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Le schede di B/=\S: Giovanni MARTINELLI (60 anni)

Giovanni Martinelli

 

Data di nascita:14/06/1951
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Proprietario e Presidente
  
Carriera da presidente:
StagioneSquadra
Dal 2009Hellas Verona
Dal 2005CastelnuovoSandrà
2001-2005Abbigliamento Quadrante Sandrà
 
 

CHI E' IL NUOVO PROPRIETARIO: Giovanni MARTINELLI produce abiti femminili in due stabilimenti, il 'MartConF' a Castelnuovo del Garda ed il 'Confezioni Elena' a Sandrà che fornisce grossisti e catene di negozi dal 1964; l'imprenditore inoltre è titolare del 'Quadrante Abbigliamento' a Bussolengo, un centro commerciale con bar, sartoria e parco giochi. Ma il nuovo patròn non si è fermato qui diversificando il suo business anche nel mercato immobiliare con la controllata 'Costruzioni Sandrà', in quello alimentare con la 'Elca srl Paninoland' di cui è socio, possiede inoltre il 49% di 'Villa dei Cedri' a Lazise (parco termale del Garda che è anche centro estetico e prodotti cosmetici) e ancora a Sandrà il 'Mod05 Living' un hotel a 3 stelle. Tutto qui? Certo che no! MARTINELLI ha anche diversi terreni in zona Castelnuovo su cui ha costruito la 'Locanda Bella Italia' e l'azienda agricola 'Giovanni Martinelli' dove si produce uva bianca e nera destinata alle cantine di Custoza.

Per quanto riguarda la vita familiare Giovanni è sposato con la signora Elena e ha 3 figli Mirko, Fabio e Sergio in ordine decrescente di età. Aveva anche un quarto figlio Diego, che è venuto a mancare una decina di anni fa a causa di un incidente stradale e al quale l'imprenditore ha fatto intitolare il teatro DIM di Sandrà.

La sua esperienza calcistica è partita con una squadra di Amatori Uisp della quale lui era semplice sponsor; da lì poi l'idea di iscriversi alla terza categoria come Gruppo sportivo Sandrà. Giovanni l'anno successivo ne diventa presidente e la chiama 'Abbigliamento Quadrante Sandrà', dopo un buon campionato la squadra è promossa e vince inoltre il titolo provinciale di Terza e quelli regionali di Seconda e Prima. Di categoria in categoria il Sandrà arriva in promozione e fallisce l'Eccellenza onde per cui il nostro fonde la sua squadra con quella del Castelnuovo che in Eccellenza gioca già e la società diventa 'CastelnuovoSandrà'; naturalmente il sogno proibito è la Serie D, per ora il 'CastelnuovoSandrà' ha 280 tesserati, una Scuola calcio che ha rappresentato Verona nella riunione di fine anno a Bresseo ed è campione regionale in carica con la Juniores. MARTINELLI potrà continuare a mantenere comunque entrambe le proprietà che chiaramente, ogniuna nei rispettivi tornei, inseguirà quel sogno che il nuovo presidente non smetterà di inseguire.



I contributi filmati del TGGialloblù
- LIVE MARTINELLI NELLO SPOGLIATOIO
- MARTINELLI LIVE CAMPO
- MARTINELLI: IN ARRIVO RINFORZI
- I TIFOSI SU MARTINELLI
- BELLUZZO: MARTINELLI IMMENSO
- MARTINELLI PRESIDENTE: LA CONFERENZA
- MARTINELLI: PRIMA INTERVISTA
- MARTINELLI PRESIDENTE: IL BRINDISI

LE REAZIONI:
Nicola CORRENT (capitano dell'HELLAS VERONA F.C.) "Un pò di chiarezza era necessaria. Il nuovo proprietario ci terrà a regalare all’Hellas i palcoscenici che gli spettano" Flavio TOSI (Sindaco di Verona) "E' una grande soddisfazione, finalmente potrà essere avviato un progetto di potenziamento della società. L'Amministrazione comunale resta vicina alla società e ai suoi progetti futuri e un ringraziamento particolare, unito ad un in bocca al lupo affinchè possa ristabilirsi presto, va al Conte Arvedi per quanto ha fatto in questi anni da vero tifoso oltre che da presidente della società".

Antonio PASTORELLO (vicepresidente della Provincia e assessore provinciale allo sport) "Per il Verona con Martinelli inizia una nuova era. Sono orgoglioso per la città, per la nostra provincia, per il nostro calcio. Considero Giovanni Martinelli un imprenditore di talento, un uomo con un grande temperamento e notevoli doti di umanità e savoir faire. Soprattutto ritengo abbia la capacità di fare gruppo, di motivare la squadra, di riallacciare i rapporti con la parte migliore dei nostri tifosi. Un augurio dunque di buon lavoro, da parte di un amante dello sport ad un uomo che si è assunto una grande responsabilità, che ha dimostrato coraggio e, a sua volta, dato prova di un grande amore per lo sport. Sono certo che con Martinelli il Verona tornerà in serie A".

Luigi BELLUZZO (commercialista della parte acquirente) "E' stata una scalata a tratti ripidissima, più volte abbiamo visto 'pareti verticali' davanti a noi ma alla fine il dottor MARTINELLI, assumendosi un rischio molto ampio anche se calcolato, è riuscito a coronare il suo sogno! Personalmente, avendo ricevuto una formazione anglosassone, sono abituato ad una riservatezza molto maggiore a quella in cui abbiamo lavorato così ci ha voluto il mondo del calcio e così ci ha avuto. Faccio i complimenti a tutta la mia squadra che ha lavorato alla grande su questo progetto."

Giampaolo FOGLIARDI e Luca GIACOPUZZI (professionisti della parte cedente) "L'accordo c'è si è chiusa una questione molto delicata, non parliamo di trattativa perchè quella è stata fatta per sei mesi. Tutte le parti hanno lavorato per chiudere un accordo che è la manifestazione della volontà di Arvedi."

Davide BOVO (professionista dello studio Belluzzo e nuovo consigliere d'amministrazione) "Questa non è stata una trattativa normale perchè la cessione del Verona è un affare che riguarda tutta la città, i riflettori sono sempre accessi e l'esposizione mediatica è incredibile. Abbiamo lavorato in team con grande professionalità, abbiamo incontrato difficoltà da superare ma non ci siamo arresi. L'abbiamo fatto perchè gran parte di noi ha messo prima di tutto la passione per l'Hellas. Come ha fatto Giovanni Martinelli."

Ferdinando CHIAMPAN (proprietario del VERONA dello scudetto) "Sul piano sportivo è indubbiamente la svolta che ci voleva. Purtroppo, la tragedia che ha colpito il mio amico Piero rendeva ormai impossibile continuare in una gestione di per sè già molto difficile. Piero è stato lasciato molto solo in un'avventura complicata. Ha fatto il possibile per il Verona, questo non bisogna mai dimenticarlo. Il futuro? Non posso dire di conoscere Martinelli, che pure mi è stato presentato in qualche occasione. Ma da come si è mosso, mi sembra davvero una persona in gamba. È sempre stato garbato, deciso, chiaro nelle sue intenzioni e nella maniera in cui le ha portate avanti. Ha mostrato coraggio e passione, che sono qualità importanti per il nuovo ruolo. Martinelli ha anche l'età giusta per rischiare. Guardandola da fuori è inevitabile pensare ai nostri tempi, con un pizzico di nostalgia. Uno dei rischi è la solitudine. Ma non è nemmeno troppo facile trovare i compagni giusti che ti stiano vicini in un'avventura come questa..."

Gianbattista PASTORELLO (proprietario del VERONA prima di ARVEDI) "Un pensiero sincero al conte Arvedi, per tutto quello che ha fatto. A volte, sei giudicato solo per i risultati, ma credo che Piero abbia avuto un ruolo fondamentale, al di là del responso del campo. Quanto a Martinelli, lo conosco bene, già ai miei tempi era stato vicino alla società. Martinelli ha entusiasmo, competenza, serietà. Lo ha dimostrato in questi mesi di trattative, in cui è sempre stato deciso e coerente con le proprie idee. Una svolta? Sì, questa può essere la svolta che i tifosi del Verona aspettavano e l'augurio è che Martinelli possa mettere fine alla sofferenza dell'Hellas. Ha i mezzi per farlo. La sua scelta, tra l'altro, è stata ponderata a lungo, non è figlia dell'entusiasmo di un momento e questo dà ancora maggiori garanzie. Io spero che non lo lascino solo. Che l'entusiasmo e il calore che avverte adesso, non finiscano al primo risultato negativo. I tifosi hanno fretta, invece ci vuole pazienza. Solo così il Verona può tornare là dove merita di essere".

Giovanni RANA (ex main sponsor dell'HELLAS) "Sono felicissimo perché si conclude nel modo migliore una situazione di incertezza per la squadra, ma sono ancora più contento che l'abbia acquistato un imprenditore veronese come Martinelli che sicuramente farà bene".

Federico SBOARINA (assessore allo sport comunale) "Contento che sia stata evitata una situazione drammatica come il fallimento. La speranza ora è che ci sia un piano di rilancio serio della società che merita di arrivare a categorie più alte e prestigiose. Se c'è un progetto serio, anche se non nell'immediato, i risultati arriveranno"

Ivan ZERBATO (consigliere comunale del Partito Democratico) "Spero che non succeda quello che è successo con Arvedi, prima osannato e poi gettato nella polvere"

Graziano PERINI "Bisogna essere fiduciosi e auguro buona fortuna a Martinelli, ma la qualità dell'operazione a si misurerà sulla concreta volontà di rilanciare la società e il calcio veronese che merita di tornare ai massimi livelli"

Lorenzo FONTANA (consigliere comunale della Lega Nord) "Il salvataggio del Verona dal fallimento oltrepassa il mero significato sportivo perché l'Hellas, con il suo scudetto, è un vanto per tutta la città"



Martinelli e l'HELLAS una bella storia d'amore...Ciccio Vighini intervista il presidente MARTINELLI nel giorno del passaggio di consegne a SETTI


Martinelli: "Con Setti c'è più organizzazione"
Postata il 05/10/2012 alle ore 14:47
Il vicepresidente gialloblù fotografa il momento dell'Hellas: "Il nuovo presidente ha portato una positiva aria di cambiamento. E sono convinto che la squadra crescerà ancora"
VERONA - Ecco le dichiarazioni del vicepresidente gialloblù, Giovanni Martinelli, intervistato nella trasmissione "Vighini Show" su TeleNuovo: "Mi sto divertendo tanto, finché le cose vanno così si soffre ma il lavoro sta pagando, perché abbiamo sempre cercato di veleggiare in alto. Come sta lavorando Maurizio Setti? Molto bene, più bene di me. C'è stato un grande cambiamento, sempre nell'ottica di fare bene e di perseguire gli obiettivi. Diciamo che ha portato più organizazione, a differenza della mia gestione che era più "familiare". Lui ha aggiunto più professionalità grazie alle persone che ha portato con sé e grazie alla sua esperienza nel Bologna. Io oggi mi godo il momento, specialmente con Jorginho. Perché dopo due anni di lavoro con gli avvocati siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo importante per l'Hellas (il centrocampista brasiliano è diventato italiano, ndr). Le cose oggi le vedo bene, però c'è ancora la possibilità di crescere nei mezzi, molta potenzialità ancora da esprimere. Finché posso voglio essere sempre presente, perché mi piace poter dare continuità".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Martinelli: «Pronto a scommettere su Setti»
L'INTERVISTA. Le confessioni più intime del presidente uscente nel giorno dell'investitura del nuovo uomo di riferimento della società di via Torricelli. «Mi sono rivisto in lui all'epoca dei miei primi passi Mandorlini apprezzerà il lavoro della nuova società Ho un rimpianto: non essere riuscito ad andare in A»

25/06/2012
Verona. Sarà il Presidente ancora per molto. Il rispetto e la gratitudine, almeno stavolta, valgono più di bonifici bancari e quote trasferite con un paio di firme. Non vuole rubare la scena a nessuno Giovanni Martinelli, si sta solo prendendo quel che gli spetta. Lascia da eroe, senza volerlo e senza mai parlare di veri addii. Il Verona d'altronde continua a sentirlo suo come il primo giorno. «Onestamente non mi vedo ancora vicepresidente, è come se fossi ancora in carica, però è giusto sia finita così. Maurizio Setti ha tutte le carte in regola per proseguire il progetto che ho iniziato e portato avanti nel miglior modo possibile. Di soddisfazioni ne ho raccolte tante, ma era giunto il momento di fermarsi».

Che presidente sarà Setti?
«Su Maurizio sono pronto a scommettere. Ha tanta passione, per certi versi mi rivedo in lui all'epoca dei miei primi passi. Ha già definito mosse importanti, come l'arrivo di Sogliano. Il disegno continua, questo conta davvero. I veronesi, ai quali va il mio più sentito ringraziamento, possono stare sereni».
Ci racconta il dietro le quinte di questi mesi?
«Ho iniziato diverse trattative con altra gente che poi si è rivelata fumosa. Tutti faccendieri, almeno così mi sono sembrati. Figure di cui non mi sono fidato, gente che secondo me dell'Hellas voleva solo approfittarsi. Io e Setti invece abbiamo parlato subito lo stesso linguaggio, siamo entrati immediatamente in sintonia con gli obiettivi. Non ha peli sulla lingua, è sincero ed ha disponibilità economiche. Farà bene».
Per tanto tempo i suoi appelli agli imprenditori sono rimasti inascoltati...
«Non li biasimo, per carità. Stiamo vivendo tutti momenti difficili, ma serviva compiere un passo in più. Non si poteva più aspettare».
Verona la ama tanto. Si è mai chiesto il vero perché?
«Penso per la chiarezza che ho sempre avuto nei confronti della città e della gente. In più abbiamo raccolto risultati importanti, nonostante un budget limitato, usando l'arma della semplicità. I tifosi l'hanno apprezzato».
Ce l'ha un rimpianto su tutti?
«Quello di non essere riusciti ad andare in serie A, ma sono esperienze che servono per il futuro. Ci riproveremo, questo è certo».
Si rimprovera un errore in particolare?
«Rifarei tutto, dall'inizio alla fine. Qualche delusione c'è stata, ma ad un certo punto abbiamo trovato il giusto equilibrio. Non mi pento di nulla, neanche degli errori».
E la polemica con Gibellini?
«C'è stato un malinteso, ci tengo a chiarirlo. Ero in ospedale, con Gibellini non potevo parlare di persona. L'ho chiamato al telefono, lui ha dichiarato che il Varese aveva meritato la qualificazione ed io gli ho detto che la sua opinione non mi trovava d'accordo. Ci avessero assegnato quel rigore al ritorno, per tutti sacrosanto, sarebbe andata diversamente. Il punto però è un altro. Frustrato da una convivenza difficile, Gibellini ha voluto più che altro sfogarsi per come ha vissuto l'intera stagione. Ci chiariremo presto, intanto lo ringrazio per quanto ha dato all'Hellas».
Il calcio professionistico è come se lo aspettava?
«Del calcio voglio ricordare solo i lati positivi. È il gioco più bello del mondo, quello che più di tutti ti dà adrenalina. Difficile rinunciarci per chi l'ha vissuto in prima persona. Per questo voglio restarci, salute permettendo».
Setti e Sogliano sono stati chiari: Mandorlini dovrà rientrare entro precisi confini e fare solo l'allenatore...
«Ho parlato con Mandorlini, è una persona intelligente. Ha capito. Andrea saprà apprezzare il lavoro di Sogliano e della nuova società. Non è facile fare l'organizzatore, il direttore sportivo e il tecnico. Deve concentrare le sue forze in una direzione unica, deve solo allenare la squadra».
Quale è stato finora il principale merito di Mandorlini?
«Ogni giocatore è essenziale, ma è difficile ottenere qualcosa se non hai il condottiero in grado di indicare la giusta direzione. E Mandorlini è perfetto per l'Hellas».
Quale sarà adesso il suo ruolo?
«Una forma di collaborazione con Setti certamente la troverò, ma prima devo terminare una cura che ultimamente mi ha debilitato non poco. Ci vorrà ancora qualche mese».
Sta combattendo una battaglia durissima per la vita. Dove la trova tanta forza?
«La forza viene, quando l'acqua tocca il naso. Nella vita ho avuto esperienze tremende, come la perdita di mio figlio. Per fortuna c'è qualcuno lassù che ti dà le energie interiori per continuare a lottare».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Dichiarazioni del presidente Martinelli
Postata il 04/06/2012 alle ore 13:02
"Sono ancora furibondo per quanto accaduto sabato. E’ evidente a tutti come ben due macroscopici interventi fallosi nell’area di rigore avversaria non sono stati clamorosamente ravvisati dal direttore di gara"
VERONA - Due giorni dopo il ritorno della semifinale play-off il presidente Giovanni Martinelli ha rilasciato alcune dichiarazioni ad hellasverona.it.

“Sono ancora furibondo per quanto accaduto sabato e non riesco a trovare pace. E’ evidente a tutti come ben due macroscopici interventi fallosi nell’area di rigore avversaria, uno per tempo, non sono stati clamorosamente ravvisati dal direttore di gara. Si è trattato di un arbitraggio per noi penalizzante, che causa enorme rammarico e sfido chiunque, escludendo ovviamente i prevenuti privi di onestà intellettuale, a pensarla diversamente o a deviare strumentalmente le analisi. Comprendo altresì perfettamente la delusione del mio collega del Sassuolo Squinzi, perché ci sono persone nel calcio che investono soldi tempo ed energie con grande passione per raggiungere determinati obiettivi, per poi veder svanire un sogno per colpa di errori inaccettabili. Ora sto valutando come tutelarci in ogni sede contro questo scempio”.

“Sono davvero amareggiato perché la squadra aveva reagito sul campo alla grande davanti al nostro meraviglioso pubblico, dopo la prestazione sottotono di Varese, che può capitare a qualunque squadra, aggredendo gli avversari sin dal primo minuto con la tenacia e determinazione che ci hanno contraddistinto per tutto l’anno; atteggiamento che ci ha fatto uscire a testa altissima al termine di ogni gara, indipendentemente dal risultato e con i complimenti per il gioco espresso. Una prestazione davvero maiuscola alla faccia di chi ci dipingeva molli ed in declino. Ma quando mai? Per questo non mi trovo assolutamente d’accordo con quanto affermato dal nostro direttore sportivo Gibellini”, prosegue il presidente gialloblù “quando, come riportato oggi su alcuni quotidiani nazionali, da addirittura per scontato che il Varese avrebbe comunque meritato la qualificazione nell’arco delle due gare disputate nei play off. Innanzitutto, se vogliamo essere obiettivi, non dimentichiamoci che noi abbiamo chiuso la stagione regolare con sette punti in più rispetto a loro e anche la nostra ultima prestazione al "Bentegodi", per non parlare di quella di due settimane fa, ha assolutamente legittimato i nostri ampi meriti di accedere alla finale. Con i due rigori a nostro favore e l’espulsione al loro difensore, in quanto era stato precedentemente ammonito, non ci sarebbe stato spazio per valutazioni di altro tipo. Il calcio vive di episodi determinanti, il resto sono chiacchiere, tranne purtroppo le gravissime conseguenze economiche e di immagine per le società danneggiate”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


LE INTERVISTE
Hellas Verona, Martinelli: "Pronto per le emozioni dei play-off"
25.05.2012 11:01 di Federico Errante
Fonte: hellas1903.it
“Può dirlo forte: ormai c’ho fatto l’abitudine a queste stagioni che non finiscono mai. E da un lato è un bene, perché significa che noi ci siamo sempre. Dall’altro ci becchiamo un bel po’ di palpitazioni in più. Ma basta che dopo tutto finisca bene e siamo contenti, eh…”. Nell’Hellas che cerca di agguantare il biglietto per la A, lo specialista è lui. Giovanni Martinelli, per il terzo campionato di fila, vede il Verona giocarsi la promozione ai playoff. Il presidente sospira: “Questo sono sfide piene di adrenalina: sensazioni che non si possono trasmettere limitandosi alle parole. Cosa provo? Sono pronto. Prontissimo. Come lo è la squadra”. Nel 2010, in Prima Divisione, esonerato Remondina e traghettato da Vavassori, eliminò il Rimini, l’Hellas, e perse in finale con il Pescara: 2-2 all’andata, sconfitta per 1-0 al ritorno. L’anno passato, storia meravigliosamente nota, con il Sorrento affondato e la Salernitana battuta al Bentegodi per 2-0, rendendo superflua la sconfitta per 1-0 all’Arechi. Piazza Bra invasa da migliaia di tifosi in festa, l’invasione in stile Beatles della pista d’atterraggio dell’aeroporto di Vilfranca. La B colta come l’ultimo fiore di una primavera mitica: “Un ricordo unico. E lo vogliamo rivivere”.

Presidente Martinelli, partiamo dalla fine: più soddisfatto per il raggiungimento dei playoff o più rammaricato per la A diretta sfuggita sul più bello?
“Sarò sincero: quando sei a tre metri dalla cima e la vedi lì non puoi non avere l’acquolina in bocca. Potevamo farcela. Ma il vento non è girato nella nostra direzione. Quindi va bene così: tutti bravissimi, grande stagione, grande Verona. E non finisce qui".

Il Torino e il Pescara hanno avuto la meglio, superando i testa a testa di queste settimane. Onore al merito?
“D’accordo, anche se io mi tengo stretto l’Hellas. Buon per loro che sono già stati promossi, ma preferisco il gioco del Verona a quello di chiunque. Già, ha capito bene: anche a quello, seppure giustamente elogiato, del Pescara”.

La griglia dei playoff è già definita, ci sono da completare gli abbinamenti. All’Hellas toccherà o il Varese o la Sampdoria: chi vorrebbe incontrare?
“Una o l’altra cambia niente. Quel che ho imparato, in questi anni, è che non c’è nulla che possa essere prevedibile, nel calcio. E, quando sei ai playoff, questo ragionamento deve essere ancor moltiplicato esponenzialmente”.

Di conseguenza, presidente, quante possibilità ha il Verona di essere promosso?
“Tante quante ne hanno Sassuolo, Varese e Sampdoria: dunque, per un puro calcolo matematico, il 25 percento a testa. Non ci sono favorite, nessuno può pensare di avere un vantaggio. Anche se è logico che il terzo posto qualche utilità pratica in più te la dà”.

Da più parti si parla di una Samp in pole position per la serie A. Come valuta queste opinioni?
“Non credo che sia così. Si continua a discutere del peso della Sampdoria, di fattori ambientali che le darebbero chissà quale margine superiore agli altri. Lasciamo stare: non può andare in questo modo. Chiacchiere”.

L’anno passato i gol per la B li segnò Nicola Ferrari. Su quale dei suoi ragazzi punta per decidere i playoff di questo campionato?
“Verissimo che le reti di Ferrari furono determinanti, ma a vincere fu la squadra. E identica cosa mi aspetto ora. Ha visto la partita con il Varese? Mi trovi un solo giocatore che sia stato meno che eccellente. Se saremo quelli di sabato faremo parecchia strada”.

C’è un segreto per vincere partite come queste?
“Non sono io quello che ha il compito di indicarlo. La domanda è da porre, eventualmente, ad Andrea Mandorlini. E lui sa come si fa: mi pare che l’abbia già dimostrato abbondantemente, non trova?”.

Tre stagioni, tre playoff. Presidente, che cos’ha imparato da queste esperienze?
“Che bisogna inseguire l’obiettivo con totale fiducia e farlo finché c’è una speranza, che sia grande o ridotta non importa. Al mio primo anno siamo arrivati agli spareggi scarichi. L’anno passato, all’opposto, eravamo carichi. Stavolta stiamo bene, la condizione è valida. Ed è per questo che conto di provare altre fortissime emozioni”.

E potrebbe essere, questo, il suo ultimo atto da proprietario dell’Hellas…
“Non diamo per fatte cose che non lo sono ancora. La trattativa con Maurizio Setti è in corso, ma non c’è nulla di firmato. Quel che cerco è sempre un compagno di viaggio. Ma, al di là dell’esito di questi playoff, io ci sarà ancora all’interno del Verona. E il mio desiderio è immaginare l’Hellas sempre più in alto”.

FONTE: TuttoB.com


Il dado è tratto. Giovanni Martinelli pensa di avere trovato la persona giusta per dare un futuro solido al suo Verona
23/05/2012
Con Maurizio Setti è stato feeling a prima vista. Il patron dell'Hellas sa bene cosa vuole la piazza. Ed una volta di più ribadisce con forza l'importanza del patto d'acciaio che sta per stringere con l'imprenditore carpigiano. Per Verona, per la sua gente. Per chi auspica un futuro in rosa per il club centenario. Le parole escono ora. Per dare garanzie a chi riempie lo stadio e sogna un pronto ritorno in serie A. «O adesso, o l'anno prossimo, ma io voglio il massimo per questo Verona», aveva detto Martinelli poche ore dopo il pareggio di Bergamo con l'Albinoleffe già retrocesso. Il presidente, però, vuole anche lasciar andare i suoi pensieri sulla nuova 'unione' con Setti.

Martinelli, perché ha scelto Setti come compagno di viaggio? «Non l'ho scelto io. Lui ha scelto me. Mi ha fatto capire di avere a cuore il Verona. Mi è sembrato essere da subito persona motivata. Un imprenditore che ha basi solide e tanta passione. Lo considero figura adatta per la nostra società. E quindi procederemo insieme. I suoi ideali sono i miei».

Quali sono i vostri ideali? «Dare futuro al Verona. Chiarezza, forza, solidità. Questo, per tradizione, è un grande club. E dietro al club c'è una grande tifoseria. Ecco, insieme a Setti voglio costruire una società di livello. Lo meritano tutti quelli che vivono e credono nell'Hellas».

Cosa può portare in più Setti? «Mi aiuta a stare tranquillo. La solitudine ti tiene sempre sveglio. Insieme potremo affrontare tutti i problemi che ci si pareranno davanti con maggiore tranquillità. Sul piano economico saremo più sereni. L'entrata di Setti porterà grandi benefici al Verona. E insisto su un concetto: insieme a lui troveremo maggiore solidità. Una società solida e anche più credibile».

Quali sono state le parole che ha usato Setti per conquistarla? «Ha fatto uso della semplicità. Nessun giro di parole. Il suo entusiasmo è contagioso. E avuto modo di riscontarlo ogni volta che abbiamo avuto modo di parlare di futuro e di Verona. Si capisce subito che vuole fare bene con questa squadra».

Quindi, per il bene dell'Hellas, ha cercato di scandagliare prima nell'animo della persona, che dell'imprenditore. Giusto? «La persona è apposto. L'animo dice tutto. Se avessi dubbi non lavorerei con lui. Alla base di tutto c'è sempre il futuro del nostro Hellas. E sapete benissimo quanto tengo a questa società, non voglio affidarla al primo arrivato».

La condivisione dove sta? «Sta nella consapevolezza e nel rispetto. Per consapevolezza intendo presa di coscienza di quanto è stato fatto in questi anni dalla società. Si è creata una base. Non sono mancati i risultati sul piano sportivo. L'entusiasmo è cresciuto a dismisura. Da qui in avanti speriamo solo di migliorare. Insieme naturalmente. Il rispetto, invece, riguarda chi vive e sogna per l'Hellas. Non vogliamo deludere nessuno. E Setti condivide in pieno quello che penso io. Quindi, risulta facile avvicinarsi ad una persona che 'sente' le tue stelle cose. E te lo comunica in maniera spontanea».

Avete già parlato dell'identità Hellas? «Sa benissimo tutto, è stato al Bentegodi, ha visto il Verona in trasferta. Ha capito quanta passione c'è intorno a questa squadra. Siamo gente che in campo sa farsi rispettare. Entriamo e ce la giochiamo con tutti. Finisce e usciamo a testa alta. Questo è motivo di grande orgoglio per me. E anche questo punto fa parte della condivisione delle cose che ho con Setti».

Si è detto: Setti presidente, lei vice. È ancora presto per parlarne? «È presto per un semplice motivo: Setti sta chiudendo il suo rapporto con il Bologna. Definita la cosa avremo modo di parlare di tutto il resto. Posso confermare una volta di più che la trattativa è in dirittura d'arrivo. Ma ogni cosa dovrà essere fatta al momento giusto. Per il bene dell'Hellas. Come sempre».

«Andremo in serie A. Dobbiamo crederci»
GIOVANNI MARTINELLI
16/05/2012
Inibito fino al 31 luglio. La rabbia di Giovanni Martinelli subito dopo la fine della gara con l'Albinoleffe è costata cara al presidente. Il patron, si legge nel comunicato della Lega, è stato inibito per «espressioni gravemente irriguardose rivolte alla terna arbitrale negli spogliatoi e per aver colpito ripetutamente e danneggiato gli infissi di alcuni locali dello stadio di Bergamo».

Martinelli, se l'aspettava?
«Sono stufo, sono deluso. Sono affranto. Ma vado avanti. Lo faccio per il Verona e per i veronesi».

Cosa l'ha fatta arrabbiare della conduzione arbitrale?
«Hanno diretto male la gara. Invertendo punizioni. Non bloccando sul nascere falli violenti. L'avete visto l'intervento su D'Alessando vicino all'angolo a fine gara? Il guardalinee non ha visto nulla. E sul gol dell'Albinoleffe? Pugliese subisce fallo. L'arbitro inverte la punizione e loro segnano. E poi c'era pure un rigore. Ancora un rigore che non ci viene concesso. Troppi errori...».

E lei a fine gara ha voluto puntualizzare.
«Certo. Ho fatto una sottolineatura. Mi sono permesso di rilevare gli aspetti che ci hanno lasciati perplessi. Ma si rendono conto di come hanno gestito la gara? Ed è arrivata l'inibizione. Sono stufo».

Ma ha già detto che niente può abbattervi?
«No, questo no. Ora dobbiamo pensare ai playoff. Ormai l'obiettivo è questo. Delusione a parte, sono fermamente convinto che questa squadra possa ancora regalarci qualcosa di importante. E grandi soddisfazioni».

Presidente ha visto un po' stanchi i suoi ragazzi?
«No, in salute. Siamo il Verona, non siamo il Pescara. Giochiamo il nostro calcio. E fin qui siamo rimasti in corsa per la promozione diretta».

Qual è il messaggio?
«Andiamo in A. Subito. E se non ci riusciamo ci riproviamo la prossima stagione. Ma io voglio andare in A con l'Hellas. Li ho visti anche ieri i nostri tifosi. Meritano grandi stadi, non 'campacci'. Meritano il meglio del meglio».

Il pari di Bergamo ha gelato tutti...
«Anch'io sono deluso. Ma 'ghe semo dentro e ghe provemo'. Fino in fondo. Non dimentichiamoci il campionato condotto fin qui dai nostri ragazzi. E' stato buono, molto buono. C'è ancora un passo da fare. Avanti. Io ci credo. Tutti devono crederci. Ma sono convinto che Verona si stringerà intorno all'Hellas».

Lei non sarà più solo al comando in futuro. Con Setti chiude a fine giugno?
«Mi auguro sia così. Ma qui fatemi precisare...»

Prego, presidente.
«Verona ha bisogno di chi ama il Verona. Non dobbiamo fare distinzioni tra veronesi, romani, napoletani e non so che altro. Chi dimostra di condividere un progetto importante e di sposare l'Hellas, deve trovare spazio. Chi si avvicina e dimostra passione e serietà, merita il Verona. Setti ha dimostrato grande entusiasmo. Ed è giusto faccia parte del nostro mondo».
Simone Antolini

«Sono stufo: certa gente vuole male al Verona»
ARRIVA LO SFOGO. Il presidente in contropiede dopo l'ultima multa comminata al club
Martinelli: «Tifosi? Sono nemici. Ora applausi per coprire i cori razzisti»

17/03/2012
Messaggio alla Nazione. Gialloblù. Giovanni Martinelli parla ai tifosi. «Quelli veri», dice il presidente. «Quelli che amano davvero il Verona». E usa toni pacati in un momento delicato. Il patron dell'Hellas è arrabbiato ma non certo confuso. Ha idee chiare. Spiega nel suo lungo monologo che «il rischio che ci penalizzino in classifica al prossimo coro razzista, o che chiudano lo stadio è alto. Sapevate che contro il Vicenza avremmo dovuto giocare a porte chiuse? E, invece, per motivi di ordine pubblico non è stato così. Ma la pena che ci è stata inflitta per i cori di Torino è alta. E io sono stanco. Chi sbaglia non ama il Verona, non è un tifoso. Non può volere il bene dell'Hellas».

L'APPELLO. Ecco il messaggio: «Mi rivolgo ai tifosi veri. Quelli che vengono allo stadio a battere le mani, a gridare, ad arrabbiarsi. A loro parlo con il cuore. Perché va posto un ostacolo a chi ci danneggia sul piano dell'immagine, ma anche economicamente. In più ne risentono anche la città e la squadra. Chiedo ai tifosi di ostacolare in tutti i modi quella frangia di nemici dell'Hellas e dei nostri colori, visto che non vogliono capirla e non la capiranno mai. Ai tifosi veri chiedo una collaborazione fattiva. Da qualche tempo stiamo intraprendendo come società un percorso che permetta in futuro al club di non subire ancora sanzioni di questo genere. Viene definito percorso esimente e prevede il rispetto di alcuni punti che permetterebbero all'Hellas, nel caso si verificassero ancora lancio di petardi e bengala o l'uso di cori razzisti, di essere sanzionato in modo più blando o nella migliore delle ipotesi di ottenere l'esenzione dalla responsabilità oggettiva». Per essere chiari su questo progetto: si tratta di una serie di iniziative che possano permettere alla società di vedere applicata l'esimente dell'articolo 13 del codice di giustizia sportiva. Si tratta di interventi contro la discriminazione razziale e territoriale per far sì che l'immagine della società venga vista in maniera positiva, impegnandosi a contrastare qualsiasi tipo di manifestazione mirata a discriminare.

APPLAUSI E STOP. «Cosa chiedo nello specifico? Nel caso venissero ripetuti i cori razzisti mi piacerebbe che tutti i veri tifosi si alzassero in piedi ad applaudire per coprirli. Dimostrando così che la maggior parte della tifoseria è contro. Altro punto importante: ci impegneremo anche sotto il profilo della beneficenza. In più chiederò alla Lega la possibilità di fermare in corso la gara per qualche minuto per protestare, ce ne fosse l'esigenza, contro questa gente che infanga il nostro nome. Non se sarà possibile farlo. Ma l'impatto sarebbe comunque importante. Chi tifa contro non si rende conto di ciò che ci fa perdere. Risorse economiche, credibilità verso Lega ed arbitri. In pratica ci toglie punti in classifica. Mi domando: dovessimo essere penalizzati e a fine stagione fallire il nostro obbiettivo proprio per quel punto, cosa faremo? Ci toccherebbe piangere. Tutti. Tifosi, città, società. Sarebbe utile pensare bene a quello che si fa allo stadio prima di seguire la folle strada che alcuni stanno seguendo».

IL CAMBIAMENTO. Martinelli vuole «cambiare l'immagine di questa società. Sono stanco di sentirmi dire: chi sei? E io: il presidente del Verona. E loro: ah, sono razzisti. Perché è questa la prima parola che viene fuori dalla bocca di tutti. Lo ripeto: nel derby invito i tifosi in caso di cori sbagliati di alzarsi tutti insieme ed applaudire. E aggiungo: vado orgoglioso dei miei tifosi. Degli altri non voglio più parlarne. Non sono tifosi ma nemici. Faccio un passo in più. Il sogno sarebbe procedere a testa alta e non sentire più nessun coro. Solo canti e applausi. Non ne facciamo una questione politica, razziale, territoriale. Ma finiamola: è deprimente. È segno di ignoranza e incapacità mentale. E questo modo di agire non si identifica con la nostra città che lancia solo messaggi positivi. Chi ha un briciolo di cervello deve pensarla come me».

SENZA PAURA. «Tempo fa avevo parlato con alcuni tifosi raccomandandomi sul comportamento da assumere. Vedo purtroppo che le cose non sono migliorate. Non sarà colpa delle persone con le quali ho parlato, loro ce la mettono tutta. Non tutti possono essere controllati. A questo punto serve intervenire. E lo devono fare i tifosi veri. Solo così la Procura può sentire e scrivere che a Verona la maggior parte dei tifosi è contro la discriminazione. Aggiungo: io li ho sentiti bene i cori di Torino. Vincevamo quattro a zero, e questi qua che vanno a cantare e fare buuu. Ma cosa c'entra, che senso ha? Godiamocela questa vittoria invece di urlare cose sbagliate. Ma con chi ce l'hanno? Se hanno bisogno di sfogarsi che si prendano la testa e la sbattano contro le gradinate. Non ho paura: questi sono gli stessi che vanno a tirare i sassi al pullman dell'Hellas che ha sbagliato una partita. Ma che gente è? Per favore, amiamo il Verona. E se succede ancora la prossima partita la giochiamo a porte chiuse. E non parlatemi di due pesi e due misure: se hai dei precedenti vieni visto sotto una luce diversa. Solo la riabilitazione e il tempo possono aiutarci. Ma ci vuole la collaborazione di tutti».
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Martinelli: "Siamo costretti a dare una svolta"
Postata il 16/03/2012 alle ore 09:49
VERONA - A partire dalle 10:30 circa, su hellasverona.it, verrà riportata in tempo reale la cronaca della conferenza stampa del presidente Martinelli, in programma presso la sede sociale di Via Torricelli.

Apre il patron gialloblù: "Abbiamo bisogno di tutti, in particolare degli organi d'informazione, per passare un messaggio importante ai tifosi. Soprattutto in questi giorni sono stati dati dei segnali da parte della società, mi rivolgo ai tifosi veri, che vengono allo stadio per applaudire, incitare la squadra: sostenitori unici. A loro voglio dire che non c'è altro modo per ostacolare ciò che sta accadendo, siamo danneggiati economicamente, moralmente ed a livello d'immagine. Bisogna prendere le distanze da quella frangia di nemici dell'Hellas Verona, dei nostri colori. Vorrei collaborazione, perchè da tempo adottiamo un percorso preciso, in modo da evitare sanzioni di questo genere. Una serie di tappe forse non note a tutti, riconducibile all'esimente. Cinque punti da rispettare per tifoseria e club, che in caso di intemperanze possono portare a togliere la responsabilità oggettiva. Io mi alzerò per primo ad applaudire per coprire cori razzisti o di discriminazione. Ciò per fornire dimostrazione di civiltà, mostrando contrarietà a tali manifestazioni. Per come ci è permesso ci muoviamo di continuo, grazie ad azioni a livello benefico in più direzioni. Chiediamo alla Lega di fermare la gara, al termine dell'azione in corso, per protestare contro questa gente. Va verificata la fattibilità, ma darebbe un risalto importante alla nostra volontà. Certa gente non si rende conto del danno arrecato, che toglie credibilità rispetto a più parti oltre a punti in classifica. Pensiamoci bene prima di percorrere una certa folle strada. Di settimana in settimana procediamo con le attività, quelli per le sanzioni sono soldi buttati. Bisogna smettere di associare Verona al razzismo, non riusciamo a capire quanto male ci facciamo? Sono orgoglioso dei tifosi, chiedo col cuore di dissociarsi dai nemici dei gialloblù. Anche recentemente mi sono raccomandato di rispettare gli altri, ma purtroppo il messaggio non è stato recepito. A Torino vincevamo 3-4 a zero, a cosa serve dar vita a certe espressioni? Godiamoci un successo entrato nella storia. Il Giudice Sportivo avrebbe dovuto farci giocare a porte chiuse col Vicenza, ma per motivi di ordine pubblico si è ripetuta la diffida. Non voglio pensare a penalizzazioni o sconfitte a tavolino. Se uno ha dei precedenti, anche dopo aver scontato la pena viene visto sotto una luce diversa. Solo con la riabilitazione della persona tramite comportamenti corretti si può cancellare l'immagine passata. Si continua a sbagliare, anzichè correggersi dopo gli errori. Siamo costretti a dare una svolta, per noi e per il futuro di chi ha ambizioni di Serie A anche a livello individuale".

A spiegare in cosa consista l'esimente, l'avvocato Stefano Fanini: "Una serie di iniziative contro la discriminazione, sia territoriale che razziale, utili a fare in modo che gli sforzi della società per contrastare tali manifestazioni vengano riconosciuti. Serve che tre delle cinque circostanze indicate siano rispettate. Ci si ricollega all'Articolo 13 del Codice di Giustizia Sportiva, in occasione del match col Cittadella daremo ulteriori segnali di spessore, la recidività è fondamentale nella valutazione delle situazioni".

In chiusura, l'intervento di Benito Siciliano: "Una batosta che ci ha deluso e demoralizzato. Un presidente come Martinelli è difficile da trovare in Italia, anche la sua pazienza avrà un limite. Abbiamo sempre chiesto aiuto a tutti voi per poter dare un segnale forte di cambiamento. Conosciamo le provocazioni in cui si cade, non è bello sentir dire che siamo razzisti e non cambieremo mai. Non lo meritano città, presidente, tifosi. Pochi non capiscono quanto male fanno all'Hellas, restiamo uniti verso il traguardo che tutti auspichiamo. Potremmo amaramente pentirci di certe cose, evitiamo ogni forma di discriminazione. Eventualmente dimostriamo con fermezza la nostra dissociazione".
Ufficio Stampa

Lettera aperta del presidente Martinelli
Postata il 15/03/2012 alle ore 16:35
VERONA - Hellasverona.it pubblica una lettera aperta del patron gialloblù Giovanni Martinelli:

Cari amici,
mi rivolgo a Voi con la speranza che a ciascuno giunga nel più profondo della propria coscienza il mio messaggio, che è di ringraziamento e di invito.
Vi ringrazio per il Vostro incessante incitamento, per l’inesauribile orgoglio e lo straordinario attaccamento ai nostri colori e alla nostra maglia, che avete dimostrato anche negli anni di Lega Pro, divenendo un vero esempio di fede sportiva.
L’invito che Vi rivolgo è di sostenere l’Hellas Verona evitando di intonare al "Bentegodi" e negli altri stadi d'Italia cori di discriminazione razziale o territoriale.

Vi chiedo questo perchè sono profondamente convinto si tratti di manifestazioni scorrette e da condannare senza esitazioni, incivili e dannose per il nostro Club che ha già subito pesanti sanzioni, non ultima la diffida che pende su noi tutti qualora tali cori dovessero ripetersi.
Stiamo rischiando di disputare la prossima partita (o partite?) in casa a porte chiuse, o in campo neutro, con le conseguenze che ben immaginate. Per di più in un momento nel quale la squadra sta lottando per il traguardo cui tutti noi siamo protesi.
Sono convinto che vogliate solo il bene dell’Hellas Verona, ed allora Vi chiedo con forza, ma anche con il cuore, di rispettare il regolamento sportivo tifando correttamente per i nostri colori.

La scorsa stagione la Società ha versato per le multe oltre 85.000€, mentre in quella attuale siamo a 93.000. Francamente si tratta di somme che avrebbero potuto essere impiegate in maniera più nobile, non sprecate a causa dell’intolleranza di pochi, ai quali chiedo con calore di comprendere ed adeguarsi ad una precisa responsabilizzazione, così come a tutto il grande popolo scaligero chiedo di contrastare eventuali cori discriminatori con applausi, che testimonino in modo chiaro ed inequivocabile la contrarietà a tali atteggiamenti.
Chiedo a tutti Voi di continuare a sostenere i gialloblù con la passione che Vi contraddistingue, e Vi ha reso unici, ma di farlo in modo da non violare i regolamenti sportivi e da non creare danno all’Hellas Verona.

Da parte mia, anche a nome e della squadra, voglio ringraziarVi garantendo il massimo impegno per raggiungere prestigiosi obiettivi, e per tutelare in ogni sede e con ogni mezzo l’immenso patrimonio, quello più grande, dell’Hellas Verona: i suoi tifosi.
Con affetto
Il Presidente
Giovanni Martinelli

FONTE: HellasVerona.it


Rabbia Martinelli: «I cori fanno male al nostro Hellas»
ADESSO BASTA. Il comunicato ufficiale del club di via Torricelli. Messaggio del patron ai tifosi e ai giudici sportivi «Un'ostinata minoranza che dobbiamo contrastare ma queste sanzioni sono illegittime e incongrue»

15/03/2012
Voleva scendere in campo già martedì pomeriggio ma ci ha pensato su per un giorno. Ha smaltito la rabbia e pesato le parole, ieri pomeriggio è arrivata la replica alla multa contro l'Hellas per i cori razzisti dei tifosi gialloblù a Torino. Il presidente Giovanni Martinelli ha affidato le sua parole al sito ufficiale dell'Hellas. «A seguito dell'ennesima ammenda comminata nei confronti del club per cori di discriminazione razziale e territoriale - ha scritto il patron gialloblù - l'Hellas Verona manifesta con fermezza il proprio disappunto, prendendo le distanze e condannando gli autori di siffatti accadimenti, che appaiono un'ostinata minoranza incapace di comprendere l'improrogabile necessità di osservare le norme del codice di giustizia sportiva». Quarantamila euro di multa all'Hellas per gli insulti dei tifosi a Oduamadi e Ogbonna, i due giocatori di colore del Torino.

Non è la prima volta che succede in questo campionato. Le ammende contro il club di Via Torricelli, solo in questa stagione, sfiorano i centomila euro. Il presidente Martinelli in più di un'occasione ha cercato il dialogo con i tifosi, con le istituzioni, anche con i responsabili dell'Osservatorio del Viminale. Ha promosso iniziative per invertire la rotta, per dare segnali precisi. «Duole sottolineare nuovamente come il coinvolgimento sanzionatorio della società comporti la sottrazione di risorse preziose - si legge ancora nel comunicato - contribuendo a pregiudicare l'immagine del nostro club e dell'intera città. Il presidente Martinelli in prima persona esprime la propria amarezza e preannuncia l'attivazione di un piano organico di iniziative finalizzate a contrastare fenomeni discriminatori messi in atto da una parte della tifoseria, la quale non riesce a fare propri i valori di lealtà e correttezza appartenenti all'Hellas Verona».

Messi i puntini sulle «i» e prese le distanze da quei tifosi che continuano, imperterriti a danneggiare le finanze del Verona con il loro comportamento insensato, il presidente gialloblù manda un messaggio anche ai responsabili del Palazzo. In più di un'occasione contro l'Hellas sono state adottate misure molto severe rispetto a quanto si è visto sugli altri campi basta ricordare le offese dei tifosi laziali contro il difensore della Roma Juan durante l'ultimo derby capitolino o gli insulti dei fedelissimi del Bologna a Gianluca Pessotto della Juve. «La sanzione del giudice sportivo - sottolinea il presidente - diventerà oggetto di impugnazione poiché ritenuta illegittima e incongrua, in ragione del fatto che la società ha più volte manifestato la condanna di espressioni discriminatorie e pertanto richiederà nelle sedi opportune che non venga riconosciuta la responsabilità oggettiva». In effetti i quarantamila euro di multa al Verona sono un record, almeno per la serie B.

Il giudice non infliggeva un'ammenda così salata da più di cinque anni. Si deve infatti risalire alla decima giornata del campionato 2006-2007, si giocava la sfida tra Napoli e Juventus. Il 6 novembre 2006 la società campana pagò una multa di quarantamila euro per accensione di petardi e bengala e lancio di bottigliette di plastica che colpirono l'addetto all'antidoping e ferirono un responsabile dell'ordine pubblico. Tra l'altro con i quarantamila euro di Torino il Verona ha superato anche molte squadre di A. In Italia, infatti, ora c'è solo l'Atalanta che sta facendo peggio. La società bergamasca ha infatti pagato finora quasi 125 mila euro. Con la batosta dell'Olimpico il club di Via Torricelli ha superato veri e propri «squadroni» comel'Inter (ferma a 81 mila euro di multa) la Lazio e la Juventus. Ovviamente non c'è storia con le altre società di serie B con la Nocerina ferma a 51 mila euro e il Padova a 39.750. Numeri che non possono far sorridere il presidente.
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


SERIE B
Verona, Martinelli a 360 gradi su squadra, passato e futuro
23.02.2012 10.07 di Gianluca Losco
Il presidente del Verona, Giovanni Martinelli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ne riportiamo alcuni tratti:
"I tre anni di Verona? Ricordo una società in difficoltà, un ambiente depresso, tifosi rassegnati e una squadra in fondo alla classifica di Prima divisione. E una situazione economica generale che non era quella di oggi.

Il nuovo stadio? La collaborazione col Comune è importante, è stata individuata l'area (la Marangona nella zona industriale, ndr), ci stiamo muovendo insieme, sono stati fatti passi avanti. Tempi e costi? In 4-5 anni e con 70-80 milioni di euro a carico di un fondo di aziende private avremo un impianto da 30 mila posti aperto tutto l'anno, e non solo ogni due settimane per la partita.

Se serve ancora un aiuto? Certo e non ho trovato nessuno. Una delusione. Ma se vogliamo andare e restare in A non posso essere lasciato solo. Il Verona è una delle società di B con meno entrate pubblicitarie. Al di là delle mie aziende (abbigliamento femminile oltre a interessi in campo immobiliare, ndr), non c'è molto altro. In giro vedo soprattutto disinteresse. I rapporti difficili con i club del sud? Il passato non conta, guardiamo avanti.

E sugli insulti ai tifosi della Juve Stabia al Bentegodi vorrei precisare che sono cominciati solo quando loro hanno fatto esplodere 4-5 bombe carta. Se sono sorpreso dalla squadra? Ha spiazzato tutti, è cambiata poco e ha trovato una grande continuità, grazie al mix di giocatori giovani e di esperienza: abbiamo preso Mareco, fatto tornare Gomez, puntato su ragazzi interessanti come Galli e Jorginho. E poi c'è Hallfredsson, l'uomo chiave. Abbiamo dimostrato che possiamo fare bene contro chiunque".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


«Lo stadio è un'idea. La serie A, un sogno. Penso a tutti e due»
GIOVANNI MARTINELLI
14/02/2012
La casa dell'Hellas è in cima ai suoi pensieri. Un sogno? Affatto, pura realtà piuttosto. Le fondamenta si intravedono, sotto forma di un disegno da sempre ben chiaro nella sua testa a cui è già stato dato il via libera. Giovanni Martinelli guarda al campo e al futuro, con gli occhi del presidente infinitamente fiero della sua creatura e dell'imprenditore tanto sicuro di sè. Certezze e normali preoccupazioni, una squadra che vola alto ma pure una gestione non facile in un momento terribile. Anche per questo il presidente vuole uno stadio di proprietà. L'area della Marangona aspetta un cenno, anche se i tempi non saranno brevissimi. Una rivoluzione, questo è sicuro. Per cambiare l'Hellas e ridisegnare Verona.

Presidente, il progetto a che punto è? «Sono molto soddisfatto intanto della risposta del Comune di Verona, dell'intesa che si è creata. Chiedete al sindaco Tosi o al vicesindaco Giacino. La volontà c'è, si sta lavorando nella direzione giusta. Questa non è un'opera fine a sé stessa o limitata al calcio. Lo stadio non servirà solo per la partita della domenica, verrà sfruttato fino in fondo. Anche negli altri giorni della settimana, anche a giugno e a luglio quando il campionato è fermo. Dovrà essere così, considerata la portata dell'investimento».

Come si riempirebbe lo stadio, al di là delle partite? «Soprattutto con eventi canori, con grandi concerti di musica leggera o classica. Gli stadi sono la forza di una società, come dimostrano i modelli di altri Paesi europei». Altre idee? «Sarebbe bello creare una stagione lirica invernale, complementare a quella estiva dell'Arena. Mi piacerebbe molto. L'eco sarebbe fortissimo, tutto il mondo parlerebbe di Verona». Il nome ce l'ha già? Hellas Stadium? «Hellas ci sarà di sicuro, il resto è legato allo sponsor che ci sosterrà». Tipo Emirates, lo stadio dell'Arsenal? «Proprio così. E vicino il nome Hellas».

E i costi? «Non siamo entrati ancora nello specifico, siamo appena agli inizi. La strada però l'abbiamo tracciata. E voglio percorrerla fino in fondo». Martinelli, esattamente un anno fa il Verona batteva la Reggiana e portava a quattro punti il vantaggio sulle quint'ultime SudTirol e Como. Ora a due punti c'è la serie A. .. «Nessuno se l'aspettava, piano piano però ci siamo resi conto di avere valori importanti. Il confronto con le altre l'ha detto chiaramente. La vecchia guardia ha risposto alla grande, abbiamo scoperto giovani dalle grandi qualità, fatto rientrare Gomez, confermato Hallfredsson. Non è poco». Gibellini ha il contratto in scadenza, glielo rinnoverà? «Avremo modo di parlarne, di sicuro nei confronti di Gibellini nutriamo tanta fiducia». L'avversario che la preoccupa di più in questo momento? «Noi stessi, il Verona può fare bene contro chiunque. Basta conservare lo spirito che ci ha resi così forti».

Il pregio più grande dell'Hellas? «La continuità, abbiamo sempre mantenuto un livello di prestazioni costante. Mai fatto figuracce, sempre in partita contro tutti». Il Bentegodi è sempre a rischio-squalifica. Come valuta il comportamento dei tifosi? «Coi giudizi ci vado piano, avrò un quadro più chiaro dopo le prossime partite. Fino ad ora sono arrivate tante multe. Troppe. La gente sappia però che una società cresce se anche tutto il resto migliora di pari passo. Tifoseria compresa». La città è sempre sorda ai suoi richiami? «Sempre. Mi spiace molto che Verona continui a restare in silenzio, senza che nessuno mi dia una mano. È una vergogna, lasciatemelo dire. L'Hellas è una delle società di serie B con meno introiti pubblicitari, nonostante un marchio consolidato ed una squadra che sta giocando per i più alti traguardi. Non c'è molto altro, al di là delle mie aziende. Noi i segnali li stiamo dando, ma attorno al Verona c'è il solito disinteresse. Capisco che entrare in società sia un impegno gravoso, non chiedo questo. Basterebbe una semplice sponsorizzazione. Invece niente. Tante pacche sulle spalle, a migliaia. Ma di quelle non me ne faccio nulla. “Armiamoci e partite”, da ora in avanti userò spesso questo slogan. Mille parole, ma niente di più». E Bruno Venturi? «Siamo amici, ci rispettiamo. Diciamo che lui è stato uno dei pochi finora ad aiutare l'Hellas».

Il campione che sogna di trovarsi di fronte da qui a qualche mese? «Nessuno per ora, un passo alla volta. Pensiamo a battere il Gubbio». Ma il Verona sarebbe pronto per la serie A? «Saprebbe adattarsi. Chiaramente c'è sempre da migliorare, ma riusciremmo ad adeguarci. Io non ho esperienza di serie A, ma Verona la conosce bene. Fa parte della sua storia».

FONTE: LArena.it

HELLAS VERONA
Hellas Verona, Martinelli: " Lo stadio, Mandorlini, i tifosi, la serie A..."
09.02.2012 20:00 di Federico Errante
Fonte: hellaswall.it/tuttohellas
Di seguito l'intervista del Presidente Giovanni Martinelli, rilasciata in esclusiva ad Hellaswall.it, portale dei tifosi Scaligeri.

Com'è essere Presidente del Verona? Mi spiego meglio, da quando è diventato Presidente, quali sono le cose, le circostanze e le emozioni che non si aspettava di incontrare?
"CERTAMENTE LA COSA CHE MI HA DELUSO MAGGIORMENTE E’ STATA L’INDIFFERENZA DEGLI IMPRENDITORI VERONESI AI MOLTI APPELLI DI AIUTO CHIESTI IN VARIE OCCASIONI IN QUESTI ANNI.
UNA VERA INDIFFERENZA GENERALE COME DICE IL DETTO “ARMIAMOCI E PARTITE”. L’EMOZIONE PIU’ BELLA E’ STATA CERTAMENTE LA PROMOZIONE IN SERIE B SEGUITA POI DALLA PARTITA A ROMA CONTRO LA LAZIO".

Veniamo al progetto-stadio. Qualcosa si sta muovendo? Crede che sarà realizzabile?
"SI CREDO CHE SI POSSA FARE. SAREBBE PER L’HELLAS IL SOGNO DI OGNI SOCIETA’ DI CALCIO TANTO PIU’ CHE PERMETTEREBBE DI DARE UN MIGLIOR SERVIZIO A TUTTI I NOSTRI TIFOSI FACENDOLI SENTIRE PIU’ SICURI, CONSIDERATI E COCCOLATI".

Tornerà il Verona ad allenarsi in città o non ci sono ancora le giuste condizioni?
"BISOGNA RIFARE IL CAMPO DELL’ANTISTADIO. COSI’ COME E’ E’ IMPOSSIBILE ALLENARSI. IL COMUNE DOVREBBE SOBBARCARSI IL COSTO DEL RIFACIMENTO E PENSO CHE NON SIA POCO.
DOPO DI CHE, SEMPRE CHE L’AFFITTO SIA RAGIONEVOLE, POSSIAMO RITORNARE A VERONA, ANCHE SE A SANDRA’ STIAMO BENISSIMO, MA CAPISCO ANCHE I TIFOSI CHE CI VORREBBERO A VERONA".

Mai pensato agli abbonamenti pluriennali?
"NO A DIRE LA VERITA’ NON CI HO MAI PENSATO. SUGGERITEMI COME VORRESTE CHE SI FACESSE...?!?"

Come sta cambiando la Società Hellas al suo interno?
"CERCHIAMO SEMPRE DI MIGLIORARE I SERVIZI, I RAPPORTI CON LA LEGA, CON LE ALTRE SOCIETA’, CON I CALCIO CLUB, CON IL COMUNE MA NON E’ FACILE.
CI VORREBBE PIU’ PERSONALE MA DOBBIAMO CONTENERE LE SPESE."

Sembra che il rapporto Mandorlini-Gibellini stia migliorando. Come ha fatto?
"NON HO FATTO NIENTE. E’ STATO IL LORO BUON SENSO."

Cosa ne pensa delle polemiche che ci sono state per la sponsorizzazione di AGSM e del comportamento non proprio trasparente di alcuni organi di informazione?
"COME AL SOLITO SI E’ STRUMENTALIZZATO UN’OPERAZIONE TRASPARENTE CHE NON HA NIENTE DI ANORMALE.
QUALCUNO, O PIU’ DI UNO, CI HA RICAMATO SU CHISSA’ QUALE PORCHERIA SOLO PER FAR VEDERE CHE ESISTONO ANCHE LORO."

Quali sono i modelli di società da prendere come esempio o che le piacciono maggiormente?
"E’ FACILE OGGI DIRE L’UDINESE MA CI SONO DIETRO ANNI DI GESTIONE CONTINUATIVA, UNITA A CAPACITA’ IMPRENDITORIALE, CHE HANNO PORTATO RISULTATI ECCELLENTI".

Cosa sta cambiando nel settore giovanile? Si sta rinforzando la rete degli osservatori?
"SI STIAMO MIGLIORANDO ANCHE SE CI OCCORREREBBERO PIU’ RISORSE DA INVESTIRE. ABBIAMO COMUNQUE NEL SETTORE UN OTTIMO GRUPPO DI LAVORO COMINCIANDO DAL NOSTRO SIG. STEFANO GHISLENI CAPO DEL SETTORE GIOVANILE".

Quanto vorrebbe non pagare più le multe, non tanto per la multa in se stessa ma per quello che rappresenta?
"OGNI VOLTA CHE LA SOCIETA’ VIENE MULTATA PER ME E’ UNA SCONFITTA.
HO DETTO TUTTO SU QUESTA QUESTIONE. BISOGNA EVOLVERSI, CAMBIARE COMPORTAMENTI.
E’ DA STUPIDI FOSSILIZZARSI SEMPRE SULLE SOLITE FRASI.
CAMBIAMO... E’ ORA ANCHE DI QUESTO".

Azionariato popolare, pensa realmente si possa arrivare a fare qualcosa di costruttivo per la nostra società?
"NON LO SO. STIAMO CERCANDO DI CAPIRE CON UN SONDAGGIO SE TRA I TIFOSI C’E’ QUESTO INTERESSE. VEDREMO TRA UN MESE IL RISULTATO E VALUTEREMO SE ANCHE QUI E’ LA SOLITA STORIA: “ARMIAMOCI E PARTITE”."

Lo fa qualche pensierino A...?
"SE DICESSI DI NO SAREI UN BUGIARDO…."

FONTE: TuttoB.com

Attacco al Verona, scende in campo Martinelli
DUE PESI E DUE MISURE. Il sindaco di Castellammare di Stabia ha attaccato i sostenitori scaligeri per gli insulti alla squadra e alla città. Pronta la replica del presidente: «I cori dei nostri tifosi sono stati una reazione alle loro bombe carta ma condanno questi atteggiamenti, abbiamo pagato già troppe multe»

26/01/2012
Non si placa la polemica tra l'Hellas e Castellammare. Dopo la partita del Bentegodi tra il Verona e la Juve Stabia, il sindaco della città aveva rilasciato dichiarazioni molto accese contro i tifosi scaligeri, il club di Via Torricelli e gli amministratori di Palazzo Barbieri. «Trovo intollerabile e inaccettabile non solo il comportamento inqualificabile tenuto dalla tifoseria veronese - aveva detgto Luigi Bobbio - che ha letteralmente coperto di insulti e offese gravissime l'intera città di Castellammare di Stabia, ma soprattutto il silenzio, veramente assordante, che ha coperto questo ignobile episodio». Ieri pomeriggio, il presidente Giovanni Martinelli ha ribattutto colpo su colpo, con alcune precisazioni importanti anche sulle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino stabiese.

«Tengo a precisare il mio disaccordo con quanto dichiarato dal sindaco di Castellammare - ha scritto il patron gialloblù sul sito ufficiale dell'Hellas -. I cori intonati da alcuni nostri sostenitori sono iniziati soltanto, e ribadisco soltanto, in seguito al ripetuto lancio e scoppio di petardi provenienti dal settore ospiti». In effetti, nonostante i rigorosi controlli ai quali vengono sottoposti gli spettatori che entrano negli altri settori del Bentegodi, in Curva Nord - dove solitamente prendono posto gli ultras avversari - entra veramente di tutto. Filmati e foto confermano che in quella zona sono scoppiati almeno cinque o sei ordini esplosivi. Probabilmente l'ispettore di Lega a bordo campo si è coperto gli occhi per non vedere visto che il giudice sportivo non ha sanzionato la società delle Vespe. Si è accanito contro l'Hellas adottando ancora una volta il «doppiopesismo», due pesi e due misure per castigare il Verona e strappare migliaia di euro a patron Martinelli che ha sempre saldato il conto.

«Queste esplosioni - continua il presidente - hanno causato la pur discutibile reazione di parte dei tifosi gialloblù dando vita ad espressioni che condanno fermamente. Non capisco però per quale motivo, seppur accada frequentemente, il nostro club sia stato punito con ottomila euro di ammenda quando al sodalizio campano non è stata inflitta alcuna sanzione». Non è facile dare una risposta razionale alla domanda di Martinelli ma il numero uno di Via Torricelli manda un messaggio chiaro anche ai tifosi gialloblù. Anche in questa stagione le multe rifilate alla società dal giudice sportivo hanno compromesso le casse del club. Soldi che potrebbero essere dirottati su investimenti tecnici importanti. «In ogni caso - continua Martinelli - Chiedo ai nostri tifosi di prendere atto di quanto si sta verificando, di eliminare quel tipo di comportamento che ci danneggia. Posso comprendere il disappunto nel subire l'esplosione di numerose bombe carta, ma ritengo sia loro dovere evitare atteggiamenti sui quali sistematicamente, e in negativo, si accentra l'attenzione dei media».

Un consiglio ai tifosi che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alla squadra prima di tendere la mano al sindaco di Castellammare. «Sono disponibile - conclude - a un colloquio con il primo cittadino Luigi Bobbio, per smorzare i toni della polemica e riappacificare gli animi, ribadendo la nostra ferma volontà al fine che non si verifichino in futuro fatti analoghi. Per il bene del nostro amato Hellas e per il raggiungimento di obiettivi sempre migliori è necessario mantenere un comportamento rispettoso ed evitare di rispondere alle provocazioni, essendo forti ed accettando, seppure con comprensibile disappunto, alcune palesi disparità di valutazione che talvolta si presentano».

«La crisi tra Gibo e Mandorlini? Nessun problema, ci penso io»

GIOVANNI MARTINELLI
06/12/2011
Uno scudo invisibile. Giovanni Martinelli protegge l'Hellas. Coccola i suoi ragazzi, va fiero dell'operato di tecnico e dirigenti. Il Verona è lassù. Il presidente, però, non ha mai pensato per un attimo di mettersi a volare. E quando serve, scende pure in campo. In questi giorni di grande festa si è parlato anche della frattura di vecchia data tra Mandorlini e Gibellini. Una stonatura nella storia bella dei gialloblù. Una situazione che non poteva passare inosservata.

Martinelli, c'è una stonatura che accompagna il Verona...
«La risolvo io la stonatura. Ci pensa il presidente. Il mio compito è anche questo».

Come la risolve?
«No, qui mi fermo. So cosa fare e come fare. Non devo dirlo ad altri. Non devo comunicare nulla. Fidatevi: ci pensa il presidente».

Le parole di Mandorlini del dopo gara - «Gibellini? Non parlatemi di lui. Lavora per il Verona?» - però, non potevano passare inosservate...
«Certo, ma credete: non è successo nulla di grave. Tutto va contestualizzato. Si è alzato un polverone, ma le parole dell'allenatore sono arrivate al termine di una partita tirata. E l'adrenalina, si sa, gira a mille. Ripeto, non è successo nulla di grave. Ci pensa il presidente a queste cose».

Pochi giorni fa proprio lei aveva detto: mi piacerebbe riportare armonia tra allenatore e direttore sportivo...
«Certo. E vi dico che i nostri risultati sono figli anche di un'armonia già raggiunta tra tecnico, giocatori, dirigenti e società. Quando le cose vanno bene vuol dire che si è lavorato bene. C'è stato pure un consolidamento. Per questo dico che tutti stanno remando nella stessa direzione. Il feeling non manca. E sarà importante coltivare questa intesa da qui al termine del campionato. Perché la strada che porta alla linea di traguardo è ancora molto lunga».

Un giudizio sull'operato di Gibellini?
«Ha tutta la mia fiducia. Penso che questo basti e avanzi».

Ha visto la classifica? Come si sta lassù?
«Come prima. Nel senso: non vivo di emozioni esagerate. Dobbiamo essere molto realisti. Felici per il lavoro svolto. Ma realisti».

Comincia a crederci? Crede nei sogni?
«Credo nel Verona. Nella serietà di chi lavora con me. Credo nei miei ragazzi».

Un Verona così, però, forse ha stupito anche lei
«Vero, un Verona così non me l'aspettavo. Ci sta regalando momenti felici. Da ricordare».

Che idea si è fatto di questa stagione?
«A volte certi campionati nascono sotto una buona stella. Sei bravo, sei competitivo, e sei pure fortunato. Serve tutto per vincere e ottenere gratificazioni importanti. Penso che in questo momento sia fondamentale seguire la nostra strada. E non pensare troppo a quanto ci può riservare il futuro».

Dispiaciuto di qualcosa?
«Sì, degli infortuni. Vorrei vederli tutti sorridenti i miei ragazzi. Vorrei entrare in infermeria e non trovare nessuno. Spero di rivedere presto in campo Berrettoni. Dopo tutto quello che ha passato meriterebbe maggiore fortuna. Mi piacerebbe vederlo molto di più in campo. Ma il mio pensiero va anche a Galli, Lepiller, Bjelanovic. Il tempo, comunque, non manca. E penso che potranno tornare utili al Verona».

Presidente, quando ufficializzerà l'ingresso in società di Magnani? Ormai sembra essere tutto pronto
«Ancora non lo so...».

Martinelli, da tifoso veronese come pensa sia più giusto vivere questo momento di esaltazione?
«Proprio con lo spirito del tifoso che ama incondizionatamente l'Hellas. Godiamo di questo Verona. Godiamo di tutto quello che sta succedendo. Tutto gira per il verso giusto. Non pensiamo troppo a quello che accadrà. Viviamo il Verona. Fino in fondo».

Piedi per terra, allora?
«Sì, non si scherza adesso. Sarebbe sbagliato volare troppo in alto, le illusioni possono diventare pericolose, Siamo contenti di quello che stiamo facendo, bisogna continuare su questa strada. Solo a primavera faremo due conti».
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Giovanni Martinelli nominato amministratore unico
26/10/2011 - 13:04
Questa mattina, presso la sede di Via Torricelli, si è riunita l’assemblea dei soci. Approvato il bilancio e designate le cariche giunte alla naturale scadenza
VERONA – Hellas Verona rende noto che questa mattina, presso la sede di Via Torricelli, si è riunita l’assemblea dei soci, che ha approvato il bilancio d’esercizio al 30 giugno 2011.

Successivamente si è provveduto alla designazione delle cariche giunte alla naturale scadenza. L’assemblea ha deliberato la nomina di Giovanni Martinelli quale amministratore unico del club scaligero.

Per quanto concerne il Collegio Sindacale, il Dott. Ignazio Stefano Barone assume il ruolo di presidente; la composizione è poi completata dall’Avv. Paolo Marchi e dal Dott. Renzo Panozzo.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Il presidente è diventato amministratore unico
27/10/2011
Sempre più nel segno del presidente. Giovanni Martinelli è stato nominato amministratore unico dell'Hellas Verona. Così ha deliberato l'assemblea dei soci riunitasi ieri, che ha approvato anche il bilancio d'esercizio al 30 giugno 2011. L'assemblea ha provveduto anche alla designazione delle cariche giunte alla naturale scadenza. Ignazio Stefano Barone è il nuovo presidente del Collegio Sindacale, completato dalla presenza di Paolo Marchi e Renzo Panozzo. Escono dal Consiglio di Amministrazione il consigliere delegato Benito Siciliano e il figlio del presidente Mirco. Il mandato di due anni è andato a naturale scadenza.

«Diamo fiducia all'Hellas, il nostro progetto continua»
GIOVANNI MARTINELLI
13/10/2011
La sconfitta con il Toro dietro le spalle, il derby con il Vicenza ormai alle porte. Una settimana da brividi per il presidente Giovanni Martinelli. Martedì è arrivato anche l'accordo con Andrea Mandorlini: l'allenatore che ha riportato il Verona in serie B resterà fino al 2014 sulla panchina gialloblù. «Mi sembra un segnale chiaro per tutti - ammette il patron - il progetto Hellas continua, Mandorlini resterà al timone della squadra per altri due anni, possiamo lavorare ancora insieme».

Perché Mandorlini?
«Perché è un grande allenatore, non è stata una decisione d'istinto. Da un anno lavoro a stretto contatto col mister, credetemi possiamo fidarci di lui. Sa sempre cosa fare, tiene tutti sulla corda, dà stimoli anche ai giocatori che non scendono in campo, prepara sempre le partite con una meticolosità incredibile. Senza dimenticare che sa gestire anche i giovani. Qualcuno sostiene che lui non vuole i ragazzi ma non è così. Anzi, un allenatore come lui fa crescere i calciatori più giovani, non li brucia. Basta pensare a quello che hanno fatto in queste partite D'Alessandro e Tachtsidis, Galli e Jorginho. E non è finita. Un difetto? Non è diplomatico, ha un carattere forte, è sanguigno, non le manda certo a dire. Se smussa qualche angolo diventa praticamente perfetto».
Perché due anni di contratto?
«Sicuramente è una scelta in controtendenza rispetto a quello che sta succedendo nel mondo del calcio, dove tutti cercano di fare accordi molto corti. Ma noi vogliamo dare continuità al progetto e se ragioniamo in prospettiva è chiaro che dobbiamo tenerci un allenatore come Mandorlini. Abbiamo usato lo stesso metro di giudizio anche per rinnovare i contratti dei nostri giocatori».
Ferrari e Gomez fanno parte di questo progetto?
«Certo. Ho prolungato l'accordo con i nostri attaccanti perché so che loro possono dare ancora tanto al Verona. Ma non solo loro. Hanno già firmato anche Abbate, Ceccarelli, Russo... Non ho valutato solo l'aspetto tecnico, ma anche le qualità morali di questi ragazzi. Prima di essere giocatori, sono uomini veri».
Non ha ceduto alle lusinghe di quelli che volevano Gomez...
«Mi hanno fatto una corte spietata, fino all'ultimo giorno di mercato. Ho tenuto duro perché, se l'Hellas vuole crescere, non può privarsi dei pezzi migliori. Gomez è uno di questi».
Dodici punti in nove gare. Martinelli è soddisfatto?
«Sono molto contento. Non dimentichiamoci che siamo una matricola in B, siamo appena stati promossi. Non dimentichiamoci che solo un anno fa eravamo in fondo alla classifica di C. Ma stiamo lavorando per crescere, vogliamo arrivare in alto. Per questo il nostro progetto continua: non voglio parlare di A o dare tempi precisi per un'altra promozione ma il nostro obiettivo non cambia».
Intanto è arrivata un'altra multa per cori razzisti...
«Altri settemila euro. L'anno scorso centomila. Forse ho esagerato quando ho detto che se continua così sono pronto a cedere la squadra al primo che passa, ma credetemi sono veramente amareggiato. Anche perché i soldi che vengono versati alla Lega per pagare le multe escono dalle mie tasche, sono soldi che non vengono investiti per la squadra. Con i soldi delle multe potremo pagare un giocatore forte. Anche i tifosi dovrebbero cambiare atteggiamento per dare una mano al Verona».
La sconfitta con il Toro ha lasciato il segno?
«Non abbiamo fatto una grande partita ma ci siamo trovati di fronte una squadra molto forte. E noi abbiamo pagato due trasferte molto impegnative, in pullman, e la gara con la Sampdoria, quando abbiamo fatto una grande partita senza portare a casa una vittoria meritata. Il dispendio di energie psicofische si è fatto sentire».
Ora il derby con il Vicenza?
«So che i tifosi ci tengono molto. Noi faremo di tutto per regalare una soddisfazione ai nostri sostenitori, che attendono questa partita da anni. Mi aspetto un risultato positivo per voltare pagina, per riprendere la nostra corsa, quella delle prime partite».
Un occhio alla squadra, un altro alla società...
«Andiamo avanti, io e la mia famiglia. Siamo soli al timone. Trattative? Sì, ci sono state e anche adesso c'è qualcosa. Persone serie, che vogliono entrare in società. Stanno valutando, non ci sono problemi. Conti a posto, grande trasparenza. Nel Verona c'è posto per tutti gli imprenditori che vogliono dare una mano».
Il nuovo stadio è solo un sogno?
«No, io penso che possa diventare una realtà. Forse è stato presentato in modo sbagliato ma non è un'opportunità importante solo per l'Hellas, bensì per tutta la città».

L'Hellas rinnova l'intesa: Mandorlini fino al 2014
QUESTIONE DI FEELING. Patron Martinelli mette nero su bianco nel segno della continuità. Prolungato di altre due stagioni il contratto in scadenza nel 2012. Il tecnico: «Potendo firmavo a vita. E nel mio programma c'è la Serie A»

12/10/2011
Avanti insieme per altri tre anni, a conferma di un feeling che probabilmente va ben oltre i risultati del campo: l'Hellas Verona e Andrea Mandorlini hanno rinnovato il contratto che legava il club all'allenatore fino al giugno 2014.
La comunicazione, arrivata ieri, di prima mattina, sul sito internet gialloblù, non ha fatto altro che sancire un'intesa già trasparente nei fatti. Un'intesa solida, nata col presidente Giovanni Martinelli prima che con la società di via Torricelli. Un'intesa che offre segnali forti, una polizza sul presente ma soprattutto sul futuro.

Lo stesso Martinelli lo spiega molto chiaramente: «Una scelta di prospettiva? Un segnale di fiducia? Certo: il rinnovo di Mandorlini va interpretato proprio in questa maniera», confessa il presidente. «La scelta era già stata pensata da tempo dal sottoscritto, abbiamo semplicemente deciso di mettere nero su bianco. È stata la conferma di una volontà già precisa. Si tratta di voler continuare su questa strada col mister e con i ragazzi».
Martinelli ribadisce il legame non solo professionale con l'allenatore ravennate («è vero, c'è grande feeling, assolutamente») ma, in quanto ai programmi, mantiene un profilo prudentemente modesto.
Niente proclami, nessuna roboante apertura verso orizzonti di gloria: «Abbiamo deciso di restare assieme due anni oltre la precedente scadenza. C'è tempo per capire quali potranno essere le reali prospettive», precisa il numero uno del club. «Per ora dico solo che intendiamo far bene».

...

Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


Dichiarazioni del presidente Martinelli
30/08/2011 - 12:52
"Non è possibile che gli sforzi fatti personalmente, nell’intento di portare avanti la società nel migliore dei modi, vengano puntualmente criticati"
VERONA – Nella mattinata di martedì il presidente Giovanni Martinelli ha rilasciato alcune dichiarazioni ad hellasverona.it: “Se si presenta l’occasione, cedo la società al primo che passa. Non è possibile che gli sforzi fatti personalmente, nell’intento di abbassare il più possibile le spese di gestione per portare avanti la società nel migliore dei modi, vengano puntualmente messi sotto i riflettori per essere criticati.

Per quanto riguarda la gestione degli steward, è chiaro come un avvicendamento alla conduzione del servizio possa portare alcuni disguidi nel corso delle prime fasi; in passato dovevamo far fronte, per questo tipo di lavoro, ad una spesa di circa cinquecentomila euro a stagione, ora i costi sono praticamente dimezzati. Serve un po’ di tempo per perfezionare diversi aspetti, ma ogni scelta viene ponderata ed attuata solo per il bene del club. Se l’esborso per questo servizio fosse stato ridotto sin dall’inizio, l’Hellas Verona avrebbe potuto disporre di più di un milione di euro. Non condivido la decisione di mettere ogni volta in cattiva luce la società, se chi esprime costantemente giudizi è davvero così bravo, può prendere il mio posto. Siamo consapevoli delle carenze riscontrate, ma stiamo lavorando di giorno in giorno per crescere ed offrire sempre un servizio adeguato e soddisfacente.

Non occorre che chi forniva il proprio contributo nella gestione precedente ci dica quello che dobbiamo fare o indichi le imperfezioni emerse: se chi fa queste annotazioni è veramente valido, si presenti alla società per mettere a disposizione la propria esperienza ed aiutare il nuovo personale. In chiusura vorrei dire che mi sembra stupido sperperare seimila euro, l’equivalente di sessanta abbonamenti escluse le tasse, per degli ululati nei confronti di un avversario di colore che ha fatto solo il suo dovere. E’ ora di finirla, in questo modo si sprecano risorse utili al club a causa di comportamenti contrari alla nostra etica”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Febbraio 2009
Il neo presidente dell’Hellas Martinelli annuncia iniziative forti per debellare il fenomeno
«Basta razzismo tra i nostri tifosi»

L’obiettivo è quello di riportare le famiglie allo stadio: «Ridurrò i prezzi dei biglietti ma soprattutto vorrei che non si sentissero più i “buh” al Bentegodi». Subito l’offensiva Domenica i ragazzi delle giovanili gialloblù sfileranno sul campo con uno striscione
Giovanni Martinelli, neo presidente dell’Hellas Verona, puntada subito l’indice contro il razzismo, accusa che spesso macchia la tifoseria gialloblù e che per la società scaligera è diventata una piaga da combattere. «Ridurrò i prezzi dei biglietti e riaprirò la campagna abbonamenti - assicura il nuovo patron - ma soprattutto vorrei che la si finisse coi "buh" razzisti al Bentegodi».

FONTE: DNews.eu


Febbraio 2009
Martinelli: "Meglio battere il razzismo che la serie B"
Il dolce arriva alla fine. Provochiamo il neopresidente dell’Hellas Giovanni Martinelli con una domanda diretta. Dovesse scegliere tra la promozione in B e l’aver debellato totalmente il razzismo dallo tifoseria scaligera? «Senza dubbio la seconda». Da scudetto, una risposta da scudetto per il neopatron che ha acquisito il Verona e si è gettato nell’impresa di cambiare la nomea dei tifosi scaligeri. «Il problema del razzismo allo stadio Bentegodi è sempre presente - ci dice - non credo sia stato solo ingigantito dai media. Anzi forse è stato messo in risalto, ma esiste e va combattuto.

All’esordio in casa abbiamo cominciato il progetto “Tifo Sportivo”, portando il settore giovanile a sfilare prima del match. Il risultato non ci ha dato la gioia sperata, ma vedere 15mila persone applaudire è stato confortante ». Alcuni cori per gli arresti degli otto presunti colpevoli del pestaggio al Saval si sono uditi: «Ognuno è libero di pensarla come vuole - continua - ma a me ha impressionato la bordata di fischi che si sono sentiti sopra. Segno che qualcosa sta cambiando. Io spero di contribuire in maniera forte, portando avanti un progetto di rilancio a 360°. Non dimentichiamo che è anche un danno economico forte per la società». (Andrea Pistore)

FONTE: MetroNews.it


- CALCIO: TOSI, CON PASSAGGIO PROPRIETA' HELLAS VERONA SI POTENZIA
"E' una grande soddisfazione, finalmente potra' essere avviato un progetto di potenziamento della societa'". Questo il commento del Sindaco Flavio Tosi dopo l'annuncio dell'avvenuto acquisto della squadra calcistica Hellas Verona da parte dell'imprenditore Giovanni Martinelli. "L'Amministrazione comunale resta vicina alla societa' e ai suoi progetti futuri - dice Tosi - e un ringraziamento particolare, unito ad un in bocca al lupo affinche' possa ristabilirsi presto, va al Conte Arvedi per quanto ha fatto in questi anni da vero tifoso oltre che da presidente della societa'".

FONTE: ASCA.it


Hellas, inizia l'era Martinelli
LA SOCIETÀ CAMBIA PROPRIETARIO. IL CLUB ADESSO È TUTTO DELL'IMPRENDITORE DI CASTELNUOVO CHE SI PRESENTA CON UNA SCIARPA GIALLOBLÙ
Una giornata ricca di sorprese, appuntamenti e colpi di scena, poi la firma con l'avvocato Rimini che rappresentava il Conte Arvedi
A un certo punto spuntano anche le sciarpe gialloblù e l'austero studio del notaio Laura Curzel, in stradone San Fermo, si trasforma in una piccola Curva Sud. Sono le 17 e 30 di venerdì 30 gennaio, Giovanni Martinelli è il nuovo presidente dell'Hellas, si chiude dopo due anni e mezzo l'avventura di Piero Arvedi al timone della società. La firma arriva nel tardo pomeriggio al termine di una giornata ricca di sorprese, appuntamenti e qualche colpo di scena. L'ultimo capitolo di una lunga telenovela che vale la pena di essere ricostruito.

SERVONO SOLDI. Poche ore di sonno e si riparte al mattino di buon'ora. Il team di professionisti messo insieme dallo studio Belluzzo, i consulenti di Martinelli nella trattativa, mettono a punto gli ultimi dettagli per costituire una nuova società tra l'imprenditore gardesano e Piero Arvedi - in questo caso rappresentato dall'avvocato Emanuele Rimini, ammistratore di sostegno del Conte - da lì si potranno prendere i soldi per arrivare alla ricapitalizzazione della società. Una soluzione studiata l'altro ieri per ripianare il debito del Verona prima dell'assemblea straordinaria della società in programma alle cinque del pomeriggio.
INCONTRI A RAFFICA. Non mancano altri nodi tecnici da superare, Giovanni Martinelli attende nello studio Belluzzo, è in contatto telefonico con i suoi professionisti, entrano in scena anche Camilla Gattiboni, il giudici tutelare nominato dal Tribunale di Verona, e Gaetano Fraccarolli, direttore dell'area regionale di Unicredit Private Bank. Sembra fatta, anzi no. A mezzogiorno il dottor Luigi Belluzzo vacilla, l'ultimo chilometro da superare. «Ma non era una volata in pianura - butta lì dopo la firma dell'accordo - abbiamo affrontato mille metri in salita, come una scalata all'Everest. Per fortuna Martinelli ci ha dato corde e picozze». Si passa anche l'ultimo ostacolo, la vetta è lì, a pochi passi. L'accordo ormai è cosa fatta, le linee generali sono segnate.
NERO SU BIANCO. Appuntamento nello studio del notaio Laura Curzel, alle tre del pomeriggio. Un quarto d'ora prima arrivano Giovanni Martinelli con i professionisti dello stadio Belluzzo insieme al professor Rimini, all'onorevole Fogliardi, all'avvocato Giacopuzzi. Pochi minuti dopo ecco l'amministratore unico dimissionario del Verona, Nardino Previdi, con la figlia Roberta, anche lei avvocato, e Luigi Marzola, responsabile amministrativo del club di via Torricelli. Bisogna mettere tutto nero su bianco, la trattativa era già stata conclusa prima del 20 dicembre, quando era stata firmata la lettera d'intenti, ma l'incidente del Conte sull'Autobrennero ha complicato tutto. Bisogna rivedere l'accordo, punto su punto. Due ore di lavoro, sono interminabili. Ogni tanto la porta si apre, la segretaria Carlotta regala qualche sorriso ma dal suo viso non si capisce cosa sta succedendo. Vanno e vengono i clienti dello studio, incuriositi dalla presenza di giornalisti e telecamere. A turno, qualche professionista, si concede un minuto d'aria o una sigaretta ma le bocche sono cucite.
ALLE CINQUE DELLA SERA. Intorno alle cinque iniziano a circolare i primi sms, qualcuno arriva da persone vicine a Martinelli. «È fatta, ha firmato», scrivono in fretta e furia. Cresce l'attesa. Pochi minuti dopo esce Nardino Previdi accompagnato dalla figlia. L'avventura del «vecchio leone» si chiude qui. «Martinelli è il nuovo presidente - afferma - stanno firmando gli ultimi documenti ma ormai è fatta». Si appoggia al portone del palazzo, un velo di tristezza negli occhi. Lascia a metà il progetto iniziato in estate dopo la salvezza di Busto.
ECCO LA FIRMA. Adesso il testimone passa a Giovanni Martinelli. L'Hellas è suo. La conferma arriva intorno alle cinque e un quarto da Giampaolo Fogliardi e Luca Giacopuzzi, i professionisti che avevano seguito il Conte Arvedi nella trattativa che aveva portato alla lettera d'intenti. «L'accordo c'è - ripetono in coro - si è chiusa una questione molto delicata, non parliamo di trattativa perchè quella è stata fatta per sei mesi. Tutte le parti hanno lavorato per chiudere un accordo che è la manifestazione della volontà di Arvedi».
L'ABBRACCIO. Passano pochi minuti, la porta dello studio Curzel si apre. Pacche sulle spalle, qualche abbraccio, strette di mano. Adesso è ufficiale, Giovanni Martinelli è il nuovo presidente del Verona. Ha già una sciarpa gialloblù al collo, sorride, non nasconde l'emozione. «È stata durissima, è stata veramente durissima...», ripete. Anche i professionisti che hanno seguito la trattativa mettono una sciarpa gialloblù su vestiti in grisaglia e cravatta. Scatta l'applauso. Forte, spontaneo. «Questa non è stata una trattativa normale - ammette Davide Bovo, professionista dello studio Belluzzo, nuovo consigliere d'amministrazione e grande tifoso dell'Hellas - perchè la cessione del Verona è un affare che riguarda tutta la città, i riflettori sono sempre accessi e l'esposizione mediatica è incredibile. Abbiamo lavorato in team con grande professionalità, abbiamo incontrato difficoltà da superare ma non ci siamo arresi. L'abbiamo fatto perchè gran parte di noi ha messo prima di tutto la passione per l'Hellas. Come ha fatto Giovanni Martinelli».

- Trattative e colpi di scena all'ombra di San Fermo
DALLA FIRMA AL BRINDISI. SI CHIAMA MASTINO LA SOCIETÀ CHE CONTROLLA L'HELLAS. MARTINELLI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE, BOVO E SICILIANO I SOCI
La soddisfazione di Belluzzo «Un traguardo importante Tutti hanno collaborato con grande professionalità»
Il futuro dell'Hellas s'è giocato in stradone San Fermo. Lì hanno sede lo studio Belluzzo e quello di Fogliardi e Giacopuzzi, i professionisti che hanno seguito Martinelli e Arvedi nella trattativa. Lì, nello studio del notaio Laura Curzel, è stato firmato l'accordo che ha portato il Verona nelle mani dell'imprenditore gardesano. Lì i professionisti, i giornalisti, alcuni tifosi e gli uomini del nuovo presidente hanno brindato dopo la comunicazione ufficiale. «Ci sono stati momenti molto difficili - ammette il dottor Luigi Belluzzo - attimi di sconforto anche l'altro ieri, sabato, venerdì. Anche poche ore prima della firma. Ci siamo calati in una realtà, quella calcistica, che non rispetta i canoni classici di un'acquisizione di azienda. Ma abbiamo raggiunto il traguardo e questo ci dà grande soddisfazione».

Un accordo che soddisfa anche Giampaolo Fogliardi e Luca Giacopuzzi, i consulenti che hanno seguito Arvedi fino alla lettera d'intenti. «È stata dura ma siamo arrivati al traguardo - hanno detto - questo è l'accordo che voleva anche il Conte, è stata confermata la sua volontà». Arvedi lascia la presidenza del Verona dopo due anni e mezzo. Era arrivato tra gli applausi della gente, i risultati negativi della squadra, la retrocessione in C1, lo spareggio per non cadere in C2 hanno rovinato il feeling iniziale con i tifosi. «Ma non possiamo dimenticare che il Conte ha dato tutto a questa squadra - ammette Fogliardi - non solo la passione ma anche tanti investimenti. Va indicato come esempio a tanti imprenditori veronesi che non si sono mai avvicinati alla squadra della città. Era rimasto solo e aveva deciso di vendere a Martinelli perchè conosceva la passione di Giovanni. Dopo la firma della lettera d'intenti mi aveva confessato che voleva far festa e brindare, a modo suo, con una cena a Cavalcaselle. Aveva già deciso anche il menù: cappone in brodo». Adesso tocca a Martinelli. L'Hellas è a un passo dai play off, basterebbe qualche ritocco per provare a inseguire la serie B già quest'anno ma il mercato di riparazione chiude lunedì 2 febbraio. «Non resta molto tempo - ammette Luigi Belluzzo - ma è stata fatta una ricapitalizzazione importante, la società è solida e può già operare».

Si chiama Mastino la società che controllerà la maggioranza delle azioni dell'Hellas, Giovanni Martinelli è il presidente del consiglio d'amministrazione, Davide Bovo e Benito Siciliano sono i consiglieri. Il collegio dei sindaci sarà composto da Giuseppe Righetti, Paolo Marchi e Giuseppe Barone.
«Devo ringraziare tutto il mio staff - sottolinea Luigi Belluzzo - perchè hanno lavorato con passione a questo progetto soprattutto durante le festività ma ho apprezzato la collaborazione del giudice Camilla Gattiboni, dell'avvocato Emanuele Rimini, del dottor Gaetano Fraccarolli rappresentante di Unicredit, anche la banca ha avuto un ruolo fondamentale per arrivare al traguardo. Tutti hanno lavorato con grande professionalità per garantire un futuro all'Hellas».
Definiti i ruoli nella stanza dei bottoni ora la parola passa al campo. Questa mattina Giovanni Martinelli incontrerà la squadra, ha già preso contatti con Gian Marco Remondina, parlerà con lui dopo l'allenamento. Accanto al nuovo presidente ci sarà Massimo Ficcadenti, l'ex allenatore del Verona avrà un ruolo dirigenziale probabilmente come responsabile dell'area tecnica. Potrebbero tornare in riva all'Adige anche Ermes Fulgoni e Bruno Conca, già collaboratori di Ficcadenti non solo a Verona ma anche a Pistoia e Reggio Calabria. Da verificare la posizione del direttore generale Claudio Molinari e del diesse Riccardo Prisciantelli che ha ben operato per la ricostruzione della squadra, legato al club di via Torricelli fino al 2010.
La sosta del campionato e dell'attività agonistica fino a domenica prossima favorirà anche la pianificazione di queste situazione. Raggiunto l'accordo ora restano una decina di giorni per studiare la strategia e rimettere in ordine i tasselli del puzzle.

- Chiampan e Pastorello «Onore a Piero Arvedi e...forza Martinelli»
«Onore a Piero Arvedi, in bocca al lupo a Martinelli». Sul biglietto, una doppia firma, Chiampan e Pastorello. «Sul piano sportivo è indubbiamente la svolta che ci voleva» spiega Chiampan. «Purtroppo, la tragedia che ha colpito il mio amico Piero rendeva ormai impossibile continuare in una gestione di per sè già molto difficile. Piero è stato lasciato molto solo in un'avventura complicata. Ha fatto il possibile per il Verona, questo non bisogna mai dimenticarlo. Il futuro? Non posso dire di conoscere Martinelli, che pure mi è stato presentato in qualche occasione. Ma da come si è mosso, mi sembra davvero una persona in gamba. È sempre stato garbato, deciso, chiaro nelle sue intenzioni e nella maniera in cui le ha portate avanti. Ha mostrato coraggio e passione, che sono qualità importanti per il nuovo ruolo. Martinelli ha anche l'età giusta per rischiare. Guardandola da fuori. è inevitabile pensare ai nostri tempi, con un pizzico di nostalgia. Uno dei rischi è la solitudine. Ma non è nemmeno troppo facile trovare i compagni giusti che ti stiano vicini in un'avventura come questa...».
Da Chiampan a Pastorello, l'uomo che aveva ceduto l'Hellas a Piero Arvedi. «Un pensiero sincero al conte Arvedi, per tutto quello che ha fatto. A volte, sei giudicato solo per i risultati, ma credo che Piero abbia avuto un ruolo fondamentale, al di là del responso del campo. Quanto a Martinelli, lo conosco bene, già ai miei tempi era stato vicino alla società. Martinelli ha entusiasmo, competenza, serietà. Lo ha dimostrato in questi mesi di trattative, in cui è sempre stato deciso e coerente con le proprie idee. Una svolta? Sì, questa può essere la svolta che i tifosi del Verona aspettavano e l'augurio è che Martinelli possa mettere fine alla sofferenza dell'Hellas. Ha i mezzi per farlo. La sua scelta, tra l'altro, è stata ponderata a lungo, non è figlia dell'entusiasmo di un momento e questo dà ancora maggiori garanzie. Io spero che non lo lascino solo. Che l'entusiasmo e il calore che avverte adesso, non finiscano al primo risultato negativo. I tifosi hanno fretta, invece ci vuole pazienza. Solo così il Verona può tornare là dove merita di essere».

- È il re dell'abbigliamento donna
CHI È IL NUOVO PROPRIETARIO. SPOSATO, TRE FIGLI E UN QUARTO - DIEGO - MORTO IN UN INCIDENTE STRADALE E AL QUALE È STATO DEDICATO IL TEATRO DI SANDRÀ
Il business di Giovanni: Confezioni Elena, il Quadrante, metà Villa dei Cedri, il mercato immobiliare, un nuovo hotel. Ma alla domenica, se lo cercate, andate in tribuna...
Il nuovo proprietario dell'Hellas produce in due diversi stabilimenti di Castelnuovo. Il primo, quello di Mart-ConF, è in via Dosso a Castelnuovo. Il secondo, quello di Confezioni Elena, a Sandrà in via Thomas Edison. Confezioni Elena Srl è specializzata nella creazione di prodotti femminili «total look». La vendita è destinata a grossisti e catene di negozi. Un'attività iniziata nel 1964 e tramandata per ben tre generazioni. Martinelli ha anche il Quadrante Abbigliamento di Bussolengo. La struttura, avveniristica all'epoca in cui lui stesso la fece costruire, è ora centro commerciale e shopping center di Bussolengo dotato di area bar, sartoria e parco giochi. Martinelli è radicato ovviamente nel mercato immobiliare, attraverso la controllata Costruzioni Sandrà. Da buon imprenditore, Martinelli ha sempre diversificato le sue attività introducendosi in mercati nuovi anche se complementari alle sue colonne portanti. Ad esempio attraverso Elca srl Paninoland, attore importante nel ramo alimentare per produzione e commercio di cui Martinelli è socio. Suo è il 49% delle quote di Villa dei Cedri a Lazise, parco termale del Garda che è anche centro estetico e prodotti cosmetici (linea viso e corpo). Villa dei Cedri è anche convenzionata con la vicina Residenza Napoleone di Rivoli.

A Sandrà di recente Martinelli ha inaugurato il Mod05 Living, in via Modigliani, hotel a tre stelle progettato da Enrica Mosciaro, architetto italiano dello Studio Fusina 6 di Barcellona. Martinelli, nella zona di Castelnuovo, possiede anche molti terreni, su uno dei quali ha costruito e dato in affitto la Locanda Bella Italia, in via Filiselle. Porta il suo nome, Giovanni Martinelli, l'azienda agricola in località Pontigliardo, a Lazise, dove si produce uva bianca e nera destinata alle cantine di Custoza. Giovanni Martinelli al campo di Castelnuovo lo trovi sempre. «Quando gli impegni glielo permettono lui c'è», dicono tutti, dalla barista al segretario. Il sabato pomeriggio a vedere la Juniores, la domenica per Allievi o Giovanissimi, poi la prima squadra. «Un signore», così lo definiscono quelli che hanno avuto modo di conoscerlo. Il presidente non mette mai becco sulle questioni tecniche. Il presidente delega, si fida, lascia fare. Soprattutto si confronta con Andrea Dalle Vedove come direttore generale, Antonio Terraciano direttore sportivo, Renato Gelio al settore giovanile. «La prima volta che andai a pranzo con lui», racconta Renato Gelio, responsabile del settore giovanile, «con me fu molto chiaro. “Se decide di venire qui dovrà dare tutto per questa società”, furono le parole che più mi colpirono. Lui è così, se gli dai tutto te stesso lui saprà ripagarti. Ha tanta passione e idee chiare, qui ha costruito qualcosa di importante. Far parte del Castelnuovo significa essere in una condizione privilegiata. Io ho 61 anni e sono stato coi più grandi presidenti del calcio dilettante degli ultimi 40 anni. Martinelli è fra questi».

Spesso il presidente si mette davanti agli spogliatoi prima delle partite. Una stretta di mano all'allenatore, due parole ma non più. Per vedere le partite nelle migliori condizioni si è fatto costruire anche due tribunette chiuse, una a Sandrà e una a Castelnuovo. Ultimamente però a Castelnuovo la gente ha guardato più lui che quanto succedeva in campo, bastava che prendesse in mano il telefono e si allontanasse perché tutti si girassero. «Eccolo, ora gli dicono che ha preso il Verona», la frase più ricorrente di genitori e appassionati. E la partita passava in secondo piano. «Martinelli è uno che sa emozionarsi», rivela Terraciano, uno che nell'Hellas ci ha giocato anche, «uno che dopo una vittoria o comunque una bella prestazione non vede l'ora di applaudire i suoi giocatori e abbracciarli. Ha sentimento, è leale ma anche esigente. Lui ti dà, tu però devi dare a lui. Non è un caso che Martinelli si affezioni a quei giocatori che in campo danno tutto e non si risparmiano mai. Sa anche farsi sentire: se la squadra non gli è piaciuta, state sicuri, entra negli spogliatoi e le parole giuste le trova. È una persona anche umile, sa ascoltare. Prima di prendere ogni decisione si confronta e ti chiede un parere. Ti fa sentire importante».

«Giovanni non ammette sprechi», puntualizza Giuseppe Maulele, che con Martinelli ha iniziato l'avventura a Sandrà, «se gli dici che ti servono i soldi per venti cerotti e poi te ne servono dieci, state sicuri che non la prenderà bene. Credetemi, lui è un grande presidente e un grande uomo. Quando dà la sua parola sappiate che certamente la manterrà. Sa prendersi le sue responsabilità e per certi versi è molto netto. Un domenica, eravamo in Seconda categoria, il secondo portiere dalla panchina ha usato termini molto critici nei confronti del portiere che era in campo. Martinelli, che era dietro la panchina e che quindi ascoltò tutto, il giorno dopo venne da me e mi disse che lui quel ragazzo non voleva più vederlo. E lo mandammo via, anche se il campionato era appena iniziato». «Una persona molto naturale», lo definisce Massimo Carli, allenatore della prima squadra del Castelnuovosandrà, «non ha nulla di finto. È corretto e disponibile. Ed ha una grandissima passione per il calcio. Mi è sempre piaciuto, così come è evidente in lui l'attaccamento alla società. Quando ero ai Giovanissimi ci ha seguiti quasi sempre, anche quando magari non pensava nemmeno che un giorno potessi guidare l'Eccellenza. È molto presente nel settore giovanile, questo l'ho sempre apprezzato. Pochi presidenti sono così. Al mercoledì spesso si ferma a cena con noi dopo l'allenamento. Sempre discreto».

Quella di Martinelli è anche una missione sociale, la classica figura dell'imprenditore di successo che ha a cuore la condizione del proprio territorio e che lavora anche per la sua crescita. Martinelli, 58 anni il 14 giugno, è sposato con Elena Sabaini e ha tre figli. Mirko è il più vecchio, poi c'è Fabio, quindi Sergio. I primi due hanno la passione delle moto, il terzo ama viaggiare. Un quarto figlio, Diego, non c'è più da un maledetto sabato pomeriggio del 1999, quando la sua auto uscì di strada lungo la bretella che collega Castelnuovo ad Affi. A lui è intitolato il Dim, teatro comunale da 350 posti a Sandrà, in via San Martino, con tanto di stagione teatrale e corsi di varia natura. Diego c'è ancora. Ogni giorno, con quella sigla DM che è ovunque. Fra gli sponsor, sulle tute d'allenamento e da gara, sulle magliette. Quelle due iniziali, per tutti, a Castelnuovo hanno nome e cognome.

- Dalla Terza categoria alla Promozione in sole tre stagioni
All'inizio il suo calcio era tutto in una squadra di Amatori Uisp. Da semplice sponsor. «Facevamo i tornei notturni, il primo lo vincemmo 40 anni fa», ricorda Martinelli, che un bel giorno decide di tuffarsi in qualcosa di leggermente più grande. «Stavo sistemando il campo», ricorda Giuseppe Maule, vecchio amico di calcio, «quando arriva Giovanni e mi chiede se non era il caso di iscrivere una squadra in Terza. Mi informai sulle questioni burocratiche, lui di questo non sapeva nulla. Poi partimmo. Fece fare a me il presidente, lui ha preferito entrare in punta di piedi. È fatto così».

PRESIDENTE. Il Gruppo sportivo Sandrà termina al quarto posto, dall'estate successiva Martinelli diventa presidente e si mette a fare sul serio. La società diventa Abbigliamento Quadrante Sandrà, la Terza categoria che inizia sotto la sua guida (stagione 2001-'02) è già una squadra promossa prima ancora di cominciare. Martinelli vuole fare in fretta, allestisce un organico che non può sbagliare. E non sbaglia.
TITOLI PROVINCIALI E REGIONALI. Omero Polacco, allenatore dalla poche parole e dai molti fatti, guida con mano sicura la fuoriserie che ogni estate Martinelli gli consegna. Oltre a centrare il passaggio di categoria, il Sandrà vince il titolo provinciale di Terza e quelli regionali di Seconda e Prima.
Quella società diventata grande in soli tre anni diventa meta ambita da giocatori di mezza Verona. Dalla Seconda alla Prima il passo è breve, così come dalla Prima alla Promozione, dove il Sandrà inizia il campionato 2004-'05 da favorito ma in Eccellenza non ci va. Martinelli allora guarda un po' oltre, bussa alla porta del Castelnuovo che in Eccellenza c'è già. La fusione si fa in un attimo, la società diventa CastelnuovoSandrà.
SETTORE GIOVANILE. Il sogno è la D ma anche costruire un settore giovanile di primo livello. E il Castelnuovosandrà ci riesce in un periodo relativamente breve. La Juniores regionale è eredità dell'Eccellenza e quindi dovuta, poi arrivano i Giovanissimi, ultimo tassello gli Allievi. Squadre di qualità in ogni fascia d'età, dai più piccoli ai più grandi. Comprese le annate sperimentali. Il CastelnuovoSandrà ha 280 tesserati, una Scuola calcio che ha rappresentato Verona nella riunione di fine anno a Bresseo ed è campione regionale in carica con la Juniores. Più altalenante la prima squadra. Nella stagione 2005-‘06 il CastelnuovoSandrà chiude quart'ultimo con 38 punti, nei successivi due campionati è ottavo rispettivamente con 44 e 41 punti. Mai vicina a quella serie D che Martinelli tanto avrebbe voluto e vuole ancora. Un traguardo che il nuovo padrone dell'Hellas potrà continuare a inseguire: nulla vieta a un presidente d'Eccellenza di esserlo anche di una società di Prima Divisione. «Sono due leghe diverse», hanno risposto da Roma alla domanda di Francesco Oliosi, segretario del Castelnuovo. Martinelli ora correrà su due fronti.

- Tosi: «Finalmente Ora la società venga potenziata»
LE REAZIONI. IL SINDACO: «L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE RIMANE VICINA AL CLUB GIALLOBLÙ E AI SUOI PROGETTI PER RITORNARE NEL CALCIO CHE CONTA»
L'assessore Sboarina: «Per fortuna è stata evitata una situazione drammatica come il fallimento»
La notizia della cessione dell'Hellas Verona all'imprenditore Giovanni Martinelli è stata accolta con «grande soddisfazione» nei palazzi della politica. Il sindaco Flavio Tosi assicura la «vicinanza» del Comune ai «progetti futuri» della società calcistica, mentre il vicepresidente (e assessore allo sport) della Provincia, Antonio Pastorello, si dice certo che, con la nuova dirigenza, «il Verona tornerà in A». Gli esponenti dell'opposizione, pur dicendosi felici per l'esito positivo della trattativa, precisano di essere pronti a vigilare «nel caso l'operazione nasconda speculazioni come la costruzione di un nuovo stadio, di cui non c'è necessità». Non nasconde la sua contentezza, intanto, un tifoso eccellente come Giovanni Rana, ex sponsor dell'Hellas. «Sono felicissimo», esclama, «perché si conclude nel modo migliore una situazione di incertezza per la squadra, ma sono ancora più contento che l'abbia acquistato un imprenditore veronese come Martinelli che sicuramente farà bene». Da tifoso, Rana, si augura che «presto arrivino rinforzi a una squadra che sta giocando bene». Infine, augura a Martinelli «tanta fortuna, che non guasta».

«Finalmente», è il commento a caldo del sindaco Flavio Tosi, da sempre tifoso gialloblu, «potrà essere avviato un progetto di potenziamento della società». Tosi assicura che «l'Amministrazione comunale resta vicina alla società e ai suoi progetti futuri». Infine, il sindaco esprime un «ringraziamento particolare, unito ad un "in bocca al lupo" affinché possa ristabilirsi presto, al conte Arvedi per quanto ha fatto in questi anni da vero tifoso oltre che da presidente della società». Sul passaggio di proprietà del club scaligero all'imprenditore di Castelnuovo, è intervenuto anche il vicepresidente della Provincia, Antonio Pastorello: «Sono orgoglioso per Verona e per la squadra». Da assessore provinciale allo sport, Pastorello parla di «nuova era per l'Hellas». E continua: «Sono orgoglioso per la città, per la nostra provincia, per il nostro calcio. Considero Giovanni Martinelli un imprenditore di talento, un uomo con un grande temperamento e notevoli doti di umanità e savoir faire. Soprattutto ritengo abbia la capacità di fare gruppo, di motivare la squadra, di riallacciare i rapporti con la parte migliore dei nostri tifosi». Come «amante dello sport». Pastorello augura «buon lavoro ad un uomo che si è assunto una grande responsabilità, che ha dimostrato coraggio e che ha dato prova di un grande amore per il calcio scaligero».

E conclude: «Sono certo che con Martinelli il Verona tornerà in serie A».
L'assessore allo sport a Palazzo Barbieri, Federico Sboarina, si dice «contento che sia stata evitata una situazione drammatica come il fallimento» e augura «buon lavoro» al nuovo proprietario. «Per il futuro dell'Hellas», spiega Sboarina, «le strade erano due: o l'impegno del Conte per riportare in alto la squadra o la cessione a imprenditori che hanno voglia di investire, ed è questa seconda ipotesi che si è concretizzata. La speranza ora è che ci sia un piano di rilancio serio della società che merita di arrivare a categorie più alte e prestigiose. Se c'è un progetto serio, anche se non nell'immediato, i risultati arriveranno». Sboarina invita a non dimenticarsi di Arvedi, rimasto gravemente ferito in un gravissimo incidente stradale: «I risultati della sua gestione non sono stati buoni, abbiamo rischiato anche il baratro della C2, ma ci ha messo grande passione e gli auguriamo una piena guarigione».

Un appello a «fare di tutto per far andare in porto le trattative ed evitare l'irreparabile» era stato lanciato nella seduta di giovedì del Consiglio comunale dal leghista Lorenzo Fontana a nome di tutti i tifosi, «al di là delle barriere politiche». Il salvataggio del Verona dal fallimento, ha affermato Fontana, «oltrepassa il mero significato sportivo perché l'Hellas, con il suo scudetto, è un vanto per tutta la città». Ivan Zerbato, consigliere comunale del Partito democratico e da sempre grande tifoso dei colori gialloblu, si dice fiducioso. «Chiunque compri il Verona», commenta, «non può non avere una strategia di investimenti per riportare la squadra in alto, non ci sono altre strade, perché non avrebbe senso vivacchiare in serie C o scendere più in basso...». Z

erbato, tuttavia, non si lascia trascinare dall'entusiasmo: «Spero che non succeda quello che è successo con Arvedi, prima osannato e poi gettato nella polvere, e da consigliere comunale», continua, «spero che dietro questa operazione non ci siano mire speculative e cioè la costruzione di un nuovo stadio di cui ora non sentiamo la necessità perché il Bentegodi soddisfa al meglio le esigenze del Chievo e dell'Hellas. Prima si dia vita a una squadra competitiva, poi si vedrà...».
Fu tra i fondatori delle Brigate gialloblù il consigliere comunale dei Comunisti italiani, Graziano Perini, che apprende la notizia della cessione della società al ritorno da un viaggio a Cuba. «Bisogna essere fiduciosi e auguro buona fortuna a Martinelli, ma la qualità dell'operazione», commenta, «la si misurerà sulla concreta volontà di rilanciare la società e il calcio veronese che merita di tornare ai massimi livelli». Anche lui mette le mani avanti: «Spero che l'acquisto della squadra non sia il cavallo di Troia per speculazioni edilizie, con il pretesto del nuovo stadio».

- «Viento con mi a Cesena, doman?». Era la sera del 20 dicembre, la vigilia dell'ultima
«Viento con mi a Cesena, doman?». Era la sera del 20 dicembre, la vigilia dell'ultima partita del 2008 del Verona. Aveva bisogno di confidarsi, Piero Arvedi. Come accade nel momento delle decisioni. E quella che aveva preso da pochi minuti era forse la più sofferta: il Conte aveva da pochi minuti sottoscritto la lettera d'intenti con Giovanni Martinelli, il documento che sarebbe diventato quasi un preliminare. Voleva un compagno di viaggio, per dividere il suo tormento. Ma a Cesena ci è andato da solo e al ritorno si è sentito piombare addosso un'auto impazzita mentre era nella corsia di emergenza ad attendere i soccorsi perché la sua auto era rimasta senza benzina.

Stava per finire la sua avventura al comando della squadra cittadina, amata da Piero sin da quando, ventenne, andava al vecchio Bentegodi di piazza Cittadella a «spiare» le partite dei gialloblù dalla staccionata. Arvedi se ne era invaghito quasi l'Hellas fosse «una bella donna» (sono parole sue) e per lei aveva fatto follie. Il 12 settembre 2006 l'aveva acquistata dall'ex amico Giambattista Pastorello e pochi giorni dopo, alla prima partita casalinga del Verona, con il Lecce, era andato sotto la curva indossando la maglia gialloblù con il numero 1 sulle spalle, regalatagli dai butei, a raccogliere l'applauso e il tributo al liberatore, lui che finalmente aveva posto fine - dopo otto anni - all'era Pastorello.

Non sapeva, quel sabato pomeriggio, che quella squadra l'avrebbe fatto soffrire, piangere, arrabbiare. E che l'appoggio della curva, col tempo, sarebbe venuto a mancare fino a trasformarsi in contestazione davanti alla sua villa a Cavalcaselle. Il giorno più triste e amaro della sua carriera di proprietario e presidente sarebbe arrivato il 21 giugno del 2007, in un Bentegodi gremito come ai bei tempi, trasudante passione ma trepidante per un traguardo per il quale mai avrebbe pensato di dover lottare: la salvezza. E invece... e invece l'Hellas, dopo 73 anni, sarebbe ripiombato all'inferno, in serie C, cacciato dallo Spezia in uno di quei ricorsi storici che nel calcio fanno venire i brividi. Anche la prima volta, nel 1941, furono proprio i bianconeri liguri a spedire il Verona in C, dove la squadra rimase fino al 1943.

Ma a Piero la grinta, la voglia di lottare non sono mai mancate. Eccolo allora annuire quando Peppe Cannella, il suo direttore sportivo, annunciò: «Saremo la Juve della C». Dopo sette partite e due punti, invece, si era capito come sarebbe andata: via l'allenatore Franco Colomba, ecco Davide Pellegrini. Ma no, non andava bene neppure lui. E allora ecco la farsa della trattativa con l'imprenditore Battista Lancini, l'arrivo di Giovanni Galli, di Maurizio Sarri in panchina, la borsa con i soldi falsi. E il ripensamento: «Davide, g'ho bisogno de ti». Con Pellegrini la salvezza sarebbe arrivata, ma solo al quarto minuto di recupero dello spareggio di Busto Arsizio con la Pro Patria. Una retrocessione in C1, una quasi retrocessione in C2: il peggior bilancio di un presidente nella storia dell'Hellas, nonostante tanti sacrifici. Ma nessuno ha mai avuto una passione come la sua.

FONTE: LArena.it


- Il primo contatto di Martinelli e Ficcadenti con la squadra
Il nuovo proprietario dell'Hellas Verona questa mattina ha avuto il primo contatto con la squadra. "L'emozione è ancora forte per essere riuscito ad acquistare l'Hellas Verona - ha dichiarato - Ho parlato con Remondina, anche di mercato, e se sarà possibile fare qualche operazione entro le ore 19 di lunedì, cercheremo di rafforzare la squadra".
Davanti ad una nutrita rappresentenza di tifosi, questa mattina a Bussolengo il nuovo proprietario dell'Hellas Verona, Giovanni Martinelli, ha avuto il primo contatto con la squadra di Remondina. "Ho parlato con l'allenatore anche di mercato - ha dichiarato a Tggialloblu.it - Speriamo di riuscire a fare qualcosa, anche se non c'è tanto tempo. In quali reparti mi ha chiesto rinforzi Remondina? In difesa, centrocampo e attacco". Spetterà a Massimo Ficcadenti riuscire a rafforzare la squadra gialloblù, l'ex giocatore e allenatore dell'Hellas che i tifosi hanno riabbracciato volentieri. "L'emozione è ancora tanta per essere riuscito, dopo un'infinita trattativa, a diventare il Presidente dell'Hellas - il pensiero di Martinelli - Il mio obiettivo, come ho più volte dichiarato, è quello di portare il Verona più in alto possibile".

FONTE: TGGialloblu.it


- Corrent: "Un pò di chiarezza era necessaria"
"Il nuovo proprietario ci terrà a regalare all’Hellas i palcoscenici che gli spettano"
Sabato mattina la squadra gialloblù ha disputato l’ultima seduta settimanale, la prima dopo l’acquisizione del club da parte dell’imprenditore di Castelnuovo di Garda Giovanni Martinelli. Nello spogliatoio nascono nuovi stimoli, dopo un periodo interlocutorio, necessari per dare la carica giusta in vista del prosieguo del campionato. E’ di questo avviso Nicola Corrent, che ha rilasciato alcune battute sulle ultime vicende societarie. Hellasverona.it vi propone le dichiarazioni del capitano gialloblù.

Che sensazioni regala alla squadra la chiusura di questa trattativa?
"Sicuramente siamo tutti contenti, un pò di chiarezza era necessaria considerando come si erano messe le cose. Il nuovo proprietario ci teneva particolarmente ad una conclusione positiva, in modo da regalare all’Hellas i palcoscenici che gli spettano."
Il primo impatto che avete avuto?
"Servirà un pò di tempo per poter definire e capire dei programmi, di certo è arrivata una ventata di entusiasmo nell’ambiente. In mattinata Martinelli ha assistito alla seduta di allenamento, piano piano avremo modo di conoscerci più a fondo."
Un pensiero per il Conte Arvedi?
"Il primo pensiero è senza dubbio riservato a lui. In questo momento siamo tutti al suo fianco, speriamo esca presto da una situazione difficile come quella attuale. Siamo convinti che ce la farà, la speranza è di vederlo ancora tifare per i colori gialloblù."

FONTE: HellasVerona.it


- IL PERSONAGGIO
Ha salvato il club e punta in alto «Non ho ancora fatto niente»
Nel fine settimana di sosta del campionato di Prima Divisione si è giocata la partita più importante della stagione. L’Hellas ha vinto, hanno vinto il Verona calcio e Verona città. Giovanni Martinelli è riuscito nell’impresa di acquistare la società, di fatto salvandola dal baratro della messa in liquidazione e del probabile fallimento. Il popolo gialloblù non è avvezzo alle mezze misure: la retrocessione in C1, la C2 evitata di un soffio, l’incidente di Arvedi, Martinelli che arriva al fotofinish.

I tifosi dell’Hellas ne hanno abbastanza delle girandole di emozioni che li hanno portati sull’orlo dello strapiombo molte volte, ora tirano un sospiro di sollievo ma attendono di vedere all’opera la nuova proprietà. Giovanni Martinelli ha assunto il ruolo di salvatore della patria, gode della massima stima della piazza, ha ricevuto i complimenti delle autorità e delle vecchie glorie gialloblù Bagnoli e Fanna. Sa benissimo, tuttavia, l’imprenditore gardesano, quale compito difficile lo attenda. Le aspettative non possono che essere elevate. «Non ho fatto ancora nulla», dice infatti. Ora viene il bello e il difficile assieme. A iniziare da oggi, quando, con l’aiuto di Massimo Ficcadenti, con una corsa contro il tempo cercherà di effettuare qualche colpo nell’ultima giornata del calciomercato.

FONTE: DNews.eu

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