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HELLAS VERONA TIFOSI: Incidenti Verona Cavese articolo interessante ma come mai, quando si parla dei nostri tifosi, la verità è sempre e solo una...

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La partita fra Hellas Verona e Cavese si è segnalata, nel vastissimo panorama del calcio italiano, quasi esclusivamente per gli incidenti fra i campani e le forze dell'ordine nel prepartita... 'E se quella non fosse tutta la verità?' si chiede Davide LAMBERTI di CalcioPress.net
... Chi mi conosce sa bene quanto sia obiettivo ed impietoso nel giudicare il comportamento incivile dei "tifosi", anche dei nostri, molte volte mi sono scagliato contro politica e razzismo che col calcio niente hanno a che fare, ma che purtroppo sempre più spesso diventano pretesti per portare in quest'ultimo violenza (verbale e fisica).

Leggendo questo articolo, che di per sè pone solo un dubbio e dunque fa esattamente quello che un articolo ben scritto deve fare, viene naturale chiedersi: MA PERCHE', QUANDO SI PARLA DI TIFOSI DELL'HELLAS VERONA LA VERITA' E' UNA SOLA (beceri, ignoranti, razzisti e facinorosi) MENTRE IN ALTRE SITUAZIONI DI ALTRE TIFOSERIE, SALTA FUORI ALMENO UN DUBBIO CHE FORSE LA VERITA' NON E' PROPRIO QUELLA SCRITTA DAI PIU'?

Ne parlavo proprio ieri con Tartan Army sul nostro forum: probabilmente il "razzismo a Verona" fa vendere copie e siamo stati marchiati (non del tutto ingiustamente a dire il vero) come beceri, razzisti e violenti .

Ma che dire allora:
- Del trattamento subito dai tifosi dell'Hellas Verona a La Spezia nella prima delle due "finali" per rimanere in B? Ero presente ci hanno trattato come gli animali dello zoo, in pulmann con finestrini sigillati e sbarrati, all'ingresso mi hanno sequestrato lo striscione B/=\S (quello "pericolosissimo" in questa immagine ed in calce a questo post) quindi, a fine partita, siamo stati imprigionati ai cancelli d'uscita per più di un'ora con famiglie, bambini piccoli e gente inferocita che da dietro premeva e ci poteva schiacciare in qualsiasi momento contro le sbarre di ferro dello stadio spezzino (fulgido esempio di sicurezza negli stadi)...

- Perchè nessuno ha scritto niente sulle angherie subite da giocatori e tifosi a Reggio Calabria quando superMike COSSATO ci regalo la permanenza in serie A a spese della Reggina? Vi fu un esposto, dell'allora presidente signor Pastorello, ma finì come al solito a tarallucci e vino e la stampa non ne diede risalto... Eppure volarono schiaffi contro rappresentanti ufficiali del nostro Hellas...

- Vogliamo parlare poi di cosa succede ai tifosi ospiti, specie se veronesi, che vanno a vedere le partite al San Paolo di Napoli? Eh certo... MA QUELLO NON FA NOTIZIA!!! (come la mail spedita qualche giorno fa dal tifoso milanista in occasione di Milan - Napoli e pubblicata anche su questo blog l'altro ieri).

Per non andare troppo in là nel tempo basta ricordare la partita tra Pro Sesto ed Hellas Verona giocatasi un paio di settimane or sono: come mai, mi chiedo e per la verità ce lo siamo chiesto in tanti, tra i 10/15 UH UH UH ed i 3/4 mila MORTE!!! MORTE!!! MORTE!!! si è scelto di sentire solo i primi? Anzi a dire il vero non potevano non sentirsi anche i secondi ma sono stati giudicati come razzisti pure quelli, trattandosi dei "soliti" veronesi... Ecco signor Lamberti, in quell'occasione la verità (il coro MORTE!!! MORTE!!! MORTE!!! viene fatto a tutti i simulatori che cercano di perdere tempo, di qualsiasi razza, colore o religione siano) era poco sotto la superficie, bastava cercarla, bastava informarsi (cosa che da voi giornalisti è lecito aspettarsi) prima di sparare come al solito a zero sui soliti, razzisti, beceri e violenti tifosi dell'Hellas Verona e far squalificare il Bentegodi... E invece NO!!!

A nessuno dei media è venuto il minimo dubbio che i fatti riportati da Sesto San Giovanni fossero veri e, se facciamo eccezione per questa lettera del Comitato Pro Hellas Verona (che è stata pubblicata in qualche sito Web di notizie sportive ma che non può essere considerata imparziale per ovvie ragioni), nessuno di voi giornalisti ha scritto qualcosa "fuori dal coro" in quell'occasione... Se posso permettermi, signor Lamberti, la invito a continuare nutrire il dubbio e a cercare sempre le verità anche quelle scomode in qualunque posto si trovino: perfino fra i razzisti, violenti, beceri ed ignoranti tifosi del Verona.

P.S: Copia di questa mia riflessione è stata spedita alla redazione e al direttore di CalcioPress.Net.

Verona-Cavese, una sola verità?
In margine agli incidenti scoppiati fuori dal Bentegodi prima della gara tra Hellas Verona e Cavese, che hanno visto coinvolti i sostenitori della Cavese, la ricerca della verità dovrebbe essere il solo obiettivo da perseguire per gli organi di informazione. A maggior ragione, quando c'è di mezzo la giustizia.

Sui fatti avvenuti domenica al Bentegodi si è detto, e scritto, forse troppo poco.
Le cronache hanno parlato di "facinorosi e teppisti". Di supporters cavesi che nulla di meglio avrebbero avuto da fare se non sobbarcarsi centinaia di chilometri per mettere a repentaglio la propria incolumità. E quella di donne e bambini presenti fuori, perché è lì che è rimasta gran parte della gente di fede biancoblù, dall'impianto sportivo scaligero.

In un calcio travolto da episodi deprecabili, e da atti vandalici che nulla hanno a che vedere col gioco più bello del mondo, fatti del genere sono all'ordine del giorno. E’ stata proprio questa routine a far nascere una corrente di pensiero fin troppo semplicistica tra quanti si occupano di informazione. La colpa è sempre degli ultras.

Anche in questo caso, una tale corrente di pensiero è stata ampiamente seguita. Portando ad esprimere giudizi superficiali, e condanne mediatiche, senza troppi scrupoli.

Questo perché? Perché il rincorrere la notizia, e il doverla riportare il prima possibile, porta alcune volte alla superficialità, al venir meno dell'interesse per la "vera verità". Quello che è accaduto domenica ha avuto una certa rilevanza mediatica. Ma i fatti riportati (tafferugli con le forze dell'ordine, servizi igienici distrutti, 8 arresti e 5 fermi) non sono che le conclusioni. Così, una città come Cava de' Tirreni potrebbe vedersi incollata addosso la sgradevole etichetta di "patria di rivoltosi".

Questo emergerebbe se ci si limitasse a tener conto di quanto si è scritto. Che potrebbe non essere tutto. A Verona erano presenti tante famiglie. Partite per il Veneto da Cava, e non solo, per seguire la formazione metelliana. Tante donne, bambini, padri di famiglia, giovani. Che ultras, cioè militanti del tifo organizzato, certo non sono.

A sentire le testimonianze di queste persone, pubblicate su alcuni siti web nonché su giornali locali, si ottiene una versione che porta alle stesse conclusioni. Ma con cause e modalità diverse. Che fanno pensare che, se qualcosa di sbagliato c'è, non è solo nella testa dei tifosi (cavesi, nel caso specifico).

In queste testimonianze si legge di una scarsa elasticità da parte delle forze dell'ordine verso i sostenitori aquilotti. Si legge di gente esasperata dalla vana attesa di poter assistere, pacificamente, allo spettacolo dopo un lungo e stressante viaggio. Si legge, ancora, di eccessi di zelo degli addetti all’ordine pubblico, forse troppo rigorosi nell’impedire l’ingresso nel settore ospiti di persone con biglietto di altro settore e di prezzo superiore.

Nelle versioni "ufficiali" quello che è trapelato, invece, è che si sia trattato di teppisti intenti e disposti al diverbio (se non a peggio) con le forze dell'ordine. Di tifosi con biglietti nominativi i cui dati non corrispondevano a quelli del possessore. E si è sostenuto che molti volessero entrare senza possederlo, un biglietto.

Quale delle due versioni è quella reale? A chi dare ragione? Qual è la verità? Probabilmente nessuna delle due lo è, in senso assoluto. E la verità sta nel mezzo. Ma, proprio per questo, esprimere giudizi affrettati non è giusto né corretto.

Sta di fatto, comunque, che gli arresti ci sono stati e le condanne arriveranno a breve. Gli 8 arrestati sono rientrati a Cava de' Tirreni e sono in attesa della sentenza. Che, con ogni probabilità, imporrà loro il Daspo.

C’è, dunque, nel caso di specie una sola verità? Vale a dire quella resa pubblica? Quella venuta fuori da una sola delle due campane? Non dovrebbe, viceversa, essere scontato per chi è mosso dal vero spirito di cronaca guardare oltre la superficie? Andare in fondo, informandosi e informando a 360 gradi? Alla ricerca di una possibile verità nascosta?

Donne, bambini, famiglie, giovani, un lungo viaggio per la propria passione rovinato dal proprio comportamento. Non ne siamo troppo convinti. Così come siamo convinti che la verità non cade dal cielo. E che le parole, prima di essere scritte, debbano essere pesate e pensate. Specie quando si ha a che fare con popoli civili quali quelli di Verona e Cava de' Tirreni, non si possono diffondere notizie parziali che tanto male possono fare a chi ne è, suo malgrado, protagonista.

La velleitaria speranza è che, per gli episodi di violenza, ci sia sempre chiarezza da parte di chi indaga. E che la giustizia faccia il suo corso, senza superficialità e/o pregiudizi. Così come l'informazione. Che dovrebbe scavare, sempre e comunque, alla ricerca della verità vera. Se mai esiste.
Davide Lamberti

FONTE: CalcioPress.net

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