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Le schede di B/=\S: Domenico MAIETTA

Pubblicato da andrea smarso sabato 1 gennaio 2011 21:39, vedi , , , , , , , , | Nessun commento

Data di nascita:03/08/1982
Luogo di nascita:Cariati (CS)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Difensore centrale
Altezza:185 Cm
Peso:77 Kg
Posizione:

Carriera da giocatore:

 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Hellas Verona2012 - 2013B-- 
Hellas Verona2011 - 2012B334 
Hellas Verona2010 - 20111^ Divsione220 
Frosinone2009 - 2010B300 
FrosinoneDa Gen. 2009 - 2009B90 
Crotone2008 - 2009C180 
Avellino2007 - 2008B280 
Crotone2006 - 2007B290 
Crotone2005 - 2006B290 
Crotone2004 - 2005B190 
PerugiaDa Gen. 2004 - 2004A00 
Avellino2003 - 2004B120 
MessinaDa Gen. 2003 - 2003B80 
Triestina2002 - 2003B50 
L'Aquila2001 - 2002C100 
Juventus2000 - 2001A00 
Giovanili JuventusFino al 2000--- 

Vicenza 2-3 Verona: Il gol vittoria di MaiettaVerona 2-1 Crotone: Il magnifico gol firmato Maietta

News e curiosità:

Nei piani di mister GIANNINI avrebbe fatto coppia con CECCARELLI garantendo al reparto arretrato dell'HELLAS una difesa-bunker simile a quella costituita da Luca e COMAZZI la stagione scorsa ma... Qualcosa non ha funzionato: Domenico ha un passato importante con molte stagioni in Serie B e delle doti tecniche sicuramente non indifferenti per la categoria in cui è venuto a giocare; con la società di Via Torricelli è stato amore a prima vista tanto è vero che nel suo ingaggio, ridotto rispetto alle stagioni scorse, è prevista una sorta di bonus economico ma non già per la promozione in cadetteria quanto (addirittura!) per il raggiungimento della Serie A: chissà se in questo momento rifirmerebbe quel triennale...

Anche Mimmo è stato fermato a lungo dall'infortunio (come nella prima stagione a FROSINONE dove si ruppe quasi subito la spalla e, al rientro, subì uno strappo nella parte infortunata) ma se rientra a tempo pieno con Luca può riformare una coppia di centrali di tutto rispetto per la categoria.

Clickate qui per la sua pagina Facebook creata di tifosi del FROSINONE, e qui c'è il relativo gruppo [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

Domenico Maietta
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Domenico Maietta (Cariati, 3 agosto 1982) è un calciatore italiano, difensore del Verona.

Carriera
- Club
Originario di Cirò Marina, è cresciuto calcisticamente nella Juventus.
Nel 2002 debutta in Serie B con la Triestina, rimanendovi fino al mercato di riparazione quando passa al Messina ancora in cadetteria.
Nel luglio 2003 approda all'Avellino dove le sue prestazioni lo portano a essere ingaggiato, nel gennaio seguente, dal Perugia che milita in Serie A ma con cui non scende mai in campo.
Nel 2004 torna in Serie B al Crotone dove gioca tra i titolari per tre anni, al termine dei quali, vista la retrocessione dei calabresi, viene dato in prestito all'Avellino che disputa la Serie B. Nell'estate 2008 torna a Crotone, giocandovi alcune partite in Serie C1, prima di essere venduto, nel gennaio 2009, al Frosinone, dove ha disputato l'ultimo anno e mezzo in cadetteria.
Terminato il contratto con la società laziale, nell'agosto 2010, Maietta firma un accordo triennale con il Verona.[1]

- Nazionale
Durante l'esperienza in bianconero ottiene 30 convocazioni nelle Nazionali giovanili fino all'Under-20, con la quale gioca la sua unica partita il 25 aprile 2001 contro la Turchia.
Con le selezioni giovanili italiane complessivamente raccoglie 21 presenze ed una rete, quest'ultima realizzata nel 1998 contro il Camerun in Under-15.

FONTE: Wikipedia.org


14.04.2013
Maietta è sicuro: «Verona in serie A Vi spiego perché»
GRANDE OTTIMISMO. Ieri ospite di Sky, ha commentato la giornata
Nonostante i risultati «negativi», Mimmo ci crede: «Giochiamo bene, anche troppo: ci andremo, anche se tutto si deciderà soltanto all'ultima giornata»

Mimmo fissa una data. «Verona-Empoli, all'ultima giornata. Per me si deciderà tutto lì». Il campionato ieri s'è ingarbugliato ancora una volta, col Livorno di nuovo secondo ed il Sassuolo non più così lontano. Maietta ha visto tutto in diretta, ha assorbito colpi bassi e regalato sorrisi amari in diretta nazionale, ospite negli studi di Sky. Pareva un turno almeno da pari e patta, invece il Livorno ha fatto saltare il banco passando a Varese. Composto Maietta, nonostante tutto. Giacca, cravatta e parole da capitano. Come un leone in gabbia, a far finta di niente davanti allo show di Belingheri e del Livorno di nuovo davanti all'Hellas. Prima del fischio era stato chiaro Mimmo. «Puntiamo al primo posto noi, ci siamo messi in testa di guardare sempre avanti e così vogliamo ragionare», la convinzione di Maietta ad allontanare la tesi dei playoff e di chi l'ha più volte caldeggiata, magari per propri interessi. «Per me non si giocheranno. Le prime tre andranno in A direttamente», dirà a fine gara l'amico Alfredo Aglietti, ex del Verona ai tempi di Cagni e Prandelli che col suo Novara adesso sta volando e che in tanti vedono come la Samp di un anno fa. Prima anonima, poi resuscitata, quindi dilagante. Scenari infiniti, quel che oggi è certezza domani diventa dubbio amletico.

AMARO IN BOCCA. Il giorno dopo Cesena c'è anche e soprattutto tanto rammarico. Maietta sorride, ci voleva in effetti una bella fantasia a sposare la teoria della partita equilibrata che entrambi potevano vincere. Qualche testata nazionale ci ha provato, chissà poi da quale angolazione. Maietta ha messo subito in chiaro le cose: «Io dico che soprattutto nel primo tempo siamo stati nettamente superiori, abbiamo giocato come sappiamo ma non abbiamo avuto la capacità di concretizzare quelle cinque-sei occasioni che abbiamo creato in maniera nitida. Vero, facciamo pochi gol rispetto al lavoro della squadra. Ma siamo fatti così, cerchiamo sempre il gioco. Siamo convinti che sia la strada giusta. Magari sono venuti un po' meno i gol di certi attaccanti, magari Hallfredsson l'anno scorso di questi tempi aveva segnato di più anche se si sta rivelando per noi un giocatore sempre importantissimo. Andiamo avanti, è ancora lunga».

FINALE DA SCRIVERE. Sfila Giulio Ebagua, uno che ha mandato parecchi messaggi al Verona proprio al Bentegodi, ricambiato dalla stima di Sean Sogliano. Anche ieri il toro di Varese ha fatto il diavolo a quattro, compreso un gol di tacco che ha illuso chi tifava contro il Livorno. Maietta sorride, a precisa domanda: «E chi non vorrebbe uno come Ebagua? Anche se noi di attaccanti ne abbiamo tanti e tutti bravi». Tanti discorsi, finché Maietta prende la palla e lancia un altro pensiero forte a Mandorlini, reduce da una settimana tristissima: «Volevamo vincere soprattutto per lui, per me il mister è una grande persona ed un grande allenatore. Merita un palcoscenico importante come quello di Verona». I minuti passano, le immagini anche, i commenti si susseguono. Il Varese accorcia proprio con una finezza di Ebagua, ma il Livorno tiene fino alla fine. Il Sassuolo prende un punto, l'Empoli ne aveva presi tre venerdì. Lo studio di Sky si lancia in analisi e proiezioni, calendari e mezze previsioni. Maietta taglia la testa al toro, dopo aver preferito il gol al Varese rispetto a quello segnato in casa del Torino nel 4-1 a Gianpiero Ventura di un anno fa. Centouno partite col Verona alle spalle sono abbastanza per alzare il tiro. La chiusura dice tutto: «Secondo me in serie A noi ci andremo. Per la società che abbiamo, per i giocatori, per il pubblico, per tutto il resto. Ne sono sicuro». Avanti col Cittadella allora, il Livorno è solo a due punti. E nemmeno il Sassuolo è così lontano. Anche se ieri poteva andare meglio.
Alessandro De Pietro

Inferno e paradiso nell'urlo di Mimmo
Cento metri di corsa per fare festa con i «butei» «Verona è diventata casa mia, voglio lasciare un segno»

16/09/2012
La liberazione è arrivata quando la palla si è adagiata in rete. Che cosa ha pensato Mimmo? Maietta non si fermava più. Ha urlato al cielo. Il quadro a tinte fosche che gli si era proiettato davanti agli occhi, improvvisamente ha cambiato gradazione e colore. Mimmo dipinto di allegria. Un gol per l'Hellas, un gol per se stesso, un gol per la gloria. Fin lì, fino alla rete del definitivo tre a due era stato un pomeriggio difficile per il capitano gialloblù. Nell'azione del primo gol di Malonga non era riuscita a chiudere la linea di tiro dell'attaccante vicentino. Nella ripresa, poi, Mimmo era stato sfortunato protagonista dell'episodio del rigore che aveva permesso al Vicenza di portarsi in parità. Capita anche ai migliori di sbagliare. Il derby, però. è partita speciale. E tutti ci tengono a dare qualcosa in più. Figuratevi Mimmo che all'antivigilia della gara aveva detto: «Verona è casa mia, so cosa vogliono i veronesi da questa partita.

Ci teniamo tanto, tantissimo». Si era corrucciato Mimmo dopo avere procurato il tiro dagli undici metri ai vicentini. Ma lì, proprio lì, esce Maietta. Quello vero. Quello che suona la carica, asciuga le lacrime di un cuore matto e decide che non è finita, che non può finire così. Ecco allora balenare l'idea: ma si dai, a questo punto proviamoci. Il pomeriggio così non può finire. E Mimmo decide anche di sostituirsi agli attaccanti. Si butta avanti. Sente che tira il vento buono. Quello della riscossa. C'è una punizione. Va in mischia. Se sei al posto giusto, al momento giusto, magari ti riesce di fare la cosa buona. Basta un gesto per cancellare quanto fatto fino a quel momento. E Mimmo ci vede giusto. Pensa la cosa giusta. Perché va su una palla vagante. Messer Destino decide che nessuno la deve prendere.

Neppure Cacia, che avrebbe desiderato tanto siglare una tripletta da urlo. Ma la partita a Daniele aveva già dato tanto. Non a Mimmo, che segue l'onda vede la palla arrivare, non pensa più a niente. E scaraventa in porta rabbia, tanta rabbia. D'improvviso la delusione s'annacqua e svanisce. Mimmo fa dietrofront, percorre il campo di corsa, invoca la Curva. Benedice il saluto, consegna i suoi pensieri più intimi ai tifosi e al cielo, fa festa con i «butei» gialloblù. Ecco, la giornata torna ad essere perfetta. Proprio come Mimmo aveva desiderato prima del fischio d'inizio. «Mai stato meglio di Verona” aveva sussurrato prima di scendere in campo per questo derby. «Mai stato meglio» deve aver pensato quando la palla del tris gialloblù è finita in rete. Una giornata da ricordare per Mimmo. Viaggio dantesco con tanto di uscita «a rivedere le stelle». Non il Paradiso, ma il Menti. Basta e avanza per fare festa con l'Hellas. Il derby, si sa, è partita particolare. Da ricordare per una vita.
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Maietta: "Saremo più agguerriti del Vicenza"
Postata il 11/09/2012 alle ore 13:20
Il capitano gialloblù parla in vista della sfida di sabato: "Non è una partita come tutte le altre, è più sentita e loro vogliono far bene. Ma noi siamo pronti perché vogliamo vincere"
SANDRA' - Ecco le dichiarazioni di Domenico Maietta, durante la conferenza tenuta a Sandrà in vista della partita di sabato contro il Vicenza: "Abbiamo dato un segnale con la Reggina, ora andiamo a Vicenza per giocarcela, per vincere, perché questa squadra è nata per questo. Chi gioca non fa rimpiangere nessuno e dà il massimo. Quest'anno, rispetto alla stagione scorsa, ci sono più giocatori di qualità e siamo coperti bene in tutti i ruoli. Io capitano? Sono i cosiddetti vecchietti i capitani, non solo chi porta la fascia. Tutti ragazzi intelligenti che si mettono a disposizione e il gruppo viene automaticamente con questi presupposti.
La difesa? Si sta creando l'affiatamento giusto. E' normale che all'inizio abbiamo dovuto prendere le misure. Io mi sono trovato prima Pesoli poi Moras al fianco, mentre sulle fasce Crespo, Fatic o Martinho stanno entrando nei giusti automatismi.
Il derby? Il Vicenza è molto affiatato dopo la retrocessione. Troveremo una squadra agguerrita, vuole fare bella figura davanti ai propri tifosi. Ho visto la partita con la Juve Stabia, lottano su ogni pallone, dovremo stare attenti e farci trovare pronti. Non è una partita come tutte le altre, è più sentita ma noi siamo concentrati sul nostro obiettivo. E quello dobbiamo raggiungere.
Il mio successo personale? Ho sempre avuto voglia di arrivare, non mi interessa non essere arrivato a grandi livelli. Nessuno mi ha mai regalato nulla e per questo sono ancora più soddisfatto. Io ora voglio arrivare con le mie forze e quest'anno lo farò con ancora più voglia.
Verona città e società ideale? Mi sono trovato bene anche a Frosinone, ma non sono mai stato bene come qui. Una piazza del genere la cercavo da tempo. Mi piace la passione che si respira, che la gente ti trasmette. In altre città quando vanno male le cose, nessuno va più allo stadio. A Verona è diverso, amano la maglia e c'è una tradizione. E io mi sento un tradizionalista, proprio come i tifosi".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Maietta cancella la Coppa e pensa al Modena
TUTTI AL BENTEGODI. Dopo la grande impresa di Genova, è stata superata quota 10.551, gli abbonamenti di un anno fa. Ora le tessere vendute sono 10.712: «Grande emozione a Marassi ma adesso comincia il campionato, quello è il nostro grande obiettivo. Sogno di andare in A con l'Hellas»

21/08/2012
Chiamatelo «effetto Marassi». La grande impresa di Coppa Italia con il Genoa ha rilanciato la campagna abbonamenti dell'Hellas. Ieri mattina, alla riapertura degli sportelli, in poche ore sono state vendute più di trecento tessere, in serata è arrivata la conferma ufficiale: sono 10.712 gli abbonamenti già acquistati dai tifosi del Verona. L'anno scorso i «fedelissimi» gialloblù si erano fermati a 10.551, quest'anno hanno fatto ancora meglio. E la campagna non è ancora finita. Il grande entusiasmo che accompagna da settimane l'Hellas è stato alimentato dalla vittoria ai rigori contro la formazione rossoblù, Mimmo Maietta si è confermato ancora una volta leader indiscusso del gruppo, con la fascia da capitano al braccio. Grinta da vendere al centro della difesa, autore di gol strepitosi nell'ultimo campionato, nella notte di Marassi Maietta si è calato anche nei panni di cecchino infallibile e ha realizzato il rigore che ha dato la vittoria matematica al Verona.

«Ci eravamo allenati in settimana - racconta il capitano gialloblù - sapevamo che la partita poteva finire anche ai rigori e così abbiamo provato e riprovato. Quando l'arbitro ha fischiato la fine dell'incontro, il mister mi ha chiesto se me la sentivo di battere e io non mi sono tirato indietro. Ho calciato bene? Non mi sono fatto impressionare, sono stato tranquillo e ho calciato come sempre. D'altronde come facevo a sbagliare? Avete visto i rigori che avevano calciato i miei compagni? Non potevo rovinare la festa...».

Sorride Maietta. La stanchezza è tanta dopo 120 minuti di sofferenza ma una vittoria così porta grande fiducia nel gruppo. «Non penso solo al risultato ma anche alla prestazione - continua - abbiamo fatto fatica all'inizio. Non per paura, forse eccesso di rispetto contro una delle migliori squadra di serie A. Poi abbiamo capito che potevamo far male, abbiamo sfiorato il gol per andare in vantaggio. Nel momento migliore abbiamo preso il gol del Genoa, su punizione, per questo mi sono arrabbiato. Siamo stati bravi a reagire, nel secondo tempo abbiamo giocato solo noi. Abbiamo pareggiato e siamo passati in vantaggio con un gran gol di Gomez. Purtroppo l'arbitro l'ha annullato incomprensibilmente, l'assistente ha detto che c'era Bjelanovic in fuorigioco. Ma cosa centrava Bjelanovic? Mah... Comunque abbiamo vinto lo stesso, si vede che era destino».

Adesso c'è la sfida con il Palermo, un'altra di A. «Beh, c'è tempo fino a novembre - aggiunge Maietta - e quando giocheremo al Barbera saremo pronti alla sfida, come abbiamo fatto l'anno scorso. Però lasciatemi dire una cosa, io non voglio snobbare la Coppa Italia ma il nostro obiettivo è un altro. Venerdì comincia il campionato a Modena, loro hanno costruito una buona squadra, vogliono partire forte in casa e quando arriva l'Hellas gli stimoli sono ancora di più. Noi abbiamo dimostrato di essere un gruppo solido e unito, i nuovi hanno già capito che questa è una squadra con ambizioni importanti, si può arrivare in alto ma bisogna lottare tutti insieme, come abbiamo fatto tante volte l'anno scorso, come abbiamo fatto a Marassi». Per inseguire questo obiettivo Maietta ha rimunciato a chiamate importanti anche dalla A, da Samp e Torino solo per fare un esempio. «Fa piacere essere apprezzati - conclude Maietta - ci sono stati anche dei contatti ma ho detto al mio procuratore che io in serie A ci voglio andare con il Verona, voglio fare qualcosa di importante con l'Hellas. Lui è stato sorpreso ma ha capito».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Maietta: "Troppo presto per i pronostici"
Postata il 25/07/2012 alle ore 20:30
"In questi giorni si lavora tanto soprattutto dal punto di vista atletico, col mister stiamo cercando di inserire al meglio i nuovi arrivi"
SANTA CRISTINA - Intensi i carichi di lavoro, ma la lucidità per essere obiettivi non manca a Domenico Maietta, più detereminato che mai in vista della nuova stagione. "In questi giorni si lavora tanto soprattutto dal punto di vista atletico, col mister stiamo cercando di inserire al meglio i nuovi arrivi. Sono stati acquistati ragazzi disponibili, è importante entrare quanto prima negli schemi del tecnico".
Venerdì il debutto contro un avversario di spessore, la Fiorentina: "L'anno scorso abbiamo cominciato con la Samp, magari incontrare un'altra gemellata porterà fortuna. Per i pronostici è ancora troppo presto, concentriamoci solo sul lavoro da svolgere in campo".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Mimmo rimugina ancora: «Play off? Così sono ingiusti»
I PROTAGONISTI. Tanti cori e un lunghissimo applauso ai due gialloblù
Maietta pensa al futuro ma rimugina sul passato E Ferrari si commuove per l'affetto dei tifosi: «Non so cosa ho fatto per meritarmi tutto questo»

22/07/2012
Storia di applausi presenti, passati e futuri. A uno riempiono il cuore di orgoglio. A l'altro gli occhi di lacrime. Due facce della stessa medaglia gialloblù. Mimmo Maietta e Nicola Ferrari. A entrambi i tifosi hanno tributato un lungo, lunghissimo coro quando, alla presentazione della squadra in via Sogare l'altra sera, il loro nome è stato scandito dagli altoparlanti. Un boato per entrambi. Ricco di aspettative per Mimmo, pronto a cavalcare la nuova stagione con i nuovi compagni sperando di centrare l'obiettivo sfumato l'anno scorso. Amaro e troppo duro da digerire per Nicola, che in campo non ci sarà per tre anni, squalificato nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

LA BANDIERA. Mimmo «coast to coast» ha lasciato il segno nel cuore gialloblù. Non c'erano dubbi. Ma la riprova è arrivata puntuale. Un riferimento in campo e una bandiera per la curva. Che applauso eh Mimmo? «È uno spettacolo ogni volta che ci incontriamo. Sono senza parole, mi fa strapiacere, mi rende orgogliosissimo di essere qui». Come senti l'ambiente con i nuovi arrivi? «Come sempre dovremo essere bravi noi a inserire gli ultimi arrivati e a farli star bene. La cosa importante è che sono tutti bravi giovani con la testa sulle spalle e con tanta voglia di fare bene». Tu sei un riferimento in campo e fuori, una responsabilità? «Ma me l'assumo volentieri, per questa squadra, per questa società, per questi tifosi. Dare una mano anche nell'ambiente dello spogliatoio è un onore, lo faccio volentieri». Rifarai ancora qualche gol «coast to coast» tipo a Torino o col Varese? «Ma spero di sì, la cosa più importante è difendere, non farli fare i gol, ricordiamoci che sono un difensore. Poi chissà, il mister dice che sono matto e io ci proverò tante altre volte, tutte quelle che potrò. Lo rifarò, promesso». Hai già legato coi nuovi compagni? Qualcuno in particolare? «Ma con tutti, soprattutto con Grossi e Carrozza con i quali mi sono trovato subito a pelle». Superato l'amaro in bocca per l'anno scorso? «No, ancora non del tutto. Ci pensavo e ne parlavo anche giorni fa, a volte mi assento, penso a come è andata. Una delusione anche per tanti amici miei e tifosi giù in Calabria». Ma ti piace questo sistema di play off? «No, io l'ho sempre detto, è ingiustissimo. E non si possono fare paragoni con quando li abbiamo fatti noi in C: eravamo solo a 2, 3 punti di distacco. Quest'anno erano 10, non mi sembra giusto anche perché la B è dura e 10 punti si suda veramente tanto per farli. Io avrei fatto una finale secca Sassuolo - Verona, le squadre che se lo erano meritato di più»...
Marzio Perbellini

FONTE: LArena.it


HELLAS VERONA
Hellas Verona, Maietta: "Ho voglia di rivincita"
14.06.2012 21:16 di Federico Errante
Fonte: hellas1903.it
Qualche giorno a Barcellona, ora è nella sua Cirò Marina. Domenico Maietta è tornato a respirare l’aria di casa, anche per smaltire del tutto la delusione che ha ancora dentro, testimoniata, il 2 giugno scorso, dalle sue lacrime dopo l’eliminazione ai playoff.
“Sono tutti amareggiati anche qua dalle mie parti – dice – e ogni volta che mi domandano di quella partita dico: lasciamo stare, per favore”.
Mimmo è comunque uno che sa rialzarsi presto e che parla col sorriso. Il vento del mare calabrese soffia sul telefonino, poi si placa. Sembra aver spazzato i nuvoloni. “Ho già voglia di rifarmi – incalza – e spero tanto che il prossimo anno sia quello giusto. Tornando al campionato appena concluso, non abbiamo affrontato le ultime gare con la dovuta cattiveria. Purtroppo abbiamo avuto un calo nel momento più importante. A Varese? Lì è mancato anche l’approccio mentale giusto. Ai playoff meritavamo di passare noi, non la Sampdoria. Abbiamo disputato un campionato straordinario”.
Ti senti penalizzato dagli arbitraggi? “Sì. Anche se in una stagione ci possono stare gli errori dei direttori di gara, se ripenso a certe partite, ai soli 4 rigori fischiati a favore, mi viene da pensar male, ma non voglio farlo”.
Maietta è uno degli indiscutibili puntelli per il prossimo Hellas, un fuori mercato. “Non ho avuto contatti con Sogliano ma so che mister Mandorlini è contento che ci sia lui, sulle vicende societarie mi informo tramite internet”.
Pare che la squadra non verrà snaturata. “Mi auguro che tengano il 90 per cento di noi. Certo, gli scontenti ci sono, soprattutto quelli che hanno giocato poco, e allora è giusto che trovino altre soluzioni”.
Gibellini è, di fatto, andato via arrabbiato. “Ho visto e letto tutto. Sinceramente mi dispiace, per me è una gran brava persona, competente, sempre vicino a noi. Ma sono vicende che vanno al di là del calcio e che non conosco”.
Ci vediamo a Verona. “E come no! Mamma mia, ho voglia di rifarmi. Presto”.

FONTE: TuttoB.com


«Coast to coast», Mimmo si inventa il gol alla Maradona
ANTOLOGIA. Il centrale: «Ho lavorato mattina e sera per tornare»
Maietta rientra dall'infortunio e dopo una cavalcata solitaria di 80 metri fa una rete da incorniciare «Volevo solo segnare, dovevo riscattare Crotone»

20/05/2012
Rientra a tempi di record da un infortunio che avrebbe dovuto mettere la parola fine alla sua stagione e segna un gol da antologia. Per caparbietà, grinta, determinazione. Si fa 80 metri palla al piede, nemmeno fosse Maradona, e dopo un «coast to coast» mozzafiato piazza un tiro a giro che lascia Bressan, il portiere del Varese, a bocca aperta. Eurogol sotto la curva sud che esplode con tutto lo stadio. Pubblico in piedi in visibilio ad applaudire un capolavoro. Standing ovation a Mimmo il grande quando le squadre vanno a riposo nel primo tempo. Rientro da panico, cosa ti è saltato in testa? «Ci tenevo, dopo Crotone (due autogol ndr) volevo riscattarmi. Non vedevo l'ora di rientrare in campo e fare vedere chi era Mimmo Maietta. Volevo dimostrare che non siamo finiti, volevo fare gol e vincere davanti a questo pubblico. E non ho potuto farlo subito perché mi sono infortunato e ho dovuto aspettare tanto. Ma ce l'ho fatta».

Alla fine sembravi indeciso se passare o meno a Ferrari. «No, no, no, ero decisissimo a fare gol, nessuna indecisione. Poi per fortuna mi ha aiutato involontariamente anche Terlizzi che si è spostato a destra per coprire Nicola e mi ha lasciato lo spazio libero. Il portiere non se l'aspettava, dopo me l'ha pure detto, ci ho parlato. L'ho guardato e ho tirato». Un recupero record dall'infortunio. «Mi sono impegnato tanto, ho accelerato i tempi lavorando mattino e pomeriggio senza sosta per poter rientrare prima della fine, soprattutto col Varese. Devo ringraziare il massaggiatore Alberto Previti che mi ha rimesso in piedi e che mi ha dovuto sopportare: quando sto male sono davvero insopportabile, non l'accetto, sono fastidioso perché voglio subito tornare a giocare. Mi avevano detto che i tempi di recupero sarebbero stati lunghissimi però in due settimane ce l'ho fatta e mi sono preso la mia soddisfazione».

Anche il Verona sembra aver recuperato dopo l'Albinoleffe. «Sì, a Bergamo è andata un po' così, ma questo è il calcio. I passi falsi li abbiamo fatti noi e ora speriamo li facciano anche gli altri, io ci credo fino alla fine, fino a quando non vedo che ci sono andati gli altri in serie A, ce la metterò tutta. E con me anche i miei compagni, tutti determinati ad andare fino in fondo. E se saranno play off vorrà dire che dovremo fare altre finali come abbiamo fatto l'anno scorso. Gli altri sono obbligati a vincere. Ma pure noi, a Modena per cominciare». Il tuo gol a chi lo dedichi? «Ai miei compagni, reagire dopo Bergamo non era facile ma siamo una grande squadra, un bel gruppo e questa rete la voglio dedicare a loro. Chi gioca va in campo per dare il meglio e chi non gioca sostiene i compagni in campo. A volte giochi bene, a volta meno, come è successo a me a Crotone, ma anche grandi campioni sbagliano, basti pensare a Buffon, può succedere. L'importante è che ci sia la voglia di vincere di combattere».
M.P.

FONTE: LArena.it


Maietta: "Dimostrato che ci siamo anche noi"
Postata il 19/05/2012 alle ore 22:13
"Noi dobbiamo pensare ad arrivare a 80 punti, poi aspettiamo quello che arriva. Abbiamo reagito benissimo dopo la sfortunata partita di Bergamo"
VERONA - Già contro il Torino all’“Olimpico” aveva fatto emozionare i tifosi gialloblù con la splendida rete del 4-0. Oggi, al rientro dopo l’infortunio, Domenico Maietta riesce a ripetersi e forse a fare ancora di più: 80 metri di corsa palla al piede, destro dal limite che si insacca sotto l’incrocio dei pali e partita sbloccata. “Quando vai in anticipo in mezzo al campo spesso riesci a prendere i centrocampisti di sorpresa. Poi c’è poco da dire: ci provo. E’ andata bene, sono molto contento, è la terza volta che mi riesce. Volevo assolutamente riscattarmi dopo la prestazione con il Crotone, successivamente è arrivato l’infortunio. Ho accelerato i tempi per recuperare il prima possibile”.

Adesso l’Hellas attende i risultati delle dirette concorrenti. “Vedremo cosa succede domani. Noi dobbiamo pensare ad arrivare a 80 punti, poi aspettiamo quello che arriva. Abbiamo reagito benissimo dopo la sfortunata partita di Bergamo. Oggi giocavamo contro una grande squadra, quindi portare a casa i tre punti non era affatto facile. C'è stata dimostrazione del fatto che ci siamo anche noi”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Maietta: “Io e i tifosi, stesso spirito da combattenti”
Postata il 03/05/2012 alle ore 15:16
"Ciò che mi ha impressionato di più è proprio la passione incondizionata che hanno per questa maglia"
VERONA - Al Verona solamente da due stagioni, Domenico Maietta è già diventato uno dei simboli della squadra di Mandorlini. Un rapporto particolare con i tifosi che lo stesso centrale non nasconde. “Mi hanno voluto bene da subito, anche quando le cose non andavano nel migliore dei modi. E’ vero, c’è un bel feeling, forse perché sia io che loro abbiamo uno spirito da combattenti, non saprei. Sicuramente ciò che mi ha impressionato di più è proprio la passione incondizionata che hanno per questa maglia. Facile essere tifosi di una grande squadra come la Juve, il Milan o l’Inter. Loro invece sono tifosi dell’Hellas, e ne vanno fieri e orgogliosi”.

Un impatto, dunque, più che positivo. “Sicuramente! E poi anche dalle mie parti adesso, a Cirò Marina, ho portato un po’ di gialloblù. Lì mi hanno visto crescere, sanno come sono, mi conoscono. Se in riva all’Adige mi apprezzano, loro sono i primi ad essere contenti per me e a tifare per la squadra. E’ nato anche un gruppo, “Sardhellas”, che riprende il nome del nostro piatto tipico, la sardella appunto. Purtroppo quando abbiamo giocato contro il Crotone l’accoglienza non è stata delle migliori, e questo non mi ha fatto certo piacere: lì ho lasciato comunque dei bei ricordi. I fischi posso anche accettarli, gli insulti personali però faccio fatica. Forse se la sono presa per il gol dell’andata allo scadere, tuttavia non mi sembra di avere mancato di rispetto a nessuno, sono andato a festeggiare con i sostenitori scaligeri . Era pur sempre la mia prima rete, che ci ha permesso di portare a casa i tre punti proprio alla fine: una gioia incontenibile che non potevo tenere a freno”.

In effetti, dopo tanti anni conclusi a secco di gol, quest’anno il numero 22 ha già raggiunto quota tre realizzazioni. “Ho sempre cercato di segnare, anche in passato. In questo campionato è andata diversamente, avrei potuto farne anche altri. Ho capito che devo conquistarmi le cose da solo, nessuno regala mai niente. Adesso ho un obiettivo fisso in testa che mi dà ancora più carica”. Un Verona, tra l’altro, che per dieci volte ha portato a casa la vittoria nei dieci minuti finali di gara, non ultima quella di Reggio.

“Non ne parliamo, visto che al gol di Berrettoni ho addirittura rotto la foto con la mia ragazza che c’era sul tavolino! Scherzi a parte, la forza di una grande squadra è anche quella di avere una panchina che possa cambiare la partita quando le due compagini sono stanche. Il gruppo, poi, è fondamentale: difficile trovare un ragazzo negativo tra di noi, e il calcio è fatto prima di tutto di motivazioni. Il mister da questo punto di vista è bravissimo, lui è un “matto” sano, forse anche più di me. Ti dà sempre una grande forza, una grande carica. Tutto ciò che fa è sempre per il bene della squadra, quello viene prima di tutto”.

Contro l’Empoli Mimmo ha dovuto lasciare il campo a Ceccarelli per infortunio. Tutti si chiedono quando potranno rivederlo in campo. “Tornerò presto, sto facendo di tutto per essere a disposizione il prima possibile. Mi piacerebbe esserci già per il match contro l’Albinoleffe”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Era fuori dai pali e mi son detto: io ci provo»
COAST TO COAST, LA PRODEZZA. Il difensore cerca di rimanere coi piedi per terra: «Abbiamo vinto, bene, ci sta anche la festa, ma io sto già pensando al derby»
Maietta non sta nella pelle per il suo gol stellare «Lo dedico ai tifosi, a tutti quelli che allo stadio ho visto ballare, urlare, abbracciarsi, se lo meritano»

13/03/2012
Poker servito con sigillo d'autore: Mimmo Maietta stravince la sfida col Toro e il mezzo derby vissuto da ex juventino. Promette ai compagni l'ennesima cena della stagione («con loro mi diverto, lo faccio con piacere») e ricomincia subito a guardare avanti, senza abbassare di un millimetro l'asticella dei sogni: «L'idea del secondo posto proprio non mi spaventa. Io spero in quello, sono abituato a pensare sempre in grande, a puntare sempre in alto», confessa candido dopo la doccia. «Come si dice? Uno cerca di puntare sempre a cento. Magari arriva a 98 sapendo però di avere dato il massimo. Io ci credo, alla fine faremo i conti».

Che ora però tornano alla grande. E potrebbero farsi ancora più soddisfacenti dopo il derby di sabato prossimo col Vicenza: «Va bene la festa, ci sta dopo questa vittoria, ma io sto già pensando alla prossima. So che i tifosi ci tengono, noi ci teniamo. È un derby, non montiamoci la testa per questa vittoria e tiriamo dritto», annuncia il difensore gialloblù. «Bisogna assolutamente fare risultato anche contro il Vicenza». Quanto alla prodezza di serata «non so esattamente cosa ho pensato in quei secondi. Semplicemente ho visto il portiere un po' fuori dai pali. Mi son detto: ci provo. Si è risolto tutto in una frazione di secondo. Lì ti può andare bene come ti può andare male...Comunque l'idea di arrivare fino in fondo ce l'avevo. Ormai lo faccio sempre. E sono contentissimo di come è andata...».

Sembra quasi di sentirli gli hurrah dallo spogliatoio: «C'è grande gioia, è vero. Non tanto per il 4-1, magari potevamo anche farne cinque ma non contano i gol, conta come hai vinto. Veramente hai fatto un gioco straordinario. Ricordo ancora la partita dell'andata. Tutti parlavano di un grande Torino, di un divario enorme tra noi e loro. E io replicavo: sì, adesso è così, Vediamo al ritorno...». Ha avuto ragione lui. Merito, magari, anche della condizione riscopertasi improvvisamente brillante: «Meno male, alla fine escono fuori i giocatori», ricorda Maietta. «È il momemto giusto. Ora abbiamo dodici finali per raggiungere il nostro obiettivo».

Segreto ma non toppo... Restano gli applausi del pubblico granata, stordito dal poker gialloblù ma ammirato dal coast to coast di Maietta con stoccata finale oltre Benussi: «Applausi che mi fanno onore. Ma il passato nella Juve non c'entra. Per me il passato è passato. Conta il Veona, conta questa maglia. Oggi penso alla grande storia del Torino e alla soddisfazione di aver segnato in una serata così importante. Mandorlini? Mi ha detto che sono matto. Ma lui mi trasmette grande fiducia. Lo sento dalla mia parte. Anche se mi sgancio mi dà coraggio». Quanto ai tifosi «ho visto gente che saltava, impazzita di gioia. Il gol è per loro. Anche perché mi dispiaceva per come era maturata la sconfitta di Genova. Era giusto restituire loro i sorriso. La metamorfosi? Forse è stata soprattutto una questione mentale. Forse quella patita là non l'avevamo giocata con la testa giusta. Qui dovevamo riscattare quella figuraccia».
FR.AR.

Maietta esalta la difesa gialloblù: «Qui non si passa»
UN BUNKER AL BENTEGODI. Cresce l'attesa per la sfida con il Gubbio: «Andiamo in campo sempre molto concentrati, abbiamo trovato un grande feeling anche con Bordin Viviamo di record? Non ci siamo ancora stancati»

17/02/2012
Casa dolce casa. Chi arriva a Verona scopre quanto sia dura la legge del Bentegodi. Un autentico fortino. Diventato ormai inespugnabile. Otto vittorie di fila. Nessuno che strappa punti ai gialloblù. L'ultima a frenare la corsa degli uomini di Mandorlini è stata la Nocerina lo scorso 21 ottobre. Merito di tutti. Merito anche di una difesa che ha scelto la via dell'ermetismo. Al Tempio non si passa. E da 340' Rafael non prende gol. Tre partite ed uno spezzone di gara a Sassuolo. Non solo: l'Hellas sta tenendo in questa seconda parte di campionato la stessa andatura del girone d'andata. E se le cose restano così, si va davvero lontano. Mimmo Maietta è il Ministro della Difesa gialloblù. Pezzo insostitubile. Per stessa ammissione di Mandorlini, uno dei «Tre dell'Apocalisse». Gli altri sono Hallfredsson e Gomez. Uomini d'oro, sui quali fare affidamento. Maietta, tre partite senza subire gol.

Così si va lontano? «La difesa c'è. E c'è sempre stata. Poi capita di 'beccare' squadre molti forti in attacco come Pescara e Sassuolo, e qualcosa devi concedere. Però noi abbiamo dimostrato anche in passato che il nostro 'fortino' è proprio la difesa. Anzi, la fase difensiva». E a proposito di fortino: nel ritorno non avete mai subito gol al Bentegodi «Meno male. Andiamo in campo più concentrati, la partita in casa la dobbiamo fare noi. Chi viene si chiude per cercare di portare via un punto. Fuori, invece, assumo un atteggiamento più coraggioso. Ma a Verona è più facile per noi». Era a conoscenza della «regola del due». Nelle ultime quattro gare casalinghe avere segnato sempre due gol e sono arrivate solo vittorie? «C'è il Gubbio? Bene, diamo conferma alla regola?». Altro dato: è dal 13 novembre che non prendete gol su azione al Bentegodi. Gli ultimi a colpire sono stati quelli del Crotone «Vuol dire che ci stiamo applicando bene, vuol dire che siamo concentrati. E' Bordin che cura la fase difensiva. Il mister ci va vedere dei filmati, evidenzia gli errori, e lavoriamo per corregerli. Il dato mi fa piacere. E spero adesso di non prendere gol nemmeno su calci piazzati».

Otto vittorie di fila, sempre al Bentegodi, sono statistica importante «Quest'anno viviamo periodi di?record. Otto vittorie di fila, otto vittorie in casa. Spero di poter continuare ancora a lungo così e migliorare questo risultato». Veniamo ai confronti: alla sesta di ritorno avete raccolto gli stessi punti dell'andata: esattamente dieci. La tendenza resta quella allora? «È difficile fare sempre le stesse cose. Ma se facciamo come all'andata, vuol dire allora che possiamo arrivare secondi. E oggi questa situazione può permetterci di sognare». Tornando alla difesa avere fatto addirittura meglio. Incassando solo cinque gol rispetto agli otto dell'andata «E allora vuol dire che l'atteggiamento, il comportamento, l'approccio e le scelte del mister sono queste giuste. Anzi, sono pure migliorate. Visto che i numeri dicono proprio questo».

Maietta, la quarta miglior difesa del campionato può essere il lasciapassare per il sogno?. «Sì. Una difesa forte non regala mai bugie. E chi prende pochi gol, alla fine si piazza sempre là sopra. Torino e Sassuolo sono in testa e hanno le migliori difese della B». Occhio al Gubbio però. Andamento disastroso in trasferta ma fin qui, in tre partite giocate, il Verona ha incassato due sconfitte ed un pari. «C'è un tabù da sfatare. Questa è la quarta volta che giochiamo contro di loro. Giochiamo in casa, davanti alla nostra gente. È arrivato il momento giusto per fare risultato. L'anno scorso hanno trovato la stagione d'oro e hanno vinto il campionato come primi. Ma quest'anno, all'andata il pareggio di Gubbio non ha detto la verità su quanto visto in campo. Meritavamo di più. E adesso cercheremo di rifarci in casa». L'ultima: le è piaciuto essere stato incluso da Mandorlini nei «Tre dell'Apocalisse»? «Mi fa solo che piacere. Sono solo belle parole. E se escono dalla bocca del mister, ancora di più?».
Simone Antolini

Maietta, sorpreso? «No, ho sbagliato chiedo scusa a tutti»
FACCIA A FACCIA. Mimmo smascherato dalle riprese televisive, racconta com'è andata: «Sono stato provocato, mi hanno pure sputato addosso, sono stati più furbi. Niente alibi, quel gesto non fa parte del mio modo di essere»

14/12/2011
Se n'è rimasto a casa tutta la domenica. Poca voglia di parlare, poca voglia anche di uscire a fare quattro passi. Mimmo Maietta ha atteso la sentenza in silenzio. «Sapevo di aver commesso un errore, prima di lasciare lo stadio qualche compagno mi aveva già avvertito che le telecamere avevano ripreso l'episodio. Mi spiace molto, le persone che mi sono state vicine negli ultimi giorni sanno come mi sento in questo momento. Anche se la colpa non è tutta mia, ci tengo a dirlo». Guardarsi indietro serve a poco, anche se aiuta a capire meglio. «I giocatori dell'Albinoleffe mi hanno provocato per tutta la partita. Ho sempre fatto finta di niente. Hetemaj mi ha detto di tutto, ho fatto finta di non aver sentito. Poi mi ha dato due cazzotti nel fianco, senza farsi vedere. E mi ha sputato due volte sul collo. Vi sembra un comportamento corretto questo? Non so perchè, ma in tanti si sono accaniti contro di me sabato. Per carità, ho sbagliato. Altri però probabilmente hanno più colpe di me».

Mimmo è un ragazzo sveglio, sa di non essere del tutto innocente. Le immagini parlano chiaro, anche se non raccontano i retroscena di quel momento. Voci provenienti dalle scalette che portano al campo pare abbiano rivelato di un disegno preciso per innervosire certi ragazzi dell'Hellas, fra cui Maietta. Sussurri confermati anche da qualcuno dell'Albino, in fondo molti giocatori sono anche amici. Qualcosa si dicono. Prima, durante e dopo la partita. Ricostruire l'antefatto non scagionerà Mimmo, ma un ricorso ben articolato e qualche attenuante potrebbero ridurne lo stop.

Pomeriggio paradossale il suo, compresa quell'ammonizione incassata nel primo tempo e dispensata dall'arbitro più «per dare un segnale alla gara e placare gli animi» che per effettiva scorrettezza. Così qualcuno ha udito lungo il tragitto che dal prato del Bentegodi conduce agli spogliatoi. Una decisione forzata che avrebbe condizionato Filippo Merchiori di Ferrara nel non punire Maietta per la manata ad Hetemaj nel concitato finale. «Mai mi era capitato di prendere tre giornate, mai neanche mi era successo di reagire così. Mi conoscete, sono un difensore duro ma leale. Chiedete a tutti gli attaccanti che ho trovato in tanti anni di carriera. Ve lo confermeranno. Mi piace entrare deciso, guardare in faccia il mio avversario sempre però cercando di essere corretto. Soprattutto per questo sono incazzato nero».

Gli rode il fegato, anche solo a ripensarci. Proprio adesso, nel pieno di una stagione che ha consacrato Mimmo fra i migliori difensori del campionato. «Per non perdermi neanche una partita sto cercando di curarmi il più possibile, attento ad ogni particolare. Arrivo al campo due ore prima, me ne vado per ultimo. L'anno scorso ho subito tre stiramenti in poco tempo, devo cautelarmi. Ci tengo a questo progetto, mi sono innamorato di Verona e del Verona. Per questo restar fuori brucia ancora di più». Si rifarà, il tempo non gli manca. Cinque anni di contratto ed un premio per la serie A chiesto e ottenuto quando l'Hellas era vicino alla C2 e lontanissimo dalla serie B. Salterà Varese, Modena e Pescara. Tornerà contro la Juve Stabia, il 21 gennaio.

«Ho fiducia nella squadra, possono continuare con questo passo anche senza Maietta. Voglio tornare il prima possibile, magari anche più forte. Lavorerò duro, tutti i giorni. Continuerò ad arrivare per primo e ad andarmene per ultimo. Chiedo scusa ai tifosi, fra me e loro si è creato un feeling straordinario che non voglio venga anche soltanto intaccato da questa brutta parentesi. Verona mi è entrata dentro, sempre di più. Adesso mi auguro solo che questi giorni passino in fretta. Il campo mi manca già».
Alessandro De Pietro

«Non può morire un bimbo perché è crollato un ponte»
DOMENICO MAIETTA
24/11/2011
Sfogliando la vita di Domenico Maietta. Mimmo per gli amici. Tra politica, ricordi, solidarietà e sogni. Il calcio? Una piccola parentesi per questa volta. Sul tavolo dell'Eno 07 il nostro giornale. Scorrono le pagine. Più veloci ancora i pensieri del difensore del Verona. Futuro da diggì forse. «Perché - dice - il calcio non lo mollerò mai. E qui vorrei mettere radici».

Andiamo con ordine. Parliamo di politica? Il primo titolo è: «Monti: riforme incisive»...
«Mi auguro che il governo di transizione permetta alla classe politica di trovare il giusto assestamento. Sarà fondamentale arrivare al voto con grande consapevolezza da parte di tutti. L'Italia ha bisogno di chiarezza e gente responsabile».

Quanto la impegna la politica?
«Sono un osservatore. Non distaccato. Mi considero di destra. Ero un «finiano». Mi piacevano i suoi principi, i suoi ideali. Poi, però, sono rimasto deluso».

Dovesse scendere lei in politica, quale slogan sceglierebbe per fare breccia nell'elettorato?
«Più lavoro e meno tasse».

Maltempo al Sud, muore un bambino di dieci anni...
«Ho visto che è caduto un ponte. Molte strutture andrebbero riviste. Pensavo che il problema colpisse soprattutto noi del Meridione. Ma dopo quello che è successo a Genova, siamo tutti coinvolti».

Altro titolo: Università, ricercatori sul piede di guerra...
«E ci risiamo. Gli 'illuminati' devono emigrare altrove per essere ascoltati. Qui in Italia non hanno voce. E la fuga dei cervelli continua. L'inventore del microchip è italiano. Ma per trovare sostegno è stato costretto ad emigrare in America dove è tenuto in grandissima considerazione. Le cose dovrebbero cambiare. Ma non so se accadrà mai».

Lei ha mai pensato di frequentare qualche corso universitario?
«Certo, vorrei fare farmacia. Mi 'stuzzica' la medicina. Ed un giorno vorrei aprire una farmacia tutta mia insieme alla mia fidanzata Angela».

Quanto avrà finito con il calcio però...
«No, io il calcio non lo mollo. Qui a Verona ho sposato un progetto. E voglio arrivare il più in alto possibile con questa squadra. Poi, però, non farò certo l'allenatore. Magari il dirigente, il direttore generale. E farlo all'Hellas sarebbe il massimo».

Premio 12 Apostoli. Premiati Gramellini e Olmi. Passa un messaggio: «Finita l'epoca della volgarità. Ora riscopriamo lo spirito».
«Sarebbe una bella cosa visto che viviamo strade di violenza. La gente si ammazza per un parcheggio o per una precedenza non rispettata. Purtroppo siamo figli dei nostri tempi. Problemi di lavoro, frustrazione e rabbia conseguente. Dobbiamo fare tutti un passo indietro».

Mimmo, lei l'ha vissuto il disagio giovanile?
«Non io direttamente. Ma molti miei amici. La droga ti prende e ti ruba l'anima. Ma il mio desiderio di fare il calciatore è sempre stato più forte di tutto. Avevo paura di infrangere un sogno. E ho rigato dritto».

Ha frequentato cattive compagnie?
«Uno dei miei migliori amici è stato arrestato per rapina a mano armata. Ho sofferto molto. Ma chi ha preso la strada sbagliata mi ha sempre tenuto lontano. Credevano nel loro riscatto attraverso di me. E mi spingevano lontano dal loro mondo».

Amici. Uno?
«Pino. Non c'è più. Un incidente in moto se l'è portato via. E allora io mi sono tatuato sulla pelle il suo ricordo. Ho scritto questa frase: gli assenti non sono degli invisibili, ma tengono i loro occhi pieni di gioia fissi nei nostri colmi di lacrime».

Ci pensa spesso a Pino?
«Lui sta bene, e ci guarda da lassù».

Passiamo ad altro argomento. "Il sociale? Qui s'investe poco". Lei?
«Se faccio qualcosa per gli altri non voglio pubblicità. Lo faccio e basta. Per i bambini soprattutto. Purtroppo si sta combattendo una lotta durissima contro il tumore. Il male del nostro secolo. Sarebbe bello debellarlo».

Mimmo, dopo il suo gol, che cosa è cambiato?
«È cambiato che Cirò Marina, il mio paese d'origine, è diventata enclave veronese in terra di Calabria. I miei compaesani tifano tutti per noi. Un esempio: il nostro piatto tipico è la 'sardella', una speciale di caviale dei poveri. Da quando ho segnato lo hanno ribattezzato 'sardhellas'. Non pensavo mi volessero così bene».

Senta Maietta, i giornali sono pieni zeppi di una parola: crisi. Ma voi, classe notoriamente agiata, la vivete sulla pelle?
«Facciamo un distinguo: se un calciatore invece di percepire cinquantamila euro ne porta a casa ventimila al mese non può permettersi di parlare di crisi. Io comunque l'ho vissuta attraverso la mia famiglia. Mio padre per vent'anni è stato cassaintegrato. Mia madre fa la maestra e prende mille euro al mese. E poi ci sono gli amici. C'è chi non ha dieci euro per uscire nel week end. E ricordo che mio padre si faceva prestare i soldi per prendere il treno e venire a trovarmi a quando ero a Torino».

Il suo compagno Russo intanto dice che con la Reggina "non mancheranno gli stimoli"
«Dobbiamo fare qualcosa di grande e di importante per capire chi siamo. E io con i piedi per terra non ci voglio proprio stare.
Perché voglio arrivare a conquistare quella maledetta... Beh, avete capito cosa».

Spettacoli: Fiorello supera i 12 milioni e «schiaccia» il Grande Fratello...
«Fiorello è il numero uno insieme a Bonolis. Il Grande Fratello non lo guardo. Stanno sempre a piangere o litigare. Il mito? Totò».

Dovesse partecipare lei ad un reality?
«L'Isola. Dei non famosi però. Perché non mi ritengo certo una celebrità».

Un premio a chi lo darebbe?
«A mio padre. Ha dato l'anima per me. Ma oggi lo stiamo ripagando. Mia sorella Floriana è avvocato apprezzato. E io cerco di farmi largo. Per papà, la famiglia, me stesso e l'Hellas».
Simone Antolini

Maietta, c'è un guerriero nell'area gialloblù
INSOSTITUIBILE. Ha giocato tutte le partite, adesso ha la febbre ma non vuole mancare nella partita di Bari. «Sono cresciuto dentro, a Verona mi trovo benissimo». «Dobbiamo costruire una difesa molto solida e arrivare bene a gennaio. Lì si decide il campionato. Il numero 22 sulla maglia? Quel giorno è nata Angela»

05/11/2011
Insostituibile. Perché un altro difensore così il Verona non ce l'ha. Si sente a casa Mimmo Maietta. Un contratto fino al 2016 firmato da poco, il matrimonio con Angela in arrivo, un posto fra gli intoccabili, mesi da probabile protagonista. Basta fare in fretta.
«Dobbiamo costruire una difesa bella solida, arrivare pronti a gennaio. Il campionato inizia a decidersi in quei mesi. E i successi li costruisci dalle basi. Prendere pochi gol sarà fondamentale». Di sicuro il Verona si sta godendo il miglior Maietta di sempre, dai recuperi prodigiosi alle folate in avanti quando la partita entra nei momenti più caldi. «Anche a Crotone e Frosinone ho giocato buone annate, ma ora sono cresciuto dentro. È vero, così bene non mi sono mai sentito. Adesso all'allenamento arrivo dieci minuti prima e me ne vado dieci minuti dopo. Curo di più certi particolari, una volta non lo facevo. Merito anche dell'ambiente, in una piazza come questa ti viene naturale dare il meglio».

La A è un pensiero fisso, anche se non necessariamente immediato. Un punto d'arrivo che Mimmo ha spesso sfiorato. «Ci sono andato vicino più di una volta. Potevo firmare per squadre di A, ma il timore di non giocare mi ha sempre frenato. E poi il massimo sarebbe arrivarci con le proprie gambe, con una promozione sul campo e non perché una società ti compra».
Piove, l'allenamento del mattino a Sandrà è appena finito. Mimmo ha trentotto di febbre e un po' di medicine in tasca. Malanno passeggero, niente per uno come lui. Soprattutto prima di una partita difficile come quella col Bari. «Stanno bene, hanno una rosa competitiva. Per loro però giocare in casa non è facile. Noi ci proveremo, non ci sentiamo inferiori a nessuno. L'abbiamo già dimostrato, anche con le più forti. Importante è rimanere ambiziosi e provare ad arrivare il più in alto possibile. La classifica è corta, per ora basta restare incollati a certe posizioni».

Maietta guarda anche più in là. «A tanti di noi la B sta stretta. Penso ad uno come Hallfredsson, a Gomez, a Ferrari, a Rafael. E ai nostri giovani. Così bravi non ce ne sono in giro, ve lo dico io. Vedi Tachtsidis, dove lo trovi a vent'anni uno con quella forza?». Presente e passato. A casa Mimmo conserva maglia e scarpette di Zinedine Zidane, preziosa eredità dei tempi juventini. Uno giovane promessa, l'altro stella affermata. «È tutto nella mia stanza dei ricordi, partendo dal settore giovanile della Juve per arrivare al Verona. Ma voglio aggiungerci tanto altro, di posto ce n'è ancora parecchio».
Occasioni da cogliere al volo, anche aggrappandosi alla scaramanzia. C'è un numero che più di altri accompagna la sua vita, quel 22 che porta sulle spalle. «Il giorno 22 è nata Angela, con il Verona sono stato promosso alla ventiduesima presenza. Mi ha sempre portato fortuna». Non a caso il 22 (giugno) è anche la data più probabile del suo matrimonio. Più che alle nozze però i pensieri di Mimmo corrono al prossimo ostacolo. «Ci serve una prestazione di carattere, quello ci ha aiutato molto con Cittadella e Brescia. Non molliamo mai noi. Sarà così a Bari e fino all'ultima giornata. Parola mia».
A.D.P.

«Faccio gli scongiuri ma contro Zeman ho sempre vinto»
MIMMO MAIETTA
25/08/2011
Senza mezzi termini, risoluto come gli capita anche in campo. D'accordo, c'è prima il Pescara. Mimmo Maietta però guarda oltre, forse anche troppo. È al nono campionato di serie B, un veterano con l'entusiasmo del ragazzino. Pronto a tuffarsi nella mischia con l'animo del gladiatore.

Maietta, che rapporto ha con la prima di campionato?
«Discreto, ho vinto ma anche perso. Mi piace però ricordare l'inizio della stagione 2009, al secondo anno di Frosinone, quando partimmo forte con quattro vittorie e tre pareggi nelle prime sette. Quando cominci bene hai già fatto molto».
Il Pescara per di più non è un avversario come gli altri per l'Hellas…
«Lo so bene, io non c'ero ma per molto tempo ho respirato le amarezze e gli strascichi di quella finale playoff. Bisogna subito fare risultato, abbiamo una bella occasione e dobbiamo sfruttarla».
È più facile adesso giocare contro le squadre di Zeman?
«Faccio tutti gli scongiuri del caso, ma contro Zeman io ho sempre vinto. Il suo è un gioco offensivo, ma che dà molte possibilità agli attaccanti avversari. Zeman però avrà capito gli errori del passato. Non credo sarà spregiudicato come una volta. Il Pescara non avrà grandi nomi ma è pieno di giovani validi e con tanta voglia di emergere. Così come li vuole Zeman. Attenzione».
Il Verona può già correre come quel Frosinone?
«Non è utopia, lo vedo come un obiettivo realistico. Le prime cinque partite sono alla nostra portata. Ce la possiamo fare benissimo».
Vista a bocce ferme, che serie B sarà?
«La B è sempre strana, l'ho imparato sulla mia pelle. Troveremo squadroni come Samp, Torino, Bari, Reggina. Tante società che d'estate hanno tutto per andare in A ma che a volte non riescono ad arrivare nemmeno ai playoff. Fra Prima Divisione e serie B non c'è molta differenza, così come fra B e serie A. Il punto è questo. Guardate quel che è successo al Novara, al Cesena, al Crotone, al Varese. Abbiamo il vantaggio di essere già un gruppo, non è poco. A gennaio poi capiremo se il Verona dovrà accontentarsi della salvezza o potrà ambire a qualcosa di più. L'anno scorso qualcuno rideva, altri mi prendevano per pazzo quando eravamo penultimi ed io parlavo di promozione e di playoff. Ho avuto ragione io, ma non è finita».
Significa che il Verona può lottare anche per la serie A?
«Perché no? La serie A è il grande obiettivo della mia carriera. Prima o poi ce la farò. E il Verona mi sembra proprio la società ideale per alimentare questo sogno. Andiamoci piano, ma non poniamoci limiti».
A.D.P.

FONTE: LArena.it


Hellas, Maietta: "Queste gare sono utili per migliorare l'intesa"
Il difensore calabrese interviene dopo lo scialbo pareggio ottenuto contro il SudTirol

04.08.2011 09:30 di Alberto Pecchio
"Siamo reduci da due giorni caratterizzati da grandi carichi di lavoro, giustamente c'è molta fatica nelle gambe. Queste gare permettono di fare esperimenti e perfezionare l'intesa, importa più il modo di stare in campo che Il risultato". Questa la prima analisi di Domenico Maietta dopo il pari a reti bianche contro il Sudtirol.
"Speriamo di entrare in forma prima degli altri - prosegue il difensore - battute a parte, sfruttiamo ogni occasione per crescere di condizione. Alla distanza gli allenamenti porteranno i loro frutti, mi auguri di partire forte. La sfida col Vicenza ci consentirà di entrare subito in clima campionato, conosciamo l'importanza del derby per la nostra città. Ho sempre creduto nelle potenzialità di questa formazione, mi auguro che il Verona sia la sorpresa della stagione".

FONTE: HellasVerona.it


HELLAS VERONA
Hellas Verona, Maietta: "Mi aspetto una grande stagione"
18.07.2011 20:07 di Federico Errante
Fonte: Tuttohellasverona.it
Anche Domenico Maietta si è intrattenuto con la stampa al suo arrivo al raduno dell'Hellas Verona. Ecco le sue impressioni: "Sono contento della riconferma dell'intero reparto difensivo della scorsa stagione, abbiamo fatto bene e ci conosciamo a meraviglia. Squadre come Cesena e Novara hanno cambiato pochissimo dalla promozione in serie B e sapete tutti come è andata a finire. Con i giusti innesti potremo fare molto. Mi aspetto di fare un grande campionato, di partire bene e finire bene".

FONTE: TuttoB.com


Hellas Verona, Maietta: "Con la Salernitana finale di tutto rispetto"
09.06.2011 10.38
E' stato uno dei leader all'interno dello spogliatoio dell'Hellas Verona e ora Domenico Maietta carica i suoi in vista della difficile finale play off contro la Salernitana: "Io ho sempre creduto ai play off. Il mio obiettivo è fare il salto di qualità con il Verona. Ora dobbiamo pensare ai campani: sarà una finale di tutto rispetto. La Salernitana è una squadra tosta, ma del resto quando si arriva ai play off nessun avversario è facile da affrontare".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS, MAIETTA: "VOGLIO DARE QUALCOSA DI IMPORTANTE A VERONA"
"Voglio vincere per mettere la firma in questa meravigliosa società"

09.06.2011 10:30 di Alberto Pecchio
Il Verona ha scoperto il suo tesoro. Un difensore sicuro negli anticipi, imbattibile nei contrasti ed un leader nella retroguardia. Questo è l'identikit di Domenico Maietta. Il "kaiser", forma con Ceccarelli una delle migliori coppie di centrali difensivi della Lega Pro. E' sceso di categoria per sposare in toto il progetto Verona. Dopo un'inizio di stagione altalenante, a causa di fastidiose noie muscolari, la forma è arrivata. I tifosi del Verona si leccano i baffi. E lui si gode il momento. Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate al quotidiano Leggo.

IL TRAGUARDO "Questa finale l’abbiamo davvero sognata, voluta, desiderata. E adesso possiamo giocarla. Lo faremo con una grande squadra che è arrivata meritatamente a giocarsi questa sfida. Fa niente che sia la Salernitana, piuttosto che l’Alessandria. Questo importa poco. La cosa più importante è stringere i denti ancora di più e dare il 110 per cento per raggiungere l’obiettivo".

PERICOLO GRANATA "E’ una finale, ragazzi. Loro saranno motivatissimi ma noi pure. La Salernitana ha giocato gran parte del campionato in una situazione societaria difficilissima. Questo ha cementato il gruppo e ha creato collante anche con i tifosi. Ma noi non siamo da meno. Abbiamo passato di tutto quest’anno. Anche noi ci siamo uniti nelle difficoltà. E poi aggiungo: vincere un campionato a Verona non è come vincerlo a Salerno. Qui è più bello".

NO CECCA NO PROBLEM "Luca è un uomo determinante, molto importante per noi. Ma sarà rimpiazzato da ottimi giocatori. Che sia Abate o Vergini, non c’è problema. L’importante è far capire subito che a Verona non ci sarà scampo per gli avversari.


INNAMORATO DELL'HELLAS "Voglio veramente dare qualcosa d’importante a Verona. Voglio vincere il campionato per mettere la mia piccola firma sulla storia di questa meravigliosa società".

SALERNO CALDA "Poco importa. Non me ne frega nulla dell’ambiente. Siamo su un campo da calcio, mica in guerra. Personalmente non sarò minimamente toccato da quello che troveremo a Salerno".

PRIMO PIANO
HELLAS, MAIETTA SI VESTE DA TRASCINATORE: "SIAMO UNA SQUADRA DI CARATTERE, QUESTA E' UNA PIAZZA DA A"
18.05.2011 11:00 di Redazione TuttoHellas
Domenico Maietta crede fortemente nel suo Verona, ci ha sempre creduto: "Non ho mai pensato a Verona come a una piazza da serie C. Ho accettato l’Hellas - dichiara a Leggo Verona - come si può fare con una nobile decaduta in serie B. Per questo, quando ho firmato il contratto triennale con la società ho detto: il premio me lo date, ma solo il giorno in cui arriviamo in serie A". L'Hellas ha un segreto e Maietta lo indica nello spogliatoio: "Ho giocato in tante squadre, ma l’armonia che ho trovato qui è stata eccezionale. Siamo proprio un bel gruppo, le difficoltà ci hanno cementato e fatto crescere. Una squadra senza carattere - precisa Maietta - non fa 32 punti nel ritorno. Abbiamo pagato, questo sì, il brutto inizio di stagione. Ma poi il nostro valore è venuto fuori. Siamo una squadra vera, che ha tanti valori al suo interno". Ora la semifinale con il Sorrento: "E' una squadra temibile, ma arrivati a questo punto - analizza Maietta - qualsiasi avversario va bene. Sono gare delicate, dobbiamo stare attenti, concentrati, sapendo che la partita durerà 180 minuti. Abbiamo due settimane per prepararci. E la mia scommessa la voglio vincere".

ALTRE NEWS
Hellas Verona, Maietta: "A Sorrento per giocarcela"
17.05.2011 13:30 di Nicolò Schira
"Sfidare il Sorrento era il nostro primo obiettivo. Ce l'abbiamo fatta e siamo molto contenti. Adesso andiamo là e ce la giochiamo". Sono queste le parole, riportate dal quotidiano l'Arena, di Mimmo Maietta dopo il pari di Crema che è valso agli scaligeri l'accesso ai play-off.
Il difensore ha poi parlato della fantastica cavalcata che ha permesso ai gialloblù di raggiungere un obiettivo che solo qualche mese fa sembrava un miraggio. "A un certo punto del torneo ai play off non ci credeva più nessuno. Magari è meglio così: arrivando agli spareggi di slancio possiamo giocarceli meglio". Riguardo alle sfide dei play-off, Maietta ha le idee chiare: "Saranno quattro finali".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, Maietta: "La sfida al Sorrento il nostro primo obiettivo"
17.05.2011 14.06 di Elisabetta Zampieri
Dopo aver raggiunto i Play Off di Prima Divisione grazie ad una straordinaria rimonta in campionato ora l'Hellas Verona dovrà vedersela con il Sorrento per accedere alla finale promozione. Ecco le dichiarazioni rilasciate dal difensore Domenico Maietta al quotidiano L'Arena riguardo il prossimo avversario dei gialloblù: "Sfidare il Sorrento era il nostro primo obiettivo. Ce l'abbiamo fatta e siamo molto contenti. Adesso andiamo là e ce la giochiamo. A un certo punto del torneo ai play off non ci credeva più nessuno. Magari è meglio così: arrivando agli spareggi di slancio possiamo giocarceli meglio. Saranno quattro finali".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Hellas Verona, Maietta: "Sempre in campo per i tre punti"
06.05.2011 21:40
Quella col Lumezzane sarà l'ultima gara casalinga per l'Hellas Verona in campionato, ma Domenico Maietta si augura di tornare in campo al "Bentegodi" altre volte in questa stagione: "Pensiamo alla prossima sfida che è molto delicata. Una vittoria a Pavia avrebbe permesso altre prospettive, bisogna comunque sempre scendere in campo per centrare i tre punti, con consapevolezza dei propri mezzi. Servono calma ed attenzione".

L'1-1 di domenica scorsa ha lasciato un pò di amarezza in tutto l'ambiente: "Potevamo fare meglio, è andata come è andata. Gli errori ci stanno, li commette solo chi gioca. Tutti possono sbagliare, l'importante è lavorare su questi episodi".

Scontata la squalifica, tornerà a disposizione Nicola Ferrari: "L'ex Albinoleffe ha dimostrato il proprio peso specifico per la squadra, non dimentichiamo che una grossa mano può arrivare pure da chi siede in panchina. La freschezza dei compagni è talvolta indispensabile, ricordo Pichlmann con lo Spezia".

In chiusura, un appello da parte del centrale calabrese: "Chiedo a tutti i tifosi ed agli appassionati di venire allo stadio per sostenerci e darci una mano, col loro contributo possiamo arrivare in fondo. Questa maglia me la sento cucita addosso sin dal primo momento, voglio fare bene con l'Hellas".

FONTE: HellasVerona.it


Orgoglio Maietta: «Questo Verona ha tanti leader»
IL PERSONAGGIO. Un punto di riferimento nella difesa di Mandorlini. «Tutti dobbiamo essere importanti per la squadra L'ho sempre saputo, prima o poi saremo arrivati qui Ora non possiamo fermarci, l'Hellas merita di più»
01/04/2011
C'è una nuova casta all'Hellas. Quella dei leader. Tutti ne fanno parte. O almeno, questo è il pensiero di Domenico Maietta. Il difensore arriva da un passato di campi minati. La paura non lo spaventa più. La missione è sempre quella di farsi trovare pronti quando arriverà l'ora del riscatto. Che per il Verona, forse, potrebbe essere vicina. In questi giorni di pausa e di allenamenti senza patemi, c'è anche il tempo per ragionare sul futuro immediato dell'Hellas. Domenica di relax, poi la Salernitana al Bentegodi. Quindi il Sorrento, e alla vigilia di Pasqua la Spal del «nemico amico» GianMarco Remondina. Per concludere in bellezza con Pavia, Lumezzane e Pergocrema. E Maietta? Prende tutto con filosofia. Massima trasparenza di pensiero. Una punta di orogoglio, che non guasta mai. E la voglia di chiudere in gloria la stagione.

VIETATO FERMARSI. «Sapevo ? ammette il difensore ? che prima o poi saremo arrivati qui. Ora, però, non dobbiamo fermarci. Il Verona merita di più, deve ambire a qualcosa di più. Io penso anche al terzo posto. Perché non provarci? Abbiamo il dovere di chiudere il campionato nel miglior modo possibile». E poi si vedrà. Andrea Mandorlini, intanto, tiene tutti sulla corda. E quando c'è da bacchettare, il tecnico ravennate non si tira indietro. Maietta è tutt'altro che stupito. «Il mister scherza, ci sa fare con il gruppo. Riesce anche a mantenere la giusta tranquillità. Ma quando c'è da bacchettare qualcuno, non si tira certo indietro. Credo lo abbia fatto, comunque, sempre in maniera signorile. È una persona di carattere, e pretende massimo impegno da tutti. Credo che il suo atteggiamento possa essere di stimolo per tutti». Il passo successivo? «Creare una squadra di leader ? ammette Maietta -. Tutti dobbiamo renderci conto di poter essere importanti in ugual misura per il Verona. Tutti dobbiamo sentirci responsabilizzati. Credo, comunque, che la squadra abbia già capito quello che deve fare. E in campo si vede. Magari siamo arrivati in zona playoff in ritardo rispetto alle molte aspettative. Ma l'importante era esserci. Volevamo lanciare un segnale, e ci siamo riusciti».

LA PARTITA DELLA VITA. Dunque, dopo il pari di Bassano il Verona è atteso da un trittico infernale. Maietta preferisce non andare troppo lontano con i pensieri. «Non penso al trittico, ma alla Salernitana. Abbiamo un solo obbligo: non sbagliare questa partita. Affrontiamo una concorrente nella corsa alla serie B. E non potremo concedere nulla. Io dico che quella con la Salernitana potrebbe essere considerata la partita della vita. O meglio: dovremo prepararla come se fosse tale. Massima concentrazione, voglia di dare tutto, e di non lasciare nulla di intentato. Il tempo stringe e i margini di errori si assottigliano. Per questo è necessario farsi trovare lucidi al momento giusto».

CAMBIO DI MENTALITÀ. Il difensore non è d'accordo, invece, con chi osserva che il Verona nella prima parte della stagione non fosse animato della giusta mentalità. «Non è vero ? spiega Maietta -. La mentalità vincente non ci è mai mancata. Probabilmente non ci riusciva di esprimerci al meglio. Inizia la partita, sei convinto di poter dare tutto, invece scopri di essere bloccato. I risultati non ti premiano, e tutto si fa più difficile. Il merito nostro e di Mandorlini è stato anche quello di lavorare su questo aspetto. Con pazienza e calma abbiamo riscoperto i valori più importanti di questa squadra. E quando vinci ti convinci di essere anche sulla strada giusta. Oggi, magari, risulta più facile dare libera espressione al nostro modo di interpretare la partita. Ma non ci possiamo certo illudere di avere raggiunto il livello ottimale di prestazione. C'è da fare ancora molto. E non possiamo far registrare nessun passo all'indietro. Ed è proprio per questo motivo che contro la Salernitana non dovrà scendere in campo un Verona al top, ma una squadra che sappia dare il 150 per cento delle proprie potenzialità. Dobbiamo chiedere sempre il meglio a noi stessi. Perché proprio il meglio che ci chiede la gente che da sempre ci segue. E a proposito di tifosi e città: sapevo che Verona era grande. Ma il calore che gante ci sta trasmettendo in questi giorni di battaglie è davvero unico».
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Hellas Verona, Maietta: "Tutti siamo dei leader"
30.03.2011 18:30
Nel commentare il pari esterno colto dall'Hellas Verona in quel di Bassano, Andrea Mandorlini ha parlato della presenza di pochi giocatori dalla forte determinazione all'interno del collettivo, puntando quindi l'obiettivo sulla compattezza come elemento fondamentale per poter risalire la china. "Il mister conosce bene gli elementi a disposizione, se ha espresso determinate posizioni evidentemente ha notato qualcosa che non andava. Cerco di mettere in campo la mia esperienza, tentando di spronare compagni che hanno carattere. Tutti siamo dei leader, qui c'è un bel gruppo ed è una cosa rara". Questa l'analisi di Domenico Maietta, intervenuto alla ripresa degli allenamenti di fronte a taccuini, microfoni e telecamere.

La sosta in programma per la Prima Divisione dovrebbe essere sfruttato al meglio: "Me lo auguro, in passato dopo i turni di riposo ci sono stati mezzi passi falsi, nonostante arrivassimo da successi. Ricarichiamo le batterie per poi pensare alla Salernitana. A seguito della gara interna col Gubbio abbiamo capito di dover dare una svolta e mettere qualcosa in più. Il match d'andata coi campani non andò bene dal punto di vista del gioco e dell'approccio, ora le cose sono cambiate. L'avversario è agguerrito, possibili penalizzazioni a parte si tratta di una formazione attrezzata".

A pochi istanti dall'1-1 giallorosso, domenica il centrale calabrese ha rincuorato Vergini: "Il calcio è fatto anche di errori. Santiago si è comportato comunque bene, La Grotteria è stato più bravo grazie alla sua esperienza. L'argentino è giovane e può dare un grande contributo".

Ad inizio campionato l'ex Frosinone si promise di raggiungere la Serie A nel giro di tre stagioni: "E' una scommessa fatta col mio procuratore ed i dirigenti. Voglio levarmi di dosso la Prima Divisione perchè non ci appartiene".

FONTE: HellasVerona.it


17 Agosto 2010
Maietta: "Verona è una mia sfida personale"
"Ho trascorso diversi anni in cadetteria, facendo un passo alla volta vorrei arrivare più in alto possibile"
SANDRA' - Prime sedute di lavoro e prime parole da gialloblù per Domenico Maietta, presentato alla stampa nel pomeriggio di martedì. Il centrale calabrese ha raccontato di fronte a microfoni, taccuini e telecamere le motivazioni che l'hanno portato a scegliere il sodalizio di Via Torricelli: "La decisione di venire a Verona nasce dall'importanza della piazza e dal prestigio della società. Ho accettato mettendo alle spalle diverse offerte provenienti dalla Serie B: si tratta di una mia sfida personale, il progetto è stato sposato da subito. Il club è importante, caratterizzato dalla presenza di bravi ragazzi che l'anno scorso hanno pagato un pò di sfortuna".

Gli ostacoli da superare per raggiungere il traguardo finale sono noti al giocatore scuola Juve: "E' ovvio, a parole, che si debba partire per vincere. Il campionato di Prima Divisione è difficilissimo, ma ce la metteremo tutta per centrare l'obiettivo. L'augurio è quello di arrivare primi. Ho trascorso diversi anni in cadetteria, facendo un passo alla volta vorrei arrivare più in alto possibile".

Buone le impressioni fornite dal collettivo durante gli allenamenti affrontati finora: "L'impatto iniziale è stato eccezionale, qualche compagno lo conoscevo già. Vedo umiltà ed impegno, Giannini è noto per le sue qualità sia da giocatore che da allenatore. Sotto il profilo umano mi sembra la persona adatta per l'Hellas".

Dal punto di vista tecnico, Maietta spiega le sue qualità: "Punto soprattutto sull'esplosività, sull'aggressività e la compattezza della retroguardia. Spero di trovarmi bene nel modulo scelto dal mister".

Ai cronisti presenti anche un racconto su momenti positivi e negativi attraversati nel corso della carriera: "Una volta passato dal Crotone al Frosinone mi sono rotto la spalla, ed al rientro ho subìto uno strappo. Di contro ricordo con piacere la serie di trentaquattro partite disputate, condite dal raggiungimento della salvezza".

Le contendenti per la promozione in Serie B non mancano: "Se dovessi stilare una graduatoria citerei immediatamente le formazioni più blasonate: Salernitana, Spezia, Reggiana. Tuttavia ritengo debbano essere gli altri ad avere paura, noi siamo il Verona".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


11 Agosto 2010
Ufficiale, l’Hellas Verona ingaggia Maietta
L’Hellas Verona, con una nota apparsa sul proprio sito ufficiale, ha comunicato l’acquisto di Domenico Maietta.
Il difensore di 30 anni arriva a titolo definitivo in Veneto dopo aver disputato le due ultime stagioni nel Frosinone: per lui contratto di tre anni.
Redazione

FONTE: CalcioNews24.it


16 Luglio 2010
MERCATO
Bari, idea Maietta per la difesa
16.07.2010 01.20 di Gaetano Nacci per tuttobari.com
Con l'arrivo in prestito di Raggi dal Palermo, scendono a due i rinforzi per il reparto arretrato di Mister Ventura. I giocatori su cui il club di Via Torrebella sta puntando sono Rinaudo, Terlizzi, Glik e Valdez. Nelle ultime ore, però, si parla di un interessamento della società in riva all'Adriatico per il difensore del Frosinone, scuola Juve, Domenico Maietta. Il giocatore non ha mai militato in una compagine di serie A e può essere impiegato sia come difensore centrale che come terzino destro. Vedremo, dunque, come si evolverà la situazione.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


23 Febbraio 2010
...

3) RICORSO DEL CALCIATORE MAIETTA DOMENICO AVVERSO LA SANZIONE DELLA SQUALIFICA PER 3 GIORNATE EFFETTIVE DI GARA INFLITTAGLI
SEGUITO GARA GROSSETO/FROSINONE DEL 18.12.2009

(Delibera del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti – Com. Uff. n. 156 del 21.12.2009)
Premesso che risulta dagli atti prodotti che i fatti in ordine ai quali il Giudice Sportivo presso la
Lega Nazionale Professionisti ha irrogato al calciatore della società Frosinone Calcio S.r.l.
Domenico Maietta, con riferimento alla gara Grosseto/Frosinone disputata a Grosseto in data 19
dicembre 2009, la sanzione della squalifica per tre giornate effettive di gara, si dimostrano come
effettivamente verificati e che del resto lo stesso calciatore Domenico Maietta nell’atto di reclamo
lealmente ne da atto, testualmente affermando che egli “nulla vuole eccepire in ordine al proprio
atteggiamento contrario ai principi di correttezza e lealtà” (così, testualmente, a pag. 2 dell’atto di
reclamo).

Preso atto che egli contesta esclusivamente l’entità della sanzione inflittagli, atteso che, a suo
dire, non sarebbe stata correttamente parametrata alla capacità dell’atto da egli posto in essere ad
assumere valenza di atto di natura violenta, in quanto effettivamente inidoneo a determinare
conseguenze lesive nei confronti dell’avversario.

Tenuto conto che nel rapporto dell’arbitro si legge testualmente (nella sezione “calciatori espulsi
e motivazione”) che Maietta Domenico del Frosinone veniva espulso “Per condotta violenta, perché
colpiva intenzionalmente con una manata alla nuca un avversario” sottolineandosi che detto
avversario “poteva poi proseguire la gara” e che nella relazione del rappresentante della Procura
Federale presente all’incontro sportivo si legge testualmente, con riferimento al medesimo evento
che ha dato luogo alla espulsione del Maietta, che quest’ultimo alla fine del primo tempo “aveva
colpito con uno schiaffo alla nuca un calciatore avversario”.

Rilevato come dalle due relazioni, il cui contenuto si è sopra sintetizzato nelle parti di rilievo
per la presente decisione, non emerge inconfutabilmente la portata sicuramente violenta della
condotta tenuta dal Maietta, in particolar modo con riferimento alle conseguenze nei confronti
dell’avversario colpito, sicché emerge dal gesto del Maietta la sua sicura ascrivibilità nell’alveo
della condotta antisportiva e contraria ai principi di lealtà, senza che altro profilo possa emergere
dalle relazioni surriferite, tenuto conto anche della portata probatoria delle stesse, per come già più
volte affermato dagli Organi della Giustizia Sportiva.

Ritenuto, quindi, che le suesposte osservazioni, anche in via di fatto, sono idonee a ritenere
parzialmente fondato il contenuto del reclamo, di talché può accogliersi in parte lo stesso riducendo
la sanzione (già inflitta dal Giudice Sportivo nella misura di della squalifica per tre giornate
effettive di gara) a due giornate di squalifica oltre ad € 2.500,00 di ammenda e ritenendosi che
quest’ultima sia congrua, in quanto adeguata alla portata effettiva della condotta ascritta al Maietta,
in considerazione di tutto quanto sopra si è osservato.

Per questi motivi la C.G.F., in parziale accoglimento del ricorso come sopra proposto dal
calciatore Maietta Domenico riduce la sanzione della squalifica inflitta a 2 giornate effettive di
gara ed ammenda di €. 5.000,00.

Dispone restituirsi la tassa reclamo.

IL PRESIDENTE
Gerardo Mastrandrea
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Pubblicato in Roma il 23 febbraio 2010

IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
Antonio Di Sebastiano Giancarlo Abete

FONTE: FIGC.it


16 Luglio 2009
TAVARES E MAIETTA SONO CONCORDI: "VOGLIAMO MIGLIORARE LA POSIZIONE DELLO SCORSO ANNO"
Post n°1029 pubblicato da dav763
FROSINONE- Dopo le visite mediche la truppa gialloazzurra è partita alla volta di Tra sacco per l’inizio del ritiro pre campionato, prima di salire sul pullman abbiamo scambiato due chiacchiere con due calciatori del Frosinone, Maietta e Tavares.

Il difensore confermato dalla scorsa stagione ritrova una sua vecchia conoscenza, cioè il tecnico Moriero, e non vede l’ora di iniziare a lavorare:
"Ripartiamo in vista di un campionato molto importante come lo era quello dello scorso ano – asserisce il calciatore del Frosinone-, bisognerà vedere il nostro cammino di fronte a squadre importanti che vorranno puntare alla zona alta della classifica. Noi cercheremo di migliorare la posizione dello scorso anno, prima puntando alla salvezza e poi magari cercando di fare punti che ci permettano di collocarci bene in classifica, magari ai play-off".

Domenico Maietta analizza anche la situazione difesa, con molti giocatori che lotteranno per conquistarsi un posto in squadra:
"C’è molta competizione per poche maglie, come del resto c’era anche lo scorso anno. In questa stagione che si appresta a partire, spetterà come sempre al mister decidere chi saranno i titolari e chi le riserve. In seri B non esistono titolari fissi – ci conferma il difensore canarino- basta farsi trovare pronti al momento giusto per guadagnarti un posto in squadra".

Lo stesso calciatore frusinate fa il punto su quello che sarà il campionato del Frosinone con un tecnico emergente come Moriero, di cui si parla un gran bene: "Mi auguro che ripeterà lo stesso campionato che ha fatto lo scorso anno con il Crotone culminato con la promozione della squadra calabrese. Ha portato con se tre giocatori importanti come Basso, Calil ed Aurelio che sapranno fare molto bene in Ciociaria. A Frosinone ha trovato una società modello, una città vicina alla squadra ed un gruppo che vorrà far bene, per questo sono molto fiducioso per quanto riguarda il cammino di Moriero e quindi quello del Frosinone nel prossimo campionato di seri B"...

FONTE: Blog.Libero.it


3 Gennaio 2009
Crotone, rescindono Rossi e Maietta
Prime partenze di calciatori in casa Crotone. Lasciano la società in forte crisi finanziaria i difensori Francesco Rossi e Domenico Maietta. I due hanno rescisso i loro contratti e sono ora liberi di trovare una nuova squadra. Rossi, che nelle ultime stagioni è stato il capitano della squadra, ha vestito la maglia del Crotone per 7 stagioni, mentre Maietta era rientrato quest'anno dopo aver giocato in serie B con l'Avellino

FONTE: ANSA.it


15 Aprile 2008
Avellino: Maietta rischia di saltare la gara con il Messina
Scritto da Pompeo Cardaropoli Pubblicato in Avellino
Doppia seduta di allenamento per la prima squadra che si è allenata in mattinata allo stadio Partenio e nel pomeriggio presso il campo Irpinia A di Torrette di Mercogliano (Av).

Ha lavorato a parte Kristiàn Kenesei a causa di un problema al ginocchio mentre sono rimasti fermi per sottoporsi ad accertamenti clinici Juri De Marco, Riccardo Corallo e Domenico Maietta. Nessun problema rilevato per i primi due mentre per Maietta si prevede un ulteriore approfondimento clinico a causa un fastidio muscolare alla coscia destra.
Prima della seduta pomeridiana, alle ore 15.30, hanno incontrato i media in conferenza stampa i tesserati Francesco Della Rocca e Domenico Di Cecco.

Annullata l’amichevole prevista con la formazione “Primavera”. La prima squadra sosterrà, sempre presso il campo Irpinia A di Torrette di Mercogliano (Av) una seduta di allenamento con inizio alle ore 16.

FONTE: VoceSport.com


Agosto 2007
Domenico Maietta…in bocca al Lupo
In bocca al lupo (avellinese), è l’augurio che ho voluto rivolgere a Domenico Maietta, prestigioso difensore dell’Avellino, ragazzo encomiabile per serietà e disponibilità. Domenico Maietta è nato a Cariati in provincia di Cosenza il 3 agosto 1982, di scuola Juventina, 179 cm. e 74 kg. di peso, ha già fatto la trafila e la dovuta esperienza per arrivare in un grosso Club, senza nulla togliere al glorioso Avellino. L’unico neo è la maglia N.17, ma Domenico non è affatto scaramantico e sostiene che a lui non crea pregiudizi, anzi a lui porta bene e così sia.

Maietta ha militato nella Juve nel 2000/2001 in A, senza alcuna presenza; nell’Aquila in C1 nel 2001/2002; Ritornato alla Juve nello stesso anno, passa alla Triestina in B dove fa il suo esordio disputando 5 partite; Nel 2002/2003 passa al Messina, sempre in B disputando 7 partite; La prima volta ad Avellino nel 2003/2004 in B, dove gioca 12 incontri e nello stesso anno passa al Perugia in A; Le sue performance più importanti le ha sostenute nel Crotone in B, dove da titolare inamovibile ha giocato 18 partite nel 2004/2005, 29 nel 2005/2006 ed altrettante nel 2006/2007.

Ora in forza all’Avellino è deciso a salvare col suo contributo, impegnandosi come ha sempre fatto, questa Società che tutti i tifosi aspettano nella massima serie. Arrivederci al più presto col prossimo derby, ovviamente in serie A “Napoli - Avellino”, ma con Domenico Maietta …nel Napoli.

FONTE: CarloCasale.it


30 Agosto 2007
Calcio - Domenico Maietta torna ad Avellino
Il difensore è stato acquistato in prestito, con diritto di riscatto della metà del cartellino da parte della società irpina.
Per Maietta si tratta di un ritorno in Irpinia.

FONTE: IrpiniaNews.it


8 Agosto 2007
CALCIO SERIE B Trattative con il Bologna in cambio di Graffiedi e metà Marchini
La Triestina corteggia il lituano Danilevicius
Congelato Maietta

...Rimane in sospeso, almeno per ora, l’acquisto di Domenico Maietta dal Crotone. Il difensore calabrese non ha comunque fatto mistero della sua preferenza: «So che c’è una trattativa in corso – ha spiegato ieri, contattato telefonicamente - ma ancora nulla di concreto. Mi piacerebbe tornare a Trieste». I due francesi Audel e Orneck, intanto, hanno convinto e resteranno a disposizione di Maran, mentre Nicolas Desenclos giocherà per un anno nella Primavera dell’Inter...

FONTE: Gelocal.it


5 Maggio 2006
Calcio - Domenico Maietta un ex dal dente avvelenato: "Voglio vincere"
Domenico Maietta vuole essere protagonista. Il difensore rossoblu che in un recente passato ha indossato la casacca dei lupi, vuole riprendersi la rivincita verso la squadra che due anni fa lo mise fuori senza troppe pretese.
Fu tra gli otto epurati del dopo gara con il Bari, faceva parte della lista nera stilata da Zeman e Casillo.
In Calabria sembra essere praticamente rinato ed è divenuto uno dei punti fermi della formazione allenata da Gasperini: "E' una gara che sento particolarmente perchè sono un ex, e per me c'è molta più soddisfazione a vincere contro gli irpini, che non a Bergamo contro l'Albinoleffe".

Due punti dai play-off e Brescia nel mirino. Avellino quindi, crocevia di una intera stagione secondo te?
"Sicuramente un bel trampolino di lancio verso gli spareggi. Perchè se vinci in Irpinia, poi hai la Cremonese in casa, e poi, se rimaniamo a due punti, lo scontro diretto col Brescia allo Scida".

Però la formazione di Colomba è alla disperata ricerca di punti salvezza:
"Si, loro sono all'ultima spiaggia, per cui giocheranno alla morte. Ma anche noi ci giochiamo tutto, quindi è una partita difficile per entrambe".

Sa che sarà una dura battaglia anche ugli spalti:
"Questa trasferta è la più sentita dai nostri tifosi, e quindi questa importanza e rivalità cercheremo di trasmetterla a quei compagni che non lo sanno bene. Sappiamo che ci aspetta una gara durissima, e quindi ci vorrà molto carattere, per cercare almeno di portare via un punto".

Affronterete i lupi senza due elementi di fondamentale importanza, come Alfredo Cardinale altro ex della gara e Sebastien Piocelle. Mediana tutta da inventare:
"Abbiamo una rosa ristretta ma di qualità, e quindi il mister saprà trovare i giusti sostituti".

Intanto, da quest'oggi i pitagorici saranno in quel di Serino, dove svolgeranno l'ultimo allenamento prima della gara: Gasperini sembra propenso a schierare Gentile e Juric per sostituire i due squalificati.

FONTE: IrpiniaNews.it

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