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Turbolento dopo VERONA 1-1 NOCERINA: 25.000 Euro ai tifosi campani che contano anche 8 arresti ma, giusto per non farci mancare niente, costano 6000 Euro alle casse della società gialloblù i 'consueti' cori razzisti. Infermeria: BERRETTONI fermo 15 giorni

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 26 ottobre 2011 19:05, vedi , , , , , , , , | Nessun commento


TURBOLENTO DOPO VERONA 1-1 NOCERINA
Dopo i 4 veronesi fermati dalla questura scaligera ecco altri 8 nocerini arrestati dalla Digos salernitana... Devastati i servizi sanitari della Curva Nord che ospitavano i tifosi della NOCERINA, duro il presidente MARTINELLI: «Il match con i campani ha fornito l'occasione ad alcuni delinquenti per dar vita ad episodi di violenza, con bagni del settore ospiti divelti e lancio di piastrelle degli stessi all'indirizzo dei sostenitori gialloblù, scatenando poi reazioni che disapprovo. Ancora una volta ribadisco la mia condanna nei confronti di cori di discriminazione e di azioni di questo genere, atte a rovinare eventi sportivi di grande richiamo»

Maxi-multa di 25mila euro con diffida al Nocerina per il fitto lancio di oggetti di varia natura (pezzi di ceramica divelti da locali igienici, bottiglie di vetro, seggiolini in plastica, un bengala e simili) da parte dei suoi tifosi che ha provocato lesioni personali a uno spettatore. Multato anche il Verona di 6mila euro per: cori di insulti nei confronti degli avversari; un fumogeno lanciato sul terreno di gioco... [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]






DICONO
Amaro il commento del presidente della NOCERINA CITARELLA dopo la maxi-multa inflitta alla sua società dopo i fatti di Verona «Mi dispiace per quanto accaduto a Verona e per i provvedimenti del Giudice Sportivo. Sono molto rammaricato, perché il lavoro certosino che avevamo fatto in tre anni per portare in alto due città come le due Nocera non può essere buttato giù così. Ti fa rabbia. Se avevo provato dispiacere per i ragazzi a caldo, oggi invece sono di avviso contrario: sono convinto che le regole che hanno imposto in Inghilterra siano giuste, quindi essere duri. Magari da noi tra pochi giorni questi pseudo-tifosi saranno rimessi in libertà, mentre in Inghilterra al primo sgarro le pene sono più severe. Una società che fa tanto per portare in alto la propria città non può subire questi provvedimenti per nessuna responsabilità propria: qualche giorno prima della partita io lo avevo anche detto che la trasferta di Verona presentava insidie, e non sono stato ascoltato. Inoltre avevamo comunicato di aver fatto presente, in base al numero delle Tessere del tifoso, quanti dei nostri sostenitori si sarebbero mossi e quali percorsi avrebbero seguito. Ritrovarsi penalizzati in duplice modo economico e di immagine, non lo accettiamo» TuttoMercatoWeb.com

'Jauni' GOMEZ TALEB 'La A? Sì ma col VERONA...' «Fa piacere l'interesse di questi due club di serie A, ho letto qualcosa su alcuni quotidiani sportivi e sul vostro giornale online ma per adesso voglio pensare solo a far bene con la mia squadra, poi a giugno alla riapertura del calciomercato se ne riparlerà. Con me non ha parlato nessuno direttamente anche se di questi aspetti se ne occupa il mio agente. A Catania conosco il "Papu" Gomez e Christian Llama per essermi allenato con loro all'Arsenal di Sarandì. Loro erano più piccoli di me e facevano la differenza già quando avevano 15 anni. Il club etneo fa un buon lavoro con i miei connazionali e sono contento di questo. Io sono grato alla società scaligera per la fiducia che mi ha concesso facendomi firmare un contratto quadriennale. A Verona mi trovo bene e il sogno sarebbe quello di andare con la squadra gialloblu nel massimo campionato ma ancora devo pensare a migliorare tanto. Solo pochi mesi fa stavo in Lega Pro e non pensavo certamente alla serie A» ItaSportPress.it



ALTRE NEWS IN ALLEGATO

INFERMERIA GIALLOBLÙ: Buone notizie per Niccolò GALLI che è tornato a lavorare col gruppo ad un mese e mezzo di distanza dall'operazione a cui è stato sottoposto a Parma ma anche per BERRETTONI, uscito dopo 10 minuti nell'ultima gara, ha riscontrato 'solo' un trauma distorsivo al ginocchio destro. La risonanza magnetica non ha evidenziato lesioni importanti e pure la visita effettuata a Negrar dalle sapienti mani del Prof. Zorzi, ha confermato quanto emerso dagli esami radiografici. Da oggi, il fantasista romano inizierà la fase rieducativa e, per 15 giorni, non sarà a disposizione del tecnico Mandorlini. Probabile il suo ritorno per la trasferta in terra pugliese contro il Bari. Differenziato per Bjelanovic che lamentava qualche acciacco ed in via precauzionale anche per ABBATE ed ESPOSITO...
L'ITALIA DI SERIE B vince di misura sulla SERBIA, ha giocato una mezz'ora anche DONINELLI.



Il meglio di Marco Simoncelli

IN BREVE A PIÉ PAGINA
MOTOGP: Grande lutto nel mondo delle due ruote e dello sport in genere, sul circuito di Sepang, dopo una banale scivolata in uscita da una curva al secondo giro, Marco 'Sic' SIMONCELLI perde il casco e viene investito da EDWARDS e ROSSI che sopraggiungevano a gran velocità... Nulla da fare per lo sfortunato pilota romagnolo molto popolare fra i giovani e considerato l'erede di Valentino...
SERIE A: Scappa l'UDINESE, tengono ATALANTA e SIENA, all'INTER basta un gol contro un CEO remissivo, pari della JUVE e del NAPOLI, incredibile rimonta del MILAN a Lecce! Dallo 0 a 3 al 4 a 3!
PALLONE D'ORO: DI NATALE unico italiano...
CHAMPIONS LEAGUE: Maximulta di 1 milione di Euro a carlitos TEVEZ del CITY che si rifiuta di scendere in campo contro il BAYERN MONACO! Lui parla di malinteso con mr. MANCINI...

RASSEGNA STAMPA
NEWS Milano, 12:16
CALCIO, SERIE B; GIUDICE: 2 TURNI A FOGLIO, 1 PER ALTRI NOVE
Dopo le partite dell'undicesima giornata di serie B sono stati squalificati dal giudice sportivo per due giornate Valerio Foglio (Albinoleffe) e per un turno i seguenti giocatori: Rocco D'Aiello, Manuel Daffara e Mehmet Hetemaj (Albinoleffe), Sebastien Demaio (Brescia), Giuseppe Figliomeni (Varese), Alessandro Romeo (Ascoli), Blazej Augustyn (Vicenza), Jonatas De Jesus (Brescia), Milan Djuric (Crotone). Maxi-multa di 25mila euro con diffida al Nocerina per il fitto lancio di oggetti di varia natura (pezzi di ceramica divelti da locali igienici, bottiglie di vetro, seggiolini in plastica, un bengala e simili) da parte dei suoi tifosi che ha provocato lesioni personali a uno spettatore. Multato anche il Verona di 6mila euro.

FONTE; Repubblica.it


Partita Verona-Nocerina, Daspo per gli otto tifosi violenti
Firmato il Daspo per gli otto tifosi arrestati ieri dalla Digos delle Questure di Salerno e Verona, a causa dei violenti scontri durante la partita Verona-Nocerina
di Marilia Parente 25/10/2011
Scontri durante Verona - Nocerina, arrestati otto tifosi dei molossi Firmato il "Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive", per gli otto tifosi arrestati ieri dalla Digos delle Questure di Salerno e Verona, a seguito dei violenti scontri della partita Verona-Nocerina giocata allo stadio Bentegodi. La Digos salernitana guidata da Luigi Amato, infatti, ha denunciato altri due tifosi, di cui uno già in precedenza destinatario di un provvedimento di Daspo. Trenta ore di filmato che mostrano gli scontri tra gli ultras e le forze dell'ordine, sono stati visionate dalla Digos per 18 ore, al fine di individuare e ritrovare i responsabili della violenza. Tutti tra i 18 e i 30 anni di età, studenti e lavoratori, dunque, gli arrestati, che sono stati sorpresi in possesso delle scarpe e di giubbini indossati dai responsabili dei danneggiamenti, secondo Luigi Amato, risultano tifosi violenti, ma, come per i veronesi, non organizzati. Per gli otto cittadini, dunque, il questore di Verona, Michele Rosato ha firmato il provvedimento di Daspo.

FONTE: SalernoToday.it


INCIDENTI VERONA-NOCERINA, POLIZIA ARRESTA ALTRI 8 TIFOSI
19:58 23 OTT 2011
(AGI) Salerno - La Digos di Salerno ha arrestato otto tifosi della Nocerina in seguito agli incidenti avvenuti allo stadio Bentegodi di Verona nel corso dell'incontro di calcio Verona-Nocerina svoltosi venerdi'. L'operazione e' stata condotta in collaborazione con la Digos della citta' veneta. In quella occasione ci sono stati danneggiamenti alla struttura sportiva e lancio di oggetti contundenti tra le due tifoserie e all'indirizzo delle forze dell'ordine, bilancio alcuni feriti tra carabinieri e polizia.

FONTE: AGI.it


24/10/2011
SCONTRI DOPO PARTITA VERONA-NOCERINA: LA DIGOS ARRESTA OTTO TIFOSI ROSSONERI
A seguito degli incidenti avvenuti nel corso dell’ incontro di calcio Verona-Nocerina svoltosi lo scorso venerdì, la Digos di Salerno in collaborazione con la Digos di Verona ha avviato una intensa e ininterrotta attività investigativa per addivenire all’identificazione dei soggetti resisi responsabili degli atti di violenza perpetrati allo stadio “Bentegodi” di Verona. Danneggiamenti alla struttura sportiva e lancio di oggetti contundenti tra le due tifoserie e all’indirizzo delle forze dell’ordine avevano infatti caratterizzato l’incontro sin dalle prime battute facendo chiudere il bilancio di quella che doveva essere una serata di sport con quattro arresti di tifosi veronesi al termine della partita e alcuni feriti tra carabinieri e polizia. Gli uffici Digos delle Questure di Salerno e Verona hanno attivato immediatamente sin dalla serata del 21 una ininterrotta attività investigativa per dare un nome ai tifosi nocerini resisi responsabili di atti di violenza. Attività conclusasi oggi con l’arresto da parte degli agenti diretti dal Vice Questore Amato (Digos Salerno) e dal Vice Questore Iaccarino (Digos Verona) di otto tifosi nocerini resisi responsabili di violazione del d.p.r. 401/89.
tratto da tv Oggi Salerno

Inserito da: Michele Pappacoda - mjcheva@live.it

FONTE: PositanoNews.it


Per gli 8 ultrà della Nocerina Daspo e pagamento danni
Cala la mannaia sui tifosi campani arrestati. Dovranno stare lontano dagli stadi da 1 a 5 anni

24 ott | CRONACA PAG 04 Gabriele Vattolo
Non si aspettavano che gli agenti della Digos sarebbero andati a prenderli uno a uno fino a Nocera Inferiore, in Campania. Per questo quando si sono visti le forze dell'ordine entrare in casa all'alba di ieri molti teppisti sono rimasti meravigliati. L'operazione ha coinvolto circa quaranta agenti salernitani. Questi ultras pensavano di poter entrare al Bentegodi venerdì sera, sradicare una balaustra per l'incanalamento dei tifosi, spaccare i bagni del settore ospiti, impossessarsi dei seggiolini e prendere di mira centinaia di tifosi inermi nella tribuna est senza pagare alcuna conseguenza. Le immagini dei disordini sono inequivocabili. Alcune decine di tifosi, dei circa trecento saliti per la partita della Nocerina contro l'Hellas, si sono coperti il volto con le sciarpe o con dei passamontagna e hanno iniziato a distruggere tutto.

La Digos, sia scaligera che campana, nelle 48 ore dopo la partita ha lavorato giorno e notte per identificare i teppisti. In dieci casi ci sono riusciti, grazie alla comparazione di fotogrammi e agli esami antropometrici sui soggetti incriminati. Questo lavoro ha dimostrato inequivocabilmente le loro responsabilità. Otto persone sono finite in manette, in attesa che il gip di Salerno convalidi i loro arresti, mentre due soggetti si sono resi irreperibili. In particolare un 27enne già colpito da Daspo per disordini simili a quelli del Bentegodi. I fermati hanno età comprese tra 18 e 28 anni, alcuni sono pregiudicati per reati vari inerenti a droga o violenze. Sono stati identificati anche alcuni minorenni. Le indagini continuano per incastrare chi, tra i tifosi dell'Hellas, ha attaccato le forze dell'ordine fuori dallo stadio. Per la guerriglia post-partita, infatti, già quattro ultras scaligeri sono finiti in manette.

Ora che i responsabili della devastazione dello stadio sono stati identificati il Comune ha la possibilità di chiedere i danni. Anche l'unico tifoso veronese portato al pronto soccorso, con prognosi di dieci giorni, potrà fare denuncia. Di sicuro i dieci tifosi campani e i quattro veronesi verranno colpiti da Daspo. Non potranno quindi avvicinarsi agli stadi per un periodo che va da uno a cinque anni e avranno l'obbligo di firma per tre anni.

FONTE: VeronaSera.it


ALTRE NOTIZIE
Nocerina, Citarella: "Provo tanta rabbia per questi pseudo-tifosi"
25.10.2011 20.42 di Luca Esposito
E' un fulmine a ciel sereno, Giovanni Citarella, presidente della Nocerina, quello intervistato dai colleghi di TuttoNocerina.com, per il pesantissimo provvedimento inflitto alla Nocerina dopo gli episodi di Verona: venticinquemila euro di multa e diffida dello stadio "San Francesco". Il patron è amareggiato ma convinto che sia stato solo un incidente di percorso.

"Mi dispiace per quanto accaduto a Verona e per i provvedimenti del Giudice Sportivo - ha detto Citarella - Sono molto rammaricato, perché il lavoro certosino che avevamo fatto in tre anni per portare in alto due città come le due Nocera non può essere buttato giù così. Ti fa rabbia. Se avevo provato dispiacere per i ragazzi a caldo, oggi invece sono di avviso contrario: sono convinto che le regole che hanno imposto in Inghilterra siano giuste, quindi essere duri. Magari da noi tra pochi giorni questi pseudo-tifosi saranno rimessi in libertà, mentre in Inghilterra al primo sgarro le pene sono più severe. Una società che fa tanto per portare in alto la propria città non può subire questi provvedimenti per nessuna responsabilità propria: qualche giorno prima della partita io lo avevo anche detto che la trasferta di Verona presentava insidie, e non sono stato ascoltato. Inoltre avevamo comunicato di aver fatto presente, in base al numero delle Tessere del tifoso, quanti dei nostri sostenitori si sarebbero mossi e quali percorsi avrebbero seguito. Ritrovarsi penalizzati in duplice modo economico e di immagine, non lo accettiamo".

Il presidente non alzerà il prezzo del biglietto, neanche se ciò servisse a scopo punitivo. "Non lo faremo, anche perché in casa abbiamo una media di sei-settemila spettatori, e non sarebbe giusto se pagassero tutti per dieci imbecilli".

SERIE B
Verona, Juanito Gomez: "Fa piacere che grandi club di A mi seguano"
25.10.2011 10.51 di Cristina Guerri
Fonte: itasportpress.it
L'argentino Juan Ignacio Taleb Gomez (26) per tutti semplicemente "Juanito", attaccante dell'Hellas Verona, sta confermando anche in serie B le sue ottime qualità dopo aver contribuito a suon di gol a portare il Gubbio fra i cadetti. Gomez è un attaccante ormai maturo e completo dotato di ottimo controllo di palla, coordinazione, opportunismo, colpo di testa e facilità di calcio con entrambi piedi. Insomma nonostante il calciatore nativo di Santa Fè abbia prolungato il contratto fino al 2015 con la squadra veneta sono tanti i club di serie A che hanno messo gli occhi su di lui e si sussurra che il Palermo e il Catania sono molto interessati. "Fa piacere l'interesse di questi due club di serie A -spiega Gomez in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it-, ho letto qualcosa su alcuni quotidiani sportivi e sul vostro giornale online ma per adesso voglio pensare solo a far bene con la mia squadra, poi a giugno alla riapertura del calciomercato se ne riparlerà. Con me non ha parlato nessuno direttamente anche se di questi aspetti se ne occupa il mio agente. A Catania conosco il "Papu" Gomez e Christian Llama per essermi allenato con loro all'Arsenal di Sarandì. Loro erano più piccoli di me e facevano la differenza già quando avevano 15 anni. Il club etneo fa un buon lavoro con i miei connazionali e sono contento di questo. Io sono grato alla società scaligera per la fiducia che mi ha concesso facendomi firmare un contratto quadriennale. A Verona mi trovo bene e il sogno sarebbe quello di andare con la squadra gialloblu nel massimo campionato ma ancora devo pensare a migliorare tanto. Solo pochi mesi fa stavo in Lega Pro e non pensavo certamente alla serie A".

ALTRE NOTIZIE
Verona, Galli torna col gruppo
24.10.2011 18.18 di Elisabetta Zampieri
Fonte: TuttoHellasVerona.it
Prima seduta di allenamento per la formazione scaligera in vista della trasferta di Cittadella. A Sandrà riscaldamento, partitelle a tema e potenza aerobica.
E' tornato a lavorare col gruppo Niccolò Galli, ad un mese e mezzo di distanza dall'operazione a cui è stato sottoposto a Parma. Differenziato per Bjelanovic, mentre Berrettoni ha riscontrato un trauma distorsivo al ginocchio destro. La risonanza magnetica non ha evidenziato lesioni importanti; martedì l'attaccante romano sarà visitato presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dal Prof. Zorzi

ALTRE NOTIZIE
Nocerina, difficoltà nel gestire il vantaggio
22.10.2011 19.29 di Luca Esposito
Fonte: Franzò per TuttoNcerina.com
Al Bentegodi di Verona, nell'anticipo di serie B dell'undicesima giornata, si è visto il solito cliché della Nocerina. Gioca bene per oltre sessanta minuti raccogliendo consensi, ma alla fine c'e' il ritorno degli scaligeri di Mandorlini che pareggiano con l'ottimo Hallfredsson in contropiede, complice una deviazione di Scalise, ma vede sfumare l'ennesima vittoria che alla fine sarebbe stata meritata. La partita finisce con un pareggio che non accontenta nessuno dei due tecnici. Bella la prestazione offerta dagli uomini di Auteri che hanno giocato un calcio aggressivo, disorientando sin da subito il Verona che non riesce ad apporre le giuste contromisure. Passata in vantaggio la formazione molossa, come accade spesso nelle ultime gare, non è riuscita a conservare il risultato per un crollo fisico nella parte finale dell'incontro.

La formazione rossonera a Verona aveva iniziato bene, proponendosi in avanti con bellissime aperture sulle fasce, con l'alternarsi al centro fra Catania e Castaldo, con De Liguori bravo a spezzare il gioco avversario e nel proporlo. Buona la prestazione di Bolzan che ha giocato bene nel possesso palla a centrocampo e nel non possesso palla abbassandosi fino in difesa. Diverse occasioni nella prima parte della gara non sfruttate a dovere da Bruno e Catania lasciano aperti alcuni punti interrogativi. Allora cosa manca a questa Nocerina per trasformare in gol la gran mole di gioco che produce? Perché sotto porta si sbaglia cosi tanto? Le cause sono diverse ma che portino tutte a un unico parere finale: mancanza di uomini di categoria nei vari reparti.

In difesa accorerebbe un buon colpitore di testa centrale, un esterno che sappia sfruttare la fascia e una punta che garantisca un bottino finale di gol a doppia cifra. La formazione rossonera vista ieri è da elogiarla in blocco perché ha giocato benissimo, si è dimostrata una squadra " operaia " che ha svolto ottimamente le direttive impartite del tecnico Gaetano Auteri ed ha saputo applicare alla perfezione il fuorigioco con una precisione incredibile. Il modulo di Auteri prevede un dispendio di energia di quasi tutti i giocatori perché devono svolgere un gioco polivalente quando attaccano e quando difendono. L'attenzione dei giocatori a rientrare nella loro zona di campo deve essere vigile e continua. Un ritmo cosi elevato con giocatori non di categoria presenta inevitabilmente un calo fisico nella parte finale della partita. Per far fronte a questa situazione bisognerebbe che il tecnico siciliano avesse in organico dei validi ricambi. Questo a nostro modo di vedere rimane il problema principale che presenta la squadra.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS VERONA Hellas Verona, pericolo scampato per Berrettoni
26.10.2011 10:45 di Federico Errante
fonte: Tuttohellasverona.it
Emanuele Berrettoni può tirare un sospiro di sollievo. Per il giocatore, uscito anzitempo durante la gara disputata contro la Nocerina, si era prospettato il peggio, ma la visita effettuata a Negrar dalle sapienti mani del Prof. Zorzi, ha confermato quanto emerso dagli esami radiografici. Da oggi, il fantasista romano inizierà la fase rieducativa e, per 15 giorni, non sarà a disposizione del tecnico Mandorlini. Probabile il suo ritorno per l'insidiosa trasferta in terra pugliese contro il Bari.

NOCERINA
Nocerina, arrestati anche otto ultras rossoneri
23.10.2011 23:46 di Federico Errante
Fonte: Resport.it/ansa.it
Otto tifosi ultras della Nocerina sono stati arrestati dalla polizia a seguito degli incidenti verificatisi venerdi´ scorso in occasione dell´incontro Verona-Nocerina disputatosi allo stadio Bentegodi di Verona. Gli agenti della Digos di Salerno in collaborazione con i colleghi di Verona hanno individuato i soggetti resisi responsabili degli atti di violenza, con danneggiamenti alla struttura sportiva e lancio di oggetti contundenti sia ai tifosi avversari sia alle forze dell´ordine. Gia´ nella serata di venerdi´ la Digos della questura di Verona aveva provveduto ad arrestare al termine della partita quattro tifosi veronesi.

FONTE: TuttoB.com


martedì, ottobre 25th, 2011 | Posted by Matteop
Giudice sportivo, che ammende a Nocerina e Hellas Verona!
Il giudice sportivo ha calcato la mano con Nocerina e Hellas Verona, dopo i fatti di venerdì scorso. Sono 25.000 gli euro di multa per la Nocerina colpevole nel nome dei suoi sostenitori che hanno: lanciato oggetti di varia natura; pronunciato cori d’insulto verso l’allenatore Andrea Mandorlini e incendiando nel proprio settore a fine gara materiale plastico. Sono invece solo, si fa per dire, 5000 euro quelli riservati al Verona per: cori di insulti nei confronti degli avversari; un fumogeno lanciato sul terreno di gioco. Multe pesanti che forse serviranno a far addrizzare il tiro alle tifoserie, perché poi a pagare sono le società. Matteo Fantozzi

FONTE: SerieBNews.com


Trittico da brividi: l'Hellas «cancella» i passaggi a vuoto DUE TRASFERTE. I gialloblù affrontano un tour de force in otto giorni. «Dovremo essere meno belli ma pratici e concreti. Il Brescia è in crisi, il Bari la mina vagante del torneo ma noi dobbiamo pensare solo alla gara di Cittadella»
26/10/2011
La verità in tre partite. Mandorlini freme, l'Hellas anche. Non servirà essere belli per forza, basta diventare pratici. Essenziali. La serie B lo ha suggerito a gran voce in quest'inizio, lo ha sempre detto anche negli anni. Quando non stai benissimo e non puoi mostrare il tuo volto migliore tanto vale andare dritti al punto. Senza troppi fronzoli. I prossimi ostacoli daranno tante risposte, in un senso o nell'altro. Fra Cittadella, Brescia e Bari c'è poco da scherzare ma anche molte opportunità da cogliere al volo. Il calendario aiuta, almeno sulla carta.

PRONTE LE PINZE. Il Cittadella di Foscarini non è avversario comodo. Conosce da anni la categoria, sa come districarsi anche nelle situazioni più severe, ha cambiato tanto ma ha mantenuto il suo condottiero. Attenzione, il Cittadella non è più quello di un tempo, figlio delle idee di Ezio Glerean e di quel 3-3-4 di stampo olandese che avevano scosso un'Italia alla ricerca di qualcosa di nuovo. Più pratico Foscarini, uno che ha già messo paura alle grandi fermando a casa loro sia il grande Torino che l'aspirante grande Sampdoria, gli unici due punti presi in trasferta in un cammino per il resto disastroso. Il Cittadella ama l'aria di casa dove ha già battuto Albinoleffe, Vicenza, Modena e Grosseto, ottenendo 12 dei suoi 14 punti totali. Bravi davanti, soprattutto adesso che hanno recuperato uno come Di Nardo. Il Cittadella ha mostrato anche sensibili lacune, evidenziate dalla forza d'urto del Padova e certificate da una fase difensiva che fra le mura amiche è la peggiore di tutte, Empoli a parte. Grandi picchi ma anche rovinose cadute.

VOLANO BASSO. Il Brescia è in crisi. Lo testimoniano le cifre, lo dice anche una rosa così così. Il bilancio (in rosso) prima di tutto, il resto ne è stata la logica conseguenza. Non inganni il marchio, il blasone, le rondinelle, Baggio, Guardiola e tanti anni di serie A. Il Brescia di oggi è una squadra che cerca di stare a galla alla meno peggio, è partita fortissimo grazie ad una preparazione studiata apposta per scattare veloci al semaforo verde, pronta anche ad accettarne il successivo calo. Arrivato impietoso, sotto forma di due punti appena nelle ultime cinque uscite. Fatturato tragico, ma in linea con una stagione di lacrime e sangue. Il presidente Corioni ha bloccato il mercato in entrata e lascia sempre aperto quello in uscita. Nicola Leali, portiere-fenomeno, a gennaio potrebbe andare addirittura al Barcellona. Beato lui, i compagni lo guarderanno in tv, pensierosi soprattutto per il loro campionato in apnea. Altro che Camp Nou. Beppe Scienza ha buone idee, ma è senza interpreti di grido. Non è in pericolo per adesso, assicura Corioni. Fra un mese chissà. Il Brescia è fatto di tanti giovani, rientrati da prestiti vari. Fra loro anche Fabrizio Paghera e Marco Martina Rini. Il primo non gioca molto, in regia è chiuso da Budel. L'altro è infortunato, ne avrà almeno per un altro mese. I problemi sono ovunque, a partire da una difesa che ha perso per molto tempo un punto fermo sicuro come Zoboli. Playoff? In serie B non si sa mai, ma è dura.

GIOVANI GALLETTI. Il Bari sa di mina vagante. Ha problemi interni, una società non proprio stabile ma anche voglia di ritagliarsi un ruolo di prim'ordine pur senza avere i mezzi delle migliori. La retrocessione si è fatta sentire nella stanze che contano. Qualche stipendio arretrato va ancora saldato, per questo il Bari sarà penalizzato. La squadra però piace, è giovane, sa giocare a calcio e guarda spesso all'alta classifica. Vincenzo Torrente, che ai tempi del Genoa qualche consiglio da Osvaldo Bagnoli deve pur averlo assorbito, ha stravinto il campionato col Gubbio prima di prendersi la prima grande piazza della sua carriera. Voleva Gomez a tutti i costi, ad un certo punto Juanito ha anche vacillato prima di giurare amore all'Hellas. Davanti però il Bari male non sta fra De Paula, Forestieri e Marotta. Una lunga settimana attende l'Hellas. Tre verifiche pericolose, ma non impossibili. Tutto in sette giorni, prima di conoscere la verità.
Alessandro De Pietro

Cori razzisti contro la Nocerina Multa di 6.000 euro alla società LE NEWS. Sospesa anche la vendita dei biglietti per Cittadella
26/10/2011
Mano pesante del giudice sportivo contro il Verona. A seguito dell'undicesima giornata di campionato il giudice sportivo ha punito con seimila euro di ammenda il club scaligero «per avere suoi sostenitori nel corso della gara, indirizzato reiteratamente alla tifoseria avversaria cori insultanti. E per avere al 31' del secondo tempo, lanciato un fumogeno sul terreno di giuoco». Inoltre la società è stata sanzionata a titolo di responsabilità oggettiva per aver ingiustificatamente ritardato l'inizio della gara di circa tre minuti. Finiscono, invece, in diffida Juan Ignacio Gomez Taleb, Domenico Maietta e Victor Hugo Mareco.

AL LAVORO. Cambio di programma ieri per i gialloblù. Mandorlini ha fatto svolgere alla squadra un solo allenamento mattutino anzichè una doppia seduta. Il programma a prevedeva lavoro di forza in palestra, trasformazione sul campo e partitella. Oltre a Sasa Bjelanovic (fermo nell'ultimo turno di campionato per una distrazione muscolare), differenziato a scopo precauzionale anche per Matteo Abbate e Gennaro Esposito.

DONINELLI IN AZZURRO. Assente Andrea Doninelli, impegnato a Belgrado con la rappresentativa B-Italia. Vittoria di misura per la selezione guidata da Massimo Piscedda che ha battuto la Serbia con una rete in apertura di ripresa realizzata dal crotonese Maiello.

NO AI BIGLIETTI. Ieri, nel tardo pomeriggio, il Cittadella ha comunicato al club scaligero che è stata disposta la sospensione della prevendita biglietti per la sfida in programma sabato alle 15 allo stadio «Tombolato», in attesa delle decisioni che adotterà oggi l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportivea.

LA TRASFERTA. In occasione della partita tra Cittadella e Verona organizzano la trasferta il Calcio Club Bar dalla Teresa di Via Albere, 60 info al 346. 7154468 (Benny) oppure al 339. 8429383 (Stefano), Calcio Club «Razza Gialloblù» di Roverchiara info 333. 9842922 (Pierlorenzo o Mirko), Calcio Club «You'll never walk alone» di Bovolone info 333. 8300582 (Stefano). Ulteriori informazioni sul sito newhellasgroup.com o sulle rispettive pagine di facebook.S.A.

«Scusate, non cambio idea. La classifica è bugiarda...»
ANDREA MANDORLINI
25/10/2011
Paura? Neanche un po'. Perchè mai, dice il Generale, dovremmo aver paura? L'Hellas che frena gli suscita rabbia, non pensieri capricciosi. Del resto, per uno ch'è arrivato qua e si parlava di play out e t'ha portato in serie B, cosa vuoi che sia mai un colpo sul freno? Ne ha viste troppe, ormai, per stupirsi ancora. Andrea Mandorlini è un vecchio lupo di mare, che fiuta il vento, scruta l'orizzonte e non lo vede così scuro come pure glielo stanno dipingendo. Sarà che lui ci crede, sarà che, come dice spesso, «questa squadra gli è entrata dentro». Sarà che la strada è lunga «e se ci fermiamo a piangerci addosso per due pareggi che dovevano essere vittorie, siamo a posto». Dice dovevano, non potevano, attenzione.
«Dico "dovevano", perchè è così, c'è poco da stare a discutere. Non andiamo oltre, ma di sicuro, nelle ultime partite, gli episodi che potevano girare le cose a nostro favore, le hanno girate contro. La realtà è questa, poi ognuno pensi quello che vuole».

E a parte questo?
«A parte questo è chiaro che quando non vinci, qualcosa perdi, a livello di convinzione, di fiducia in te stesso. Può essere questo, ad essere cambiato in queste ultime partite. Delle quali, tra l'altro, penso si sia sbagliata soltanto quella col Torino».

Il problema può essere psicologico, allora?
«No, non deve diventarlo. Non c'è nessun contraccolpo, perchè mai dovrebbe esserci? Non eravamo dei fenomeni prima, non siamo da buttar via adesso. Siamo la stessa squadra, con le sue caratteristiche, buone e meno buone, i suoi pregi e i suoi difetti. Ma ce la giochiamo con tutti, questo è sicuro».

Può essere che fosse, come dire, programmata una partenza sprint e che oggi i valori si siano livellati?
«Non esiste una squadra che parta con l'idea di andare fortissimo all'inizio, non era questa l'intenzione. Vero, abbiamo fatto bene già dalla Coppa, ma non credo proprio sia una questione atletica».

Che cosa manca, allora?
«Il Verona è questo, con le sue qualità, le sue caratteristiche. Siamo una squadra che deve lavorare tanto, per raccogliere.Magarui altri, finora, hanno lavorato meno e raccolto di più, ma chi vive di calcio sa che ci sono questi momenti. Magari, tra una settimana saremo qui a dire che abbiamo raccolto più di quanto seminato. Oggi non è così e non solo per colpa nostra».

La lingua batte...
«Sì, ma non cerco alibi, non m'interessa. Dico solo la verità. Uno guarda la classifica e dice: però, il Verona è lì a mezza strada, quando un mese fa era agganciato al carro dei play off. Non vuol dire niente, andiamo a vedere come ci siamo sganciati...».

Andiamo a vedere...
«A Gubbio, ci stava un rigore per noi, con la Nocerina pure. Datemeli e poi ne riparliamo. Invece di 13 punti, magari, saremmo a 17 e staremmo qui a parlare di un'altra storia e di un altro campionato».

Che cosa ha detto finora questa serie B?
«Più o meno quello che ci si poteva aspettare. C'è grande equilibrio, a parte il Toro, una classifica corta, dove bastano due partite giuste per ritrovarti in alto e un filotto negativo per essere a metà strada. Devi sempre essere sul pezzo, non mollare mai, crederci. Ma questa squadra ci crede, lo so».

Da dove questa sicurezza?
«Ricordiamoci quando sono arrivato, un anno fa. Non si vinceva mai, tanti pareggi, anche quando meritavamo di vincere. Poi ne siamo usciti, tutti assieme, lavorando, giorno per giorno, partita per partita. Succederà così anche stavolta. Chi l'avrebbe detto, un anno fa, che saremmo arrivati a raggiungere subito l'obiettivo?».

Se dovesse... acquistare qualche qualità, oggi?
«Mah, direi la concretezza, un po' più di cattiveria. L'ho detto, oggi lavoriamo tantissimo, non sempre quello che poi raccogliamo è proporsionato. Altrimenti, quattro-cinque punti in più li avremmo di sicuro».

E che cosa invece, dà certezza?
«Il fatto di essere sempre stati squadra, anche nei momenti meno facili. C'è un'identità, c'è un'idea, si vede da tante cose, da come stai in campo, da come ti muovi, da come te la giochi. Poi, può anche non arrivare il risultato, ma il Verona questa sensazione l'ha sempre data e per un allenatore è una risposta importante».

Ancora ci si chiede, quale può essere l'obiettivo del Verona?
«Siamo appena arrivati, in B, non dobbiamo avere fretta. Solo il tempo, il lavoro, la pazienza, ti aiutano a crescere e a farlo in modo equilibrato. I risultati non arrivano mai per caso, c'è sempre un segreto, una spiegazione. L'obiettivo? Per come sono io, sogno un campionato da protagonisti, poi vediamo fin dove possiamo arrivare».

Il Verona sta rispettando la tabella di marcia?
«Sì, per come ha giocato, per quello che potevo aspettarmi, sì. Non parlo di punti, di quello ho già detto e non sono nè presuntuoso, nè visionario. Qualcosa ci manca, ma io sono convinto che ce lo andremo a riprendere presto».
Raffaele Tomelleri

Scontri allo stadio, quattro tifosi arrestati
SPETTATORI VIOLENTI. Duecento persone si sono rese protagoniste di episodi di teppismo dopo Verona-Nocerina. E le indagini potrebbero portare altri fermi. Hanno lanciato pietre e oggetti verso i poliziotti. Gli ospiti hanno divelto i bagni. Martinelli: «Reazioni da condannare»

23/10/2011
Verona. I residenti allo stadio «per qualche decina di minuti, hanno assistito a momenti solo numericamente differenti rispetto a quanto successo a Roma pochi giorni fa».
La nota dei carabinieri rende più chiara di ogni altra cosa la serata di guerriglia con tanto di lacrimogeni, lanciati dalle forze dell'ordine fuori dal Bentegodi al termine della partita tra il Verona e la Nocerina. Quei fumogeni sono serviti a fermare quella pioggia di pietre e altri corpi contundenti lanciati da duecento tifosi dell'Hellas all'indirizzo degli uomini in divisa.
Il bilancio dell'attività delle forze dell'ordine è ancora più esplicito: quattro tifosi dell'Hellas, Nicolò Banterla, 20 anni, residente ad Affi, Luca Martinatti, 28 anni, di Pescantina, Antonio Drago, 29, di Vigasio e Marco Marchesini, 28, residente a Negrar sono stati arrestati con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti e solo per Drago e Banterla c'è anche l'accusa di lesioni nei confronti di un appuntato e un carabiniere, rimasti feriti a cause delle pietre scagliate dai tifosi.
Durante gli scontri, sono stati spaccati anche i vetri di un chiosco e i tifosi del Nocerina hanno divelto i bagni nel settore riservato agli ospiti. I duecento tifosi veronesi, venerdì sera hanno messo a ferro e fuoco il quartiere dello stadio per scontri durati un'ora.

L'INDAGINE. L'indagine sui disordini non è finita: gli agenti della Digos e i carabinieri stanno visionando in queste ore i filmati degli scontri per identificare altri responsabili dei tafferugli nelle due fazioni di tifosi. Non è escluso che già nelle prossime ore si eseguano altri arresti tra Verona e Nocera.
DISORDINI IN CURVA. Che la situazione fosse tutt'altro che tranquilla, lo si è capito fin dall'inizio della partita. «I tifosi ospiti», riporta la nota dei carabinieri, «hanno impegnato le forze dell'ordine presenti». La svolta si è avuta quando gli ultrà del Nocerina si sono coperti il volto con i passamontagna e si sono recati nei bagni distuggendoli. Subito dopo hanno iniziato a lanciare le mattonelle all'indirizzo dei tifosi, seduti in gradinata.

GLI SCONTRI. È solo l'inizio. Alla fine della partita i duecento ultrà dell'Hellas si sono diretti verso il settore ospiti «con atteggiamento violento e provocatorio, impedendo di fatto l'uscita» dei tifosi ospiti, riporta la nota dei carabinieri. Le intenzioni sono chiare: assalire i fan della Nocerina. Il battaglione mobile Veneto dei carabinieri e polizia posizionati all'inizio della curva nord, però, impediscono ai fan gialloblu di raggiungere i tifosi ospiti, ancora assiepati in curva. Sugli uomini in divisa, si scatena il putiferio di pietre e altri corpi contundenti come sedie e altri oggetti da parte degli ultrà della curva sud.

LE FASI DEGLI ARRESTI. E in questa fase che vengono arrestati i tifosi, tutti coinvolti, a parere dei carabinieri, nel lancio degli oggetti. In tre vengono fermati alle spalle mentre arretrano dopo una carica degli uomini in divisa, da un altro contingente di militari arrivato dalla parte opposta rispetto ai disordini.
I quattro si oppongono alle manette e così viene aggiunto a loro carico anche l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale oltre a quello del lancio di oggetti. Uno dei tifosi, Nicolò Banterla, sarebbe rimasto ferito ad un occhio in modo non grave.

IL COMMENTO. Chi commenta i disordini di venerdì è il presidente dell'Hellas, Giovanni Martinelli. «Il match con i campani», ha detto, «ha fornito l'occasione ad alcuni delinquenti per dar vita ad episodi di violenza, con bagni del settore ospiti divelti e lancio di piastrelle degli stessi all'indirizzo dei sostenitori gialloblù, scatenando poi reazioni che disapprovo. Ancora una volta ribadisco la mia condanna nei confronti di cori di discriminazione e di azioni di questo genere, atte a rovinare eventi sportivi di grande richiamo».
Giampaolo Chavan

FONTE: LArena.it


Giudice Sportivo, 6.000€ di ammenda all'Hellas Verona
25/10/2011 - 16:24
La terza ammonizione rimediata in campionato costa la diffida a Gomez Taleb, Maietta e Mareco
VERONA - A seguito dell'11a giornata di campionato il Giudice Sportivo ha punito con 6.000€ di ammenda il club scaligero "per avere suoi sostenitori: 1) nel corso della gara, indirizzato reiteratamente alla tifoseria avversaria cori insultanti; 2) al 31° del secondo tempo, lanciato un fumogeno sul terreno di giuoco; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettera b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell'Ordine a fini preventivi e di vigilanza" e "a titolo di responsabilità oggettiva per aver ingiustificatamente ritardato l'inizio della gara di circa tre minuti; recidiva". In diffida Juan Ignacio Gomez Taleb, Domenico Maietta e Victor Hugo Mareco (terza infrazione).
Ufficio Stampa

Giovanni Martinelli nominato amministratore unico
26/10/2011 - 13:04
Questa mattina, presso la sede di Via Torricelli, si è riunita l’assemblea dei soci. Approvato il bilancio e designate le cariche giunte alla naturale scadenza
VERONA – Hellas Verona rende noto che questa mattina, presso la sede di Via Torricelli, si è riunita l’assemblea dei soci, che ha approvato il bilancio d’esercizio al 30 giugno 2011. Successivamente si è provveduto alla designazione delle cariche giunte alla naturale scadenza. L’assemblea ha deliberato la nomina di Giovanni Martinelli quale amministratore unico del club scaligero. Per quanto concerne il Collegio Sindacale, il Dott. Ignazio Stefano Barone assume il ruolo di presidente; la composizione è poi completata dall’Avv. Paolo Marchi e dal Dott. Renzo Panozzo.
Ufficio Stampa

Vittoria di misura per la B-Italia
25/10/2011 - 19:51
Contro la Serbia decide una rete in apertura di ripresa del crotonese Maiello. Doninelli in campo per più di mezzora
BELGRADO - Vittoria di misura per la B-Italia guidata da Massimo Piscedda nella sfida odierna contro la Serbia, disputata a Belgrado: decide il match una rete in apertura di ripresa del crotonese Maiello. Il centrocampista gialloblù Andrea Doninelli è subentrato al 57' al posto di Crimi.
Ufficio Stampa

Sandrà: seduta mattutina per i gialloblù
25/10/2011 - 17:28
Assente Doninelli, impegnato con la B-Italia, mentre Berrettoni, visitato a Negrar dal Prof. Zorzi, darà domani il via alla riabilitazione funzionale
SANDRA' - Cambio di programma nella giornata di martedì per la formazione scaligera, che ha affrontato un solo allenamento mattutino anzichè una doppia seduta. Per i gialloblù lavoro di forza in palestra, trasformazione sul campo e partitella. Assente Doninelli, impegnato a Belgrado con la rappresentativa B-Italia, mentre Berrettoni, visitato a Negrar dal Prof. Zorzi, darà domani il via alla riabilitazione funzionale. Oltre a Bjelanovic, differenziato a scopo precauzionale anche per Abbate ed Esposito.
Ufficio Stampa

Sandrà: Galli col gruppo, differenziato per Bjelanovic
24/10/2011 - 17:37
Per Berrettoni trauma distorsivo al ginocchio destro. Martedì l'attaccante sarà visitato presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dal Prof. Zorzi
SANDRA' - Prima seduta di allenamento per la formazione scaligera in vista della trasferta di Cittadella. A Sandrà riscaldamento, partitelle a tema e potenza aerobica.

E' tornato a lavorare col gruppo Niccolò Galli, ad un mese e mezzo di distanza dall'operazione a cui è stato sottoposto a Parma. Differenziato per Bjelanovic, mentre Berrettoni ha riscontrato un trauma distorsivo al ginocchio destro. La risonanza magnetica non ha evidenziato lesioni importanti; martedì l'attaccante romano sarà visitato presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dal Prof. Zorzi.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
MOTOGP: Grande lutto nel mondo delle due ruote e dello sport in genere, sul circuito di Sepang, dopo una banale scivolata in uscita da una curva al secondo giro, Marco 'Sic' SIMONCELLI perde il casco e viene investito da EDWARDS e ROSSI che sopraggiungevano a gran velocità... Nulla da fare per lo sfortunato pilota romagnolo molto popolare fra i giovani e considerato l'erede di Valentino...
SERIE A: Scappa l'UDINESE, tengono ATALANTA e SIENA, all'INTER basta un gol contro un CEO remissivo, pari della JUVE e del NAPOLI, incredibile rimonta del MILAN a Lecce! Dallo 0 a 3 al 4 a 3!
PALLONE D'ORO: DI NATALE unico italiano...
CHAMPIONS LEAGUE: Maximulta di 1 milione di Euro a carlitos TEVEZ del CITY che si rifiuta di scendere in campo contro il BAYERN MONACO! Lui parla di malinteso con mr. MANCINI...

SIMONCELLI, IL PAPÀ: "NON POTEVA SALVARSI"
Mercoledì 26 Ottobre 2011 - 07:46
di Marco Conterio ROMA -
«Marco era già morto». Gli occhi e lo sguardo di Paolo Simoncelli raccontano tutto. Un pezzo d’anima, il più grande, gli è stato portato via. In una dannata domenica d’ottobre, in Malesia, a Sepang. E ieri, sulla rete, ha iniziato a circolare un video dove i soccorritori non avrebbero agito al meglio: uno di questi è scivolato, trasportando la barella, ma il padre lo giustifica. «Ero lì vicino, a dieci metri. Quando si sono rialzati ho preso la mano a Marco, ho provato a salutarlo. Ma se n’era già andato, era già morto. Non c’era niente da fare, quella è gente che cerca di fare il proprio meglio». Come il Sic, che è rimasto aggrappato a quella moto, anche negli ultimi istanti di vita, inseguendo un sogno. «Era un guerriero», ha commentato il padre. Oggi a Coriano (Rimini) verrà allestita la camera ardente, apertura dalle 9 alle 22 al pubblico, e domani si terranno i funerali alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria.

La salma di Marco Simoncelli è arrivata ieri, a casa, atterrando nelle prime ore della mattina a Fiumicino dove è stata accolta anche dal presidente del Coni Gianni Petrucci. E su quel volo, con la fidanzata Kate e col padre del ragazzo, c’era anche il rivale ed amico fraterno Valentino Rossi. «Non lo scorderò mai - ha detto il Dottore - perché ho migliaia di istanti e di attimi che abbiamo vissuto insieme e che porterò sempre con me». Rossi ha poi ribadito di non aver mai pensato al ritiro, aggiungendo che «probabilmente è stata una dichiarazione fatta soltanto per vendere i giornali». Giovedì i funerali si terranno in forma privata: in chiesa potranno entrare solo familiari, amici stretti, i rappresentanti del team Gresini e i piloti che anche ieri hanno popolato il piccolo paese di Coriano.

Che di persone può accoglierne al massimo diecimila e per questo l’Amministrazione cittadina ha lanciato un appello agli oltre 50 mila che vorrebbero dare da vicino l’estremo saluto al Sic, per possibili problemi di ordine pubblico visto che la funzione sarà trasmessa anche in diretta tv. La famiglia avrebbe voluto una canzone cantata da Vasco per l’estremo saluto, ma la curia avrebbe detto no. E il brano sarà suonato sul sagrato. La bara, portata a spalla anche da Valentino Rossi, sarà posta, durante la messa, tra due motociclette. Sarà così l’addio a Marco Simoncelli, il guerriero, come l’ha dolcemente soprannominato suo padre. E dentro a quello sguardo straziato c’è il dolore di un Paese che mai dimenticherà i suoi riccioli al vento. (ass)

SIMONCELLI, IL WEB IN LUTTO. TANTI VIDEO PER SALUTARLO
Martedì 25 Ottobre 2011 - 15:18
Ultimo aggiornamento: 15:38
ROMA - “Quando tutte le parole sai che non ti servon più” e “nessuno te lo spiega perché sia successo a te” canta Ligabue mentre scorrono le immagini della vita di Marco Simoncelli: le moto, le corse, gli amici, abbracciato con Valentino Rossi oppure con Marco Melandri. “Ciao, Super Sic” recita la frase finale. È solo uno dei tanti video tributo dedicati al giovane pilota che stanno spopolando sul web. La rete è stretta nel dolore, condividere il proprio choc, il proprio dolore aiuta ad elaborare un lutto che sconvolto il Paese, sportivo e non. Il pensiero va anche alla famiglia, a chi più di chiunque altro adesso sta soffrendo per la scomparsa di Marco. “Addio Marco, ci mancherai” si legge nel frame di un altro cliccatissimo video su Youtube, “Tributo a Marco Simoncelli”. Anche qui la musica accompagna la carrellata di immagini del pilota. Tutti scatti che testimoniano la solarità di Marco, il suo sorriso sempre acceso a favore di amici e tifosi, la sua gioia per le vittorie. E così il pianoforte “sussurrato” di My Immortal degli Evanescence ricorda che no, nessuno è immortale. Nemmeno Marco lo era, anche se continuerà a vivere nel ricordo dei suoi fans.

MORTO SIMOCELLI, CAMPIONE GENEROSO E SOLARE -FOTO
Domenica 23 Ottobre 2011 - 12:23
Ultimo aggiornamento: 16:01
SEPANG - Era un generoso, il Sic. Uno di quelli che non mollano se non quando sventola la bandiera a scacchi. Marco Simoncelli ha perso la vita in gara, nel Gp della Malaysia, dopo una scivolata che, invece di portarlo fuori dalla pista, lo ha trascinato sotto le ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Nato a Cattolica il 20 gennaio 1987, ma residente a Coriano (Rimini), Marco comincia a correre giovanissimo, già a sette anni nelle minimoto. La passione del giovane Simoncelli viene aiutata in ogni modo dalla famiglia, con Paolo, il padre (presente oggi sul circuito di Sepang), che arriverà a chiudere la sua attività commerciale per seguire la carriera del figlio. Simoncelli, per il paddock 'il Sic', diventa campione europeo della 125 nel 2002 e nello stesso anno debutta nel mondiale 125 nella gara di Brno in Repubblica Ceca. Il primo campionato completo per Simoncelli è nel 2003, dove, sempre nella ottavo di litro termina 21/o. Andrà meglio l'anno successivo, nel 2004, quando, sempre in 125, Marco chiude all'11/o posto.

Il 2005 è l'ultimo anno nella ottavo di litro, e Marco ottiene una vittoria (nella prima gara a Jerez), un secondo posto in Catalogna e 4 terzi posti. Alla fine del campionato 2004 sarà quinto e deciderà il passaggio in 250 con la Gilera. Nel 2006, nella quarto di litro, Simoncelli impiega un pò di tempo per ambientarsi. Le prime soddisfazioni arrivano nel 2007, mentre il titolo iridato Marco lo conquista nel 2008, sulla pista di Sepang, quella che oggi lo ha visto finire la carriera nel peggiore dei modi.

La stagione 2009 inizia in salita per Marco Simoncelli, che si infortuna a una mano prima dell'inizio della stagione e per questo sarà costretto a saltare la prima gara. Alla fine, nonostante i buoni risultati (6 vittorie e 3 terzi pisti), chiuderà il suo anno da campione del mondo in carica con un terzo posto. L'anno successivo è la volta della Motogp, Marco Simoncelli debutta nei test di Valencia con il Team di Fausto Gresini. Lo scorso anno è stata la stagione di rodaggio per Marco, che ha chiuso in ottava posizione il mondiale. Simoncelli è approdato alla Motogp come pilota ufficiale, direttamente sotto contratto HRC, ma appoggiato alla struttura di Fausto Gresini. Lo stesso status aveva quest'anno e avrebbe avuto anche l'anno prossimo, a testimonianza di quanto la Honda credesse nel suo talento. Nonostante gli errori di quest'anno e le cadute, alcune delle quali hanno coinvolto altri piloti, come Dani Pedrosa a Le Mans, Marco aveva ottenuto due podi in questa stagione. Un terzo posto in Repubblica Ceca e un secondo posto nella scorsa gara di Phillip Island. Marco Simoncelli, che si era diplomato in gestione delle comunità alberghiere, è sempre stato un pilota schietto e disponibile. Il suo carattere da combattente lo ha sempre contraddistinto nei duelli in pista. Famosa la frase del suo amico/rivale Valentino Rossi che aveva detto di Marco: «Fare un duello con lui è come andare a fare a botte con uno più grande di te, sai che le prendi». In effetti il fisico ha sempre contraddistinto il Sic.

Troppo grande per la 125 e per la 250 in entrambe le categorie si dovette lavorare per costruire dei 'codinì più lunghi solo per lui e la stessa cosa è stata fatta anche dalla Honda per permettere a Marco di potersi stendere bene sulla moto in rettilineo. Appassionato di carte da gioco, Simoncelli sfidava spesso giornalisti e meccanici a tre sette e sul tavolo da gioco era spontaneo come lo era in pista. Marco, infatti, nonostante le contestazioni dei suoi colleghi per la sua guida aggressiva, ma mai scorretta, ha sempre risposto direttamente alle critiche, senza alcun timore reverenziale. Con la perdita di Marco Simoncelli, salgono a tre i piloti deceduti in gara nell'era moderna del mondiale

MORTO SIMONCELLI, ROSSI IN LACRIME AI BOX -FOTO
Lunedì 24 Ottobre 2011 - 06:44
di Franco Pasqualetti
ROMA - Il viso pallido, gli occhi gonfi di lacrime e il ricordo di un amico che non c’è più. Valentino Rossi nei box di Sepang sembrava lo spettro di se stesso. Un pilota che ha visto la morte passare a pochi centimetri dalla sua carena. La morte di quello che poteva e doveva essere il suo erede. «Un fratello minore», come ripeteva col groppo in gola. Per questo motivo il dottore - forse in un momento di sconforto - avrebbe detto di volersi ritirare. «Basta, non ce la faccio più». Frasi sussurrate con la tuta indosso e gli occhi puntati sul monitor che trasmetteva le immagini dello schianto con Simoncelli. Un incidente che l’ha visto diretto ma involontario protagonista.
Uno sfogo che potrebbe esser stato dettato dal dolore e dalla paura. Un mix letale per chi vive la vita a trecento all’ora. Tutti ci auguriamo che Vale tiri dritto e allunghi la staccata oltre la via del ritiro. Ma in un momento come questo, dove uomo e pilota sembrano due entità lontane anni luce, il solo compagno utile può essere il tempo. Un alleato da portare in moto per decidere se la maledetta domenica di Sepang possa essere un brutto ricordo o il triste traguardo di chi ha vinto tutto e non vede più la strada oltre i box.

VALENTINO: "ODDIO...". Un week end di gara come molti, il 17/o della stagione 2011, con la Motogp a fare da piatto forte nello spettacolo delle tre classi offerte dal motomondiale. Cos si presentava la gara di Sepang. Le aspettative erano tutte favorevoli per lo squadrone Honda Repsol che aveva dominato le prove con la pole di Dani Pedrosa e il warm up conquistato da Casey Stoner. Nessuno, però, poteva aspettarsi quello che è poi accaduto a quasi 5 minuti dal via della gara. Una moto bianca che prima scarta sulla destra e poi improvvisamente si mette davanti alle ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Un corpo scivola e un casco che rotola via. La gara che si ferma, e tutti si accorgono che qualcosa di grave è successo. «Oddio, oddio...», l'esclamazione di Valentino Rossi al rientro ai box, dove era cominciata l'attesa per la notizia definitiva. Lì, le lacrime di Valentino - l'amico, il testimone diretto dell'incidente, forse anche l'involontario corresponsabile del colpo letale - dicono molto di più di qualsiasi parola. Marco Simoncelli appare subito grave e la mente di tutto il paddock ritorna a quel giorno di settembre di un anno fa, dove per un analogo incidente perse la vita Shoya Tomizawa nella Moto2 a Misano, solo che allora la gara non fu fermata. Il pilota giapponese, quasi come Simoncelli, perse il controllo della sua Suter e fin sotto alle ruote dell'inglese Scott Redding e di Alex De Angelis. Per quanto differente sia la dinamica generale dell'incidente, la fine di Marco Simoncelli somiglia a quella del collega giapponese, investito anche lui da due colleghi. Lo sconcerto appare subito sul volto di Valentino Rossi che inizia a spiegare nervosamente la dinamica dell'incidente a tutti quelli che ha accanto nel box, per poi uscire con la testa tra le mani sussurrando «oddio, oddio».

Marco Simoncelli, 24 anni, si è spento alle 16.56 (ora locale, le 10.56 in Italia) a Sepang, nel centro medico del circuito malese. Mentre si combatte con il dolore di questa perdita, in molti stanno analizzando cosa non è andato. Per l'imprevedibilità stessa dell'incidente, forse non ci sarà mai una risposta. Rimangono alcune polemiche sul piatto, generate in questa stagione, che riguardano anche la condotta di gara di Marco Simoncelli. Per i piloti spagnoli, Marco è sempre stato un ingombrante fastidio. Sin dai tempi della 250 con Hector Barberà e Alvaro Bautista, i duelli erano sempre finiti a favore di Marco, mentre i suoi avversari terminavano a terra. Qualcosa del genere si è visto anche quest'anno, con l'irruenza di Simoncelli che spegneva i sogni mondiali di Dani Pedrosa per un sorpasso finito male (per lo spagnolo) poco prima della metà della gara. Da quel momento Simoncelli è stato richiamato più volte sia dalla direzione di gara che dai suoi colleghi, primo tra tutti Jorge Lorenzo. Il campione della Yamaha, ha spesso attaccato Simoncelli, giudicandolo uno troppo spericolato e arrivando a proporre la regola di non poter sorpassare se non in rettilineo. La provocazione di Lorenzo, certamente non è poi stata presa in considerazione, ma Simoncelli era in qualche modo temuto dai suoi avversari, mentre era un modello per i suoi colleghi della Moto2, come ad esempio Mattia Pasini e Raffaele De Rosa, con i quali aveva ottimi rapporti. L'incidente di oggi, comunque, mette i riflettori ancora una volta sulla questione sicurezza. «Alle volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport - le parole di Pedrosa - Sono cose che non dovrebbero succedere». Mentre si è riusciti a fare molto nelle infrastrutture, con l'ottenimento di via di fuga più ampie in tutte le piste dove si corre e l'arrivo di caschi e tute sempre più specifiche e protettive (anche grazie all'airbag), non si riesce a risolvere il problema dell'investimento. In casi come quelli di oggi e come quanto accaduto poco più di un anno fa a Misano con Tomizawa, non sembra esservi soluzione immediata da adottare, ma rimane solo la grande frustrazione per la perdita e il rimorso che i piloti coinvolti, Edwards e Rossi, possono portare con loro da oggi in poi.

MORTO SIMONCELLI, PEDROSA: "UNO CHOC"
Domenica 23 Ottobre 2011 - 14:52
Ultimo aggiornamento: 15:22
SEPANG - «Non c'è molto da dire davanti ad una tragedia come questa. Desidero fare le mie condoglianze alla sua famiglia e a tutte le persone a lui vicine. Ho incontrato suo padre e sono riuscito solo ad abbracciarlo, in questi momenti non conta altro». Dani Pedrosa commenta così la tragica notizia della morte di Marco Simoncelli, vittima di un incidente nel gran premio di Malesia. Il pilota di Cattolica è scomparso all'età di 24 anni. «È stato un tragico incidente e tutti nel paddock siamo rimasti scioccati. Molte volte ci dimentichiamo quanto sia pericoloso questo sport e quando muore un pilota, niente ha significato», aggiunge lo spagnolo. «Certo, stiamo facendo la cosa che amiamo, ma in situazioni come oggi, niente conta».

MORTO SIMONCELLI, SISTEMA TRAZIONE SOTTO ACCUSA
Domenica 23 Ottobre 2011 - 15:13
Ultimo aggiornamento: 15:20
ROMA - E' il momento del dolore, dello choc, del cordoglio. A poche ore dalla morte di Marco Simoncelli lementi sono sgombre, attanagliate dal vuoto che ha lasciato Marco. Eppure cominciano a spuntare degli interrogativi importanti circa le cause di questo addio precoce e assurdo. Le gomme, il casco, l'elettronica: molti si stanno chiedendo se questa tragedia si potesse evitare. Le immagini dell'incidente continuano a girare sui computer e sugli schermi tv di tutto il mondo, e subito si nota come sulla scivolata all'origine dell'incidente mortale la moto del pilota italiano sia ulteriormente slittata in modo anomalo in pista: la la perdita di aderenza della ruota anteriore dovrebbe infatti spedire moto pilota all'esterno della curva, e non dalla parte opposta sulla traiettoria delle altre moto in arrivo, come invece è successo.

Una delle cose che potrebbe non aver funzionato o aver lavorato troppo bene è il controllo della trazione della sua Honda: il sistema elettronico potrebbe aver letto lo scivolare del pneumatico posteriore come una anomalia, anche per il fatto che il pilota di Coriano non ha lasciato del tutto cadere la moto. Correggendo dunque questa anomalia, il sistema ha sostanazialmente fatto riprendere il moto della ruota in linea con la velocà dell'asfalto. E dunque nel senso sbagliato.

Chi era dietro a Simoncelli, tranne Alvaro Bautista che è riuscito a sfilarlo mentre scivolava, non ha potuto evitarlo. Il primo a centrare Simoncelli è stato l'americano Colin Edwards, poi Š stata la volta di Valentino Rossi, che incolpevolmente lo avrebbe colpito in testa, sfilando il casco. Anche in questo caso si tratta di un evento imprevedibile: la ruota che gira, impatta sul casco di Simoncelli bloccato sulla testa, e lo fa volar via col suo movimento rotatorio rompendo il cinturino. Tra tutte le parti del corpo che i piloti proteggono, quella rimasta pi— esposta è di certo il collo. Nonostante l'introduzione dell'airbag nelle tute (e Simoncelli l'aveva), Š praticamente impossibile proteggere la regione cervicale se si viene investiti. In questo momento molte sono le speculazioni che si inseguono, potranno essere in parte risolte dall'autopsia che veà disposta sul corpo di Simoncelli da domani.

MORTO SIMONCELLI, HAYDEN: "MARCO CI MANCHERÀ"
Domenica 23 Ottobre 2011 - 12:31
Ultimo aggiornamento: 15:22
SEPANG - Il mondo della Moto Gp è sotto choc per la morte di Marco Simoncelli. «È una bruttissima giornata per tutti noi, Marco l'ho visto cadere, con la sua moto che andava verso l'interno e le altre che lo colpivano». Così il pilota della Ducati Nick Hayden commenta, intervistato da Italia 1, la morte di Marco Simoncelli a Sepang. «All'uscita di una curva gli è scappato il treno posteriore - dice ancora un Hayden visibilmente scosso - e probabilmente ha cercato di controbilanciare la moto e non ce l'ha fatta. Quando si è uno sopra l'altro c'è poco da fare».
«Sento un dolore molto forte - sottolinea l'americano, ex campione del mondo -: in pista siamo tutti fratelli e facciamo parte della stessa famiglia. Marco ci mancherà tantissimo, era un ragazzo molto simpatico ed ora non so cos'altro dire, solo che possa riposare in pace. Sono vicino alla sua famiglia: in momento come questo bisogna esser forti».

ZANARDI: "SIMONCELLI NON È STATO FORTUNATO COME ME"
Lunedì 24 Ottobre 2011 - 06:59
di Marco Pasciuti
Alex Zanardi, pilota, il 15 settembre 2001 perse le gambe in gara. Cosa ha pensato quando ha visto l’incidente?
«Sono cose inaccettabili, dai la colpa al destino, ma accadono anche nella vita di tutti i giorni».
Però i piloti sanno di correre pericoli maggiori.
«Se Marco era lì a correre era perché lo aveva scelto, aveva realizzato il suo sogno. Poi ci sono operai che cadono dalle impalcature e muoiono sull’asfalto: rischiano la vita a 50 metri d’altezza senza averlo scelto».
Conosceva Simoncelli?
«Ci avevo parlato solo un paio di volte, ma era difficile dimenticarne il sorriso. Bastava vederlo una volta in tv e ti arrivava la sua schiettezza. Marco era uno che arrivava alla gente al di là delle moto o delle gare. In questo senso era un clone di Valentino».
Avrebbe potuto essere il nuovo Valentino?
«Erano diversi dal punto di vista fisico, ma in quanto a talento sì».
Cosa direbbe a Rossi ed Edwards se ora li avesse davanti?
«Quando vidi per la prima volta dopo l’incidente Alex Tagliani, che mi venne addosso al Lausitzring quando persi le gambe, gli dissi che non aveva colpa. Marco non è stato così fortunato da poterlo fare, ma a Valentino e Colin direbbe che non è stata colpa loro».
Cosa spinge un pilota a tornare in moto o in auto dopo un incidente?
«Il pilota sa di rischiare. Chi guida di notte in autostrada con la nebbia segue la riga bianca con tutta la prudenza del mondo. Poi si trova all’improvviso davanti un camion fermo e ci va a sbattere. Se ami la vita, esci di casa e accetti i rischi che comporta la vita di ogni giorno».

SIMONCELLI, MOTOGP IN LUTTO. EDWARDS: "ADDIO AMICO MIO"
Lunedì 24 Ottobre 2011 - 12:17
Ultimo aggiornamento: 12:26
di Franco Pasqualetti
ROMA - Il viso pallido, gli occhi gonfi di lacrime e il ricordo di un amico che non c’è più. Valentino Rossi nei box di Sepang sembrava lo spettro di se stesso. Un pilota che ha visto la morte passare a pochi centimetri dalla sua carena. La morte di quello che poteva e doveva essere il suo erede. «Un fratello minore», come ripeteva col groppo in gola. Per questo motivo il dottore - forse in un momento di sconforto - avrebbe detto di volersi ritirare. «Basta, non ce la faccio più». Frasi sussurrate con la tuta indosso e gli occhi puntati sul monitor che trasmetteva le immagini dello schianto con Simoncelli. Un incidente che l’ha visto diretto ma involontario protagonista.
Uno sfogo che potrebbe esser stato dettato dal dolore e dalla paura. Un mix letale per chi vive la vita a trecento all’ora. Tutti ci auguriamo che Vale tiri dritto e allunghi la staccata oltre la via del ritiro. Ma in un momento come questo, dove uomo e pilota sembrano due entità lontane anni luce, il solo compagno utile può essere il tempo. Un alleato da portare in moto per decidere se la maledetta domenica di Sepang possa essere un brutto ricordo o il triste traguardo di chi ha vinto tutto e non vede più la strada oltre i box.

Valentino Rossi in lacrime ai box (video)

VALENTINO: "ODDIO...". Un week end di gara come molti, il 17/o della stagione 2011, con la Motogp a fare da piatto forte nello spettacolo delle tre classi offerte dal motomondiale. Cos si presentava la gara di Sepang. Le aspettative erano tutte favorevoli per lo squadrone Honda Repsol che aveva dominato le prove con la pole di Dani Pedrosa e il warm up conquistato da Casey Stoner. Nessuno, però, poteva aspettarsi quello che è poi accaduto a quasi 5 minuti dal via della gara. Una moto bianca che prima scarta sulla destra e poi improvvisamente si mette davanti alle ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. Un corpo scivola e un casco che rotola via. La gara che si ferma, e tutti si accorgono che qualcosa di grave è successo. «Oddio, oddio...», l'esclamazione di Valentino Rossi al rientro ai box, dove era cominciata l'attesa per la notizia definitiva. Lì, le lacrime di Valentino - l'amico, il testimone diretto dell'incidente, forse anche l'involontario corresponsabile del colpo letale - dicono molto di più di qualsiasi parola.

Marco Simoncelli appare subito grave e la mente di tutto il paddock ritorna a quel giorno di settembre di un anno fa, dove per un analogo incidente perse la vita Shoya Tomizawa nella Moto2 a Misano, solo che allora la gara non fu fermata. Il pilota giapponese, quasi come Simoncelli, perse il controllo della sua Suter e fin sotto alle ruote dell'inglese Scott Redding e di Alex De Angelis. Per quanto differente sia la dinamica generale dell'incidente, la fine di Marco Simoncelli somiglia a quella del collega giapponese, investito anche lui da due colleghi. Lo sconcerto appare subito sul volto di Valentino Rossi che inizia a spiegare nervosamente la dinamica dell'incidente a tutti quelli che ha accanto nel box, per poi uscire con la testa tra le mani sussurrando «oddio, oddio». Marco Simoncelli, 24 anni, si è spento alle 16.56 (ora locale, le 10.56 in Italia) a Sepang, nel centro medico del circuito malese. Mentre si combatte con il dolore di questa perdita, in molti stanno analizzando cosa non è andato. Per l'imprevedibilità stessa dell'incidente, forse non ci sarà mai una risposta. Rimangono alcune polemiche sul piatto, generate in questa stagione, che riguardano anche la condotta di gara di Marco Simoncelli. Per i piloti spagnoli, Marco è sempre stato un ingombrante fastidio. Sin dai tempi della 250 con Hector Barberà e Alvaro Bautista, i duelli erano sempre finiti a favore di Marco, mentre i suoi avversari terminavano a terra.

Qualcosa del genere si è visto anche quest'anno, con l'irruenza di Simoncelli che spegneva i sogni mondiali di Dani Pedrosa per un sorpasso finito male (per lo spagnolo) poco prima della metà della gara. Da quel momento Simoncelli è stato richiamato più volte sia dalla direzione di gara che dai suoi colleghi, primo tra tutti Jorge Lorenzo. Il campione della Yamaha, ha spesso attaccato Simoncelli, giudicandolo uno troppo spericolato e arrivando a proporre la regola di non poter sorpassare se non in rettilineo. La provocazione di Lorenzo, certamente non è poi stata presa in considerazione, ma Simoncelli era in qualche modo temuto dai suoi avversari, mentre era un modello per i suoi colleghi della Moto2, come ad esempio Mattia Pasini e Raffaele De Rosa, con i quali aveva ottimi rapporti. L'incidente di oggi, comunque, mette i riflettori ancora una volta sulla questione sicurezza. «Alle volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport - le parole di Pedrosa - Sono cose che non dovrebbero succedere». Mentre si è riusciti a fare molto nelle infrastrutture, con l'ottenimento di via di fuga più ampie in tutte le piste dove si corre e l'arrivo di caschi e tute sempre più specifiche e protettive (anche grazie all'airbag), non si riesce a risolvere il problema dell'investimento. In casi come quelli di oggi e come quanto accaduto poco più di un anno fa a Misano con Tomizawa, non sembra esservi soluzione immediata da adottare, ma rimane solo la grande frustrazione per la perdita e il rimorso che i piloti coinvolti, Edwards e Rossi, possono portare con loro da oggi in poi.

L'AMICO: "VALE NON PENSA DI SMETTERE" »Vale non sta pensando assolutamente di smettere, mi dispiace che girino queste notizie false in momenti così«. Il messaggio su Twitter è di Alessio Salucci, l'amico di Valentino Rossi che lo segue in tutte le gare come assistente da sempre. Salucci smentisce dunque la voce che vorrebbe Rossi dire addio alla sua carriera dopo il tragico incidente a Sepang nel quale il campione di Tavullia è stato involontariamente coinvolto nell'investimento mortale dell'amico Marco Simoncelli. Una voce falsa, ribadisce ora Salucci. «Le speculazioni sull'idea che Valentino avesse pensato di chiudere in anticipo la sua carriera sono false», ha aggiunto Salucci. Valentino Rossi, amico di Marco Simoncelli, sempre via Twitter ieri sera aveva datto l'addio al «fratello minore Sic», ma non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo al tragico incidente di Sepang.

EDWARDS: "ADDIO AMICO MIO" Altri problemi fisici per Colin Edwards, uno dei due piloti coinvolti nel terribile impatto in cui è morto Marco Simoncelli. L'americano oltre ad aver riportato la lussazione della spalla sinistra subito dopo la caduta, si è anche fratturato entrambi i polsi. Lo dice lo stesso pilota statunitense su Facebook, inviando un messaggio all'amico scomparso. «È veramente triste assistere alla morte di un amico - scrive Edwards -. Mentalmente tengo duro, ma è stata davvero una tragedia. Dal punto di vista fisico, oltre ad una spalla lussata con interessamento dei legamenti, temo di essermi fratturato entrambi i polsi, mercoledì farò dei raggi-x per verificare. Sono triste per l'intera comunità MotoGP, il mio cuore è pesante per tutti coloro che sono coinvolti, dalla famiglia ai fan. Buon viaggio amico mio, ci mancherai».

LUTTO CITTADINO A CORIANO Rientrerà domani, probabilmente già nel primo pomeriggio, la salma di Marco Simoncelli, morto ieri nell'incidente al moto Gp di Sepang in Malesia. Il comune di Coriano, intanto, è in contatto con la famiglia del giovane pilota italiano per i funerali. Per il giorno delle esequie a Coriano sarà indetto il lutto cittadino.

L'AUTOPSIA Dovrebbe essere rimpatriata domani la salma di Marco Simoncelli, il pilota della Motogp, deceduto ieri a seguito del terribile incidente che ha coinvolto anche l'americano Colin Edwards e Valentino Rossi. La stessa Dorna, società organizzatrice del mondiale, avrebbe aiutato la famiglia Simoncelli nelle pratiche di rimpatrio. La salma di Simoncelli potrà partire tra poche ore dalla Malesia anche perchè l'autopsia è già stata effettuata, dunque non esistono più vincoli per il trattenimento a Kuala Lumpur.

LA CADUTA A SEPANG Quando il casco è volato via sull’asfalto di Sepang, un brivido ha squassato le spine dorsali di chi guardava la corsa, al motodromo o davanti alla tv. Marco Simoncelli è morto ieri nel Gp della Malesia. Il pilota romagnolo, campione del mondo 250 nel 2008, aveva 24 anni. Sembrava una banale scivolata in uscita di curva, ma «invece di proseguire verso l’esterno come sarebbe normale», ha spiegato in serata la Honda in un comunicato, «la gomma ha ritrovato aderenza» e la Honda Team Gresini di SuperSic ha piegato verso il centro della pista trascinandoselo dietro: nel mezzo della carreggiata Marco è stato investito dalla Yamaha di Colin Edwards e dalla Ducati di Valentino Rossi, che nulla hanno potuto fare per evitare l’impatto. Lo statunitense è caduto, mentre Rossi è riuscito a tenere in piedi la moto. Il casco è volato via, la corsa è stata subito interrotta, SuperSic è rimasto immobile sull’asfalto.
«Ha subito un grave trauma a testa, collo e torace - racconta Claudio Macchiagodena, responsabile medico della Direzione gara - quando l’abbiamo raggiunto era privo di conoscenza. In ambulanza è cominciata la rianimazione. Arrivati al centro medico, Simoncelli è stato intubato ma ogni tentativo è risultato vano e alle 16.56 (ora locale) abbiamo dovuto ufficialmente dichiarare la sua morte». Fatali «il trauma interno con versamento e la frattura delle vertebre cervicali». «Gli è passata una ruota sopra il collo», ha spiegato Giuseppe Russo, dello staff medico del Motomondiale. Forse quella della Desmosedici di Valentino. Mentre, infatti, Edwards impatta la schiena del romagnolo, Rossi pare investire l’amico alla base del collo.
Simoncelli era nato a Cattolica, ma viveva a Coriano (Rimini). Dopo un titolo europeo in 125, nel 2002 approda nel mondiale con l’Aprilia. Il primo successo nel 2004, in Spagna, poi il salto in 250 nel 2006, con la Gilera. Nel 2008 arriva il Mondiale. Nel 2010 il debutto nella MotoGp. (di Marco Pasciuti)

UN TRISTE DESTINO. Un destino beffardo spezza la vita di Marco Simoncelli a soli 24 anni. In un’anonima curva di Sepang, una di quelle che non fanno certo parte della storia della velocità, il riccioluto Sic scivola e su di lui piombano gli incolpevoli Edwards e Rossi. Un impatto tremendo. Devastante.
Il casco che vola via è un messaggio agghiacciante, i centauri senza elmetto hanno poche speranze. In pochi minuti gli occhi sbarrati dei colleghi diventano lucidi di lacrime. La dinamica finale dello schianto ha poca importanza, nessuno avrebbe potuto farci nulla: l’impatto era inevitabile e due moto sul corpo non perdonano. È vero, nel 1993 ad Assen ad una scena simile era sopravvissuto il campione del mondo Franco Uncini. Ma quello fu un caso. Irripetibile. Non ha invece avuto scampo lo scorso anno a Misano il giovanissimo Showa Tomizawa, travolto al curvone da Redding e De Angelis.
Oltre che simpatico, esuberante, spontaneo, altruista, Marco era conosciuto nel paddock per la sua grinta e la sua determinazione, era uno che non mollava mai e affrontava i rischi con coraggio. Tante cadute spettacolari, anche ad alta velocità, contatti ravvicinati che infiammavano i tifosi e le polemiche. Nel 2008 in 250 vinse al Mugello, ma Barbera nel tentativo di superalo in rettilineo finì a terra a 300 all’ora sfiorando il muretto. Quest’anno le discussioni con Pedrosa e Lorenzo che lo accusavano di guidare con troppa irruenza: veloce in prova a terra in gara. «Pensavo fosse invulnerabile», ha dichiarato commosso il suo amico-rivale Dovizioso riferendosi ai tanti incidenti di Marco. Per un pilota così esuberante, quella di ieri doveva essere un’innocua scivolata. La sorte, invece, aveva disegnato una traiettoria contorta e la Honda, con Simoncelli ancora attaccato sulla fiancata, ha attraversato la pista andando incontro alla tragedia.
A travolgerlo due dei piloti più esperti, campioni che insieme dieci anni fa vinsero con la Honda la 8 Ore di Suzuka. Valentino era anche un amico di Marco, il suo idolo: quando Sic a 15 anni esordì nel Motomondiale Vale era già campione del mondo della classe regina. Insieme si allenavano alla cava.
Dopo il secondo posto in Australia la scorsa settimana, Simoncelli era stato definitivamente designato l’erede di Rossi, ma questo resterà solo un sogno. (di Giorgio Ursicino)

LA DISPERAZIONE DELLA FIDANZATA. Anche ieri era ai box, come sempre. Ha visto l’incidente in tv, si è portata le mani alla faccia, in lacrime. Kate Fretti, la fidanzata di Marco Simoncelli, ha pensato che non fosse possibile davvero quello che stava succedendo.
Ventiduenne, di Bagnatica, provincia di Bergamo, stava insieme al motociclista da 5 anni. Accompagnava Marco in giro per il mondo, aiutandolo anche a gestire quel sito che avevano deciso di rilanciare proprio in questi giorni. A Sepang, era stato lui stesso a mostrare l’indirizzo poco prima del via: marcosimoncelli.it. «Erano sempre insieme, ormai da qualche anno» racconta la madre della ragazza. Ora resta solo un vuoto immane. Come la pagina bianca di quel sito che Kate e Marco avevano creato insieme. (di Mario Landi)

ALLARME SICUREZZA. Una tragica fatalità, un'altra morte in diretta in pista come in Formula 1 fu per Senna e Villeneuve. Marco Simoncelli a Sepang riaccende le polemiche sulla sicurezza dei circuiti. «Purtroppo il nostro sport è pericoloso» ammette Agostini. «A volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport» ribadisce Pedrosa, che a Simoncelli lo scorsa stagione tolse il saluto dopo il contatto al Gp di Francia. «Tutti i piloti che si cimentano nel motorismo sportivo - dice il team principal della Ferrari Domenicali - sono sempre esposti al rischio. Non bisogna mai abbassare la guardia ma dobbiamo sempre essere consapevoli che contro la fatalità non si può nulla». L'Italia piange colui che era considerato l'erede di Valentino Rossi. Una perdita grave per il motociclismo, ma lo è ancor più dal punto di vista umano. Allegro, generoso, solare, irruento, pilota che mordeva l'asfalto come pochi. Il suo passo dinoccolato, la folta capigliatura, l'accento romagnolo avevano conquistato tutti. Era il più alto del paddock, sotto di lui la moto sembrava piccola piccola. Eppure come pilota era spericolato, sempre al limite. Per Montezemolo è stato quello che per la F1 fu Villeneuve. «Mi aveva molto impressionato per la velocità, il talento e la grinta che aveva dimostrato quest'anno. Per queste qualità mi ricordava Gilles Villeneuve, ma il destino ha voluto accomunarli in un una maniera così tragica». Conosciuto in tutto il mondo Simoncelli era molto amato anche nel mondo del calcio (l'hanno voluto ricordare Totti, Sneijder, Iniesta, Giuseppe Rossi, Ramos). E il suo Milan lo aspettava la prossima settimana a Milanello. Messaggi anche dal rapper Jovanotti e da Fiorello. Piange lo stesso Dottore, che si è trovato suo malgrado coinvolto nell'incidente, anche se è riuscito miracolosamente a non cadere. «Oddio mio» ha detto rientrando ai box in lacrime, sentendosi sulla coscienza la morte del suo grande amico, anche se in realtà il colpo mortale non è stato della sua Ducati ma della Yamaha di Edwards. La tragedia si è consumata in un attimo. Al secondo giro Simoncelli è scivolato ma è rimasto aggrappato alla sua moto, che invece che all'esterno ha preso una traiettoria verso il centro pista, proprio nella direzione di Colin Edwards e Rossi. L'americano ha preso in pieno Simoncelli, il cui casco è volato via. Il corpo esanime dello sfortunato pilota romagnolo è rimasto sull'asfalto. Si è capito subito della gravità dell'incidente, bandiera rossa e gara subito annullata. Immediati i soccorsi ma nonostante il prodigarsi dei medici della Clinica Mobile, non c'è stato nulla da fare. I sanitari hanno spiegato che Simoncelli è giunto in arresto cardiocircolatorio. La dinamica dell'incidente è molto simile a quella di Misano, in Moto2, dell'anno scorso, con Alex De Angelis e Scott Redding, che falciarono incolpevolmente il giapponese Tomizawa già caduto. Prima di questo maledetto Gp della Malaysia il giapponese era l'ultimo pilota morto in pista nel motomondiale. Un altro pilota italiano morto in pista 38 anni dopo Renzo Pasolini (nel '73 morì a Monza in una carambola con Saarinen), 28 anni dopo quello analogo ad Assen di Franco Uncini: lui per fortuna si salvò (venne investito dalla moto di Gardner e il casco gli volò via) e oggi è responsabile della Commissione sicurezza dell'Irta. La morte di Simoncelli è stato uno choc, e non solo per il motociclismo. Un minuto di silenzio è stato osservato nel calcio su tutti i campi della serie A, e le squadre sono scese in campo con il lutto al braccio. «Correvamo insieme da quando eravamo bambini - dice Andrea Dovizioso, un altro suo grande amico -. L'ho visto cadere tante volte senza farsi male, quasi fosse invulnerabile». «Oggi tutto questo è surreale» dice Biaggi. «La morte di Marco è una perdita enorme per tutto lo sport italiano» dice il sottosegretario Crimi. «Per tanti giovani italiani - scrive il ministro Meloni - è stato uno dei più significativi esempi di correttezza e passione sportiva».

MORTO SIMONCELLI, LA MADRE: "NON PIANGETE PER MARCO"
Lunedì 24 Ottobre 2011 - 12:47
ROMA - "Non piangete per lui, Marco non avrebbe mai voluto vedervi piangere". La mamma di Marco Simoncelli si rivolge ai tifosi del Sic, ancora sotto choc per la morte del pilota. Parole di dignitoso dolore che fanno salire il magone in gola. Non piange, mamma Rossella. Stringe le mani a chi le esprime il proprio cordoglio, le labbra serrate, lo sguardo spento, niente lacrime. È l'ultimo gesto d'amore per quel figlio solare ed esplosivo, che la vita le ha sottratto troppo presto, nell'assurdo incidente di Sepang.

Accanto a lei, papà Paolo. Tutto il mondo l'ha visto, ieri a Sepang, con le mani tra i capelli, disperato, guardando il figlio a terra al centro dell'asfalto, immobile. E poi c'è Martina, la sorella di Marco, il suo silenzio carico di dolore. C'è Kate, la ragazza del pilota, con gli occhi spezzati dal pianto. C'è l'abbraccio ideale dell'amico Valentino Rossi, che Marco l'aveva visto crescere.

Ci sono, anche, i tifosi del Sic, che si sono stretti attorno alla famiglia: messaggi, dichiarazioni d'amore per il proprio beniamino, lacrime. Le stesse che adesso mamma Rossella chiede di non versare, perchè "Marco non avrebbe mai voluto vedervi piangere".

MANCHESTER CITY, TEVEZ MULTATO DI 1 MLN DI EURO
Mercoledì 26 Ottobre 2011 - 10:02
Ultimo aggiornamento: 10:04
MANCHESTER - Il Manchester City ha inflitto una maxi multa da un milione di sterline per Carlitos Tevez, colpevole di essersi rifiutato di entrare in campo nel match di Champions League contro il Bayern Monaco. La società ha comunicato che all'argentino, che percepisce 250.000 sterline a settimana, verranno decurtate quattro settimane di stipendio, vale a dire 1,15 milioni di euro. Tevez, il cui comportamento era stato criticato più volte dalla società, non ha più giocato da quell'episodio. Lui si è giustificato dicendo che si fosse trattato di un malinteso con Mancini

L'UDINESE SCAPPA DA SOLA. BENE ATALANTA E SIENA
Domenica 23 Ottobre 2011 - 17:19
Ultimo aggiornamento: 18:13
UDINE - Ormai non è più una sorpresa, l'Udinese 'passeggia' sul Novara vincendo 3-0 e si porta da sola in testa alla classifica. Tutto troppo facile per gli uomini di Guidolin, che sbloccano con Di Natale per poi raddoppiare con Domizzi su calcio d'angolo. Nella ripresa ancora Di Natale chiude la partita, diventando il capocannoniere della Serie A con sei reti. L'Atalanta conferma di essere una delle squadre più in forma, vincendo 2-1 al Tardini di Parma. Decisiva la doppietta di Moralez, inutile il gol di Valdes per il Parma. Vittoria del Siena nello scontro salvezza con il Cesena fanalino di coda del campionato. Nel primo tempo apre Gonzales e nella ripresa chiude i giochi Calaiò.

LECCE-MILAN 3-4: BOATENG GUIDA LA RIMONTA -VIDEO
Lunedì 24 Ottobre 2011 - 07:16
di Luca Uccello
MILANO - Un tempo per andare all’inferno, un altro per uscirne: destinazione paradiso. Il tutto grazie a una spettacolare tripletta di Kevin Prince Boateng, uno dei più criticati nell’ultimo periodo. Un tempo per inginocchiarsi davanti al Lecce, capire che per vincere bisogna correre, avere muscoli, ma anche la qualità. Altri 45 minuti, i secondi, per rivedere il vero Milan, quello visto col Palermo e perché no, quello di Champions. Al Via del Mare come ad Istanbul col Liverpool, ma a parti ribaltate. Dal 3-0 per il Lecce al 3-4 per il Milan firmato Mario Yepes: «Sono felice, la prima rete rossonera, tre punti importantissimi».
Punti arrivati quando Allegri ammette l’errore e cambia: al 45’ fuori Robinho e Ambrosini, dentro Aquilani e, soprattutto, Kevin Prince Boateng, l’uomo dell’incredibile rimonta: ne fa tre in 14 minuti, gli stessi segnati in tutto il campionato scorso. «Vittoria incredibile, tre punti importantissimi. La Juventus è ancora al comando ma noi siamo li e vogliamo riprenderla (ora è a -2, ndr) - spiega alla fine il ghanese -. Adesso mi porto a casa il pallone e gli trovo un bel posto. Dedico questa giornata a mio figlio. Cos’avevo? Avevo un problema al ginocchio, così Allegri ha voluto darmi un po’ di riposo, poi ha visto che le cose non andavano bene e mi ha messo dentro. Le critiche? Non mi interessano, io guardo avanti».

SIMONCELLI, ROSSI: "MARCO NEL CUORE MA NON SMETTO"
Lunedì 24 Ottobre 2011 - 16:55
ROMA - Io non smetto. Non lo grida, Valentino Rossi, all'indomani del giorno del dolore. Troppo deboli le forze per reagire così, con uno scatto d'orgoglio., Ma bastano le parole dell'amico Alessio Salucci, sua ombra sui circuiti di tutto il mondo, per spazzare via i dubbi. «Valentino è scosso, ma dispiace che in queste ore si diffondano voci false sulla sua voglia di mollare tutto», il messaggio su Twitter, prima di tornare a casa. Voci nate dal silenzio del campione di Tavullia, fino al saluto di ieri, sempre sul sociale network, al «fratello minore Marco», amico di moto e di spensieratezza. Con lui oggi Valentino ha intrapreso il triste viaggio di rientro, tutti e due ancora insieme sullo stesso volo. Anche Rossi si è imbarcato sul volo della Malaysian Airlines atteso domattina all'aeroporto di Fiumicino, sullo stesso aereo c'è la salma di Marco Simoncelli. È uno spazio angusto quello dei voli intercontinentali, anche se si viaggia in business.

La sensazione di essere soli, anche se si è stretti accanto a tanta gente mai vista. Accade di rado, però di incontrare sconosciuti su questi voli. La popolazione del paddock si muove in massa, tra economy e business, sul volo di Rossi ci sono molti tra meccanici e manager e ci sarà anche Paolo Simoncelli e la fidanzata di Marco, Kate. La sensazione è strana, quella di essere insieme anche per questo ultimo volo. Dopo l'atterraggio ci saranno destinazioni separate. Marco e i suoi familiari andranno a Coriano, dove il Comune dichiarerà il lutto cittadino nel giorno del funerale. Valentino andrà a ritirare i suoi bagagli e tornare verso la sua Tavullia, in attesa dei funerali. Viaggiare nella notte, però, acuisce i pensieri. Certo, ci sarà il conforto di volare con Marco. Magari i pensieri e i ricordi renderanno reale l'impressione di averlo ancora accanto. Valentino e Marco utilizzavano spesso gli stessi voli, come una famiglia allargata c'era anche Paolo Simoncelli, a scherzare o a giocare a carte, come nel bar sotto casa. Il romagnolo e il pesarese, divisi nella geografia da un confine regionale e da pochi chilometri, hanno sempre parlato la stessa lingua, fatta di motori, di giochi, di pareri sulla guida e battute. Le quasi 20 ore di viaggio trascorreranno lente, nella rincorsa del giorno che Valentino vedrà domani a Fiumicino. Sarà il volo del dolore per Paolo Simoncelli, le ore dell'attesa per la mamma di Marco, che è a casa e che ancora aspetta il ritorno del suo ragazzo, sarà difficile per Martina, la sorella dello sfortunato pilota, tornare a sorridere, come quando il fratello tornava a casa da una trasferta lunga.

Sarà il momento per Rossi di ragionare e di elaborare una tragedia enorme, una di quelle che fanno crollare le certezze anche ad un uomo di 31 anni come lui. Il terribile schianto di ieri, il fermo immagine con la ruota della Ducati di Rossi che investe l'amico, poi il rientro ai box con quell' 'oddio, oddiò espliciti, e le lacrime non trattenute. In tanti hanno pensato, forse capito, che Rossi non ce la facesse più, che non reggesse al dolore al punto da poter tornare in pista. Ma il campione di Tavullia non è mai scontato, impulso e ragione vanno di pari passo nella vita così come in sella ai suoi bolidi. Mentre l'amico di sempre Alessio Salucci, scrive su Twitter, che Rossi non vuole ritirarsi, Valentino nel suo ultimo post sul social network, pubblica una foto di un bel duello con Marco. La didascalia di Rossi è: «Io me lo ricordo cos , Misano 2011, gran bagarre!». Insieme fino all'ultimo, senza mai smettere di spingere a manetta in pista e fuori.

PALLONE D'ORO, DI NATALE È L'UNICO ITALIANO IN LIZZA
Martedì 25 Ottobre 2011 - 12:14
Ultimo aggiornamento: 12:17
UDINE - Un italiano torna nella lista dei 50 candidati al Pallone d'oro. L'uomo in questione è Totò Di Natale, bomber dell'Udinese, che risulta come unico calciatore italiano in lizza per il riconoscimento. Ad annunciarlo è il sito dell'Udinese con un comunicato: «Ennesimo attestato di prestigio per Antonio Di Natale! Il capitano e bandiera bianconera, due volte capocannoniere della Serie A e al momento in testa ai bomber anche per la stagione 2011/2012, è stato inserito nella lista dei 50 "papabili" al Pallone d'Oro 2011». La nota della società punta sul fatto che Di Natale sia l'unico giocatore italiano in questa lista, che verrà scremata a novembre, mentre a dicembre verranno resi noti i tre finalisti.

I CANDIDATI Tra i 50 nomi ci sono ben nove giocatori del Barcellona: Messi, Iniesta, Xavi, Fabregas, Piquè, Puyol, Villa, Alves e Abidal ;cinque del Real Madrid: Casillas, Xabi Alonso, Cristiano Ronaldo, Ozil e Khedira e quattro del Bayern Monaco: Schweinsteiger, Lahm, Gomez, Mueller, Ribery, Robben. Dell'Inter ci sono Snejider e Forlan, oltre ad Eto'o che è passato all'Anzhi.

FONTE: Leggo.it
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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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