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HELLAS VERONA 1-0 LUMEZZANE: Partita vinta fortunosamente ma meritatamente ora ultima gara contro un PERGOCREMA che, pur vincendo, non andrebbe oltre il quart'ultimo posto e ai gialloblù basterebbe un pareggio...

Pubblicato da andrea smarso domenica 8 maggio 2011 17:56, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


LE IMPRESSIONI
Ultima gara al 'Binti' con l'HELLAS che vince fortunosamente ma meritatamente contro un orgoglioso LUMEZZANE.
I playoff sono vicini ma ancora non matematicamente conquistati: lo SPEZIA riesce a vincere negli ultimi minuti contro il SORRENTO e, grazie al punto riguadagnato con il ricorso al TNAS (un vero schifo questi finali di stagione sempre riscritti a colpi di carte bollate), rimane a due punti dai gialloblù che quindi domenica in trasferta a Crema non dovranno perdere per avere la certezza di disputare gli spareggi: l'HELLAS è in vantaggio sugli spezzini per quanto riguarda la differenza reti ed il PERGOCREMA, pur vincendo, non andrebbe oltre il quart'ultimo posto (è in svantaggio col PAVIA quint'ultimo rispetto agli scontri diretti ed in vantaggio sul SUDTIROL terz'ultimo per lo stesso motivo) quindi... Pareggio già scritto? Io non direi, meglio puntare alla vittoria e 'deludersi' per un pareggio piuttosto che puntare a non perdere e magari rammaricarsi...
Il GUBBIO festeggia la Serie B conquistata incredibilmente da outsider e Domenica a Salerno difficilmente combatterà alla morte contro una SALERNITANA in cerca di punti playoff.

BERRETTONI fatica molto al centro dietro le punte e si mette in mostra soltanto quando riesce a trovare il fondo sulla fascia ma perchè nel 4-3-1-2 i ruolo da trequartista centrale non è affidato a MANCINI?
PICHLMANN appare in difficoltà, non ha la freschezza atletica di FERRARI e pare sempre lento nelle reazioni...
Bravo CANGI sulla corsia di destra a spingere come SCAGLIA dalla parte opposta ed ESPOSITO che illumina il gioco con geometrie e lanci millimetrici in mezzo alle consuete 'pause'...
Nel LUME impressionano gli esterni FERRARI e DADSON: corsa e palle al centro dove fortunatamente VOLPATO non concretizza [COMMENTA in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA]


Le immagini di Verona 1-0 Lumezzane in aggiornamento...

GIOCO PRONOSTICI:
Giornata favorevole a SANDRO che con ben 9 punti è campione della 33^ giornata! Complimenti a lui ma anche a GEX e a BRUNI che rispettivamente con uno e due punti in meno del campione odierno si piazzano al secondo e al terzo posto del podio.

In classifica generale allunga ancora ARK che anche oggi allontana POSE, sfigadòn di giornata, di tre punti ad una sola giornata dal termine.
Bel salto anche per SANDRO e BRUNI che mi scavalcano e si piazzano, con risultati di oggi, al terzo e al quarto posto.

Espulso CIRI.

Qui potete giocare i pronostici dell'ultima giornata!

CLASSIFICA DI GIORNATA
9 - Sandro
8 - Gex
7 - Bruni
6 - Bridget, Gede
5 - Ark
4 - Smarso
3 - Martino, Mister Loyal
2 - Pose

CLASSIFICA GENERALE
172 - Ark
155 - Pose
151 - Sandro
148 - Bruni
147 - Smarso
140 - Martino
136 - Mister Loyal
132 - Gede
130 - Bridget
126 - Ciri
112 - Gex

CLASSIFICA PRECEDENTE
167 - Ark
153 - Pose
143 - Smarso
142 - Sandro
141 - Bruni
137 - Martino
133 - Mister Loyal
126 - Ciri, Gede
124 - Bridget
104 - Gex

CLASSIFICA MEDIA
5,21 (Min. 00, Max. 11, Giocate: 33 su 33) - Ark
4,70 (Min. 01, Max. 09, Giocate: 33 su 33) - Pose
4,58 (Min. 00, Max. 09, Giocate: 33 su 33) - Sandro
4,48 (Min. 00, Max. 10, Giocate: 32 su 33) - Bruni
4,45 (Min. 01, Max. 10, Giocate: 33 su 33) - Smarso
4,24 (Min. 01, Max. 10, Giocate: 25 su 33) - Martino
4,12 (Min. 01, Max. 09, Giocate: 29 su 33) - Mister Loyal
4,00 (Min. 01, Max. 07, Giocate: 32 su 33) - Gede
3,94 (Min. 01, Max. 09, Giocate: 33 su 33) - Bridget
3,82 (Min. 01, Max. 08, Giocate: 28 su 33) - Ciri
3,39 (Min. 01, Max. 08, Giocate: 12 su 33) - Gex

AMMONITI
Mister Loyal (2)
Gede, Gex (1)

ESPULSI
Ciri (1)

CAMPIONI DI GIORNATA
Pose (7)
Martino (6)
Smarso, Sandro, Bruni, Ark (5)
Ciri (4)

SFIGADONI DI GIORNATA
Bridget (9)
Gede (7)
Sandro, Pose, Bruni (5)
Smarso, Mister Loyal, Gex (4)

RECORD DI STAGIONE
Punteggio massimo in una giocata: Ark (11)
Max. numero di pronostici azzeccati: Ark, Gex (8)
Max. numero di risultati azzeccati: Martino, Pose, Smarso (4)
Punteggio minimo in una giocata: Ark, Bruni, Sandro (0)

RECORD DI SEMPRE
Punteggio massimo in una giocata: 1° Luglio (15)
Max. numero di pronostici azzeccati: 1° Luglio (10)
Max. numero di risultati azzeccati: 1° Luglio (6)
Punteggio minimo in una giocata:
- Ark, Bruni, Sandro (0 nella stagione 2010/2011)
- MicheleHellas, Bridget e Bruni (0 nella stagione 2007/2008)
- Provos con 0 punti (ma 2 partite in più da pronosticare nel campionato di B 2006/2007)

ALBO D'ORO CAMPIONI
2009/2010 Martino
2008/2009 RobRoy
2007/2008 L. Bruni F.C.
2006/2007 Ark (Ex-Alberto)
2005/2006 Ark (Ex-Alberto)
2004/2005 Ark (Ex-Alberto)
2003/2004 Ark (Ex-Alberto)


Calendario delle ultime 9 gare scaligere
GiornataPartitaPlayoff a...
26Alessandria 2-1 Hellas Verona-2
27Hellas Verona 1-0 Spezia-1
28Bassano Virtus 1-1 Hellas Verona0
29Hellas Verona 2-1 Salernitana0
30Sorrento 2-0 Hellas Verona0
31Hellas Verona 3-1 Spal+1
32Pavia 1-1 Hellas Verona0
33Hellas Verona 1-0 Lumezzane0
34Pergocrema - Hellas Verona?

DICONO
CANGI «Partita difficile, sofferta fino alla fine come sempre quando non riesci a chiuderla...
Comunque bene! Questi tre punti ci servivano a tutti i costi ora ci possiamo preparare per la prossima giornata.
Adesso ci godiamo questa vittoria poi ci prepareremo per il PERGOCREMA per andarci a conquistare matematicamente i playoff.
Si sono sacrificati tutti per centrare l'obiettivo, tutti ad aiutare in difesa. Il mio gol? Beh l'esultanza è stata più che altro liberatoria visto l'errore dell'avversario...
» (RadioVerona)
BERRETTONI «Il LUME ci ha messo in crisi perchè è un'ottima squadra e gioca bene. Non è stato uno dei migliori VERONA ma l'importante era vincere per arrivare ai playoff; adesso bisogna andare a vincere a Crema, non sarà facile perchè loro lotteranno per un posto ai playout e con questi caldi si fa sempre più dura...» (RadioVerona)
MANDORLINI «Verona un po' contratto, sopratutto nel primo tempo ma ci può stare... Dovevamo vincere a tutti costi, peccato che non è bastato e dobbiamo rimandare tutto a Domenica... Questa dei punti sottratti e poi ridati sono delle vere e propri schifezze...
CANGI e RUSSO ritrovati? Il merito è tutto loro, io decido in base a quello che vedo in settimana e loro vogliono riprendersi quello che gli è stato tolto durante la stagione
» (RadioVerona)


HELLAS VERONA 1-0 LUMEZZANE
MANDORLINI è costretto a rinunciare ad HALLFREDSSON: l'islandese, sempre alle prese con i problemi al ginocchio, si accomoda in panchina dando il suo posto in campo a MARTINA RINI; non ce la fa ancora nemmeno ABBATE, sulla corsia destra della dfesa gialloblù agirà SCAGLIA.
Altra 'novità' l'esclusione dello (spento) LE NOCI sulla destra del fronte d'attacco: il tecnico scaligero gli preferisce PICHLMANN nel tridente che vede il rientro di FERRARI e la conferma di BERRETTONI che però agirà qualche metro dietro di loro.

Alla squadra di NICOLA mancherà D'AURIA mentre il centrale difensivo EMERSON, uscito acciaccato dall'ultima gara del LUMEZZANE, partirà dalla panchina.

Parte bene il LUME che, conscio delle proprie possibilità, attende sornione i gialloblù e riparte con fulminei contropiedi.
Al 14° pericoloso traversone di FERRARI per VOLPATO ma l'attaccante rossoblù manca fortunatamente il tempo dell'incornata.
L'HELLAS non s'impressiona ma, sull'azione successiva, passa fortunosamente in vantaggio con CANGI che mette in mezzo un cross senza troppe pretese, CHECCUCCI cerca di allontanare la sfera ma spiazza invece TRINI: VERONA 1-0 LUMEZZANE!
Al 24° la palla finisce a PICHLMANN che riesce a detreggiarsi e a tirare: tentativo pericoloso ma impreciso, palla fuori.
Ma il LUMEZZANE c'è: al 30° altra discesa di FERRARI e altro cross per la testa di VOLPATO che ancora una volta, fortunatamente, arriva tardi.
Vivace CANGI sulla fascia destra: al 35° riesce a mettere dentro una palla pericolosa, PICHLMANN sfiora, BERRETTONI trova solo l'esterno della rete.
Il primo tempo si chiude con un gran bel lancio di ESPOSITO che trova BERRETTONI al millimetro ma l'attaccante ex BASSANO spara alto.

Prima occasione per il LUMEZZANE al 49°: ZANARDINI crossa da destra, il 'solito' VOLPATO incorna bene ma RAFAEL para.
Tre minuti più tardi ESPOSITO batte una punizione dal limite dell'area rossoblù, palla a BERETTONI che effettua un bel tiro deviato in angolo. Sulla successiva battuta CANGI non trova lo specchio.
Al 61° PICHLMANN lascia il posto a MANCINI, si torna al consueto 4-3-3 con BERRETTONI a sinistra ed il neoentrato a destra.
Al 65° bellissima conclusione di BERRETTONI alla quale (purtroppo) si oppone molto bene TRINI. Tre minuti più tardi CECCARELLI trova la parte alta della traversa su un'altro bel servizio di ESPOSITO.
Al 79° fuori BERRETTONI dentro HALLFREDSSON: MANDORLINI si copre.
FERRARI scatenato a sinistra combina con MANCINI, palla a RUSSO che purtroppo alza troppo il colpo di testa all'83°.
VERONA vicino al raddoppio all'85°: MANCINI tira a colpo sicuro ma TRINI compie un miracolo... Entra ANDERSSON per MARTINA RINI.

LE ALTRE DEL CAMPIONATO
La vittoria del MONZA a COMO inguaia la PAGANESE ora all'ultimo posto avendo perso con la neopromossa GUBBIO (altro gol di GOMEZ TALEB).
'Colpaccio' casalinga dello SPEZIA che mantiene vivo il sogno dell'aggancio all'ultimo posto playoff a spese dell'HELLAS. Cade in casa la REGGIANA e saluta definitivamente gl spareggi, 3 a 1 del RAVENNA al PERGOCREMA 'condannato' ai playout.
Vince il SUEDTIROL col PAVIA e l'ALESSANDRIA (di misura) sulla SPAL.
Pari a reti bianche fra CREMONESE e BASSANO.

Braga vs Benfica 1-0 Europa League Goal & HighlightsF1 Turkey 2011 - Sebastian Vettel WinnerVillarreal 3-2 Porto - UEFA

IN BREVE A PIÉ PAGINA
ARRESTATO SEBASTIANO ROSSI! L'ex portiere del MILAN, probabilmente 'alticcio', ha aggredito un carabiniere.
SERIE A: Il MILAN pareggia a ROMA e festeggia la conquista del tricolore dopo sette anni! Il PALERMO liquida il BARI mentre l'UDINESE vince la sfida per un posto in Champions contro la LAZIO. L'INTER batte la FIORENTINA e conferma il secondo posto, retrocede il BRESCIA, resiste il LECCE mentre il CESENA è quasi salvo...
GOLF: Lutto el mondo del 'green', muore BALLESTEROS 'leggenda' del golf...
CICLISMO: Parte ben per i colori italiani il 'Giro', maglia rosa a PINOTTI!
BASKET EUROLEGA: Niente da fare per la MONTEPASCHI battuta in semifinale dal PANATHINAIKOS.
L'UEFA DURA CON MOU: Cinque turni di stop dopo l'espulsione subita contro il BARCELLONA in Champions e lo 'show' post gara con i giornalisti...
PLAYOFF NBA: A ovest tremano i LAKERS battuti in casa dai MAVERICKS che ora si portano sul 2 a 0; i BULLS pareggiano con gli HAWKS.
EUROPA LEAGUE: La finale sarà tutta rossoverde! A Dublino si scontreranno PORTO e BRAGA...
FORMULA 1: Anche in Turchia è dominio RED BULL con VETTEL e WEBBER ma la FERRARI di ALONSO è terza!

RASSEGNA STAMPA
DALLO SPOGLIATOIO
Verona-Lumezzane: Le voci dallo spogliatoio
19:01 del 08 maggio
Il Verona conquista i tre punti davanti al proprio pubblico contro un Lumezzane che doveva vincere per rimanere in corsa per la zona play-off. Sono gli ospiti a regalare la prima emozione del match con Volpato al 14', che su suggerimento di Ferrari non arriva all'appuntamento con il pallone. La dura legge del calcio parla chiaro: 'goal sbagliato, goal subito'. Sul ribaltamento di fronte Cangi trova la deviazione di Checcucci che mette la palla alle spalle di Trini, decretando il vantaggio scaligero. Il Lumezzane costruisce pochissimo dal punto di vista offensivo, unica azione degna di nota il colpo di testa di Dadson all'81' a lato. La squadra di Mandorlini crea invece diverse occasioni da goal con Berrettoni, impreciso al 42' e 52', mentre al 65' si vede deviare in angolo la conclusione da un ottimo Trini, bravo ad opporsi in uscita anche su Mancini all'86'. Ai gialloblù non basta però la vittoria di oggi per la qualificazione matematica: lo Spezia vince infatti 2-1 contro il Sorrento, rimanendo agganciato alla zona alta della classifica e tenendo aperti i giochi fino all'ultima giornata.

VERONA
L'allenatore del Verona, Andrea Mandorlini: 'Oggi eravamo un po' contratti, stavamo bene fisicamente ma il problema è stato proprio dal punto di vista nervoso, sentivamo troppo la pressione del Lumezzane e non riuscivamo a sbloccarci. Era una cosa che mi aspettavo, però a fine primo tempo ci siamo parlati e ci siamo detti che era il caso di pensare meno e di giocare di più. Nella ripresa loro sono calati, noi abbiamo creato tantissime occasioni che però abbiamo sprecato, purtroppo è un periodo dove costruiamo molto ma concretizziamo poco'.

LUMEZZANE
Nessun rappresentante del Lumezzane si è presentato in sala stampa.
Matteo Ambrosi

FONTE: CalcioMercato.com


CALENDARIO PARTITE
1^ Divisione, domenica prossima gli ultimi verdetti
09.05.2011 09:25 di Andrea Zalamena
Domenica prossima si disputerà l'ultima giornata in 1^ Divisione, con gli ultimi verdetti.

Nel girone A il Gubbio di mister Torrente ha tagliato il traguardo per la serie B proprio ieri e in zona play off se la giocano Sorrento, Alessandria, Salernitana e Verona, con lo Spezia che potrebbe introdursi proprio al fotofinish. Nelle retrovie sarà un finale da brividi: Paganese, Monza e Sudtirol dovranno evitare l'ultimo posto, mentre Pergocrema e Pavia sono già nei playout.

Nel girone B la Nocerina di Auteri ha raggiunto da due domeniche la serie cadetta mentre Benevento, Atletico Roma, Juve Stabia e Taranto sono già nei play off (si dovranno solo stabilire gli accoppiamenti, in base alla posizione in classifica). In coda tutto è ancora aperto con l'ultimo posto (che significa retrocessione diretta) che sarà da evitare tra Cavese e Foligno, in un match finale caldissimo che si giocherà a Cava proprio tra le due squadre. Nei play-out c'è il Viareggio, mentre Cosenza, Andria e Ternana si contenderanno un posto per la salvezza diretta. E domenica si sfidano in terra umbra proprio queste ultime due.

Ecco le date per play-off e play-out in 1^ Divisione:
> Le semifinali play off e i play out si giocheranno domenica 29 maggio (andata) e domenica 5 giugno (ritorno) alle ore 16.
> Le finali di andata e ritorno dei play off il 12 e 19 giugno, alle ore 16.

EDITORIALE TLP
"VISTO da GUFFANTI": il punto sulla giornata in 1^ Divisione
Riccardo Guffanti, Direttore Sportivo professionista, iscritto all´albo speciale Direttori Sportivi della F.I.G.C. e per diversi anni dirigente in club di Lega Pro è oggi Osservatore e Collaboratore dell´Udinese. Editorialista per TuttoLegaPro.com

09.05.2011 13:23 di Riccardo Guffanti
1^ Divisione - 33^ giornata
Ancora una giornata alla conclusione di una stagione in Prima Divisione a dir poco eccezionale, agonisticamente "viva" sino alla fine come ultimamente ci mancava e neanche le varie sanzioni in punti ne hanno offuscato la qualità e l'interesse, soprattutto in chiave promozione e playoff, discorso diverso per i playout del girone B dove a parte il Viareggio le quattro squadre per ora a rischio retrocessione o playout hanno subito penalizzazioni.
E' stata la domenica che ha consacrato matematicamente la promozione in Serie B del Gubbio, ventesima vittoria stagionale, 3-1 alla Paganese e prima storica volta in serie cadetta e destino della storia, unica rappresentante a questi livelli del calcio umbro visto la situazione attuale dei club maggiormente rappresentativi che la regione ha avuto sino ad ora, come il Perugia, il Foligno e la Ternana.

Il Gubbio chiuderà il suo campionato a Salerno dove i locali si giocheranno i due posti playoff rimasti a disposizione, visto che l'Alessandria vincendo con la Spal, 1-0 ne ha guadagnato la matematica certezza con il Sorrento che pur perdendo con lo Spezia, 2-1 li aveva già da domenica scorsa raggiunti; comunque a conferma del campionato di vertice del Gubbio ci sono le venti vittorie, (ben quattro in più di Sorrento e Salernitana), sei soli pareggi a dimostrazione di una squadra che ha sempre giocato a "viso scoperto" e i gol fatti confermano di non essere mai stati una compagine "sparagnina", seconda migliore difesa e secondo migliore cannoniere (Gomez).

Oltre alla Salernitana il posto nei playoff se lo giocheranno Spezia e Verona, con un leggero vantaggio per la squadra scaligera dato dalla posizione di classifica, ma secondo me anche da un momento particolarmente lineare che ha la squadra di mister Mandorlini, la squadra ligure ha alternato troppo le sue prestazioni perdendo in più occasioni la possibilità di essere nella zona premi, anche se le recenti gare sono state più che confortanti e questo in caso di non raggiungimento dei playoff aumenta il rammarico in casa spezzina e tra i suoi tanti tifosi.

Ma che domenica in chiave playout e retrocessione, gran colpo del Monza che vincendo nella trasferta di Como, 2-4, sorpassa la Paganese e la lascia sola all'ultimo posto che si contenderà domenica prossima nello scontro con l'Alto Adige vittorioso sul Pavia per 2-0 e permettetemelo ciò che si è verificato in queste ultime giornate, è un'altra grande risposta che il calcio ha dato a tutti coloro che duranta la settimana seduti in poltrona decidono o pensano di sapere già tutto su quanto alla domenica avviene sui vari campi.

Nel girone B i risultati hanno determinato uno spostamento di graduatoria nella parte bassa della classifica rendendo la prossima e ultima domenica particolarmente "infuocata", l'Andria vince il primo bigmatch salvezza con la Cavese, 1-0 e per ora resta fuori dai playout, ma al prossimo turno si "scontra" con la Ternana che è quint'ultima a pari punti e se questo incontro dovesse terminare in parità ne trarrebbe in caso di vittoria il Cosenza che le supererebbe tutte e due in graduatoria.

E poi cosa poteva riservare la prossima domenica definita personalmente "infuocata" ma potrei definirla anche "diabolica," la retrocessione la si decide nello scontro tra Cavese e Foligno, quando è stato stilato il calendario nessuno l'avrebbe ovviamente immaginato, quindi ulteriore conferma che coloro che pensavano altri scenari sono stati smentiti e ciò che sta accadendo ridona credibilità al calcio, turno da "comparsa", ma pò diventare per mister Scienza di preparazione spareggi, solo per il Viareggio che non può modificare la sua posizione tra penultimo o terzultimo posto.

Nell'alta classifica come detto nulla è cambiato e quasi sicuramente le posizioni per i playoff saranno le attuali e già immagino che interessanti potranno essere vedere a confronto due squadre come Benevento e Taranto, una con l'attacco più prolifico del girone ( escluso ovviamente il Foggia sia per il segno + che per il - ) e una difesa non sempre impeccabile, l'altra al contrario tra gli attacchi meno redditizi e una difesa super ermetica con i solo 28 gol subiti e Atletico Roma e Juve Stabia quasi, nei numeri alla pari con un leggero vantaggio a favore della squadra laziale e anche questi abbinamenti sono un regalo del calcio dove alla fine chi risulterà vincitore lo deve solo a quanto si farà vedere su quel bel manto verde.

RISULTATI E CLASSIFICHE
1^ Divisione girone A, risultati e marcatori di oggi [33^ giornata]
08.05.2011 17:00 di Valeria Debbia
Gubbio promosso matematicamente in B grazie alla vittoria sulla Paganese e alla concomitante sconfitta del Sorrento in quel di La Spezia. Salernitana corsara a Reggio Emilia. In coda il Monza abbandona l'ultimo posto - che costerebbe la retrocessione diretta - con una prepotente vittoria nel derby col Como. Anche il SudTirol riesce ad avere la meglio sul Pavia.

Spezia 2-1 Sorrento
26' Padoin (Sp), 51' Pignalosa (Sor), 82' Casoli (Sp)

Reggiana 0-1 Salernitana
60' Altobello (S)

Ravenna 3-1 Pergocrema
15' aut. Russo (P), 25' Gerbino (R), 27' Galli (P), 43' Cazzola (R)

Sudtirol 2-0 Pavia
17' Fischnaller (S), 30' Marchi (S)

Gubbio 2-1 Paganese
32' Boisfer (G), 34' Gomez Taleb (G), 83' Ferraro su rigore (P)

Como 2-4 Monza
6' Djokovic (M), 8' Conti (C), 32' Franco su rigore (C), 57' Iacopino su rigore (M), 62' Ferrario (M), 77' Cudini (M)

Hellas Verona 1-0 Lumezzane
14' aut. Checcucci (L)

Cremonese 0-0 Bassano Virtus

Alessandria 1-0 Spal
5' Damonte (A)

Prossimo turno (domenica 15 maggio - ultima giornata): Pergocrema-Hellas Verona; Paganese-SudTirol; Lumezzane-Spezia; Monza-Ravenna; Salernitana-Gubbio; Sorrento-Cremonese; Pavia-Reggiana; Spal-Como; Bassano Virtus-Alessandria

FONTE: TuttoLegaPro.com


Lunedì 09 Maggio 2011
Il fantasista: non è stato il miglior Hellas, ma c’era tanta tensione
Berrettoni e Cangi: «Ci siamo quasi»

di Mario Padovani
VERONA - Un sospiro di sollievo esprime la soddisfazione dello spogliatoio dell’Hellas, dopo la vittoria con il Lumezzane che avvicina i gialloblù ai play off: «Abbiamo cominciato la partita contratti, con tanta tensione. Per fortuna c’è stato il gol, ci siamo sbloccati e poi, nel secondo tempo, avremmo anche potuto chiuderla in anticipo» - spiega Cangi, autore della rete (deviata) che ha dato i tre punti al Verona. Adesso basta pochissimo per accedere agli spareggi per la promozione: «Andiamo a giocare a Crema con due risultati utili su tre - conclude Cangi -. Dovremo però essere aggressivi in partenza, altrimenti correremmo dei rischi».
Idee che coincidono con quelle di Berrettoni, uno dei più frizzanti in campo: «Ci siamo quasi, ma non possiamo abbassare la guardia. Un altro sforzo e saremo ai play off». Sul successo con il Lume, il commento del fantasista: «Non è stato il miglior Hellas della stagione. La pressione si è fatta sentire, ma ce la siamo tolta di torno con la rete dell’1-0. Di là in avanti tutto è diventato più semplice. E, nella ripresa, potevamo dilagare. Comunque abbiamo centrato l’obiettivo. E ora pensiamo al Pergocrema». (ass)

Lunedì 09 Maggio 2011
Maietta imperatore, Martina Rini non fa rimpiangere Halfredsson
RAFAEL NG
Praticamente inoperoso. Attento nelle uscite.
CANGI 6
Gioca con il freno a mano tirato. Quando lo molla, produce il traversone che porta al gol del vantaggio.
CECCARELLI 6
Partenza da brividi. Sbaglia quattro interventi uno dietro l’altro. Poi riemerge.
MAIETTA 6,5
Imperatore dell’area e non solo. Preziosissimo.
SCAGLIA 6
Cerca solo di non fare danni. Troppo poco.
RUSSO 6
Sbaglia tanto, ma riesce sempre a rimediare.
ESPOSITO 5
Lui invece non ne azzecca una.
MARTINA RINI 6,5
Il migliore del centrocampo. Non fa rimpiange Hallfredsson (dall’ 88’ Anderson ng)
BERRETTONI 6,5
Il più bravo dei tre davanti. Ha colpi e verve. Manca solo il gol (dal 79’ Hallfredsson ng).
FERRARI 6
Si danna l’anima. Meglio quando può svariare. Sempre frenetico e impreciso in area di rigore.
PICHLMANN 6
Più per la stima che per il rendimento. Ci prova con un gran tiro che va alto di poco (dal 61’ Mancini 6: deve diventare più concreto. Sbaglia troppo, però ci prova). (G.Vig./ass)

Lunedì 09 Maggio 2011
La vittoria allo scadere dello Spezia rovina la festa. Mandorlini: «Succede sempre qualcosa di strano»
Un autogol lancia in orbita il Verona

di Gianluca Vighini
VERONA - Se non fosse sofferenza, non sarebbe Hellas. Fedele al suo credo, il Verona batte di misura il Lumezzane e fa uno scatto decisivo verso i play off che però non sono ancora matematici, complice, la vittoria sul filo di lana dello Spezia contro il Sorrento e il successo della Salernitana sulla Reggiana. Alla matematica dunque, manca un solo punto che ora il Verona dovrà conquistare a Pergocrema, il quale a sua volta ormai si giocherà i play out e che, dunque, potrebbe essere anche rassegnato contro l’Hellas.
Una gara dura, ostica, difficile quella contro il Lumezzane. Risolta da un’autorete fortunosa di Pisacane al 14’ del primo tempo, su un cross di Cangi dalla destra. Hellas in campo senza Hallfredsson (dolorante al ginocchio) e Le Noci (problema muscolare), con Berrettoni a ricamare dietro Ferrari e Pichlmann. Manovra lenta e macchinosa, complice il Lumezzane capace di stare in campo con equilibrio e ordine.
Spiega a fine gara mister Mandorlini: «Fisicamente stiamo bene. Il correre male è colpa del fatto che c’era tanta tensione. Esposito non riusciva a vedere tante giocate per questo motivo. Manca sempre qualcosa, però purtroppo è una costante di questo campionato. Da quando sono arrivato io abbiamo fatto tanti punti, l’amarezza è che non bastano mai. Quattro mesi fa, quando sono arrivato, nessuno pensava ad un finale di campionato di questo tipo. L’ho detto anche ai ragazzi prima della partita».
Ora dunque la sfida contro il Pergocrema, una partita solo apparentemente tranquilla. Continua Mandorlini: «Dobbiamo pensare a giocare la nostra partita contro il Pergocrema, senza fare tanti calcoli. In questo calcio succede sempre qualcosa di strano (il riferimento alla gara tra Spezia e Sorrento non è casuale, ndr), quindi dobbiamo avere mille occhi aperti. Dobbiamo andare a prendere quello che oggi avevamo già ottenuto. Un pareggio a Crema ci basta e avanza e credo che anche il Pergocrema ormai è rassegnato ai play out».
Infine una considerazione sui singoli: «Ferrari è stato meno lucido, ma è logico che uno che fa tutto il suo lavoro può avere un rendimento di questo tipo. Bisogna però chiudere prima le partite perché una buccia di banana può sempre capitare. Il presidente? E’ stato con noi fino a poco prima dall’inizio della gara. I play off se li merita, anche se è stata una grande sofferenza. Speriamo possa festeggiare a fine stagione». (ass)

FONTE: Leggo.it


09/05/2011 - 09:32
Dopo il Lumezzane, un giorno di riposo per i gialloblù
La preparazione in vista del prossimo match, in programma domenica 15 maggio, avrà inizio martedì con una seduta pomeridiana presso il centro sportivo di Sandrà

90' al termine del campionato, come qualificarsi ai play-off
09/05/2011 - 09:41
Agli uomini di Mandorlini basta battere il Pergocrema, pareggiare se lo Spezia vince con meno di sette gol di scarto o perdere se i liguri non battono il Lumezzane
VERONA - 90' al termine della regular-season e solo il Sorrento ha la certezza della propria posizione dopo la 34a giornata, utile per capire dove giocare i play-off. In classifica ci sono infatti 4 squadre nell'arco di 5 punti, con l'Alessandria a quota 52, la Salernitana a 50, l'Hellas Verona a 49 e lo Spezia a 47. Tutto definito, se ai liguri non fosse stato restituito un punto dal TNAS la settimana scorsa.

Queste gli impegni di domenica prossima per le squadre indicate:
Bassano Virtus-Alessandria
Salernitana-Gubbio
Lumezzane-Spezia
Pergocrema-Hellas Verona

In caso di parità di punteggio fra due o più squadre, si procede alla compilazione della classifica avulsa, tenendo conto dell’ordine:
a) dei punti conseguiti negli incontri diretti;
b) a parità di punti, della differenza tra le reti segnate e quelle subite negli stessi incontri;
c) della differenza fra reti segnate e subite negli incontri diretti fra le squadre interessate;
d) della differenza tra reti segnate e subite nell’intero campionato;
e) del maggior numero di reti segnate nell’intero campionato;
f ) del minor numero di reti subite nell’intero campionato;
g) del maggior numero di vittorie realizzate nell’intero campionato;
h) del minor numero di sconfitte subite nell’intero campionato;
i) del maggior numero di vittorie esterne nell’intero campionato;
l) del minor numero di sconfitte interne nell’intero campionato.

Gli uomini di Mandorlini disputano gli spareggi promozione se:
- vincono col Pergocrema
- pareggiano col Pergocrema e lo Spezia vince con meno di sette gol di scarto
- perdono e lo Spezia non batte il Lumezzane
Ufficio Stampa

Cangi: "Una gara di grande importanza"
08/05/2011 - 18:21
"Abbiamo sofferto fino alla fine. Ci servivano assolutamente i tre punti, siamo contenti perchè la squadra sta bene"
VERONA - "E' stata una partita molto difficile, abbiamo sofferto fino alla fine, giocando ad un buon ritmo senza chiudere le sorti del match. A livello psicologico questa gara aveva un'enorme importanza, ci servivano assolutamente i tre punti". Sottolinea il valore dell'intera posta Francesco Cangi dopo il fischio finale della 33a di campionato.

Per avere la certezza di disputare gli spareggi-promozione, serve almeno un punto in occasione dell'ultima sfida della regular-season: "Oggi dovevamo centrare il bottino pieno e l'abbiamo fatto, concentriamoci sul prossimo impegno cercando di conquistare matematicamente i play-off. Godiamoci la vittoria, da martedì il mirino si sposta sul Pergocrema".

Buona la compattezza fra i reparti evidenziata contro la formazione di Nicola: "Tutti i giocatori si sono sacrificati, a partire dagli attaccanti, siamo contenti perchè la squadra sta bene".

L'esterno difensivo e Giuseppe Russo sono fra gli atleti più in forma: "Sia io che il centrocampista siamo sempre sul pezzo, indipendentemente da infortuni o scelte tecniche non è mai mancata la professionalità. Finchè c'è da lottare siamo i primi a darsi da fare, noi come tutti gli altri".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Nella ripresa non c'è stata storia"
08/05/2011 - 18:43
"Vittoria meritata, ora prepariamo bene la sfida di Crema. Bisogna ancora agguantare i play-off, centriamo l'obiettivo e poi vedremo"
VERONA - Contro il Lumezzane l'Hellas ha conquistato il successo grazie ad un'autorete di Checcucci su traversone di Cangi: "Nel primo tempo eravamo un pò contrati, ci poteva stare visto che era vietato sbagliare. Ogni palla si rivela determinante, gli errori ci stanno. Abbiamo vinto meritatamente, nella ripresa non c'è stata storia. Peccato che questo risultato non sia bastato". Questa l'analisi di Andrea Mandorlini di fronte a telecamere, microfoni e taccuini allo stadio "Bentegodi".

Molto probabile un successo dello Spezia coi lombardi all'ultima di campionato, ai gialloblù servirà almeno un punto: "Guardiamo a casa nostra, prepariamo bene la sfida di Crema. Abbiamo due risultati su tre a disposizione, dovremo essere comunque bravi. Bisogna ancora agguantare i play-off, centriamo l'obiettivo e poi vedremo".

Fra i migliori in campo Cangi, protagonista nell'azione del vantaggio scaligero, e Giuseppe Russo, autore di buone giocate: "Tutto parte dall'individuo, i due hanno voglia di riprendersi quanto perso lo scorso anno. Si sono dimostrati all'altezza, gli elogi sono meritati".
Ufficio Stampa

Hellas Verona-Lumezzane 1-0
08/05/2011 - 16:44
Un'autorete di Checcucci su cross dalla destra di Cangi (14') regala i tre punti ai gialloblù: sesto successo casalingo consecutivo
VERONA - Ultima sfida della regular-season al "Bentegodi", coi gialloblù alla ricerca della matematica conquista dei play-off. Mandorlini rilancia Martina Rini a centrocampo dal 1', con Berrettoni a supporto di Ferrari e Pichlmann. Nicola, costretto a rinunciare a Lauria, manda in panchina l'acciaccato Emerson. Davanti tandem Ferrari-Volpato.

Al 14' gli ospiti si rendono pericolosi con Fausto Ferrari, che sguscia via e dal fondo prova ad imbeccare Volpato, la punta scuola Juve manca il tap-in. Su ribaltamento di fronte traversone dalla destra di Cangi mandato alle spalle di Trini da Checcucci per il vantaggio scaligero. Tentativo da posizione defilata ancora di Ferrari, il mancino finisce ampiamente sopra la traversa (18'). Al 24' lancio dalle retrovie addomesticato da Pichlmann, l'austriaco si gira e scocca il tiro verso il palo lontano ma la mira è imprecisa. Berrettoni si libera sulla sinistra (28') ed effettua un cross per Nicola Ferrari, Dadson va in anticipo.

Alla mezzora Fausto Ferrari elude la trappola del fuorigioco e mette al centro per Volpato, che arriva in ritardo senza impattare la sfera. Hellas ancora pericoloso grazie alle incursioni di Cangi al 35': cross sfiorato da Pichlmann controllato da Berrettoni, il tiro di sinistro dell'ex Bassano finisce sull'esterno della rete. Punizione dalla trequarti di Scaglia (39') verso il secondo palo, Pichlmann e Ceccarelli non trovano la deviazione decisiva. Lancio col contagiri di Esposito per Berrettoni (42'), il fantasista gialloblù converge e batte di destro dal limite, palla alta.

Cross dalla destra di Zanardini (49'), Volpato incorna, Rafael controlla. Calcio di punizione al 52' dal lato destro dell'area di rigore di Esposito, Berrettoni colpisce di prima intenzione all'altezza del dischetto, palla deviata in angolo. Dalla bandierina ancora il regista napoletano serve Cangi, colpo di testa alto. Al 65' prodezza di Trini, abile a mandare in angolo un tiro potente di Berrettoni da dentro i sedici metri. Intervento provvidenziale in sforbiciata di Ceccarelli (69'), bravo a chiudere un lancio di Lo Iacono per Volpato. Calliari approfitta di un passaggio sbagliato di Esposito all'82' per cercare la conclusione dalla distanza, il pallone termina abbondantemente alto. Traversone di Mancini dal lato sinistro dell'area all'83', l'accorrente Russo impatta di testa, palla di poco alta.

HELLAS VERONA-LUMEZZANE 1-0
Marcatori: 14' aut. Checcucci

Hellas Verona: Rafael; Cangi, Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Russo, Esposito, Martina Rini (88' Anderson); Berrettoni (79' Hallfredsson); Ferrari N., Pichlmann (61' Mancini).
A disposizione: Nicolas, Abbate, Le Noci, Selva.
Allenatore: Andrea Mandorlini

Lumezzane: Trini; Zanardini, Pisacane (73' Emerson), Checcucci, Pini; Lo Iacono, Calliari, Dadson, Bradaschia (65' Bencivenga); Ferrari F., Volpato (71' Inglese).
A disposizione: Di Gennaro, Luciani, Finazzi, Alberti.
Allenatore: Davide Nicola

Arbitro: Massimiliano De Benedictis (Sez. arbitrale di Bari)
Note. Ammoniti: Pini, Pisacane, Berrettoni, Martina Rini. Espulsi: -. Recupero: 0'-4'. Spettatori: 12.558
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





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FORMULA 1: Anche in Turchia è dominio RED BULL con VETTEL e WEBBER ma la FERRARI di ALONSO è terza!

F1 TURCHIA: VETTEL VOLA, PODIO FERRARI -VIDEO
Domenica 08 Maggio 2011 - 16:33
ISTAMBUL - La luce in fondo al tunnel è diventata un lampo. Rosso come la 150ø Italia di Fernando Alonso che all'Istanbul Park conquista il primo podio della stagione: in Turchia, dove la Red Bull conferma il suo strapotere centrando il successo con la premiata ditta Sebastian Vettel-Mark Webber per la prima doppietta arrivata alla quarta tappa del mondiale 2011 e lo spagnolo restituisce sorriso e morale alla Ferrari. Il pilota asturiano, l'ottimista che aveva intravisto il passo in avanti fatto dalla monoposto di Maranello proprio nel primo Gp europeo, aveva ragione: e forse non sperava nemmeno tanto dopo le qualifiche che lo avevano assegnato ancora alla quinta posizione in griglia. È rimasto attaccato alle Red Bull che restano le macchine più veloci, e anche affidabili, è stato anche davanti a quella dell'australiano per una fetta della corsa e poi si è «accontentato» del terzo. Gara storta invece per Felipe Massa che partito da una difficile decima posizione si era anche illuso di poter raddrizzare le sue sorti, arrivando anche alla quinta piazza: ma poi qualche errore, la macchina lunga almeno in un'occasione, il traffico, i pit per i cambi gomme con qualche imprevisto e il brasiliano chiude 11/o fuori dalla zona punti.

Alle spalle del podio si schiera invece la McLaren di Lewis Hamilton, poi la Mercedes di Nico Rosberg, quindi l'altra Freccia d'Argento di James Button. Gp della Turchia con decisamente troppe ombre anche quello di Michael Schumacher che chiude 12/o dopo due contatti con avversari in avvio gara e una serie di sorpassi, a suo danno, umilianti per il sette volte campione del mondo. Il Gp turco collauda la formula-show tra sorpassi e cambi repentini di posizioni, ma comincia sempre nel segno di Vettel protagonista di una grande partenza che lo lascia sereno al comando per tutta la gara, mentre il compagno di squadra Webber si lascia passare dalla Mercedes di Rosberg che guadagna così la seconda posizione. Il via premia anche Alonso che, complice un errore di Hamilton passa dalla quinta alla quarta piazza. E la tappa turca del mondiale si fa presto movimentata, perchè al terzo giro un contatto tra Schumacher e Petrov costringe il campione tedesco a rientrare ai box. Ma la battaglia vera si accende dietro alle primissime posizioni con Webber che si riprende d'autorità il secondo posto superando Rosberg senza patemi, mentre Hamilton fa sentire il fiato sul collo all'altra McLaren di Button e riesce a superarlo al settimo giro.

Scalpita anche la Rossa di Alonso che supera Rosberg all'ottavo giro conquistando il terzo posto. Protagonista in avvio anche l'altra Ferrari con Massa che dopo aver superato Hamilton rientra insieme al campione della McLaren ai box, e poi con le nuove gomme fa subito il giro più veloce. E si scatena il duello avvincente tra Massa e Rosberg per la quinta posizione: il brasiliano rosicchia centesimi al pilota Mercedes e al 20/o giro passa all'attacco, le due macchine si affiancano, Rosberg riesce a uscire davanti dalla curva. Al 22/o il ferrarista passa. Il brivido dura poco, e comincia la discesa fino all'11/o posto. I riflettori si spostano in testa con la grande rincorsa di Alonso: lo spagnolo, dopo la seconda sosta in cui ha montato ancora gomme morbide, fa registrare due giri veloci consecutivi che lo tengono incollato alle Red Bull. Al 30/o il colpo, perchè Alonso, forte di tempi da record passa l'australiano e si piazza secondo alle spalle del leader Vettel. Il tedesco mantiene il distacco, ma il ferrarista riesce comunque a tenere alle spalle l'altra Red Bull. Dopo la quarta sosta però l'australiano si fa più aggressivo grazie anche a gomme più fresche e per la Ferrari dello spagnolo mantenere la seconda piazza si fa dura. E infatti al 52/o Webber si lancia all'assalto, Alonso prova a fare resistenza, ma poi è l'australiano ad avere la meglio. Il finale è di contenimento: fino alla bandiera a scacchi. Trionfo Red Bull con Vettel che va in fuga a 93 punti, ma la Ferrari torna a farsi vedere.

INTER CON L'ORGOGLIO-VIDEO BRESCIA IN B, CESENA RIDE
Domenica 08 Maggio 2011 - 17:35
MILANO - L'Inter conferma la seconda posizione in classifica vincendo 3-1 a San Siro contro la Fiorentina. Nonostante le molte assenze i nerazzurri si impongono grazie ai gol dell'ex Pazzini e di Cambiasso. Nella ripresa accorcia Gilardino prima del definitivo 3-1 di Coutinho al suo primo centro in Serie A. I verdetti arrivano dalla zona salvezza, dove il Brescia sconfitto in casa dal Catania per 2-1 è matematicamente retrocesso. Sorride il Cesena che si impone 2-0 a Cagliari con i gol di Jimenez e Malonga, adesso i bianconeri sono praticamente salvi. Anche il Lecce porta a casa tre punti salvezza battendo il Napoli all'89° con un gol di Chevanton. Prima erano andati a segno Corvia su rigore e Mascara. Pareggio 0-0 tra le "salve" Parma e Bologna.

DI NATALE DA CHAMPIONS: UDINESE LAZIO: 2-1 -VIDEO
Domenica 08 Maggio 2011 - 16:59
Ultimo aggiornamento: 17:02
UDINE - La sfida Champions tra Lazio e Udinese si conclude con la vittoria per 2-1 dei padroni di casa, che così scavalcano i biancocelesti e vanno ad occupare la quarta posizione in classifica. Un Di Natale trascinatore, che si conferma capocannoniere con una doppietta e dà ai suoi i tre punti fondamentali per il sorpasso. Per la Lazio inutile il gol di Kozak a quindici minuti dal termine, adesso gli uomini di Reja sono quinti a pari punti con la Roma, e dovranno sperare in un passo falso degli uomini di Guidolin. Grande rammarico per il rigore fallito da Zarate che avrebbe portato il pari per i suoi.

EUROPA LEAGUE, PORTO E BRAGA IN FINALE -VIDEO
Venerdì 06 Maggio 2011 - 00:02
ROMA - Derby portoghese era stato preventivato e così sarà. Mercoledì 18 maggio, a Dublino, Porto e Sporting Braga si contenderanno L'Europa League 2010-'11. Le due formazioni (divise in campionato da 35 punti: 80 il Porto già campione, 45 il Braga, terzo) hanno meritato l'accesso alla finale superando nel doppio confronto rispettivamente gli spagnoli del Villarreal (unici 'intrusì in quella che è stata ribattezzata la 'Portogallo Leaguè) ed il Benfica, altra formazione lusitana. Il Villarreal, sommerso all'andata con un 5-1 che lasciava spazio a poche speranze, ha comunque giocato al Madrigal una partita orgogliosa, riuscendo a battere 3-2 il Porto, in rimonta. La rete del successo per i gialli spagnoli l'ha messa a segno Giuseppe Rossi su rigore (11/a nel torneo). Villarreal in vantaggio con Cani al 17'. Ma al 40' Hulk sigla il pareggio. Ed in avvio di ripresa (3') l'implacabile Falcao porta avanti il Porto: per lui - autore di un poker all'andata - è la 16/a rete, nuovo record di marcature in quella che una volta si chiamava Coppa Uefa. Ma Capdevila scuote i suoi con il gol del pari (30') e Rossi dal dischetto (fallo su Ruben) salva almeno l'onore. Nell'altra semifinale il Braga ha realizzato un sogno che sembrava lontanissimo, visti i 14 punti che in campionato lo separano dal ben più quotato Benfica, secondo. Custodio, di testa al 19', ha segnato la rete che poi i biancorossi hanno saputo difendere fino al sesto minuto di recupero dal forcing del Benfica, per il delirio dello stadio Municipal. L'occasione più grossa per il pari gli ospiti l'hanno costruita con Saviola (41' pt), che però ha colto la base del palo.

MAVS OK, LAKERS QUASI FUORI. BULLS 1-1 CON ATLANTA -VIDEO
Giovedì 05 Maggio 2011 - 23:50
Ultimo aggiornamento: 23:53
LOS ANGELES - Dallas raddoppia e i Lakers affondano. Chicago si rialza e pareggia con Atlanta. Da Los Angeles arriva un 'quasi verdetto' dopo gara 2 della semifinale della Western Conference. I Mavericks passano per 93-81 sul parquet dei Lakers e si aggiudicano la seconda sfida in trasferta sul campo dei campioni in carica. Dallas conduce ora 2-0 e vola verso la finale dell'Ovest. I Mavs concedono il bis senza strafare: è sufficiente un parziale di 9-0 nel quarto periodo per spaccare in due la partita. Dirk Nowitzki, autore di 15 punti nel primo tempo, chiude a quota 24 (9/16 al tiro), con 7 rimbalzi. Accanto al tedesco, fanno il proprio dovere Shawn Marion (14 punti e 9 rimbalzi) e Josè Barea (12 punti in 17'). I Lakers non danno mai l'impressione di poter prendere in mano il match. I gialloviola provano ad aggrapparsi a Kobe Bryant (23 punti con 9/20 al tiro) ma la superstar non riesce da sola ad evitare il nuovo ko. I detentori del titolo offrono una prestazione indecente dalla linea dei 3 punti: aprono con un eloquente 0/15 e chiudono con 2/20, mettendo a segno le uniche conclusioni nel finale di gara. Andrew Bynum (18 punti e 13 rimbalzi) cerca di farsi rispettare sotto i tabelloni mentre Pau Gasol (13 e 10) deve fare i conti con i fischi che piovono dalle tribune. I Lakers sono con le spalle al muro e devono vincere assolutamente gara 3, in programma domani a Dallas. Lo 0-3 sarebbe sinonimo di eliminazione: nessuna squadra, nei playoff Nba con serie da 7 partite, ha mai recuperato il triplo svantaggio. «Disperati? È una parola forte», dice Bryant. «Quando si gioca disperati, non si esprime il miglior basket. Dobbiamo rilassarci, abbiamo molte cose di rivedere», aggiunge. Visto che al peggio non c'è mai fine, domani potrebbe mancare Ron Artest, espulso nel finale di gara 2.

Domani si gioca anche gara 3 tra Chicago Bulls e Atlanta Hawks, che si sposteranno in Georgia dopo l'1-1 maturato nella windy city. I Bulls pareggiano in gara 2 con un netto 86-73 nel quale spiccano i 25 punti di Derrick Rose. Il miglior giocatore della stagione regolare, in realtà, non brilla per precisione e chiude con 10/27 al tiro. Chicago domina a rimbalzo (58-39) e si gode le prestazioni di Joakim Noah (19 punti e 14 rimbalzi) e di Luol Deng (14 e 12). Atlanta sbaglia molto (33,8% dal campo) e alza bandiera bianca nonostante i 21 punti di Jeff Teague e i 16 di Joe Johnson. Al Horford cattura 12 rimbalzi e distribuisce 6 assist. Quando bisogna segnare, però, si inceppa: si ferma a 6 con 3/12.

MOURINHO, CHE STANGATA: DALL'UEFA STOP DI 5 TURNI
Venerdì 06 Maggio 2011 - 17:25
MADRID - Se fosse confermato, sarebbe una vera e propria stangata. Parliamo della squalifica all'allenatore del Real Madrid Josè Mourinho, che dopo le dichiarazioni polemiche al termine della partita di andata della semifinale di Champions contro il Barcellona (finita 2-0 per i blaugrana) si era lamentato dell'arbitraggio. Secondo il sito online del quotidiano Marca, l'Uefa avrebbe deciso di infliggere al portoghese uno stop di cinque giornate: il quotidiano scrive che il club spagnolo è già informato della decisione,che dovrebbe essere resa pubblica ufficialmente alle 17. Sempre secondo Marca, il Real intende fare ricorso.

Anche l'altro quotidiano sportivo vicino al Real Madrid, As, dà la notizia nella sua edizione online. Il quotidiano precisa che il portoghese ha già scontato una giornata durante la partita di ritorno al Camp Nou, per la sospensione automatica scattata dopo la sua espulsione al Bernabeu. Nella polemica conferenza stampa dei 'Por què?' Mourinho aveva attaccato gli arbitri, l'Uefa, l'Unicef, la Federcalcio spagnola, il Barca e il suo allenatore Pep Guardiola. Secondo As online inoltre la Commissione di controllo e disciplina Uefa ha deciso oggi una giornata di squalifica per il difensore portoghese del Real Madrid Pepe, espulso durante la partita di andata per un brutto fallo sul difensore portoghese del Barca Dani Alves.

Delle cinque giornate di squalifica una è già stata scontata nella partita di ritorno della Champions al Camp Nou, seguita da Mourinho da una stanza di albergo, e un'altra è «sospesa» per tre anni: il tecnico portoghese dovrà scontarla in caso di recidiva. L'Uefa ha inoltre inflitto una multa di 50mila euro all'allenatore portoghese. Il Real Madrid dovrà pagare a sua volta una multa do 20mila euro per la «condotta inappropriata» dei suoi tifosi in occasione della partita di andata della semifinale di Champions al Bernabeu.

MONTEPASCHI KO CON I GRECI, FINALE DI EUROLEGA FALLITA
Sabato 07 Maggio 2011 - 03:03
BARCELLONA - Le Final Four di Eurolega resta un tabù per la Montepaschi. Come nelle tre semifinali che avevano già giocato, i campioni d'Italia cedono anche stavolta, sconfitti 77-69 dal favorito Panathinaikos Atene guidato dal «santone» della panchina Zelimir Obradovic, ex allenatore di Treviso: ha già allenato otto finali di Eurolega, vincendone sette. Se le altre tre sconfitte per Siena erano arrivate in beffa, due in volata e una subendo la rimonta, stavolta i toscani si fanno sorpassare prima del secondo quarto e poi non riescono più a rientrare in partita, vittima di una pessima serata al tiro: 17 canestri su 47 tentativi da due punti, 5 su 20 da tre punti. Ma, pur riuscendo a limitare la stella greca Diamantidis a un solo canestro dal campo, sulla partita della Montepaschi hanno inciso molto anche i problemi di falli, che hanno condizionato da subito giocatori chiave come Moss, Rakovic e Lavrinovic.

GIRO D'ITALIA, L'ITALIANO PINOTTI PRIMA MAGLIA ROSA
Domenica 08 Maggio 2011 - 02:03
TORINO - Un italiano subito in maglia rosa. Non ci poteva essere inizio più felice per il Giro dei 150 anni dell'Unità. La prima maglia di leader va sulle spalle di Marco Pinotti, campione italiano a cronometro. L'ultima volta di un inizio tutto tricolore era stata con Gasparotto nel 2007. Quanto alla prima tappa, la Htc vince quasi a mani basse la cronosquadre di apertura della corsa rosa. E il finale regala anche il gesto di fair play di Mark Cavendish, il capitano della formazione americana, che si fa sorpassare dal compagno all'ultima curva. Ma non è stata una giornata 'tricolorè solo per Pinotti. Gli italiani, almeno quelli di classifica, fanno meglio del super favorito Contador. La Saxo Bank dello spagnolo raccoglie un modesto ottavo posto, incassando trenta secondi dalla Htc. Ma quel che conta l'iberico finisce dietro sia a Nibali sia a Scarponi. Distacchi minimi d'accordo, ma che possono avere un peso. Oltre a dare un segnale preciso: e cioè che questo Contador non è così imbattibile come poteva sembrare. Certo ci sono ancora le montagne e tanta strada da fare, ma le cronometro sono un'altra delle specialità dell'iberico volante. E se alla prima lotta contro le lancette Nibali e Scarponi riescono ad andare più forte di lui vorrà pur dire qualcosa. Ad alimentare le speranze italiane a questo Giro sono anche le difficoltà incontrate dagli altri stranieri candidati alla vittoria. Oltre a Contador c'erano anche Menchov e Sastre, ma la loro Geox, formazione nuova di zecca, è incredibilmente naufragata con un distacco che rasenta addirittura il minuto. In completa confusione anche l'Astana, che non si è accorta nemmeno dei problemi di Kiserlovsky. Si sente la mancanza di uno come Vinokourov: la formazione kazaka, che ha Krueziger tra i favoriti del Giro, ha fatto appena un pò meglio della Geox finendo diciassettesima. Ma a deludere sono anche la Sky (l'anno scorso la prima maglia rosa fu di Wiggins) e la Bmc. È stata una cronometro breve e intensa vissuta sulle ali dell'entusiasmo della feste degli alpini che hanno invaso le strade di Torino. Un mare di penne nere ha fatto da ala al passaggio dei corridori in questa crono velocissima, corsa con media superiori ai 50 orari. Prima a scattare al via da Venaria Reale la Omega-Pharma è rimasta a lungo in testa della classifica provvisoria. Ma quando è scesa in campo la Htc ha fatto saltare il banco. Sorprendente il secondo posto della Radioshack, al traguardo con appena dieci secondi di ritardo da Pinotti e compagni nonostante la foratura del russo Rovny. Si conferma invece la Liquigas, vincitrice della cronosquadre dell'anno scorso, che senza Ivan Basso riesce a conquistare un terzo posto di prestigio trainata da un Nibali già in gran forma. Domani sarà una tappa lunga (244 km da Alba a Parma). Frazione per velocisti, e Pinotti e pronto a mettersi al servizio di Cavendish. Anche a restituire il «regalo», Ma naturalmente spera che la maglia gli resti addosso.

PALERMO BATTE IL BARI 2-1 E PENSA AL MILAN -VIDEO
Sabato 07 Maggio 2011 - 21:06
Ultimo aggiornamento: 22:22
PALERMO - Come un buon viatico in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Può essere definito così, ed annoverato fra le vittorie che non faranno storia, il 2-1 inflitto dal Palermo al Bari, al termine di un match giocato con la testa altrove da entrambe le squadre: i rosanero pensavano già al retour-match di martedì contro i rossoneri, che mette in palio la finale del trofeo di Lega ed una consistente fetta di storia; i pugliesi alla prossima stagione, visto che sono ormai con entrambi i piedi in Serie B. Era una partita che aveva ben poco da dire e quel poco che ha detto è racchiuso in alcuni episodi: i tre gol, un paio di parate salva-risultato di Sirigu (strepitoso l'intervento compiuto sulla conclusione ravvicinata di Kopunek, a botta sicura, al 12' del secondo tempo) e nel rigore beffardo calciato (e sbagliato) da Miccoli, leccese doc che, contro il Bari, ha addirittura sfoderato un inguardabile 'cucchiaiò alla Totti, che il giovane portiere Padelli ha bloccato senza scomporsi.

MORTO BALLESTEROS. L'ULTIMO SALUTO AI FAMILIARI: "VI AMO"
Domenica 08 Maggio 2011 - 03:27
MADRID - Prima di morire ha voluto salutare ad uno ad uno i familiari riuniti al suo capezzale. E' morto così, sabato mattina, all'età di 54 anni, Severiano Ballesteros, leggenda del golf mondiale. La fine è sopraggiunta nella sua casa di Pedrena (nel nord della Spagna), al termine di una lunga battaglia contro il cancro. «Ci ha detto arrivederci, ad uno ad uno, ha stretto le nostre mani e ci ha sussurrato nelle orecchie. Io gli ho detto 'ti amo' e lui mi ha risposto 'anch'io ti amò», ha raccontato, in lacrime, il fratello. «Sapeva che stava morendo ed ha fatto tutto con grande forza d'animo», ha aggiunto.

Dopo il decesso, Severiano è stato vestito con la sua tenuta da golf preferita, pullover e pantaloni blu. Cordoglio per la morte di Ballesteros è stato espresso dal connazionale Rafa Nadal, che ha parlato di «giorno triste per la Spagna e per il mondo dello sport». «Era uno dei migliori golfisti della storia, uno dei migliori sportivi che questo Paese abbia mai avuto, un pioniere», ha detto, assai commosso, il tennista al termine dell'incontro giocato ieri contro lo svizzero Roger Federer, che gli è valso la finale del torneo di Madrid (in cui affronterà oggi il serbo Novak Djokovic). «Voglio portare il mio sostegno alla sua famiglia, è una perdita incolmabile per tutte le qualità che aveva Seve. Lui era una grande ispirazione per tutti noi e tutti gli sportivi», ha aggiunto Nadal. «Ho avuto un giorno la fortuna di giocare 18 buche con lui ed è un ricordo indimenticabile», ha concluso.

«Profondamente triste» per la scomparsa di Ballesteros si è detto Tiger Woods, «Mi è sempre piaciuto stare un po' con lui alla cena annuale ai Masters», ha ricordato il campione americano. «Seve era uno dei più talentuosi ed entusiasmanti golfisti mai esistiti. La sua creatività e la sua inventiva sui campi da golf non sono mai state eguagliate», ha aggiunto Wooods, così concludendo: «È morto troppo presto».

UNA CARRIERA FANTASTICA Ho rinunciato alla mia adolescenza e mi sono battuto notte e giorno per consacrarmi al 100 per 100 al golf. Ho ancora un certo numero di anni buoni davanti a me e voglio passare del tempo con i miei tre figli, con gli amici e con la mia famiglia». Non ha avuto gli anni che si aspettava Severiano Ballesteros, dopo aver avuto la vita che voleva. L'auspicio del 2007, al ritiro dopo 33 anni da campionissimo del golf, si era già trasformato in cenere un anno più tardi, quando gli avevano trovato un tumore al cervello. Grosso come due palline di quelle che colpiva come pochi altri, scoperto dopo un collasso all'aeroporto di Madrid. Il grande fuoriclasse spagnolo se n'è andato la notte scorsa nella sua casa di Pedrena, in Cantabria. Aveva 54 anni e negli ultimi tre era stato operato quattro volte alla testa. Con Ballesteros scompare il miglior giocatore di golf che l'Europa abbia mai avuto, capace di portare il vecchio continente sulla ribalta di questo sport. Ballesteros ha vinto 87 tornei, tra cui 50 titoli dello European Tour. Spiccano nel suo curriculum due Masters negli Stati Uniti e tre British Open. Inoltre ha contribuito alla conquista di 6 Ryder Cup, la competizione che si gioca ogni due anni e che vede di fronte Usa ed Europa. «'Seve è stato un supereroe per tutti i giovani golfisti - ha scritto su Twitter Francesco Molinari, 28 anni, membro della squadra europea -, giocava dei colpi che solo lui riusciva a vedere. Profonda, profonda tristezza». Ballesteros è stato anche un personaggio da copertina, molto amato dal pubblico di tutto il mondo quando il golf era ancora uno sport per pochi appassionati. Il suo nome lo conosceva pure chi non sapeva neppure le regole. Alto, elegante, sorridente, carismatico, estroverso, ha ispirato legioni di giocatori professionisti e dilettanti. Matteo Manassero, il fenomeno del golf di oggi, ha indicato in 'Sevè uno dei suoi modelli. Un esempio anche come uomo, non solo sul green, specie per il coraggio nell'affrontare la malattia, come ha spiegato di recente il diciottenne veronese. «È come dovrebbe essere un uomo secondo me», ha detto di recente Manassero, che ha vinto due titoli dello European Tour prima di diventare maggiorenne. Anche Ballesteros aveva iniziato a conquistarsi buca dopo buca ai più alti livelli da ragazzino. Era diventato professionista a 17 anni. Un giovanotto che a quel tempo, a metà degli anni '70, non parlava quasi per niente inglese. In pochi anni era diventato 'fluent' nella lingua del golf internazionale e un punto di riferimento per generazioni di giocatori. Lascia tre figli: Baldomero (21 anni), Miguel (19) e Carmen (17). Non ha avuto con loro il tempo che sperava.

SEBASTIANO ROSSI PICCHIA UN CARABINIERE: ARRESTATO
Domenica 08 Maggio 2011 - 14:19
CESENA - Sebastiano Rossi è stato arrestato la scorsa notte a Cesena, l'ex portiere del Milan avrebbe preso a pugni un maresciallo dei carabinieri in borghese in un bar del centro della città romagnola. Secondo la ricostruzione dei carabinieri Rossi stava fumando un sigaro quando un barista - poco prima di mezzanotte - gli ha chiesto di uscire dal locale, lui si è rifiutato e le ha risposto malamente.
Il militare, anche lui seduto ad un tavolo, è allora intervenuto per calmarlo, identificandosi. Prima c'è stato un diverbio, poi l'ex calciatore, quasi certamente sotto gli effetti dell'alcol secondo i militari, lo ha aggredito colpendolo con un pugno alla bocca. Il maresciallo è riuscito però ad immobilizzarlo e ha chiamato una pattuglia. Per Rossi sono scattate le manette ed è stato portato in una cella di sicurezza nella caserma della Compagnia carabinieri di Cesenatico.

MILAN CAMPIONE, SCUDETTO ALL'OLIMPICO -FOTO/VIDEO
Domenica 08 Maggio 2011 - 14:34
ROMA - Basta un punto senza gol per ritrovare la gloria, lo scudetto dopo 7 anni di astinenza, per mettere fine ufficialmente a quattro anni di dittatura interista sul campionato. Il Milan lo prende con la Roma, che fa il possibile senza alcuni titolari chiave, in un Olimpico degno dell'occasione e riporta il titolo sulla sponda rossonera. È il diciottesimo. 'Milan is all in 18', ricorda la maglietta sfoggiata dai giocatori. L'impero calcistico di Silvio Berlusconi colpisce ancora, al 25/o anno, e il pilota dell'astronave di nuovo in orbita è Massimiliano Allegri, Massimiliano I e probabilmente non ultimo. Il trionfo è davvero suo anche stasera, visto che nemmeno Ibrahimovic, lo specialista in campionati, segna e con lo 0-0 a vincere è la tattica di Max. A 43 anni gli hanno dato una Ferrari, a lui che finora aveva guidato utilitarie, e l'ha portata in testa al traguardo. Allegri festeggia sotto la curva milanista in trasferta fradicio di champagne, Galliani lo va ad abbracciare. In tribuna e poi sul prato esulta Barbara Berlusconi, la fidanzata di Pato. Il party si sposta in hotel, l'apoteosi sarà tra una settimana a San Siro, con il patron Silvio che oggi ha preferito la campagna elettorale a Milano (salvo blitz in nottata mai da escludere).

Tutto si è svolto in un Olimpico finalmente pieno, tranne lo spicchio di sicurezza in curva nord per distanziare i tifosi giallorossi da quelli del Milan, che sono 10 mila. Lo speaker ricorda i 206 gol di Totti in serie A, la curva sud lo celebra, poi con una coreografia imponente ricorda Antonio De Falchi, morto a 18 anni nell«89 a Milano dopo un pestaggio di ultrà rossoneri. Esplodono petardi. Ibra ha un pizzo da diavoletto, ma non sembra intenzionato a spaccare il mondo dopo 3 giornate di squalifica. La Roma gioca di rimessa veloce e al 10' Taddei incrocia di destro da fuori, a lato. Al 14' Cassetti fa un tunnel a Zambrotta e da destra crossa morbido, Vucinic controlla di petto e a un metro dalla porta tira addosso ad Abbiati in uscita disperata. Il pubblico fischia rabbioso, ma il montenegrino ne ha sbagliati di peggiori ultimamente. Esce Brighi, messo ko da un contrasto con Gattuso pochi minuti prima. Entra Rosi, l'uomo che con il gol in extremis a Bari ha regalato alla Roma altre chance Champions. E proprio lui prima è pericoloso di testa su angolo di Totti, al 23', poi spreca un assist di Simplicio appoggiando verso Abbiati. Il Milan sta a guardare, si ricorda solo un tiro di Boateng alto. Robinho è un fantasma, Seedorf gioca da fermo. In difesa i rossoneri sembrano un pò lenti e sono costretti a vari recuperi. Verso il 40' Ibra libera il destro in area, finalmente, ma Juan, pronto a seguirlo anche nello spogliatoio, devia in angolo. Totti regala un paio di giocate pregevoli, ma nel deserto. Il Milan capisce che deve mettere paura alla Roma e nella ripresa inizia a giocare da campione d'Italia in pectore. Al 1' Robinho finta al limite su Cassetti e di destro a girare centra il palo. Cassano si riscalda a bordo campo e va a sfottere Totti, che calcia un angolo e lo allontana. Montella mette Borriello e toglie Vucinic, annichilito dai fischi dei suoi, mentre i milanisti ce l'hanno con l'ex milanista entrato in campo. Al 15' Ambrosini inventa di destro un assist filtrante per Boateng, che entra in area e con l'esterno incrocia fuori, mangiandosi un gol grosso così. Poco dopo finalmente Ibra può tirare senza Juan incollato: su punizione di destro spara centrale e quasi abbatte il portiere Doni, Juan però c'è sulla ribattuta di Seedorf. Galliani in tribuna, a mani giunte e occhi chiusi, sembra pregare e snocciola parole incomprensibili dal labiale. Montella mette il giovane Caprari per Rosi, la partita sfila via senza emozioni, a parte qualche ammonizione. Entra Pato, un altro dei padri di questo titolo. In tempo per abbracciare Barbara sul campo, in modo pudico davanti alle telecamere. Il Milan è tornato in vetta, la giovane Berlusconi inizia alla grande la sua era nel club.

BERLUSCONI: CE LO MERITIAMO «Ho visto la partita a casa, abbiamo stappato per festeggiare. Questo è uno scudetto che ci meritiamo, abbiamo voluto restare protagonisti». Così Silvio Berlusconi, intervistato da Sky, commenta a caldo lo scudetto vinto dal Milan a Roma. «Lo scudetto lo si vince come squadra - ha detto ancora Berlusconi - e la squadra del Milan ha tenuto anche quando è stata privata delle sue tre punte: Ibrahimovic, Pato e un certo Pippo Inzaghi». Per il futuro, Berlusconi dice di avere sempre presente l'obiettivo dell'Europa: «C'è da impegnarsi per arricchire la rosa. Ci deve essere un arricchimento della rosa per avere più chance di vittoria». A questo proposito Berlusconi rivela che il Milan sta «puntando a nuovi giocatori provenienti dal calcio sudamericano» ma non fa nomi perchè - dice - «è meglio non sbilanciarsi». Giudizio ottimo per Allegri: «Trasmette sicurezza, si presenta bene, è un allenatore da Milan che potrà continuare la serie dei grandi allenatori del Milan».

LA CLASSIFICA Milan 78 Inter 69 Napoli 68 Lazio 60 Roma 60 Udinese 59 Juventus 56 Palermo 53 Fiorentina 49 Genoa 45 Cagliari 44 Chievo 42 Parma 41Bologna (-3) 40 Catania 40 Cesena 37 Sampdoria 36 Lecce 35 Brescia 31 Bari 21. N.B. - Milan campione d'Italia. Bari aritmeticamente retrocesso in serie B. Bologna penalizzato di 3 punti per inadempienze finanziarie.

SEEDORF: "IL MILAN CRESCERÀ ANCORA" «È un momento bellissimo che arriva dopo 7 anni»: così Clarence Seedorf ai microfoni di Sky Sport commenta la vittoria del Milan campione d'Italia. «Questo gruppo crescerà moltissimo dopo questa vittoria - ha aggiunto - ora speriamo di portare a casa anche la Coppa Italia».

GATTUSO: "CI DAVANO PER MORTI" «Ci davano per morti, mi davano per finito. Vincere dopo sette anni è una grandissima emozione»: Gennaro Gattuso commenta così campione d'Italia. Gattuso indica nel tecnico l'artefice del successo rossonero: «Allegri merita un 10 - dice - è stato lui l'artefice di questo successo, è riuscito a tenere il gruppo compatto».

L'ALBO D'ORO Ecco il nuovo albo d'oro del campionato italiano di serie A, dopo la vittoria del Milan, che così raggiunge quota 18 scudetti. - 1898 Genoa; 1899 Genoa; 1900 Genoa; 1901 Milan; 1902 Genoa; 1903 Genoa; 1904 Genoa; 1905 Juventus; 1906 Milan; 1907 Milan; 1908 Pro Vercelli; 1909 Pro Vercelli; 1909-10 Ambrosiana Inter; 1910-11 Pro Vercelli; 1911-12 Pro Vercelli; 1912-13 Pro Vercelli; 1913-14 Casale; 1914-15 Genoa; 1919-20 Ambrosiana Inter; 1920-21 Pro Vercelli; 1921-22 Pro Vercelli-Novese; 1922-23 Genoa; 1923-24 Genoa; 1924-25 Bologna; 1925-26 Juventus; 1926-27 Torino; 1927-28 Torino; 1928-29 Bologna; 1929-30 Ambrosiana Inter; 1930-31 Juventus; 1931-32 Juventus; 1932-33 Juventus; 1933-34 Juventus; 1934-35 Juventus; 1935-36 Bologna; 1936-37 Bologna; 1937-38 Ambrosiana Inter; 1938-39 Bologna; 1939-40 Ambrosiana Inter; 1940-41 Bologna; 1941-42 Roma; 1942-43 Torino; 1945-46 Torino; 1946-47 Torino; 1947-48 Torino; 1948-49 Torino; 1949-50 Juventus; 1950-51 Milan; 1951-52 Juventus; 1952-53 Inter; 1953-54 Inter; 1954-55 Milan; 1955-56 Fiorentina; 1956-57 Milan; 1957-58 Juventus; 1958-59 Milan; 1959-60 Juventus; 1960-61 Juventus; 1961-62 Milan; 1962-63 Inter; 1963-64 Bologna; 1964-65 Inter; 1965-66 Inter; 1966-67 Juventus; 1967-68 Milan; 1968-69 Fiorentina; 1969-70 Cagliari; 1970-71 Inter; 1971-72 Juventus; 1972-73 Juventus; 1973-74 Lazio; 1974-75 Juventus; 1975-76 Torino; 1976-77 Juventus; 1977-78 Juventus; 1978-79 Milan; 1979-80 Inter; 1980-81 Juventus; 1981-82 Juventus; 1982-83 Roma; 1983-84 Juventus; 1984-85 Verona; 1985-86 Juventus; 1986-87 Napoli; 1987-88 Milan; 1988-89 Inter; 1989-90 Napoli; 1990-91 Sampdoria; 1991-92 Milan; 1992-93 Milan; 1993-94 Milan; 1994-95 Juventus; 1995-96 Milan; 1996-97 Juventus; 1997-98 Juventus; 1998-99 Milan; 1999-00 Lazio; 2000-01 Roma; 2001-02 Juventus; 2002-03 Juventus; 2003-04 Milan; 2004-05 Non assegnato; 2005-06 Inter; 2006-07 Inter; 2007-08 Inter; 2008-09 Inter; 2009-10 Inter; 2010-11 Milan.

LE PAGELLE La miglior difesa del campionato, tre attaccanti in doppia cifra, un centrocampo dinamico e solido. Al giro di boa si poteva prevedere uno scudetto nel nome di Ibrahimovic, invece su questo titolo sono impresse quasi tutte le sigle di un gruppo gestito con intelligenza da Allegri, che si è liberato della zavorra di RONALDINHO (fino a dicembre un gol, tanta panchina e indolenza, voto 5), ha tirato fuori il meglio dal collettivo e ora punta ad aprire un ciclo. ABBIATI 8.5 - Fa gli straordinari all'inizio quando la difesa deve assestarsi, poi poche parate ma determinanti: nel derby di ritorno e a Brescia mette le mani sullo scudetto. AMELIA 5 - In 6 presenze incassa 10 reti. Delude da vice Abbiati, al suo posto può arrivare Marchetti. NESTA 8 - Nonostante i molti infortuni, per fortuna del Milan non ha ancora voglia di smettere. Guida la difesa con classe e concretezza, insegnando a Thiago Silva come si diventa leader. SOKRATIS 5 - Segnato dall'esordio terribile a Cesena. Ha volontà, ma per Allegri non è adatto come centrale nel Milan. ODDO 6.5 - Sfrutta le poche occasioni: esce dalla quarantena a Napoli, diventa eroe con 2 assist e torna nelle retrovie. ZAMBROTTA 7 - Perde 4 mesi per una lesione menisco, prima e dopo mostra perchè a 34 anni è nella mente del ct Prandelli. BONERA 6 - Al centro o sulle fasce, è il jolly della difesa. Frenato dagli infortuni, quando è chiamato in causa fa il suo. THIAGO SILVA 8.5 - Comincia segnando un gol, prosegue a iosa. Elegante o essenziale, spesso regge la difesa senza Nesta e sta diventando leader. Per necessità, bravo anche da mediano. VILÀ sv - Un caso da 'Chi lo ha visto?'. LEGROTTAGLIE sv - Arriva a gennaio come scorta. 'Così vuole Diò dice, ma gioca solo 39', mandato ko dal laziale Kozak. JANKULOVSKI 6 - Accantonato per 7 mesi non fa una piega. Poi tre discrete partite di fila, alla quarta parte il ginocchio. YEPES 7 - Accolto con scetticismo dai tifosi, Berlusconi nota che può piacere alle donne. Da vice Nesta va oltre le aspettative. La classe non è la stessa, ma ha fisico, carattere ed esperienza. Da vedere se accetterà ancora questo ruolo. ANTONINI 7 - Quasi sempre titolare fino a febbraio, quando uno stiramento gli fa perdere ritmo e posto. L'anno prossimo dovrà sgomitare per trovare spazio sulla fascia sinistra. MERKEL 6.5 - Fra gennaio e febbraio 7 partite da titolare e un gol. Ha talento, ma presto torna in fondo alle gerarchie. EMANUELSON 7 - Arriva a gennaio e porta intraprendenza e corsa a centrocampo. È il 12/o uomo ideale, quello che può cambiare ritmo a una partita entrando dalla panchina. VAN BOMMEL 8 - Il Milan deve ringraziare le sue liti con Van Gaal al Bayern. L'esordio con espulsione promette male, ma l'olandese ha tutto quello che mancava ad Allegri senza Pirlo e Ambrosini: diga davanti alla difesa e playmaker lucido, da manuale la marcatura su Sneijder nel derby. GATTUSO 7 - Non sbaglia i match più importanti, e la «ciofeca» segnata alla Juventus indirizza lo scudetto. Ma la testata a Joe Jordan in Champions è una macchia indelebile. Galliani lo ha blindato, ma il suo futuro non è deciso. SEEDORF 7 - Tanta panchina all'inizio, quando è lento, combina qualche pasticcio (vedi Udinese) e viene fischiato. Si sveglia a Londra: non basta per superare il Tottenham ma lo carica per un finale di campionato a cinque stelle. STRASSER 6.5 - Usa gli occhiali per distinguersi da Seedorf. In campo non c'è rischio, ma tecnico e compagni ne apprezzano l'abnegazione e lo ringraziano per un gol da 3 punti a Cagliari. FLAMINI 6.5 - Non è la sua miglior stagione. Soffre la concorrenza prima di Boateng e poi di Van Bommel, fa avanti e indietro dalla panchina ma quando gioca è spesso utile. ABATE 7 - Parte da riserva, si rilancia arginando Cristiano Ronaldo a novembre. Rischia il pasticcio nel derby d'andata, ma al ritorno regala l'assit per Pato: nel complesso affidabile. PIRLO 6.5 - Un gol decisivo a Parma, poi fuori 4 mesi per guai muscolari. A sorpresa il Milan funziona anche senza il suo regista. Dopo 10 anni potrebbe tentare un'avventura altrove. AMBROSINI 6.5 - Anche per lui una stagione condizionata dagli infortuni: capitano senza la certezza del rinnovo, quando c'è si fa notare, con tanto pressing e un gol al Bari. BOATENG 8 - Grande intuizione di Galliani, rende oltre ogni previsione. Mediano aggressivo, mezzala in moto perpetuo e all'occorrenza trequartista ispirato, segna anche 6 volte fra campionato e Champions. Scontato il riscatto dal Genoa. PATO 8.5 - La convivenza con Ibra all'inizio non è facile. Alla fine, con 14 gol, è determinante almeno quanto lo svedese. Resta un mistero il motivo di tanti guai muscolari, intanto con Barbara Berlusconi ha ritrovato serenità. INZAGHI 6.5 - Tanta panchina ma supera Muller fra i goleador europei e Van Basten fra quelli del Milan. Il 10 novembre il ginocchio fa crac e deve abdicare. IBRAHIMOVIC 8.5 - Si presenta sbagliando un rigore a Cesena, poi trascina la squadra in testa: 14 reti, 10 assist, acrobazie e colpi di genio. Non guarisce dal mal di Champions e a marzo la testa è in sovraccarico: 2 espulsioni gli costano 5 turni di squalifica. Quasi metà scudetto comunque è suo. ROBINHO 7.5 - A 27 anni finalmente una stagione da ricordare. È record di sprechi, ogni 7 tiri in porta segna un gol, ma non sbaglia quello di Brescia che ipoteca il titolo. CASSANO 7 - In quattro mesi il Milan lo rivitalizza e lui ripaga con 7 assist e 4 gol, l'ultimo subito dopo la nascita del figlio. In forma decente sarà molto utile l'anno prossimo. ALLEGRI 9 - La bocciatura di Ronaldinho, le verticalizzazioni per Ibrahimovic, i tre mediani muscolari, Boateng trequartista: praticamente non ha sbagliato una scelta, e soprattutto ha gestito al meglio il gruppo, motivando le stelle e coinvolgendo anche chi giocava meno. Senza mai andare sopra le righe.

IL CAMPIONATO DEL MILAN: INIZIO DIFFICILE, POI LA FUGA All'inizio ci ha pensato soprattutto Ibrahimovic, poi l'opera l'ha proseguita Pato con l'aiuto dei vari Cassano e Robinho, talenti che Massimiliano Allegri ha avuto a disposizione per riportare lo scudetto al Milan dopo sei anni di astinenza. Troppo il tempo passato a guardare i festeggiamenti altrui e quindi, per una volta, vincere in Italia è diventata la priorità della stagione per una società che ha sempre privilegiato i trofei internazionali. Obiettivo centrato con due giornate di anticipo al termine di un'annata vissuta praticamente sempre da prima in classifica. La doppia campagna acquisti, estiva con Ibrahimovic e Robinho e invernale con Cassano e van Bommel, ha dato ad Allegri quantità e qualità per vincere al suo primo anno da allenatore rossonero, senza risentire troppo dei tanti infortuni. Da Inzaghi a Pirlo, da Nesta a Zambrotta, sono numerose le partite che il Milan ha dovuto giocare senza il suo nucleo storico di senatori italiani, ma la rosa allestita da Adriano Galliani ha dimostrato di avere alternative che hanno garantito continuità di rendimento e di risultati. Allegri, da parte sua, impiega davvero poco a capire di cosa ha bisogno la sua squadra e, soprattutto, di chi può fare a meno.

L'inizio di campionato chiarisce subito che il 4-3-3 con Ronaldinho che cammina in campo non è modulo utile a vincere qualcosa e la prima sconfitta della stagione a Cesena è già un punto di svolta: dalle quattro punte della ripresa non arriva neanche un gol e Allegri comprende che il Milan super-offensivo non solo non andrà lontano, ma rischia di fare pessime figure. E allora inizia subito a costruire quell'equilibrio difensivo che è alla base della sua filosofia di gioco e che fa diventare il reparto arretrato rossonero il migliore del campionato. Poi affronta la questione Ronaldinho: al brasiliano viene concesso ancora un mese ma il Milan continua a faticare. I due pareggi per 1-1 con Catania e Lazio fanno scivolare i rossoneri già a 5 punti dall'Inter dopo sole 4 giornate di campionato, dando ai tifosi la sensazione di dover vivere un'altra stagione a inseguire i cugini nerazzurri. Così non è: Ronaldinho si accomoda in panchina prima di finire definitivamente ai margini della squadra, che inizia con il Genoa una striscia di quattro vittorie consecutive interrotta dalla sconfitta interna con la Juve. Ma all'11/a giornata, il Milan batte il Palermo per 3-1 e prende la testa della classifica. È il 10 novembre e da quel giorno la posizione dei rossoneri non cambia più: il derby serve a mandare l'Inter a 6 punti grazie all'ennesimo gol di Ibrahimovic e a una difesa che continua a subire pochissime reti.

La squadra però inizia a perdere pezzi: è gravissimo l'infortunio al ginocchio di Pippo Inzaghi, Pato accusa una lunga serie di problemi muscolari, Boateng ha la pubalgia e, nell'ultima partita dell'anno persa contro la Roma, Pirlo si procura una lesione ai flessori della coscia. Adriano Galliani decide quindi di tornare a investire, mentre Ronaldinho saluta tutti e dal ritiro invernale di Dubai se ne torna direttamente in Brasile, al Flamengo. Antonio Cassano è la stella del mercato di gennaio ma Mark van Bommel si rivela innesto utilissimo. Arrivano anche Urby Emanuelson e Nicola Legrottaglie, visto che Zambrotta viene operato al ginocchio, Nesta si fa male alla spalla e Bonera è sempre infortunato. Il Milan, però, inizia a rallentare: non perde mai, ma i pareggi contro Udinese, Lecce, Lazio, Genoa alimentano le speranze di rimonta dell'Inter, che sembrano farsi davvero concrete quando, nelle due partite prima del derby di ritorno, i rossoneri fanno un solo punto con Bari e Palermo e perdono Ibra per squalifica. Ad aprile il campionato sembra riaperto. Sembra. Perchè il derby non ha storia: Pato distrugge l'Inter e dà inizio alla striscia di 5 vittorie consecutive che porta il Milan al 18/o scudetto, dopo 200 giorni di corsa solitaria. Allegri fa centro al primo anno da allenatore rossonero, Barbara Berlusconi festeggia nel modo migliore l'esordio come dirigente. E Adriano Galliani può ora pensare a tornare a vincere in Europa.

LA PRIMA VOLTA DI ALLEGRI Toscano, anzi livornese fino al midollo; in apparenza un'acqua cheta, in realtà un temperamento bollente sapientemente tenuto a freno; insofferente ai divieti stradali tanto da litigare con vigili e carabinieri; così impulsivo da lasciare la sua promessa sposa sull'altare sola come un 'gambo di sedanò: è Massimiliano Allegri, uno che nella vita gioca in contropiede ma che, davanti a un 'caciuccò e a un buon bicchiere di vino, si scioglie e si lascia andare alla goliardia e al buonumore. E davanti al primo scudetto della sua carriera, anche di più. Il ragazzo - che debutta a 17 anni nell'84 nella Cuoiopelli - soprannominato 'Acciugà perchè alto e smilzo - diventa uno splendido quarantaquattrenne, assennato e maturo dal sorriso seducente, dal look impeccabile, educato e gentile. Multe a parte, mette la testa a posto ma non i capelli, come gli fa notare una volta Berlusconi che lo redarguisce 'dolcementè per essere andato spettinato in televisione dopo la sconfitta in casa contro la Juventus (1 novembre 2010). Consiglio recepito, capigliatura ribelle subito accorciata. Archiviato in fretta anche il passo falso calcistico. La marcia riprende. Allegri mostra fascino e stoffa uniti a una diplomazia e a una capacità di mediazione, quasi d'obbligo per restare al Milan.

Adriano Galliani può esultare: il suo intuito non lo tradisce neanche questa volta e la scelta fatta si è rivelata azzeccata. Al suo primo anno sulla panchina del Milan, centra lo scudetto con due giornate d'anticipo. E quello che non gli è riuscito da giocatore, lo porta a buon fine negli anni della maturità: insieme al tricolore, raccoglie consacrazione e gloria. La chiave di volta della splendida annata è il collettivo: Allegri smussa con stile le ruvidità degli esclusi recalcitranti, ma soprattutto muove le corde giuste per ottenere la stima e l'appoggio del più ingombrante dei presidenti, l'allenatore aggiunto Silvio Berlusconi. Tra i due scoppia l'amore, con Galliani addirittura la passione. Allegri è fiero della sua livornesità, che - come dice Paolo Virzì - «è un'identità che si può indossare». «E che - secondo il regista - accoglie chi le si affeziona, lascia un segno profondo e coinvolge i più nella riscossa di noi, eterni subalterni». Lì dove Leonardo fallisce, trionfa l'orgoglio intelligente di Allegri, che sfugge alle etichette, gestisce situazioni e personaggi complicati come Ibrahimovic e Seedorf (pronto a inalberarsi a ogni esclusione), si priva di Ronaldinho, incapace di rispettare le regole del gruppo, sa trarsi di impaccio con abilità e discrezione di fronte a qualche inevitabile mugugno e mal di pancia. Riesce a creare non un insieme di solisti sconclusionati ed egoisti, ma una vera squadra - compatta e coesa - dove la turnazione è un punto di forza e non di debolezza.

Poco incline alle polemiche, tranne le stoccate con il quasi conterraneo Walter Mazzarri, nativo di San Vincenzo a pochi chilometri da Livorno, Allegri sa cavarsela alla grande in ogni situazione. La squadra lo ripaga e lo apprezza: unica defaillance l'eliminazione dalla Champions, ma lui si scalda già per il prossimo anno, convinto che Galliani - da mago del mercato qual è - gli possa offrire i giusti innesti per conquistare anche l'Europa. «Allegri - dice Berlusconi - mi è piaciuto dal primo momento che l'ho incontrato. Anche come persona rappresenta bene l'identità e stile del Milan. Un presidente come me che è da tempo nel calcio magari può avere le sue idee sui singoli momenti delle partita ma non si può pretendere che l'allenatore faccia sempre quello che il presidente vuole. Noi ci sentiamo spesso e facciamo lunghe riflessioni al telefono e ci troviamo sempre d'accordo. C'è sintonia ed è destinato ad un bel periodo come allenatore del Milan, continuando la classifica di numeri uno come allenatore credo che possa essere il quarto di questa serie dopo Sacchi, Capello ed Ancelotti».

SCUDETTO N. 8 DELL'ERA BERLUSCONI Il Milan ha conquistato il suo 18/o scudetto, il 15/o nell'era del girone unico: prima del 1929/30 i rossoneri, infatti, avevano vinto i campionati 1901, 1906 e 1907. I titoli nell'era del girone unico sono stati invece conquistati nelle stagioni 1950/51, 1954/55, 1956/57, 1958/59, 1961/62, 1967/68, 1978/79, 1987/88, 1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99, 2003/04, infine quello odierno. L'ultimo scudetto vinto dal Milan risaliva alla stagione 2003/04, quindi i rossoneri erano rimasti a digiuno nelle 6 stagioni precedenti all'attuale. È stato pertanto interrotto il record negativo dell'era Berlusconi, poichè in precedenza il suo Milan era rimasto al massimo senza vincere il tricolore per 4 stagioni, dal 1999/00 al 2002/03, tra lo scudetto Zaccheroni (1998/99) e quello di Ancelotti (2003/04). Nell'era-Berlusconi il Milan ha vinto oggi lo scudetto numero 8, ed è la quinta volta che il titolo viene vinto quando ancora mancano due giornate alla fine del campionato, come nel 1991/92, 1993/94, 1995/96 e 2003/04. Nel 1987/88 e nel 1998/99 lo scudetto venne vinto dai rossoneri negli ultimi 90', nel 1992/93 alla penultima giornata. Quello odierno è il primo scudetto in carriera tecnica per Massimiliano Allegri, che nel suo palmares da tecnico finora vantava 1 promozione in serie B (Sassuolo, 2007/08) ed 1 supercoppa di serie C-1 (Sassuolo, 2007/08). Prima di quest'anno, nelle 4 stagioni da tecnico professionista in cui aveva iniziato e terminato il mandato, Allegri aveva peggiorato in 3 occasioni su 4 il lavoro dell'andata, perdendo in totale 19 punti, alla media di oltre 6 a campionato. Un dato che lasciava poco tranquilli i tifosi rossoneri: prima di questa l'unica stagione in controtendenza era stata con il Cagliari 2008/09, quando chiuse il ritorno a +2 sull'andata: quest'anno Allegri ha girato a 40 punti e nel ritorno, con oggi, ne ha totalizzati 38. Il Milan, squadra neo-campione d'Italia 2010/11, in questo campionato ha vinto il maggior numero di partite: 23 in 35 giornate. Da quando in serie A (dal 1994/95) vige la regola dei 3 punti a vittoria, nei 17 campionati conclusi, incluso quello odierno, 9 volte ha conquistato il titolo chi ha vinto, in solitario, il maggior numero di partite tra le squadre partecipanti; 2 le eccezioni: la Juventus, campione d'Italia nella stagione 1996/97 (17 vittorie finali contro le 18 del Parma, che finì secondo), e l'Inter 2005/06, che chiuse con 23 successi contro i 28 conquistati - sul campo - dai cugini del Milan ed i 27 della Juventus. In 4 campionati, invece, chi si è cucito lo scudetto sulla maglia ha vinto lo stesso numero di partite della seconda classificata, evento accaduto nelle stagioni 1997/98 (Juventus ed Inter), 1998/99 (Milan e Lazio), 1999/00 (Lazio e Juventus) e 2009/10 (Inter e Roma); nel 2001/02 furono la squadra campione d'Italia e la terza classificata a vincere lo stesso numero di partite (Juventus ed Inter). Nel 2004/05, a seguito delle sentenze di Calciopoli il titolo tricolore non venne assegnato. Tra gli altri primati rossoneri relativi a questo campionato, il Milan è la squadra che ha perso meno gare: 4, di cui 2 in casa (1-2 contro la Juventus il 30 ottobre scorso e 0-1 contro la Roma il 18 dicembre scorso) e 2 in trasferta (0-2 a Cesena, l'11 settembre scorso e 0-1 a Palermo il 19 marzo scorso). In casa il Milan è una delle 2 squadre della serie A 2010/11 ad aver incassato il minor numero di gol: sono 11, stessa cifra del Chievo. (A cura di Football Data).

FONTE: Leggo.it

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