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Le schede di B/=\S: Juan Ignacio GOMEZ TALEB 'Juanito'

Pubblicato da andrea smarso venerdì 4 luglio 2008 06:00, vedi , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento

Juan Ignacio Gomez Taleb
Data di nascita:20/05/1985
Luogo di nascita:Santa Fe
Nazionalità:Argentina
Ruolo:Attaccante
Altezza:180 Cm.
Peso:75 Kg.
Posizione:

Carriera da giocatore:

SquadraStagioneSeriePartiteGoal
Hellas Verona2012 - 2013B--
Hellas Verona2011 - 2012B3714
Gubbio2010 - 20111^ Divisione3118
GubbioDa Gen. 2010 - 20102^ Divisione153
Hellas Verona2009 - Gen. 20101^ Divisione70
Hellas Verona2008 - 20091^ Divisione193
Bellaria Igea Marina2007 - 2008C2327
Bellaria Igea Marina2006 - 2007C2222
Triestina2005 - 2006B80
Ferentino2004 - 2005D203
Victimas del viernes2003 - 2004---
Arsenal SarandíFino al 2003Giovanili--

Verona 1-0 Gubbio: Il gol dell'ex, Juanito GOMEZ TALEB a segno...Verona 2-0 Vicenza: Il magnifico gol di Gomez Taleb!Verona 3-1 Ascoli: Il 2 a 0 di 'Juani' Gomez Taleb

News e curiosità:

Su questo attaccante argentino ho trovato poco, anzi nulla, se escludiamo le caratteristiche anagrafiche e la foto... Di buono c'è che il suo giorno e mese di nascita ricorda una giornata gloriosa nella storia dell'HELLAS VERONA (pàr i 'bocia' e i più smemorati il 20 Maggio del 1973 gli scaligeri ne rifilarono 5 al malcapitato MILAN del paròn ROCCO, CHIARUGI e BIGON; per noi c'erano in campo MASCETTI, SIRENA e ZIGONI!!! Altri tempi...) chissà che non sia di buon auspicio che ne dite? Intanto ci ha fatto ricordare un'episodio memorabile, il resto... Si vedrà!

Di 'JUANI', questo il suo nomigliolo derivante dall'unione di Juan con la I di Ignacio, si cominciò a parlare il 17 Giugno, è un attaccante centrale, sudamericano, che fin'ora non ha certo incantato ma è giovane e se Nardino l'ha accalappiato vuol dire che ha potenzialmente le carte in regola per fare bene...

Il FERENTINO, la squadra che nella stagione 2004/2005 lo prelevò nel PRIMER CAMPEONATO DE FÙTBOL DE ZONA NORTE (CAN - CAMPEONATO ALTO NONO) dalla squadra del VICTIMAS DEL VIERNES quando GOMEZ TALEB era 'solo' 19enne. Lì fu poi notato dalla TRIESTINA che lo prelevò nell'anno successivo e lo girò, dopo sole 8 presenze con la maglia alabardata, al BELLARIA IGEA MARINA. Nella squadra romagnola GOMEZ TALEB ebbe modo di giocare con più regolarità ed in 2 stagioni collezionò in totale 54 presenze e 9 gol (7 nell'ultima stagione)... [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]





Juan Gómez Taleb
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Juan Ignacio Gómez Taleb, meglio conosciuto come Juanito (Santa Fe, 20 maggio 1985), è un calciatore argentino, attaccante del Verona.

Carriera
- Club
Originario di Santa Fe (Argentina), è cresciuto calcisticamente nel Arsenal Fútbol Club. Arriva in Italia a 19 anni ed inizia a giocare tra i dilettanti con la maglia del Ferentino, in provincia di Frosinone.

Da Trieste a Verona
Acquistato dalla Triestina, nel campionato 2005-2006 colleziona 8 presenze in cadetteria. Viene mandato a fare esperienza in C-2, al Bellaria, in provincia di Rimini, dove gioca per due anni collezionando 50 presenze e 7 reti.

Nell'estate del 2008 viene acquistato in compartecipazione dall'Hellas Verona. Segna la prima rete con la maglia gialloblù il 12 ottobre 2008 nella partita contro il Ravenna[5]. Gioca in totale 19 partite e mette a segno 3 reti.

I successi con il Gubbio
Il club veneto si aggiudica l'intero cartellino del giocatore e poi, nel gennaio dell'anno successivo, lo cede in prestito al Gubbio. Con la maglia del club umbro l'argentino centra il doppio salto di categoria, vincendo prima i play-off di Seconda Divisione nel 2009-2010 e poi vincendo il campionato di Prima Divisione nel 2010-2011. In quest'ultima stagione mette a segno 18 reti, divenendo il cannonniere principale della squadra e contribuendo in grande misura al ritorno in B degli umbri dopo 63 anni.

Di nuovo a Verona
Nell'agosto del 2011 l'Hellas Verona lo riscatta. La scelta si rivela vincente, visto che Juanito ottiene presso la corte scaligera la sua definitiva consacrazione, giocando 37 partite e segnando 14 reti

FONTE: Wikipedia.org


03.01.2013
Juanito, stagione d'oro. Ha «timbrato» 19 volte
LARGO AI BOMBER. Occhio alle cifre, per incoronare i big di 365 giorni ricchi di grandi emozioni. Gomez, capocannoniere dell'anno, ha dato ragione a chi non avrebbe mai voluto privarsene. Dietro alui ecco Cacia, che ha imboccato la «strada maestra»...
C'erano dei dubbi su Juanito Gomez quando tornò a Verona. Aveva appena segnato 19 gol nel Gubbio, qualcuno «da giocatore da serie A» come disse il suo maestro Gigi Simoni. Aveva vinto il campionato a mani basse, eppure attorno a lui c'era un grande punto di domanda. Reggerà la cappa opprimente del Bentegodi? Saprà sostenere il peso di quella maglia tanto incombente? La risposta la diede Andrea Mandorlini qualche settimana dopo averlo visto in allenamento. Prima ancora di cominciare a fare sul serio. «Grande giocatore, uno così doveva rimanere qui. Non c'era bisogno di parcheggiarlo in giro per capire quanto valeva veramente». Qualcosa in effetti non funzionò in quell'estate di due anni fa, ma nonostante il giro largo Gomez era finalmente al suo posto. Per fortuna.
DA INCORNICIARE. Juanito si è preso la copertina del 2012, ha esultato 19 volte fra l'acuto al Modena nella prima dell'anno, al sigillo con l'Ascoli. Talento raro, patrimonio autentico anche quando la porta ai suoi occhi diventa più piccola. Gomez ha buttato in fondo al sacco quasi un quarto (il 24,6%) dei palloni dell'ultimo anno, sui 77 di un infinito mosaico formato da 23 giocatori. Il Verona ha giocato 51 partite negli ultimi 12 mesi, viaggiato ad una media di un gol e mezzo a partita (1,8 in casa ed 1,3 fuori), trovato la via della rete con grande facilità.

STRADA INFINITA. Gomez ha inaugurato il 2012 col Modena, è rimasto a secco con Lazio, Pescara, Juve Stabia, Sassuolo, Grosseto, Padova ed Ascoli prima di tornare nel tabellino marcatori nell'1-0 al suo Gubbio. Dal 6 gennaio al 28 febbraio, in tutto 53 giorni senza reti. Sette partite, tante quante quelle delimitate dall'8 settembre (2-0 alla Reggina) al 27 ottobre col rigore del raddoppio al Lanciano. Altri 49 giorni a secco, in cui attorno a Gomez si sono addensate un altro bel po' di nubi. Spazzate via, puntualmente. La prima volta con 7 gol in 6 partite fra Gubbio, Torino, Vicenza, Nocerina e Cittadella. La seconda dal Lanciano in poi, partendo dal gol della quasi vittoria di Crotone proseguendo con la firma sul successo pesantissimo col Sassuolo.

DANIELE E GLI ALTRI. L'impatto di Cacia nella stagione del Verona è stato tremendo. Quattordici gol, in mille modi diversi. D'opportunismo, di classe, di potenza, d'astuzia. Daniele ha inaugurato il suo show davanti alle porte avversarie coi due di Vicenza, ha proseguito coi tre di Varese, con la doppietta al Grosseto, quindi i timbri di Livorno e al Lanciano, l'acuto alla Ternana, quello di Palermo in Coppa Italia per finire al rigore con la Juve Stabia, i due al Modena quando più serviva. Anche lui ha vissuto un periodo di astinenza, cinque partite fra Brescia e Inter. Cinque partite, ma sembravano un'eternità. Perché uno come lui la porta la vede anche nel sonno. Cacia più Gomez hanno timbrato il 43% dei gol dell'Hellas, con margini di miglioramento e di intesa ancora notevoli. Solo questione di tempo. E di conoscenza reciproca.

POCHE ECCEZIONI. Il Verona è rimasto appena otto volte senza segnare, soprattutto nei primi mesi quando in trasferta non girava proprio. Il primo sabato in bianco il 28 gennaio nello 0-2 di Sassuolo, quello successivo nello 0-0 di Padova, il terzo il tre marzo a Marassi con la Samp dopo aver battuto Ascoli e Gubbio al Bentegodi. Anomalo il nulla di fatto del 27 aprile con l'Empoli, unica partita del 2012 chiusa senza gol in casa. Il Verona al gol non c'è neanche andato vicino a Varese nella semifinale d'andata dei playoff ma ha timbrato il cartellino nelle successive 19, una lunghissima striscia spezzata soltanto dallo 0-2 di Brescia. Raro anche che l'Hellas resti per due partite senza reti. È successo fra Vercelli e San Siro, in un contesto comunque molto particolare visto che l'Inter non la trovi tutti i giorni. Capitolo chiuso, il 2013 deve andare ancora meglio.
Alessandro De Pietro

Un bomber in crisi, Hellas alla ricerca del Gomez perduto
L'ex attaccante Tullio Gritti difende il fantasista argentino «Paga anche l'assenza di Tachtsidis Solo un appannamento, va gestito»

08/10/2012
Verona. Alla ricerca del Juanito perduto. Il Verona ha bisogno anche di lui: Juanito Gomez. L'argentino, in questa prima parte di campionato, non è apparso all'altezza delle aspettative maturate dopo l'ottimo campionato disputato la scorsa stagione. E allora si è disquisito molto sul suo «ruolo fondamentale» nel contesto di gioco di una squadra che si è profondamente rinnovata e che ha trovato, probabilmente, anche nuovi riferimenti offensivi. Uno su tutti: Daniele Cacia. Juanito, comunque, ha caratteristiche uniche: sa saltare in velocità l'uomo, sa creare superiorità numerica, sa svicolare dalla corsia ed accentrarsi. Mandorlini non ha mai smesso di schierarlo nel tridente. Il ragazzo si è sorbito anche i rimbrotti dell'allenatore. Perché a volte gli è capitato di entrare in gara a «combustione lenta». Fase di appannamento? O che altro? Qualcuno osservava che Gomez forse gioca troppo defilato. Ma la posizione pare essere sempre la stessa della scorsa stagione.

CERCASI JUANITO. Del resto, Mandorlini ne ha codificato il valore. E non ha cambiato di una virgola la valutazione tattica fatta sul giocatore. Ora, però, Juanito serve al Verona. Manca all'appello la sua imprevedibilità. Pure l'esplosione fragorosa del suo talento che nei momenti più delicati della partita può risultare determinante. Sarebbe fuori luogo parlare di crisi d'identità. Allo stesso tempo va valutata con attenzione una situazione che ha visto Gomez finire più di una volta fuori dall'elenco dei protagonisti. Da arma letale a calciatore da ritrovare il passo non è stato pi così lungo.

SENZA PAURA. Tullio Gritti, ex attaccante dell'Hellas ora consulente di Gasperini al Palermo, prova ad analizzare il momento di Juanito: «Capita a tutti di vivere una fase di appannamento. Penso vada gestita con grande tranquillità. Succede pure ai grandi campioni. Non si può essere sempre al top. Passerà. Ma è inutile intestardirsi o farsi prendere dalla foga di fare bene a tutti i costi. L'anno scorso Gomez aveva abituato tutti molto bene. Grandi prestazioni e tanti gol. Ma le cose possono cambiare. Non necessariamente, però, devono subentrare valutazioni negative nel caso l'efficacia sotto rete venga meno. Certo, il gol è la medicina. E sono convinto che Juanito tornerà presto a segnare. Non deve mettersi nella testa, però, l'idea di doverlo fare a tutti i costi. Sarebbe controproducente. Anzi, come dicevo: proprio il mantenimento della serenità può aiutare a venire a capo delle situazioni più difficili. In più, mi sembra che il Verona di oggi sia diverso da quello del passato. Non c'è più Tachtsidis in mezzo al campo. Il greco lavorava molto sulle verticalizzazioni. E Juanito ci andava a nozze. La manovra mi pare più elaborata. C'è buona conduzione di palla e ragionato fraseggio. In più c'è Cacia. E mi pare che oggi sia diventato lui il riferimento sul fronte offensivo. La squadra cerca di più lui. E mi pare che fin qui l'idea sia quella giusta visto che l'attaccante ha trovato con grande frequenza la via del gol. L'anno scorso era diverso. Gomez sfruttava anche il grande lavoro svolto da Ferrari, che ha caratteristiche diverse da Cacia».

IL CAMBIO. «Qualcosa, dunque, è sicuramente cambiato - continua -. E il momento di Gomez va contestualizzato nel modo di giocare del nuovo Verona. In più, mi sembra che Mandorlini non abbia mai mancato di far sentire la sua fiducia al giocatore, visto che lo ha inserito sempre nel tridente, lanciandogli segnali inequivocabili». Per Gomez, finora, solo due reti dal dischetto contro Spezia e Reggina. E addosso, spesso, gli finisce la pressione di chi si attende da lui sempre qualcosa di speciale. Un «numero», un preziosismo, una giocata irriverente. «Il tempo per rifarsi – conclude Gritti – c'è sicuramente tutto. Penso che il ragazzo non debba leggere i giornali o riempirsi la testa di troppi pensieri. Il suo valore è indiscusso, e in categoria può fare assolutamente bene. Lo ha dimostrato ampiamente la scorsa stagione e sono convinto che questo campionato vedrà ancora una volta brillare la sua stella. Certo, ci vuole pazienza da parte di tutti». Juanito resta osservato speciale. Il suo talento, oggi più che mai, può servire al Verona per risollevarsi dopo la beffa di Padova.
Simone Antolini

Un calcio di rigore? Chiamate Juanito
«Ho segnato io, la prossima volta toccherà a Daniele»
09/09/2012
Gli occhi vedono quello che vogliono. Alla fine i pareri sono opposti. Cacia va giù in area. Rigore sì o rigore no? Irrati fischia e indica il dischetto. Panchina calabrese in subbuglio. Verona in fibrillazione. Juanito Gomez va. Prende la mira. Segna. Lì con lui c'era pure Cacia. Magari avrebbe voluto tirarlo lui quel rigore. E la festa sarebbe stata completa. Con gol da dedicare al suo nuovo pubblico. Ma sarà per la prossima volta. Fin che i pensieri vanno, Juanito è già sul dischetto. Freddo, deciso, preciso. Rincorsa. Palla in rete. E l'Hellas si porta a casa i tre punti. Tutti d'un fiato. Le statistiche ricordano che è il secondo rigore di fila al Bentegodi assegnato ai gialloblù.

Stavolta, però, è bottino pieno. Con lo Spezia era valso solo un punto. Davide Dionigi, tecnico della Reggina, ha visto così: «Il rigore assegnato al Verona è stato forse troppo generoso - ammette - Lì loro hanno avuto la possibilità di chiudere la partita». La palla passa ad Andrea Mandorlini. «Il rigore? Cacia mi ha detto che ha preso un calcio e io quindi credo che fosse giusto fischiare il tiro dal dischetto. Forse è stato un po' generoso ma abbiamo ingoiato tanti rospi...». Mette tutti d'accordo Gomez. Si fa per dire. L'argentino, rispetto a una settimana fa, cambia angolo. Stesso effetto. Palla in rete. Ma spazio, pure, per un siparietto con Cacia. L'ex attaccante del Lecce, dopo essersi procurato il rigore aveva preso il pallone in mano. Sul dischetto, però, si era già posizionato Juanito. Chi tira? «Daniele è stato bravo a procurarsi il rigore – spiega Gomez – e poi l'ha fatto battere a me. Magari il prossimo lo calcia lui». Ma il rigorista della squadra chi è? «Il mister - continua l'argentino – non ha detto chi deve tirare i rigori. Avevo calciato già quello assegnatoci contro lo Spezia. E mi sentivo di battere anche questo». Due su due per Juanito.

E se continua così sarà difficile soffiargli il pallone dal dischetto. Visto e rivisto al ralenty il rigore assegnato a Cacia non sembra essere poi così fuori dal mondo. Anzi. Ma è sempre una questione di cuore, testa e occhi. Che spesso vedono cose diverse. Anche se uguali. Ed è proprio il cuore che pulsa a mille a offrire interpretazioni diverse. Gomez, intanto, continua ad aggiungere gol alla sua bacheca personale. Sono sedici con la maglia del Verona. Si era fermato a 14 la scorsa stagione. Quest'anno, Modena a parte, l'argentino ha ripreso con grande regolarità impiumando Spezia e Reggina. E conta poco siano gol dal dischetto. Valgono come gli altri. Preziosissimi. Quello di ieri sera, poi, ha chiuso virtualmente la sfida con i calabresi. Il Verona ha ritrovato la vittoria e pure un tiratore scelto affidabile e glaciale. Anche l'anno scorso la prima vittoria casalinga era arrivata grazie ad un tiro dal dischetto. Decisivo quello messo a segno da Ferrari contro il Sassuolo. Spacca tensione quello di ieri di Gomez. Confronti con il passato? L'anno scorso per vedere due gol su rigore fu necessario aspettare addirittura la trentacinquesima giornata di campionato. Dopo il penalty di Ferrari alla terza con il Sassuolo il Verona tornò a segnare dal dischetto a Bari con Berrettoni 32 giornate dopo. Quest'anno è andata decisamente meglio. E Gomez pare essere una garanzia.
Simone Antolini

«Io gioco ovunque. E se non segno non perdo la testa»
A PASSO DI TANGO. A Chiavari ha brindato anche il connazionale Rivas. Juanito Gomez festeggia il ritorno al gol mantenendo il profilo basso: «La doppia cifra? Se la squadra mi dà una mano posso ripetermi»

16/08/2012
I gol gialloblù parlano argentino. Juanito Gomez e Benito Rivas hanno lasciato il segno sul debutto dell'Hellas in Coppa Italia e hanno regalato alla truppa di Mandorlini la qualificazione al turno successivo.
L'ex fantasista del Varese aveva già rotto il ghiaccio con la maglia del Verona e aveva fatto centro in amichevole, Gomez era rimasto al palo ma il suo digiuno in zona gol non aveva mai preoccupato il tecnico gialloblù. «Tranquilli, prima o poi anche Juanito si sbloccherà», aveva detto Mandorlini alla vigilia della sfida con la Virtus Entella. «Il talento c'è, i colpi anche, è solo un a questione di tempo. E poi è stato anche sfortunato, pensate solo a quella gran giocata con il Palermo. Una questione di millimetri, un pallonetto bellissimo finito sulla traversa, meritava molto di più».
Il mister è stato buon profeta. Gomez si è rifatto con gli interessi, all'esordio in una manifestazione ufficiale.

DI DESTRO E DI TESTA. Prima un bel destro dal limite dell'area poi un colpo di testa su corner di Grossi che non ha lasciato scampo al portiere ligure.
Subito un gol d'autore poi un pezzo classico nel suo repertorio di bomber. «Alla fine del primo tempo potevo anche passare la palla a Rivas», ammette Juanito, «ma dopo l'errore di Bianchi ho visto la palla che mi rimbalzava lì davanti, perfetta per un tiro di controbalzo. Ho visto il portiere un passo avanti, ho preso la mira e la palla è finita proprio là dove volevo io. Si è alzata a pallonetto e poi si è abbssata appena sotto la traversa, il portiere non poteva fare niente. Sul secondo gol è stato bravo Grossi, ha battuto un angolo perfetto, i cross che piacciono a me, forte e un po' tagliato. Ho anticipato il mio difensore e mi sono trovato solo in mezzo all'area. Ho incrociato sul palo lontano e il portiere non poteva fare nulla».

L'ASTICELLA. Due reti che rilanciano le ambizioni di Gomez nella corsa al titolo di bomber. L'anno scorso ha vinto la classifica dei cannonieri dell'Hellas con quattordici centri all'attivo. E quest'anno? Dove vuole arrivare? «Non è facile fare previsioni», continua l'attaccante argentino. «Diciamo che sarei soddisfatto di arrivare ancora una volta in doppia cifra, una bella soddisfazione in un campionato difficile come quello di serie B. L'anno scorso mi ero posto la doppia cifra come obiettivo e sono arrivato a 14 gol, spero che succeda così anche questa volta. Ma per arrivare all'obiettivo ho bisogno della squadra, dell'aiuto dei miei compagni di squadra, com'è successo con l'Entella. Senza di loro», rimarca l'argentino, «non avrei potuto fare una doppietta».
Due gol giocando da punto di riferimento centrale. «Gioco dove mi mette il mister», continua Gomez. «In attacco ho giocato praticamente in tutte le posizioni. Se sono arrivati due gol vuol dire che va bene così. Avevo solo bisogno di sbloccarmi anche se non divento matto quando non segno. La fretta o la pressione non servono, soprattutto quando sei davanti al portiere. Serve un attaccante centrale? Sono scelte della società. Può arrivare una punta o un difensore, noi dobbiamo pensare solo al nostro gruppo».

CONTA IL RISULTATO. Un gruppo che dopo le buone prestazioni con due squadre di A come Palermo e Fiorentina e le vittorie larghe con Sud Tirol e Pro Patria ha sofferto con l'Entella. «Ho fatto per anni la C, ci sono squadre ben organizzate e gioocatori di qualità che hanno voglia di mettersi in mostra», spiega Gomez. «L'Entella ha grande entusiasmo ha giocato bene e ha uno come Vannucchi, un giocatore di categoria superiore. Noi abbiamo sofferto ma siamo stati bravi a reagire. Abbiamo portato a casa la qualificazione, in questo momento è importante anche il risultato».
Adesso sotto con il Genoa, un'altra squadra di serie A.
Anche questa volta si gioca per la vittoria, si gioca per passare il turno. «Sarà una partita diversa da quella di Chiavari», conclude Juanito. «Non mancheranno gli stimoli perchè dovremo confrontarci con giocatori importanti ma avremo un'altra settimana di lavoro alle spalle e possiamo fare ancora meglio».
Luca Mantovani






Gomez apre le ali. E i grandi bomber lo «incoronano»
ALL'INSEGUIMENTO DI ADAILTON. Ora l'obiettivo è fissato a quota 15. Cammarata e De Vitis «rivedono» Nicola Zanini, Pellegrini e Penzo prevedono per lui un futuro in A: «Un attaccante moderno che ha margini di crescita»

19/04/2012
Insieme ai più grandi. La doppia cifra è stata privilegio di pochi nella storia recente dell'Hellas. Di Inzaghi e Galderisi, di Penzo e Mutu, di De Vitis e Iorio, di Pellegrini e Cammarata. Giganti autentici. Juanito Gomez è in buona compagnia, salito al dodicesimo gradino e con sette partite davanti per arrivare a 15, il tetto che quest'estate fissò per lui Mauro Gibellini, un altro dal gol facile nella storia del Verona. Tutt'altro che scontato superare la fatidica soglia di quota dieci. L'ultimo fu Adailton con 15 centri nel 2006, l'anno prima Bogdani ne fece 17 con Ficcadenti. Nella ristretta cerchia anche Fermanelli, Maniero, Prytz, Lunini e Myrtaj. Juanito per certi versi è unico. Difficile trovare similitudini rispetto a campioni e leggende dell'Hellas di una volta.

IL TALENTO DI NICK. «Gomez racchiude tutte le doti essenziali di un attaccante moderno, sa fare tutto. Questa è la sua forza», evidenzia Nico Penzo, 14 gol nel 1982 e 15 l'anno successivo in serie A col Verona. «Di sicuro Gomez non è Galderisi, gli manca la potenza di Elkjaer, non è Zigoni, Luppi o Bui. Punta totale, perchè va a difendere, si mette sull'esterno, va al centro, si adatta bene ad ogni modulo. Bravo davvero». Una copia di Gomez, anche se non proprio fedelissima, la trova Fabrizio Cammarata, 11 reti nel '95 dietro ai 12 di Pato Fermanelli e di 15 nell'anno della promozione in A con Cesare Prandelli. «Per me assomiglia a Nicola Zanini, anche se Gomez segna di più e forse è più attaccante puro. Certe movenze però mi ricordano Nick. Ha grandi qualità Gomez, soprattutto nell'ultimo periodo è stato impressionante. Diventerà l'uomo in più nel finale di stagione». Approva in pieno Totò De Vitis, anche lui due volte superbomber dell'Hellas fra i 13 sigilli del 1996 e i 12 del 1998. «Fisicamente non sono identici, Gomez segna con maggior facilità ma possiede anche caratteristiche importanti nella rifinitura e nell'arrivare da dietro, pregi tipici anche di Zanini. Al di là dei paragoni però è chiaro che uno come Gomez merita di avere una possibilità in serie A, già dal prossimo campionato». Il terzo indizio che diventa prova arriva da Davide Pellegrini, primo con 11 gol nel 1991 davanti a Robert Prytz. «La somiglianza c'è, anche se il miglior Zanini è stato più forte di questo Gomez. Ma il ragazzo è giovane, ha grandi margini di miglioramento. Giocare con continuità a Gubbio gli ha fatto bene, è maturato. Deve solo continuare così, lavorando molto e rimanendo col profilo basso. Presto raccoglierà risultati ancora migliori».

DA DESTRO A BORINI. L'allenamento del Siena è appena finito, ad Erjon Bogdani l'accostamento viene naturale. E non solo perché è a due passi da lui. «Assomiglia a Destro, per la velocità e la capacità di saltarti in dribbling. Chiaro, la serie A è un'altra dimensione. Adesso il Verona gioca sempre per vincere e con avversarie del suo livello, la massima serie è una realtà del tutto diversa. Ma come Destro merita una grande squadra così Gomez merita di fare il salto. Uno come lui segnerebbe ovunque, ne sono sicuro. Ho visto in televisione la partita col Bari, non c'è stata storia. L'Hellas sta giocando un campionato eccezionale. In bocca al lupo, aspetto Gomez e il Verona in serie A». Prende un'altra strada invece Maurizio Iorio, 14 reti nell'Hellas l'anno prima dello scudetto. «Gomez è un'ottima seconda punta, non lo vedo molto bene da centrale ma per il resto puoi metterlo dappertutto. Per me ha qualcosa di Fabio Borini della Roma, vede bene la porta e si muove sempre con intelligenza. Mi piaceva già a Gubbio, ma a Verona è esploso. Un talento purissimo».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Gomez T.: doppia cifra consolidata, Adailton è nel mirino
Postata il 17/04/2012 alle ore 15:00
L’ultimo gialloblù a terminare una stagione in doppia cifra fu il brasiliano. Dopo un quinquennio, Verona torna a sognare con i gol di un argentino
VERONA - Con la doppietta siglata contro il Cittadella e la rete dell’1-1 con il Bari, Juan Ignacio Gomez Taleb ha raggiunto quota 12 centri in campionato.
In quattro anni di Lega Pro nessuno era riuscito a raggiungere la doppia cifra nella regular season. Per trovare un calciatore così prolifico occorre sfogliare gli almanacchi fino alla pagina dedicata al brasiliano Adailton, autore di 15 reti nella stagione 2005/06, conclusa dagli uomini di Ficcadenti al sedicesimo posto con 49 punti.
L’anno precedente fu Erjon Bogdani ad aggiudicarsi il titolo si capocannoniere gialloblù: 17 gol e ottava posizione, a un solo punto dagli spareggi per la promozione.

Tornando indietro nel tempo, solo nel 1962/63 Nicola Ciccolo concluse la stagione con lo stesso bottino dell’albanese. L’ultimo gialloblù a superare quella cifra fu invece Guido Tavellin nel torneo 1949/50 con 18 marcature.
Nel 2003/2004 Florian Myrtaj riuscì ad andare a segno 12 volte in 41 presenze, con Sergio Maddè subentrato a Salvioni sulla panchina dell’Hellas e una salvezza ottenuta in extremis grazie a quattro vittorie consecutive nelle ultime quattro giornate. In serie A, invece, fu Adrian Mutu l’ultimo a raggiungere la doppia cifra: 12 gol comunque non sufficienti ad evitare la retrocessione al Verona.

Dopo lo scorso campionato concluso a quota 18 con la maglia del Gubbio, Gomez Taleb sta dunque dimostrando di essere un giocatore in grado di fare la differenza anche in Serie bwin. Attaccante di grande tecnica e rapidità più che bomber d’area di rigore, il suo apporto potrebbe risultare davvero fondamentale in vista di questo finale di stagione.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Volevo studiare economia, poi è arrivato il Boca Juniors»
JUANITO GOMEZ
04/04/2012
L'altro Gomez si apre in fretta. Basta sfogliare L'Arena per togliergli pantaloncini e maglietta. Meglio un jeans e una felpa, come tanti ragazzi della sua età. Almeno per mezzora. Trattoria Al Dosso, quasi ora di pranzo. Casa sua. Il campo di Sandrà è a due passi. Juanito spalanca le porte del suo mondo. E non si ferma più.

Gomez, ha visto la prima pagina? "Giovani, dramma lavoro". Il calciatore scende fino alla crisi o si ferma molto prima?
«Ci pensa, tutti viviamo nello stesso mondo. In Argentina è ancora peggio. Abbiamo passato una crisi dolorosissima, ci stiamo riprendendo solo ora dopo aver toccato il fondo. Neanche l'Italia sta benissimo, ma è un problema globale».

Solo quattro giovani veronesi su cento hanno un lavoro a tempo indeterminato...
«Lavorare dovrebbe essere un diritto. Ma io ne vedo tanta di gente giovane che a Verona un lavoro ce l'ha. Di questi tempi però, lo capisco, le certezze sono sempre meno».

Che lavoro avrebbe scelto non fosse diventato calciatore?
«Avevo iniziato a studiare Economia, avevo un'idea ben precisa. Volevo laurearmi, ma l'Italia ha cambiato i miei piani. In meglio».

Che importanza dà ai soldi?
«Contano, ma non fanno la felicità. Sembra una frase fatta, ma è la verità. Felicità è star bene con sé stessi e con la propria famiglia. Ed avere la fortuna di fare quel che più ti piace. Mio padre si è dato da fare fin da piccolo, è andato via di casa a 18 anni, si è fatto da solo. Lavora in una finanziaria, stiamo bene. Ma in Argentina c'è chi studia, si laurea ma poi si ritrova in fabbrica o a fare il tassista per tirare avanti».

Cosa le manca dell'Argentina, famiglia a parte?
«Le domeniche spensierate con gli amici. Con i miei cari sempre vicini».

Da ragazzino che tipo era Juanito Gomez?
«Uno che ne combinava di tutti i colori, con un gruppo di amici fantastici. Cinque ragazzi splendidi. Ogni tanto, uno alla volta, vengono a trovarmi. Da giovane qualche licenza me la prendevo».

Un esempio?
«Magari non andavo a scuola perchè avevo un compito in classe. È successo, anche se non avrei dovuto. Lo so».

Complicato il rapporto con la scuola?
«Non mi piaceva tanto studiare, ma quando arrivava il momento decisivo mi mettevo di impegno e riuscivo a prendere buoni voti. Al momento del bisogno io c'ero. Diciamo che rispetto alla scuola era meglio il dopo scuola, quando mi fermavo a giocare a calcio con i compagni».

La materia che proprio non digeriva?
«Psicologia».

E quella preferita?
«Matematica».

Aggiornerà sempre le sue statistiche quindi...
«Non esattamente, non sono il tipo. Mi piaceva la matematica perchè erano bravi i miei professori a farmela studiare divertendomi. Nel calcio i numeri valgono fino a un certo punto. Mi danno otto assist, compreso uno per un passaggio a Lepiller che poi ha tirato da 30 metri. Mica è un assist quello...».

Grazie a chi è diventato calciatore?
«A due persone soprattutto. Intanto Jorge Grifa, che a 14 anni mi volle al Boca Juniors. Da lì andai all'Arsenal de Sarandì, ma non giocavo. Finché arrivò Tardivo. Mi diede fiducia, mi disse che potevo farcela. Venne però licenziato subito. Pensai che era finita, che era meglio rimettersi a studiare economia all'Università. Ed anche quando arrivai in Italia non credevo di diventare un calciatore. Ero venuto perchè volevo conoscere il Paese, imparare la lingua. Invece è andata diversamente».

A pagina 12 l'idea di Gherardo Colombo. Incontrerebbe un detenuto che ha fatto del male a lei o alla sua famiglia?
«Io sono per il perdono, ci sta. Ho questa convinzione, fa parte di me. Anche se è molto difficile pensare di poter essere faccia a faccia con chi ha ucciso la tua famiglia. Sarebbe dura. Ma magari col passare del tempo potrei riuscirci».

Ha letto la confessione di Masiello?
«Ho visto, ma di calcioscommesse non voglio parlare. Scusatemi».

Il giocatore che le trasmette più valori?
«Xavier Zanetti è un emblema, un modello che tutti dovremmo seguire. Ma anche Lionel Messi, come calciatore, ragazzo e professionista. Semplice, sembra uno dei tanti. Invece è il più forte di tutti».

Sente spesso i suoi genitori?
«Tutti i giorni»

È fidanzato?
«Con Claudia, da tre anni. Vive in Argentina»

La sua vacanza ideale?
«Al mare, in Uruguay, con la famiglia a Punta del Este".

Che fa nel tempo libero?
«Mi piace fare un giro in centro, giocare con la play station, parlare con i miei familiari tramite internet. E riposare».

Piatto numero uno?
«Filetto con patate al forno. E un dolce».

Quale?
«Amaretti imbevuti nel caffè, con crema di mascarpone e polvere di cocco. Prima della partita col Gubbio ho chiesto a Gigi, lo chef qui Al Dosso, di prepararmi qualcosa per sbloccarmi. Avevo bisogno di una molla. Direi che ha funzionato...».

Decisamente. In Argentina la conoscono un po' di più dopo questi sette gol in sei partite?
«Figuratevi, non sono nessuno in Argentina io. Diciamo che la mia famiglia adesso può vedermi in tv, in serie C era impossibile...».

E fra vent'anni dove si vede Gomez?
«Ora come ora in Argentina. Vorrei tornare là, ma nella vita non si sa mai».

Sempre nel mondo del calcio?
«Non lo so, devo ancora capire che ruolo potrei avere nel calcio».

Crede in Dio?
«Sì, prego tutte le sere».

Esiste un'altra vita dopo la morte?
«Sì, immagino di ritrovare tutte le persone care, quelle a cui ho voluto bene. Voglio sempre pensare positivo».

Il momento più bello finora?
«La vittoria di Torino, ma anche quella col Vicenza. E tutte le volte che segno. Far gol è la cosa più bella».

Con chi andrebbe a cena?
«Con Guardiola, per cercare di imparare qualcosa di più sul suo calcio».

Un aggettivo per Mandorlini?
«Determinato, molto".

Lo stadio dei sogni?
«San Siro, tutti continuano a parlarmene. Mi piacerebbe almeno poter vedere una partita».

Se continua così presto a San Siro le capiterà anche di giocarci...
«Non corriamo. Ci sentiamo forti, dobbiamo lottare ancora molto. E crederci fino alla fine».

Gomez allenatore giocherebbe più come Guardiola o come Mandorlini?
«Qualsiasi allenatore credo vorrebbe vedere le sue squadre giocare come il Barcellona. Ma non tutti hanno a disposizione quei fuoriclasse. E nel calcio contano i risultati. Meglio non essere bellissimi ma vincere. Nella vita bisogna essere soprattutto concreti».
Alessandro De Pietro

«I gol? Un misto di fortuna e movimenti giusti»
ARGENTINO PROTAGONISTA. Gomez sembra ormai inarrestabile. «Mi dice bene ma è anche vero che stiamo giocando bene, siamo in forma e prepariamo bene i match»
Si rammarica per Ferrari: «La sua rete era splendida e regolare». E gioisce per essere arrivato in doppia cifra: «Lo speravo proprio»

31/03/2012
«Perché Gomez segna con continuità? Perché è fortunato», ammicca mister Mandorlini a fine partita. In realtà l'argentino sembra aver assimilato al meglio movimenti e schemi. E gli effetti si vedono: cinque gol nelle ultime tre partite. «Un po' di fortuna ci vuole sempre», replica sorridente Juan Taleb. E magari pensa a quella che è mancata al suo compagno Ferrari. «Oggi Nicola ha fatto un grandissimo gol e per me era regolare», sottolinea. «Ha fatto il movimento giusto ed a tempo». Lui, intanto, ha firmato la seconda doppietta in due settimane. «Sono in uno stato di forma ottimo, è vero. Ma sta bene tutta la squadra. Lo dimostra il fatto che abbiamo fatto una bellissima partita. Io ho avuto la fortuna di segnare due volte e sono ancora più contento. Anche perché adesso sono in doppia cifra: un obiettivo che speravo di raggiungere. E mancano ancora nove giornate...». «Ma sono contento soprattutto per come sta andando la squadra e per il secondo posto che stanotte ci godremo», aggiunge poi Gomez. «Anche oggi abbiamo giocato con il 4-3-3 con me e Berrettoni larghi e Ferrari al centro. Debbo dire che le occasioni le ho sempre avute ed anche in passato ho segnato partendo dall'esterno ed accentrandomi. Il fatto è che mi è capitato in passato di non capitalizzare al meglio le tante occasioni che mi capitavano.

Nelle ultime partite accade, e con continuità. Forse è vero che sono più fortunato». Resta il fatto che quando il Verona è in forma - ed in questa fase del campionato lo è, eccome! - i movimenti assomigliano a quelli di un maccanismo perfetto. «È vero: è un periodo che stiamo giocando molto bene e che prepariamo bene le partite. Anche a Nocera, ad esempio, le nostre occasioni le abbiamo avute: lì sono stati gli episodi a darci contro. Riusciamo a fare sempre quello che il mister ci chiede. E poi chi entra, chi gioca poco si mette a disposizione del gruppo e questo ci permette di andare forte». Il riferimento di Gomez è a Berrettoni. «Emanuele è un grandissimo giocatore. anche la scorsa stagione dopo l'infortunio ha dimostrato il suo valore. Non si può discutere uno come lui e siamo contenti che sia rientrato: ci darà una grossa mano. Come tutti gli altri, del resto, da Bjelanovic a Lepillier. Lì in attacco siamo in tanti e tutti stiamo facendo bene». Ed anche in difesa le alternative non mancano. «Prendete Pugliese», aggiunge Gomez. «Quando gioca dà il massimo». In mezzo a tanto «buonismo» il Verona ha eguagliato il record della serie B di 11 vittorie casalinghe consecutive ed è secondo in classifica per una notte almeno: si rendono conto i giocatori di cosa stanno facendo? «No, assolutamente», è la risposta secca dell'argentino. «Non pensiamo a nulla: solo a vincere tutte le partite che giochiamo.

A volte riesce, a volte no. In casa più spesso, ma è perché abbiamo il pubblico che ci sostiene e ci dà una grossa mano. Per noi sarà un'arma in più». L'altra sarà la voglia di Gomez di imitare i suoi idoli di ragazzino. Un brasiliano (incredibile!) ed un argentino. «Ronaldo era il migliore, per me», racconta. «E poi Batistuta. Mi alzavo presto la mattina per vedere in diretta le partite della Fiorentina. Oggi mi piace molto Messi, ovviamente: ma lui è davvero di un altro pianeta».
BRU.FA.

FONTE: LArena.it


ALTRE NOTIZIE
Verona, Gomez ora ci crede: "Vogliamo la serie A"
13.03.2012 19.25 di Alessio Alaimo
Il colpo della 30.ma giornata di serie B, è stato dell'Hellas Verona che ha sbancato Torino. Un 4-1 in trasferta pesante che proietta la squadra di mister Mandorlini a -4 dal Pescara capolista. Protagonista della squadra gialloblù come al solito è stato, l'attaccante Juan Ignacio Taleb Gomez (26) per tutti semplicemente "Juanito". L'argentino sta confermando anche in serie B le sue ottime qualità dopo aver contribuito a suon di gol a portare il Gubbio fra i cadetti. Gomez è un attaccante ormai maturo e completo dotato di ottimo controllo di palla, coordinazione, opportunismo, colpo di testa e facilità di calcio con entrambi piedi.

Insomma nonostante il calciatore nativo di Santa Fè abbia prolungato il contratto fino al 2015 con la squadra veneta sono tanti i club di serie A che hanno messo gli occhi su di lui e si sussurra che il Palermo e il Catania siano molto interessati. "Nel calcio cambia tutto in un giorno. Vivo il presente e per il momento non parlo di mercato -ha affermato Gomez in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it- preferisco concentrarmi sul campionato visto che ci troviamo in una posizione di classifca interessante. Non ci nascondiamo, pensiamo alla serie A e ci proveremo fino alla fine. Il campionato è lungo ma siamo obbligati a crederci. A Torino è stata la vittoria del gruppo. Sapevamo di giocare contro la squadra più forte del torneo cadetto e sapevamo di dover dare il massimo per fare risultato. Siamo stati determinati, bravi e fortunati a capitalizzare le occasioni avute. Adesso pensiamo al derby col Vicenza, gara difficile anche perchè abbiamo il pronostico a nostro favore e spesso questo non è un vantaggio. Se rimarremo concentrati possiamo vincere sabato prossimo e dare continuità al successo col Torino".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Gomez è l'ex che non perdona «Ma non sono un vero bomber»
L'AFFONDO. «Io gioco nella posizione che mi affida il mister, se dovessi scegliere però preferirei stare sulla fascia»
In prestito al Gubbio, l'anno scorso segnò contro l' Hellas sia all'andata sia al ritorno Ora la rete l'hanno subita i vecchi compagni ma. come una stagione fa, non ha esultato

19/02/2012
È l'ex che non guarda in faccia nessuno ma che non può mai esultare. Due gol - uno all'andata e uno al ritorno - al Verona quando giocava in prestito al Gubbio l'anno scorso. E gol agli ex compagni di squadra ora che gioca nell'Hellas. Senza pietà. Ma anche senza gioia perché non può, non vuole, festeggiare le sue reti. E allora si vendica segnando, con qualche rammarico: non avere infilzato gli umbri anche all'andata. «Non ci sono riuscito», dice Gomez, «ma ce l'ho fatta questa volta e sono contento perché abbiamo vinto». E spiega: «Mi è venuto spontaneo non esultare perché ho giocato là un anno e mezzo, così come non avevo esultato quando segnai al Verona».

Sulla partita ha le idee chiare: «Abbiamo giocato bene nel primo tempo e poi siamo calati nel secondo, ma non solo per demerito nostro, anche per merito loro che sono stati bravi e hanno ingranato. Per fortuna abbiamo tenuto il risultato fermo e alla fine siamo contenti perché è quello che conta». E fortunati: il palo di Briganti e la doppia parata di Rafael, su Lofquist da fuori area e Ragatzu da meno di due metri, hanno salvato l'Hellas da un Gubbio che nonostante la differenza punti in classifica alla fine forse meritava il pareggio. D'altra parte il Verona nelsecondo tempo ha subìto troppo. «Sì, abbiamo avuto qualche problemino e questo turno di riposo ci servirà, come a tutti gli altri, per metterci un po' a posto fisicamente e caricarci in vista delle prossime importantissime sfide».

Gomez, l'ultima volta aveva segnato con il Modena, il 6 gennaio, anche se con l'Ascoli ci era andato vicino. «Su quella palla di testa», dice a proposito dell'incontro con i bianconeri, «avrei potuto fare meglio, però, anche in quel caso, la cosa importante è stato vincere e dare continuità a quella partita e a quel risultato». Perché alla fine, dice Gomez, il gol personale è importante, ma non fondamentale anche se Mandorlini dice che potrebbe fare meglio. «Tutti possiamo sempre fare meglio», risponde Gomez, «per riuscire a dare qualcosa in più a questa squadra e devo dire che non do troppa importanza alla questione dei gol perché i risultati comunque arrivano e alla fine, ripeto, questa è l'unica cosa che conta davvero. Poi se faccio l'assist, la squadra vince e io non segno cambia poco».

Sarà, però nessuno dimentica i suoi 18 gol col Gubbio l'anno scorso, più i 15 di quello precedente, sempre con gli umbri, dove però giocò solo mezzo campionato. 33 gol e una dote ragguardevole sulla quale l'Hellas rimise subito le mani. Ma in quale posizione preferisce giocare Gomez? «Io cerco di fare quello che mi dice l'allenatore. Se dovessi scegliere io, direi che mi trovo bene sull'esterno. Poi, l'anno scorso, in un momento di emergenza, ho giocato anche davanti vicino alla porta e devo dire che mi piaciuto anche lì. Ora però per me è importante essere in campo e fare quello che chiede il mister». Anche se, ci tiene a precisare, «io comunque ho sempre fatto l'esterno e devo dire che non ho mai fatto tanti gol come l'anno scorso. Ne ho fatti 18 anche se 5 sono venuti su rigore e quindi non si può dire che sono un bomber di razza. Quest'anno ne ho fatti 5 ma spero di farne altri». M.P.

Gomez ritrova il Gubbio, lì cominciò la storia...
A CACCIA DI UN GOL. Ha segnato finora solo quattro reti ma è l'attaccante più utilizzato da mister Mandorlini, è uno dei «pezzi pregiati» del mercato gialloblù. La squadra umbra lo ha accolto e valorizzato, in estate lo hanno cercato Torino, Bari e Palermo ma Juanito ha scelto Verona: «Questa è la mia casa»

16/02/2012
L'attaccante più utilizzato da Mandorlini. L'oggetto dei desideri di grandi club. Hanno preso informazioni su di lui Torino e Palermo. In estate il Bari di Torrente l'aveva marcato stretto per portarlo in terra pugliese. Ma Juan Inacio Gomez Taleb oggi resta gioiello prezioso della collezione Martinelli. Fa bella mostra in vetrina. In attesa di ottenere definitiva consacrazione. E questo potrebbe essere l'anno giusto. L'uomo da un milione (e più) di euro sabato affronterà il suo passato più recente. Bella storia quella di Gomez a Gubbio. «Lasciai Verona alla caccia di spazi dove divertirmi - ci aveva raccontato tempo fa - e a Gubbio ho trovato gente che mi ha capito e valorizzato». Prima il Verona ma Gomez non era ancora diventato Juanito. Troppo presto per un nome tutto suo sulla maglia. Troppo presto per diventare un giocatore in grado di accendere le folle. Arrivava dal Bellaria. Era nato a Santa Fe. Aveva lasciato l'Argentina con addosso il sogno di tanti. Quasi realizzato oggi. Lo scorso luglio ci raccontava. «Quando inizi avventure così grandi, ti viene addosso un po' di paura. Non vedo l'ora di iniziare per capire chi sono davvero».

CI SARÒ ANCH'IO. Febbraio gli ha regalato 23 presenze e 4 reti. Non è un bomber. Ma sarebbe ingiusto nei suoi confronti definirlo uno 'sfonda reti'. Gomez è uomo da tridente. Ti salta l'uomo, ti offre fantasia, ti inventa l'assist vincente. E soprattutto oggi non ha ancora detto tutto di se stesso. «Verona è la mia casa», ha raccontato sorridendo «e sono felice di essere finito dentro a questa bella storia. Perché in fondo, a volte, essere fortunati vuol dire essere al posto giusto nel momento giusto». Vorrebbe una promozione per raccontarla a chi gli ha raccontato quanto è stato bello essere con l'Hellas a Salerno lo scorso giugno.

LA COSA GIUSTA. Intanto il Gubbio. Per Juanito una stagione e mezzo in rossoblù. Due promozioni ingoiate tutte d'un fiato. Quindici presenze e tre reti per salire dalla Seconda alla Prima Divisione. E diciotto reti in trentuno gare l'anno scorso. Valore aggiunto per una promozione da urlo tra i cadetti. Pochi giorni fa il presidente Giovanni Martinelli ricordava: «Trattenere Gomez è stato come mettere a segno un grande colpo di mercato», ha detto il presidente gialloblù. Resterà? Partirà? L'importante ci sia adesso. Lui come Emil Hallfredsson e Mimmo Maietta. I «tre dell'Apocalisse» come li ha ribattezzati Mandorlini, sono il valore aggiunto del Verona di oggi.

COME UN DONO. Gomez non è narcista. Copre gli specchi e passa avanti. «Andare a Gubbio – ha raccontato _ è stata la cosa migliore per tutti. Là sono cresciuto, mi sono migliorato e ho capito tante cose. Mai avrei pensato di poter tornare a Verona e trovare tutto questo effetto. E vivere, soprattutto, una situazione così bella». Gol? Quattro. Ma sentite il suo pensiero. «Sfornare assist è una specie di dono. È gratificante far segnare gli altri. Mi trasmette grande soddisfazione. Mandorlini vuole questo». Il mister lo ha stregato.«È lui la vera anima del Verona. Ci fa sentire tutti importanti». E non sono parole, ma fatti. Nessuno è finito fuori dal progetto. Pure Mancini, fresco di prolungamento fino al 2014, è rientrato nel giro. Non solo. Il Verona oggi non dispone di un superbomber come Pescara e Sassuolo, ma ha già mandato in gol ben quattordici giocatori. L'ultimo della lista è stata Tachtsidis. «Che considero – ha spiegato ancora Juanito – il miglior investimento insieme a Jorginho». È il suo Verona. E' il Verona di Juanito. E l'Hellas ha un milione di buoni motivi per mandarlo ancora una volta sul palcoscenico. S'alza il sipario, arriva il Gubbio. Passato e presente si scontrano. Juanito in mezzo. Ruolo da protagonista. Silenzio in sala. S'inizia.
S.ANT.

FONTE: LArena.it


LE INTERVISTE
Hellas Verona, Gomez: "Meritavamo i tre punti"
06.10.2011 11:35 di Martina Forciniti
Gomez Taleb, giovane talento gialloblù, ha ammaliato tutti con un gol al limite dell'impossibile, una prodezza che ha permesso agli scaligeri di pareggiare la retedi Pozzi. Queste le sue parole a commento della prestazione generale e del risultato ottenuto: "Abbiamo giocato una buona partita contro una squadra costruita per vincere il campionato. Molto ha significato il nostro pubblico, che fino alla fine ci ha spinti a non mollare."

Sul gol segnato: "Dopo un paio di bei passaggi, Abbate ha crossato e mi ha servito una grande palla. Io ho cercato di girarla e per fortuna sono riuscito a scavalcare il portiere. Ho avuto anche un'altra buona occasione con cui avrei potuto chiudere la partita ma l'ho schiacciata un pò troppo e non è entrata. I gol si sbagliano, così come si sbaglia in difesa e a centrocampo, così come spesso sbagliano gli arbitri. Sicuramente dovremo migliorare sotto questo aspetto, cercando di rimanere concentrati per poter realizzare tutte le occasioni che creiamo".

Riguardo alla squadra avversaria: "La Samp ha ottimi giocatori che possono rivoluzionare il risultato da un momento all'altro. Noi avevamo preparato bene questa partita e, a parte il rigore, gli avversari non ci hanno messo in seria difficoltà. Siamo contenti di aver fatto un'ottima prestazione contro una grande squadra ma, allo stesso tempo, c'è il rammarico di non essere riusciti a portare a casa i tre punti".

In attesa della sfida di Domenica contro la capolista Torino, Gomez dichiara: "Arriva al Bentegodi la prima in classifica ma cercheremo di portare a casa il bottino pieno".

FONTE: TuttoB.com


Gomez e un avversario in più «L'emozione? No, non c'entra»
IL PERSONAGGIO. L'ex è stato accolto con grande affetto dal pubblico di casa, dopo le sue due bellissime stagioni
«Penso di aver fatto la mia parte, peccato per quell'occasione che poteva darci la vittoria. Il Gubbio è una buona squadra, lo sapevo...»

02/10/2011
Bruno Fabris
GUBBIO
L'unico gialloblù a tornare a Verona con qualcosa, a parte il punticino con il Gubbio, è stato Juanito Gomez.
Il brasiliano lo scorso anno trascinò gli umbri in serie B con i suoi 18 gol.
Logico che al "Pietro Barbetti" abbia lasciato un ottimo ricordo. E che nessuno, a Gubbio, lo abbia dimenticato.
Tanto che ieri, prima del fischio d'inizio, i tifosi rossoblù e il presidente eugubino gli hanno regalato una targa. E poi tanti, tantissimi applausi: quando ha fatto il suo ingresso in campo, quando è uscito, sostituito da Esposito, ma soprattutto quando si è rialzato dopo un incidente che ha fatto trattenere il fiato a tutti gli spettatori presenti.
Un difensore ha liberato la palla in sforbiciata colpendo Gomez con un calcio in faccia tanto accidentale quanto pericoloso.
Dopo l'intervento dei sanitari, quando il brasliano si è rialzato è partita una standing ovation che certo lo ha commosso.
«È stato molto bello ritrovare i tifosi, gli ex compagni e l'intero ambiente», confessa Gomez assediato dai cronisti umbri. «Ma io sono venuto qui per vincere e mi dispiace non esserci riuscito. Anche se, in fondo, il pareggio è stato un risultato giusto».
«In fondo, se proprio dovevi lasciare dei punti, meglio farlo con i tuoi ex compagni», commentano gli stessi cronisti.
«Veramente io li volevo portare a casa tutti e tre», replica Gomez.
«Anche quel gol sfiorato: un regalo al tuo ex Gubbio?», insistono i giornalisti.
«Ero convinto di metterla dentro, e c'è davvero mancato pochissimo. Peccato: sarebbe stato il gol decisivo».
Così, alla fine, la provocazione dobbiamo farla anche noi, giornalisti di Verona. Non è che la festa e l'emozione ti hanno tagliato le gambe?, chiediamo, alludendo alla partita non certo indimenticabile di Gomez.
«Assolutamente no», replica lui. «Intanto perché non penso di aver giocato così male. E poi perché ho davvero dato tutto. Quando sono uscito ero distrutto. E non sempre si può fare gol».
Insomma, il punto preso a Gubbio è tanto o poco?, chiediamo ancora.
«Forse potevamo fare di più», risponde Gomez. «Io avevo avvisato il mister che Bazzoffia era pericoloso e veloce, che le punizioni del capitano Sandreani erano insidiose e che il carattere del Gubbio andava tenuto a bada».
Così Bazzoffia ha conquistato il rigore del pareggio, Sandreani ha preso il palo su punizione e gli umbri si sono ritrovati in saccoccia un punto che alla fine del primo tempo era insperato.
«Ma abbiamo pareggiato contro una squadra che non merita la classifica che ha», aggiunge Gomez. «E che, sono sicuro, in futuro darà del filo da torcere a tutti».
Anche il brasiliano, però, pone l'accento su alcune decisioni arbitrali.
«Soprattutto il fallo su Maietta alla fine mi sembrava evidente», spiega. «Ma è andata così. Adesso pensiamo alle prossime partite che sono impegni non da poco».
«Contro Samp e Torino», conclude, «dobbiamo fare di più e di meglio per portare a casa punti utili per la classifica».

FONTE: LArena.it


Martedì 20 Settembre 2011
L’attaccante argentino grande protagonista: non solo io, ma tutta la squadra sta girando
Gomez: «Questo Verona farà strada»

di Gianluca Vighini
VERONA - Dopo il gol, la grande prestazione. Così Juanito Gomez è ormai entrato a tutti gli effetti dentro l’Hellas. In punta di piedi, ma non troppo. L’attaccante argentino, tornato in riva all’Adige dopo i successi di Gubbio (due promozioni consecutive), è in questo momento il pezzo pregiato della squadra scaligera. Spiegava Gibellini durante l’estate. «Gomez sarà la rivelazione del torneo». Aggiungeva Mandorlini. «Ha grandi doti. Francamente non capisco perché sia stato mandato via da Verona». Misteri del mercato.
Sforzi ripagati. La società scaligera, comunque, ha fatto di tutto per non perdere il giocatore. Prima facendogli allungare il contratto quand’era a Gubbio, ora gli ha fatto firmare addirittura un quadriennale. Questo Gomez, è comunque molto diverso da quello che era partito da Verona per l’Umbria.
E quello visto con il Padova, un giocatore destinato a far gola a tante squadre. «In questo Hellas - spiega Juanito - mi trovo sempre meglio. Sono felice che le mie giocate possano portare gol e punti. Contro il Padova abbiamo fatto una grande gara e se vogliamo resta il rammarico di non aver vinto una partita che abbiamo dominato».
La richiesta del mister. Da cineteca l’assist di Gomez per Russo. Stop e finta per un tap-in quasi banale del centrocampista. «Abbiamo cercato sempre di fare i tre punti - racconta Gomez - e abbiamo giocato bene anche nel secondo tempo. I gol sono stati cercati e voluti. Il mister ce l’aveva detto in settimana. Aveva chiesto a noi esterni di stare larghi per andare sul fondo e mettere in crisi la loro difesa. E’ andata bene, direi, visto che le reti sono nate entrambe da queste situazioni».
Il contratto non c’entra. Lavoro, dunque, soprattutto in allenamento. E il lavoro non c’è dubbio, paga.
Aggiunge l’attaccante. «Non solo io ma tutta la squadra stiamo migliorando e siamo sempre più convinti di poter fare un buon campionato. Il contratto? Non c’entra nulla con le mie prestazioni. Sono ovviamente contento di aver allungato con il Verona. Ma il mio impegno non è cambiato». (ass)

FONTE: Leggo.it


«Chiamatemi Juanito, sogno l'Hellas in serie A»
VOGLIA DI GOL. Con la squadra umbra ha fatto centro 18 volte, non ha ancora rotto il ghiaccio con la maglia gialloblù. «Non vedo l'ora. La dedica? Per i miei genitori». Gomez ha prolungato il contratto, ancora quattro anni con il Verona: «Martinelli mi ha dato fiducia, voglio ripagarlo in campo»

09/09/2011
Martinelli lo ha messo in una cassaforte. Blindato per i prossimi quattro anni. Al presidente è bastato poco per capire Juanito Gomez, a Mandorlini anche meno. Meglio prevenire, dargli una penna e fargli firmare un contratto fino al 2015 piuttosto che dannarsi l'anima per respingere chi farebbe carte false per averlo. Come è già successo quest'estate. La vita di Gomez invece è qui, dopo la salutare deviazione verso Gubbio che ha dato all'Hellas una freccia velenosissima per ogni difesa. «Voglio iniziare subito a ripagare tutta questa fiducia, il Verona se lo merita.
Sono contento, molto. È bastato parlare col presidente, tutto risolto in un attimo. Era quello che volevo».

Gomez, che presidente è Martinelli?
«Una grande persona, uno che lavora tantissimo. Si vede da lontano quanto ama il Verona. Ed anche un dirigente capace, i risultati parlano per lui».
Perché Juanito sulla maglia e non Gomez?
«Ho preferito il diminutivo del mio nome, così mi chiamavano i miei genitori da piccolo in Argentina».
La dedica per il primo gol sarà per loro?
«Assolutamente sì, spero solo di segnare il prima possibile».
L'esultanza l'ha già preparata?
«Non ne ho la minima idea. Far gol è un'emozione forte, subito dopo non capisci più niente. Non voglio pensarci, vedrò al momento».
Mandorlini è diverso dagli altri allenatori che ha avuto?
«Certamente lui sa come preparare una partita e mettere in difficoltà l'avversario. Basta ricordare la rincorsa del Verona dell'anno scorso e come è andata ai playoff. Lo conosco ancora troppo poco per dare un giudizio definitivo, ma tutti ne parlano benissimo. Un grande allenatore, che voglio seguire fino in fondo. Sa come trasmetterti un concetto, come far giocar bene la squadra, come far rendere al massimo i singoli».
Quante volte l'ha chiamata Torrente per portarla a Bari?
«Fra noi è rimasto un buon rapporto, a Gubbio abbiamo vissuto due anni straordinari. L'interesse suo e del Bari mi ha fatto molto piacere. Lui voleva portarmi là. Un giorno ne ho parlato con il presidente e con Mandorlini. E sono entusiasta di essere rimasto a Verona. Era giusto che restassi qui».
Gibellini dice che Gomez vale 15 gol in serie B...
«Mi porto dietro i 18 di Gubbio, tanti. Ma la serie B è diversa. Cercherò di farne il più possibile, è il mio lavoro. Ma se al posto mio i 15 gol li segna Rafael sono contento lo stesso».
Ha riti particolari prima della partita?
«Tanti, tutti i giocatori ne hanno. Come entrare in campo col piede destro. E molti altri, ma non li dico tutti. Non porta bene parlarne».
Impressionato da chi in questi primi mesi di Hellas?
«Impressionato dalla squadra innanzitutto. E da Ferrari, dalla sua capacità di stravolgere la sua stagione. Aveva tutti contro, poi è diventato un trascinatore. Ai playoff è stato devastante. Anche D'Alessandro è molto bravo, ha grande velocità. Le qualità di Berrettoni invece le conoscevo già, ammiro molto anche lui».
In camera ce l'ha ancora il poster di Ronaldo?
«È sempre lì, il mio idolo non si tocca. Quando era al massimo non aveva eguali. Gigi Simoni a Gubbio mi parlava sempre di lui. Stavo ore ad ascoltarlo».
Il suo sogno di calciatore?
«La serie A, se ci arrivo con questa maglia meglio ancora».
Quanto le manca per capire del tutto il Verona?
Un paio di partite, ma qualche convinzione ce l'ho già. Possiamo fare molto bene, anche se è presto per sbilanciarsi. Prendiamoci altre cinque o sei partite».
Il Grosseto che squadra è?
«Temibile, ci aspetta una partita delicata. Loro hanno attaccanti che possono cambiarti la partita in qualsiasi momento. Ma noi non vogliamo snaturarci, andremo sempre in campo per vincerle tutte».
E il Verona quanto vale?
«L'Hellas è un'ottima squadra, con tanti giocatori bravi e parecchie alternative possibili. Possiamo cambiare modo di giocare ma anche pescare di volta in volta chi è nelle migliori condizioni. Il gruppo è solido, si porta dietro il bagaglio dello scorso anno. E la rosa è ampia».
Finora Gomez ne ha vinte due su due. Con il Pescara era squalificato...
«Magari è solo fortuna, speriamo solo continui così».
Anche l'inizio del Verona non è stato male in fondo
«Sei punti sono un bel bottino, ma col Pescara si poteva anche non perdere. La B è dura. Si può vincere anche non giocando al massimo. Alla fine conta solo è la classifica».
Alessandro De Pietro

Hellas, sei pronto a scommettere sulle tue stelle?
MERCATO E DINTORNI. Affamati di gloria: ecco i loro profili. Gomez, Tachtsidis, Ferrari e Rafael: in attesa degli ultimi ritocchi all'organico mister Mandorlini si gioca gli assi che possono fare la differenza
10/08/2011
RIFLETTORI SU GOMEZ. Juanito Gomez è tornato. Stella del Verona. Uomo mercato trattenuto senza particolari difficoltà. Mandorlini ha capito da subito il valore del giocatore.

Tecnico, non meramente economico. Per sottrarlo ai frequentatori del Bentegodi forse non sarebbe bastato un milione e mezzo di euro.
Oggi Gomez è il giocatore più atteso. Uno così lo vorrebbero in molti. Nel mondo dorato di Gubbio il ragazzo pare essersi completato. Sotto rete è diventato micidiale. Nel lavoro di sponda, invenzione e supporto si è fatto uomo. Tutti gli chiederanno la luna nel pozzo. Lui, probabilmente, cercherà di pescare attimi di celebrità. Per se e per l'Hellas.

FONTE: LArena.it


LE INTERVISTE
Hellas Verona, Gomez: "Non vedo l'ora di cominciare"
19.07.2011 17:08 di Federico Errante
Fonte: Tuttohellasverona.it
E' rientrato dal Gubbio ed ora è pronto per lasciare il segno nel Verona di Mandorlini. Si tratta di Gomez, principale artefice della promozione diretta in serie cadetta del club umbro ed ora a tutti gli effetti un giocatore gialloblù: "Ho sempre seguito il Verona e il suo percorso in campionato. Mi sono sempre trovato bene in gialloblù e sembrava quindi giusto tifare per loro. Grazie alla fiducia concessa a Gubbio sono cresciuto come giocatore e ora sono anche più cosapevole delle mie qualità. Non vedo l'ora di cominciare quest'avventura in serie B, sono pronto a dare il mio contributo per aiutare l'Hellas a rimanere sui palcoscenici che merita".

FONTE: TuttoB.com


RASSEGNA STAMPA
Bari, piace il bomber del Gubbio Gomez
Gillet è destinato ad andare a Siena. Ad Angelozzi il difficile compito di sostituire Belmonte, Almiron e Barreto. Il talento Grandolfo entra in orbita Juventus.

26.06.2011 11:00 di Gaetano Nacci
Fonte: Micol Tortora per goal.com
Dopo aver portato a termine con grande maestria e destrezza le comproprietà, il direttore sportivo del Bari, Guido Angelozzi, da lunedì prossimo si butterà a capofitto sul mercato per tentare di metter su una squadra che nel prossimo campionato di serie B non sfiguri. Angelozzi avrà il difficile compito di sostituire i partenti Belmonte, Almiron e Barreto. Per quanto riguarda l'attaccante il ds barese starebbe sondando Juan Ignacio Gomez Tale, classe '85, attaccante argentino che nello scorso campionato ha giocato con la maglia del Gubbio, ma di proprietà del Verona. Con la squadra eugubina, la scorsa stagione l'argentino ha totalizzato trentuno presenze realizzando la bellezza di diciotto reti. I tifosi sperano di poterlo vedere in maglia biancorossa ma per Angelozzi sarà davvero dura accaparrarselo, anche in prestito, visto che il Verona dopo quattro anni di serie C, è finalmente approdato in serie B e sarà difficile che il club scaligero possa privarsi di lui.

Per quanto riguarda il capitano del Bari, Jean Francois Gillet, la prossima settimana potrebbe essere presentato a Siena. L'ex direttore sportivo biancorosso, Giorgio Perinetti, avrebbe trovato l'accordo sia con il club di via Torrebella (circa un milione e cinquecento mila euro), sia con il giocatore (un triennale che si aggirerebbe intorno ai cinquecento mila euro a stagione). A Bari potrebbe giungere, in comproprietà, il centrocampista esterno sinistro Sansone. Intanto l'ex centrocampista del Bari, l'argentino Almiron, potrebbe non essere più girato dalla Juventus al Parma, ma potrebbe seguire Gillet a Siena. Nell'affare che ha portato Almiron a Torino, sponda Juve, Angelozzi e Marotta hanno chiuso per la metà del cartellino del giovane attaccante barese, Grandolfo. Il giocatore di Castellana Grotte che era seguito anche dalla Fiorentina, rimarrà in maglia biancorossa ancora per una anno per poi passare alla Jeventus di Antonio Conte.

MERCATO
Il Verona rivuole Gomez
21.06.2011 15.00 di Graziano Raffaele
Il ritorno dell'Hellas Verona nella serie B 2011-2012 rappresenta senza dubbi il ritorno al calcio che conta di una squadra dalla tradizione gloriosa. Un club che ha già fatto intendere di voler costruire una rosa in grado di poter aspirare al salto nella massima serie per raggiungere, finalmente, i cugini del Chievo. Queste ambizioni non possono non scontrarsi con i sogni di un Bari costretto a dover sperare di azzeccarle tutte per rilanciarsi in questa nuova pagina della sua storia. Una competizione che si fa subito viva nell'ambito del calciomercato. Pare infatti che il tecnico Mandorlini abbia espressamente richiesto il ritorno a Verona della punta Juan Ignacio Gomez Taleb, attualmente in comproprietà con il Gubbio. Gomez nell'ultima stagione in Umbria ha dimostrato tutte le sue qualità, esaltato dal gioco di mister Torrente, realizzando 18 reti nel girone A della Prima Divisione. Ed è proprio il neo-allenatore biancorosso a non aver fatto mistero di aver chiesto ad Angelozzi un piccolo sforzo economico per acquisire un giocatore che nelle sue mani ha compiuto il definitivo salto di qualità. Si profila, dunque, una situazione difficile complicata dall'imminente scadenza per la definizione delle comproprietà e dal fatto che il Gubbio, dopo aver conquistato una sudata promozione, non penserà di sicuro a svendere il proprio patrimonio tecnico.

FONTE: TuttoBari.com





ALTRE NEWS
La doppietta di Gomez trascina il Gubbio in Serie B
08.05.2011 16:54 di Nicolò Schira
Domenica storica per il Gubbio che battendo 3-1 la Paganese grazie al gol di Boisfer e alla doppietta di Inacio Gomez Taleb conquista con un turno d'anticipo la promozione in Serie B dopo sessantaquattro anni di assenza.

FONTE: TuttoLegaPro.com


RISULTATI E CLASSIFICHE
1^ Divisione, il Gubbio affonda la Paganese e vola in serie B
08.05.2011 19.40 di Giacomo Marinelli Andreoli per tuttolegapro.com
Una città nel pallone. Il Gubbio batte la Paganese e vola in serie B. Esplode la festa dei tifosi rossoblù che in quasi 5.000 spingono la squadra di Vincenzo Torrente al successo decisivo per l'allungo sul Sorrento, battuto a La Spezia dal gol di un eugubino, Giacomo Casoli. Al "Barbetti" il sigillo è invece quello del cannoniere rossoblù, l'argentino Juanito Gomez, che dopo il vantaggio di Boisfer, raddoppia in azione solitaria e nel finale di gara timbra la 17ma rete personale dagli undici metri.
Una sceneggiatura che sembra uscita dalla penna di un maestro del thrilling, dopo una settimana nella quale gli umbri hanno dovuto digerire la sconfitta di Sorrento contro la diretta concorrente, figlia soprattutto di episodi sfavorevoli. Torrente ripropone il 4-3-3 canonico, con Galano che torna di punta dal 1', a fianco di Gomez e Daud, mentre in difesa Caracciolo rientra dalla squalifica e va a sostituire l'appiedato Borghese.

Tra i campani molte assenze, tra le quali gli squalificati Gatti e Vicedomini.
Si parte davanti a 5.000 tifosi: lo stadio è stracolmo già da un'ora prima dell'inizio, e i 700 biglietti del settore ospiti (tenuti in frigo in attesa di eventuali acquisti in prevendita da Pagani) vengono "polverizzati" in mezz'ora dopo la notizia che nessuno salirà in Umbria. E' una muraglia rossoblù quella che accoglie le squadre in campo: il Gubbio parte subito in quarta con giocate palla a terra e triangolazioni efficaci, con la Paganese che si chiude dai primi minuti nei suoi 20 metri difensivi. Daud trova un primo spiraglio al 10' ma calcia a lato. La squadra di Torrente colleziona corner ma non sfonda. Alla mezz'ora la svolta: da una triangolazione Gomez-Sandreani, palla arretrata all'accorrente Boisfer che di destro piazza nell'angolino basso: 1-0 e prima boato del "Barbetti". La festa non si è ancora placata che arriva il raddoppio (34'): stavolta è Gomez a fare tutto da solo, serpentina tra tre avversari e a tu per tu con Ginestra scaraventa la sfera sotto la traversa. Il raddoppio scatena gli spalti, già ravvivati da qualche minuto dalla notizia del vantaggio spezzino sul Sorrento.

Nella ripresa i rossoblù potrebbero dilagare in apertura, ma il palo nega il tris a capitan Sandreani, in combinazione con Daud. Nel finale una duplice valutazione generosa dell'arbitro Barbeno di Brescia regala altri due gol: prima al 34' punisce con un rigore per la Paganese un contatto veniale Briganti-Ferraro. Lo stesso ex attaccante rossoblù (aveva vestito la maglia del Gubbio in C2 nella stagione 2000-2001) infila Lamanna. A tempo scaduto, il neoentrato Bazzoffia - dopo aver sfiorato il gol al 35' su azione combinata con Gomez - cade a a terra in contrasto con Fusco: l'arbitro concede il penalty ed espelle il difensore per doppio giallo, anche se l'intervento non sembra falloso. Dal dischetto Gomez chiude la gara, mette la parola fine al campionato a balza a quota 17 nella classifica cannonieri.

Al triplice fischio esplode la festa dei tifosi, tutti in campo per brindare ad una serie B assolutamente inattesa all'inizio di stagione: l'emozione del 13 giugno 2010 (con la vittoria nella finale play off sul San Marino) sembrava l'apice dei trionfi del trio Simoni (DT) - Giammarioli (Ds) - Torrente (allenatore): ma il prodigio più sorprendente sarebbe arrivato poco meno di un anno dopo. Con un budget risicato (poco più di 1,5 milioni di euro), una squadra zeppa di giovani e un gioco frizzante e concreto, il Gubbio del presidente Marco Fioriti conquista una promozione diretta in B contro ogni pronostico, che appare meritata, sia per la permanenza in testa al campionato (dall'8 dicembre scorso, vittoria sul Sorrento), sia per la qualità di gioco mostrata, sia per quello che la piazza ha saputo esprimere anche in termini di sostegno, tifoseria ed entusiasmo. Un capolavoro che riporta il football umbro in serie B dopo 6 anni, e il Gubbio alla ribalta del panorama calcistico nazionale come vera e propria squadra-miracolo.

GUBBIO - PAGANESE 3-1
Gubbio (4-3-3) - Lamanna, Bartolucci Alcibiade Caracciolo Briganti, Boisfer Sandreani Raggio Garibaldi (80' Nazzani), Galano (60' Montefusco) Gomez Daud (70' Bazzoffia). A disp: Farabbi, Farina, Gaggiotti, Suciu. All. Torrente.

Paganese (4-5-1) - Ginestra, Imparato Radi Fusco Urbano (46' Ingrosso), Casisa Di Pasquale (46' Cortese) Liccardo Lepore (46' Macri) Tortori, Ferraro. A disp: Virgili, Santarelli, Grillo, Pisano. All. Capuano.

Arbitro - Berbeno di Brescia
Marcatori - Boisfer 32', Gomez 34' e 91' su rig., Ferraro 80' su rig.
Note - Spettatori 5.000 - espulso Fusco (90' per doppia ammonizione), ammoniti Radi, Casisi, Fusco, Briganti. Angoli 6-3. Recuperi 0' - 2'.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


RASSEGNA STAMPA
Gubbio, Gomez: "Mi fermo a 15 gol se bastano per vincere il campionato"
29.03.2011 15:30 di Valeria Debbia
Fonte: Luca Mercadini per Corriere dell'Umbria
“Il gol? Aveva ragione Torrente. Sapevamo che giocavano molto chiusi, il mister ce lo aveva detto. E ci aveva detto pure di cercare la giocata nello stretto, il fraseggio veloce per metterli in difficoltà”. Parole sante quelle di Juan Gomez che, al Voltini di Crema, ha raggiunto quota 15 nella speciale classifica dei marcatori. Insomma, un gol nato non per caso: “E’ stata un’azione veloce - continua il bomber argentino, come riporta il Corriere dell'Umbria - ho preso palla con il destro a Bazzoffia e me la sono portata subito sul sinistro sorprendendo la difesa cremasca con una botta in diagonale”. Gioia doppia per Gomez, che dopo due turni di stop forzato per squalifica e contemporaneo infortunio, in terra lombarda ha subito ritrovato la via del gol.

E che gol, davanti a Claudia, la fidanzata di Santa Fè (domenica scorsa al Barbetti c’era uno striscione per lei preparato da Chico Mischianti, amico e tifoso di Juan) venuta a trovarlo dall’Argentina e presente nella tribuna deallo stadio Voltini: “Sì, sono contento di aver segnato subito al mio rientro e con lei sugli spalti. Volevo esultare sotto la curva dei nostri tifosi, ma era dalla parte opposta e temevo di lasciare sguarnita la squadra al fischio dell’arbitro. Però...”. Però cosa? “Potevamo vincere - spiega il bomber rossoblù - se l’arbitro avesse concesso almeno un rigore”. Un Gomez che per la prima volta si lamenta degli arbitri... ”Sì, c’erano due rigori per noi. Il primo su di me. Sono saltato alto per colpire la palla di testa e il difensore mi ha tirato giù senza tanti complimenti. E poi, quello della ripresa su Bazzoffia. Io ero lì, a due passi e ho visto bene, anche perché Daniele stava per calciare da buona posizione e non aveva alcuna ragione di buttarsi. Ma, in ogni caso, avremmo potuto vincere lo stesso se avessimo giocato seguendo ancora di più le indicazioni del mister. Dovevamo insistere - continua - con il palleggio negli spazi stretti, sarebbero andati in difficoltà”.

Ma ci sono anche gli avversari... ”Certo, e pure il terreno di gioco. Campo piccolo, ma soprattutto pieno di zolle che non permettevano un facile controllo di palla, con il Pergocrema che giocava palla lunga e noi che provavamo a mettere ordine cercando lo scambio negli ultimi metri. Ma va bene anche così”. Direi di sì, basta vedere la classifica: “Primi con 8 punti di vantaggio quando in estate ci davano tutti per retrocessi prima di iniziare. Ora dobbiamo continuare così, consapevoli che da qui alla fine sarà una battaglia ogni domenica, soprattutto con squadre come il Pergo che si giocano la salvezza”. Quindici gol, dove vuole arrivare Gomez: “A 15 gol se bastano per vincere il campionato”. E Paulinho? “Gli auguro di segnarne altri 10, ma di arrivare secondo”.

FONTE: TuttoLegaPro.com


AVVERSARI
GOMEZ: "Il mio futuro? Penso solo al Gubbio"
07.02.2011 15:16 di Francesco Andreose
Anche domenica Ignacio Gomez Taleb è stato tra i protagonisti del match segnando anche una delle due reti che hanno permesso al Gubbio di espugnare Verona. Il giocatore, ancora di proprietà dell'Hellas Verona, raggiunto a fine gara dai microfoni di Tggialloblu, ha parlato della possibilità di tornare a Verona a fine stagione. Niente dichiarazioni d'amore o promesse di matrimonio però: la sua testa rimane concentrata sul presente e sulla favola Gubbio. "Il mio futuro? Non ci penso, nel calcio cambia tutto da un giorno all'altro, ora bisogna pensare solo al Gubbio, alla prossima partita e al campionato in corso per cercare di arrivare ai play-off".
Gomez ha ricordato anche il periodo in gialloblu. "Con la maglia del Verona potevo far di più. Il primo anno con Remondina ero partito bene poi ho avuto un infortunio, la squadra andava bene ed eravamo in tanti attaccanti così ho giocato solo un paio di partite. L'anno dopo la squadra era stata allestita per stravincere il campionato, c'erano tanti attaccanti bravi e non ho trovato spazio".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Juanito Gomez sogna la serie B con il Gubbio
03/02/2011 17:17
Per tutti è Juanito, ma a Gubbio lo considerano una specie di salvatore della patria. Juan Ignacio Gomez Taleb, non è più una sorpresa: a suon di gol e prestazioni di altissimo livello ha condotto nella passata stagione il Gubbio alla promozione in Prima Divisione e quest'anno sogna il secondo grande salto che sarebbe quantomeno sorprendente. La squadra di Torrente grazie a un filotto straordinario di otto affermazioni consecutive è là davanti a tutti con cinque punti di margine sul Sorrento che insegue. Una sorpresa che ha proprio nella giocate di Gomez il suo segreto: argentino di nascita inizia la carriera nel Ferentino nel 2004 in serie D dove riesce a ritagliarsi uno spazio importante trovando anche tre gol.

L'anno successivo il grande salto nella cadetteria con la Triestina, otto presenze e zero gol e la consapevolezza di dover maturare ancora. Viene acquistato dal Bellaria Igea dove resta due campionati in C2: colleziona 54 presenze e 9 reti e nell'estate 2008 viene contattato dall'Hellas di Remondina. Il tecnico bresciano capisce le sue grandi doti tecniche e non stenta a schierarlo con continuità soprattutto nella seconda parte di stagione. L'anno dopo i piani del Verona cambiano e Juanito non fa parte del progetto: Remondina non vede di buon grado una sua partenza a Gennaio ma la società lo gira al Gubbio dopo appena sette presenze. Da lì la svolta: arriva in Umbria in punta di piedi, si allena duramente e conduce la squadra prima ai play-off e poi alla promozione.

Il Gubbio fa di tutto per confermarlo e lui accetta di restare: fino a questo punto del campionato è stato a dir poco stupefacente. 21 presenze e 13 gol, uno dei quali anche al Verona nella gara d'andata terminata 2-1 proprio per Gomez e compagni. Il suo cartellino appartiene ancora all'Hellas; per adesso però Juanito vuole solo la promozione in serie B, a Giugno, poi, si vedrà. Domenica tornerà al Bentegodi da avversario per la prima volta. (A.B.)

FONTE: TGGiallolu.it


28 Dic 2010
Gubbio, su Gomez gli occhi del Vicenza
Il primo posto in campionato di Prima Divisione, girone A, del Gubbio ha molti nomi, molte facce, tanti gol, e diversi meriti. Però è indubbio che quando una squadra arrivata dalla Seconda Divisione attraverso i playoff (contro il San Marino) si ritrova – meritatamente – in testa al campionato allora c’è sempre un attaccante di riferimento che segna a raffica e si fa notare dagli addetti ai lavori. E’ per questo che molte società hanno messo gli occhi addosso sul centravanti argentino Ignacio Gomez Taleb, meglio conosciuto solo come Gomez. Arrivato in Italia via Verona, in casa Hellas Gomez non è mai riuscito a dimostrare tutto il suo valore.
In Umbria invece, alla corte di mister Torrente (nella foto), ha trovato la sua dimensione e adesso ci sono alcune società di serie B e di Prima Divisione che si sono fatte avanti per averlo.

Pare che il Vicenza abbia già mosso i primi contatti e però da Gubbio in questo momento fanno orecchie da mercante.
Difficile infatti che la società umbra si privi di un uomo così importante a metà stagione, quando il sogno di arrivare in Serie B sembra essere più che concreto.
Più probabile che si attenda la fine della stagione per pensare di monetizzare cedendolo. E’ pur vero che il tecnico del Vicenza Rolando Maran ha voglia di affiancare un altro attaccante di buon livello all’intoccabile Abbruscato. Fino a questo momento, infatti, Alemao, Misurata ed Arma non hanno del tutto convinto.

FONTE: LegaPro.it


Ancora Gomez, Gubbio in testa alla classifica
Gomez, 10° gol stagionale

08/12/2010 18:44
Un calcio di rigore realizzato da Gomez al 13' del secondo tempo lancia il Gubbio in testa alla classifica. Nel recupero di campionato 1-0 degli umbri al Sorrento. I campani erano imbattuti da undici giornate. Questo incontro non si era giocato nella 15/a giornata per impraticabilità del campo.

Questa la nuova classifica: Gubbio 31 punti; Sorrento 30; Spal e Alessandria 25; Reggiana e Salernitana 23; Spezia 22; Sud Tirol, Bassano, Lumezzane e Cremonese 20; Como e Pavia 19; Ravenna 18; Pergocrema e Verona 17; Monza 14; Paganese 11.

FONTE: TGGialloBlu.it


Sport By Redazione1
Gubbio/ Il ds Giammarioli:"Gomez non si tocca"
13/12/2010 - 16:34
“Gomez non si tocca, e con lui tutti gli altri nostri pezzi pregiati”. Una frase, poche parole che pesano però come macigni e che non lasciano spazi ai dubbi, alle perplessità. E nemmeno a interrogativi pretestuosi. Il diesse Stefano Giammarioli non ha peli sulla lingua e prosegue: “Fa piacere che nei confronti del nostro bomber ci siano tanti interessamenti, ed è naturale che sia così. Il Gubbio è primo in classifica e Gomez è capocannoniere con Paulinho. Per cui ci sta. E tra questi interessamenti c’è anche quello del Verona, la società da cui proviene Juanito. Ma il ragazzo, che pure è molto soddisfatto professionalmente di questo interessamento degli scaligeri, una società di cui ha grande stima così come grande rispetto dei tifosi gialloblù, ha un contratto con noi fino a giugno e intende rispettarlo. A Gubbio sta bene, lo ha detto più volte. A Gubbio è rinato calcisticamente e proprio con la maglia rossoblù ha ritrovato la strada migliore per fare carriera nel calcio che conta. Quindi a Gubbio è legato come da un cordone ombelicale”.

Si diceva anche degli interessamenti anche per altri giocatori rossoblù, vero? “E’ chiaro ed è ovvio che sia così – aggiunge Giammarioli – calciatori come Galano, e dico questo nome tanto per farne uno, ma potrei fornire un elenco molto più lungo, stanno maturando in fretta e in maniera eccellente. E di questo bisogna dare atto al nostro allenatore, Torrente, che è bravo come pochi a valorizzare i giovani e a metterli nelle condizioni di potersi esprimere al meglio”.

Giammarioli, Torrente, Simoni: un triumvirato che miete successi. “Il mio grazie va subito alla società e al presidente del Gubbio Fioriti che due anni e mezzo orsono mi ha chiesto di ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Gigi Simoni, che per me è come un padre, ci sta dando un enorme contributo di esperienza, di saggezza e un patrimonio di conoscenze che non ha eguali. Torrente, lo dicevo poco fa, è straordinario nel modo con il quale sa far giocare al meglio i giovani che gli mettiamo a disposizione”.
Torniano a Gomz e alle sirene di gennaio. “Nessuna sirena. Gomez è contrattualmente legato al Gubbio e con il Gubbio finirà il campionato. E, ripeto quanto già detto, come lui tutti gli altri nostri pezzi pregiati”. Ma tornerete sul mercato con l’apertura invernale, vero? “Il nostro presidente, Marco Fioriti, ha parlato chiaro. In un’ottica di scambi potrebbero partire due giocatori e arrivarne altrettanti”. Un attaccante e un centrocampista? “Un attaccante e un centrocampista? Ma, staremo a vedere. Certo è che faremo di tutto per migliorarci”. Magari sarete bravi a scovare un altro Gomez come è accaduto nel gennaio scorso. “Magari. Sarebbe davvero la ciliegina sulla torta”.

FONTE: UmbriaLeft.it


GUBBIO CALCIO - GOMEZ: "VOGLIO PORTARE IL GUBBIO IN ALTO"
20/10/2010 ore 14.18
post L. Pioppi UJcom2.0 @ (UJ.com) GUBBIO - Si sta candidando ad essere il pichichi del girone A di Prima Divisione, parliamo dell'attaccante argentino, classe '85, Ignacio Juan Gomez Taleb che con le sue sei reti nelle prime nove giornate del torneo sta trascinando il Gubbio nelle zone di vertice della classifica a ridosso di appena tre lunghezze dalla capolista Salernitana. Domenica con una doppietta Gomez ha steso la Reggiana e allora Tuttolegapro.com ha deciso di intervistare l'attaccante nativo di Santa Fè per scoprire i suoi obiettivi futuri nonchè permettere di farlo conoscere meglio a tutti i tifosi della terza serie.

Dopo la vittoria di Domenica siete arrivati al secondo posto, vi aspettavate di essere così in alto essendo una neopromossa?
"Sinceramente non ci aspettavamo di fare così bene. In casa stiamo andando fortissimo e sette giorni fa ci siamo sbloccati anche in trasferta vincendo a Como. Per ora viviamo alla giornata consci del fatto che il nostro obiettivo rimane quello di ottenere la salvezza il prima possibile, però se a fine inverno fossimo già salvi a quel punto potremmo iniziare a sognare..."
Dopo un lungo girovagare per l'Italia finalmente a Gubbio hai trovato continuità. Di chi è il merito della tua esplosione?
"Ho girato molto, ma per fortuna a gennaio il Gubbio mi ha voluto e dato la possibilità di giocare da titolare. Devo ringraziare il trio Giammarioli-Torrente-Simoni che mi stanno aiutando giorno per giorno a migliorare. Poi con il modulo offensivo del mister per un attaccante come me è il massimo".
A livello personale che traguardo ti sei posto per questa stagione?
"Spero di arrivare in doppia cifra e penso di poterci riuscire grazie ai fantastici compagni che mi supportano mettendomi nelle condizioni ideali per segnare".
Hai un attaccante al quale ti ispiri?
"Ti soprenderò ma il mio idolo è un brasiliano: il Fenomeno Ronaldo. Ancora adesso cerco di non perdermi una sua partita. Inoltre grazie a Gigi Simoni che ha avuto la fortuna di allenarlo sto cercando di sfruttare al massimo i suoi consigli e i racconti per tentare un giorno di fare il 10% della sua carriera".
Un'ultima curiosità: i calciatori sudamericani sono spesso accompagni da soprannomi, tu ne hai qualcuno al quale sei particolarmente legato?
"I compagni mi chiamano Juanì, ma non ho un soprannome particolare, appena qualcuno me lo darà ti avviserò subito". Domenica match difficilissimo a Ferrara contro la Spal: sarà durissima, vero?
"Contro le grandi squadre non mancano le motivazioni. La Spal è una grandissima squadra e merita il massimo rispetto. E' stata costruita per vincere e sarà sicuramente tra le protagoniste del campionato. Non dimentichiamoci che fino a due settimane fa era al primo posto in classifica. Ripeto, noi abbiamo grande rispetto delle loro potenzialità, ma nessun timore e siamo anche consapeoli del nostro valore. E' chiaro che non andremo a Ferrara a fare una passeggiata. Giocheremo con grinta, con umiltà, con determinazione. Con la fame di fare risultato e di migliorarci dando continuità ai risultati e a una classifica sempre più bella e importante. Per questo mi piacerebbe molto fare un gol. Ma mi piacerebbe ancora di più vincere. So bene che gli spallini sono fortissimi, ma attenti al Gubbio... e non dico altro”.

FONTE: UmbriaJournal.com


Verona, Gomez al Gubbio col rinnovo del contratto
Il gol decisivo di Gomez nel 2-1 dell'Hellas al Monza di due campionati fa

26/07/2010 22:25
Il Verona ha definito la cessione in prestito (senza diritti di riscatto) dell'attaccante argentino Juan Ignacio Gomez, 25 anni, al Gubbio, neopromosso in Prima Divisione. Fuori dagli schemi del tecnico Giannini ma reduce da un'ottima seconda parte di campionato nella scorsa stagione proprio nel Gubbio, Gomez ha prima allungato di un anno il contratto con il Verona (nuova scadenza 2012) e poi accettato la nuova destinazione.

FONTE: TGGialloBlu.it


GUBBIO - PRESENTATO IL NUOVO ACQUISTO GOMEZ TALEB
20/01/2010 ore 14.25
(UJ.com) GUBBIO - É stato presentato ufficialmente il nuovo acquisto rossoblù che è arrivato in prestito dall'Hellas Verona. L'attaccante argentino Juan Inacio Gomez Taleb, classe '85, di Santa Fe, con un passato quando si trovava in Argentina tra le fila del Boca Juniors di Buenos Aires, si presenta: "A Verona avevo poco spazio e allora ho colto al volo questa opportunità. Conoscevo già l'ambiente e lo stadio visto che ci ho giocato da avversario più volte. Non ci ho pensato due volte. Sono venuto a Gubbio per giocare il più possibile e per dare il mio massimo contributo. Le mie caratteristiche? Principalmente sono un attaccante che gioca come esterno sinistro ma posso adattarmi anche sulla destra. Tuttavia l'anno scorso a Verona ho giocato anche da punta centrale in coppia con Girardi".

Mister Torrente parla del nuovo acquisto: "Dal primo allenamento Juan mi è sembrato subito reattivo. L'importante è che dia il massimo per questi colori e sia motivato per il bene del Gubbio. Come lo impiegherò? Credo che giocherà come attaccante di fascia, sugli esterni, perchè può sprigionare meglio le sue caratteristiche. Solo all'occorrenza potrei schierarlo centrale". Mercato delle altre. Il difensore Mirko Conte ('74; ex Inter, Sampdoria e Napoli) approda alla Colligiana dall'Arezzo. Il Poggibonsi preleva dal Lecco il terzino sinistro Marco Francini ('83): si tratta di un ritorno. L'attaccante Mario Bonfiglio ('74) rescinde con la Pro Vasto che a sua volta preleva l'attaccante Antonio Croce ('86) dal Padova (si trovava a Cassino). La Sangiovannese è in procinto a cedere il difensore Alessio Vannini ('87) alla Carrarese e in azzurro in cambio arriva il portiere Marco Dessena ('86). Alcuni giorni fa la stessa Sangiovannese aveva fatto un'operazione di scambio con il Poggibonsi: in giallorosso era arrivato il difensore Emilio Dierna ('87) mentre in terra valdarnese si era trasferito il giovane attaccante Andrea Aperuta ('89) dai senesi.

FONTE: UmbriaJournal.com


LEGA PRO
Gubbio, Gomez ad un passo
17.01.2010 11.42 di Daniele Felicetti
Il Gubbio è vicino all'attaccante Juan Ignacio Gomez (24) di proprietà dell'Hellas Verona. Il centravanti argentino, cresciuto nell'Arsenal Sarandi, in questa stagione ha disputato solo 6 spezzoni di gare in Prima Divisione (115 minuti complessivi) e si sarebbe convinto ad accettare la destinazione umbra per rilanciarsi.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com




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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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