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Qualche timido accenno di ripresa per il Conte ARVEDI ma la situazione permane molto grave purtroppo; il bollettino medico di ieri alle ore 13.00

Qualche timido accenno di ripresa per il Conte ARVEDI ma la situazione permane molto grave purtroppo; il bollettino medico di ieri alle ore 13.00 ARVEDI: Alle 13.00 di ieri ancora timidissime speranze, serviranno ulteriori indagini per capire meglio che tipo di danni cerebrali ha subito Piero. Il proprietario dell'HELLAS è stazionario e le sue condizioni sono in generale sotto controllo; è sempre in coma ma nelle ultime ore ha manifestato un incremento della reattività neurologica. Questo il bollettino medico stilato dal dottor Procaccio: 'Il signor Pietro Arvedi, ricoverato nel Reparto di terapia Intensiva Neurochirurgica dell’Ospedale Maggiore di Verona, ha manifestato nelle ultime ore un incremento della reattività neurologica. Continua ad essere sottoposto a trattamento intensivo e supporto ventilatorio. Oltre al monitoraggio clinico, sono in programma ulteriori indagini per monitorizzare la funzionalità cerebrale e del midollo spinale. La situazione clinica generale è critica ma al momento relativamente stabile, nonostante le patologie preesistenti ed il prolungato trattamento rianimatorio.'

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ARVEDI: Alle 13.00 di ieri ancora timidissime speranze, serviranno ulteriori indagini per capire meglio che tipo di danni cerebrali ha subito Piero. Il proprietario dell'HELLAS è stazionario e le sue condizioni sono in generale sotto controllo; è sempre in coma ma nelle ultime ore ha manifestato un incremento della reattività neurologica. Questo il bollettino medico stilato dal dottor Procaccio: "Il signor Pietro Arvedi, ricoverato nel Reparto di terapia Intensiva Neurochirurgica dell’Ospedale Maggiore di Verona, ha manifestato nelle ultime ore un incremento della reattività neurologica. Continua ad essere sottoposto a trattamento intensivo e supporto ventilatorio. Oltre al monitoraggio clinico, sono in programma ulteriori indagini per monitorizzare la funzionalità cerebrale e del midollo spinale. La situazione clinica generale è critica ma al momento relativamente stabile, nonostante le patologie preesistenti ed il prolungato trattamento rianimatorio."

I contributi filmati del TGGialloblù:
- PREVIDI: LA CONFERENZA INTEGRALE
- GARZON: E' UN UOMO FORTE
- REMONDINA: NON PENSO AL DOPO
- SCAPINI: GLI DEDICO IL GOL
- MANCINELLI: TORNERA' PRESTO
- CORRENT: E' UN GRANDE TIFOSO
- BELLAVISTA:IERI NELLO SPOGLIATOIO...
- FRANZESE: ARRESTARE IL COLPEVOLE
- FOGLIARDI: SITUAZIONE GRAVE
- FILIPPINI: SIAMO PREOCCUPATI

Le partite che hanno fatto la storia


SPECIALI B/=\S LE PARTITE CHE HANNO FATTO LA STORIA: 6 Novembre 1985HELLAS VERONA vs JUVENTUS ritorno degli ottavi di Coppa Dei Campioni
Quanti ricordi amari in quella partita! Un HELLAS vincitore nell'inferno di SALONICCO sarebbe stato messo davanti ad una sfida 'fraticida' contro la JUVENTUS che oltretutto, nella gara di ritorno, avrebbe giocato in un DELLE ALPI vuoto a causa dei tragici fatti successi l'anno precedente nella finale belga contro il LIVERPOOL nel famigerato impianto dell'HEYSEL. In quegli anni la COPPA più importante era veramente per soli CAMPIONI! Potevano partecipare al torneo infatti, solo quelle squadre che vincevano i rispettivi campionati, fra loro l'HELLAS VERONA di Osvaldo BAGNOLI campione d'Italia 1984-1985. E la JUVE? Aveva vinto il massimo torneo continentale nello stesso anno del nostro tricolore e aveva quindi la possibilità di ri-giocarselo anche se, sempre a causa dei tristi fatti dell'HEYSEL, la UEFA aveva imposto ai bianconeri di giocare i primi due turni senza pubblico nello stadio di casa. [Continua...]



ALTRE NEWS: PLAYOFF? Ancora possibili ma la squadra, ora che sembra aver acquistato fiducia nei propri mezzi e continuità, deve dimenticare CESENA (ricordando bene gli errori commessi però) e partire col piede giusto già dalla prossima in casa contro il LUMEZZANE. Servono più di 30 punti nel girone di ritorno per essere in anticipo con i programmi societari ma la quota non è irraggiungibile tenendo sempre presente che l'anno scorso a 56 il FOGGIA acciuffò il 5° posto ma anche che il PRO PATRIA, 'girato' a 26 ad un punto dai playoff e +11 dai playout, venne inghiottito nella lotta per non retrocedere e finì per sfidare l'HELLAS 'derelitto' di PELLEGRINI con i risultati che sappiamo...

[IN BREVE]
CALCIO SCOZZESE: Il CELTIC vince il derby con i RANGERS.
PREMIER LEAGUE: LIVERPOOL ancora davanti ma CHELSEA e MANCHESTER UTD. non mollano... GASCOIGNE è sparito dopo aver lasciato la clinica in occasione del Natale.
CALCIOMERCATO: Il LIONE vuole GILARDINO, pronti 25 milioni! Il GENOA non 'molla' MILITO? E l'INTER 'punta' DI VAIO.
INTERVISTE: Parlano l'oro pechinese per la lotta italiana MINGUZZI, la pluridecorata campionessa del nuoto italiano Federica PELLEGRINI e Damiano TOMMASI, neoaquisto del QUEENS PARK RANGERS di BRIATORE ed ECCLESTONE...
PANCHE CHE SALTANO: A MONZA via MARCOLIN arriva di nuovo SONZOGNI...

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GIOCO PRONOSTICI:
Zampata di Bruni campione dell'ultima giornata di andata con 8 punti :!: Subito dietro la sorprendente Bridget con 6 e gradino più basso del podio a Martino, Mister Loyal, MR31032001.

Pessima giornata per me e RougeHellas ma fortunatamente Pose Gialloblu riesce a fare peggio di noi :!: Non ne ha azzeccata una e perciò va a mettere la tacca sullo speciale record degli 'zeromen' ;o) Bravo Pose UAUAUAUA

In classifica generale Boro acchiappa RobRoy sul fil di lana e perciò i campioni d'inverno sono loro, Martino si ferma ad un passo e Bruni, grazie all'exploit di oggi, è terzo assoluto... Forza butèi :!: I giochi si stanno facendo ora e... Sono apertissimi :!: :!: :!:


Gioco pronostici B/=\S 2008/2009
GiocatorePunti
Boro, RobRoy76
Martino75
Bruni73
Gabri70
MR3103200169
Bubu7766
Bridget, Smarso65
RougeHellas61
Mister Loyal, Pose Gialloblu60
Ale90HVr, Black57


ALBO D'ORO CAMPIONI
2007/2008 L. Bruni F.C.
2006/2007 Ark (Ex-Alberto)
2005/2006 Ark (Ex-Alberto)
2004/2005 Ark (Ex-Alberto)
2003/2004 Ark (Ex-Alberto)


Puoi commentare questo articolo sul forum BONDOLA/=\SMARSA oppure in coda a questo post per aprire magari uno scambio di opinioni... Con la prima di campionato è ripartito il gioco pronostici B/=\S: l'anno scorso la spuntò BRUNI per un solo, misero punto! (fra l'altro preso alla rubentina) Brucia ancora ma, anche quest'anno ci sarà da giocarsela! Che aspettate dunque? Si potrà giocare fino all'inizio delle partite!





- Arvedi aveva deciso: vendo l'Hellas
«Adesso sì... è Natale», diceva una bambina che addentava una fetta di pandoro in una pubblicità televisiva di qualche anno fa. «Adesso sì... è Natale», potrebbe ripetere il tifoso dell'Hellas che ancora una volta, come sta succedendo da qualche anno a questa parte, deve fare i conti con le trattative per la cessione della società. Questa volta, però, è meglio non scherzare troppo. Il Conte Arvedi lotta tra la vita e la morte all'ospedale di Borgo Trento dopo l'incidente di domenica sera sull'Autobrennero e il popolo gialloblù non può non interrogarsi sul futuro dell'Hellas. Anche perché le voci dei beninformati non mancano mai in riva all'Adige. Proprio per questo, ieri pomeriggio, l'onorevole Giampaolo Fogliardi e l'avvocato Luca Giacopuzzi, consulenti del Conte Arvedi nella trattativa per la cessione della società, hanno diramato un comunicato ufficiale per fare il punto della situazione.



Cinque gli aspetti sui quali cercano di far luce i due professionisti. La trattativa, innanzitutto. «C'è - dicono - la stiamo portando avanti da agosto in piena riservatezza per trasferire il pacchetto azionario di Arvedi a terzi acquirenti». Grande attenzione anche alle date. «Il 20 dicembre - precisano - poche ore prima la partita di Cesena le parti hanno sottoscritto una lettera d'intenti che prevede una serie di adempimenti per chiudere il trasferimento. Il 29 dicembre si sarebbe dovuto tenere un incontro per formalizzare il contratto». Ma l'incidente di Arvedi ha fatto saltare i piani. «Alla luce del grave evento che ha colpito il Conte - ammettono - i professionisti di comune accordo ritengono di posticipare gli impegni del 29 dicembre alla prima data utile». Fine delle trasmissioni. «L'operazione rimane coperta da riservatezza, per questo le parti professionali non dirameranno altre informazioni sulla trattativa fino alla conclusioni della stessa». Il comunicato si chiude con gli auguri al Conte Arvedi e alla sua famiglia per un pronto recupero.

E adesso? Cosa succederà? Secondo i legali e i professionisti che hanno curato la cessione dell'Hellas, la lettera di intenti firmata sabato scorso vincola le parti a tutti gli effetti e anche se l'incontro previsto per il 29 dicembre al fine di definire gli ultimi dettagli probabilmente slitterà, comunque l'operazione è di fatto conclusa. Resta da capire l'aspetto della ricapitalizzazione della società, di cui si parla nell'accordo che è ancora riservato, ma l'ipotesi più probabile è che il peso della ricapitalizzazione venga ripartita tra le parti e non sia solo a carico dell'acquirente. Un altro passaggio da spiegare è quello della «prima data utile». Bisogna attendere il risveglio di Arvedi o c'è qualcuno che ha una delega per firmare l'accordo?

Infine il nome dell'acquirente che non viene mai citato dal comunicato. Tutte le strade portano a Giovanni Martinelli, imprenditore gardesano, presidente del Castelnuovo, squadra che milita in Eccellenza. Martinelli aveva già trattato l'acquisto dell'Hellas nel 2005, allora c'era Gibì Pastorello nella stanza dei bottoni, ma non aveva trovato l'accordo con l'ex patron gialloblù. Qualche mese fa è tornato alla carica e ha trovato terreno fertile anche se non sono mancati i momenti di tensione tra il venditore e l'acquirente. La lettera d'intenti potrebbe aver chiuso il cerchio di un'operazione che piace anche a Palazzo Barbieri, sindaco Tosi in testa. Esiste già un accordo di massima con il Chievo di Luca Campedelli per far costruire il nuovo stadio alla Spianà, secondo il progetto della famiglia Mazzi, mancava un punto d'appoggio sulla sponda Hellas. Giovanni Martinelli potrebbe essere l'uomo giusto.

FONTE: CalcioMercato.com


- Hellas Verona, un Natale triste
Il Verona perde in un colpo solo i vertici societari. Il grave incidente occorso al presidente onorario Arvedi e le dimissioni di Previdi decapitano la dirigenza. Ricapitalizzazione, cessione e calciomercato incombono. I tifosi in trepidazione.
(CALCIOPRESS) Hellas Verona - Sono tristi, i tifosi dell’Hellas. Il loro presidente, Pietro Arvedi, ha trascorso in coma la giornata di Natale. La grave situazione clinica, determinata dal drammatico tamponamento in cui il patron del club scaligero è rimasto coinvolto al rientro dalla trasferta di Cesena, non sembra lasciare spazio a verisimili segni di miglioramento. I bollettini medici non autorizzano al momento l’apertura di spiragli che possano rinfrancare le migliaia di cuori gialloblù che palpitano per la sorte di un dirigente contestato, ma sicuramente legato ai colori. Come la stessa dinamica del sinistro conferma.

Sono preoccupati, i tifosi dell’Hellas. Il futuro societario è entrato in un tunnel, che coincide con quello imboccato fisicamente dal loro presidente. Arvedi aveva deciso di cedere la società e la trattativa si è, ovviamente, arenata. Entro l’anno ci sarebbe inoltre da provvedere alla ricapitalizzazione e poi da tracciare le linee guida per la campagna acquisti di gennaio. Tutto bloccato dallo stato vegetativo in cui è precipitato il conte Arvedi. Anche se esistono appigli legali per prorogare determinati atti societari, è indubbio che la situazione del club veneto si sta facendo ancora più complicata di quanto già non fosse.

Sono arrabbiati, i tifosi dell’Hellas. In una manciata di giorni hanno perso i due personaggi che tenevano le redini societarie. Prima le dimissioni di Previdi, dettate da motivi di salute. Poi il grave incidente stradale che mette fuori gioco il presidente Arvedi. Un club decapitato che, sotto un certo aspetto, sembra in balia delle onde. Tutti buoni motivi per prendersela con un destino che si conferma, per l’ennesima volta, cinico e baro nei confronti della gloriosa società scaligera.

Sono in fibrillazione, i tifosi dell’Hellas. Alla ricerca spasmodica di notizie, che tardano ad arrivare in questi giorni di letargo, vagano attraverso i siti del web per capire come potranno infine sciogliersi i tanti nodi che stanno ingarbugliando la matassa gialloblù. Sarebbe stato bello trascorrere in modo più pacato queste feste, ma al cuore non si comanda. Come sa bene chi è legato da un indissolubile fil rouge alle maglie che si porta dentro. Le sorti del club si intrecciano con la vita quotidiana di ciascuno, finendo per permearla. Perché la Grande Storia del club coincide, per tifosi veri come sono quelli scaligeri, con le piccole storie personali.



Sono fiduciosi, i tifosi dell’Hellas. Hanno attraversato gli oceani del tempo al fianco delle maglie gialloblù. Nel bene e nel male. Senza lasciare mai soli quei colori. E, visto che la speranza è sempre l’ultima a morire, si augurano che il 2009 porti in regalo situazioni positive. E’ giusto che sia così. Se ai tifosi si toglie anche la voglia di sognare, vuol dire che la fine è davvero vicina.

Con questo auspicio, che facciamo nostro, auguriamo Buon Anno Nuovo ai tifosi dell’Hellas. In questi due anni di terza serie abbiamo imparato a stimarli ed apprezzarli. Persone impagabili. Tramortiti dagli eventi, eppure mai domi. Pronti a rinascere ogni volta dalle proprie ceneri, per ridare come e più di prima il loro sostegno alla squadra del cuore. Paradigma di quello spirito immortale che sottende ad un calcio dal sapore antico che nessuno riuscirà mai ad appannare. Prova provata che la parola amore esiste.

FONTE: CalcioPress.net


- Dimenticare Cesena Un ko che brucia
I NUMERI DEL CAMPIONATO. LA SCONFITTA IN TERRA ROMAGNOLA HA INTERROTTO LA SERIE POSITIVA GIALLOBLÙ: PER LA PRIMA VOLTA CORRENT E COMPAGNI RIMONTATI
C'è sempre una prima volta. Il Verona non era mai stato ripreso fino a questo momento ma, a Cesena, si è rotto l'incantesimo. L'Hellas è scattato in vantaggio con un bel colpo di testa di Scapini ma poi i romagnoli hanno rimediato con Motta e sorpassato con Cusaro. È piuttosto evidente che i gialloblù non sono andati in vantaggio molte volte, ma tutte le volte che ci sono riusciti per l'avversario non c'è stato più nulla da fare. Nelle prime diciassette partite del campionato i casi sono stati quattro, come possono ricordare bene Spal, Sambenedettese, Legnano e Monza. Rimane comunque una buona caratteristica che non viene per nulla scalfita da questo episodio, provate a pensare quanti punti ha perso la Pro Sesto che è stata riacciuffata in sette occasioni.

IL CONFRONTO. A fine campionato scorso il Verona era stato ripreso otto volte, mentre nell'ultima apparizione in serie B (2006-07) risultarono sette casi e, addirittura, undici nella stagione precedente (2005-06). Il record scaligero riguarda comunque le stagioni 2003-04 e 2004-05 in cui i gialloblù totalizzarono un massimo di dodici casi del genere.

RE DEI BOMBER. La sfida del Manuzzi ha influito anche sulla classifica cannonieri. Il bomber cesenate Simone Motta ha fatto centro anche con il Verona e ha raggiunto Torri del Monza in testa alla classifica dei bomber più prolifici. In vetta è arrivato anche Correa della Pro Patria, vero «cecchino» dagli undici metri, ha già messo a segno sei rigori, Motta nessuno, Torri ha segnato solo su azione. Alle spalle del terzetto Rachid Arma della Spal, con otto reti, a quota sette Tiboni del Verona, Rabito del Padova e Fofana della Pro Patria.

CHE ATTACCO A BUSTO. Da notare che la coppia offensiva della Pro Patria, Correa e Fofana - nove reti il primo, sette il secondo - hanno fatto da soli sedici gol quasi gli stessi del Verona in complessivo. Se aggiungiamo al bottino dei due bomber i cinque messi a segno da Toledo si capisce perchè la Pro Patria è prima in classifica.

- Hellas, più di 30 punti per andare ai play off
ALLA FINE DELL'ANDATA. NELLE PRIME 17 PARTITE RAFAEL E COMPAGNI SONO SALITI A QUOTA 23. «UN BUON PASSO, ORA DEVONO CAMBIARE RITMO»
Un anno fa il Foggia chiuse il campionato al quinto posto, strappò l'ultima posizione utile per gli spareggi con 56 punti
A quattro punti dai play off, a quattro dai play out. L'Hellas sta lì, in settima posizione, in compagnia di una «corazzata» come la Cremonese.
La squadra grigiorossa ha condotto un mercato d'applausi, dopo quanto già aveva fatto nell'estate del 2007 il patron Giovanni Arvedi, spende quattro volte più del Verona per gli ingaggi dei giocatori, ha già esonerato un allenatore come Ivo Iaconi per far tornare in panchina Emiliano Mondonico. In quest'ottica va applaudito il girone d'andata di Corrent e compagni.
Chi si aspettava un campionato di sofferenza per il Verona deve sicuramente cambiare idea ma in questo momento eccessivo ottimismo o pessimismo negativo potrebbero creare qualche problema di troppo ai giovani di Remondina. Meglio ragionare con sano realismo e per fare questo i numeri possono arrivare in soccorso.

UN ANNO FA. Il confronto con il campionato precedente può servire alla prima analisi. Ci sono sicuramente aspetti positivi, basta pensare ai punti fatti. Un anno fa il Verona chiudeva il girone d'andata a 13 punti con due vittorie, sette pareggi e otto sconfitte. L'attacco aveva fatto solo sette gol, la difesa ne aveva incassati 16. Quest'anno i gialloblù «girano» a quota 23, hanno vinto cinque volte, pareggiato otto, perso quattro, hanno collezionato una serie positiva con nove risultati utili consecutivi, un periodo d'oro che s'è fermato a Cesena. Meglio anche in attacco con 18 gol fatti, un passo indietro in difesa con 17 reti subite.



PRO PATRIA DOCET. Il confronto dei due campionati, però, deve mettere in guardia Remondina. Un anno fa la Pro Patria chiuse il girone d'andata a 26 punti - tre in più rispetto all'Hellas - con un punto di svantaggio dai play off e undici di vantaggio sui play out.
Con un girone di ritorno che definire imbarazzante potrebbero sembrare eufemistico i bustocchi finirono in quintultima posizione e disputarono gli spareggi proprio contro l'Hellas per non cadere in C2. Sconfitta uno a zero al Bentegodi, pareggio uno a uno in casa e la Pro Patria salutò la C1. Ora si ritrova in Lega Pro Prima Divisione e ha chiuso l'andata in vetta alla classifica dopo il ripescaggio estivo. Dall'amarezza della retrocessione, alla gioia dei campioni d'inverno, tutto in pochi mesi, queste sono le stranezze di un mondo del pallone che non regala punti di riferimento.

IN PARALLELO. Resta la discussione sul tipo di campionato, più forti nel 2007 o più forti nel 2008? Le classifiche dicono che si viaggia sugli stessi binari se si confrontano i punti delle prime - un anno fa Sassuolo e Cremonese con 34 punti, ora Pro Patria con 33 - e delle squadre che in questo momento sarebbero ai play off, un anno fa il Venezia, quinto, aveva 28 punti, quest'anno la Reggiana ne ha 27. Hanno un ritmo diverso in fondo alla classifica, vanno leggermente più forte. Un anno fa chiudeva la fila la Ternana con 12 punti, quest'anno tocca al Lecco che ha messo insieme 15 punti. Diciamo che si tratta di un campionato più equilibrato, ci sono meno punti di distacco tra le prime e le ultime.

SOGNO PLAY OFF. La società e lo staff tecnico non ne hano mai parlato apertamente ma, a questo punto del campionato, i play off non sono solo un sogno. Una cosa è chiara, però, per raggiungerli bisogna cambiare marcia. Nell'estate del 2008 approdarono agli spareggi Cremonese con 60 punti, Cittadella con 58, Foligno a quota 57 e Foggia che strappò l'ultima posizione utile con 56 punti. Un grandissimo girone di ritorno per i pugliesi che, con Nanu Galderisi in panchina, collezionarono 35 punti in 17 partite. Ora il Verona per pensare ai play off deve partire con l'idea di mettere insieme più di 30 punti nel ritorno. Secondo l'allenatore e lo staff tecnico l'impresa ci può stare perchè «l'organico ha grandi margini di miglioramento» ma potrebbero servire anche più di 30 punti. Quindi qualche pari in meno e qualche vittorie in più a partire dalla prima di ritorno, la sfida con il Lumezzane.

FONTE: LArena.it


- Da Arvedi qualche piccolo segnale di ripresa neurologica, ma la situazione resta critica
Situazione critica ma stabile. Diramato il sesto bollettino medico sulle condizioni del patron dell'Hellas Piero Arvedi: c'è stato un incremento della reattività neurologica ma le patologie preesistenti e il prolungato trattamento rianimatorio dopo l'incidente fanno restare la situazione sempre molto grave.
Piero Arvedi ha dato qualche piccolo segnale di ripresa dell'attività neurologica. Dopo quasi sei giorni di coma è la prima buona notizia in un quadro clinico che resta però critico. Il sesto bollettino medico sulle condizioni del patron dell'Hellas, diramato oggi alle tredici direttamente dal direttore del reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell'Ospedale di Borgo Trento, prof. Francesco Procaccio, riporta che: "il signor Pietro Arvedi ha manifestato nelle ultime ore un incremento della reattività neurologica. Continua ad essere sottoposto a trattamento intensivo e supporto ventilatorio. Oltre al monitoraggio clinico, sono in programma ulteriori indagini per monitorizzare la funzionalità cerebrale e del midollo spinale. La situazione clinica generale è critica ma al momento relativamente stabile, nonostante le patologie preesistenti e il prolungato trattamento rianimatorio".

Arvedi è ancora in coma e tenuto in vita dalla macchine, ma i test sui riflessi neurologici avrebbero evidenziato qualche piccolo segnale di ripresa. Nelle prossime ore il patrone del'Hellas sarà sottoposto ad altri accertamenti per verificare la funzionalità cerebrale ed eventuali lesioni a livello spinale. A complicare il quadro clinico le condizioni di salute già precarie di Arvedi prima dell'incidente di domenica scorsa. E dal bollettino odierno emerge un altro dato preoccupante: la conferma che Arvedi subito dopo il violentissimo tamponamento è andato in arresto ed è stato rianimato a lungo dai soccoritori già prima dell'arrivo al "Carlo Poma" di Mantova.

FONTE: TGGialloblu.it



- Arvedi, bollettino medico alle 13 del 27 dicembre
Il patron ha manifestato un incremento della reattività neurologica, ma è ancora sottoposto a trattamento intensivo
Si riporta di seguito il bollettino medico sulle condizioni del patron dell’Hellas Verona Pietro Arvedi stilato alle ore 13 del 27 dicembre:
"Il signor Pietro Arvedi, ricoverato nel Reparto di terapia Intensiva Neurochirurgica dell’Ospedale Maggiore di Verona, ha manifestato nelle ultime ore un incremento della reattività neurologica. Continua ad essere sottoposto a trattamento intensivo e supporto ventilatorio. Oltre al monitoraggio clinico, sono in programma ulteriori indagini per monitorizzare la funzionalità cerebrale e del midollo spinale. La situazione clinica generale è critica ma al momento relativamente stabile, nonostante le patologie preesistenti ed il prolungato trattamento rianimatorio."

Francesco Procaccio
Direttore Reparto Terapia Intensiva Neurochirurgica
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Verona

- Buon Natale gialloblù!
Hellas Verona Football Club augura tanta serenità e felicità ai tifosi scaligeri e a tutti gli sportivi
Società, staff tecnico e calciatori dell’Hellas Verona Football Club augurano ai tifosi gialloblù ed a tutti gli sportivi un sereno e felice Natale. Consapevole del passaggio in secondo piano dei risultati del campo rispetto alla tragica vicenda che ha coinvolto il patron scaligero, tutto il club intende rivolgere il primo pensiero a Pietro Arvedi.

FONTE: HellasVerona.it



[OFFTOPIC]
INTERVISTE: Parlano l'oro pechinese per la lotta italiana MINGUZZI, la pluridecorata campionessa del nuoto italiano Federica PELLEGRINI e Damiano TOMMASI, neoaquisto del QUEENS PARK RANGERS di BRIATORE ed ECCLESTONE... CALCIO SCOZZESE: Il CELTIC vince il derby con i RANGERS. PREMIER LEAGUE: LIVERPOOL ancora davanti ma CHELSEA e MANCHESTER UTD. non mollano... GASCOIGNE è sparito dopo aver lasciato la clinica in occasione del Natale. CALCIOMERCATO: Il LIONE vuole GILARDINO, pronti 25 milioni! Il GENOA non 'molla' MILITO? E l'INTER 'punta' DI VAIO. PANCHE CHE SALTANO: A MONZA via MARCOLIN arriva di nuovo SONZOGNI...
INTERVISTE: Parlano l'oro pechinese per la lotta italiana MINGUZZI, la pluridecorata campionessa del nuoto italiano Federica PELLEGRINI e Damiano TOMMASI, neoaquisto del QUEENS PARK RANGERS di BRIATORE ed ECCLESTONE...
- Pellegrini la più amata dai veronesi
"Piaccio perché voglio emergere"
Il sondaggio. La numero 1 anche nei sondaggi dell’Arena: per Federica Pellegrini campionessa olimpica con due ori (200 e 800 stile libero) chiude un anno eccezionale. E' stata votata come sportiva dell'anno veronese di nascita o di adozione sia dai redattori del giornale, sia dai navigatori: addirittura sull'Arena.it l'hanno scelta il 38 per cento dei lettori e cioè ben 619 persone su 1630 (al 23 di dicembre). E Federica ha veramente gradito. A contenderle lo scettro della più amata

FONTE: LArena.it


PANCHE CHE SALTANO: A MONZA via MARCOLIN arriva di nuovo SONZOGNI...
- Monza, il ritorno di Sonzogni
Giuliano Sonzogni subentra a Dario Marcolin alla guida del Monza.

FONTE: CalcioPress.net


CALCIO SCOZZESE: Il CELTIC vince il derby con i RANGERS. PREMIER LEAGUE: LIVERPOOL ancora davanti ma CHELSEA e MANCHESTER UTD. non mollano... GASCOIGNE è sparito dopo aver lasciato la clinica in occasione del Natale. CALCIOMERCATO: Il LIONE vuole GILARDINO, pronti 25 milioni! Il GENOA non 'molla' MILITO? E l'INTER 'punta' DI VAIO.
- L'Old Firm va al Celtic McDonald fa piangere Ibrox
Nella 20ª giornata del campionato scozzese, il secondo derby stagionale di Glasgow va ai biancoverdi di Strachan, che tornano a violare la casa degli eterni rivali dei Rangers dopo oltre due anni. Finisce 1-0: decide uno splendido gol dell'australiano. E in classifica i Bhoys scappano

- L'Hull fa una figuraccia "Processato" in campo
Dopo il mortificante 0-4 contro il City dei primi 45', l'allenatore della matricola di Premier League, Brown, ha tenuto a rapporto la squadra davanti ai tifosi, durante l'intervallo: "Una prestazione inaccettabile, dire che sono deluso è il minimo"

- "L'oro? Il sogno di un bimbo Iniziai seguendo mio padre"
Il lottatore Andrea Minguzzi: "Appena ho vinto a Pechino ho pensato 'Mamma mia, cos'ho combinato?'. Io sexy? Grazie al successo ho guadagnato attenzioni ma non ho la fidanzata. La sconfitta serve più della vittoria, ti aiuta a capire gli errori"

- Gascoigne non si trova più. Il figlio dodicenne lo scarica
Gazza è sparito: aveva lasciato la clinica dove cerca di disintossicarsi dall'alcol per passare Natale in famiglia, ma non si hanno più sue notizie. Il piccolo Regan: "Lo terrei fuori dalla mia vita, è destinato a morire presto"

- Lione: 25 milioni per Gila. Floccari via, ma a giugno
Clamorosa offerta dalla Francia per l'attaccante della Fiorentina, che però è intenzionata a cedere solo Pazzini. Contatto con la Sampdoria. L'Atalanta blinda il suo gioiello, Aquilani vicino al rinnovo con la Roma, Dacourt pronto a lasciare l'Inter e Lanzafame torna al Bari

- No del Genoa per Milito? L'Inter sterza su Di Vaio
E' caccia al bomber se parte Adriano. Nel mirino del Bologna ci sono Rivas, Dacourt e Balotelli dopo la chiusura di Preziosi: "Come reagirei se mi offrissero Burdisso, Balotelli e Obinna? Ci provino pure, tanto la risposta sarebbe negativa"

- Reds in testa, Arsenal pari. Vincono Chelsea e ManUtd
Nella 19ª giornata di Premier League, il Liverpool travolge il Bolton e resta primo a metà campionato. I Blues domano il West Bromwich, i Red Devils battono a fatica lo Stoke. Si rialza il West Ham di Zola, Gunners raggiunti sul 2-2 dall'Aston Villa

FONTE: Gazzetta.it


- Tommasi si racconta a CM 'Londra mi piace. First Division lunga e competitiva'
E’ appena finito l’allenamento del QPR all’Imperial College Sports Ground di Londra, a due passi dall’aereoporto di Heathrow. Damiano Tommasi si trattiene un attimo con i compagni, poi si avvicina a noi con un sorriso, stessi riccioli, stessa barba, stesso stile. 34 anni, dieci in giallorosso, uno scudetto e una supercoppa, poi il grave infortunio, un buio durato 15 mesi. In pochi avrebbero scommesso sul suo ritorno, ma lui rientra in campo e segna al primo minuto. Pero’ qualcosa si era incrinato nel suo rapporto con la Roma, Tommasi preferisce andare via, passa due stagioni al Levante, nella Liga spagnola, prima di approdare alla corte di Flavio Briatore al QPR. Calciomercato.com lo ha intervistato in esclusiva.

Tommasi, parliamo prima di tutto del presente: ci puo’ raccontare questi suoi primi mesi in Inghilterra?
Sta andando discretamente bene. La squadra e’ competitiva. Dobbiamo lottare per i play-off e lo stiamo facendo. Personalmente sono arrivato con un infortunio ed ho iniziato con le riserve per acquisire il ritmo partita. Adesso sono pronto per giocare e sicuramente ci sara’ l’occasione anche per me. Sono comunque molto contento perche’ sono tornato a fare il mio lavoro dopo l’infortunio. Il mio contratto scade a Giugno 2009, ma spero che quest’avventura possa continuare. Per quanto riguarda la sfera personale, l’unica vera difficolta’ e’ la lontananza dalla mia famiglia, rimasta a Roma perche’ i miei figli avevano gia’ iniziato la scuola.

E Londra?
Londra mi piace, il clima non e’ poi cosi’ brutto come si dice. Con la lingua me la cavo abbastanza, anche se ho ancora qualche difficolta’ a capire quando due inglesi parlano tra di loro velocemente.
Come ha trovato la “First Division” inglese?
E’ un campionato molto lungo con tante squadre competitive. In pratica si puo’ perdere e vincere con ognuna di loro. Al QPR questo lo sappiamo benissimo avendo battuto due volte la prima in classifica e poi perso con squadre meno blasonate.
In Italia si e’ parlato molto del QPR, soprattutto a causa di Flavio Briatore, ma forse in pochi conoscono a fondo il club.
Il QPR prima di Briatore apparteneva ad un altro italiano, Gianni Paladini, che e’ rimasto a curare la parte sportiva. Con l’ingresso della nuova proprieta’ sono iniziati gli investimenti su nuovi giocatori e l’ambizione del club e’ quella di tornare a giocare ad alti livelli.
Nel calcio il ritorno dell’investimento non e’ automatico, come per esempio abbiamo visto con Moratti nell’Inter, e quindi a volte i risultati non vengono subito, ma quest’anno abbiamo le carte in regola per poter raggiungere il traguardo dei play-off. Mancano ancora 20 partite alla fine, quindi c’e’ tutto il tempo per recuperare.
Lei e’ al QPR anche per la sua esperienza, per dare l’esempio ai giovani talenti. Come si sente in questo ruolo?
E’ vero, qui ci sono molti giovani, ma non e’ una mia prerogativa quella di farmi seguire. E’ chiaro che cerco di portare l’esperienza che ho acquisito in tutti questi anni con vari allenatori, ma e’ anche vero che il calcio inglese e’ un po’ differente dal nostro e non so quanto un bagaglio maturato in altri campionati possa contare veramente. Comunque cerco di essere quello che sono sempre stato, di fare il mio lavoro ed essere pronto quando serve. Se poi potro’ anche essere di aiuto ai giovani, ben venga.
Quali sono stati i suoi esempi ad inizio carriera?
Io ho iniziato a Verona, e giocatori esperti come Pierino Fanna sono stati importanti. A Roma sono stato ispirato da campioni del calibro di Aldair, Balbo e Cafu’.
Il QPR e’ allenato da un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano, Paulo Sousa. Come sono i suoi rapporti con lui?
Molto buoni. Ha portato delle novita’, cambiando il nostro modulo di gioco. Si vede che anche lui e’ stato un calciatore, soprattutto dal modo chiaro di comunicare con i suoi giocatori. Si e’ inserito benissimo fin dal primo momento e credo abbia le carte in regola per fare molto bene.
Com’e’ il Presidente Briatore?
La cosa che mi ha colpito di piu’ e’ la sua presenza e partecipazione sia nelle vittorie che nelle sconfitte, la conoscenza dell’ambiente, dei calciatori, del modulo di gioco. Sembra quasi che questa sia la sua unica attivita’, ma tutti sappiamo che non lo e’.
Ed Ecclestone?
Ecclestone viene alle partite, ma e’ Briatore che e’ piu’ coinvolto con le attivita’ della squadra.
Ormai nel calcio inglese si parla italiano. Capello ct dell’Inghilterra, Zola al West Ham, Di Matteo all’MK Dons, per non parlare dei molti dirigenti e preparatori atletici. Perche’?
Be’, non a caso siamo campioni del mondo in carica e la scuola italiana, soprattutto a livello di allenatori, e’ eccellente. In Italia si cura molto di piu’ l’aspetto tattico che e’ forse sempre stato il punto piu’ debole qui in Inghilterra.
Capello e’ stato il suo allenatore e Franco Baldini il direttore sportivo della Roma ai tempi dello scudetto. Dove andra’ l’Inghilterra con loro?
Con Capello e Baldini l’Inghilterra potra’ ottenere i risultati che merita. La nazionale inglese e’ una grande squadra, con giocatori di grande talento. Sono sicuro che Capello riuscira’ a motivarli al 100%.
Comunque non bisogna dimenticare che le competizioni internazionali e soprattutto le fasi finali di un mondiale, vivono su molte variabili, in primis la forma dei giocatori chiave in quel determinato periodo. Non si sa mai come ci si arriva, specialmente dopo campionati lunghi e stressanti, ma penso che l’Inghilterra abbia le carte in regola per arrivare tra le prime quattro.
Lei ha fatto parte della spedizione azzurra al mondiale Nippo-Coreano del 2002 dove risulto’ uno dei migliori giocatori. Che ricordo ha di quel periodo non proprio felice per la Nazionale?
E’ stato un mondiale iniziato bene, ma che poi e’ stato compromesso da parecchi episodi che ci hanno girato contro, come ad esempio l’annullamento di ben 5 gol su 10 segnati. In ogni caso e’ giusto dire che potevamo fare meglio, specialmente con la Corea, dove avevamo avuto molte occasioni per chiudere la partita prima di arrivare al Golden Goal che ci ha eliminato dal torneo. Personalmente rimane un’esperienza importante, ma come ho detto prima, un mondiale e’ anche un terno al lotto e squadre con piu’ entusiasmo e meno pressioni nei loro campionati locali, possono mettere in difficolta’ chiunque.
Dopo la partita con la Corea tutti si sono scagliati contro l’arbitro Moreno gridando allo scandalo. Eppure in casa nostra stava maturando uno scandalo di portata ben piu’ grande. Che cosa ha pensato quando CALCIOPOLI e’ venuto a galla?
Ero molto deluso. La prerogativa di noi calciatori e’ quella di concentrarci sul campo e certamente non quella di parlare di arbitri, trame, congiure e di altre cose che non riguardano il campo di gioco. La cosa che pero’ mi ha stupito di piu’ e’ che nonostante sia emerso tutto il male che c’era nel calcio italiano, non si sia colta l’occasione per cambiare veramente. Non so perche’, posso solo immaginare che in fondo ai piu’ stia bene cosi’. Potevano cambiare le persone, le idee, invece vediamo ancora gli stessi volti ai vertici dirigenziali, le stesse persone che erano in carica nel sistema precedente. Non vedo percio’ come si possa effettuare un vero cambiamento se le persone sono sempre le stesse.
Che cosa NON le manca dell’Italia in generale e del calcio italiano in particolare?
Non mi manca l’esasperazione del risultato, l’enfasi che si da’ alle sconfitte, come ad esempio quello che e’ capitato recentemente a Torino. Contestazioni piu’ o meno avallate dai mass-media. Credo che questo sia uno dei piu’ grossi problemi del calcio italiano, il dare per scontato che se una squadra va male debba essere criticata e contestata per forza, anche al di fuori del campo di gioco, colpendo a livello personale, turbando la vita familiare dei calciatori. In Spagna ed in Inghilterra queste cose non accadono, almeno per il momento.
Perche’ molti calciatori dimostrano grandi fragilita’ psicologiche? Colpa del sistema che pensa piu’ a sfruttarli economicamente piuttosto che curarne il loro sviluppo come persone?
Francamente credo che in percentuale siano meno fragili i calciatori di altre categorie di lavoratori.
Quanto conta la famiglia nel rendimento di un calciatore?
Per qualsiasi persona la famiglia e’ fondamentale. Per quanto mi riguarda sia la mia famiglia di origine che quella che mi sono costruito, sono state la base per ogni mio comportamento, per festeggiare le vittorie e per superare le sconfitte.
Ho letto che lei e’ molto religioso ed esperto di filosofia, e nella sua biografia in inglese su Wikipedia, si legge che lei conosce molto bene l’opera di Kierkegaard, il padre dell’esistenzialismo.
E’ vero che sono religioso, ma francamente non sono esperto di Kierkegaard! La filosofia mi piace, ma quello che c’e’ scritto su wikipedia evidentemente va corretto...
Lei viene definito “Anima Candida” e “Una delle favole più belle del calcio italiano”. In realta’ lei si sente una “Candida Favola”?
Be’, il soprannome “Anima Candida” me lo ha messo lo speaker dello stadio Olimpico a Roma, mentre la definizione di “Favola” mi fu attribuito al mio rientro dopo il grave infortunio che mi tenne lontano dai campi per 15 mesi. Appena entrato in campo segnai subito un gol... Per un giocatore che doveva smettere di giocare, rientrare in campo nel suo stadio e segnare al primo minuto, be’ mi sembra davvero una favola, indipendentemente dal fatto che io ne fossi protagonista. Per me comunque quella e’ stata molto piu’ di una favola, e’ stata la cancellazione di mesi di sofferenza e di terapie vissuti in solitudine e con lo spettro di una carriera virtualmente finita. Comunque la definizione di “Candida Favola” mi va bene! (ride)
Spende molto tempo con sua moglie e i suoi 4 figli?
Quando sono a casa passo piu’ tempo che posso con loro. In questo momento purtroppo non e’ possibile, ma appena il lavoro me lo consente torno per il weekend. Se il mio contratto verra’ rinnovato anche per la prossima stagione, come spero, anche loro mi raggiungeranno qui a Londra.
Quali sono i valori a cui lei e’ piu’ affezionato, sia professionalmente che umanamente?
Ribadisco la famiglia ed il senso di appartenenza alla comunita’ in cui si vive, con i nostri diritti ed i nostri doveri. I valori del Vangelo, con quello che ha comunicato *** su come vivere la famiglia e appartenere alla comunita’, muovono tutte le mie scelte. Ritengo che il successo professionale sia proporzionale a quanto uno riesca ad essere pienamente se’ stesso, anche nell’ambiente di lavoro.
C’e’una cosa che l’ha particolarmente ferita durante la sua carriera?
E’ legata al mio infortunio, ma non tanto all’evento in se’, quanto al fatto che mi sono trovato da solo ad affrontarlo. Questo e’ stato anche il motivo principale per cui sono andato via da Roma. Si sono incrinati i rapporti con le persone che mi hanno seguito dopo l’infortunio e che non mi hanno trasmesso la convinzione di poter tornare, anche perche’ forse erano loro i primi a non crederci. Evidentemente a volte non basta essere “Anime Candide” e comportarsi bene... Questo e’ stato il momento piu’ deludente della mia carriera.
E quella che ricorda con piu’ affetto?
Sicuramente il mio ritorno in campo, avere segnato dopo un minuto. Questo ha dato ancora piu’ risalto alla mia vicenda. Sembra quasi che tutto fosse gia’ scritto, come se ci fosse stata una regia dall’alto.
Come ci si rialza da una batosta?
Con la consapevolezza che non e’ finita. Essere ancora capace di rialzarti dopo un colpo ti da’ la forza, ti fa sorridere e ti rende piu’ forte di chi o di cosa ti ha inflitto la batosta e credeva di averti finito. Chi non cade mai non puo’ avere la forza di rialzarsi. Il calcio ti aiuta in questo, anche durante una semplice partita.
Un suo ricordo del Presidente Sensi
E’ stato il mio presidente in Serie A, ho avuto solo lui. Con lui ho iniziato e con lui ho chiuso la mia esperienza a Roma. E’ stato una persona importante per la mia carriera, specialmente all’inizio quando il mio rendimento non era cosi’ costante e c’erano anche problemi legati all’accettazione da parte del pubblico della mia presenza.
E’ ancora legato alla Roma ed ai suoi tifosi?
Si, a Roma ho casa, la mia famiglia vive li, abbiamo molti amici, molti interessi. Il legame con l’ambiente sportivo della Roma e’ ancora stretto, sia con Spalletti che con lo spogliatoio. Ogni occasione e’ buona per andarli a trovare a Trigoria.
Totti ha inviato un messaggio a Lippi per un suo clamoroso ritorno in nazionale: cosa direbbe a Francesco se fosse ancora con lui in squadra?
Non so se e’ lui che ha inviato il messaggio o magari gli e’ stata fatta una domanda, lui ha risposto e poi e’ ricominciato il tormentone. Totti, come Cassano attira l’attenzione dei media e del pubblico, soprattutto quando si parla di Nazionale.
Io non so che tipo di scelte fara’ Francesco. Io ho la mia idea sulla Nazionale che va al di la’ di andare o non andare. Prima di tutto e’ l’allenatore che sceglie, la responsabilita’ e’ solo sua. Quelli che vanno devono essere orgogliosi di indossare la maglia azzurra e rendersi conto che rappresentano gli altri rimasti a casa e soprattutto la scuola del calcio italiano.
Quando si ritirera’ riuscira’ a stare lontano dai campi di calcio?
Sinceramente i due anni passati in Spagna e questo periodo in Inghilterra mi stanno facendo vivere il mio lavoro con le giuste dinamiche e le giuste intensita’. Un calcio cosi puo’ stare nella vita di chiunque e non sarebbe cosi intollerabile rimanere nell’ambiente.
Allora la vedremo in veste di allenatore, manager o magari presidente? In Italia all’estero?
Ancora non saprei, ma non sono sicuro che le dinamiche del calcio e dell’ambiente italiano facciano ancora per me, chissa’, vedremo.
Tommasi, dopo tutti questi anni, c’e’ qualcosa ancora che la stupisce nel mondo del calcio?
Certamente! Il discorso tecnico stupisce sempre. Chi segue il calcio da fuori magari ritiene che le partite siano tutte uguali, ma in qualsiasi partita puo’ esserci la cosa che non ti scorderai mai dal punto di vista tecnico. L’avvicendarsi di calciatori e allenatori sembra una litania monotona, ma in realta’ ogni partita in ogni campionato ha un suo risvolto formidabile ed indimenticabile.

FONTE: CalcioMercato.com
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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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