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Le schede di B/=\S: Jorge Luiz 'JORGINHO' FRELLO

Pubblicato da andrea smarso lunedì 8 agosto 2011 22:22, vedi , , , , , , , | Nessun commento

Data di nascita:20/12/1991
Luogo di nascita:Brasile
Nazionalità:Brasiliana e italiana
Ruolo:Centrocampista
Altezza:180 Cm
Peso:65 Kg
Posizione:

Carriera da giocatore:

 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Hellas Verona2012-2013B-- 
Hellas Verona2011-2012B312 
Sambonifacese2010 - 20112^ Div.0311
Giovanili Hellas VeronaFino al 2010--- 

News e curiosità:

Il giovane prodotto del vivaio gialloblù porta un soprannome importante: 'JORGINHO' era infatti anche il nickname del più famoso Jorge Amorim CAMPOS ala destra dei verdeoro campioni del mondo nel '94 e protagonista nel FLAMENGO in Germania ed in Giappone con dieci vittorie in campionato.
Di lui si è detto fin'ora un gran bene e nella stagione scorsa, dopo un'annata con la Beretti scaligera (ed un prestito al SASSUOLO per disputare un Torneo Viareggio), ha potuto misurarsi con un campionato duro come la Seconda Divisione nella SAMBONIFACESE scendendo in campo per 18 volte e andando anche in gol contro il CASALE a metà Novembre dell'anno scorso.
Con i rossoblù di VALIGI disputò una bella partita al 'Bentegodi' dove la SAMBO umiliò i gialloblù schierati malissimo da GIANNINI.
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Jorge Luiz Frello
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Caratteristiche tecniche
Giocava come centrocampista difensivo.

Carriera
- Club
Ha giocato per una stagione in Lega Pro Seconda Divisione nelle file della Sambonifacese.
Ha fatto poi il suo esordio in Serie B nelle file del Verona il 4 settembre 2011.
- Nazionale
Possiede un passaporto italiano in quanto il trisnonno paterno era di Lusiana.[3] Ha scelto in seguito di giocare con la Nazionale italiana, e il 16 ottobre 2012 il CT Devis Mangia lo ha convocato tra le file degli azzurrini.

FONTE: Wikipedia.org


02.04.2013
Non solo Cacia. C'è anche Jorginho tra i Top della B
LA CORSA ALLA A. L'attaccante sul trono dei cannonieri cadetti. Il baby regista guida la classifica dei passaggi riusciti davanti a Magnanelli del Sassuolo e Budel del Brescia: «Il Milan lo vuole, ne riparleremo a fine campionato»
Ha solo vent'anni ma ha la stoffa del leader. Basta vederlo prima della partita, quando abbraccia tutti i compagni, uno a uno. Per caricarsi, per caricarli. Trisnonni italiani, genitori brasiliani, Jorginho è un punto di riferimento nello scacchiere tattico di mister Mandorlini, il valore aggiunto di un Verona che viaggia verso la serie A. Nelle classifiche di rendimento della serie B non c'è solo Daniele Cacia che ha già realizzato 18 reti e divide il trono dei bomber con Sansovini, Ardemagni e Zaza. Il giovane regista gialloblù guida la graduatoria che tiene conto dei «passaggi riusciti».

Nelle prime 32 giornate di campionato ne ha messi insieme ben 2120, 85 nella sfida con la capolista Sassuolo. Nessuno ha fatto meglio di lui nell'ultimo turno di campionato e neppure nell'arco del torneo. Alle spalle di «Giorgio» due veterani come Magnanelli, capitano del Sassuolo, fermo a quota 2092 e Budel del Brrescia con 2032 passaggi riusciti. Lontanissimi tutti gli altri, in quarta posizione, a sorpresa, spunta un altro gialloblù: Fabrizio Cacciatore. Più staccati Galardo del Crotone, Longhi del Sassuolo e Valdfiori dell'Empoli. Sono numeri che confermano la grande crescita di un ragazzo che interpreta nel miglior modo possibile il ruolo del centrocampista moderno, bravo non solo davanti alla difesa ma anche da interno nel centrocampo a tre - a destra o a sinistra non cambia - capace di adattarsi anche quando il tecnico decide di giocare con due uomini in mezzo al campo com'è successo nell'ultima mezz'ora al Braglia o nella felice rimonta con il Crotone.

Un campionato da protagonista, su Jorginho sono stati puntati non solo i riflettori di Devis Mangia, il ct dell'Under 21 è pronto a convocarlo in Nazionale dopo la sua decisione di acquisire anche il passaporto italiano, ma di grandi club italiani e stranieri. L'Arsenal ha già bussato alla porta di Setti e Sogliano ma si è accesso un derby anche tra Milan e Inter con i rossoneri in pole position nella trattativa visti i buoni rapporti tra Galliani e i dirigenti di Via Torricelli. Nei giorni scorsi il procuratore di Jorginho, Joao Santos, è stato in Italia e ha incontrato il diesse scaligero. «L'interesse del Milan nei confronti del giocatore c'è ma non c'è ancora nessun accordo - ha detto l'agente brasiliano ai microfoni di MilanNews.it -. Sono tante le grandi squadre che lo vogliono». Solo pretattica o dichiarazioni mirate per alzare la posta in palio. «Io credo - ha aggiunto - che qualcosa possa muoversi a maggio. Lì si potrà fare qualcosa, iniziare a definire le trattative. A oggi, però, non abbiamo nessun contratto con altre squadre».

Un segnale distensivo per non turbare la volata finale dell'Hellas. Il Verona si sta giocando la possibilità di andare direttamente in A, meglio parlare più avanti del mercato. Oltretutto Joao Santos rappresenta anche gli interessi di Martinho, un altro pezzo pregiato, arrivato in riva all'Adige con la formula del prestito con diritto di riscatto dal Catania. Il brasiliano ha tanti estimatori in Italia ma negli ultimi tempi si sono fatti vivi anche gli osservatori inglesi del Fulham. Anche per Martinho, però, Joao Santos alza uno scudo protettivo. «Ne riparleremo a maggio», taglia corto. D'altronde le prestazioni dei singoli gialloblù si riflettoni anche sulle classifiche generali del campionato cadetto. L'Hellas infatti comanda la graduatoria che tiene in considerazione i passaggi riusciti, con percentuale che supera il 67 per cento, merito anche della cura maniacale che mister Mandorlini dedica alla manovra collettiva. I gialloblù sono al secondo posto per la supremazia territoriale - il parametro tiene conto di quanto tempo una squadra sta nella metà campo avversaria - alle spalle del Sassuolo e anche per il possesso palla, sempre dietro gli emiliani. Anche i numeri non hanno dubbi sulle squadre migliori della B.
Luca Mantovani

14.02.2013
Jorginho scomoda le grandi d'Europa. Milan in vantaggio
UN PEZZO DA 90. Sul centrocampista anche lo Zenit San Pietroburgo. Sabato è stato osservato dagli emissari di Ferguson per il Manchester. Ma ci sono anche Arsenal e lo Shakhtar. E pensare che «costò» 35mila euro...
Prendeva il minimo sindacale. Mille e trecento euro al mese in C2, più altri mille ogni dieci presenze. I famosi bonus, quelli che vanno tanto di moda oggi. Cento euro a gettone, tremila in tutto il campionato, che Jorginho all'epoca avrebbe volentieri barattato con una macchina usata. L'aveva chiesta alla Sambonifacese tramite il suo agente Joao, lo stesso di Rafael. Bastava una piccola, magari pure ammaccata, giusto per non dover sempre prendere il treno a San Bonifacio o chiedere un passaggio per venire a farsi un giro a Verona. Il Manchester United non conosce nelle pieghe la storia di Jorginho, è solo passato dal Bentegodi per capire quanto bravo sia davvero questo ragazzo finito sulla bocca di mezza Europa. Una, due, tre volte. Non può essere un caso. Gli uomini di Sir Alex Ferguson non si muovono mai a caso. Così come tutte le altre big. Milan e Arsenal in testa.

COME UNA FAVOLA. Jorginho arrivò poco più che bambino in Italia, uno dei tanti di uno dei tantissimi viaggi verso l'eldorado del calcio. Le strade in questi casi sono due: o emergi o rimpiangi persino di essertene andato di casa. Uno su mille ce la fa. Ed già è tanto. La via a Giorgio la suggerì Alessandro De Blasi, imprenditore appassionato di calcio che ben conosce le rotte brasiliane, dove ama scovare talenti. Nel mazzo c'erano fra gli altri Emerson, un altro passato dall'Hellas, ma anche Ronaldo Pompeu, piazzato all'epoca al Mantova e finito a gennaio dal Grosseto al Catanzaro. Il crack però era Giorgio. Il Verona lo portò a casa per trentacinquemila euro, pensando al futuro e senza guardare a quelle casse societarie desolatamente vuote. Il resto è venuto facile, bastava dargli il pallone. Dai primi vagiti col Verona di Remondina alla Sambonifacese e a quel 20 ottobre di tre anni fa in Coppa Italia, quando Jorginho con la maglia numero dieci sulle spalle fece girare a vuoto l'Hellas di Beppe Giannini. Finì 5-2 al Bentegodi, ma per la Sambo.

VENTO DELL'EST. Il ragazzino dalle gambe esili adesso domina la serie B. Giorgio è primo assoluto nella classifica dei passaggi riusciti, in tutto 1.546 e 108 solo col Cittadella. Regista di ghiaccio, un brasiliano-europeo che ha attirato mille occhi sul Bentegodi. Classe e freddezza, il massimo se vuoi puntare sul sicuro. Jorginho ha estimatori anche in Russia, uno di quei mercati che può far saltare il banco in ogni istante. «Vengo, firmo un bonifico e porto a casa», il teorema dei miliardari dell'Est tanto simpatici a chi ha un buon prodotto da vendere. Lo Zenit di San Pietroburgo ci aveva fatto un pensierino, così come la Dinamo Kiev. Per non parlare dello Shakhtar Donetsk, popolata da giovani brasiliani di grande talento. La Russia è una pista secondaria, possibile ma non attualissima.

DIAVOLO AL POTERE. Jorginho piace tanto al Milan. Piace da sempre ad Allegri. Il Verona e il Diavolo ne hanno parlato anche a pranzo di recente, con Devis Mangia seduto allo stesso tavolo. Il gradimento è altissimo. Nell'idea del Milan c'è uno scheletro di squadra molto giovane da mettere in piedi in fretta. Una ricostruzione già cominciata con gli acquisti di Bartosz Salamon per la difesa e Riccardo Saponara per la zona avanzata. Al mosaico potrebbe aggiungersi presto Simone Zaza, attaccante della Samp in prestito all'Ascoli. Il cerchio lo chiuderebbe proprio Jorginho, centrocampista totale già visto e rivisto dagli osservatori di un Milan deciso a prendersi i migliori '91 in circolazione. Due li ha già, gli altri due sono da tempo nel mirino. Eppure Jorginho poteva essere altrove già da un bel po'. Luciano Bruni, vice di Remondina in Lega Pro, lo segnalò alla Juve di cui stava allenando la Primavera. Non lo ascoltarono, il fascicolo di Giorgio passò da tante scrivanie senza mai essere preso davvero in considerazione. «Meglio per l'Hellas», dice ancora oggi Bruni. Meglio per tutti, perché la serie A passa anche dai suoi piedi. Il Manchester United, per ora, può solo guardare e prendere appunti.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


SERIE A
Milan, il Psg vuole soffiare Jorginho a Galliani
07.02.2013 18.25 di Arturo Minervini
E' un affare ormai noto. Il Milan vuole trovare un accordo con l'Hellas Verona per Jorginho, centrocampista classe '91 che rappresenterebbe un nuovo tassello nel progetto giovani rossonero. A guastare i piani di Adriano Galliani, però, potrebbe essere il Paris Saint Germanin, intenzionato a regalare un nuovo rinforzo di qualità ad Ancelotti. Questi gli aggiornamenti sulla questione di Alfredo Pedullà, che sul suo blog scrive:
"Il Milan è forte su Jorginho, centrocampista del Verona di grande prospettiva, ma il Paris Saint Germain intende anticipare. Confermato quanto vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi: la missione europea dell'agente di Jorginho prevede diverse tappe, Parigi in primo piano. Molto interessato Leonardo che apprezza Jorginho. La valutazione, tra i sette e gli otto milioni, può salire. E un'eventuale asta metterebbe in difficoltà il Milan che non smette di pensare al centrocampista".

SERIE A
Milan, ag. Jorginho: "Pronto a dire si, ma piace a molti club"
07.02.2013 15.45 di Simone Bernabei
L'agente del talento del Verona Jorginho, Joao Santos, fa chiarezza sulla situazione del suo assistito ai microfoni di MilanNews.it:

Joao Santos, è vero che il Milan avrebbe bloccato Jorginho?
"Finora nessuno del Milan ha parlato con me. Io posso dire che abbiamo un contratto col Verona. Detto questo io intorno al 23 sarò in Italia e se c'è qualcosa ne parleremo".

Immagina Jorginho in Serie A il prossimo anno?
"Questo è sicuro, Jorginho il prossimo anno giocherà in Serie A, anche perché il Verona sarà certamente promosso. Se poi allude al Milan bisognerebbe chiedere a Sogliano, ma ovvio che se ci fosse un'offerta dei rossoneri il ragazzo avrebbe tutto l'interesse ad accettare".

Possiamo dire che Jorginho andrebbe di corsa al Milan?
"Questo no, perché ci sono tante grandi squadre che lo vogliono, hanno fatto dei sondaggi. Certamente avrebbe piacere a giocare nel Milan ma ripeto in molti gli hanno messo gli occhi addosso".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


25.01.2013
Spunta l'Arsenal. Anche i Gunners vogliono Jorginho
L'ASTA CONTINUA. Sky riprende la voce che rimbalza dal Regno Unito. La conferma arriva da giornali e televisioni londinesi «Il ragazzo piace, Wenger lo sta seguendo da tempo». Ma Setti incontra a pranzo i dirigenti del Milan
A nord di Londra di Jorginho si parla da un paio di settimane ormai. Gli occhi dell'Arsenal si sono posati su Giorgio da un bel po'. Hanno visto e registrato tutto. L'indiscrezione di Sky Sport di queste ore non ha fatto altro che aggiungere un altro tassello e completare il mosaico. Ai desideri di mezza serie A si sono aggiunti quelli di Arsène Wenger, manager dei Gunners e di un progetto che ha sempre messo i prospetti di talento davanti a tutto anticipando quasi sempre la concorrenza. Per la verità a ventun anni Jorginho bambino non lo è più, all'Arsenal sono abituati a partire molto più in anticipo. Fabregas a vent'anni era vecchio e quasi capitano, Walcott a 23 sembra un veterano vicino ai quaranta.

ALLA CORTE DI ARSENE. Nella rosa dell'Arsenal tanti giocatori appena maggiorenni e già consacrati al calcio d'élite. Un modello unico in Europa. «Il ragazzo piace all'Arsenal», confermano in Inghilterra, dove attorno al calciomercato le luci si accendono solo quando dietro una voce si nasconde un po' di verità. Nessuno Oltremanica ama inseguire piste false. L'Arsenal è in questo momento fra i club più attivi, uno dei pochi a poter spendere davvero dopo aver stretto la cinghia e costruito lo spettacolare Emirates, un gioiello da 66mila posti ed un sold out garantito per le partite di Premier, di Champions, di FA Cup e di Coppa di Lega. Tutto esaurito sempre. Come essere nel salotto di casa propria, con seggiolini imbottiti e la fermata della metropolitana (Arsenal, ovviamente) che ti lascia quasi davanti allo stadio. «Abbiamo i soldi per prendere Cavani», disse giorni fa Wenger, giusto per far capire all'Europa che l'Arsenal vuole tornare quello dei tempi di Adams, Henry, Vieira e Bergkamp che vinse tutto negli anni Duemila. «La pista è viva», dicono i siti e i giornali in Inghilterra, decisi a seguire il sentiero che conduce a Verona.

L'ITALIA E SAN BONIFACIO. L'Arsenal ha già fatto la spesa in Italia, anche se è naturalmente la Francia il mercato estero prediletto da Wenger. Nel 2005 toccò ad Arturo Lupoli, preso dal Parma dove aveva segnato una caterva di gol negli Allievi Nazionali insieme a Giuseppe Rossi che proprio quell'estate firmò per il Manchester United. Cinque anni fa Wenger scippò all'Atalanta un giovanissimo Vito Mannone, adesso secondo portiere in prima squadra alle spalle di Wojciech Szczesny. Curioso l'intreccio con Verona e in particolare con San Bonifacio, che ha visto muovere i primi passi di Jorginho professionista. Il Trofeo Ferroli, vetrina fra le più importanti d'Europa, incoronò al Tizian nel 2007 sia Szczesny come miglior portiere che Jack Wilshere come miglior giocatore, ora titolare inamovibile dell'Arsenal e della nazionale inglese a ventun anni appena compiuti.

FAVOLA PURA. L'Arsenal si aggiunge a Napoli, Lazio, Inter, Milan e Fiorentina, tutte attente a monitorare uno dei ragazzi più bravi della B titolare in un ruolo fra i più difficili come quello di centrale di metà campo. Anche il vento del mercato soffia alle spalle di Jorginho. L'Italia non vuole più lasciarsi soffiare sotto il naso le sue giovani stelle. Proprio il Diavolo sta provando ad accelerare, come confermerebbe l'incontro di ieri a pranzo fra Ariedo Braida e Maurizio Setti alla presenza anche di Devis Mangia, commissario tecnico dell'Under 21 che ha già convocato Jorginho in occasione dell'amichevole di Siena con la Spagna. L'asta è aperta, a suon di milioni. E pensare che Jorginho al Verona è costato appena trentacinquemila euro, arrivato in Italia insieme a tanti altri ragazzini brasiliani con la voglia di sfondare ma senza nessuna certezza di riuscirci. Una favola, dal primo provino all'Istituto Salesiani ai primi passi con l'Hellas, molti dei quali contornati da fischi e perplessità. «Dove volete che vada uno così, peserà sì e no quaranta chili», urlava qualcuno dalle tribune del Bentegodi. Le grandi d'Italia non la pensano così. E nemmeno Wenger.
Alessandro De Pietro


25.01.2013
Il suo gol con il Modena imperversa sui siti inglesi
Il video del gol al Modena sta facendo il giro dell'Inghilterra. Giornali, siti internet specializzati e forum parlano di Jorginho. Express.co.uk, portale del Daily Express, conferma come l'Arsenal si sia già messo in moto. «Jorginho è stato l'ultimo giocatore ad aver catturato l'attenzione di Wenger, che deve prendere un centrocampista prima della chiusura della finestra di gennaio», scrive Charles Perrin, evidenziando il rendimento sempre molto alto di Jorginho in questi mesi di campionato con l'Hellas ma anche l'interesse di Wenger per Mohamed Diame del West Ham. Una trattativa però saltata proprio ieri pomeriggio, vista la volontà di Diame di voler restare al West Ham, come riportato dal Dailymail online qualche ora dopo. «Il Verona vuole sei milioni di sterline per lui», prosegue Perrin, che nell'articolo riporta anche un'offerta di 3.3 milioni di euro della Lazio.

Anche Arsenalnews.co.uk sottolinea la necessità per il club di «dover acquistare qualcuno in mediana per gli infortuni di Arteta e Diaby» ma pure un po' di diffidenza sull'arrivo di Jorginho a breve: «Alla fine del mercato mancano pochi giorni, improbabile che avremo qualcosa da festeggiare alla fine». Fra i primi a riprendere la notizia di Sky Sport è stato il portale 101greatgoals.com, che nel servizio ha inserito quattro minuti di sintesi di Hellas-Modena chiusi dal 3-1 di Jorginho con tanto di voce di Roberto Puliero come nella radiocronaca originale di RadioVerona. Il portale mostra una certa reticenza di fondo nei confronti del presunto corteggiamento dell'Arsenal, ma riconosce come «a Wenger piaccia prendere giocatori giovani da affinare e far crescere. Proprio come può essere Jorginho», legato al Verona da un contratto fino al 2016 e puntualmente blindato da Sean Sogliano, almeno fino a giugno. La notizia è stata ripresa ieri a metà mattinata anche da newsnow.co.uk, nella sezione dedicata all'Arsenal, di media una notizia pubblicata ogni due minuti all'indomani del 5-1 al West Ham nel recupero di campionato.
A.D.P.

FONTE: LArena.it
Under 21, convocato Jorginho
Postata il 09/11/2012 alle ore 20:42
Prima chiamata per il centrocampista italo-brasiliano: il c.t. Mangia lo ha convocato per l'amichevole contro la Spagna in programma martedì a Siena
Prima convocazione in Nazionale per Jorginho. Il centrocampista gialloblù è stato chiamato dal c.t. Devis Mangia per l'amichevole che l'Italia Under 21 disputerà martedì a Siena contro la Spagna. La squadra si radunerà domenica entro le ore 12.30 a Siena, a esclusione dei giocatori impegnati con il club di Serie A che si aggregheranno al termine delle partite.

Ecco l'elenco dei convocati "Under 21".
Portieri: Bardi (Novara), Colombi (Modena), Perin (Pescara).
Difensori: Barba (Grosseto), Caldirola (Cesena), Capuano (Pescara), De Sciglio (Milan), Donati (Grosseto), Frascatore (Sassuolo), Romagnoli (Pescara), Sampirisi (Genoa).
Centrocampisti: Baselli (Cittadella), Florenzi (Roma), Luiz Jorge Frello "Jorginho" (Verona), Insigne (Napoli), Marrone (Juventus), Sala (Amburgo), Saponara (Empoli), Viviani (Padova).
Attaccanti: De Luca (Atalanta), Gabbiadini (Bologna), Immobile (Genoa), Longo (Espanyol).
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Ora l'azzurro. Sono matti se non lo chiamano...»
02/11/2012
Un plebiscito per Jorginho. Tutti puntano su di lui, molti erano sicuri che prima o poi sarebbe diventato quel che è ora. Luciano Bruni, vice di Gian Marco Remondina, l'aveva consigliato alla Juve ai tempi in cui allenava la Primavera bianconera. «Era facile prevedere un grande futuro per uno così - racconta l'ex centrocampista dello scudetto gialloblù -, aveva appena giocato il Viareggio col Sassuolo quando lo segnalai alla Juventus. Il suo nome finì su molti tavoli, ci fu tanta “burocrazia” fra osservatori e dirigenti. E Jorginho restò al Verona. In fondo è stato meglio così». Ottenuta la cittadinanza italiana, Jorginho è diventato un potenziale convocato anche di Devis Mangia, tecnico dell'Under 21. «L'ho visto, so quanto vale - ha detto durante il derby con il Padova -. Ha qualità, ma la precedenza l'aveva il vecchio gruppo. Di sicuro Jorginho è uno di quelli che tengo maggiormente sott'occhio».

Impressionato del suo rendimento è rimasto anche Daniele Cacia, superbomber dell'Hellas. «Lui per me è il vero leader del Verona - ha ammesso l'attaccante gialloblù -, insieme a Laner. Jorginho è uno che sputa sangue ad ogni allenamento, che dà tutto ogni giorno, che sa abbinare doti tecniche a generosità e ad un impegno sempre totale. Un ragazzo giovane ma è un esempio per tutti». Non ci ha messo molto ad intuire il suo valore Andrea Mandorlini.

«Per me è un figlioccio, lo guido ad ogni allenamento - ammette il tecnico gialloblù - perché so quanto può dare e crescere ancora. Continui così». Non ha dubbi Riccardo Prisciantelli, che prese Jorginho quando era il responsabile del settore giovanile del Verona: «Aspetto solo la maglia della Nazionale, gliel'ho già detto - sorride l'ex ds del Verona -. Sono dei matti se non lo chiamano. I suoi margini? Tanti. Lui continua ad apprendere, calcisticamente è molto intelligente. Il fisico è l'unica sua lacuna. Quando arrivò all'Hellas c'era un preparatore che si dedicava solo a lui per rafforzarne la muscolatura. Ma lui ha questa conformazione. Avesse qualche chilo in più sarebbe come Andrea Pirlo».
A.D.P.

Jorginho sul trono. L'alunno «modello» decolla con l'Hellas
QUANTI APPLAUSI. Da poco è diventato italiano, è nel mirino dell'Under. È costato trentacinquemila euro, ora vale molto di più «Arrivare a Verona è stata una grande fortuna La Nazionale? Un onore per me e per la mia famiglia»
02/11/2012
Trentacinquemila euro, non uno di più. Più undici e cinquanta al giorno di convitto per un letto ed un piatto caldo. La storia di Jorginho ha radici profonde. La luce del centrocampo dell'Hellas mostrò per la prima volta il suo talento a Verona cinque anni fa in una partitella a luci spente al centro Monsignor Carraro, organizzata giusto per vedere all'opera qualche ragazzino brasiliano a caccia di sogni. Non erano bei tempi, il Verona ne aveva appena per sopravvivere. Andava avanti per orgoglio e idee. Il centrocampista più forte della serie B e probabilissimo futuro Under 21 fece naturalmente un figurone, mostro qualità note adesso all'Italia intera, incantò tutti. Magazzinieri e osservatori. A bordo campo c'erano anche Riccardo Prisciantelli e John Frinzi, rispettivamente responsabile del vivaio e allenatore degli Allievi Nazionali del Verona. Non ci volle molto a capire che quello sarebbe diventato un giocatore vero. Il volo di ritorno di Jorginho venne ovviamente annullato, non era proprio il caso di lasciarsi scappare quel giovane fenomeno.

CASSE VUOTE. Trovare all'epoca trentacinquemila euro però era un'impresa, il Verona non aveva neanche quelli per il panino e la bibita di fine partita per i giocatori. Figurarsi scommettere su un ragazzino così gracile, bravo sì ma ancora tutto da scoprire. Una scommessa troppo rischiosa, troppi fattori da valutare con attenzione. Dall'ambientamento alla saudade tipica dei brasiliani, da un calcio diverso ad un fisico più da ballerino che da calciatore. Senza dimenticare le casse del Verona, assolutamente vuote. Prisciantelli i soldi in un modo o nell'altro li trovò, ma non disse nulla dell'operazione al Conte Arvedi e a Nardino Previdi. Troppo pericoloso parlarne, meglio starsene zitti e aspettare. Jorginho intanto iniziava a respirare l'aria della prima squadra, di un calcio fino ad allora inesplorato. Sempre a testa alta, senza mai perdere la testa, lucido fino alla noia. I primi passi verso la gloria.

FUTURO AZZURRO. Esattamente un mese fa è diventato cittadino italiano, altre porte presto gli si apriranno. «Penso soprattutto alla mia famiglia, a mia sorella, che possono diventare italiani anche loro», ha ricordato lo scorso 2 ottobre Jorginho sulle scalinate di Palazzo Barbieri con la maturità dell'uomo maturo. «Sono arrivato a Verona e per me è stata una fortuna, perché ho avuto tante difficoltà. La Nazionale italiana? Sarebbe un onore, un orgoglio per me e per la mia famiglia. Soprattutto perché ho avuto tante difficoltà. Le persone pensano che sia facile diventare un calciatore, ma non è così. Io ho lasciato la mia famiglia giovanissimo per andare dall'altra parte del mondo. Per fortuna certi sacrifici sono stati ripagati, ma è stata dura».

PREDESTINATO. La serie B l'ha incoronato come uno dei suoi giocatori-simbolo. Giovane e bravo, ossigeno puro per un calcio italiano mai così arido e alla ricerca disperata di potenziali campioni. I numeri parlano per lui, come i voti in pagella di un alunno-modello. Con il Crotone ha recuperato 37 palloni, nessuno ha osato avvicinarsi a quella vetta mostruosa. Giusto per non farsi mancare niente martedì ha indovinato anche 107 passaggi, primo della giornata ma anche della graduatoria generale. Merito soprattutto suo se il Verona è la squadra in testa nella supremazia territoriale e nel numero di passaggi giusti. Il possesso palla che tanto piace ad Andrea Mandorlini parte proprio dalla testa di baby Jorginho, uno che capisce un attimo prima dove il pallone finirà. Questione di intelligenza e di istinto, segnale forte e chiaro per tutti. Jorginho diventerà un grande giocatore, probabilmente lo è già. Al Monsignor Carraro quel ragazzino dalle gambe esili se lo ricordano ancora.
A.D.P.

Jorginho diventa italiano e ora sogna l'azzurro
L'APPUNTAMENTO. Accompagnato dal presidente Giovanni Martinelli, il giovane centrocampista è stato ricevuto dal sindaco Tosi a Palazzo Barbieri. «Sono orgoglioso e molto felice, per me e anche per la mia famiglia Un premio per tutti i sacrifici fatti e le difficoltà superate nella vita»
03/10/2012
Stringe tra le mani la bandiera tricolore e non può nascondere l'emozione. Jorge Luiz Frello Filho, per tutti «Jorginho», da oggi è un cittadino italiano. Ieri mattina, accompagnato dal vice presidente del Verona Giovanni Martinelli, è stato ricevuto a Palazzo Barbieri per la firma di rito. Grazie a un trisavolo originario di Lusiana, in provincia di Vicenza, Jorginho ha acquisito la nazionalità italiana per «nascita». «Però non chiamatemi Giorgio, preferisco restare Jorginho - ha detto con un bel sorriso dopo la cerimonia -. Sono onorato e orgoglioso per chè ho raggiunto un obiettivo importante. Sono molto felice. Sono diventato italiano e posso pensare anche alla mia famiglia, a mia sorella. Adesso possono diventare italiani anche loro». E così, grazie alle origini vicentine, il baby regista di Mandorlini, è diventato un cittadino italiano. Un altro derby vinto... «Vorrei andare a Lusiana, a vedere la città del mio trisnonno - racconta - fino a poco tempo fa non sapevo dove fosse. Ora mi piacerebbe scoprire le mie origini». Ma il presente di Jorginho è Verona, la maglia dell'Hellas, il legame con i tifosi.

«Sono arrivato a Verona e per me è stata una fortuna - ammette il nuovo cittadino italiano - perchè ho incontrato tante difficoltà nella mia vita. Questa è una bella città, accogliente, il sindaco e il Comune mi hanno aiutato tanto». Una vita difficile, una storia fatta di tanti sacrifici, il pallone è diventato un'ancora di salvataggio. «Da piccolino sono cresciuto dormendo con il pallone - continua - anche la mia mamma giocava a calcio, il pallone è sempre stata la mia vita e ora posso continuare a vivere questo sogno». Lo portò in Italia Alessandro De Blasi, l'imprenditore che qualche anno cercò anche di acquistare il Verona. Era in età da Allievi, fu aggregato alla Primavera, iniziò subito ad allenarsi con la prima squadra. I compagni più vecchi giravano al largo da quel «talentino» tutto ossa e pochi muscoli che però sapeva giocare un gran calcio. Tutti capirono che poteva arrivare in alto, aveva qualità e classe, testa sulle spalle e tanta «fame».

Riccardo Prisciantelli, allora diesse del Verona, convinse Previdi e il Conte Arvedi e lo mise sotto contratto. Nell'estate del 2010 Gibellini lo mandò in prestito alla Sambo, un anno dopo lo riportò in maglia gialloblù e lo inserì nella rosa della prima squadra. Mister Mandorlini lo ha «plasmato», adesso è un punto di riferimento dell'Hellas. Ora è italiano a tutti gli effetti, potrebbe farci un pensierino anche Prandelli in futuro, adesso potrebbe convincere Devis Mangia tecnico dell'Under 21. «La Nazionale italiana? Sarebbe un onore, un orgoglio per me e per la mia famiglia - conclude Jorginho - un premio perchè ho superato tante difficoltà: le persone pensano che sia facile diventare un calciatore, però non è così semplice. Io ho lasciato la mia famiglia a 13 anni per andare lontano da casa e poi a 15 anni l'ho lasciata di nuovo per andare dall'altra parte del mondo. Arrivare qui mi rende orgoglioso per quello che ho fatto. Ma sulla Nazionale azzurra non voglio crearmi troppe aspettative».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Jorginho italiano: "La Nazionale? Sarebbe un onore"
Postata il 02/10/2012 alle ore 13:49
Il centrocampista brasiliano ha ottenuto la cittadinanza dal sindaco Tosi: "Non aspetto altro che una chiamata dall'Under 21. E devo ringraziare Verona per quello che mi ha dato"
VERONA - Frello Filho Jorge Luiz, conosciuto come Jorginho, è un cittadino italiano. A Palazzo Barbieri è stato ricevuto dal sindaco Flavio Tosi per la firma di rito. Originario di Lusiana (provincia di Vicenza), Jorginho ha acquisito la nazionalità italiana per "nascita". Ecco le sue dichiarazioni dopo la cerimonia: "Però non chiamatemi Giorgio, preferisco restare Jorginho (ride,ndr). Sono onorato e orgoglioso per essere riuscito a raggiungere questa cosa, sono molto felice. Sono diventato italiano e posso pensare anche alla mia famiglia, a mia sorella, che possono diventare italiani anche loro. Vorrei andare a Lusiana, a vedere la città del mio trisnonno, fino a poco tempo fa non sapevo dove fosse. Ora mi piacerebbe scoprire le mie origini. Sono arrivato a Verona e per me è stata una fortuna, perché ho avuto tante difficoltà. E' una bella città, accogliente, il sindaco e il Comune ci hanno aiutato tanto. Da piccolino sono cresciuto dormendo con il pallone, il calcio è sempre stata la mia vita e ora posso continuare a vivere questo sogno. La Nazionale italiana? Sarebbe un onore, un orgoglio per me e per la mia famiglia. E soprattutto perché ho avuto tante difficoltà: le persone pensano che sia facile diventare un calciatore, però non è così semplice. Io ho lasciato la mia famiglia a 13 anni per andare lontano da casa e poi a 15 anni l'ho lasciata di nuovo per andare dall'altra parte del mondo. Arrivare qui mi rende orgoglioso di quello che ho fatto e di ciò che potrò fare. Ma sulla Nazionale azzurra vediamo, non voglio crearmi delle aspettative".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Jorginho regala sorrisi all'Hellas: «Modena? E' solo un episodio»
PROTAGONISTI. Il giovane centrocampista brasiliano è stato tra i migliori anche nella serata non esaltante del Braglia: ormai è una certezza: «Siamo all'inizio, ci sta di non essere al top. Anch'io ho sbagliato cose che di solito mi riescono. Niente paura, non abbiamo sottovalutato la partita...»

27/08/2012
«Mi tengo i complimenti ma avrei preferito vincere. Nessun dramma comunque. Rimettiamoci sotto. Ci sono ancora quarantuno partite davanti e la possibilità di migliorare, tutti assieme»: la prima di Modena probabilmente non ha tolto il sonno a Jorginho. Il centrocampista del Verona - il più brillante della truppa scaligera stando alla quasi unanimità dei giudizi - riduce la sua analisi del match all'essenziale e punta immediatamente l'orizzonte.
C'è il tempo di guardarsi in faccia, confrontarsi su quello che non ha funzionato al debutto ma non è proprio il caso di istruire processi. Anche perché il calendario propone immediatamente l'incrocio più temuto, quello con lo Spezia al Bentegodi.

Paradossalmente può essere l'occasione migliore per rialzare subito la testa e zittire i critici. Rialzare le quotazioni, in ribasso contenuto, del Verona, e dare nutrimento alla classifica.
Jorginho, brasiliano nel sangue, nelle movenze e nel modo di calciare, ha mescolato le doti innate col passo e la psicologia nostrane. Nel suo (ricco) bagaglio c'è la giocata immediata, l'occhio che scruta oltre, la capacità di infilarsi negli spazi, di inventare l'appoggio verticale che mette improvvisamente sottosopra lo schieramento nemico.
Solo vent'anni all'anagrafe e la maturità del veterano. Corretta dalla determinazione di chi gioca sempre per vincere: «A Modena», ricorda ancora il centrocampista di Mandorlini, «è andata come è andata. Dobbiamo sapere che i punti vanno sudati gara per gara. L'importante è dare il massimo e a Modena l'abbiamo fatto tutti. Sempre il massimo per questa squadra». E ancora: «Anch'io ho tanto da migliorare, così come i miei compagni. Dobbiamo fare tutti un passo avanti e lo faremo».
Sapendo però che sul piano dell'impegno il Verona non ha tradito. Lo pretende il club, lo pretendono i tifosi, lo reclama soprattutto Andrea Mandorlini: «Non credo che abbiamo sbagliato l'approccio alla partita», spiega ancora Jorginho. «Ci abbiamo messo il cuore, ci abbiamo messo sacrificio. Non è mancata neppure la cattiveria. Direi piuttosto che la squadra è stata in gran parte rifatta quest'estate e che abbiamo lavorato molto sul piano fisico. Siamo ancora un po' sulle gambe. Cresceremo. Ricordiamoci che il campionato è appena iniziato».

E poi è corretto dare meriti anche all'avversario, «che ha fatto il suo gioco, la sua bella partita. Il Modena ci ha messo in difficoltà, è vero. Poi è arrivata anche l'espulsione di Sasa... Ci sta, non eravamo al meglio ma è stata solo la prima partita. Cos'è mancato? Difficile dirlo. Pochi tiri in porta? Magari abbiamo sbagliato tante volte l'ultimo passaggio, qualche cross... Anch'io, ripeto, ho sbagliato cose che di solito mi riescono meglio. C'è tempo e voglia di rimediare, c'è voglia di rimettersi sotto, lavorare duro e guadagnare la condizione migliore».
Senza lasciarsi distrarre dai riflettori puntati. Jorginho manda l'ennesimo messaggio a chi, nella file della concorrenza, spera che l'eccesso di pressione possa disturbare le vicende dell'armata gialloblù: «Nessun problema. Sappiamo quello che vogliamo», dice. «Si tratta semplicemente di stare tranquilli, lavorare tranquilli. Fare quello che ci chiede Mandorlini, il club. La pressione non disturba nessuno».
Nè sembra disturbare troppo lo Spezia. «Gara difficile? In Serie B tutte le partite sono difficili». Niente batticuore, niente ansie. «Conosciamo il nostro valore...».
Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


Jorginho: "La fiducia va conquistata ogni giorno"
Postata il 25/07/2012 alle ore 19:56
"Sono contentissimo per Tachtsidis, l'ho visto già fare un gran gol. Ha sempre lavorato bene, mi ha aiutato tanto"
SANTA CRISTINA - Nonostante la carta d'identità sia quella di un giovane dalle ottime prospettive, Jorginho parla già da veterano. Reduce da un campionato di spessore, il brasiliano guarda al futuro con concretezza: "La fiducia va guadagnata ogni giorno. La scorsa stagione non conta più, ad ogni allenamento bisogna dare il massimo per il bene della squadra".
Le prime sedute di allenamento saranno utili per amalgamare il gruppo: "I nuovi acquisti sono tutti bravi ragazzi, credo che la formazione sia ben attrezzata. Il mister è carico come sempre, è normale che si arrabbi quando sbagliamo".
Un pensiero per Tachtsidis, già diventato importante per lo scacchiere della Roma: "Sono contentissimo per lui, l'ho visto già fare un gran gol. Ha sempre lavorato bene, mi ha aiutato tanto e spero possa avere molto di positivo ancora davanti a sé".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Il rigore? Gli arbitri sbagliano. Come noi...»
JORGINHO
29/04/2012
Mentre parla pensa ancora all'occasione che poteva cambiare la partita. Sembra rivivere quel momento. Lì, a pochi passi dalla porta, con un gol che sembrava già fatto. Niente da fare, perché quella sarebbe stata solo la prima di tante chance non sfruttate dall'Hellas nella gara di venerdì sera con l'Empoli. Jorginho però non è tipo da abbattersi, a vent'anni gioca come un veterano e pochi minuti dopo quell'errore aveva già messo i brividi all'Empoli con un tiro da quaranta metri finito fuori di pochissimo ed una prestazione apparsa comunque molto positiva.

Jorginho, è ancora arrabbiato per l'errore?
«Non posso star lì a pensare a quel gol sbagliato, altrimenti non vado più avanti. Charo che mi dispiace tanto perché quel gol poteva cambiare la partita». Un eccesso di sicurezza?
«Non credo, forse potevo stoppare la palla e non calciare di prima, purtroppo mi sono trovato davanti alla linea del pallone senza riuscire a colpire bene». È stato comunque votato come migliore in campo da quasi tutti.
«Avrei preferito fare gol e magari giocare meno bene, comunque sono abituato a non abbattermi neanche davanti agli errori, a rialzare subito la testa e ad andare avanti, se non facevo così la partita finiva subito, almeno per me».
Il Verona ha avuto tante altre occasioni per segnare.
«In campo credo ci sia stata solo una squadra, avevo in mano il gioco e sempre il pallone, purtroppo è stata una giornata storta».
Capita.
«Sì, a volte capita. Costruisci tanto ma la palla non vuole saperne di entrare: Gomez, Galli, io e altri ancora ci siamo andati vicino ma si vede non che era la giornata giusta».
Il rigore su Ferrari era netto?
«Penso che l'arbitro abbia sbagliato. Può capitare, visto che sbagliamo anche noi. Non possiamo dimenticare però che abbiamo avuto tante altre occasioni per segnare, quella era una ma ripenso anche al mio errore. Non ha senso adesso pensarci ancora».
E adesso arriva Reggio Calabria, un'altra trasferta complicata.
«Andremo là per vincere, ci alleniamo per quello e proviamo sempre a farlo, a volte capita altre volte no, ma di certo è il nostro obiettivo».

Jorginho e Tachtsidis a scuola: «Ci portavamo il pallone a letto»
LA VISITA. I due centrocampisti del Verona hanno incontrato gli alunni delle elementari «Callisto Zorzi» di Parona: «Viviamo un'avventura bellissima, si sente il grande amore dei tifosi per l'Hellas. Verona è bellissima Mandorlini? Il nostro maestro»

25/01/2012
Dieci anni fa erano seduti anche loro sui banchi di una scuola elementare. Adesso sono i beniamini di tanti ragazzini che tifano Hellas. Ieri mattina Panagiotis Tachtsidis e Jorginho sono stati sommersi dall'abbraccio degli scolari della scuola elementare di Parona, con un po' di timidezza e tanta emozione hanno risposto alle domande degli alunni e si sono raccontati. Dai momenti felici con il Verona alla nostalgia per la famiglia lontana, dalle passeggiate in centro con gli amici alle passioni condivise con tanti coetanei. L'HELLAS. Sono giovani ma sono diventati un punto di riferimento nella squadra di Mandorlini che ha scalato le posizioni della classifica di B. «La prima partita con l'Hellas - racconta Jorginho - l'anno scorso giocavo nella Sambonifacese, ora faccio parte di un gruppo che lotta per un obiettivo importante. Bellissimo». «Il mister chiede grande applicazione e ci fa lavorare molto - continua Tachtsidis - ma lui è un maestro per tutti e i risultati si vedono».

LA CITTÀ. Jorginho è arrivato a Verona nel 2007 e vive in città da quattro anni, Tachtsidis è sbarcato in riva all'Adige sei mesi fa ma si sono integrati perfettamente. «Esco, vado in giro con gli amici - racconta Jorginho - oppure ci troviamo a casa di compagni di squadra. Abbiamo creato un bel gruppo». «La città è bellissima - aggiunge Panagiotis - io sono nato e cresciuto in una capitale come Atene ma qui sto veramente bene. C'è la grande passione dei tifosi ma la vita è tranquilla».

LE PASSIONI. E dopo il calcio, alla fine degli allenamenti. Le passioni sono quelle degli altri ragazzi di vent'anni. «Spesso ci ritroviamo per andare al cinema - dice Tachi - vado a vedere un po' di tutto, il modo migliore per stare insieme e passare il tempo. Anche per imparare un po' l'italiano. Mi piace moltissimo anche passeggiare in centro, quando ci sono delle belle giornate». «Anche a me piace andare al cinema - continua Jorginho - soprattutto perv i film d'azione. Oppure in casa, a giocare con la play station».

LA FAMIGLIA. Uno brasiliano, l'altro greco. Hanno lasciato le famiglie a migliaia di chilometri di distanza, sono partiti da bambini, adesso possono tornare quando il campionato si ferma. «Non è stato facile - racconta Jorginho - soprattutto quando ho preso le valige e me ne sono andato da casa che ero un ragazzino come voi. Però sono molto legato alla mia famiglia, adesso la tecnologia è cambiata, ci sentiamo spesso, il rapporto è molto forte e con la distanza si è consolidato». «Torno a casa appena posso - spiega Tachtsidis - ma durante il campionato non è facile prendere l'aereo e correre in Grecia. Ogni tanto i miei genitori vengono qua, stanno con me, Fosse per loro mi chiamerebbero ogni momento».

LA SCUOLA. Impossibile cancellare i ricordi della scuola. «Mia mamma ci teneva molto - sorride Jorginho - ma io non vedevo l'ora di correre fuori per giocare a calcio, anche in strada». «Mi sono divertito andare a scuola, avevo tanti amici - conclude Tachtsidis - ma sognavo le partite, avevo sempre in mente il pallone, me lo portavo anche a letto».
Luca Mantovani

«Non so come finirà... Ma ci stiamo divertendo»
LA RIVELAZIONE. Primo gol in gialloblù da incorniciare ed una prestazione di grande spessore
Jorginho si gode la grande festa: «Ancora fatico a rendermi conto di quello che è successo Certo non intendo fermarmi qui»

20/11/2011
L'asso nella manica di Mandorlini stavolta è Jorginho. Lo avevamo già visto in campo per una toccata e fuga. Il tecnico del Verona ha seguito intuito ed istinto e ha riproposto il giovane brasiliano. Con successo.
Perché Jorginho ha lasciato il segno, riuscendo a mettere in porta anche il suo primo gol in campionato. La prestazione, comunque, è stata equilibrata. Segno che Mandorlini vede, provvede e a volte addirittura prevede quello che accadrà.

Jorginho, è stata una festa...
«Una grande festa. Ancora non me ne rendo conto. Sono felicissimo per la partita, per il gol, per la fiducia data».
Chissà quanta gente deve ringraziare. Cominciamo?
«La famiglia, gli amici, la gente che mi sostiene. Pure Rafael e Nicolas che mi stanno sempre vicino e mi danno consigli. Se sento sostegno, riesco a dare il massimo».
E Mandorlini?
«Pure lui, ci mancherebbe. Il mister mi ha schierato nonostante qualcuno lo avesse massacrato in passato quando mi ha fatto scendere in campo. Mi ha fatto sentire importante, mi sono sentito responsabilizzato. E penso di essere riuscito a fare quello che mi ha chiesto».
Il passo successivo?
«Giocare ancora, riuscire a dare spessore alle mie prestazioni, trovare altre conferme».
Per lei è forse la miglior prestazione da quando veste la maglia del Verona.
«Penso proprio di sì. Quando la gente che ti sta intorno ti aiuta, ti permette di giocare con tranquillità, tutto diventa più facile. Ti senti stimolato a dare il meglio di te stesso. E poi giocare oggi in questo Verona è molto bello. La squadra gioca bene e i risultati non vengono per caso».
Nello spogliatoio è iniziata la festa?
«Ho ricevuto tanti complimenti. I ragazzi mi hanno detto tante cose. Ma intendiamoci: molte sono destinate a restare nello spogliatoio».
La quinta vittoria di fila cosa rappresenta per il Verona?
«Certamente è bello prendere coscienza di quello che stiamo facendo. Ma in questo momento non esiste futuro. Pensiamo solo alla partita che ci aspetta alla fine della settimana. Il passato se ne va in fretta. Il futuro non esiste. Il presente ci regala soddisfazione. Tutto il resto non conta. Il lunedì ci guardiamo in faccia, focalizziamo i nostri pensieri. E quello che arriva è tutto guadagnato. Non so dire quello che può succedere da qui ai prossimi mesi. Certo ci stiamo divertendo».
Mandorlini cambia molto, dà spazio a tutti, e poi rimette tutto in gioco. Come pensa di fare per conquistarsi il posto fisso?
«Il mister dà grande importanza a tutti. E poi credo che il lavoro paga. Chi viene scelto da Mandorlini va in campo per la squadra, mai per se stesso. Così funziona. E così deve continuare».
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


L’avversario di turno: A.C. Sambonifacese
Pubblicato il 16 aprile 2011 da lrappazzo
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La squadra allenata da Claudio Valigi viene schierata dal tecnico con un collaudato 3-5-2 che diventa un 3-4-1-2 in fase d’attacco. A parte le difficoltà delle ultime settimane, il punto di forza di questa squadra è il reparto avanzato. La coppia Pietribiasi-Brighenti è la migliore del torneo (19 gol in due) e anche il centrocampista Staiti ha il vizio del gol (5 reti). Quasi sicuramente però Pietribiasi non riuscirà a recuperare dall’infortunio e verrà sostituito dal giovane Rampinini. A centrocampo il talentuoso brasiliano Jorginho Frello di proprietà del Verona e il capitano Claudio Sarzi sono pedine imprenscindibili. A completare il reparto dovrebbero essere il regista Carlini e l’esterno sinistro Ruggeri in ballottaggio con Tommaso Racchioccioli. La difesa a 3 verrà messa a dura prova perché sarà orfana del veterano Orfei, squalificato per due turni. Accanto a Dal Degan dovrebbero giocare il rientrante Morello e l’esperto Viskovic. In porta confermatissimo Luca Milan.

I rossoblu hanno 5 punti sulla Sacilese terz’ultima in classifica. E’ un margine salvezza non troppo rassicurante, serve ancora qualche punto per la certezza matematica. Oltretutto il calendario non è dei più semplici. Di fronte avrà squadre come Virtus Entella e FeralpiSalò che avranno molto probabilmente ancora qualcosa da chiedere a questo campionato. Non si può più scherzare col fuoco.
Luca Rappazzo

FONTE: Tritium1908.it


Jorginho lancia la Sambo in zona playoff
14/11/2010 16:59
Successo esterno della Sambonifacese che passa 2-0 a Casale. Le reti all'inizio del brasiliano Jorginho, in prestito dal Verona, sempre più leader del team allenato da Valigi e nel finale dell'attaccante Pietribiasi. Successo che lancia la Sambonifacese in piena zona playoff.

Questi risultati e classifica del girone A di Seconda Divisione.
Valenzana-Sacilese 0-0
Sanremese-Renate 2-2 13' rig. Ravasi (R), 29' rig. Moronti (S), 40' Brognoli (R), 70' Siciliano (S)
Rodengo Saiano-Montichiari 1-1 20' Dimas (M), 50' Piras (R)
Pro Vercelli 1892-Feralpi Salò 2-2 4' rig. e 10' Bonomi (P), 31' Graziani (F), 64' rig. Quarenghi (F)
Pro Patria-Tritium 3-2 30' rig. Dionisi (T), 42' Lenzoni (T), 53' e 62' rig. Ripa (P), 57' Nossa (P),
Mezzocorona-Savona 0-1 75' Garin (S)
Lecco-Canavese 1-0 55' Fabbro (L)
Casale-Sambonifacese 0-2 8' Frello Filho (S), 83' Pietribiasi (S)
A riposo la Virtus Entella.

Classifica: Pro Patria 27, FeralpiSalò 23, Pro Vercelli 22, Tritium 21, Sambonifacese e Savona 19, Lecco 17, Canavese 15, Valenzana 14, Montichiari e Rodengo Saiano 12, Mezzocorona e Renate 11, Virtus Entella 10, Sacilese 8, Sanremese e Casale 6.
Note: Canavese 2 punti di penalizzazione, Rodengo Saiano 1.

Prossimo turno (21 novembre) Virtus Entella-Pro Patria; Tritium-Rodengo Saiano; Savona-Casale; Sacilese-Mezzocorona; Renate-Sambonifacese; Montichiari-Valenzana; Feralpi Salò-Lecco; Canevese-Pro Vercelli 1892; Sanremese: riposa.

FONTE: TGGialloBlu.it


14 Novembre 2010
CASALE 0-2 SAMBONIFACESE
8' Frello Filho 83' Pietribiasi

...Angolo di Staiti, prima respinta di Fiory, poi Frello Filho corregge di testa in rete!

FONTE: DataSport.it


Una notte da sogno
21 ott 2010
Un'emozione indescrivibile. Quella di mercoledì sera al Bentegodi è stata una serata che la Sambonifacese non dimenticherà tanto facilmente, una serata che è già nella storia della società rossoblù. Il sonoro 5-2 con cui i ragazzi di Valigi hanno superato in Coppa Italia l'Hellas Verona la dice lunga sulla qualità del gioco espresso da Orfei e compagni. Una prestazione straordinaria, tutti da applausi, nessuno escluso. Era solo Coppa Italia, ma poco importa. Perchè bisogna essere orgogliosi della Sambonifacese, di questa Sambonifacese. E adesso sotto con la Pro Vercelli!

Verona: Caroppo, Vergini, Joao Pedro, Malomo (10' st Campagna), Esposito, Cangi, Russo (20' st Martina Rini), Garzon, Selva, Hakim (10' st Vriz), Ferrari. Allenatore: Giannini.

Sambonifacese: Nardoni, Viskovic, Fiorotto, Tecchio, Orfei, T. Rocchiccioli (25' st Smania), Creati, Tartabini, Brighenti (1' st Staiti), Jorginho, Montagnani (15' st Carlini). Allenatore: Valigi.

Arbitro: Bindoni di Venezia
Reti: al 19' e al 42' Brighenti (S), al 27' Tartabini (S), al 35' pt e al 33' st su rig Ferrari (V), al 41' st Staiti (S), al 48' st Orfei (S).
Note: angoli 7 a 1 per il Verona. Espulso Caroppo, ammoniti Garzon, Viskovic. Spettatori paganti 581, incasso € 5.212,00.

27 lug 2010
La AC Sambonifacese Srl ha ufficializzato l’arrivo di Davide Rampinini e di Jorge Luiz Frello Filho.
Due giovani promettenti sono arrivati alla corte di Mister Claudio Valigi. Si tratta del centrocampista Davide Rampinini (scuola Milan, lo scorso anno all’Olginatese) che sarà in comproprietà con il Sassuolo e dell’ancor più giovane (21/12/1991) Jorge Luiz Frello Filho in prestito dall’Hellas Verona.

FONTE: Sambonifacese.it


Tiboni e Da Dalt, due sberle al Team
LE NEWS. LA TRUPPA DI REMONDINA HA BATTUTO IN AMICHEVOLE IL SANTA LUCIA PER DUE A ZERO
Al termine della partita Corrent e compagni ricevuti dal vescovo Zenti per gli auguri di Natale

12/12/2008
Tiboni e Da Dalt fanno centro e regalano al Verona la vittoria con il Team, la squadra di Promozione allenata da Gigi Possente. Ieri pomeriggio i gialloblù hanno giocato un'amichevole centro sportivo di via Bisenzio, a Santa Lucia, contro la formazione locale per rinforzare anche il rapporto con il club biancazzurro che ha «gemellato» il proprio settore giovanile con il Punto Hellas.
Si è giocato su un campo al limite della praticabilità per le abbondanti piogge di questi giorni ma le due squadre hanno onorato l'impegno. Remondina ha mescolato le carte e ha provato qualche schema nuovo. Alla fine del primo tempo Jorginho Frello ha preso il posto di Bellavista, un ragazzo brasiliano del '91 che ha già fatto vedere cose egregie. Le due reti sono arrivate nella ripresa. La prima di Tiboni che ha sfruttato un lancio di Jorginho e ha messo dentro con un pallonetto. La seconda è stata firmata da Dalt che ha concluso una buona manovra corale.
Ancora a riposo Marco Mancinelli dopo la botta al tendine d'Achille al termine della gara con il Venezia, è uscito dopo pochi minuti di gioco anche Emanuele Politti per un problema alla coscia. Terapie per Dario Bergamelli e Gabriele Puccio.
Al termine della partita amichevole di Santa Lucia, intorno alle 18, la squadra, i dirigenti e lo staff tecnico sono stati ricevuti dal vescovo, monsignor Giuseppe Zenti, per i tradizionali auguri di Natale.

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

Il guestbook B/=\S: Lascia un messaggio !!!


Juve Stabia 0-3 Verona: Gli highlights della gara

Juve Stabia 0-3 Verona: Le immagini