si sbriciola nel terzo periodo quando subisce un parziale di 29-19. I 19 punti di Carmelo Anthony non bastano e Jeremy Lin vive la prima serata nera della sua avventura con i Knicks: il play, 'scottato' da due palle perse nei primi minuti (8 in totale), chiude con soli 8 punti e un pessimo 1/11 dal campo.

Per il coach Mike D'Antoni non è il caso di fare drammi: «Non aveva le gambe, era stanco. Può capitare». Lin tornerà a giocare nella notte, visto che parteciperà al primo evento dell'All Star Weekend. Il play di origine taiwanese giocherà nella sfida mista tra sophomore e rookie.
Bisognerà aspettare domenica, invece, per vedere Kevin Durant e Kobe Bryant compagni di squadra nella partita delle stelle. Per ora, i due big si affrontano da avversari. Sorride Durant con 33 punti nella vittoria casalinga che gli Oklahoma City Thunder (27-7) ottengono per 100-85 sui Los Angeles Lakers (20-14). Bryant segna 24 punti ma non è preciso (7/24 al tiro), ai gialloviola non basta la solidità dei lunghi: Pau Gasol chiude con 22 punti e 9 rimbalzi, Andrew Bynum con 14 e 12.

Tra i 'big men', nella serata brilla soprattutto DeJuan Blair: è lui, con 28 punti (miglior prestazione in carriera) e 12 rimbalzi, a guidare i San Antonio Spurs (24-10) al successo per 114-99 sul parquet dei Denver Nuggets (18-17), sempre privi dell'infortunato Danilo Gallinari. I texani, con 6 uomini in doppia cifra, comandano con un eloquente 13/27 dalla linea dei 3 punti.
Passo falso infine degli Orlando Magic (22-13), battuti 83-78 sul campo degli Atlanta Hawks (20-14). Dwight Howard (12 punti e 12 rimbalzi) non incide granchè e incassa una sconfitta prima dell'All Star Weekend casalingo. Per 'Superman' potrebbe essere arrivato il momento dell'addio: l'esibizione di domenica rischia di essere l'ultima a Orlando, in attesa di novità dal mercato.

I RISULTATI I risultati delle partite della regular season Nba: Miami Heat-New York Knicks 102-88; Atlanta Hawks-Orlando Magic 83-78; Oklahoma City Thunder-Los Angeles Lakers 100-85.

GALLINARI SEMPRE PIÙ STAR, È IL NUOVO VOLTO DELL'ADIDAS. "PER ME UN ONORE"
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 11:51
DENVER - Adidas ha un nuovo grande talento: Danilo Gallinari. Il fuoriclasse dei Denver Nuggets ha firmato con il brand a tre strisce e diventa così uno degli atleti top di adidas basketball. «Siamo estremamente felici per questa partnership con Danilo -ha affermato Jim Gatto Responsabile Global Sports Marketing adidas Basketball-. Ha un talento incredibile e uno stile di gioco entusiasmante riconosciuto dagli appassionati di pallacanestro di tutto il mondo. Questo lo rende un perfetto testimonial per adidas basketball».

«In questo momento così importante della mia vita essere accompagnato e supportato da un grande brand come adidas è per me motivo di orgoglio e soddisfazione -ha dichiarato Danilo Gallinari-, adidas ha un legame molto molto forte con il mondo del basket, inoltre va da sempre a braccetto con i più alti valori dello sport, valori che condivido appieno e che cerco di trasmettere ogni giorno sia in campo sia fuori. Sono quindi certo che insieme sapremo intraprendere un percorso ricco di successi e soddisfazioni».
Il 'Gallo' sarà collegato in diretta dagli USA durante la serata dell'All Star - Viewing Party, organizzato da NBA e adidas, in programma a Milano sabato 25 febbraio.

FONTE: Leggo.it


SERIE B
Nocerina, Siviglia: "Spero di fare bene anche come allenatore"
24.02.2012 22.01 di Luca Esposito
Si era affacciato al calcio professionistico grazie alla Nocerina e a quasi quarant'anni è tornato là dove aveva già giocato tra Dilettanti e Serie C. Parliamo di Sebastiano Siviglia, alla sua prima esperienza di allenatore con la Primavera molossa. L'ex difensore di molte squadre tra cui Lazio, Atalanta e Verona, sta vedendo quotidianamente all'opera quelli che dovrebbero essere i molossi del futuro. Siviglia è in possesso del patentino di Seconda Categoria, ma come ha detto in esclusiva ai colleghi di Tuttonocerina.com la sua aspirazione sarebbe di arrivare ai massimi livelli del calcio anche da allenatore, dopo aver giocato anche in Serie A.

"Ho scelto Nocera Inferiore perché qui avevano fatto dei cambiamenti dovuti a una rettifica delle scelte societarie - spiega Siviglia (nella foto ancora con la maglia della Lazio) - Avevano deciso di cambiare anche l'allenatore della Primavera, e di conseguenza c'è stato un contatto tra me e la società per venire ad allenare questa squadra. L'ho accettato con entusiasmo, anche perché per me è la prima esperienza. Qui a Nocera poi sono come a casa, perché sono cresciuto calcisticamente anche qui, e sono orgoglioso per una sorta di appartenenza. Non vado in un posto qualsiasi, ma in un posto dove ho giocato per tre anni e in un posto dove ho ottenuto dei successi".

Rispetto a sedici anni fa che ambiente ha ritrovato?
"Un ambiente molto cresciuto. Non è cresciuto solo per quanto riguarda la categoria, ma anche per quanto riguarda l'aspetto professionale. C'è una proprietà come la famiglia Citarella che ha portato la squadra in Serie B, categoria che mancava da anni a Nocera. Questo dà lustro alla società, quindi l'ambiente è molto cambiato, perché c'è una progettazione di base che è quella di fare sempre meglio".

Lei allena la Primavera, che è il gradino immediatamente precedente rispetto alla prima squadra. In questa Nocerina non mancano i ragazzi interessanti, tra questi ci sono il portiere Fantasia, il centrocampista Lettieri e l'attaccante Figliolia. Avranno le loro possibilità in prima squadra in futuro?
"Penso che di giocatori bravi in questa Primavera ce ne siano molti. Tutti mi stanno dimostrando grande dedizione al lavoro, e di ragazzi che possono diventare calciatori, magari arrivando in prima squadra, ce ne stanno diversi. L'importante è essere disposti al sacrificio e migliorarsi giorno per giorno. Man mano si avvicina il giorno in cui possano debuttare in prima squadra o andare a giocare in una categoria professionistica".

Quanto a questo aspetto ha parlato proprio con mister Auteri?
"Ma io ci parlo spesso con mister Auteri. Parliamo anche dei ragazzi, e il mister a volte mi dà anche qualche giocatore della prima squadra, come Nieddu e Piroli, i quali vengono a darci una mano e comunque hanno avuto esperienze un po' più evolute rispetto ai ragazzi che mi trovo in Primavera. Anche in prospettiva per un loro futuro è importante giocare: qualche volta mettersi in mostra fa bene anche a loro".

Lei ha lasciato il calcio giocato appena un anno fa. Cosa vorrebbe trasmettere ai giocatori che allena?
"L'esperienza sicuramente mi dice che il lavoro paga. I ragazzi debbono imparare a lavorare giorno per giorno, e sempre al massimo delle proprie potenzialità. Non si devono risparmiare. Questa è la mia filosofia: il lavoro è alla base di ogni traguardo".

Mister, lei ha lavorato a fianco di molti allenatori che hanno avuto un discreto successo come Delneri, Rossi, Prandelli, Cagni, Capello... Da chi sente di aver carpito qualche segreto?
"Delio Rossi. Penso che sia un maestro per quanto riguarda la mia avventura calcistica, per tanti punti di vista. Ho imparato tanto con lui, e penso che si vede il lavoro che ha fatto nella sua carriera dall'inizio. Lui ha iniziato dal settore giovanile e dà tanti consigli ai giocatori. Tende anche a migliorare aspetti tecnici, tattici e caratteriali, e anche fisici. A trecentosessanta gradi Rossi riesce a completarti".

Le fa specie sapere che Capello e Delneri sono entrambi al momento senza squadra?
"Qui parliamo di due allenatori di altissimo livello. Capello è un top manager e non farà fatica a trovare una panchina, ma lo stesso discorso vale anche per Delneri, che è un tecnico superaffidabile e sa come far giocare bene le sue squadre. Non passerà molto tempo che entrambi sederanno in una panchina".

Che durata ha il suo accordo con la Nocerina?
"La mia permanenza è legata al futuro della Nocerina, che sicuramente il prossimo campionato sarà in Serie B. però è normale che per adesso abbiamo un accordo soltanto per questi mesi, ma non ci sarà nessun problema eventualmente nel confermare le nostre buone intenzioni, quelle di rimanere insieme. Da parte mia c'è la disponibilità, ma è chiaro che sarà la società a decidere".

Le piacerebbe allenare al più presto una prima squadra?
"Per prima cosa mi pongo però l'obiettivo di crescere: che sia una prima squadra, o una Primavera, o un altro tipo di argomento, l'importante è che si lavori e si cresca quotidianamente. Devo migliorarmi per poter raggiungere il massimo livello: quello è il mio obiettivo".

Questi gli impegni del calendario Primavera: prima l'Ascoli in casa e poi la Roma in trasferta.
"Sono partite non semplici: il primo pensiero è l'Ascoli, che ha alcuni punti di vantaggio rispetto a noi e cercherà di mantenere il distacco, poi ci sarà una partita particolare con la Roma che è un avversario difficile perché è stata vicecampione dell'ultimo torneo di Viareggio dopo la Juve".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


25/02/2012
GUBBIO E ASCOLI PROTAGONISTI
Punti importanti per Gubbio e Ascoli. Il primo aggancia il Modena e si porta in zona play out, mentre l'Ascoli agguanta un pareggio, alla vigilia insperato, in casa del Sassuolo secondo in classifica.

Gubbio-Modena 2-0 Bella vittoria del Gubbio che dopo un inizio di campionato difficile lascia la terzultima posizione occupata per diverse giornate. Al 38' Ciofani con un tocco in area e al 77' Sandreani firmano i gol che consentono agli umbri di conquistare i tre punti e agganciare proprio gli emiliani al quintultimo posto. Sesta vittoria al Barbetti per gli uomini di Simoni. Modena che ha una partita da recuperare ma che è sempre più coinvolto nella lotta per non retrocedere.

Sassuolo-Ascoli 0-0 Anche l'altra modenese esce delusa dal recupero della 26° giornata. Per i neroverdi solo uno 0 a 0 con l'Ascoli penultimo. Un punto a testa che significa niente testa della classifica per gli uomini di Pea. Pareggio giusto con le due squadre che hanno impensierito pochissimo i portieri avversari. Ora l'Ascoli è a due punti dai play out e continua a sperare.

24/02/2012
REGGINA: 2 A 0 A PESCARA
Prima vittoria in trasferta per la Reggina di Gregucci, seconda sconfitta casalinga per il Pescara che per la prima volta in questo campionato non segna. La coppia d'attacco Bonazzoli, al 25', e Ragusa, settimo gol per lui a segno in contropiede al 69', fissano il risultato per la squadra calabrese che ora punta il sesto posto del Varese a soli tre punti.

Stop degli abruzzesi dopo sette risultati utili e Zeman che non riesce a centrare la centesima vitoria in B. Pescara ora quarto con una partita da recuperare.

FONTE: LegaSerieB.it


Orfei, un ruggito per la Sambo «Non mollo, ne verremo fuori»
SCOSSE E RISCOSSE. La riflessione: «I risultati dei recuperi non ci hanno complicato le cose: ricominciamo a vincere»
L'orgoglio del Barone rossoblù diventa l'arma in più nella corsa salvezza «La classifica è quella che è ma il campionato è lungo: su le maniche»

24/02/2012
Il Barone non molla. «E ci mancherebbe!», ribadisce con voce sicura. Giovanni Orfei, trentasei primavere festeggiate a fine gennaio, è il giocatore con più esperienza della Sambo. Tocca a lui prendere la parola e provare a svegliare la squadra all'inseguimento di una salvezza sempre più complicata. «Il morale dopo una sconfitta non è mai buono», ammette. «Figurarsi quando arriva al termine di una sfida contro una diretta concorrente com'è il Montichiari. Dal campo i bresciani non mi sono sembrati più forti di noi. Anzi. Se contiamo le occasioni mancate per sfortuna o parate dal portiere ci poteva tranquillamente stare un esito positivo. Ma si sa come vanno queste partite: il primo che passa in vantaggio difficilmente si fa agguantare».

E adesso «occorre rimboccarsi le maniche. Certo la classifica è brutta ma ci sono ancora diverse partite. I risultati delle gare di recupero non hanno, per fortuna, complicato la nostra posizione e il ritardo nei confronti delle dirette concorrenti per la salvezza non è aumentato. È chiaro che dobbiamo guardare in casa nostra e cominciare a vincere». Il Poggibonsi, prossimo avversario, stazione nelle zone alte della classifica, viene da due vittorie (Santarcangelo e Lecco) e un pareggio (Pro Patria). In mezzo anche una partita da recuperare col Rimini. Insomma, un complesso quadrato in lotta per entrare nei play off. «Verrà al Tizian con il chiaro intento di non interrompere la striscia positiva», prevede Orfei. «Noi però non possiamo far altro che puntare al massimo».

La società intanto ha rinnovato la fiducia al mister Carnovelli. «Tutto lo spogliatoio è con il tecnico. Nessuno ha mai tirato la gamba indietro. Da questa situazione si esce se continuiamo a rimanere uniti. Dobbiamo riuscire a concretizzare di più sotto porta». Magari non sparando sempre i palloni dalla difesa ma provando a costruire la manovra. «Sì, va bene. Ma col Montichiari avevamo pensato al lancio lungo per prendere in velocità la difesa bresciana sfruttando le due punte. Purtroppo non è andata bene». Quanto a Carnovelli «a fine gara ci ha detto di non mollare, di dare il massimo. Insomma le solite cose». E Orfei? «Piano ragazzi. Io non mollo mai e fino a che la matematica non ci condanna continuerò a sputare l'anima sul campo».

Guardando indietro sale il rammarico per «aver perso in modo assurdo con il Mantova: potevamo chiudere il primo tempo in doppio vantaggio e poi invece siamo andati sotto. Incredibile», continua il difensore centrale nativo di Tivoli, che da due anni ha iniziato a lavorare con Mediolanum. «Abito a Verona e riesco tranquillamente a portare avanti i due impegni. In cima rimane però il pallone. C'è anche una scommessa in ballo con Oscar Brevi, ex compagno di squadra oggi allenatore della Cremonese. Ho giurato che andrò avanti fino a quarant'anni».
Stefano Joppi

FONTE: LArena.it

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